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Il calcio rubato

Mondiali di “Italia 90”, il giovane Hallberg, neofita del calcio e scettico dello sport, segue il corteo dei tifosi, attraverso le tappe delle partite. Un viaggio iniziatico attraverso le principali città d’arte italiane che diventa una rivelazione e si concretizza nel vibrante racconto di un’esperienza che l’ha convinto e appassionato, rivissuta ora sotto un’angolazione nuova. Con complicità ed empatia il suo sguardo smonta la retorica enfatica da “grande evento mediatico” e scorge con lucidità tutta nordica nel dramma dei 90 minuti (e magari dei supplementari e dei rigori) un concentrato della nostra vita, con tutti i momenti decisivi, le vittorie, le sconfitte e le scelte senza appello. Riviviamo la fallimentare spedizione della Svezia di Strömberg e Brolin, la danza calcistica dei “leoni” del Camerun, lo sguardo indimenticabile del goleador siciliano Schillaci e, soprattutto, l’ammaliante genio calcistico di Maratona, il “piccolo principe”. E sotto una luce critica, ma piena d’affetto, vediamo l’immagine di un’Italia in via di trasformazione, pronta a gettarsi nell’illusione della bella facciata, nell’arroganza della vittoria a tutti i costi e nella spettacolarizzazione dello sport e della vita intera, veloce a dimenticare tutto, compresi i suoi modelli di virtù civile rappresentati da un altro grande siciliano, il giudice Giovanni Falcone.

Il biglietto che è esploso

Il biglietto che è esploso ci conduce nel labirinto dell’universo contemporaneo, un universo di registratori, film, telescriventi e ogni altro genere di apparecchi meccanici ed elettromeccanici, con una forza visionaria che non ha pari dopo Blake. Centrato su un’organizzazione misteriosa, “Nuova Mob”, che cerca di guadagnare il controllo del mondo ricattando e disinformando, questo romanzo coglie la vera essenza del terrore moderno e della follia antiumana che ne è all’origine.

I Viandanti Di Eirahn

In un mondo dove la magia è racchiusa in pietre di potere, si muovono i viandanti. Ciascuno di loro ha una vicenda da narrare. Noi abbiamo raccolto le loro storie, intessendo canti che parlano di ricchezza, inganno, ambizione, coraggio e redenzione. Il ricavato delle vendite di questa antologia è interamente devoluto a sostegno dei progetti di #opportunity onlus.

I sette pilastri della saggezza

“Tutti gli uomini sognano, ma non allo stesso modo. Coloro che sognano di notte nei ripostigli polverosi della loro mente, scoprono, al risveglio, la vanità di quelle immagini; ma quelli che sognano di giorno sono uomini pericolosi, perché può darsi che recitino il loro sogno ad occhi aperti, per attuarlo. Fu ciò che io feci. Intendevo creare una Nazione nuova, ristabilire un’influenza decaduta, dare a venti milioni di Semiti la base sulla quale costruire un ispirato palazzo di sogni per il loro pensiero nazionale… Ma, quando vincemmo, fui accusato di aver messo in pericolo i profitti inglesi sui petroli della Mesopotamia, e d’aver rovinato la politica francese nel Levante.” Sono le parole dello stesso T.E. Lawrence, il leggendario Lawrence d’Arabia, che in due anni – dal 1916 al 1918 – riuscì a organizzare un esercito arabo sotto il comando dell’emiro Feisal e a portarlo vittorioso fino a Damasco; ma per il governo inglese la guerra serviva solo a distruggere l’impero ottomano e a consolidare la propria posizione nel Medio Oriente. Alla fine della guerra, T.E. Lawrence raccontò gli avvenimenti di quegli anni in un libro che non è un resoconto di guerra. I sette pilastri della saggezza è un classico della letteratura: è un racconto epico ricco di poesia e di avventura, un libro di saggezza, un ritratto dell’Arabia, della sua gente e dei suoi misteri ed è il diario intimo di un uomo, forse l’ultimo eroe romantico, che con il mitico nome di Lawrence d’Arabia è entrato nella leggenda.

I Rischi Della Percezione

Mangiate troppo zucchero? Qual è la percentuale di immigrati nel vostro Paese? Quante tasse pagano i ricchi? Prendetevi un minuto per rispondere. A prescindere dal vostro livello culturale, probabilmente vi sbagliate. Bobby Duffy, basandosi su una ricerca esclusiva condotta da Ipsos su quaranta Paesi, ci spiega perché non conosciamo i fatti fondamentali relativi al mondo che ci circonda. Il ventaglio di temi trattati è eccezionalmente ampio e restituisce una panoramica unica sulle aspettative che la popolazione del mondo ha della realtà statistica. L’esito, lampante e sconvolgente, è che a prescindere da età, livello di istruzione e ceto sociale sviluppiamo tutti una visione distorta di pressoché ogni aspetto della realtà. Duffy si chiede perché e, svincolando il concetto di «ignoranza» dalla sua accezione negativa, esamina come pensiamo e cosa ci viene detto per produrre questi risultati fittizi. Una lettura essenziale nell’era della cosiddetta «post-verità», che trasformerà il modo in cui affrontiamo il mondo.

I racconti di Pietroburgo

Nei racconti del ciclo pietroburghese la capitale (che all’ucraino Gogol appare come una città non russa, splendida facciata di un edificio ormai in rovina dove si conduce una vita vuota, esteriore, alienata) si fa al tempo stesso scenario grottesco e sinistro burattinaio di quella “vita vegetativa” verso la quale lo scrittore si sentì sempre attirato, in un duplice atteggiamento di compiacimento partecipe e di beffarda ironia.

I Miei Fantasmi

Durante l’età vittoriana moltissimi intellettuali, scienziati e filosofi si interessarono alla “ricerca psichica”, ovvero allo studio di fenomeni paranormali come la telepatia, la telecinesi, lo spiritismo e la chiaroveggenza. Il presente volume raccoglie e traduce una selezione di articoli che William James dedicò a questo affascinante e controverso ambito di ricerca. Questi saggi, di straordinaria importanza storica, ci introducono in una dimensione dell’opera di James in cui l’ansia di una prova scientifica della vita oltre la morte si intreccia con toccanti vicende personali e ci permettono di gettare uno sguardo inedito sulla nascita della psicologia e sull’evoluzione del pragmatismo filosofico.

I giorni chiari

Ai margini di un villaggio nel sud della Germania degli anni Sessanta, là dove cominciano i campi, c’è una casetta di assi sghembe circondata da un giardino di alberi da frutta. La casa è talmente povera che le porte non hanno serratura e al cancello non c’è nemmeno una cassetta per le lettere. Là abitano Aja e sua madre Évi. Un vecchio cappello giallo in testa sottratto all’armadio della mamma, le mani piccole e i piedi minuti, Aja trascorre gran parte del suo tempo nel giardino. Ritta sulle sue lunghe gambe smilze, che sembrano tagliate nel legno, le unghie smaltate fin sopra la pelle, Évi sorveglia la sua bambina mentre con la mano sfiora le lettere di Zigi, suo marito, spedite da qualche remoto angolo del mondo, dove ogni sera si esibisce come trapezista.
Le rare volte in cui Zigi compare al cancello di casa, è una festa. I capelli sulla faccia, i ricci arruffati che se ne vanno in tutte le direzioni, un paio di scarpe scure con il cuoio crepato sui lati che, con le stringhe slacciate, misteriosamente non scappano via, Zigi salta indietro sulle mani e torna sui piedi come se volasse per il giardino di Évi. Allora Aja lo guarda orgogliosa e Seri e Karl, i suoi piccoli amici, sgranano gli occhi per lo stupore.
Ma poi ad Aja non restano che giorni, settimane e mesi in cui di Zigi vi è solo un fascio di disegni tra le tazze del mattino o tra le calze e le camicie riposte nei cassetti.
Anche Seri e Karl, tuttavia, devono fare i conti con mancanze dolorose.
Seri era nata da poco quando sul ponte del traghetto legato a una riva del Neckar, sotto i rami dei salici e nella luce gialla del pomeriggio, suo padre si portò improvvisamente le mani al petto e alla gola e si spense poi tra le braccia di sua madre.
Una tragedia, misteriosa e straziante ha offuscato, invece, l’infanzia di Karl: in una bella giornata di primavera, il suo fratellino è salito sull’auto di uno sconosciuto ed è scomparso nel nulla.
Come per un incanto, la vita in comune dei tre bambini, nell’atmosfera stralunata e idilliaca del villaggio e del giardino di Aja, sembra rimuovere ogni lutto. I giorni chiari e lieti dell’infanzia hanno il sopravvento, e l’esistenza è spensierata sotto lo sguardo amorevole delle madri. I ragazzi si giurano amicizia eterna e si scambiano la promessa di restare per sempre fedeli ai sogni dell’infanzia.
La vita adulta, però, coi suoi compromessi e le sue disillusioni, le sue sconfitte e i suoi lati oscuri, è in agguato. Venti anni dopo, trascorsi gli anni dell’università e un soggiorno comune a Roma, Aja, Seri e Karl si ritrovano nel villaggio della loro infanzia a fare i conti con insospettabili segreti familiari, a lungo gelosamente custoditi, e con inimicizie e tradimenti inaspettati.
*I giorni chiari* è un grande romanzo che, con uno stile sospeso e struggente, cattura il lettore e lo porta per mano attraverso un mondo incantato.

I Fioretti Di San Francesco

Il libro guida di papa Francesco
Introduzione di Francesco Grisi
Edizione integrale
All’interno della vasta letteratura orale e scritta sulla vita di San Francesco fiorita dopo la morte del santo, il libro dei fioretti resta tra le più popolari raccolte di racconti. Scritto probabilmente dalla fine del XIII secolo alla metà del XIV, con un impianto dialogante da esperienza teatrale, non vuole essere una fonte di storia per la vita di San Francesco, che trova in San Bonaventura da Bagnoregio il suo interprete ufficiale. I fioretti appartengono piuttosto a quella letteratura della devozione in cui si fondono l’idea di religione, di folclore, di spontaneismo. Si tratta infatti, a suo modo, di un libro scritto dalla tradizione religiosa popolare e dalle genti contadine e povere del nostro paese. Ne emerge un santo più immaginato che reale e, anche per questa ragione, una leggenda.
Francesco d’Assisi nacque nel 1181. Arruolatosi nelle truppe del Comune nel 1200, fu imprigionato nel 1202 . AI 1205 risale il suo processo di conversione. Nel 1206 rinuncia all’eredità paterna e ai vestiti che indossa. Nel 1209 fonda l’Ordine dei Francescani. Si dedicò alla predicazione fino alla morte, sopraggiunta il 3 ottobre del 1226.
Francesco Grisi
è autore di numerosi libri, tra cui San Francesco d’Assisi, Lettere a Fedor, La chiave d’argento, Maria e il vecchio, Le perdute immagini – Introduzioni al Novecento. Per la Newton Compton ha già pubblicato A futura memoria (romanzo finalista al «premio Strega»), Racconti e leggende della Calabria, Il Natale storia e leggende, I Crepuscolari e I Futuristi; ha curato inoltre Pensieri di pace e di speranza di Giovanni Paolo II.