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Il maiale e il grattacielo: Chicago. Una storia del nostro futuro

“Ti aspetti la città di Al Capone e trovi viali sereni, tra gli edifici neoclassici dell’Esposizione universale del 1893. Letture giovanili ti parlano dei mattatoi di Chicago; invece ti appaiono fantastici grattacieli. Il centro città ti si dispiega miracolo d’architettura, che sta all’urbanistica del Novecento come Venezia a quella del Quattrocento. Ti aspettavi una città continentale, al centro del Nordamerica e ti si para una città marina.” Sullo sconfinato Lago Michigan, Chicago è la più americana delle città statunitensi (basti pensare che McDonald’s è una sua multinazionale) e, diversamente da New York, San Francisco o Los Angeles, a Chicago si ha il reality check, ovvero il polso di quel che pensa l’America vera, profonda. Come un detective, Marco d’Eramo si addentra nella città e la investiga. Vive l’avventura dell’esplorazione di un europeo trapiantato con tutto il suo bagaglio concettuale dal Vecchio Mondo nella sconosciuta Chicago, conservando lo sguardo alieno e lo stupore da straniero. Arriva così a riconoscere il familiare puzzo di modernità che caratterizza questa città. Qui, si sono verificati tanti episodi centrali della modernità: la nascita dei grattacieli, la standardizzazione dei sapori, il sorgere della sociologia urbana, il primo reattore atomico, la scuola economica dei Chicago Boys. Qui, in questa megalopoli multietnica, in questa Babele dei giorni nostri, si vede in atto la straordinaria potenza rivoluzionaria, sovversiva del capitalismo più puro.

Il mago dei corvi

Il Presidente dell’Aburiria – poverissimo paese africano vessato dalla dittatura – soffre di una strana malattia: l’uomo vorace e senza scrupoli che ha instaurato un governo repressivo fondato sulla paura, ora fluttua nella stanza del trono, gonfio a dismisura e incapace di parlare. Nessuno può curarlo, tranne il famigerato Mago dei corvi: un giovane stregone di nome Kamı ̃tı ̃, noto tra la gente per le sue straordinarie facoltà magiche. Nel paese intanto, mentre il governo avvia la costruzione di un’opera faraonica – la Marcia verso il Paradiso, una sorta di moderna Torre di Babele – esplode la protesta guidata dal Movimento per la Voce del Popolo, di cui fa parte la bella Nyawı ̃ra, che lotta clandestinamente per i diritti delle donne, per i poveri e la libertà. È così che proprio sul Mago dei corvi si concentrano le speranze di tutti: ragazzi e anziani, ribelli e reazionari, esponenti della rivolta e ministri – ogni fazione vorrebbe approfittare degli infallibili poteri del Mago. L’incontro con Nyawı ̃ra segnerà per entrambi l’inizio di un’avventura: lei, accusata di essere una sovversiva, è il nemico numero uno del governo; lui invece è ricercato dalle autorità per curare il male del Presidente, venendo così chiamato a una scelta difficile. Accetterà di piegarsi al potere o preferirà lottare per il suo paese? Ngu ̃gı ̃ wa Thiong’o, tra i maggiori scrittori africani e attivista politico, ci regala un romanzo intenso ed entusiasmante: tra rivolgimenti politici, magie, leggende e amori rivoluzionari, dà vita a un mondo dal fascino irresistibile e attuale, in cui la satira sul potere e le sue derive autoritarie si trasforma in un inno alla libertà contro le dittature di ogni epoca e ogni luogo. “Un’indimenticabile storia d’amore che rivela il magico potere della semplicità sulle persone e sulla politica.” Hazel Rochman, Booklist “Ngu ̃gı ̃ ha fatto comprendere a tutti i problemi e i dubbi più significativi dello scrittore africano contemporaneo, intrappolato in un’implacabile politica sociale, razziale e linguistica.” John Updike, The New Yorker “Ngu ̃gı ̃ wa Thiong’o è uno dei più grandi scrittori africani. Probabilmente il miglior termine di paragone per questo libro è I figli della mezzanotte di Salman Rushdie.” San Francisco Chronicle

Il Lungo Ottocento

Questo libro ricostruisce la fitta trama di trasformazioni che investirono la storia politica internazionale e l’ordine mondiale nei 150 anni compresi fra il 1770 e la fine della prima guerra mondiale, l’epoca che l’autore con efficace formula definisce «il lungo Ottocento». Al centro della narrazione, scandita in quattro stadi di crescente interconnessione globale, e che evita di considerare ancora una volta la storia del mondo come mera storia di civiltà, sono da un lato gli imperi dell’epoca in quanto complesse entità impegnate nella lotta per il consolidamento e la sopravvivenza, e dall’altro le componenti culturali, razziali e religiose delle diverse regioni geopolitiche del pianeta. Lo sguardo volutamente multiplo dell’autore tiene conto non solo della scansione temporale caratteristica di ciascuna regione (Occidente, Asia, Africa, mondo musulmano), riconoscendo l’apporto di ciascuna all’immenso processo di globalizzazione, ma anche dei collegamenti fra imperi, fra regioni e delle tendenze che coinvolgono ogni specifica area, in un concorso di forze spesso asimmetrico o squilibrato nel quale il ruolo dell’Europa, pur se importante, emerge come quello di una regione fra le altre. Ne risulta un percorso di lettura estremamente originale, capace di rendere conto dei contrasti e delle reciproche influenze delle diverse aree mondiali coinvolte in un unico, immane processo di modernizzazione.

Il libro di Joan

Anno 2049. Il riscaldamento globale e le guerre hanno ridotto la Terra a un cumulo di macerie inabitabili. Chi ha potuto permetterselo è scappato su una stazione orbitale diventata l’enclave di ricchi privilegiati su cui governa un dittatore ancora piú ricco e privilegiato. I pochi resistenti si tramandano la leggenda di una giovane donna, forse una pazza, forse una terrorista, forse una santa, che potrebbe salvarli. Ma Joan è morta: è stata giustiziata anni fa. O cosí si dice… In questi tempi oscuri sembra che l’unico realismo possibile sia la distopia. Pochi altri libri sono stati accolti come il romanzo di Lidia Yuknavitch al suo apparire: *Il libro di Joan* è stato salutato come la piú precisa e cruda cronaca dell’oggi, quasi che solo un racconto di fantascienza (ma di una fantascienza completamente nuova, visionaria e «inaudita») potesse rendere conto di un presente allucinato e violento. Un potere maschile opprimente e violento che dispone del corpo delle donne come una risorsa da prosciugare; le diseguaglianze economiche che rendono il pianeta inabitabile tanto quanto il cambiamento climatico provocato da quelle stesse logiche inique; il discorso politico che fomenta il risentimento attraverso lo spauracchio dell’emergenza continua; la nostalgia di un passato immaginario come unica, posticcia, via di fuga: di tutto questo la Yuknavitch fa il materiale grezzo di un racconto ustionante, un viaggio fantastico tanto estremo quanto emozionante. Fantascienza classica e femminismo radicale, Margaret Atwood e Kathy Acker, «new weird» e Donald Trump. La cronaca del domani è stata raccontata molte volte: ma mai cosí.
«Troppo spesso i romanzi postapocalittici si fanno belli con problemi drammatici come il cambiamento climatico ma poi lasciano che il lettore se ne esca indenne dalle loro pagine, senza esserne toccato veramente, anzi intontito da una nuvola di ironico escapismo e convinto piú di prima che il pericolo sia ben lontano quando in realtà è imminente. Per fortuna non è il caso di questo romanzo incendiario di Lidia Yuknavitch, e della sua voce potente, cruda, senza compromessi. *Il libro di Joan* possiede le stesse qualità delle opere migliori di Doris Lessing, Frank Herbert, Ursula K. Le Guin e James G. Ballard. Eppure, allo stesso tempo, è straordinariamente nuovo, pieno di invenzioni e con uno slancio unico».
**Jeff VanderMeer sul «New York Times»**
«Lidia Yuknavitch riesce a mettere insieme gli X-Men e Judith Butler».
**«Vulture»**
« *Il libro di Joan* è l’incrocio perfetto tra un romanzo postapocalittico e un poema erotico».
« **The Spectator»**
«La visione del futuro di Yuknavitch sovverte tutto quello che pensiamo di sapere sul sesso, l’identità, la politica, il potere, l’amore».
**«Financial Times»**

Il libro dei segreti

Il numero perduto di Dio
Un avvincente thriller di Chris Roberson
Quale mistero è racchiuso nel libro più ricercato della storia?
Spencer Finch lavora come giornalista freelance. La sua vita scorre pigramente nella città di Austin tra articoli malpagati per una rivista online e qualche drink di troppo. Fino al giorno in cui gli viene commissionata un’inchiesta sull’enigmatica figura di J. Nathan Pierce, un miliardario di Houston dalla fama ambigua. Finch comincia le sue ricerche, ma a poco a poco la faccenda si fa più complicata. Tra manoscritti indecifrabili, società segrete, ladri acrobati, hacker, angeli, demoni e assassini, il reporter dovrà far luce su un misterioso omicidio e sul furto di un antichissimo libro appartenuto a Pierce, che in molti sembrano ansiosi di possedere… Ma la chiave di tutto è nascosta forse proprio nel suo stesso passato, in un misterioso dono che suo nonno gli ha lasciato prima di morire…
Alla scoperta del manoscritto scomparso che nasconde il segreto dell’umanità
«Il Codice da Vinci riscritto dai fratelli Coen.»
SFF Chronicles
«Molto più interessante e divertente del Codice da Vinci.»
Death Ray Magazine
«Una lettura travolgente, con una trama sorprendente e un finale inaspettato.»
SF Crowsnest
«Originale, divertentissimo.»
Red Rook Review
«Chris Roberson ha un talento eccezionale.»
Locus Magazine
Chris Roberson
È un prolifico autore di fumetti (tra cui la serie iZombie creata con l’artista Mike Allred), romanzi e racconti, per i quali è stato più volte finalista al World Fantasy Award e al John W. Campbell Award for Best New Writer; ha vinto il Sidewise Award for Best Alternate History. Vive con la moglie e la figlia a Austin, in Texas.

Il grande volto di pietra

“Wakefield” è il miglior racconto di Hawthorne e forse uno dei migliori della letteratura. Il doppio è uno dei temi ricorrenti nella fantasia degli uomini. Lo troviamo trattato in modo inatteso e originale in “The Great Stone Face”. “Earth’s Holocaust” corrisponde ammirevolmente alla mistica speculazione dei trascendentalisti del New England, che furono gli amici di Hawthorne; la mente umana, non il mondo tangibile e visibile, è la realtà essenziale. “Mr. Higginbotham’s Catastrophe” anticipa sorprese e artifici del genere poliziesco. Hawthorne accentua l’aspetto comico; se il testo fosse stato scritto adesso, lo scioglimento sarebbe tragico, e sarebbe stato il punto di partenza. “The Minister’s Black Veil”, ultimo racconto della serie, è puramente e apertamente un’allegoria e, malgrado lo sia, è non solo efficace bensì indimenticabile. Hawthorne ha scritto i migliori e i peggiori racconti del mondo; in questa scelta offriamo al lettore i primi.

Il Giorno Degli Dei

Tutti i libri fondanti delle grandi religioni affermano che i segreti del futuro sono racchiusi nel passato. Ora, attraversando il confine fra storia e profezia, e decifrando l’origine e il significato autentico dei più antichi simboli alla luce delle più recenti scoperte scientifiche, Zecharia Sitchin risponde alla domanda che era rimasta inevasa nella sua straordinaria controstoria dell’umanità: quando? Quando torneranno gli dei del dodicesimo pianeta?
Questo è il libro che milioni di lettori in tutto il mondo attendevano da molto tempo, da quando, trent’anni fa, Sitchin inaugurò con *Il pianeta degli dei* il suo monumentale e fortunatissimo ciclo delle *Cronache Terrestri* , spaziando dall’esegesi biblica all’astrofisica, dalla linguistica alla storia delle religioni per supportare, prova dopo prova, una rivoluzionaria tesi: i testi sacri dei popoli antichi devono essere letti come resoconti storici. Perché per Sitchin la mitologia non è mera creazione fantastica, bensì confusa memoria di fatti realmente accaduti. Alla luce delle ipotesi dell’autore, tradizioni, leggende e ritrovamenti, da sempre circondati da un alone di mistero, diventano improvvisamente coerenti e comprensibili.

Il gioco della vita

Prima edizione in digitale.
Questo è un libro meraviglioso. Ricchissimo di esempi pratici e di testimonianze vere, ti fa comprendere con semplicità e delicatezza come funziona il linguaggio della mente e come utilizzarlo per ottenere salute, felicità e piena realizzazione di sé. L’autrice, coniugando la propria straordinaria esperienza e competenza con la magica semplicità delle sue parole, ci spiega come vivere al meglio e partecipare con consapevolezza e felicità al Gioco della Vita.
La vita è il gioco tra noi e la legge universale che tutto regola: l’Amore. Ciascuno di noi è unico e ha un posto ben definito nel mondo, ed esiste una sola regola nel gioco: amarsi reciprocamente. La felicità può essere raggiunta solo abbandonando le credenze errate che nascono dalla paura: solo in questo modo ogni attimo della vità potrà essere vissuto con gioia, ricchezza, felicità, gratitudine e perfetta realizzazione di sé.
“È importante ribadire che ogni malattia e infelicità provengono da una violazione della legge dell’amore. Vi do un nuovo comandamento: amatevi l’un l’altro. Amore e benevolenza sono il segreto del Gioco della Vita.”
“Il vero amore è disinteressato e libero dalla paura. Esso si riversa sull’oggetto d’amore senza chiedere niente indietro. L’Amore è Dio in manifestazione, ed è la più potente forza magnetica dell’universo. Il puro, disinteressato amore attira a sé ciò che gli è proprio.”
“Ogni evento nella nostra vita, ogni persona che incontriamo, sono un messaggio divino per noi. Non odiamo, malediciamo o condanniamo il messaggero, benediciamolo e ringraziamolo. E ogni bene verrà a noi.”
(L’autrice)
L’autrice
Florence Scovel Shinn nacque nel 1871 nel New Jersey, in gioventù si trasferì a Philadelphia per studiare all’accademia di belle arti dove conobbe il marito, l’artista Everett Shinn. Florence Scovel Shinn è tra gli esponenti più importanti della corrente del Nuovo Pensiero e le sue opere, in particolare “Il Gioco della Vita”, hanno influenzato il pensiero di illustri studiosi. Louise Hay, la famosa autrice di testi sul pensiero positivo, ha più volte citato l’opera di Florence Scovel Shinn come punto di partenza del proprio pensiero. **
### Sinossi
Prima edizione in digitale.
Questo è un libro meraviglioso. Ricchissimo di esempi pratici e di testimonianze vere, ti fa comprendere con semplicità e delicatezza come funziona il linguaggio della mente e come utilizzarlo per ottenere salute, felicità e piena realizzazione di sé. L’autrice, coniugando la propria straordinaria esperienza e competenza con la magica semplicità delle sue parole, ci spiega come vivere al meglio e partecipare con consapevolezza e felicità al Gioco della Vita.
La vita è il gioco tra noi e la legge universale che tutto regola: l’Amore. Ciascuno di noi è unico e ha un posto ben definito nel mondo, ed esiste una sola regola nel gioco: amarsi reciprocamente. La felicità può essere raggiunta solo abbandonando le credenze errate che nascono dalla paura: solo in questo modo ogni attimo della vità potrà essere vissuto con gioia, ricchezza, felicità, gratitudine e perfetta realizzazione di sé.
“È importante ribadire che ogni malattia e infelicità provengono da una violazione della legge dell’amore. Vi do un nuovo comandamento: amatevi l’un l’altro. Amore e benevolenza sono il segreto del Gioco della Vita.”
“Il vero amore è disinteressato e libero dalla paura. Esso si riversa sull’oggetto d’amore senza chiedere niente indietro. L’Amore è Dio in manifestazione, ed è la più potente forza magnetica dell’universo. Il puro, disinteressato amore attira a sé ciò che gli è proprio.”
“Ogni evento nella nostra vita, ogni persona che incontriamo, sono un messaggio divino per noi. Non odiamo, malediciamo o condanniamo il messaggero, benediciamolo e ringraziamolo. E ogni bene verrà a noi.”
(L’autrice)
L’autrice
Florence Scovel Shinn nacque nel 1871 nel New Jersey, in gioventù si trasferì a Philadelphia per studiare all’accademia di belle arti dove conobbe il marito, l’artista Everett Shinn. Florence Scovel Shinn è tra gli esponenti più importanti della corrente del Nuovo Pensiero e le sue opere, in particolare “Il Gioco della Vita”, hanno influenzato il pensiero di illustri studiosi. Louise Hay, la famosa autrice di testi sul pensiero positivo, ha più volte citato l’opera di Florence Scovel Shinn come punto di partenza del proprio pensiero.

Il Giardino Delle Rose

« *Ho letto tutti i libri di Elizabeth von Arnim … Straordinaria.* »
**Edmund de Waal, autore di Un’eredità di avorio e ambra**
« *Una folla di raffinati lettori ha scoperto a poco a poco i romanzi di questa scrittrice ironica, spregiudicata, fuori da ogni corrente letteraria, spesso crudelissima nel descrivere una società boriosa, superficiale, vecchia, ingiusta soprattutto verso le donne.* »
**la Repubblica – Natalia Aspesi**
Nel  *Giardino delle rose*  (1897) ritroviamo i tipici temi von arnimiani della libertà della donna, della sua insofferenza verso i vincoli parentali e matrimoniali, del desiderio di spazi e momenti «tutti per sé» difficilmente riconosciuti dalla più stretta cerchia familiare. Si racconta qui la storia di Annie, giovane sarta con la grande  passione dei fiori, costantemente distratta dalle cure del suo giardino dalle due persone che le sono più vicine: la madre, sempre bisognosa di attenzioni, e il fidanzato William, che su di lei ha precisi progetti: almeno sei figli. 
Ancora una volta Elizabeth von Arnim ci delizia con la sottile ironia e la grande verve narrativa che l’hanno resa un’autrice amatissima dal grande pubblico.

Il generale dell’armata morta

Vent’anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, un generale e un colonnello cappellano dell’esercito italiano ricevono un mandato gravoso e delicato: ritrovare i resti di molti nostri soldati caduti in Albania. La missione si infrange ben presto contro gli scogli di un clima ostile, di una terra impervia, cui si aggiunge la freddezza di un popolo fiero per il quale la guerra sembra essere una condizione di vita. Quando il generale sarà pronto a riportare in patria l’i>armata morta, si renderà conto di aver esumato, oltre ai poveri resti (ma molti mancano al silenzioso appello), anche diffidenze e rancori antichi, atavici in un popolo diverso per usi, costumi, senso della vita, della morte e dell’onore, che «ha sempre avuto il gusto di uccidere e di farsi uccidere».
Rievocando gli orrori della guerra nel paese delle aquile, Ismail Kadaré costruisce un romanzo di grande intensità, in bilico tra commedia a sfondo macabro e teatro dell’assurdo, narrazione rarefatta e tragedia epica, in cui emergono in tutta la loro crudezza la forza primordiale della violenza che grava sul destino degli uomini e la follia della guerra che unisce vincitori e vinti nella medesima desolazione.

Il filo infinito: Viaggio alle radici d’Europa

Che uomini erano quelli. Riuscirono a salvare l’Europa con la sola forza della fede. Con l’efficacia di una formula semplicissima, ora et labora. Lo fecero nel momento peggiore, negli anni di violenza e anarchia che seguirono la caduta dell’Impero romano, quando le invasioni erano una cosa seria, non una migrazione di diseredati. Ondate violente, spietate, pagane. Li cristianizzarono e li resero europei con la sola forza dell’esempio. Salvarono una cultura millenaria, rimisero in ordine un territorio devastato e in preda all’abbandono. Costruirono, con i monasteri, dei formidabili presidi di resistenza alla dissoluzione.
Sono i discepoli di Benedetto da Norcia, il santo protettore d’Europa. Paolo Rumiz li ha cercati nelle loro abbazie, dall’Atlantico fino alle sponde del Danubio. Luoghi più forti delle invasioni e delle guerre. Gli uomini che le abitano vivono secondo una “regola” più che mai valida oggi, in un momento in cui i seminatori di zizzania cercano di fare a pezzi l’utopia dei loro padri: quelle nere tonache ci dicono che l’Europa è, prima di tutto, uno spazio millenario di migrazioni. Una terra “lavorata”, dove – a differenza dell’Asia o dell’Africa – è quasi impossibile distinguere fra l’opera della natura e quella dell’uomo. Una terra benedetta che è insensato blindare.
Da dove se non dall’Appennino, un mondo duro, abituato da millenni a risorgere dopo ogni terremoto, poteva venire questa formidabile spinta alla ricostruzione dell’Europa? Quanto c’è ancora di autenticamente cristiano in un Occidente travolto dal materialismo? Sapremo risollevarci senza bisogno di altre guerre e catastrofi?
All’urgenza di questi interrogativi Rumiz cerca una risposta nei luoghi e tra le persone che continuano a tenere il filo dei valori perduti, in un viaggio che è prima di tutto una navigazione interiore. **
### Sinossi
Che uomini erano quelli. Riuscirono a salvare l’Europa con la sola forza della fede. Con l’efficacia di una formula semplicissima, ora et labora. Lo fecero nel momento peggiore, negli anni di violenza e anarchia che seguirono la caduta dell’Impero romano, quando le invasioni erano una cosa seria, non una migrazione di diseredati. Ondate violente, spietate, pagane. Li cristianizzarono e li resero europei con la sola forza dell’esempio. Salvarono una cultura millenaria, rimisero in ordine un territorio devastato e in preda all’abbandono. Costruirono, con i monasteri, dei formidabili presidi di resistenza alla dissoluzione.
Sono i discepoli di Benedetto da Norcia, il santo protettore d’Europa. Paolo Rumiz li ha cercati nelle loro abbazie, dall’Atlantico fino alle sponde del Danubio. Luoghi più forti delle invasioni e delle guerre. Gli uomini che le abitano vivono secondo una “regola” più che mai valida oggi, in un momento in cui i seminatori di zizzania cercano di fare a pezzi l’utopia dei loro padri: quelle nere tonache ci dicono che l’Europa è, prima di tutto, uno spazio millenario di migrazioni. Una terra “lavorata”, dove – a differenza dell’Asia o dell’Africa – è quasi impossibile distinguere fra l’opera della natura e quella dell’uomo. Una terra benedetta che è insensato blindare.
Da dove se non dall’Appennino, un mondo duro, abituato da millenni a risorgere dopo ogni terremoto, poteva venire questa formidabile spinta alla ricostruzione dell’Europa? Quanto c’è ancora di autenticamente cristiano in un Occidente travolto dal materialismo? Sapremo risollevarci senza bisogno di altre guerre e catastrofi?
All’urgenza di questi interrogativi Rumiz cerca una risposta nei luoghi e tra le persone che continuano a tenere il filo dei valori perduti, in un viaggio che è prima di tutto una navigazione interiore.

Il Fascino Del Potere

3 ROMANZI IN 1 – IL SUCCESSO A OGNI COSTO di Sara Orwig. Brittany Garrison non ha molta scelta: trovare due milioni di dollari in brevissimo tempo o perdere il suo ristorante. Così, quando Emilio Jefferies le propone di diventare sua socia, lei accetta, ignorando che Emilio ha pianificato tutto, anche di sedurla. RIVINCITA PERSONALE di Anna DePalo. Eccola, finalmente davanti a lui, dopo quattro lunghi anni. Bella, eterea e sfuggente come la ricordava, Megan Simmons è l’unica donna che Stephen Garrison non è riuscito a dimenticare. E la sola che non può avere. COMPLICITA’ SENZA SOSPETTI di Catherine Mann. Brooke Garrison non riesce a credere che una sola notte di fuoco con Jordan Jefferies abbia portato tali, disastrose conseguenze. Come farà adesso ad affrontare la sua famiglia? Ma soprattutto come riuscirà a convincere Jordan che lei non vuole diventare sua moglie?

Il destino dell’orso

In una valle svizzera, un giorno di luglio, un industriale milanese viene sbranato vivo da un orso. Marco Besana, giornalista di nera con troppi anni di lavoro alle spalle e altrettanta disillusione addosso, è costretto controvoglia a occuparsi di quella strana morte. Sarebbe facile archiviare il caso come un incidente di montagna se Ilaria Piatti, giovanissima reporter, perennemente precaria, non fosse convinta di avere davanti un serial killer. Molto più feroce di qualunque animale. Ilaria e Marco, accompagnati dal cane Beck’s, lasciano Milano e partono per l’Engadina. E lì scoprono una catena di morti orribili e misteriose, tutte apparentemente accidentali: un uomo caduto in un crepaccio, uno carbonizzato nel suo aereo privato, un altro mummificato in un bosco. La sequenza non può essere casuale. Anche se la polizia locale non collabora e in redazione nessuno crede in loro, i due cronisti non si danno per vinti. Sono sicuri di avere di fronte un soggetto molto pericoloso, che uccide le sue vittime con armi non convenzionali, in modi originali e sofisticati. E sembra ispirarsi alla più famosa avvelenatrice seriale del Settecento, Giovanna Bonanno, conosciuta come la Vecchia dell’Aceto. Il racconto trascina il lettore in un labirinto di false piste e colpi di scena, ai piedi di splendide montagne che, impassibili e sinistre, osservano dall’alto le mosse di un assassino diabolico, sfuggente. Torna l’indimenticabile coppia di *Nostalgia del sangue* , caso editoriale internazionale, in un thriller altrettanto sorprendente e serrato, un meccanismo a orologeria reso ancora più perfetto dal talento di Dario Correnti nel costruire personaggi densi, pieni di chiaroscuri, debolezze e coraggio. Personaggi destinati a rimanere nel cuore di tutti noi. **
### Sinossi
In una valle svizzera, un giorno di luglio, un industriale milanese viene sbranato vivo da un orso. Marco Besana, giornalista di nera con troppi anni di lavoro alle spalle e altrettanta disillusione addosso, è costretto controvoglia a occuparsi di quella strana morte. Sarebbe facile archiviare il caso come un incidente di montagna se Ilaria Piatti, giovanissima reporter, perennemente precaria, non fosse convinta di avere davanti un serial killer. Molto più feroce di qualunque animale. Ilaria e Marco, accompagnati dal cane Beck’s, lasciano Milano e partono per l’Engadina. E lì scoprono una catena di morti orribili e misteriose, tutte apparentemente accidentali: un uomo caduto in un crepaccio, uno carbonizzato nel suo aereo privato, un altro mummificato in un bosco. La sequenza non può essere casuale. Anche se la polizia locale non collabora e in redazione nessuno crede in loro, i due cronisti non si danno per vinti. Sono sicuri di avere di fronte un soggetto molto pericoloso, che uccide le sue vittime con armi non convenzionali, in modi originali e sofisticati. E sembra ispirarsi alla più famosa avvelenatrice seriale del Settecento, Giovanna Bonanno, conosciuta come la Vecchia dell’Aceto. Il racconto trascina il lettore in un labirinto di false piste e colpi di scena, ai piedi di splendide montagne che, impassibili e sinistre, osservano dall’alto le mosse di un assassino diabolico, sfuggente. Torna l’indimenticabile coppia di *Nostalgia del sangue* , caso editoriale internazionale, in un thriller altrettanto sorprendente e serrato, un meccanismo a orologeria reso ancora più perfetto dal talento di Dario Correnti nel costruire personaggi densi, pieni di chiaroscuri, debolezze e coraggio. Personaggi destinati a rimanere nel cuore di tutti noi.

Il Conte È Nei Guai

Un conte incrocia il suo primo amore e deve decidere se vuole ancora il futuro con lei.
Lucas Carter, il conte di Darcy è stanco e non crede nell’amore. Suo padre lo vuole far sposare ed è l’ultima cosa che desidera. Si trova in una situazione in cui non è in grado di districarsi e decide di nascondersi dai suoi problemi. Nei suoi viaggi incrocia la donna che gli ha spezzato il cuore e lo ha rovinato per amore. Il perdono sembra impossibile, ma mentre passano d tempo insieme si chiede se forse il suo destino sia inevitabile, perché potrebbe essere solo la risposta a tutti i suoi problemi.
PUBLISHER: TEKTIME

Il caso dello studioso seducente

Il dottor Llewellyn Lewis ha una doppia vita: è allo stesso tempo un impacciato ma stimato professore di storia e l’appariscente Ramon Rondell, famigerato autore di sensazionalistiche teorie storiche. Ramon è il primo a mettere gli occhi su un irresistibile ballerino in un club, ma tocca a Llewellyn incontrare l’assistente universitario Blaise Arthur in un’occasione formale: la cena in onore di Anne de Vere, una discendente di Edward de Vere, diciassettesimo Conte di Oxford, sospettato da alcuni di essere il vero Shakespeare. Anne vuole che Llewellyn dimostri questa teoria, sebbene molti abbiano già tentato di farlo senza risultato, ed è pronta a fare una generosa donazione alla Middlemark University in caso di successo.
Per Llewellyn questa potrebbe anche essere l’occasione giusta per conoscere meglio Blaise.
Non tutti pensano che Llewellyn debba accettare l’incarico o il denaro. Tra fratelli in lite, mecenati rivali, colleghi gelosi e avidi amministratori, chiunque potrebbe tentare di sabotare la sua ricerca… e qualcuno è anche disposto a uccidere per riuscirci.
Quando Anne de Vere viene trovata morta, la polizia sospetta che sia Blaise l’assassino, e soltanto il timido, balbuziente professore che ha conquistato il suo cuore potrà provare il contrario… **
### Sinossi
Il dottor Llewellyn Lewis ha una doppia vita: è allo stesso tempo un impacciato ma stimato professore di storia e l’appariscente Ramon Rondell, famigerato autore di sensazionalistiche teorie storiche. Ramon è il primo a mettere gli occhi su un irresistibile ballerino in un club, ma tocca a Llewellyn incontrare l’assistente universitario Blaise Arthur in un’occasione formale: la cena in onore di Anne de Vere, una discendente di Edward de Vere, diciassettesimo Conte di Oxford, sospettato da alcuni di essere il vero Shakespeare. Anne vuole che Llewellyn dimostri questa teoria, sebbene molti abbiano già tentato di farlo senza risultato, ed è pronta a fare una generosa donazione alla Middlemark University in caso di successo.
Per Llewellyn questa potrebbe anche essere l’occasione giusta per conoscere meglio Blaise.
Non tutti pensano che Llewellyn debba accettare l’incarico o il denaro. Tra fratelli in lite, mecenati rivali, colleghi gelosi e avidi amministratori, chiunque potrebbe tentare di sabotare la sua ricerca… e qualcuno è anche disposto a uccidere per riuscirci.
Quando Anne de Vere viene trovata morta, la polizia sospetta che sia Blaise l’assassino, e soltanto il timido, balbuziente professore che ha conquistato il suo cuore potrà provare il contrario…