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La saga di Amon. L’evocatore

All’età di soli sei anni, Daniel era già in grado di evocare creature dalla dimensione demoniaca: da allora il demone Baal cammina al suo fianco, inseparabile, tormentando ogni sua giornata finché il ragazzo non sarà in grado di restituirle i poteri persi durante il rito. Spaventato e allo stesso tempo affascinato dalla magia, Daniel è impegnato nella ricerca di altre persone con poteri simili ai suoi, così quando dei misteriosi druidi rapiscono la sua amica Claire si troverà costretto a intraprendere il sentiero dell’evocazione, un oscuro percorso che unisce diversi piani dimensionali attraverso dei templi nascosti, al fine di stanare i druidi e ritrovare la ragazza. Braccato e sempre più sopraffatto dall’energia sanguinaria di Baal, Daniel scoprirà il segreto della propria natura e del misterioso essere dal quale sembra dipendano i suoi poteri: Amon, il primo evocatore, responsabile di una guerra occulta che ormai perdura da millenni, in cui non esistono confini tra verità e menzogna, così come tra bene e male. Ma soprattutto Daniel dovrà imparare ad accettare che la strada di un evocatore di demoni è sempre, inevitabilmente, legata alla morte. **

La Sacra Bibbia

La Bibbia (dal greco antico βιβλίον, plur. βιβλία “biblìa” che significa “libri”) è il testo sacro della religione ebraica e di quella cristiana. È formata da libri differenti per origine, genere, composizione, lingua e datazione, scritti in un lasso di tempo abbastanza ampio, preceduti da una tradizione orale più o meno lunga e comunque difficile da identificare, racchiusi in un canone stabilito a partire dai primi secoli della nostra era. La critica biblica si interroga ormai da più di un secolo sulla datazione delle varie opere che compongono la Bibbia. Cristiano Grottanelli, riassumendo, fa presente che: «Oggi un certo consenso è raggiunto, ma chiaramente in via provvisoria, su alcuni punti. Mentre la scomposizione della Genesi e anche di altri libri o di parti di essi, in fonti di diverse età è sempre più problematica, sembrano resistere alcuni elementi acquisiti a partire dalle ricerche di biblisti tedeschi del secolo scorso, ma non senza modifiche e ripensamenti. Fra questi spiccano: la datazione in età monarchica di alcuni Salmi e di certi libri o parti di libri profetici; l’attribuzione a età relativamente tardiva (secondo molti nettamente post-esilica) di una redazione finale del Pentateuco; la visione unitaria dei libri narrativi detti “Profeti anteriori” come opera di una personalità o scuola detta “deutoronimistica” per i suoi rapporti di impostazione ideologica con il Deuteronomio, ultimo libro del Pentateuco; la datazione post-esilica, e certo successiva a quella Deutoronimista, dei due libri delle Cronache. Tuttavia, anche questi punti fermi secondo la maggioranza degli studiosi sono posti oggi in discussione da alcuni studiosi che propongono date più basse, per esempio, per il Pentateuco, e collocano il Deuteronomio in età post-esilica con (ma in altri casi senza) un relativo abbassamento della fonte detta “deutoronimistica”» Diversamente dal Tanakh (Bibbia ebraica), il Cristianesimo ha riconosciuto nel suo canone ulteriori libri suddividendo lo stesso in: Antico Testamento (o Vecchia Alleanza), i cui testi sono stati scritti prima del “ministero” di Gesù (tranne Sapienza) e Nuovo Testamento (o Nuova Alleanza) che descrive l’avvento del Messia. La parola “Testamento” presa singolarmente significa “patto”, un’espressione utilizzata dai cristiani per indicare il patto stabilito da Dio con gli uomini per mezzo di Gesù e del suo messaggio

La rivolta dei Titani

Coi suoi 4500 chilometri dì diametro, Titanus è di gran lunga il maggiore dei satelliti di Saturno, pìù grande della stessa Luna e quasi rivale di Mercurio. Le sue affinità coi Pianeti minori non cessano qui, tuttavia, perché Titano è il solo satellite che si conosca dotato, di atmosfera. Una atmosfera tuttavia pestìlenziale, composta com’è prevalentemente di metano, e poì ammoniaca, cianogeno e vapor acqueo. Essenziale mondo di rocce e metalli, dunque, questo Titano, è con una temperatura che difficilmente,sale al disopra di -250° C. Ma gli uomini del ventiduesimo secolo sanno che sul desolato satellite si trovano le miniere più importanti del Sistema Solare: quelle miniere che da 150 anni ormai forniscono il prezioso rutenio ., il metallo affine al platino di cui l’umanità del duemiladuecento non può più fare a meno. Una colonia di minatori vive su Titano, nelle viscere dell’astro, sotto una grande cupola che da molte generazioni ormai protegge la città mineraria dalla esiziale atmosfera. Ma le cose si complicano paurosamente: i Titani minacciano di non produrre più rutenio, né per la Terra né per il Sistema Solare; la rivolta si annuncia tragicamente: ecco perché il veterano Colonnello Benedict è costretto a partire in fretta e furia per il lontano satellite, con ordini precisi. Sorprese di ogni specie attendono lui e il giovane figlio Tuck nel gelido mondo dei Titani, sotto l’onnipresente trofeo degli anelli di Saturno. Ma è sempre la causa della giustizia che trionfa, almeno nei romanzi di Urania: Benedict e David Torm potranno finalmente abbracciarsi, uniti dalle stesso ideale di collaborazione cosmìco!
Copertina di Curt Caesar

La rivolta dei nani

La razza umana – che ormai, dopo un grande cataclisma universale si riproduce soltanto artificialmente, in laboratorio – è coplita da un nuovo, implacabile, quanto misterioso morbo: la cancilosi. Un giovane scienziato, Dox Gavnor, scopre che la cancilosi non è una malattia, ma un tentativo di mutazione della natura a cui, purtroppo, il corpo umano, così come è costituito, non sa adattarsi. Perciò l’umanità è condannata. Come nell’antichità i piccoli, deboli prototipi dei mammiferi sostituiscono i rettili nel dominio della Terra, ora altre forme ancora sconosciute sostituiranno l’Uomo.. Ma Dox Gavnor non si rassegna: studia, ricerca, esperimenta. Il risultato è una nuova razza di uomini, adatta al mutato ambiente, perciò immune dalla cancilosi: un popolo di nani, non esseri mostruosi, ma veri e propri uomini in miniatura. Il genio di Dox Gavnor ha creato la nuova razza, il popolo dei Vitaliani. Ma la Grande Razza, l’uomo antico, si rassegnerà a cedere senza lotte il suo potere alle minuscole creature? E’ questo che l’autore, Jean Gaston Vandel, con metodo narrativo vivace, sobrio, fluido, ci racconta in questo appassionante romanzo. Di chi sarà la vittoria finale? Dei nai o degli uomini? Chi dominerà il mondo del futuro? È una domanda alla quale l’autore risponde: una risposta che potrebbe diventare, nel tempo, realtà.
Copertina di Curt Caesar

La rinascita del marine

Una profonda cicatrice sulla guancia è il ricordo indelebile che i rapitori colombiani hanno lasciato sul corpo di Bree. Nel suo cuore alberga ancora la paura, ma la tenacia non le manca e ora che è di nuovo in pericolo ha una certezza in più: sa che può contare – ancora una volta – su Afsling. O meglio, Travis O’Connely. Sopravvissuto a un tragico incidente, il misterioso Marine, diventato un Navy SEAL e comandante dello squadrone Renegade, ha ormai una sola missione: proteggere Breanna e mantenere il proprio cuore e la propria anima nera al riparo dai ricordi di un passato che ancora lo tormenta. Ma l’amore è più forte di tutto. E chi ama protegge. E proteggere è la più bella voce del verbo amare. **
### Sinossi
Una profonda cicatrice sulla guancia è il ricordo indelebile che i rapitori colombiani hanno lasciato sul corpo di Bree. Nel suo cuore alberga ancora la paura, ma la tenacia non le manca e ora che è di nuovo in pericolo ha una certezza in più: sa che può contare – ancora una volta – su Afsling. O meglio, Travis O’Connely. Sopravvissuto a un tragico incidente, il misterioso Marine, diventato un Navy SEAL e comandante dello squadrone Renegade, ha ormai una sola missione: proteggere Breanna e mantenere il proprio cuore e la propria anima nera al riparo dai ricordi di un passato che ancora lo tormenta. Ma l’amore è più forte di tutto. E chi ama protegge. E proteggere è la più bella voce del verbo amare.

La regina d’Africa

No ISBN
Nel 1914, con lo scoppiare della Prima Guerra Mondiale, le colonie tedesche dell’Africa centrale vengono mobilitate per far fronte alla minaccia britannica. Tra i residenti stranieri, Rose Sayer, la giovane sorella di un missionario, si trova improvvisamente sola nella Foresta Equatoriale. Raggiunta dal meccanico inglese Charlie Allnutt, lo coinvolge nell’ambiziosa impresa di risalire il fiume Ulanga a bordo di una vecchia e malandata barca a vapore, la “Regina d’Africa”. Inizia così una grande, indimenticabile avventura portata sullo schermo da John Huston, con Humphrey Bogart e Katherine Hepburn.

La redenzione dell’Italia: Saggio sul “Principe” di Machiavelli

Niccolò Machiavelli ha scritto il Principe per disegnare, invocare e formare un redentore politico in grado, con l’aiuto di Dio, con la forza della profezia e quella delle armi, di liberare l’Italia dal dominio straniero. La sua opera più famosa, di cui ricorre quest’anno il cinquecentesimo anniversario della composizione, non contraddice affatto le idee repubblicane di Machiavelli ma ne costituisce la necessaria integrazione. Non è neppure, come molti autorevoli studiosi hanno ritenuto, il manifesto del realismo, né il testo che inaugura la moderna scienza della politica, né quello che proclama la dottrina dell’autonomia della politica dall’etica. È, invece, una splendida orazione sulla redenzione dell’Italia, scritta da un uomo che sapeva trovare la sua rinascita spirituale nel pensiero delle ‘grandi cose’. Questo è il significato del Principe, e in questo sta la sua attualità. Quando nessuno lo leggerà più, vorrà dire che è morta l’aspirazione alla grande politica che sa redimere i popoli, e che ci siamo rassegnati alla penosa politica dei mediocri politici. **
### Sinossi
Niccolò Machiavelli ha scritto il Principe per disegnare, invocare e formare un redentore politico in grado, con l’aiuto di Dio, con la forza della profezia e quella delle armi, di liberare l’Italia dal dominio straniero. La sua opera più famosa, di cui ricorre quest’anno il cinquecentesimo anniversario della composizione, non contraddice affatto le idee repubblicane di Machiavelli ma ne costituisce la necessaria integrazione. Non è neppure, come molti autorevoli studiosi hanno ritenuto, il manifesto del realismo, né il testo che inaugura la moderna scienza della politica, né quello che proclama la dottrina dell’autonomia della politica dall’etica. È, invece, una splendida orazione sulla redenzione dell’Italia, scritta da un uomo che sapeva trovare la sua rinascita spirituale nel pensiero delle ‘grandi cose’. Questo è il significato del Principe, e in questo sta la sua attualità. Quando nessuno lo leggerà più, vorrà dire che è morta l’aspirazione alla grande politica che sa redimere i popoli, e che ci siamo rassegnati alla penosa politica dei mediocri politici.

La razza senza fine

In un mondo popolato da quattro bilioni di esseri umani, ai quali la legge dettata da un infallibile Cervello impone di spostarsi continuamente da un luogo all’altro, in un mondo diviso rigidamente in categorie sottoposte a periodici controlli, Kill Bruner occupa un posto di favore poiché appartiene a una Classe privilegiata: la classe A.E. vive felice, finché una notte un vecchio dallo sguardo severo viene a portargli via sua moglie. E Kil, paralizzato da una forza sconosciuta, non può reagire. Poi, nonostante appartenga alla Classe dei Capi, nessuno vuole aiutarlo a ritrovare Ellen. Il Capo della Polizia rifiuta di occuparsi del suo caso. Un re dei bassifondi gli chiede una cifra che Kil non possiede per sguinzagliare i suoi uomini. Un agente privato declina l’incarico adducendo un sacco di scuse. E qualcuno gli dice che sarebbe meglio per lui e per il mondo considerare Ellen come morta. Addirittura per il mondo? Ma allora la scomparsa di Ellen è legata a qualcosa di enormemente importante…. Qualcosa strettamente connessa all’evoluzione della razza umana, questa razza condannata a una corsa continua quasi fosse perennemente alla ricerca di se stessa e del proprio avvenire.
Copertina di: Carlo Jacono

La principessa delle Ramblas

È nata a Tangeri, Kaoutar, e là il suo nome significa Fiume del paradiso. Ha solo tre anni quando i suoi si trasferiscono a Barcellona per cercare una nuova vita che però non hanno mai trovato. Fin dal primo ricordo, Kaoutar è sempre stata sola. Una bambola, delle amiche, il calore di un abbraccio, non sa cosa siano. Intanto la famiglia cresce, il papà diventa sempre più invisibile e la mamma sempre più stanca, cattiva, violenta. Per gelosia del marito che non viene quasi più a casa, per frustrazione, per rabbia. Kaoutar ha solo nove anni quando viene cacciata di casa per la prima volta. E non ne ha ancora compiuti dodici, quando sua madre decide per lei un matrimonio combinato. Dovrà sposare un uomo che non conosce, che non ha mai visto, in Marocco. Kaoutar non vuole, si dispera, si rifiuta. E viene ripudiata. Rimane per ore sul pianerottolo, nel cuore della notte, sperando che da un momento all’altro la porta si apra, la mamma la richiami, le dica che l’ha fatto solo per spaventarla un po’. Ma non accade, non accade nulla di nulla. Così, Kaoutar si incammina. Da quel momento ha vissuto in strada, ha dormito nelle stazioni della metropolitana, ha stretto amicizia con altri ragazzi come lei, ha vissuto di mille espedienti, di furti, ha corso continui pericoli. Per anni le Ramblas sono state la sua casa. **

La pietra dei sogni – Città senza tempo

La pietra dei sogni (The Dreamstone) è la storia di un mondo primevo in cui l’uomo porta per la prima volta il clangore del ferro e l’acre odore del fumo, una terra in cui in precedenza non si erano mai udite voci umane. Ma c’è ancora un luogo intatto, la piccola foresta di Ealdwood, dove abita Arafel il Sidhe, difensore di un mondo che sta per scomparire.
“Città senza tempo” è un romanzo composito, storia degli uomini che hanno raggiunto le stelle, ma che hanno serbato nel cuore il ricordo della Terra. Ma c’è chi non ha abbandonato la Terra per le stelle… e con l’uomo sono rimaste le città a sfidare il tramonto della Terra, città diverse da quelle di un tempo, ma ancora dotare ognuna di una propria individualità e degli antichi orgogli. Compongono il romanzo i seguenti racconti:
L’unica morte in città (Parigi) (The Only Death in the City (Paris), 1981)
La torre stregata (Londra) (The Haunted Tower (London), 1981)
Ghiaccio (Mosca) (Ice (Moscow), 1981)
Altitudinari (New York) (Highliner (New York), 1981)
Il generale (Pechino) (The General (Peking), 1981)

La piccola sarta di Kabul

Afghanistan, settembre 1996. Il sole illumina gli ultimi giorni di libertà degli abitanti di Kabul. Kamila attraversa i corridoi della scuola, quando coglie per caso i discorsi di due ragazze. Sussurrano parole tremanti, che feriscono come lame: i talebani sono alle porte della capitale. Ancora non sa che di lì a poco il terrore si impadronirà delle strade e che il nuovo regime negherà qualsiasi diritto alle donne. La dura realtà le farà ben presto aprire gli occhi, mostrandole la ferocia di una dittatura che impone il burqa, che appende agli angoli delle vie le mani mozzate ai ladri, che non risparmia la violenza nemmeno ai ragazzini. La città si trova catapultata in un nuovo Medioevo, in cui lo sguardo del regime sorveglia severo ogni luogo e le donne non possono lavorare né studiare. Il padre e un fratello di Kamila sono costretti a rifugiarsi al Nord e, come loro, molti pensano che la fuga sia l’unica soluzione. Ma non Kamila, che decide di rimanere con le sorelle e il fratello minore, si arma di coraggio e sceglie di non arrendersi: impara a cucire, confeziona abiti che poi vende di nascosto e crea una scuola clandestina di sartoria. Sa bene che, se fosse scoperta, la pena sarebbe terribile. Ma la sopravvivenza della sua famiglia dipende solo da lei. Determinata ed eroica, riuscirà a dare lavoro e speranza a oltre cento donne, correndo ogni giorno il rischio di essere arrestata e condannata. Una storia vera che racconta come la forza delle donne possa davvero cambiare il mondo.

La Nube Purpurea

La nube purpurea è ampiamente riconosciuto come un capolavoro della fantascienza e una delle migliori last man novel mai scritte. “Urania” ha deciso di riproporlo con una nuova traduzione, più vicina allo stile originario del romanzo. Un vapore mortale spazza il mondo e annienta tutte le creature viventi tranne un unico uomo, Adam Jeffson, che inizia un viaggio epico attraverso un pianeta silenzioso e devastato, come un Robinson Crusoe apocalittico. Nel corso degli anni Adam precipita nella follia, diventando sempre più consapevole che la sua sopravvivenza non è casuale e che il suo destino – e quello della razza umana – fa parte di un piano cosmologico più vasto. The Purple Cloud è stato definito “brillante” da H.G. Wells e “una finzione esemplare” da H.P. Lovecraft.
Immaginate un Robinson Crusoe che abbia per scena, invece di un’isola sperduta, il mondo intero; in cui il protagonista, invece di sperimentare tutte le risorse del raziocinio, passi per tutti i deliri di una solitudine allucinante, affollata di cadaveri e di relitti; immaginate che le vicende del romanzo si svolgano dopo la fine del mondo, provocata da una catastrofe di demoniaca sottigliezza, che estingue l’umanità conservandola immobile come uno sterminato museo di cere, imbalsamata in un delicato profumo di pesca; e che la narrazione di questa fine del mondo e dell’inizio di una nuova vita sia spinta da un soffio epico, guidata da una continua lucidità visionaria; che il linguaggio assuma successivamente cadenze, insieme ingenue e preziose, di stile Art Nouveau, il tono asciutto del romanzo di avventure, l’impeto di una predicazione apocalittica; immaginate, poi, un proliferare di strabilianti invenzioni, agevolmente amalgamate alla grandiosa visione centrale, e avrete un romanzo che, scritto sul limitare del nostro secolo, ne prefigura con perfetta esattezza il cronico incubo di essere il secolo ultimo, per scioglierlo in una storia emblematica che congiunge rovina e rinascita, distruzione e principio. Pubblicato nel 1901, riscoperto una prima volta, in America, nel 1928 – quando si arrivò a pubblicare quattro romanzi di Shiel nello stesso giorno – e poi nel 1948, *La nube purpurea* è senza dubbio il capolavoro di M.P. Shiel, la cui opera è stata esaltata da scrittori quali Arnold Bennett, Hugh Walpole, H.G. Wells, Dashiell Hammett.

La nebbia del passato

L’Avana, estate del 2003. Sono trascorsi quattordici anni da quando il tenente Mario Conde, deluso dalla professione e dalla vita, si era dimesso dalla polizia. In questo periodo Cuba ha assistito a molti cambiamenti, e Mario Conde, con più anni e più cicatrici sulla pelle e nel cuore, si guadagna da vivere dedicandosi alla compravendita di libri usati. Il ritrovamento fortuito di una preziosa biblioteca lo mette nelle condizioni di concludere un affare per lui grandioso, in grado di sistemare, almeno per qualche tempo, le sue finanze sempre sull’orlo del tracollo. Ma, in un volume di questa biblioteca, appare la pagina di una rivista dove una cantante di bolero degli anni Cinquanta, Violeta del Rio, all’apice della carriera annuncia il suo ritiro dalla scene. Attratto dalla bellezza della donna e incuriosito da questa decisione misteriosa, Conde inizia a indagare per proprio conto, senza prevedere che risveglierà un passato turbolento che, come la favolosa biblioteca, è rimasto nell’ombra per più di quarant’anni. **