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Bugiarde si diventa

Charlotte è single, fa l’architetto in uno studio famoso, i suoi genitori sono professori universitari dalle grandi aspettative, e non sa se le piace essere chi è.
Poi c’è Jerusalem, la figlia del capo e sua migliore amica, che è il suo opposto: infantile, viziata, egocentrica, senza obiettivi se non andare a feste, fare shopping e farsi rincorrere dai paparazzi.
Jerusalem invita Charlotte a serate mondane per trascinarla fuori dalla sua routine, sotto le mentite spoglie di un’ereditiera dalla vita brillante.
Così, Charlotte si divide tra la sua vita normale e quella in cui si fa chiamare Beatrix Beaufort, con eventi da tappeto rosso e conoscendo gente famosa. Nei panni di Beatrix piace a tutti e in poco tempo guadagna attenzione e popolarità.
Durante una festa incontra Sebastian, a cui si presenta come Beatrix Beaufort, per poi scoprire che è il fratello di Jerusalem e così, si ritrova a fingere di essere chi non è anche nella sua vita quotidiana.
Le cose si complicano quando l’attore Royce DeShawn, il sex-symbol di Hollywood, le propone di apparire come la sua fidanzata.
Una bugia tira l’altra, e quello che era iniziato come un gioco, per Charlotte si trasforma in un mare di guai con la famiglia, con gli amici, con il lavoro e con l’amore.
Fino a che punto le bugie sono innocenti?
Quanto siamo disposti a mentire per piacere agli altri?
Indossiamo tutti una maschera?

Bugiarda

Cos’è veramente successo nel cortile dietro la gelateria? Una ragazzina, impaurita, urla. La gente accorre. C’è un uomo vicino a lei. Tutto potrebbe essere chiarito in fretta perché l’uomo ha sì commesso qualcosa di imperdonabile, ma non intendeva aggredire fisicamente la ragazzina.Invece lei lascia che l’equivoco prenda corpo, che si converta in bugia e che rapidamente, come una palla di neve che diventa valanga, si trasformi in un’accusa falsa che finirà per coinvolgere le vite di tutti i protagonisti di questo sorprendente romanzo perché una menzogna provoca sempre altre menzogne in una catena che sembra non avere fine e in cui nessuno è innocente. Una storia che sembra suggerire l’idea che la stessa impalcatura che regge il mondo sia basata sulla menzogna e che dunque anche una bugiarda potrebbe raccontarci una storia autentica.Originalità, alta tensione, profondità psicologica: gli ingredienti che hanno già fatto innamorare tanti lettori di Ayelet Gundar-Goshen sono perfettamente mescolati in questo nuovo romanzo che affronta temi di grande attualità, come la gestione dei rapporti umani nel tempo delle postverità, e che spinge a una riflessione originale e imprevista sulla realtà.

Brividi Immorali

Famiglie, coppie in crisi, omicidi e amici: storie di verità taciute che
assumono, senza volerlo, le sembianze di una bugia. Tradimenti e paure
alimentati da vecchi rancori o da accadimenti fortuiti, fraintendimenti e
rimpianti serbati per anni che arrivano improvvisi a scompaginare le carte, a
scrivere da capo un inizio o una fine, mandando all’aria ogni morale.
Irregolari e spiazzanti, quasi si muovessero al ritmo di un’improvvisazione
jazz, diversissimi eppure legati nel profondo, i Racconti e interludi di Laura
Morante si spalancano come finestre spazzate da venti umorali su un mondo di
relazioni e affetti, attraversato da una quotidiana violenza, piccola o
grande. Ma sopra ogni cosa, su queste donne inquiete, fragili, contradditorie,
su questi uomini razionali e infantili, su bambini sognanti e feroci, su città
familiari come case di campagna e case di campagna sterminate come continenti
da esplorare, veleggia un’esatta, implacabile ironia che, nel disordine degli
elementi, scova una bellezza insensata: la melodia disarmonica, imprevedibile
e trascinante su cui il destino ci invita a ballare. Note (musicali) in testa
e in coda agli interludi di Nicola Piovani.

Breve storia amorosa dei vasi comunicanti

Remo e Margherita sono giovani e smarriti, imprigionati entrambi in un corpo inospitale: lui soffre di bulimia, lei è anoressica. Almeno fino a quando non si imbattono l’uno nell’altra. E scoprono che insieme ci si può salvare.Remo ha ventiquattro anni e l’ultimo trascorso è stato terribile. L’ha passato chiuso in casa, a mangiare senza sosta, ingrassando fino a superare i cento chili. Stanca della sua indolenza da fallito, la fidanzata l’ha pure lasciato. Una sera, in un bar che frequenta con dei vecchi amici, Remo conosce Margherita. Lei fa l’ultimo anno di liceo e di sera lavora nel ristorante di famiglia fino a tardi. È appassionata, curiosa, un po’ irascibile. Ed è bella, anche se pesa meno di quarantacinque chili. Quella sera cominciano a parlare e da allora non smettono piú. Passeggiano sulla spiaggia d’inverno, inseguono la luce abbagliante della riviera ligure, si aprono l’un l’altra. Pian piano si innamorano, senza mai dirselo, forse senza neppure rendersene conto. La notte di Capodanno salgono sulla bilancia per la prima volta. Lui pesa settanta, lei cinquanta. Che sia l’inizio o la fine della storia, non importa a nessuno dei due.“/p>Margherita aprí gli occhi e parve emergere da un sonno letargico, sebbene avesse dormito appena una ventina di minuti. Scivolò indietro sul sedile. – Come si fa a salvare qualcuno che non vuole essere salvato? – mi domandò a bruciapelo. – Nessuno vuole essere salvato, – mormorai e, tra tutti, pensavo a me stesso, a quanto invece lo desiderassi.

Bottoni E Pizzo

Gli devo un debito.
Uno molto grande.
Il pagamento non può essere regolato con soldi o favori.
Vuole una sola cosa.
Me.
Ad ogni azione corrisponde una ricompensa. Un bottone. Una volta che avrò
riempito il suo vaso con trecentosessantacinque bottoni, mi lascerà andare.
Mi lascerà libera.
Ma devo guadagnarmeli uno per uno.
Sottomettendomi all’uomo più oscuro, più crudele e più bello che abbia mai
conosciuto.
*** ATTENZIONE: CONTENUTI ESPLICITI** * Sono presenti alcune scene cupe e
inquietanti di abusi e punizioni.

Bottoni E Dolore

Il Best Seller del NEW YORK TIMES!
Quando ho visto una via di fuga, l’ho afferrata al volo. Ora sono a New York e
cerco di rimettere insieme i pezzi della mia vita. Nonostante il localizzatore
nella mia caviglia, Crow non è venuto a cercarmi. Non mi ha neppure
telefonato. Gli avevo confessato i miei veri sentimenti per lui, ma mi aveva
rifiutata crudelmente.
Forse mi ha dimenticata.
Un giorno entro nel mio appartamento e vedo una pila di bottoni sopra il
tavolo. Non li ho messi lì io, perciò c’è soltanto una spiegazione per la loro
presenza.
Forse Crow non mi ha affatto dimenticata dopotutto.

LA BORSA RICAMATA

Una giovane donna, Zara, scompare, un anno dopo il giorno in cui il suo fidanzato, Joel, è stato ucciso da un pirata della strada. Zara è in pericolo? È ancora viva? Che cosa è successo in realtà a Joel? Chi è il colpevole?Nella tranquilla cittadina balneare di Tamarisk Bay, sembra che la polizia stia facendo ben poco per rintracciare Zara. La sua amica, Janie, si prefigge lo scopo di rintracciarla. Sono gli ‘anni Sessanta’ e Janie ha paura che Zara sia incorsa in droga, alcol, o peggio. Mentre analizza le strane circostanze nelle quali Zara è scomparsa, inizia a chiedersi quale sia la verità sulla morte di Joel. Janie gestisce una biblioteca mobile, e ha una passione per i romanzi del crimine, in special modo per quelli di Agatha Christie. Può aiutarla Poirot a risolvere il mistero della sparizione di Zara?Elogio per i misteri di Janie Juke’Fu una grande trovata. Una bibliotecaria che si trasforma in investigatrice nell’Inghilterra del 1960. Janie Juke, un’appassionata di Agatha Christie, è un’amabile protagonista. Un vero svoltar pagina. Ho comprato il prossimo libro della serie…. Sperando che ce ne saranno molti altri in arrivo.”Sono entrato direttamente nella storia… mi piace molto il modo in cui l’autore ha dipinto gli anni 60’… mi sentivo come se fossi lì.”Intrigante storia poliziesca con ambientazioni incantevoli e personaggi interessanti. Non vedo l’ora di vedere cosa risolverà la prossima volta Janie Juke.”Ho amato ogni pagina e non riuscivo ad interrompermi. Non riesco ad aspettare sino al prossimo della serie.”Libro completamente piacevole. Mi ha tenuta interessata sino alla fine. Attendo con ansia il prossimo.’

I Borgia. Il delitto. La vendetta. L’inganno

Assetati di potere, spietati e superbi. Affascinanti, geniali e magnifici
anche se schiavi delle passioni umane. Sono i Borgia. Le loro armi sono il
delitto, la vendetta e l’inganno. Le vicende narrate in questo libro si
snodano nel lustro 1497-1502, quando la famiglia catalana dominava il centro
della Penisola e ambiva alla creazione di un regno, a discapito delle famiglie
nobili italiane da secoli feudatarie della Chiesa. I protagonisti vivono
esistenze tanto estreme da apparire invenzioni letterarie. Rodrigo, papa
Alessandro VI, passionale e scaltro; Cesare, detto il Valentino, il Principe
preso a modello da Machiavelli, e Lucrezia, che dopo secoli di infamie, ora la
storia giudica una vittima e non più solo una peccatrice. Fra oscure trame di
palazzo, splendori e miserie della Roma papalina, tra amori impossibili e
colpi di scena, realtà e fantasia, Elena e Michela Martignoni raccontano il
nero del Rinascimento.

Bombardare Auschwitz: Perché si poteva fare, perché non è stato fatto

Si poteva intervenire dal cielo evitando alla più grande fabbrica di morte di continuare a uccidere? Si poteva bombardare Auschwitz? Era una strada percorribile nella fase conclusiva della seconda guerra mondiale? Di ciò che stava accadendo nei campi di concentramento si sapeva molto (almeno dal 1942), eppure la macchina dello sterminio nazista è rimasta in piedi; quei binari hanno continuato a trasportare treni merci stracolmi di vite e di storie che giunte a destinazione prendevano una via senza ritorno. Il complesso di Auschwitz-Birkenau non rientra tra gli obiettivi degli attacchi dell’aviazione alleata, non compare nelle zone coperte dall’aerea bombing e non raccoglie le attenzioni necessarie da politici e alti comandi. Così, in un terribile paradosso della storia, mentre le sorti della guerra danno ragione alla grande coalizione delle Nazioni Unite e la sconfitta nazista si avvicina inesorabile, non si interrompe la macchina dello sterminio, le sue strutture rimangono in piedi operanti e perfezionate. Lo sforzo verso la vittoria finale è imponente, impegnativo fino all’ultimo istante, non ammette distrazioni o secondi fini. Non è pensabile concentrarsi su priorità che non siano quelle della condotta militare, su scelte e indirizzi segnati dall’urgenza di far presto per liberare il mondo da una minaccia incombente, senza precedenti. Così gli appelli di quei pochi testimoni oculari riusciti a fuggire dai lager, anche di coloro che chiedono un’azione mirata e repentina, non vengono ascoltati. I racconti dei sopravvissuti ci dicono che per mesi avevano sperato che quegli aerei, di cui sentivano i motori in lontananza, si potessero avvicinare per colpire, altri hanno creduto che presto o tardi la catena di morte si sarebbe interrotta. E per decenni, quando la dimensione della tragedia è emersa con chiarezza, sono prevalse le giustificazioni del momento e poi le scuse di fronte al mondo per un mancato intervento che avrebbe dato alla vittoria finale uno spessore più forte e convincente. Lontano dalle «retoriche della memoria», Umberto Gentiloni Silveri ricostruisce la fitta trama di incomprensioni che nei mesi cruciali del 1944 portò a sottovalutare la necessità di un intervento su Auschwitz e getta luce sul ritardo con cui istituzioni e opinione pubblica sono finalmente giunti a comprendere la tragedia della Shoah, a guardare dentro le proprie responsabilità, a raccoglierne il peso e l’eredità. **

Bella Vita E Guerre Altrui Di Mr. Pyle, Gentiluomo

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Inviato dal Congresso degli Stati Uniti per cercare di “capire qualcosa” nella convulsa realtà politica europea, nel 1806 sbarca ad Amsterdam un giovane gentiluomo americano. Mr. Pyle, questo il suo nome, punta veloce verso la Prussia, perché è alla corte di Federico Guglielmo che si decideranno le sorti del mondo diviso tra le ambizioni napoleoniche, i timori dell’Inghilterra e le minacce della Russia. Questo libro è il diario del suo viaggio e delle sue avventure di galante spia ante litteram, scritto sui tavoli delle osterie o nei palazzi dei principi, o anche per strada e persino sul campo di battaglia di Jena, tra i mille incontri con personalità del calibro di Goethe e Fichte e un’indimenticabile folla di personaggi, ragazze da bordello, contadini, soldati. Vincitore del premio Strega nel 1996, *Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo* è un libro pieno di echi storici e letterari, da Casanova a Sterne a Goldoni, che mantiene intatta la vivacità, l’arguzia e l’autenticità di un diario scritto con lo sguardo inedito di un indimenticabile personaggio.

Un Bastardo per un Bastardo

Trama: Non sfidare il karma, perchè non si può mai sapere quando ti si ritorcerà contro… Se cercate sul vocabolario la definizione di “bastardo”, la troverete corredata da una foto di Peter. Lui è figo e sa di esserlo. Può avere chiunque ai suoi piedi. È lui che detta le regole e non si fa alcuno scrupolo a comportarsi da vero stronzo. Ah, e non sta mai sotto. Questo finchè il karma non decide di rendergli pan per focaccia, e con gli interessi, nella persona di Rafe. Peter si renderà presto conto che, al mondo, esiste qualcuno ancora più bastardo di lui… e che questo qualcuno non ha nessuna intenzione di lasciarselo scappare! ATTENZIONE! Contenuti espliciti: sesso, dubbio consenso, parolacce. Se ne consiglia la lettura a un pubblico adulto e consapevole. Romantico romanzo d’amore MM. Questo è il secondo volume della trilogia University in Love, così composta: – Morbido (University in Love Vol. 1) – Un Bastardo per un Bastardo (University in Love Vol. 2) – Al Cuor non si Comanda (University in Love Vol. 3) – Prossimamente
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Un Bastardo per Nemico

Lorelei è un’aspirante studentessa che non ha mai avuto un ragazzo. Per pagarsi gli studi e realizzare i propri sogni accetta la sfida di organizzare un’importante festa per un famoso designer di scarpe, che sarà anche l’evento dell’anno. Ciò che sembrava l’occasione della sua vita si rivela un disastro non appena incontra Harry, il viziato, antipatico e prepotente figlio del designer, che pretende di sapere tutto sulla vita e sull’amore e non la lascia in pace nemmeno per un secondo. Con la sua fama da playboy, quei dannati occhi verdi ed un piccante senso dell’umorismo, Harry fa girare la testa a tutte le donne della regione, single o sposate. L’unica che non si lascia prendere nella sua rete è Lorelei, che ha sogni ed aspirazioni ben superiori al tipo di uomo che è Harry, con le sue “fidanzate di plastica”. Il suo ideale va sicuramente al di là dell’attrazione fisica – concetto che lei ha trovato solo nei romanzi e mai nella vita reale. Harry invece, considera l’attrazione fisica la cosa più importante in un rapporto di coppia e quindi vuole farle cambiare idea a tutti i costi… perciò è persino disposto ad abbandonare i party sfrenati di Londra, “dare una mano” e “supervisionare” la ragazza, nell’ organizzare nei minimi dettagli la grande festa – evento dell’anno. Chi di loro l’avrà vinta?

Il banchiere del mondo: Eugene Robert Black e l’ascesa della cultura dello sviluppo in Italia

Questo lavoro ricostruisce l’ascesa della cultura dello sviluppo, che la globalizzazione distorce o di cui difetta. Esso concentra l’analisi su un personaggio di una vicenda epica, anche per il Mezzogiorno d’Italia. «Il più grande banchiere della Storia», nelle parole di Kennedy. Banchiere del mondo, banchiere della pace, banchiere dei poveri: così i contemporanei. Figlio del presidente della Fed dei giorni del New Deal, vice presidente della più grande banca privata del mondo negli anni quaranta, consigliere alla Casa Bianca da Roosevelt a Johnson, Eugene R. Black è il Presidente della Banca mondiale negli anni della ricostruzione mondiale. Di più: dell’ascesa globale della cultura dello sviluppo. Quella cultura di cui si avverte oggi l’assenza, anche e soprattutto all’interno dell’Unione economica e monetaria. Questo libro ricostruisce, per la prima volta, la vita di Eugene R. Black e l’ascesa delle cultura dello sviluppo in Italia e nel mondo nei quattro decenni che vanno dalla crisi del 1929 alla fine del sistema di Bretton Woods nel 1971. Un asse decisivo, lungo il quale corrono, in una linea di continuità, fatti, teorie, istituzioni. E persone: gli economisti della teoria, da Gunnar Myrdal a Paul Rosenstein Rodan, ma anche e soprattutto gli economisti della prassi, da Per Jacobson a David Lilienthal. Sono loro i globalizzatori ante litteram. L’Italia non resta a guardare ed è, anzi, uno dei centri di questa vicenda globale grazie al contributo dei suoi ricostruttori: Luigi Einaudi, Alcide De Gasperi, Donato Menichella, Ezio Vanomi. Sarà la Banca di Black, nello scambio con Menichella e con gli economisti italiani, ad ispirare la stagione migliore della Cassa per il Mezzogiorno. Con il ritiro dalla scena pubblica di Black e di Menichella nulla sarà più come prima. **

Banalità. Luoghi Comuni, Social Network E Semiotica

**La banalità è il nostro nuovo demone. È da quest’ultima che vogliamo
rifuggire, come dalla noia, ma è questa stessa fuga a renderci sempre più
banali (e noiosi, e annoiati).**
Per i luoghi comuni proviamo esplicite repulsioni e recondite attrazioni, la
nostra idea di successo è che tutti notino come siamo bravi a svincolarci,
almeno momentaneamente, da essi. In queste pagine Bartezzaghi si arrischia a
seguire due convinzioni.
La prima è che abbiamo sbagliato spauracchio e che convenga invece cercare di
“avere un buon rapporto” (come oggi si dice) con la banalità, nostra e altrui.
Come accade con le persone, per “avere un buon rapporto” con qualcuno occorre
guardarlo in faccia, conoscerlo, rivolgersi a lui con schiettezza. Dobbiamo
farci amica la banalità.
La seconda convinzione è che i social network oggi sono un ambiente
particolarmente adatto a farcela guardare in faccia e a conoscerla.

Bambole Perverse

Che Diva sei? È la domanda per ‘indossare’ la propria maschera, e in ogni
sembianza, sotto ogni copertura, ridisegnare i generi o fluttuarvi
delicatamente da un lato all’altro. Dive e Divine insegnano a smantellare i
‘tipi’ di donne (e di uomini), divise in categorie, classificate a seconda del
fascino e della bellezza, ma come scrive Francis Scott Fitzgerald: ‘Lui voleva
fare di me una Dea, invece io voglio essere Mickey Mouse’.” Un “catalogo delle
dive” cinematografiche che racconta le donne del grande schermo, dalle icone
intramontabili del passato alle loro eredi di oggi, facendo saltare
convenzioni e generi, sgretolando gli stereotipi. Da Mary Pickford a Emma
Watson, da Clara Bow a Meg Ryan, da Katharine Hepburn a Kristen Stewart, da
Glenn Close a Tilda Swinton: donne libere ed eversive, che frantumano le mode
imponendone di nuove, scompigliano la scena e il bon ton borghese creando
categorie inedite e rivoluzionarie. Donne inimitabili, bellissime, che siano
“maschiette”, icone del femminismo o dive dal fascino noir, tutte rifiutano le
etichette più banali per imporre la loro identità.

La bambina che somigliava alle cose scomparse

“Ma a che ti serviva la nuvola?” Si chiama Pulce e risolve problemi. Per farlo, ricorre all’antico e desueto stratagemma di porre domande. Interroga chi incontra sul motivo di una paura inspiegabile, di una particolare malinconia, di una speranza tradita. Gira e rigira, le risposte sono altre domande: d’amore o d’amicizia, di protezione o di salvezza. “Mi serviva a nascondermi,” le risponde il passero, terrorizzato dal falco che lo insegue. Detto, fatto: il volto di Pulce diventa la nuvola in cui rifugiarsi! È scappata di casa, Pulce. Si è presa una vacanza dalle lamentele della mamma e del papà per quello che fa o non fa, per ciò che è o non è. Ha sette anni, gli occhi color tatuaggio e un’energia visionaria che ricorda l’Alice di Carroll e il Piccolo Principe di Saint-Exupéry. In un battibaleno è capace di trasformarsi in chiunque e in qualunque cosa: un ruscello, un affetto perduto, una stella cadente, una madre scomparsa, un paio di occhioni blu… E così, facendo da ponte tra quello che c’era e quello che non c’è più, rimedia di volta in volta alla perdita di cui soffrono i personaggi in cui si imbatte. Per riuscirci, attinge all’esperienza che zampilla dalle sue “fonti”, un popolo buffo e saggio raccontato in parallelo dalle geniali note a piè di sogno. La bambina che somigliava alle cose scomparse è la favola dei piccoli di ogni età e dei grandi ancora disponibili alla meraviglia. Sergio Claudio Perroni, con il suo stile terso e incantevole, sublima l’ironia di Dickens e la leggerezza di Calvino in una storia di magia e destino. Perché non è vero che l’essenziale è invisibile agli occhi. È il contrario, basta conoscere Pulce.