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L’isola della seduzione

Lindsey Shaw ancora non riesce a credere di essersi fatta convincere dalle sue amiche a mollare il lavoro e partire per una vacanza. E proprio nell’isola dove, anni fa, ha consumato una folle notte di passione con un perfetto sconosciuto! Ora il passato ritorna e ha un viso e un nome: Rick Granger, il classico bello e dannato. Lindsey è convinta che lui sia solo un surfista tutto muscoli, ma le parole sussurrate tra le carezze e i baci infuocati riveleranno che, sotto quei pettorali da urlo, si nasconde molto, molto di più. **
### Sinossi
Lindsey Shaw ancora non riesce a credere di essersi fatta convincere dalle sue amiche a mollare il lavoro e partire per una vacanza. E proprio nell’isola dove, anni fa, ha consumato una folle notte di passione con un perfetto sconosciuto! Ora il passato ritorna e ha un viso e un nome: Rick Granger, il classico bello e dannato. Lindsey è convinta che lui sia solo un surfista tutto muscoli, ma le parole sussurrate tra le carezze e i baci infuocati riveleranno che, sotto quei pettorali da urlo, si nasconde molto, molto di più.

L’invenzione della natura. Le avventure di Alexander Von Humboldt, l’eroe perduto della scienza

Descritto dai suoi contemporanei come “l’uomo più famoso al mondo dopo Napoleone”, Alexander von Humboldt fu uno dei personaggi più affascinanti e stimolanti del suo tempo. Nato nel 1769 in una ricca famiglia aristocratica prussiana, rinunciò a una vita privilegiata per scoprire come funzionava il mondo. I suoi viaggi e le sue esplorazioni in ogni angolo del globo ne plasmarono il pensiero e ne fecero un personaggio leggendario, ammirato e citato come diretta influenza non solo da studiosi come Charles Darwin, Henry David Thoreau, Ralph Waldo Emerson e John Muir, ma anche da letterati come Goethe, Coleridge e Wordsworth; Thomas Jefferson scrisse che Humboldt era “tra i principali artefici della bellezza” della sua epoca. Tuttavia, questa straordinaria personalità, a cui dobbiamo il nostro stesso concetto di natura e l’idea moderna di ambientalismo, sembra oggi pressoché dimenticata, e mentre il suo nome resiste ovunque – piante, animali, fiumi e città prendono il suo nome -, le sue opere prendono polvere sugli scaffali delle librerie. Andrea Wulf, acclamata storica e autrice di numerosi bestseller internazionali, si è immersa nelle opere, nei diari e nei documenti personali di Humboldt, ne ha seguito le tracce in tutto il mondo, visitando gli stessi luoghi e scalando le stesse montagne, per restituire a Humboldt, con questo libro, il posto che egli merita nel pantheon della natura e delle scienze. “L’invenzione della natura” è anche un tentativo di capire come è nato e come si è formato il modo stesso in cui pensiamo il mondo.

L’Insostenibile Leggerezza Dell’uomo

La Terra è sempre quella, 510 milioni di chilometri quadrati. Ma gli uomini sono sempre di più: arriveranno presto a otto, nove miliardi e hanno esigenze sempre maggiori. Se tutto il mondo in via di sviluppo raggiungesse lo stesso livello di benessere di quello sviluppato, l’impatto sarebbe uguale a quello di un pianeta con 72 miliardi di persone (ai tassi di consumo attuali). Con la certezza che, se i più ricchi sono sempre più ricchi, è solo perché i più poveri saranno sempre più poveri. Partendo da un’apocalittica descrizione della deriva del Pianeta, Mario Tozzi spiega perché l’attuale crisi economica è soprattutto una crisi ecologica e perché, per affrontarla, le nazioni non devono rinunciare a combattere il cambiamento climatico e ad arginare la fine delle risorse energetiche. E auspica un cambiamento culturale che veda protagonista una nuova classe dirigente che abbia il coraggio, soprattutto in Italia, d’investire nell’innovazione utile e nella ricerca. Invertire la tendenza è possibile. Soprattutto perché ne va della nostra vita.

L’insolita morte di Erio Codecà

«Lo stanno seguendo. Ne è sicuro. Ogni faccia, ogni ombra sembra volere qualcosa da lui. Cammina veloce, attraversando la condensa del proprio respiro. Le grida di una madre ai figli lo fanno trasalire. Deve calmarsi. Deve. Calmarsi.»
16 aprile 1952. Sono passate da poco le nove di sera quando gli abitanti di via Villa della Regina, ai piedi delle colline torinesi, sentono riecheggiare **uno sparo nel buio**.
Accorsi fuori, trovano un uomo agonizzante, un loro vicino illustre: **Erio Codecà, dirigente della Fiat**.
L’ingegnere non sopravvive alla ferita di quel proiettile, sparato da **un’arma mai ritrovata** e da **un assassino** che numerose indagini e un intero processo non riusciranno a identificare.
Il caso è ormai archiviato – e perlopiù dimenticato – tra i tanti misteri irrisolti d’Italia quando, dopo oltre quarant’anni, la scoperta di **vecchie lettere inedite** solletica la memoria e l’interesse di un avvocato sessantenne: Marcello Dalmasso, che esercita a Milano ma ha origini torinesi.
Impossibile per lui non condividere la notizia con la sua cerchia più stretta di amici, accomunati dalla curiosità intellettuale e dalla passione per i gialli: una nobildonna napoletana che gestisce una casa-museo su un lago lombardo; un professore di liceo in pensione segnato nel fisico dalle lotte di piazza; un chirurgo di successo, collezionista d’arte e di belle donne; un magistrato un po’ cialtrone ma ben inserito.
Da quel momento, il menu delle cene in compagnia si arricchisce di **un gioco investigativo** in cui gli insoliti detective riaprono a modo loro il caso Codecà: addentrandosi nei meandri di possibili piste mai battute dagli inquirenti, nelle ombre del passato della vittima, nei complessi intrecci di politica, economia e alta società.
Tra accesi dibattiti e menu da buongustai, intraprendono un viaggio a ritroso negli **anni della Guerra fredda** e dei segreti di Stato, alla ricerca di una delle tante tessere mancanti dal complesso mosaico dell’Italia del secondo dopoguerra.
Autori e al tempo stesso protagonisti di **una spy-story dai contorni sempre più oscuri**.

L’Evoluzione Dell’ordine

« *Potrebbe essere un cambiamento di paradigma del pensiero economico* ».
**Scott Page, docente di Sistemi complessi, Scienze politiche e Economia, University of Michigan**
« *Con stile accessibile e divertente, Hidalgo riesce a sintetizzare un imponente corpo di conoscenze d’avanguardia in un libro snello e leggibile. È il futuro della teoria della crescita e questo stimolante volume merita senz’altro di essere letto* ».
***Financial Times** *
Il paradosso della crescita economica è da sempre appalto di sociologi, economisti e psicologi. Il motivo per cui le economie crescono nel tempo è stato a lungo indagato da queste discipline con risultati alterni, spesso politicamente ben connotati. Esistono molti libri che tentano di dare conto della continua crescita economica, cercando di spiegare anche perché risulti distribuita in maniera disuguale sul territorio, ma finora il problema non era mai stato aggredito dal lato delle scienze naturali e in particolare della fisica.
È proprio questo che fa in questo libro – in maniera del tutto originale – César Hidalgo. Mette da parte la sociologia e si concentra sui concetti di informazione, rete, entropia e complessità, che sono argomenti squisitamente fisico-matematici e forniscono una lettura alternativa e affascinante dell’intera questione della crescita economica. Per capire come facciano le economie a crescere continuamente, ci dice in definitiva Hidalgo, conviene prima capire come si è evoluto l’ordine nel cosmo. A prima vista l’Universo sembrerebbe ostile all’ordine. La fisica dice che l’entropia cresce col tempo e che il disordine (ovvero il caos) finirà col regnare sovrano. Tuttavia c’è la possibilità che si creino dei cortocircuiti, delle condizioni particolari nelle quali, in luoghi un po’ speciali, l’ordine cresce localmente. La Terra – e la vita su di essa – è appunto uno di questi luoghi molto speciali. E sulla Terra ci sono a loro volta luoghi, come la Silicon Valley dei nostri giorni, ancora più speciali, nei quali l’ordine cresce a un ritmo serrato, ben maggiore che altrove. Perché non analizzare questo fenomeno con gli strumenti della fisica e della matematica? Vista in questa prospettiva, la crescita economica diventa un problema di reti di persone e di conoscenze; un problema fisico, in ultima istanza. Noi umani siamo in grado di generare ordine a dispetto dell’entropia, generare informazione, incrementarla, farla crescere. Sembra che andiamo contro le leggi di natura, ma non è così: in realtà le sfruttiamo a nostro vantaggio. L’evoluzione dell’ordine si situa così al crocevia tra la teoria dell’informazione, la fisica, la sociologia e l’economia, adombrando una nuova teoria economica che potrebbe indicarci non solo come fare di più, ma anche come farlo meglio.

L’eroina di Vientiane

Gli agenti della CIA in Laos in combutta con i trafficanti di droga? Il sospetto è infamante, e un pezzo grosso dell’Agenzia vuole vederci chiaro. Per poter contare su un rapporto libero da condizionamenti ha inviato suo figlio a indagare su quella scheggia deviata dell’intelligence. Ed è per fare da balia a questo emissario non abbastanza esperto che ora Malko Linge si ritrova catapultato a Phnom Penh, in Cambogia, e poi nella capitale laotiana. Proprio qui, a Vientiane, si perdono le tracce del giovane Derek Wise. Corre voce che il suo cadavere stia già marcendo sulla riva del Mekong, a migliaia di chilometri dal campus di Harvard da cui sarebbe stato meglio non allontanarsi troppo. Perfino Malko potrebbe pentirsi amaramente di aver accettato un incarico nella regione del Sudest asiatico dove si coltiva il cinquanta per cento di tutto l’oppio prodotto al mondo. Da quelle parti i ficcanaso hanno la tendenza a finire ammazzati. Ma il Principe delle Spie, si sa, non ama adeguarsi alle mode locali. Qualcuno avverta i suoi nemici.
L’autore incoronato dal “New York Times” come il più grande scrittore di spy story del mondo, con oltre 100 milioni di copie vendute! **
### Sinossi
Gli agenti della CIA in Laos in combutta con i trafficanti di droga? Il sospetto è infamante, e un pezzo grosso dell’Agenzia vuole vederci chiaro. Per poter contare su un rapporto libero da condizionamenti ha inviato suo figlio a indagare su quella scheggia deviata dell’intelligence. Ed è per fare da balia a questo emissario non abbastanza esperto che ora Malko Linge si ritrova catapultato a Phnom Penh, in Cambogia, e poi nella capitale laotiana. Proprio qui, a Vientiane, si perdono le tracce del giovane Derek Wise. Corre voce che il suo cadavere stia già marcendo sulla riva del Mekong, a migliaia di chilometri dal campus di Harvard da cui sarebbe stato meglio non allontanarsi troppo. Perfino Malko potrebbe pentirsi amaramente di aver accettato un incarico nella regione del Sudest asiatico dove si coltiva il cinquanta per cento di tutto l’oppio prodotto al mondo. Da quelle parti i ficcanaso hanno la tendenza a finire ammazzati. Ma il Principe delle Spie, si sa, non ama adeguarsi alle mode locali. Qualcuno avverta i suoi nemici.
L’autore incoronato dal “New York Times” come il più grande scrittore di spy story del mondo, con oltre 100 milioni di copie vendute!

L’eco del paradiso

PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 1994Altri premi:Premio Akutagawa 1958Premio letterario Shinchosha 1964Premio Tanizaki 1967Premio Noma 1973Premio Yomiuri 1982Premio Jiro Osaragi (Asahi Shimbun) 1983Legion d’onore 2002Nello studio di K., il famoso scrittore, si sente solo il veloce ticchettare della macchina da scrivere. A un tratto, il silenzio. Le sue dita si sono fermate, adagiate sulle lettere che compongono il nome di una donna. Marie. K. ricorda ancora quando sono diventati amici, tanti anni fa. In particolare un giorno di primavera, durante una manifestazione. Improvvisamente, tra le decine di persone giunte fin lì per aiutare, era apparsa lei, i capelli neri un po’ scomposti, lo sguardo spensierato e il sorriso pieno di sole. K. aveva capito di trovarsi davanti a una donna speciale, una donna che calamitava le attenzioni di tutti con la sua semplicità e innocenza. Molti anni sono passati, e gli occhi gioiosi di Marie si sono velati di un dolore impossibile da superare. Per questo è fuggita oltreoceano. Tra le impervie alture messicane ha cercato la pace, aiutando le donne e i bambini del luogo, a cui si è dedicata con totale abnegazione. Adesso coloro che lei ha aiutato vogliono renderle omaggio, dedicandole un film. E nessuno meglio di K. può farlo, solo lui può scrivere la sceneggiatura. Ma accettare questo compito significa anche riaprire il vaso del dolore, ridestare ricordi nascosti tra le pieghe del tempo. Quando un sorriso radioso poteva turbare il cuore di chiunque ne fosse illuminato. Kenzaburō Ōe, premio Nobel per la letteratura, ci offre il meraviglioso ritratto di una grande donna. Un romanzo che si interroga sull’amore universale, sul ritrovare la strada donando sé stessi, anche se per farlo servono sacrificio e coraggio.

L’arte di sparire

Quando i servizi sociali rintracciano la sua famiglia, Mary, anziana e smarrita dopo aver perso il compagno, si ritrova affidata alla figlia Caroline, che non vede da anni: e come in passato segreti e silenzi le dividono. In compenso la nipote Katie, diciassette anni, è incuriosita dalla nuova nonna. Katie, timida e insieme irruenta, è innamorata e non sa cosa fare dell’impulso che la spinge verso la persona sbagliata. Caroline deve confrontarsi con un passato che non le piace. E Mary sarà costretta a smettere di nascondere dietro la perdita della memoria che pure la incalza certi fatti che ricorda benissimo. Tre donne che litigano, si ignorano, si detestano eppure hanno molto da dirsi.

L’arma della memoria: Contro la reinvenzione del passato

L’onesto uso della memoria è il più valido antidoto all’imbarbarimento. E lo è in ogni stagione politica, in ogni momento del dibattito culturale, in ogni epoca della storia. Un uso onesto che, in quanto tale, presuppone non ci si rivolga al passato in cerca di una legittimazione per le scelte di oggi. Anzi, semmai, per individuare in tempi lontani contraddizioni che ci aiutino a modificare o a mettere a registro quel che pensiamo adesso. Ben diverso (e diffuso, purtroppo) è il ricorso a forzature della memoria come arma per farci tornare i conti nel presente. Un’arma usata con infinite modalità di manipolazione, che producono danni quasi irreparabili alla coscienza storica, deformano il passato, intossicano il ricordo collettivo anche dei fatti più prossimi. E che, come tale, merita di essere combattuta. Paolo Mieli ce lo dimostra attraversando secoli di storia con la consueta competenza e passione, ricostruendo storie grandi e piccole, facendoci guardare a fatti apparentemente noti con un occhio diverso e disincantato, perché “infinite sono le leggi che regolano lo studio del tradimento nella storia. Ma due sono superiori alle altre. La prima: chi vince non verrà mai considerato un traditore. La seconda: il tradimento è questione di date, ciò che oggi è considerato un tradimento, domani potrà essere tenuto nel conto di un atto coraggioso”.

L’Altra Europa

Questo libro nasce da una telefonata, un incontro personale e un manoscritto. La telefonata avviene tra Paolo Rumor, discendente dell’omonima famiglia protagonista di molte vicende della Democrazia Cristiana, e Giorgio Galli, il massimo esperto italiano dei rapporti tra esoterismo e politica. Oggetto della telefonata e del successivo incontro tra i due è un manoscritto per molti versi sconcertante. Si tratta di un ampio segmento delle “Memorie riservate” di Giacomo Rumor, padre di Paolo ed esponente di punta della DC del dopoguerra. Al centro del memoriale vi è la collaborazione tra Rumor senior (fiduciario di monsignor Montini, futuro papa Paolo VI) e Maurice Schumann, insigne statista francese all’epoca del Trattato di Roma (1957), cioè del primo concreto passo verso l’Unione Europea. Dalle pieghe di questa sinergia emergono confidenze inquietanti: dietro al lavoro diplomatico che porta al Trattato sembrano nascondersi alcune centrali occulte, portatrici di una loro idea di Europa, con sensibili interferenze non solo della Cia e del Vaticano, ma anche di misteriosi, antichissimi circoli esoterici… Il tutto in una nuova edizione arricchita e ampliata.

L’altare dei morti

«A poco a poco egli aveva preso l’abitudine di soffermarsi sui suoi morti ad uno ad uno, e piuttosto presto nella vita aveva cominciato a pensare che andasse fatto qualcosa per loro. E loro erano lì, accanto a lui, forti di quell’essenza semplificata, più intensa, di quell’assenza consapevole, di quella pazienza eloquente, così corporei e presenti che pareva avessero soltanto perduto l’uso della parola».
In questo mirabile racconto riaffiora qualcosa che per l’umanità preistorica fu la prima evidenza e per noi è diventato un’eccentricità: il culto dei morti. Soltanto Henry James poteva toccare questo tema involgendolo in un viluppo romanzesco – e di una specie del romanzesco che sino a lui era sfuggita alla presa della letteratura.

L’allenamento funzionale senza attrezzi

Un concetto di allenamento fisico che si discosta molto da quello che si può vedere nelle palestre. La palestra ideale di Andrea Turri è infatti un luogo senza ingombranti macchinari. È il nostro corpo il più bel mezzo per allenarci, ed è sempre a nostra disposizione. Non importa chi siamo, da dove veniamo e che cosa facciamo; una cosa è certa: nel corpo ci viviamo! Il corpo è stato concepito per muoversi, non per stare fermo: l’allenamento fisico non vuol dire solo muscoli, allenarsi non è importante solamente per apparire. Siamo nati per muoverci, il movimento ci appartiene; se assecondiamo questa profonda esigenza sta meglio il nostro corpo, e noi dentro di esso. È questa la chiave di un metodo che servirà sempre, qualunque sia l’età e la condizione fisica di partenza, per costruire in ogni istante il nostro benessere futuro.

L’Accademia dei Vampiri (cofanetto) I

I primi tre volumi della saga L’Accademia dei Vampiri, che narra le vicende della damphir Rose Hathaway, della sua migliore amica Vasilisa ‘Lissa’ Dragomir la principessa moroi, e del guardiano siberiano Dimitri Belikov. Questo e-box contiene i romanzi: L’ACCADEMIA DEI VAMPIRI Fuggire dall’Accademia dei Vampiri per rifugiarsi fra gli umani sembrava l’unica strada per una vita “normale”. Ma a due anni dalla fuga, Lissa, principessa erede di una delle più nobili casate di vampiri Moroi, e Rose, sua migliore amica e guardiana, vengono ritrovate e riportate fra le mura del college… MORSI DI GHIACCIO È un anno difficile per Rose all’Accademia dei Vampiri. Il suo grande amore Dimitri sembra preferirle un’altra; l’amica Lissa passa tutto il tempo libero con il suo ragazzo. E come se non bastasse, ecco arrivare la guardiana Janine, madre sempre assente con cui Rose ha un legame complicato… IL BACIO DELL’OMBRA L’ultimo anno all’Accademia dei Vampiri non è facile per Rose. Dopo aver combattuto contro i terribili Strigoi e aver visto morire il suo amico Mason non è più la stessa. Ma non vuole parlarne con Lissa, la sua migliore amica, e non può confidarsi neppure con Dimitri, l’allenatore che ama in segreto. Quando infine il cerchio del Male si stringe attorno all’Accademia, Rose si trova a dover scegliere tra proteggere l’amica e salvare il suo amore

Kira

Come già nel romanzo Nella città natale (Einaudi, 1955) che rivelò Viktor Nekrasov, il motivo del «reduce» ha un ruolo centrale anche in Kira Geòrgievna (1961): "Ma qui a ritornare, a reinserirsi nella collettività non è un soldato, ma un «riabilitato», un intellettuale. Arrestato nel 1937 durante le purghe staliniane come « nemico del popolo», Vadìm viene liberato dai campi di lavoro nella Russia di Kruscev. Il vero centro del dramma del ritorno non è lui, ma Kira, sua moglie: una scultrice inquieta, sognatrice, un po' frivola. La ricomparsa di Vadìm dopo vent'anni trova Kira in una situazione complessa: vive con un altro marito, un vecchio pittore «ufficiale», ma ha una relazione con Jurocka, il giovane operaio che le fa da modello. L 'apparizione di Vadìm rimescola i destini di tutti e ridistribuisce i ruoli. Nekrasov è narratore sobrio e asciutto. L 'attenzione che porta ai sentimenti, la malinconica trepidazione per il destino dell'uomo lo avvicinano al grande filone cechoviano.

Istanbul. Seduttrice, conquistatrice, sovrana

Istanbul, com’è stata chiamata fin dalla conquista ottomana del 1453, ma com’è denominata ufficialmente solo all’indomani della Prima guerra mondiale. “Nèa Ryme”, Nuova Roma, secondo il suo nome ufficiale. Costantinopoli, il suo vero nome, da sempre e per sempre. Un nome che evoca immagini mirabili: il sogno dell’Oriente, le lontananze raggiungibili attraverso il Bosforo e l’Anatolia. Le moschee, gli harem, i sufi danzanti, gli aromi dei bazar. Da mezzo millennio l’Europa identifica in quella sola città il prezioso anello di congiunzione fra l’antichità perduta e la modernità mai davvero raggiunta, fra il Levante e l’Occidente. Ancor oggi, dietro la megalopoli brulicante di vita noi cerchiamo le tracce d’un passato che ci appartiene e che tuttavia inseguiamo nel sogno orientalistico attraverso il quale l’Occidente cerca da secoli di definire se stesso. Franco Cardini ci accompagna nella città incantata, aiutandoci a penetrare lo spirito di una cultura che ci sfugge forse perché anche profondamente ci appartiene. **