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La città sommersa (Sigrid e i mondi perduti, #4)

Continuano le avventure di Sigrid, l’esploratrice dei mondi perduti. Dopo le avventure sul pianeta del grande serpente, Sigrid, la coraggiosa esploratrice dai capelli blu, riparte verso la Terra a bordo di una nave spaziale, ma presto è costretta ad atterrare su un pianeta molto pericoloso. Moltissimi anni prima, gli abitanti sono stati decimati da una terribile malattia, e i sopravvissuti vivono da dieci secoli divisi in una serie di città sotterranee, vere e proprie scatole chiuse ermeticamente dalle quali le persone non possono uscire. Le città si sono evolute in modo indipendente e ciascuna ignora l’esistenza delle altre. Sigrid decide di aiutare gli abitanti ad evadere da quelle che le sembrano soffocanti prigioni. Ma non sarà facile.

L’Antiquario di Brera

Il 31 dicembre del 1918 a Bottanuco, in circostanze misteriose, moriva Vincenzo Verzeni, meglio conosciuto come “il vampiro della bergamasca” o “lo strangolatore di donne”. Fu uno dei più sanguinari serial killer e per anni seminò morte e terrore nelle campagne del suo paese dove era nato l’11 aprile del 1849. Cesare Lombroso, studioso di fama internazionale e sostenitore della frenologia, durante il processo a suo carico, non esitò a definirlo “un sadico sessuale, vampiro, divoratore di carne umana”. Novantasei anni dopo, in una moderna Milano proiettata verso il futuro Expo, Neri Pisani Dossi, classe 1954, uno dei più illustri antiquari milanesi, di stirpe patrizia, discendente del famoso scrittore Carlo Alberto Pisani Dossi, con un burrascoso passato da sanbabilino alle spalle, si ritrova a fare i conti con la terrificante eredità lasciata dal Verzeni. Un oggetto che ha attraversato quasi un secolo di storia, per il quale alcuni sono disposti ad uccidere pur di averlo, finirà in possesso di Neri cambiando per sempre la sua vita.

L’uovo di Colombo

Si può ridere davanti alla fine del mondo? In attesa del Giudizio Universale, che ci darà la risposta definitiva, Barbolini ci mette alla prova con questo romanzo in cui il finimondo scoppia in una città di provincia, mai nominata eppure riconoscibile, per colpa d’un assessore troppo intraprendente e d’una torre campanaria, patrimonio dell’Unesco, proditoriamente tappezzata con le gigantografie di Pavarotti ed Enzo Ferrari in lamina argentata.
Da qui si snoda una ridda vorticosa di vicende futili ed esilaranti che coinvolge una variegata combriccola di personaggi: dal Grande Scrittore in Incognito, in fuga da se stesso e dal suo doppio, alla categoriale Direttrice di un’importante Fondazione con la effe maiuscola; dal nero padre Tiger, autentico frate guerriero, alla bella e sensuale Clelia, vittima d’incontrollabili bollori erotici, fino al gigantesco Efrem, ultimo addestratore dei battaglieri colombi “triganini”.
Ma tanti altri sono i bizzarri personaggi che sgomitano spudoratamente per superarsi nella staffetta narrativa di questo “romanzo eroicomico” dal risoluto impianto corale.
Attraverso rivoli e snodi ricchi di humour e di umori, non esclusi quelli stercorari, la trama s’arricchisce di corpose vicende laterali, destinate tutte a confluire nella gran baraonda finale, quando un memorabile castigo sceso dal cielo rimetterà le cose a posto.
*L’uovo di colombo* è un romanzo insolito e sorprendente dove Guareschi strizza l’occhio a Gadda, mentre la statua marmorea di Alessandro Tassoni, l’autore della Secchia rapita, annuisce bonaria. La comicità iconoclasta di Barbolini investe il mondo intero, eppure non cede mai a un nichilismo amaro, a una messa alla berlina sprezzante: da ogni personaggio, in queste pagine, si irradia un’energia vitale autentica, un’insopprimibile aspirazione alla felicità capace di suscitare una profonda, umanissima simpatia.

L’ultimo fiore dell’anima

Nonostante il vento che le percuoteva l’anima, Ilde Zedda era una donna salda. Come una roccia, faceva parte del Monte. È lì, sull’Ortobene, la sua casa. Lì, la sua prigione, tra arbusti voraci e olivastri contorti. Cresciuta dalle suore, in quella terra ostile Ilde è un’istranza, una forestiera. Lei che ha capelli biondi e pelle chiarissima è diversa dalla gente del posto, che la guarda con diffidenza. Costretta in sposa poco più che fanciulla a un uomo rude e ignorante, Ilde non sa cosa siano la libertà, il rispetto, il piacere, l’amore. Al suo isolamento contribuisce ancor più la malattia: le crisi epilettiche che agli occhi di tutti sono come una possessione demoniaca. Eppure, le visioni di uno schieramento d’angeli non sono solo una condanna, ma un modo per rifugiarsi altrove. Nelle sue fantasie Ilde cercava di cavar fuori qualcosa che assomigliasse alla vita. Forse è solo un desiderio di felicità che trova spazio nei suoi sogni ma, per quanto anche questo rappresenti una maledizione, si trasformerà infine nel suo più potente alleato. Crescerà in lei il bisogno di emancipazione e le darà la forza di sperare in una vita fatta di sentimenti autentici. Fino a mostrarle l’uomo che saprà dialogare con il suo spirito irrequieto, restituendole il diritto di amare. L’uomo per cui non valga solo la pena morire, ma quella di vivere.

L’ultima Milonga

RACCONTO LUNGO (23 pagine) – SPIONAGGIO – Un Tango indiavolato e pericolosissimo aspetta Alvaro Giménez nel suo paese d’origine. Una sfida tra agenti segreti e criminali senza un attimo di tregua. La “mirada”, lo sguardo profondo con cui il “milongueros” invita una ragazza a ballare, è l’arma segreta che Alvaro Giménez dovrà sfoderare perché le tracce che portano a Lady pirata passano attraverso uno sfrenato e sensuale Tango a Buenos Aires. La collega Claudia Diamante e due Agenti di Sua Maestà sono, così, pronti a seguirlo fino al Perito Moreno e ad avventurarsi in una pericolosa crociera tra gli iceberg. Torinese, classe 1974, Marco Donna vive a Milano e scrive su “Borderfiction”, “24Letture”, “Neveitalia.it” e “Turisti per caso”. I suoi primi libri sono sul catalogo di Edizioni del Faro: “10 piccoli racconti (…e poi non rimase nessuno)” (2011), “Dall’Italia con amore” (2012). Nel 2013 un suo racconto è stato pubblicato nel volume “Girls” della raccolta “YouCrime “(Rizzoli Lab/Corriere della Sera). Nel 2014 ha pubblicato la raccolta di racconti “Zapping” (dBooks).

L’origine. Il romanzo di Charles Darwin

Nel 1832, all’età di ventidue anni, un giovane laureato di Cambridge, Charles Darwin (1809-1882), deciso a infrangere le tradizioni familiari che lo volevano medico o ecclesiastico, partecipa e vince il concorso per la posizione di naturalista sul Beagle, un brigantino della Royal Navy che avrebbe compiuto un lungo viaggio intorno al mondo con lo scopo di eseguire ricerche scientifiche.
Dalle Canarie al Brasile, dalla Terra del Fuoco fino all’Australia passando da Capo Verde, le isole Falkland e soprattutto la Galápagos, Darwin si dedicò a raccogliere e riordinare materiale di natura biologica e geologica.
Tornò cinque anni dopo carico di piante e animali ancora sconosciuti, con i quaderni pieni di appunti per quella che sarà la sua opera più importante.
L’origine delle specie, pubblicata nel 1859. e destinata a scuotere le fondamenta del sapere e in particolare le teorie creazioniste fino ad allora imperanti. Irving Stone ripercorre tutte le tappe di questo affascinante itinerario, geografico e spirituale al tempo stesso, in un’attenta biografia che diventa un romanzo appassionante.

L’Ombra Del Lupo Bianco

La vita non è stata generosa con Noah Blake. Cresciuto in un branco che lo odia per la sua diversità, ha subìto per anni i soprusi dello zio sadico e violento. Arrivato infine alla maggiore età, medita la fuga prima che la situazione peggiori.
Quando scopre che Ramirez è il suo compagno predestinato, il ragazzo crede che finalmente la sua vita possa avere una svolta favorevole. Purtroppo il destino è in agguato e dietro il sogno di un grande amore, potrebbe celarsi una minaccia letale.
Ramirez è un uomo con un passato oscuro alle spalle. Vive per suo figlio Connor e per il branco; anche se, ultimamente non riesce a togliersi dalla mente un bellissimo ragazzo dai capelli bianchi e gli occhi viola…
Ma quando antichi nemici torneranno a bussare alla sua porta… potrebbe essere ormai troppo tardi.

L’Italia non c’è più

Dal febbraio 1943, quando il Duce sfilò a Casale Monferrato, fino alla stagione di Mani pulite: testimone diretto di diverse Repubbliche ed epoche storiche fondamentali per l’Italia, Giampaolo Pansa tira le somme di un passato guardato con nostalgia per tracciare la direzione preoccupante che sta imboccando, o ha già imboccato, il nostro Paese. Il secondo Novecento raccontato da un cronista che ha assistito a grandi e piccole rivoluzioni, dal fascismo alla guerra civile, dal Vajont a Piazza Fontana, insieme a figure e personalità fondamentali della cultura e del giornalismo italiano, come Tobagi e Bocca.

L’istituzione negata

Noi neghiamo dialetticamente il nostro mandato sociale che ci richiederebbe di considerare il malato come un non-uomo e, negandolo, neghiamo il malato come non-uomo. Noi neghiamo la disumanizzazione del malato come risultato ultimo della malattia, imputandone il livello di distruzione alle violenze dell’asilo, dell’istituto, delle sue mortificazioni e imposizioni; che ci rimandano poi alla violenza, alla prevaricazione, alle mortificazioni su cui si fonda il nostro sistema sociale. La depsichiatrizzazione è un po’ il nostro leitmotiv. È il tentativo di mettere fra parentesi ogni schema, per agire in un terreno non ancora codificato e definito. Per incominciare non si può che negare tutto quello che è attorno a noi: la malattia, il nostro mandato sociale, il ruolo. Neghiamo cioè tutto ciò che può dare una connotazione già definita al nostro operato. Nel momento in cui neghiamo il nostro mandato sociale, noi neghiamo il malato come malato irrecuperabile e quindi il nostro ruolo di semplici carcerieri, tutori della tranquillità della società. La grande lotta di Franco Basaglia comincia con un no totale per uscire da un circolo vizioso, spalancando le porte su un’istituzione, una scienza e una società che mostrano il loro volto denudato nelle sue vergogne più nascoste. Uno scandalo del ’68.

L’economia delle esperienze

Perché si è disposti a pagare dieci volte tanto il suo normale prezzo una tazza di caffè al Caffè Florian di Venezia? Che cosa viene considerato di reale valore dai clienti? Perché si è disposti a pagare lo stesso bene o servizio a prezzi notevolmente diversi, quando è consumato in una diversa cornice? Perché, infine, come affermano gli autori, ‘il lavoro è teatro e ogni business è un palcoscenico’? A tali quesiti rispondono Pine e Gilmore, sostenendo che nella Nuova Economia la semplice produzione di beni e servizi non è più sufficiente: sono invece le ‘esperienze’ offerte al cliente a costituire il fondamento della creazione di valore. L’esperienza cui si riferiscono gli autori e un qualsiasi evento memorabile che impegni sul piano personale il consumatore nell’atto stesso del consumo. L’esperienza associata alla soddisfazione di un bisogno non è in sé una novità assoluta: l’approccio nuovo e veramente rivoluzionario di quest’opera sta nell’averla considerata nella sua dimensione economica e identificata con un prezzo; si scoprirà così che sono proprio le esperienze a realizzare la personalizzazione del prodotto e quindi a farne aumentare la desiderabilità. Nella sua stimolante introduzione, Silvio Rubbia approfondisce ulteriormente il concetto dell’attività economica come creazione di esperienze, coniando l’espressione ‘economia della situazione’ e proponendo un’interpretazione originale e innovativa delle sfide che la Nuova Economia pone agli imprenditori del nostro Paese.

L’eco delle città vuote

Janie ha lasciato la Cambogia a undici anni. In Canada, ad attenderla, c’è il suo futuro: l’adolescenza con la madre adottiva, gli studi di Elettrofisiologia, e poi l’incontro con Navin, il marito, e la nascita di Kiri. I genitori e Sopham, il fratello minore, li ha seppelliti insieme alla sua vecchia identità, la bambina che i khmer rossi chiamavano Mei. E con loro Phnom Penh, «la città alla confluenza dei fiumi» con i suoi templi luccicanti, una città vuota dopo il 17 aprile 1975, congelata nel tempo dall’assenza di vita; i campi di lavoro, dove l’Angkar li aveva confinati privandoli anche dell’identità; l’interminabile traversata via mare verso la Malesia e l’istante fatale in cui la sua mano ha lasciato quella di Sopham, per sempre. Ma le innumerevoli anime che un uomo si porta dentro, il *pralung* , talvolta possono rientrare da una finestra aperta, possono essere restituite al legittimo proprietario, e quando Hiroji – il collega, l’amico – le chiede di aiutarlo a ritrovare James, il fratello scomparso in Indocina mentre infuriava la guerra, per Janie arriva il momento di riappropriarsi di una parte di sé. La Cambogia – terra di una bellezza violenta, amara – è il punto di partenza e di arrivo, il crocevia dove vanno a confluire i destini dei protagonisti in un viaggio a ritrosonella memoria, personale o collettiva.

L’arte di vendere

Vendere è un’arte che richiede qualità ben precise. In primo luogo capacità di persuasione, uno degli elementi vincenti per tutti coloro che vogliono influenzare gli eventi della propria vita. Ecco un manuale fondamentale, un valido supporto per chi intende approfondire le tecniche e le strategie nel settore della vendita. Infatti, per operare con successo in questo campo in continua evoluzione, occorrono strumenti facili ed efficaci. E questo libro li fornisce ai suoi lettori. Il volume prende in esame gli aspetti fondamentali della professione del venditore, dall’arte di persuadere a quella di presentarsi, dalle strategie migliori per determinare gli obiettivi e pianificare la propria attività. In appendice una serie di test di autovalutazione per identificare le proprie attitudini e mettere a fuoco eventuali aspetti critici.

L’animale più feroce di tutti

Gary Stewart è un uomo come tanti: ha trentanove anni, dei genitori adottivi, un figlio e un’ex moglie. Ma tutto cambia nell’istante in cui scopre che Judith, sua madre biologica, è ancora viva e lo vuole rivedere. Quando madre e figlio si incontrano, Gary cerca di scoprire il più possibile sul padre, Earl Van Best Jr. Più scava nel passato di quell’uomo misterioso, però, più emergono elementi inquietanti: la passione per l’esoterismo, la conoscenza dei linguaggi cifrati, il carattere violento, le accuse di stupro e rapimento di Judith, sposata quand’era ancora minorenne. È così che per Gary comincia un doloroso viaggio nel passato: dodici anni di ricerche per ricostruire la storia della famiglia Best e la vita di Earl, che lo ha abbandonato quando era ancora in fasce. Attraverso documenti governativi, vecchi articoli di giornale e ricordi frammentati della madre biologica, Gary crea un profilo del padre e arriva a una conclusione sconcertante: quell’uomo è il killer dello Zodiaco, l’inafferrabile assassino che ha terrorizzato la California alla fine degli anni Sessanta. Un caso ancora aperto per la polizia americana. In queste pagine, l’autore con la giornalista Susan Mustafa si immerge nella San Francisco degli hippy e della contestazione, portando alla luce prove inconfutabili. Forte delle proprie scoperte, Gary si rivolge alle autorità per confrontare il suo DNA con quello dello Zodiaco; ma a quanto pare, in questa vicenda, sono troppe le persone che hanno qualcosa da nascondere. Una storia vera raccontata con il ritmo mozzafiato e la suspense di un thriller, che indaga la figura di uno dei serial killer più enigmatici ed efferati d’America.

L’animale notturno

Fare un sacco di soldi, a tutti i costi. Vittorio non ha dubbi: è questo l’unico modo di sfuggire al grigiore della sua vita attuale. Sceneggiatore appassionato e idealista, a soli trent’anni è già riuscito sia a sfondare che a clamorosamente fallire; d’altronde l’avere rotto il naso al regista con cui lavorava con profitto non è certo un bel biglietto da visita per i produttori, e oggi la sua carriera è decisamente in stallo. Nel disperato tentativo di cambiare corso alle cose, in un sussulto di ambizione e follia Vittorio decide di investire tutti i suoi risparmi nell’affitto di un sontuoso appartamento in pieno centro a Roma: perché si sa, per diventare ricchi bisogna innanzitutto cominciare a comportarsi da ricchi. Così, tra donne, alcol, droga e passeggiate con il naso all’insù in una Roma dalla bellezza che stordisce, il bisogno di soldi diventa presto una drammatica urgenza. Ed è proprio quando sta per rassegnarsi una volta per tutte al fallimento economico che Vittorio si imbatte nel senatore, un ricco ultraottantenne ieratico e sapiente con l’ossessione del gioco d’azzardo. Accordandogli un lauto compenso, il senatore si servirà di lui per accedere al mondo dei casinò online, che gli è vietato dalla figlia, preoccupata di vederlo rovinarsi come quando da giovane sperperava fortune in giro per il mondo. Ma soprattutto il senatore inizierà Vittorio, uomo di lettere e non di numeri, ai segreti della statistica e della matematica probabilistica. È il 2006, e il Texas Holdem, una variante spettacolare del nostro poker, sta prendendo piede in tutto il mondo: Vittorio, che ne ha sempre avuto la passione, ha adesso uno strumento formidabile per addomesticare la bestia. O forse per finirle più agevolmente in pasto? Un romanzo anomalo e sorprendente, profondo e leggero a un tempo, ricco di umorismo, di intelligenza, di azione, di stile, di personaggi, di frustrazione, ma anche di speranza e tensione ideale. In una parola, di vita.

L’anima del Führer. Il vescovo Hudal e la fuga dei nazisti in Sud America

Le ragioni della chiesa cattolica e quelle del nazionalsocialismo si incontrarono a Roma, durante gli anni Trenta e Quaranta, nella persona di un vescovo austriaco: Alois Hudal. Fu lui, con la collaborazione del Vaticano, a organizzare le fughe in Sud America di numerosi gerarchi nazisti, compresi i più efferati criminali di guerra, ma anche di semplici combattenti tedeschi ricercati dagli Alleati. Attorno a questo singolare personaggio, anche a causa della sua delicata posizione, la storiografia ufficiale ha steso finora un velo d’ombra: ma le ragioni del suo agire emergono dagli scritti, ormai quasi introvabili. Perché monsignor Hudal coltivava un progetto insieme visionario, utopistico e folle: cristianizzare il nazionalsocialismo, utilizzarlo come una barriera di fronte all’ateismo sovietico e salvare addirittura l’anima di Hitler. Il progetto politico fallì, ma i più grandi criminali nazisti, grazie a lui e ai suoi collegamenti col Vaticano e la Croce Rossa, riuscirono effettivamente a lasciare l’Europa. La sua storia si intreccia a un certo punto con quella della città prussiana di Königsberg, appena conquistata dai sovietici, quando un soldato russo d’origine tedesca viene incaricato di indagare a Roma sull’operato del vescovo. Per farlo deve fingersi un nazista in fuga, bisognoso d’aiuto. **