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Retief Ambasciatore Galattico

Insettoidi intelligenti, ondine che si chiamano Nudine, razze di tutte le specie e un branco di esseri umani niente affatto addomesticabili: è la fauna di U-784-a, pianeta dimenticato dalla burocrazia per un banale errore di classificazione. Oggi, duecento anni dopo, il Corpo diplomatico terrestre manda i suoi uomini migliori a scoprire cosa sia successo e ad allacciare rapporti costruttivi con il pianeta. Ma forse è troppo tardi: non per nulla U-784-a è anche detto Spookworld, Mondospettro, e per Jame Retief, Magnan e gli altri terrestri comincia un’avventura che rischia di degenerare in un incubo. I lettori di “Urania”, invece, rischiano una ricca dose di suspense e intelligenza grazie al ritorno del maestro Keith Laumer.

Resistenze. Sul concetto di analisi

Lavorando nei margini de L’interpretazione dei sogni, Jacques Derrida penetra tra le pieghe del testo freudiano portando in luce la natura disseminale del concetto di resistenza all’analisi. Ma, se non si dà una nozione univoca di resistenza, anche il concetto di analisi vacilla, si decostruisce, esponendosi alla possibilità del suo al di là. La psicoanalisi diviene così per Derrida il luogo strategico a partire dal quale ripensare tutta la tradizione della ragione analitica, anche nel suo rapporto con la dimensione etico-politica. Resistenze è un testo fondamentale non solo per ricostruire il confronto derridiano con la psicoanalisi, ma anche per comprendere il ruolo che questo confronto ha svolto nell’evoluzione del pensiero del maestro della decostruzione. **
### Sinossi
Lavorando nei margini de L’interpretazione dei sogni, Jacques Derrida penetra tra le pieghe del testo freudiano portando in luce la natura disseminale del concetto di resistenza all’analisi. Ma, se non si dà una nozione univoca di resistenza, anche il concetto di analisi vacilla, si decostruisce, esponendosi alla possibilità del suo al di là. La psicoanalisi diviene così per Derrida il luogo strategico a partire dal quale ripensare tutta la tradizione della ragione analitica, anche nel suo rapporto con la dimensione etico-politica. Resistenze è un testo fondamentale non solo per ricostruire il confronto derridiano con la psicoanalisi, ma anche per comprendere il ruolo che questo confronto ha svolto nell’evoluzione del pensiero del maestro della decostruzione.

Reincantare Il Mondo. Il Valore Spirito Contro Il Populismo Industriale

Reincantare il mondo incrocia coraggiosamente teorie diverse, come il processo di individuazione di Simondon, la psicanalisi freudiana, certi aspetti della fenomenologia di Husserl, la grammatologia di Derrida e le riflessioni foucaultiane sugli hypomnémata, al fine di promuovere il valore spirito e contrastare il populismo industriale – ossia la dissociazione e la captazione dell’attenzione divenute sistema. Grazie a queste coordinate, Stiegler disegna una filosofia e un pensiero che devono ritornare ad essere forti, in un certo senso più del “pensiero forte”. Per l’autore di questo libro, infatti, il reincanto del mondo è la costruzione di un’alternativa all’esito più nefasto del disincanto del mondo descritto da Max Weber. Se il disincanto del mondo è l’espressione del predominio delle logiche di efficienza e produttività, e si poggia sulla convinzione che tutti i fenomeni possano essere dominati dalla ragione, abbandonando perciò ogni riferimento a elementi magici, metafisici o religiosi, per Stiegler tale disincanto si è rivelato sempre più nocivo a misura della costante e pressoché illimitata ipertrofia delle nuove tecnologie, veicolata da un capitalismo ormai palesemente tossico. Di fronte a ciò, piuttosto che opporsi al divenire tecnologico, si rende necessario «un nuovo progetto industriale che bisogna inventare e che miri a intensificare la singolarità in quanto incalcolabile, socializzando dei dati che non possano essere ridotti a oggetti di un mero calcolo economico. Si tratta di inventare l’industria del calcolo che impedisca di calcolare (sul)le esistenze – ma inventarla con gli strumenti digitali. Si tratta, in effetti, di reincantare il mondo, ossia di edificare i modi di sussistenza e di esistenza che sostengono l’altro piano, il piano delle consistenze, che è quello del canto – il canto di quelle Sirene senza le quali non c’è nulla». **
### Sinossi
Reincantare il mondo incrocia coraggiosamente teorie diverse, come il processo di individuazione di Simondon, la psicanalisi freudiana, certi aspetti della fenomenologia di Husserl, la grammatologia di Derrida e le riflessioni foucaultiane sugli hypomnémata, al fine di promuovere il valore spirito e contrastare il populismo industriale – ossia la dissociazione e la captazione dell’attenzione divenute sistema. Grazie a queste coordinate, Stiegler disegna una filosofia e un pensiero che devono ritornare ad essere forti, in un certo senso più del “pensiero forte”. Per l’autore di questo libro, infatti, il reincanto del mondo è la costruzione di un’alternativa all’esito più nefasto del disincanto del mondo descritto da Max Weber. Se il disincanto del mondo è l’espressione del predominio delle logiche di efficienza e produttività, e si poggia sulla convinzione che tutti i fenomeni possano essere dominati dalla ragione, abbandonando perciò ogni riferimento a elementi magici, metafisici o religiosi, per Stiegler tale disincanto si è rivelato sempre più nocivo a misura della costante e pressoché illimitata ipertrofia delle nuove tecnologie, veicolata da un capitalismo ormai palesemente tossico. Di fronte a ciò, piuttosto che opporsi al divenire tecnologico, si rende necessario «un nuovo progetto industriale che bisogna inventare e che miri a intensificare la singolarità in quanto incalcolabile, socializzando dei dati che non possano essere ridotti a oggetti di un mero calcolo economico. Si tratta di inventare l’industria del calcolo che impedisca di calcolare (sul)le esistenze – ma inventarla con gli strumenti digitali. Si tratta, in effetti, di reincantare il mondo, ossia di edificare i modi di sussistenza e di esistenza che sostengono l’altro piano, il piano delle consistenze, che è quello del canto – il canto di quelle Sirene senza le quali non c’è nulla».

Red

Il tenente James Shelley è al comando di una squadra militare ad alta tecnologia dislocata in un distretto rurale nel Sahel africano. La missione è una: combattere gli insorti. Tre gli obiettivi: primo, difendere i civili; secondo: uccidere il nemico; terzo, e più importante: rimanere vivi. Perché in una guerra di mercenari, costruita a tavolino dalla lobby delle armi, non esiste una causa per cui valga la pena morire. Costantemente connessi con la centrale operativa, Shelley e i suoi uomini non sanno di essere anche protagonisti di un reality show televisivo. Quando un improvviso attacco aereo quasi distrugge il loro avamposto, inizia a prendere forma una trama di sporchi traffici tra politici corrotti, terroristi nucleari e uomini d’affari. Per difendere se stesso e la squadra dagli intrighi del potere, Shelley non può fare ricorso solo alla tecnologia. Dovrà fidarsi del suo sesto senso, ovvero la voce che gli sussurra infallibilmente nella testa quando un pericolo si avvicina… **

Razzi verso il nulla

Il mistero avvolge il campo sperimentale di White Sands, Nuovo Messico, divenuto nel 1981 il più grande campo sperimentale del mondo per razzi interplanetari: vero e proprio universo di scienziati e di tecnici chiuso in se stesso. Ma un altro mistero sembra gettare su White Sands la sua cupa ombra: dove vanno a finire turri gli scienziati e i razi che, partiti in volo sperimentale scompaiono senza lasciar traccia? Chi sono le enigmatiche ombre che si muovono, nottetempo, tra i bianchi edifici di White Sands? È vero che giganteschi razzi, di tipo sconosciuto a White Sands, decollano dalle zone polari per ignota destinazione? Questo ed altri enigmi assillano Daniel Cross, giovane scienziato di White Sands: il quale, quando scopre che anche suo padre e sua madre scompaiono dalla Base senza lasciar traccia decide ch’è venuto il momento di vederci chiaro..
Copertina di Curt Caesar

Rapiti Dal Deserto

Nessuno è in grado di abbattere le difese che il principe Amjad Aal Shalaan ha costruito intorno al suo cuore. Devastante per fascino e forza, è letale in quando a cinismo, grazie a un divorzio doloroso che ne ha minato per sempre la visione dell’amore. La sua unica ragione di vita è la sopravvivenza del regno di Zohayd, ora in pericolo a causa del furto dei leggendari gioielli della corona. Nel tentativo di forzare la mano al destino, Amjad progetta il rapimento di un principe sospettato di complicità, sperando così di recuperare il tesoro scomparso. Ma il suo bersaglio si rivela in realtà una splendida donna, la principessa Maram. Inghiottiti dalle sabbie di una tempesta, costretti a una vicinanza che li turba nel profondo, i due sentono crescere la passione, inesorabile come il deserto che li circonda.

Radiazioni oscure

Ananke, l’astronave protagonista di Senza luce e Supernova, ora è diventata un’intelligenza artificiale senziente, ma anche se può avere i poteri di un dio, è consumata da un desiderio molto umano: conoscere i suoi creatori. Alla ricerca di compagnia, comprensione e persino amore, Ananke, insieme ad Althea, l’ingegnere che l’ha creata, è sulle tracce di Matthew, il programmatore che le ha dato la scintilla della vita. Ma Matthew è a sua volta alla ricerca di qualcosa, in un viaggio nella galassia. E il loro incontro rischia di far deflagrare l’intero universo. **
### Sinossi
Ananke, l’astronave protagonista di Senza luce e Supernova, ora è diventata un’intelligenza artificiale senziente, ma anche se può avere i poteri di un dio, è consumata da un desiderio molto umano: conoscere i suoi creatori. Alla ricerca di compagnia, comprensione e persino amore, Ananke, insieme ad Althea, l’ingegnere che l’ha creata, è sulle tracce di Matthew, il programmatore che le ha dato la scintilla della vita. Ma Matthew è a sua volta alla ricerca di qualcosa, in un viaggio nella galassia. E il loro incontro rischia di far deflagrare l’intero universo.

Racconti E Novelle

Poichè piace al mio ottimo amico Edoardo Sonzogno raccogliere in un solo volume e pubblicare queste mie Novelle da tanti anni disperse e vaganti, io profitto della occasione per sciogliere un debito di riconoscenza.
Desidero che i miei contemporanei siano informati, come e qualmente abbia esistito a Milano un esercente di Caffè-restaurant, il quale ad un giovane orribilmente compromesso nella opinione pubblica dalla sua duplice professione di giornalista e di poeta, per oltre un anno diede a credenza il pranzo e la cena, trattandolo con quella lautezza e garbatezza, che ordinariamente vien riserbata ai consumatori milionari. Questo esercente fenomenale si chiama Ferdinando Fumagalli—un vero galantuomo e gentiluomo—già proprietario del Caffè della Accademia, ed ora gerente cointeressato del Caffè Biffi nella Galleria Vittorio Emanuele.
A lui dunque io voglio dedicato il presente volume—a lui, che ravvivando nel 1854 con eccellenti costolette e squisitissimi vini la mia fantasia estenuata da lunghe inedie, fu in certa guisa mio collaboratore e ispiratore.
Questo attestato di pubblica riconoscenza e di cordialissimo affetto, ch’io porgo all’amico Fumagalli, animerà gli esercenti ad aprire, meno ritrosi che nol furono in passato, i loro libri di credito alla classe diseredata dei poeti.
Tutto sta che questi ultimi non si illudano di soverchio, e tengano ben in mente questa circostanza, per me favorevolissima, che il mio sovventore e creditore cortesissimo non era uno svizzero. **
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Poichè piace al mio ottimo amico Edoardo Sonzogno raccogliere in un solo volume e pubblicare queste mie Novelle da tanti anni disperse e vaganti, io profitto della occasione per sciogliere un debito di riconoscenza.
Desidero che i miei contemporanei siano informati, come e qualmente abbia esistito a Milano un esercente di Caffè-restaurant, il quale ad un giovane orribilmente compromesso nella opinione pubblica dalla sua duplice professione di giornalista e di poeta, per oltre un anno diede a credenza il pranzo e la cena, trattandolo con quella lautezza e garbatezza, che ordinariamente vien riserbata ai consumatori milionari. Questo esercente fenomenale si chiama Ferdinando Fumagalli—un vero galantuomo e gentiluomo—già proprietario del Caffè della Accademia, ed ora gerente cointeressato del Caffè Biffi nella Galleria Vittorio Emanuele.
A lui dunque io voglio dedicato il presente volume—a lui, che ravvivando nel 1854 con eccellenti costolette e squisitissimi vini la mia fantasia estenuata da lunghe inedie, fu in certa guisa mio collaboratore e ispiratore.
Questo attestato di pubblica riconoscenza e di cordialissimo affetto, ch’io porgo all’amico Fumagalli, animerà gli esercenti ad aprire, meno ritrosi che nol furono in passato, i loro libri di credito alla classe diseredata dei poeti.
Tutto sta che questi ultimi non si illudano di soverchio, e tengano ben in mente questa circostanza, per me favorevolissima, che il mio sovventore e creditore cortesissimo non era uno svizzero.