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Che Cos’è Il Packaging

Racchiudere e proteggere, descrivere e raccontare, coinvolgere e consigliare. Da semplici imballaggi, le confezioni dei prodotti si sono via via trasformate in oggetti di senso complessi, in grado di rispondere a molteplici esigenze comunicative, di marketing, logistiche o igieniche. Entrano nelle nostre case, riempiono gli spazi domestici, diventano molto spesso oggetti d’uso quotidiano. Ma che ne è del prodotto che vi è contenuto, alla fin fine? Il volume illustra in che modo il pack lo racconta, lo valorizza, lo traduce, proponendosi come un’unità semiotica sempre nuova. Rivolto a studenti di design e di comunicazione, professionisti del branding, designer ed esperti di marketing, il testo offre una visione completa dei processi comunicativi del packaging, analizzando la sua dimensione visiva e verbale, ma anche quella dell’uso, costituita da interfacce e punti d’azione.

Changeless. Il protettorato del parasole: 2

Nella Londra di fine Ottocento, uomini, vampiri e licantropi hanno imparato a convivere, ma questo non rende più facile la vita alla giovane Alexia Tarabotti. Infatti non ha un’anima (un bello svantaggio per una zitella in cerca di marito); suo padre è morto e, per aggiungere sfortuna alla sfortuna, era pure di origine italiana! Quando un vampiro l’aggredisce e lei lo uccide con il suo inseparabile parasole, le cose sembrano precipitare: la regina Vittoria in persona manda l’inquietante Lord Maccon (un lupo mannaro volgare e trasandato) a svolgere le indagini. Ma c’è dell’altro: la popolazione di vampiri di Londra inizia a essere misteriosamente decimata, e tutti sembrano ritenere Alexia colpevole. Chi vuole incastrarla? Riuscirà la ragazza a sfruttare a proprio vantaggio l’invulnerabilità ai poteri soprannaturali derivante dalla sua condizione di soulless, cioè di senz’anima? O i suoi guai non sono ancora finiti? Fondendo letteratura vittoriana, gotica e steampunk, Gail Carriger ha dato vita a un romanzo sempre in bilico tra ironia e suspense, ambientato in una Londra che non è mai stata così divertente e dove, nonostante tutto, è immancabile l’appuntamento per il tè delle cinque.

Casa Atreides. Il preludio a Dune

L’imperatore di tutto l’Universo Conosciuto vuole impadronirsi del segreto del melange, la misteriosa spezia che permette di attraversare gli spazi stellati e allunga la vita. Tutto quello che sa è che essa cresce sotto le sabbie di un pianeta chiamato Dune. Intanto su Caladan il giovane Leto, ultimo discendente della nobile Casa Atreides, sta preparandosi per diventare il nuovo Duca.

Carpe diem. Le poesie più belle

Quasi tutti conoscono almeno un verso di Orazio, il grande poeta latino, uno dei più grandi di tutti i tempi: se non altro, il famosissimo e universale carpe diem. Pochi hanno avuto invece l’opportunità di leggerlo e goderne, se non sudando sul latino dei banchi di scuola. Ed è un peccato. Raffinatissimo e intenso, antico e moderno al tempo stesso, Orazio continua – a più di duemila anni dalla morte, avvenuta nell’8 a.C. – a far sentire la propria voce, a meditare sulla fuga del tempo, invitando gli uomini a non lasciarsi sfuggire la densità dell’istante, l’attimo da cogliere e vivere in pienezza. Scontroso e irascibile, innamorato della saggezza e del vino, fu uomo solitario, ma credette profondamente nell’amicizia. Amò le donne con passione, ma della passione ebbe sospetto e timore. Non ebbe figli, né eredi, ma scelse di lasciare al mondo l’inconsistenza della parola poetica: «Un monumento più eterno del bronzo, più alto delle piramidi». Minacciato da quel “male di vivere” che chiamò funestus veternus, cercò sempre un equilibrio interiore che non si lasciasse turbare dalle alterne vicende della vita, ma seppe anche accettare con un sorriso le debolezze proprie e altrui. La sua poesia insegue la perfezione e l’eleganza assolute, ma spesso i suoi versi raggiungono la vetta ben più ardua della semplicità. Aspira all’eternità, ma esalta la bellezza del momento presente. Vorrebbe pronunciare la parola “speranza”, ma teme che sia un inganno. Non crede agli dèi, e se ne dispiace. E così Orazio consacra la sua voce a una dimensione intermedia, a quella terra di nessuno che sta nel mezzo, fra il cielo e la terra: nel “non più” degli dèi fuggiti, nel “non ancora” del Dio che viene.

Canti Delle Terre Divise – 3. Paradiso

Le strade di Maj e Alec, i due ragazzi che hanno acceso i fuochi di rivolta a Europa, si sono divise. Mentre Maj è alla testa dei ribelli nel momento più difficile della loro esistenza, Alec ha accettato l’offerta degli oligarchi di diventare uno di loro, per mostrare al mondo che tutti possono accedere ai gradini più alti del potere. Il volto di Alec è ormai i l volto della propaganda dell’Oligarchia e viene trasmesso ventiquattrore su ventiquattro sui megaschermi che campeggiano ovunque, odiato dal Movimento che lo considera un traditore. Ma se Alec si è davvero venduto in cambio di una lussuosa vita in Paradiso, dove gli oligarchi e le loro famiglie vivono accuditi da centinaia di servi e protetti dall’esercito, per quale motivo sembra agire di nascosto dai suoi stessi alleati? E soprattutto, perché vuole a ogni costo andare in America, il continente da poco riscoperto e che è sopravvissuto al cataclisma che ha sconvolto il mondo diventando un impero dedito allo schiavismo? La risposta è nascosta in una mappa che viene dal passato e che è in grado di cambiare i destini dell’umanità. L’emozionante conclusione della trilogia che ha rinnovato il fantasy italiano.

Canti Delle Terre Divise – 2. Purgatorio

Alec e Maj sono riusciti nell’impresa impossibile. Sono scappati dall’Inferno, la prigione che nel prossimo futuro serve a rinchiudere e spesso eliminare chi si oppone al potere dell’Oligarchia, costringendolo a interminabili prove di sopravvivenza ispirate dall’Inferno di Dante. Scappando, però, Alec e Maj hanno creato una frattura nel mondo strettamente controllato da eserciti e tecnologia. Hanno dimostrato che opporsi è possibile e hanno dato il via a tanti piccoli focolai di rivolta. Per questo l’Oligarchia deve trovarli ed eliminarli al più presto. Intanto i due ragazzi, nati agli estremi opposti delle Terre Divise – lei cresciuta a Paradiso tra i ricchi, lui a Europa, la città stato dei miserabili – hanno raggiunto un’isola che l’Oligarchia non sa nemmeno esistere. È Purgatorio, dove ribelli e profughi da tutto il mondo trovano rifugio e progettano di rovesciare l’Oligarchia. Per essere accettati a Purgatorio, però, occorre compiere un difficile cammino scalando la montagna che sorge al centro dell’Isola, una prova da cui non è detto si riesca a tornare vivi. Ma la sorpresa più grande per Alec è la scoperta che a capo di Purgatorio vi è uno dei primi architetti di Inferno, un uomo che credeva morto da anni: suo padre. Dopo Inferno, Francesco Gungui ritorna all’opera che sta cambiando il panorama del fantasy italiano.

Candore

Martino Bux è l’ultimo dei romantici: il suo sogno erotico è una diva del porno bianca splendente in abito da sposa, il suo immaginario è popolato di reggicalze e corsetti, e già durante i titoli di testa di un film hard è in preda a stordimento e batticuore. Privo di moralismo e morbosità, *Candore* è un viaggio ironico e avventuroso nel mondo della pornografia. Il romanzo sul desiderio e sulla trasgressione che non era ancora stato scritto. Ma soprattutto il romanzo di chi almeno per un giorno ha desiderato essere estremo, perverso, senza avere la forza di andare fino in fondo.
Martino Bux è un diciottenne in libera uscita durante la visita di leva quando scopre che i sogni possono diventare realtà. Le donne irraggiungibili sono lí davanti ai suoi occhi in un cinema a luci rosse, può guardarle senza essere visto, può goderne senza dover rendere conto a nessuno. Ma ben presto per Martino la pornografia diviene un’ossessione. Invece di frequentare l’università, si perde bighellonando nei locali più equivoci della capitale. E soprattutto perde Fabiana, esasperata dalla sua inconcludenza, dalla sua pervicace inadeguatezza alla vita adulta. Fabiana studia per diventare medico, mentre per Martino quel suo camice bianco è soprattutto un dettaglio che accende le fantasie erotiche. Le donne in carne e ossa, quelle che si potrebbero abbracciare, perdono via via consistenza e verità. Si innamora solo di ragazze che somigliano ad attrici hard, lavora solo in posti in cui regnano libertinaggio e sensualità esplicita, si affida a chiunque possa concedergli un attimo di felicità del corpo. Attraversa cosí un trentennio di storia del porno, passando per i giornaletti, i film di Rocco Siffredi, i locali di striptease, e poi internet e i privé, fino ad arrivare a oggi. Sullo sfondo, la città di Roma e l’Italia, fatta di cialtroneria, finta opulenza, in continua oscillazione tra bigottismo e trasgressione, moralismo e voyeurismo. Un po’ soldato Svejk, un po’ il protagonista di *Shame* , un po’ Fantozzi, in questa danza del vizio, Martino si ritrova a guardare e non toccare, è un bambino che guarda gli altri giocare a pallone senza riuscire a buttarsi nella mischia. Mario Desiati ha scritto un romanzo pudico e divertente, a tratti commovente, sulla fascinazione del proibito, sull’industria del desiderio e sulle debolezze di tutti gli uomini.

Cacciatori di tracce

Sulla scena del crimine, il cacciatore di tracce sa dove guardare, cosa cercare e come interpretare gli indizi che troverà. Esamina palmo a palmo ogni superficie alla ricerca di fibre e residui. Utilizza apparecchiature sofisticate per analizzare impronte, tracce ematiche, reperti biologici. Scandaglia hard-disk, confronta manoscritti, sviscera tabulati. È investigatore e specialista dell’indagine forense, ovvero dell’applicazione di tecniche scientifiche alla risoluzione di un caso giudiziario. Per raccontarci come lavora e di quali strumenti dispone un cacciatore di tracce, Sergio Schiavone e Antonio Nicaso partono dalla ricostruzione di fatti di cronaca realmente accaduti, come l’attentato a Giovanni Falcone, la strage di Nasiriyya o l’omicidio di Meredith Kercher. Ci svelano curiosità e retroscena del mondo dell’investigazione scientifica, i dettagli delle più moderne tecniche di analisi balistica e in che modo la tecnologia può ostacolare la diffusione di truffe telematiche. Cacciatori di tracce è anche un appassionante viaggio che ripercorre l’evoluzione delle tecniche di investigazione scientifica partendo dai “testimoni silenziosi” del criminologo ottocentesco Alphonse Bertillon per arrivare alla geolocalizzazione degli stupefacenti e all’avveniristica Digital Forensics, la disciplina che si occupa di analizzare e utilizzare a fini processuali le informazioni contenute nei dispositivi elettronici. Scienziati meticolosi e accortissimi – anche se non infallibili come cinema e televisione ce li presentano –, i cacciatori di tracce sono professionisti del metodo deduttivo, in prima linea nella sperimentazione di tecnologie all’avanguardia per decifrare scene del crimine ogni giorno più complesse. Perché è loro il compito di leggere gli indizi e farli parlare, per stabilire la dinamica di un delitto e avvicinarsi alla verità dei fatti, ed è loro la responsabilità di sgombrare il campo da errori che in aula potrebbero avere conseguenze irreparabili. Cacciatori di tracce spiega al lettore appassionato di serie televisive quali CSI-Scena del crimine e RIS-Delitti imperfetti la realtà che sta dietro la fiction.

C’era Una Volta L’Amore Ma Ho Dovuto Ammazzarlo

Un romanzo egocentrico, disordinato, eclettico, rabbioso. Rep è una specie di eroe perseguitato dal destino, in fuga dalla realtà immobile di Cartagena. Vuole cominciare una nuova vita, non importa quale, ma intanto vuole dimenticare la ragazza che lo ha lasciato (e qui si innesta l’evocazione della love story di una celebre coppia dell’olimpo del rock, Sid Vicious e Nancy). Scappa per inconcludenti soggiorni nella metropoli (Bogotà), zigzagando fra le bombe degli attentati politici, le risse notturne, le sbornie e la noia. Come Kurt Cobain, Rep si sente intrappolato in qualcosa che ovviamente non è il successo che portò la rockstar alla morte ma che comunque ha a che fare con il vivere in prima linea, sempre a due passi dal vuoto, sempre a due passi dal senso di una vita deliberatamente caotica. D’altro canto Rep ha una disperata vitalità che si esprime in performance erotiche, in passionali rapporti di amicizia, in maestosi accessi di ira e di gioia. Non c’è il buio in fondo alla sua strada ma un’ansia di liberazione che, beffardamente, si traduce anche in una sonora presa in giro del realismo magico sudamericano (le pene d’amore avrebbero a che fare con una carota surgelata carica di malefici…). Cannibale, ma più autentico, vorticoso ma sapientemente strutturato, sboccato ma mai gratuito, questo romanzo è l’opera rock su una generazione che non si lascia etichettare.

Bye Bye Blackbird

La seconda indagine di Axel Steen. Axel Steen, l’ispettore più spregiudicato e irriverente del corpo di polizia danese, è tormentato da ricordi che non vogliono lasciarlo in pace. In un’estate particolarmente calda, una denuncia per stupro ha riaperto un vecchio caso di omicidio mai risolto: una ragazza di diciotto anni, strangolata e ripescata in un laghetto di Ørstedspark, l’area verde più hot di Copenaghen. Un caso che per Axel è diventato un’ossessione e che, quattro anni prima, gli aveva rovinato il matrimonio ed era quasi costato la vita a sua figlia. Pochi confronti, trascurati nel tempo per incuria della polizia e diffidenza delle vittime, gli bastano per mettere in relazione tra loro diversi episodi di violenza analoghi: il bilancio è di dodici anni di stupri e un assassinio. Potrebbe essere il caso più importante che l’anticrimine abbia mai avuto per le mani. L’indagine lungo i labirinti bui dell’alternativo quartiere di Nørrebro, sulle orme di un criminale seriale, diventa per Axel una questione di sopravvivenza. Spinto dal desiderio di riparare qualcosa di sbagliato, si getta in una frenetica caccia al colpevole con la rabbia – e i metodi non necessariamente allineati – che delinquenti e colleghi conoscono bene. Uno sbirro che fuma hashish, con la costante paura di morire, che vuole mettere un punto a quelle orribili storie di abuso e abbandono, sperando di riportare l’ordine. Per le strade e dentro di sé.

Buono, sano, vegano

Senza carne, pesce, latte, uova, formaggi e miele si vive benissimo. buono, sano, vegano illustra in modo semplice ma rigoroso tutti i vantaggi di questa scelta dal punto di vista della nostra salute, aiutandoci a scegliere cosa mettere in tavola per un’alimentazione a base di cibi buoni e leggeri e, soprattutto, completa dal punto di vista nutrizionale.
Alimentarsi secondo una dieta vegana o anche solo limitare il consumo di carne o derivati è quindi una questione di salute (la nostra!), ma è anche una scelta altruista perché influenza il futuro degli animali, dell’ambiente e di tutto il pianeta. Un capitolo è dedicato a chi si trova in situazioni particolari e intende curarsi anche con il cibo (diabete, ipertensione, tumori, artrite, malattie autoimmuni). In tutti questi casi e in molti altri la scelta vegana rappresenta un valido supporto a tutte le terapie convenzionali (farmaci, chemioterapia, radioterapia). Il libro include 70 ricette approvate dall’autrice dal punto di vista nutrizionale, consigliate e selezionate da chi ha scelto di vivere “vegan”. **
### Sinossi
Senza carne, pesce, latte, uova, formaggi e miele si vive benissimo. buono, sano, vegano illustra in modo semplice ma rigoroso tutti i vantaggi di questa scelta dal punto di vista della nostra salute, aiutandoci a scegliere cosa mettere in tavola per un’alimentazione a base di cibi buoni e leggeri e, soprattutto, completa dal punto di vista nutrizionale.
Alimentarsi secondo una dieta vegana o anche solo limitare il consumo di carne o derivati è quindi una questione di salute (la nostra!), ma è anche una scelta altruista perché influenza il futuro degli animali, dell’ambiente e di tutto il pianeta. Un capitolo è dedicato a chi si trova in situazioni particolari e intende curarsi anche con il cibo (diabete, ipertensione, tumori, artrite, malattie autoimmuni). In tutti questi casi e in molti altri la scelta vegana rappresenta un valido supporto a tutte le terapie convenzionali (farmaci, chemioterapia, radioterapia). Il libro include 70 ricette approvate dall’autrice dal punto di vista nutrizionale, consigliate e selezionate da chi ha scelto di vivere “vegan”.

Breve storia della nuova scienza

**«Bynum è uno di quei divulgatori meravigliosi che credono sia più importante incoraggiare la voglia di fare domande che dare risposte»**.
*History Today* **«Un succedersi di capitoli snelli e illuminanti su telescopi, gas, motori, orbite planetarie, cellule, magnetismo, deriva dei continenti…»**
*The Guardian* **«A cominciare dai babilonesi per finire con il World Wide Web, Bynum spiega tutti i concetti e le scoperte essenziali della scienza, prendendone in esame le principali discipline… Confesso con piacere di aver imparato moltissimo»**.
*New Scientist* **«Il primo passo superaccessibile per avvicinarsi alla scienza»**.
*Booklist* **«Per lettori curiosi di tutte le età».**
*Publishers Weekly* **«Lo stile di Bynum si riassume nella prima riga del libro: ‘La scienza è speciale’!»**
*Kirkus Reviews* La scienza è un’avventura meravigliosa: ci racconta di spazi infinitamente grandi e di organismi microscopici, di come funziona il nostro corpo e della storia del nostro pianeta. Dai tempi dell’antica Babilonia, i suoi protagonisti, gli scienziati, hanno fatto ipotesi, esperimenti, calcoli e scoperte capaci, in molti casi, di scuotere sin dalle fondamenta le certezze dei loro contemporanei, rivoluzionando a più riprese l’intera visione del mondo.
Con il suo stile avvincente, sempre venato di sottile umorismo, **William Bynum ci accompagna alla scoperta di quest’avventura lunga tremila anni affrontando in modo originale tutti gli argomenti** , anche i più complessi. Ci avviciniamo così alle stelle grazie ai telescopi, mentre il Sole prende il posto della Terra al centro dell’universo; ci immergiamo al di sotto della crosta terrestre; scopriamo l’evoluzione della tavola periodica degli elementi, il cammino della fisica alla scoperta dell’elettricità, della gravità e della struttura degli atomi e la ricerca che ha svelato la molecola del DNA. E soprattutto, ci spingiamo sino alle scoperte più recenti, quelle che nei primi anni del Terzo millennio stanno aprendo nuovi e, fino a poco tempo fa, inimmaginabili territori di esplorazione.

Bravo, burro!

«È un libro per ragazzi. Ma nel modo più schietto e genuino conserva il tocco delizioso e inconfondibile di John Fante, quel misto di travolgente vitalità e di note patetiche che ne è cosí caratteristico».
Dall’introduzione di Francesco Durante
Ecco finalmente, in prima edizione italiana, «il libro meno conosciuto di John Fante». È la storia, allegra e toccante, di un bambino e del suo asinello coraggioso. E di una formidabile alleanza che permetterà di ricondurre al suo recinto un meraviglioso toro da combattimento e redimere un padre alla deriva. Ambientata in un Messico da favola, bonario e festevole, trafelato e pittoresco e, in fondo, anche un po’ «italiano», in origine avrebbe dovuto servire da base per un episodio di It’s All True, il grande progetto cinematografico interrotto di Orson Welles, e fu scritta da Fante in collaborazione con lo sceneggiatore Rudolph Borchert e arricchita dalle bellissime illustrazioni di Marilyn Hirsh. Un Fante «diverso», in apparenza. In realtà, un testo che piú fantiano sarebbe difficile immaginare: centrato, come nella saga di Bandini, sul difficile rapporto tra padre e figlio, e di pieno umorismo, di commovente umanità.

Bokeh

Sono passati due mesi da quando Ray Mayer è andato a vivere in casa Campbell ma, dopo l’incidente che ha costretto Jason in un letto d’ospedale, il loro rapporto si è raffreddato, e non certo per l’arrivo dell’inverno.
Se dopo una vita solitaria Ray è spaventato dall’idea di un legame stabile, dopo aver provocato la morte di Carson e il coma di Maria, Jason ha più bisogno che mai della vicinanza del suo uomo.
Allontanarsi da San Francisco e trascorrere il periodo natalizio nella tranquilla campagna georgiana, potrebbe far allentare la tensione a entrambi, se non fosse proprio da lì che Ray era scappato, dodici anni prima, portandosi dietro un bagaglio di dubbi e delusioni.
Quando il passato sembra offrire una via di fuga per non affrontare le incertezze del futuro, qualsiasi legame può essere messo di nuovo in discussione. **
### Sinossi
Sono passati due mesi da quando Ray Mayer è andato a vivere in casa Campbell ma, dopo l’incidente che ha costretto Jason in un letto d’ospedale, il loro rapporto si è raffreddato, e non certo per l’arrivo dell’inverno.
Se dopo una vita solitaria Ray è spaventato dall’idea di un legame stabile, dopo aver provocato la morte di Carson e il coma di Maria, Jason ha più bisogno che mai della vicinanza del suo uomo.
Allontanarsi da San Francisco e trascorrere il periodo natalizio nella tranquilla campagna georgiana, potrebbe far allentare la tensione a entrambi, se non fosse proprio da lì che Ray era scappato, dodici anni prima, portandosi dietro un bagaglio di dubbi e delusioni.
Quando il passato sembra offrire una via di fuga per non affrontare le incertezze del futuro, qualsiasi legame può essere messo di nuovo in discussione.

Bambini in fuga: I giovanissimi ebrei braccati da nazisti e fondamentalisti islamici e gli eroi italiani che li salvarono

«Un’autrice capace di dare nuove interpretazioni a momenti cruciali della vicenda culturale nazionale.»Corriere della Sera – Pierluigi Battista«Mirella Serri conosce l’arte di riscrivere la storia senza però cedere all’ideologia.»Io Donna – Aldo CazzulloPer sottrarsi alle persecuzioni naziste dopo aver perso i genitori nei campi di concentramento, settantatré giovanissimi ebrei, tra i sei e i diciassette anni, attraversano la Germania e la Slovenia e riescono ad arrivare in Italia, a Nonantola, un paese in provincia di Modena. Qui, a dispetto del fascismo e delle campagne razziali, l’intera popolazione si mobilita per aiutarli, offrendo loro protezione per un anno intero.Ma l’8 settembre del 1943 la situazione precipita: Nonantola viene occupata dai nazisti e i ragazzi devono essere messi in salvo in fretta e tenuti nascosti, con la speranza di farli espatriare in Svizzera. Ripercorrendo la storia rocambolesca dei ragazzini in fuga dal Reich, Mirella Serri riporta alla luce anche il segreto e tenace lavorio di un personaggio poco conosciuto ma centrale nella Shoah: il gran Muftī di Gerusalemme, Amīn al-Ḥusaynī, esponente dell’islamismo più radicale. Da Berlino, dove si era rifugiato lavorando a fianco di Hitler e di Eichmann, al-Ḥusaynī cercò in ogni modo di bloccare l’espatrio e la salvezza degli ebrei, inclusi i ragazzi che si rifugiarono a Nonantola, arrivando perfino a costituire una divisione autonoma di SS musulmane nei Balcani per precludere l’ultima via di scampo. Quella dei ragazzi di Nonantola e dei loro salvatori è una storia di eroi dimenticati o trascurati, una storia di ribellione corale alle dittature, una storia tutta italiana e al tempo stesso universale di generosità e di profonda umanità, in una lotta contro il male che si rivela, con altri volti e altri nomi, drammaticamente attuale.

Baciami senza rete

«Questo libro nasce da una scritta vista su un muro di Roma: SPEGNETE FACEBOOK E BACIATEVI. Fantastica sintesi di un pensiero non conformista, un’idea appesa come una cornice in mezzo al fumo degli scappamenti, una finestra abusiva, una sfida all’arrancare quotidiano di milioni di formiche, tra casa e ufficio, tra palestra e centri commerciali, obbligate a connettersi e a essere connesse senza requie, senza pensiero, senza dubbio. Una protesta probabilmente vana, sommersa dalla forzata consapevolezza di poter comunicare solo attraverso la lettura di uno schermo o lo scorrere di parole scarne o di immagini che uno strumento tecnologico può e deve trasmettere senza soluzione di continuità.» È con queste parole che Paolo Crepet introduce la sua analisi appassionata e libera da pregiudizi della condizione dell’individuo e dei rapporti interpersonali nel mondo digitale e interconnesso in cui oggi tutti viviamo, ma dal quale le giovani generazioni sembrano letteralmente rapite. Quasi che solo attraverso l’uso delle nuove tecnologie e dei social network sentissero di poter interagire, informarsi, far parte di una comunità, in una parola *esserci*. Ma come sarà, da adulto, un bambino che ha comunicato sempre e soltanto attraverso un device? Che ne sarà della sua abilità nell’utilizzare e sviluppare il proprio apparato sensoriale? Quali cambiamenti interverranno nel suo modo di vivere i sentimenti e le relazioni sociali, nella sua capacità empatica? Rispondendo a questi cruciali e sempre più stringenti interrogativi che assillano in particolare genitori, insegnanti e educatori dei cosiddetti «nativi digitali», Crepet evita i toni apocalittici e la fin troppo facile demonizzazione del lato oscuro presente in ogni forma di progresso, perché «questo libro non è un atto di accusa, non è contro qualcosa. Il mio scopo fondamentale è cercare di continuare a discutere sulle conseguenze, volute o indesiderate, del grande cambiamento che le nuove tecnologie digitali stanno imprimendo alla nostra quotidianità. È il tentativo di sottolineare contraddizioni ed effetti collaterali di un nuovo mondo che si presenta non solo come l’ultima e più stupefacente rivoluzione industriale – quella digitale – ma, soprattutto, come una strabiliante e inattesa mutazione antropologica».