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Questione di vita e di morte

A chi appartiene la *nostra* vita? Detto altrimenti: sul *nostro* fine vita è preferibile che decidiamo noi o un estraneo che non conosciamo, scelto dal caso o dai rapporti di forza, che potrebbe essere anche un nostro nemico? Questo è l’unico interrogativo intellettualmente onesto, *logicamente* e *moralmente* onesto, con cui affrontare il tema del fine vita, del suicidio assistito, dell’eutanasia. Ed è l’interrogativo che Paolo Flores d’Arcais si pone in questo pamphlet, lucido, serrato e implacabile nel carattere stringente delle sue argomentazioni. La risposta ovvia è che preferiamo decidere noi. Perché mai dovremmo sottometterci a un altro, alla Chiesa, a una maggioranza politica? Tutti e ciascuno, senza eccezioni, preferiremmo essere noi a scegliere. Ad essere *lo* *gicamente* e *moralmente* onesti, perciò la questione del fine vita non costituisce un problema, non dovrebbe, almeno. Ha in sé la sua risposta: nessuno può imporre la propria volontà sul fine vita di un altro. **
### Sinossi
A chi appartiene la *nostra* vita? Detto altrimenti: sul *nostro* fine vita è preferibile che decidiamo noi o un estraneo che non conosciamo, scelto dal caso o dai rapporti di forza, che potrebbe essere anche un nostro nemico? Questo è l’unico interrogativo intellettualmente onesto, *logicamente* e *moralmente* onesto, con cui affrontare il tema del fine vita, del suicidio assistito, dell’eutanasia. Ed è l’interrogativo che Paolo Flores d’Arcais si pone in questo pamphlet, lucido, serrato e implacabile nel carattere stringente delle sue argomentazioni. La risposta ovvia è che preferiamo decidere noi. Perché mai dovremmo sottometterci a un altro, alla Chiesa, a una maggioranza politica? Tutti e ciascuno, senza eccezioni, preferiremmo essere noi a scegliere. Ad essere *lo* *gicamente* e *moralmente* onesti, perciò la questione del fine vita non costituisce un problema, non dovrebbe, almeno. Ha in sé la sua risposta: nessuno può imporre la propria volontà sul fine vita di un altro.

A chi appartiene la *nostra* vita? Detto altrimenti: sul *nostro* fine vita è preferibile che decidiamo noi o un estraneo che non conosciamo, scelto dal caso o dai rapporti di forza, che potrebbe essere anche un nostro nemico? Questo è l’unico interrogativo intellettualmente onesto, *logicamente* e *moralmente* onesto, con cui affrontare il tema del fine vita, del suicidio assistito, dell’eutanasia. Ed è l’interrogativo che Paolo Flores d’Arcais si pone in questo pamphlet, lucido, serrato e implacabile nel carattere stringente delle sue argomentazioni. La risposta ovvia è che preferiamo decidere noi. Perché mai dovremmo sottometterci a un altro, alla Chiesa, a una maggioranza politica? Tutti e ciascuno, senza eccezioni, preferiremmo essere noi a scegliere. Ad essere *lo* *gicamente* e *moralmente* onesti, perciò la questione del fine vita non costituisce un problema, non dovrebbe, almeno. Ha in sé la sua risposta: nessuno può imporre la propria volontà sul fine vita di un altro. **
### Sinossi
A chi appartiene la *nostra* vita? Detto altrimenti: sul *nostro* fine vita è preferibile che decidiamo noi o un estraneo che non conosciamo, scelto dal caso o dai rapporti di forza, che potrebbe essere anche un nostro nemico? Questo è l’unico interrogativo intellettualmente onesto, *logicamente* e *moralmente* onesto, con cui affrontare il tema del fine vita, del suicidio assistito, dell’eutanasia. Ed è l’interrogativo che Paolo Flores d’Arcais si pone in questo pamphlet, lucido, serrato e implacabile nel carattere stringente delle sue argomentazioni. La risposta ovvia è che preferiamo decidere noi. Perché mai dovremmo sottometterci a un altro, alla Chiesa, a una maggioranza politica? Tutti e ciascuno, senza eccezioni, preferiremmo essere noi a scegliere. Ad essere *lo* *gicamente* e *moralmente* onesti, perciò la questione del fine vita non costituisce un problema, non dovrebbe, almeno. Ha in sé la sua risposta: nessuno può imporre la propria volontà sul fine vita di un altro.

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Questa volta non ti dico no

**L’autrice bestseller del New York Times che ha conquistato l’Italia
*Pretty Series** *
Sig Locke è un poliziotto. È stato cresciuto da un poliziotto e anche i suoi fratelli sono agenti di polizia.
Per questo ha un’idea molto precisa di cosa sia giusto o sbagliato e vede il mondo in bianco e nero, senza contemplare altre sfumature. Tutto questo, almeno… prima di conoscere Tommi. Con i suoi magnetici occhi verdi, Tommi ha catturato l’interesse di Sig sin dal primo momento. Nonostante sia la fidanzata di uno spacciatore, proprio non riesce a togliersela dalla testa. Ma lei nasconde un segreto impossibile da fiutare persino per un poliziotto in gamba. Tommi Lawrence non ha una vita facile. E l’incontro con Sig non ha fatto altro che complicare le cose. Perché lei non può fidarsi di nessuno. E anche se il cervello le dice che Sig non fa eccezione, il suo cuore la pensa diversamente. L’amore autentico può nascere in una rete di bugie e segreti? O sarà la verità a distruggere entrambi?
«La profondità emotiva di questi due personaggi mi ha travolta completamente, togliendomi il respiro.»
«Un finale che ti incolla un sorriso in faccia che persiste per parecchi giorni dopo aver finito il libro.»
«Una storia d’amore piena di elementi oscuri di mistero e suspense. Imperdibile.»
**M. Leighton**
è nata in Ohio. Ha scritto più di una decina di romanzi e i suoi libri sono bestseller del «New York Times» e di «USA Today». La Newton Compton ha pubblicato le serie  *The Wild Series* e  *Bad Boys*. **Con *Le tue innocenti bugie,* *Noi due a ogni costo*  e *Questa volta non ti dico no* arriva in Italia anche la *Pretty Series*. **
### Sinossi
**L’autrice bestseller del New York Times che ha conquistato l’Italia
*Pretty Series** *
Sig Locke è un poliziotto. È stato cresciuto da un poliziotto e anche i suoi fratelli sono agenti di polizia.
Per questo ha un’idea molto precisa di cosa sia giusto o sbagliato e vede il mondo in bianco e nero, senza contemplare altre sfumature. Tutto questo, almeno… prima di conoscere Tommi. Con i suoi magnetici occhi verdi, Tommi ha catturato l’interesse di Sig sin dal primo momento. Nonostante sia la fidanzata di uno spacciatore, proprio non riesce a togliersela dalla testa. Ma lei nasconde un segreto impossibile da fiutare persino per un poliziotto in gamba. Tommi Lawrence non ha una vita facile. E l’incontro con Sig non ha fatto altro che complicare le cose. Perché lei non può fidarsi di nessuno. E anche se il cervello le dice che Sig non fa eccezione, il suo cuore la pensa diversamente. L’amore autentico può nascere in una rete di bugie e segreti? O sarà la verità a distruggere entrambi?
«La profondità emotiva di questi due personaggi mi ha travolta completamente, togliendomi il respiro.»
«Un finale che ti incolla un sorriso in faccia che persiste per parecchi giorni dopo aver finito il libro.»
«Una storia d’amore piena di elementi oscuri di mistero e suspense. Imperdibile.»
**M. Leighton**
è nata in Ohio. Ha scritto più di una decina di romanzi e i suoi libri sono bestseller del «New York Times» e di «USA Today». La Newton Compton ha pubblicato le serie  *The Wild Series* e  *Bad Boys*. **Con* Le tue innocenti bugie,* *Noi due a ogni costo*  e *Questa volta non ti dico no* arriva in Italia anche la *Pretty Series*.

**L’autrice bestseller del New York Times che ha conquistato l’Italia
*Pretty Series** *
Sig Locke è un poliziotto. È stato cresciuto da un poliziotto e anche i suoi fratelli sono agenti di polizia.
Per questo ha un’idea molto precisa di cosa sia giusto o sbagliato e vede il mondo in bianco e nero, senza contemplare altre sfumature. Tutto questo, almeno… prima di conoscere Tommi. Con i suoi magnetici occhi verdi, Tommi ha catturato l’interesse di Sig sin dal primo momento. Nonostante sia la fidanzata di uno spacciatore, proprio non riesce a togliersela dalla testa. Ma lei nasconde un segreto impossibile da fiutare persino per un poliziotto in gamba. Tommi Lawrence non ha una vita facile. E l’incontro con Sig non ha fatto altro che complicare le cose. Perché lei non può fidarsi di nessuno. E anche se il cervello le dice che Sig non fa eccezione, il suo cuore la pensa diversamente. L’amore autentico può nascere in una rete di bugie e segreti? O sarà la verità a distruggere entrambi?
«La profondità emotiva di questi due personaggi mi ha travolta completamente, togliendomi il respiro.»
«Un finale che ti incolla un sorriso in faccia che persiste per parecchi giorni dopo aver finito il libro.»
«Una storia d’amore piena di elementi oscuri di mistero e suspense. Imperdibile.»
**M. Leighton**
è nata in Ohio. Ha scritto più di una decina di romanzi e i suoi libri sono bestseller del «New York Times» e di «USA Today». La Newton Compton ha pubblicato le serie  *The Wild Series* e  *Bad Boys*. **Con *Le tue innocenti bugie,* *Noi due a ogni costo*  e *Questa volta non ti dico no* arriva in Italia anche la *Pretty Series*. **
### Sinossi
**L’autrice bestseller del New York Times che ha conquistato l’Italia
*Pretty Series** *
Sig Locke è un poliziotto. È stato cresciuto da un poliziotto e anche i suoi fratelli sono agenti di polizia.
Per questo ha un’idea molto precisa di cosa sia giusto o sbagliato e vede il mondo in bianco e nero, senza contemplare altre sfumature. Tutto questo, almeno… prima di conoscere Tommi. Con i suoi magnetici occhi verdi, Tommi ha catturato l’interesse di Sig sin dal primo momento. Nonostante sia la fidanzata di uno spacciatore, proprio non riesce a togliersela dalla testa. Ma lei nasconde un segreto impossibile da fiutare persino per un poliziotto in gamba. Tommi Lawrence non ha una vita facile. E l’incontro con Sig non ha fatto altro che complicare le cose. Perché lei non può fidarsi di nessuno. E anche se il cervello le dice che Sig non fa eccezione, il suo cuore la pensa diversamente. L’amore autentico può nascere in una rete di bugie e segreti? O sarà la verità a distruggere entrambi?
«La profondità emotiva di questi due personaggi mi ha travolta completamente, togliendomi il respiro.»
«Un finale che ti incolla un sorriso in faccia che persiste per parecchi giorni dopo aver finito il libro.»
«Una storia d’amore piena di elementi oscuri di mistero e suspense. Imperdibile.»
**M. Leighton**
è nata in Ohio. Ha scritto più di una decina di romanzi e i suoi libri sono bestseller del «New York Times» e di «USA Today». La Newton Compton ha pubblicato le serie  *The Wild Series* e  *Bad Boys*. **Con* Le tue innocenti bugie,* *Noi due a ogni costo*  e *Questa volta non ti dico no* arriva in Italia anche la *Pretty Series*.

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Quello che non siamo diventati

«Andrà tutto bene, Michael.» «E come fai a dirlo, Sara? Prevedi il futuro?» «Non prevedo il futuro, ma siamo insieme, no?» Mi volto verso il campo di cocomeri e le vigne, che avevamo attraversato per arrivare alla recinzione. Non c’è nessuno all’orizzonte. «E se andasse tutto male?» «Be’, restiamo insieme.» «Sempre?» «Per tutta la vita.» Una promessa fatta da bambini, calda e rassicurante come una carezza, come un abbraccio quando fuori fa tanto, tanto freddo. Un fratello e una sorella, Michael e Sara, che una volta erano inseparabili e ora sono quasi due estranei, due che, pur abitando sotto lo stesso tetto, si sfiorano appena. E, nel mezzo, la vita, fatta di momenti belli ma anche brutti, momenti in cui tutto può andare avanti, oppure può interrompersi bruscamente. Momenti che arrivano inaspettati per dirti che tutto deve cambiare. Anche se non vuoi, anche se non sei pronto. E a quel punto, poco importa come, tu devi trovare un modo per andare avanti. E questo hanno fatto Sara e Michael. Ognuno per conto proprio, però. Lei attenta a non far trapelare il dolore che le si appiccica alle ossa, agli occhi, ai battiti cardiaci e che le fa mancare l’aria, e a controllare sempre tutto, a non lasciarsi sfuggire niente, in un ingenuo tentativo di tenere ogni cosa in equilibrio. Lui in balia di ciò che accade, senza trovare mai la forza di avere un orientamento, col cuore imbottito di hashish e la testa di sogni infranti. Entrambi sempre più estranei, e lontani l’uno dal cuore dell’altra. Ma a un certo punto però qualcosa, o meglio qualcuno, irrompe nella loro vita facendo vacillare il loro piccolo mondo cristallizzato, fatto di giorni sempre uguali, silenzi, muti rimproveri, possibilità sospese, distanze che diventano siderali e ricordi sbiaditi. Di nuovo, Michael e Sara sono di fronte a qualcosa che potrebbe stravolgere la loro esistenza. E se soltanto smettessero di vivere ogni cambiamento come una crepa dalla quale possono entrare solo cose brutte, forse potrebbero riprendere il cammino interrotto tanti anni prima, trovare il modo di tornare a respirare, a credere nel futuro, e, magari, infine, ritrovarsi. **Tommaso Fusari** , romano, classe 1992, ha esordito nel 2017 con *Tempi duri per i romantici* (Mondadori). Questo è il suo secondo romanzo. **
### Sinossi
«Andrà tutto bene, Michael.» «E come fai a dirlo, Sara? Prevedi il futuro?» «Non prevedo il futuro, ma siamo insieme, no?» Mi volto verso il campo di cocomeri e le vigne, che avevamo attraversato per arrivare alla recinzione. Non c’è nessuno all’orizzonte. «E se andasse tutto male?» «Be’, restiamo insieme.» «Sempre?» «Per tutta la vita.» Una promessa fatta da bambini, calda e rassicurante come una carezza, come un abbraccio quando fuori fa tanto, tanto freddo. Un fratello e una sorella, Michael e Sara, che una volta erano inseparabili e ora sono quasi due estranei, due che, pur abitando sotto lo stesso tetto, si sfiorano appena. E, nel mezzo, la vita, fatta di momenti belli ma anche brutti, momenti in cui tutto può andare avanti, oppure può interrompersi bruscamente. Momenti che arrivano inaspettati per dirti che tutto deve cambiare. Anche se non vuoi, anche se non sei pronto. E a quel punto, poco importa come, tu devi trovare un modo per andare avanti. E questo hanno fatto Sara e Michael. Ognuno per conto proprio, però. Lei attenta a non far trapelare il dolore che le si appiccica alle ossa, agli occhi, ai battiti cardiaci e che le fa mancare l’aria, e a controllare sempre tutto, a non lasciarsi sfuggire niente, in un ingenuo tentativo di tenere ogni cosa in equilibrio. Lui in balia di ciò che accade, senza trovare mai la forza di avere un orientamento, col cuore imbottito di hashish e la testa di sogni infranti. Entrambi sempre più estranei, e lontani l’uno dal cuore dell’altra. Ma a un certo punto però qualcosa, o meglio qualcuno, irrompe nella loro vita facendo vacillare il loro piccolo mondo cristallizzato, fatto di giorni sempre uguali, silenzi, muti rimproveri, possibilità sospese, distanze che diventano siderali e ricordi sbiaditi. Di nuovo, Michael e Sara sono di fronte a qualcosa che potrebbe stravolgere la loro esistenza. E se soltanto smettessero di vivere ogni cambiamento come una crepa dalla quale possono entrare solo cose brutte, forse potrebbero riprendere il cammino interrotto tanti anni prima, trovare il modo di tornare a respirare, a credere nel futuro, e, magari, infine, ritrovarsi. **Tommaso Fusari** , romano, classe 1992, ha esordito nel 2017 con *Tempi duri per i romantici* (Mondadori). Questo è il suo secondo romanzo.

«Andrà tutto bene, Michael.» «E come fai a dirlo, Sara? Prevedi il futuro?» «Non prevedo il futuro, ma siamo insieme, no?» Mi volto verso il campo di cocomeri e le vigne, che avevamo attraversato per arrivare alla recinzione. Non c’è nessuno all’orizzonte. «E se andasse tutto male?» «Be’, restiamo insieme.» «Sempre?» «Per tutta la vita.» Una promessa fatta da bambini, calda e rassicurante come una carezza, come un abbraccio quando fuori fa tanto, tanto freddo. Un fratello e una sorella, Michael e Sara, che una volta erano inseparabili e ora sono quasi due estranei, due che, pur abitando sotto lo stesso tetto, si sfiorano appena. E, nel mezzo, la vita, fatta di momenti belli ma anche brutti, momenti in cui tutto può andare avanti, oppure può interrompersi bruscamente. Momenti che arrivano inaspettati per dirti che tutto deve cambiare. Anche se non vuoi, anche se non sei pronto. E a quel punto, poco importa come, tu devi trovare un modo per andare avanti. E questo hanno fatto Sara e Michael. Ognuno per conto proprio, però. Lei attenta a non far trapelare il dolore che le si appiccica alle ossa, agli occhi, ai battiti cardiaci e che le fa mancare l’aria, e a controllare sempre tutto, a non lasciarsi sfuggire niente, in un ingenuo tentativo di tenere ogni cosa in equilibrio. Lui in balia di ciò che accade, senza trovare mai la forza di avere un orientamento, col cuore imbottito di hashish e la testa di sogni infranti. Entrambi sempre più estranei, e lontani l’uno dal cuore dell’altra. Ma a un certo punto però qualcosa, o meglio qualcuno, irrompe nella loro vita facendo vacillare il loro piccolo mondo cristallizzato, fatto di giorni sempre uguali, silenzi, muti rimproveri, possibilità sospese, distanze che diventano siderali e ricordi sbiaditi. Di nuovo, Michael e Sara sono di fronte a qualcosa che potrebbe stravolgere la loro esistenza. E se soltanto smettessero di vivere ogni cambiamento come una crepa dalla quale possono entrare solo cose brutte, forse potrebbero riprendere il cammino interrotto tanti anni prima, trovare il modo di tornare a respirare, a credere nel futuro, e, magari, infine, ritrovarsi. **Tommaso Fusari** , romano, classe 1992, ha esordito nel 2017 con *Tempi duri per i romantici* (Mondadori). Questo è il suo secondo romanzo. **
### Sinossi
«Andrà tutto bene, Michael.» «E come fai a dirlo, Sara? Prevedi il futuro?» «Non prevedo il futuro, ma siamo insieme, no?» Mi volto verso il campo di cocomeri e le vigne, che avevamo attraversato per arrivare alla recinzione. Non c’è nessuno all’orizzonte. «E se andasse tutto male?» «Be’, restiamo insieme.» «Sempre?» «Per tutta la vita.» Una promessa fatta da bambini, calda e rassicurante come una carezza, come un abbraccio quando fuori fa tanto, tanto freddo. Un fratello e una sorella, Michael e Sara, che una volta erano inseparabili e ora sono quasi due estranei, due che, pur abitando sotto lo stesso tetto, si sfiorano appena. E, nel mezzo, la vita, fatta di momenti belli ma anche brutti, momenti in cui tutto può andare avanti, oppure può interrompersi bruscamente. Momenti che arrivano inaspettati per dirti che tutto deve cambiare. Anche se non vuoi, anche se non sei pronto. E a quel punto, poco importa come, tu devi trovare un modo per andare avanti. E questo hanno fatto Sara e Michael. Ognuno per conto proprio, però. Lei attenta a non far trapelare il dolore che le si appiccica alle ossa, agli occhi, ai battiti cardiaci e che le fa mancare l’aria, e a controllare sempre tutto, a non lasciarsi sfuggire niente, in un ingenuo tentativo di tenere ogni cosa in equilibrio. Lui in balia di ciò che accade, senza trovare mai la forza di avere un orientamento, col cuore imbottito di hashish e la testa di sogni infranti. Entrambi sempre più estranei, e lontani l’uno dal cuore dell’altra. Ma a un certo punto però qualcosa, o meglio qualcuno, irrompe nella loro vita facendo vacillare il loro piccolo mondo cristallizzato, fatto di giorni sempre uguali, silenzi, muti rimproveri, possibilità sospese, distanze che diventano siderali e ricordi sbiaditi. Di nuovo, Michael e Sara sono di fronte a qualcosa che potrebbe stravolgere la loro esistenza. E se soltanto smettessero di vivere ogni cambiamento come una crepa dalla quale possono entrare solo cose brutte, forse potrebbero riprendere il cammino interrotto tanti anni prima, trovare il modo di tornare a respirare, a credere nel futuro, e, magari, infine, ritrovarsi. **Tommaso Fusari** , romano, classe 1992, ha esordito nel 2017 con *Tempi duri per i romantici* (Mondadori). Questo è il suo secondo romanzo.

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Quel clown di un detective

Un barrito, e un elefante cade fulminato da una scarica elettrica. Un trapezista vola nell’aria, mentre sì allena, e all’improvviso piomba al suolo. Sotto il tendone del circo sono presenti il medico, altri quattro trapezisti, un’incantatrice di serpenti, un uomo d’affari e… Alfred Hitchcock, il regista, in cerca di materiale per un film. E, naturalmente, arriva Toby Peters, che per non farsi riconoscere dallo sceriffo di Mirador (con il quale si è già scontrato in passato) si traveste da clown. Un clown irresistibile, velocissimo, pronto a cogliere il sia pur minimo indizio, mentre attorno accadono cose da pazzi, con un leone messo in libertà non si sa da chi, personaggi che si rincorrono sulla cima del tendone, la moglie dell’acrobata morto che scompare insieme a un elefante e lui, Hitchcock, che apparentemente sornione sta a guardare il tutto.

Un barrito, e un elefante cade fulminato da una scarica elettrica. Un trapezista vola nell’aria, mentre sì allena, e all’improvviso piomba al suolo. Sotto il tendone del circo sono presenti il medico, altri quattro trapezisti, un’incantatrice di serpenti, un uomo d’affari e… Alfred Hitchcock, il regista, in cerca di materiale per un film. E, naturalmente, arriva Toby Peters, che per non farsi riconoscere dallo sceriffo di Mirador (con il quale si è già scontrato in passato) si traveste da clown. Un clown irresistibile, velocissimo, pronto a cogliere il sia pur minimo indizio, mentre attorno accadono cose da pazzi, con un leone messo in libertà non si sa da chi, personaggi che si rincorrono sulla cima del tendone, la moglie dell’acrobata morto che scompare insieme a un elefante e lui, Hitchcock, che apparentemente sornione sta a guardare il tutto.

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Quel che resta del Peccato

Kurt è un ex poliziotto mezzo italiano e mezzo tedesco che non sa darsi un contegno: frequenta i luoghi peggio raccomandabili, beve troppo, agisce contro le regole e reagisce senza pensare. Il tempo di arrivare a Bolzano e, durante la notte del Sacro Cuore, nei boschi fuori città, un uomo e una donna vengono trovati morti. Sono stati assassinati in modo bestiale, e Kurt viene assegnato come investigatore alla Squadra mobile della Polizia. Insieme alla nuova partner Vanessa, bella e sfacciata, toccherà a lui mettersi sulle tracce del killer. La stampa ha già soprannominato l’omicida Schäferhund: il Pastore Tedesco. Ma quando Kurt si risveglia in una vasca da bagno con una ferita chirurgica alla schiena, ecco che inizia un orrore inimmaginabile. E nel frattempo, Bolzano viene travolta da una guerra tra bande di motociclisti: un biker è stato ucciso e ora i suoi compagni cercano vendetta. Nel mezzo di questa apocalisse sull’asfalto, il Pastore Tedesco torna a colpire. Kurt dovrà restare lucido. Anche se, tra incubi e indagini, è arrivato il momento per lui di affrontare il passato. Prima che il passato lo annienti. **
### Sinossi
Kurt è un ex poliziotto mezzo italiano e mezzo tedesco che non sa darsi un contegno: frequenta i luoghi peggio raccomandabili, beve troppo, agisce contro le regole e reagisce senza pensare. Il tempo di arrivare a Bolzano e, durante la notte del Sacro Cuore, nei boschi fuori città, un uomo e una donna vengono trovati morti. Sono stati assassinati in modo bestiale, e Kurt viene assegnato come investigatore alla Squadra mobile della Polizia. Insieme alla nuova partner Vanessa, bella e sfacciata, toccherà a lui mettersi sulle tracce del killer. La stampa ha già soprannominato l’omicida Schäferhund: il Pastore Tedesco. Ma quando Kurt si risveglia in una vasca da bagno con una ferita chirurgica alla schiena, ecco che inizia un orrore inimmaginabile. E nel frattempo, Bolzano viene travolta da una guerra tra bande di motociclisti: un biker è stato ucciso e ora i suoi compagni cercano vendetta. Nel mezzo di questa apocalisse sull’asfalto, il Pastore Tedesco torna a colpire. Kurt dovrà restare lucido. Anche se, tra incubi e indagini, è arrivato il momento per lui di affrontare il passato. Prima che il passato lo annienti.

Kurt è un ex poliziotto mezzo italiano e mezzo tedesco che non sa darsi un contegno: frequenta i luoghi peggio raccomandabili, beve troppo, agisce contro le regole e reagisce senza pensare. Il tempo di arrivare a Bolzano e, durante la notte del Sacro Cuore, nei boschi fuori città, un uomo e una donna vengono trovati morti. Sono stati assassinati in modo bestiale, e Kurt viene assegnato come investigatore alla Squadra mobile della Polizia. Insieme alla nuova partner Vanessa, bella e sfacciata, toccherà a lui mettersi sulle tracce del killer. La stampa ha già soprannominato l’omicida Schäferhund: il Pastore Tedesco. Ma quando Kurt si risveglia in una vasca da bagno con una ferita chirurgica alla schiena, ecco che inizia un orrore inimmaginabile. E nel frattempo, Bolzano viene travolta da una guerra tra bande di motociclisti: un biker è stato ucciso e ora i suoi compagni cercano vendetta. Nel mezzo di questa apocalisse sull’asfalto, il Pastore Tedesco torna a colpire. Kurt dovrà restare lucido. Anche se, tra incubi e indagini, è arrivato il momento per lui di affrontare il passato. Prima che il passato lo annienti. **
### Sinossi
Kurt è un ex poliziotto mezzo italiano e mezzo tedesco che non sa darsi un contegno: frequenta i luoghi peggio raccomandabili, beve troppo, agisce contro le regole e reagisce senza pensare. Il tempo di arrivare a Bolzano e, durante la notte del Sacro Cuore, nei boschi fuori città, un uomo e una donna vengono trovati morti. Sono stati assassinati in modo bestiale, e Kurt viene assegnato come investigatore alla Squadra mobile della Polizia. Insieme alla nuova partner Vanessa, bella e sfacciata, toccherà a lui mettersi sulle tracce del killer. La stampa ha già soprannominato l’omicida Schäferhund: il Pastore Tedesco. Ma quando Kurt si risveglia in una vasca da bagno con una ferita chirurgica alla schiena, ecco che inizia un orrore inimmaginabile. E nel frattempo, Bolzano viene travolta da una guerra tra bande di motociclisti: un biker è stato ucciso e ora i suoi compagni cercano vendetta. Nel mezzo di questa apocalisse sull’asfalto, il Pastore Tedesco torna a colpire. Kurt dovrà restare lucido. Anche se, tra incubi e indagini, è arrivato il momento per lui di affrontare il passato. Prima che il passato lo annienti.

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Quel che resta dei cattolici

Il libro è il risultato di una lunga inchiesta dentro il cattolicesimo italiano; non però quello dei palazzi apostolici, degli intrighi curiali e delle sacre stanze ma quello, molto meno noto e celebrato, della ‟base”, delle parrocchie e degli oratori. Tre immagini emergono dal libro. La prima è quella di un ‟banco vuoto”, ovvero di un paese sempre più secolarizzato, in costante allontanamento da quella che è stata per secoli la ‟sua” chiesa. Marzano racconta la secolarizzazione italiana prima di tutto ridimensionando i dati più diffusi sulla pratica religiosa. La seconda immagine è quella del ‟fortino assediato”. È in questo modo che la gerarchia cattolica vede la chiesa: un’istituzione assediata da ogni lato e intenzionata a resistere a tutti i costi, a non cambiare. Le vittime di questa ‟linea” sono soprattutto le parrocchie. Marzano racconta questo ‟mondo dimenticato”. La terza immagine è quella del ‟piccolo porto sicuro”, quello rappresentato dai movimenti ecclesiali, dalle nuove sette cattoliche, la grande novità della chiesa italiana negli ultimi anni. Marzano ha scelto di descriverne in profondità una delle più potenti e attive: i neocatecumenali. Il racconto dei molti mesi di partecipazione alla vita del gruppo è affiancato da quello, spesso drammatico, di alcuni fuoriusciti dall’organizzazione, che hanno deciso di svelare le loro piccole odissee personali. Il quadro d’insieme che emerge è quello di una gerarchia incalzata da una secolarizzazione che non sa come affrontare e che ha acconsentito alla moltiplicazione al suo interno di gruppi settari: per sé pretende la scena pubblica, il rapporto con il Palazzo, i media e la politica, ai movimenti delega la conquista di nuovi adepti e il reclutamento del clero. In mezzo, in preda all’afasia e stritolati dall’immobilismo che ha colpito la grande istituzione nell’impatto con la modernità, ci sono il clero, le parrocchie, il laicato ‟normale”: un patrimonio umano, culturale e spirituale destinato a un’estinzione forse lenta ma certo inesorabile.

Il libro è il risultato di una lunga inchiesta dentro il cattolicesimo italiano; non però quello dei palazzi apostolici, degli intrighi curiali e delle sacre stanze ma quello, molto meno noto e celebrato, della ‟base”, delle parrocchie e degli oratori. Tre immagini emergono dal libro. La prima è quella di un ‟banco vuoto”, ovvero di un paese sempre più secolarizzato, in costante allontanamento da quella che è stata per secoli la ‟sua” chiesa. Marzano racconta la secolarizzazione italiana prima di tutto ridimensionando i dati più diffusi sulla pratica religiosa. La seconda immagine è quella del ‟fortino assediato”. È in questo modo che la gerarchia cattolica vede la chiesa: un’istituzione assediata da ogni lato e intenzionata a resistere a tutti i costi, a non cambiare. Le vittime di questa ‟linea” sono soprattutto le parrocchie. Marzano racconta questo ‟mondo dimenticato”. La terza immagine è quella del ‟piccolo porto sicuro”, quello rappresentato dai movimenti ecclesiali, dalle nuove sette cattoliche, la grande novità della chiesa italiana negli ultimi anni. Marzano ha scelto di descriverne in profondità una delle più potenti e attive: i neocatecumenali. Il racconto dei molti mesi di partecipazione alla vita del gruppo è affiancato da quello, spesso drammatico, di alcuni fuoriusciti dall’organizzazione, che hanno deciso di svelare le loro piccole odissee personali. Il quadro d’insieme che emerge è quello di una gerarchia incalzata da una secolarizzazione che non sa come affrontare e che ha acconsentito alla moltiplicazione al suo interno di gruppi settari: per sé pretende la scena pubblica, il rapporto con il Palazzo, i media e la politica, ai movimenti delega la conquista di nuovi adepti e il reclutamento del clero. In mezzo, in preda all’afasia e stritolati dall’immobilismo che ha colpito la grande istituzione nell’impatto con la modernità, ci sono il clero, le parrocchie, il laicato ‟normale”: un patrimonio umano, culturale e spirituale destinato a un’estinzione forse lenta ma certo inesorabile.

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Quanto dura un attimo

Era un idolo e fu squalificato. Tornò e diventò il Pablito del Mundial di Spagna ’82. Questa è in sintesi la parabola di Paolo Rossi, che dal 1980 al 1982, dalla condanna per il calcio scommesse alla vittoria sulla Germania, visse i due anni più duri ed esaltanti della sua vita: “Ho anche pensato di lasciare l’Italia e smettere di giocare. Mi ha salvato la consapevolezza di essere innocente”. La storia di Pablito è una favola a lieto fine, intrisa di successi eclatanti alternati a dolori laceranti, di forti impennate e rovinose cadute, di sogni realizzati e ferite profonde, di ambìti riconoscimenti e ingiustizia subita. È il bianco e nero di un’esistenza eccezionale, il copione perfetto di un film che ha incantato generazioni e continua a essere rivisto e rivissuto dal pubblico.
Scritto a quattro mani con Federica Cappelletti, *Quanto dura un attimo* è l’autobiografia di un ragazzo che ha sfidato la sorte fino a diventare leggenda, realizzando il suo sogno di bambino e scrivendo pagine immortali di storia del calcio universale: Paolo Rossi è l’unico calciatore al mondo che con tre gol ha fatto piangere il Brasile stellare di Zico e Falcão, che ha stregato Pelé (che lo scoprì durante il mondiale d’Argentina), è uno dei quattro Palloni d’Oro italiani (insieme a Gianni Rivera, Roberto Baggio e Fabio Cannavaro), capocannoniere al Mondiale di Spagna 1982 (miglior giocatore, miglior marcatore), Scarpa d’Oro 1982, Scarpa d’Argento 1978 e Collare d’Oro (massima onorificenza per uno sportivo). Uno dei pochi che, a distanza di anni, continua a rimanere un brand Made in Italy: che sia Paolino, Pablito o Paolorossi tutto attaccato, in ogni angolo del mondo il suo nome rievoca gol e vittorie a chi ama il calcio giocato. La sua storia, che parte dal fantastico rumore dei tacchetti negli spogliatoi del Santiago Bernabeu in attesa della finalissima, può essere d’esempio per tutti, per accendere gli entusiasmi e insegnare ai giovani che da ogni difficoltà si può venire fuori e diventare anche campioni. Esattamente come quando in campo rubava il tempo agli avversari, la leggenda di Pablito sfugge all’oblìo delle masse perché tutti abbiamo ancora bisogno di sognare e di credere nelle imprese impossibili.

Era un idolo e fu squalificato. Tornò e diventò il Pablito del Mundial di Spagna ’82. Questa è in sintesi la parabola di Paolo Rossi, che dal 1980 al 1982, dalla condanna per il calcio scommesse alla vittoria sulla Germania, visse i due anni più duri ed esaltanti della sua vita: “Ho anche pensato di lasciare l’Italia e smettere di giocare. Mi ha salvato la consapevolezza di essere innocente”. La storia di Pablito è una favola a lieto fine, intrisa di successi eclatanti alternati a dolori laceranti, di forti impennate e rovinose cadute, di sogni realizzati e ferite profonde, di ambìti riconoscimenti e ingiustizia subita. È il bianco e nero di un’esistenza eccezionale, il copione perfetto di un film che ha incantato generazioni e continua a essere rivisto e rivissuto dal pubblico.
Scritto a quattro mani con Federica Cappelletti, *Quanto dura un attimo* è l’autobiografia di un ragazzo che ha sfidato la sorte fino a diventare leggenda, realizzando il suo sogno di bambino e scrivendo pagine immortali di storia del calcio universale: Paolo Rossi è l’unico calciatore al mondo che con tre gol ha fatto piangere il Brasile stellare di Zico e Falcão, che ha stregato Pelé (che lo scoprì durante il mondiale d’Argentina), è uno dei quattro Palloni d’Oro italiani (insieme a Gianni Rivera, Roberto Baggio e Fabio Cannavaro), capocannoniere al Mondiale di Spagna 1982 (miglior giocatore, miglior marcatore), Scarpa d’Oro 1982, Scarpa d’Argento 1978 e Collare d’Oro (massima onorificenza per uno sportivo). Uno dei pochi che, a distanza di anni, continua a rimanere un brand Made in Italy: che sia Paolino, Pablito o Paolorossi tutto attaccato, in ogni angolo del mondo il suo nome rievoca gol e vittorie a chi ama il calcio giocato. La sua storia, che parte dal fantastico rumore dei tacchetti negli spogliatoi del Santiago Bernabeu in attesa della finalissima, può essere d’esempio per tutti, per accendere gli entusiasmi e insegnare ai giovani che da ogni difficoltà si può venire fuori e diventare anche campioni. Esattamente come quando in campo rubava il tempo agli avversari, la leggenda di Pablito sfugge all’oblìo delle masse perché tutti abbiamo ancora bisogno di sognare e di credere nelle imprese impossibili.

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Psicoterapia Esistenziale

Nel 1892 Sigmund Freud trattò con successo il caso di una giovane donna che soffriva di difficoltà deambulatorie psicogenetiche e attribuì il buon esito della terapia alla tecnica psicoanalitica della riemersione dei desideri e dei pensieri traumatici. Se si fruga, tuttavia, tra i suoi appunti, come indica Yalom in queste pagine, si scopre agevolmente che Freud fece ricorso a numerose altre attività terapeutiche. Interagì con la famiglia a favore della paziente, aiutò la donna ad affrontare i complessi problemi familiari, e a più riprese la consolò e la rassicurò sui suoi sentimenti di colpa. Si avvalse, insomma, di «aggiunte» che sfuggono alla teoria formale, ingredienti elusivi, difficili da definire e insegnare, così come è difficile definire e insegnare la compassione, l’attenzione, il toccare il paziente a un livello più profondo. Queste «aggiunte» costituiscono il cuore della «psicoterapia esistenziale» esposta in questo volume. Una psicoterapia che, attraverso il suo approccio dinamico, «si focalizza sulle preoccupazioni radicate nell’esistenza dell’individuo». Come il filosofo rivolge il suo pensiero alle questioni della vita e della morte, così anche il terapeuta deve, per Yalom, incoraggiare l’individuo a guardare dentro di sé e a occuparsi della propria situazione esistenziale. Una cura di sé che non può sottrarsi alle quattro preoccupazioni ultime radicate nell’esistenza dell’individuo: la morte, la libertà, l’isolamento e l’assenza di senso. Ciascuno di noi brama l’idea del perdurare, dell’avere fondamento, della comunità e del senso; e tuttavia dobbiamo tutti fronteggiare la morte, l’assenza di fondamento, l’isolamento e l’assenza di senso. **

Nel 1892 Sigmund Freud trattò con successo il caso di una giovane donna che soffriva di difficoltà deambulatorie psicogenetiche e attribuì il buon esito della terapia alla tecnica psicoanalitica della riemersione dei desideri e dei pensieri traumatici. Se si fruga, tuttavia, tra i suoi appunti, come indica Yalom in queste pagine, si scopre agevolmente che Freud fece ricorso a numerose altre attività terapeutiche. Interagì con la famiglia a favore della paziente, aiutò la donna ad affrontare i complessi problemi familiari, e a più riprese la consolò e la rassicurò sui suoi sentimenti di colpa. Si avvalse, insomma, di «aggiunte» che sfuggono alla teoria formale, ingredienti elusivi, difficili da definire e insegnare, così come è difficile definire e insegnare la compassione, l’attenzione, il toccare il paziente a un livello più profondo. Queste «aggiunte» costituiscono il cuore della «psicoterapia esistenziale» esposta in questo volume. Una psicoterapia che, attraverso il suo approccio dinamico, «si focalizza sulle preoccupazioni radicate nell’esistenza dell’individuo». Come il filosofo rivolge il suo pensiero alle questioni della vita e della morte, così anche il terapeuta deve, per Yalom, incoraggiare l’individuo a guardare dentro di sé e a occuparsi della propria situazione esistenziale. Una cura di sé che non può sottrarsi alle quattro preoccupazioni ultime radicate nell’esistenza dell’individuo: la morte, la libertà, l’isolamento e l’assenza di senso. Ciascuno di noi brama l’idea del perdurare, dell’avere fondamento, della comunità e del senso; e tuttavia dobbiamo tutti fronteggiare la morte, l’assenza di fondamento, l’isolamento e l’assenza di senso. **

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Pseudo

Terza opera, dopo “Mio caro pitone” e dopo “La vita davanti a sé”, firmata da Romain Gary con lo pseudonimo Émile Ajar, “Pseudo” apparve per la prima volta nel 1976, un anno dopo la vittoria al Goncourt del romanzo che ha per indimenticabile protagonista Momo, il ragazzo della banlieue di Belleville. Gary aveva già contribuito a rendere verosimile la sua beffa – aveva già vinto il Goncourt nel 1956 con “Le radici del cielo” e il regolamento del concorso non gli consentiva una seconda vittoria – convincendo Paul Pavlowitch, giovane figlio di una cugina, a impersonare Émile Ajar. Pavlowitch si immedesimò talmente nel ruolo da interpretarlo alla luce del sole, rilasciando interviste, «arrivando persino a occupare un posto da editor presso Mercure de France – la casa editrice delle opere di Ajar – e disperdendo (apparentemente) le nubi del mistero» (Sandra Petrignani). Quando qualche giornalista scoprì la sua parentela con Romain Gary, il vero autore della Vita davanti a sé non si scompose. Decise un azzardo più grande. Scrisse e pubblicò, sempre sotto l’identità di Ajar, questo libro in cui inventò uno zio violento, tirannico e manipolatore che gli somigliava: Tonton Macoute. L’azzardo venne ricompensato. Tutti i critici lo riconobbero nel personaggio di Tonton Macoute. A nessuno, però, venne in mente che Romain Gary potesse essere Émile Ajar. Alla pubblicazione dell’opera, il recensore dell’Express parlò, anzi, di «un libro vomitato frettolosamente da un giovane scrittore diventato famoso e montatosi la testa». In realtà “Pseudo”, cui Gary aveva lavorato da quando aveva vent’anni, è uno straordinario libro sui meandri della creazione letteraria e, in virtù di questo, una delle opere maggiori dell’autore della “Vita davanti a sé”. «Nell’andamento tumultuoso di monologhi, flussi di coscienza e stili, registri e personaggi presi dalla realtà e trasfigurati» (Riccardo Fedriga), Romain Gary appronta in queste pagine la sua «difesa Ajar», la difesa di uno pseudonimo che è, ad un tempo, la difesa della letteratura come aperta dissimulazione della realtà. Come ebbe a scrivere nel suo libro-testamento pubblicato postumo, “Vita e morte di Émile Ajar”, «in Pseudo (…) ogni cosa è romanzo». Persino il suo autore. **

Terza opera, dopo “Mio caro pitone” e dopo “La vita davanti a sé”, firmata da Romain Gary con lo pseudonimo Émile Ajar, “Pseudo” apparve per la prima volta nel 1976, un anno dopo la vittoria al Goncourt del romanzo che ha per indimenticabile protagonista Momo, il ragazzo della banlieue di Belleville. Gary aveva già contribuito a rendere verosimile la sua beffa – aveva già vinto il Goncourt nel 1956 con “Le radici del cielo” e il regolamento del concorso non gli consentiva una seconda vittoria – convincendo Paul Pavlowitch, giovane figlio di una cugina, a impersonare Émile Ajar. Pavlowitch si immedesimò talmente nel ruolo da interpretarlo alla luce del sole, rilasciando interviste, «arrivando persino a occupare un posto da editor presso Mercure de France – la casa editrice delle opere di Ajar – e disperdendo (apparentemente) le nubi del mistero» (Sandra Petrignani). Quando qualche giornalista scoprì la sua parentela con Romain Gary, il vero autore della Vita davanti a sé non si scompose. Decise un azzardo più grande. Scrisse e pubblicò, sempre sotto l’identità di Ajar, questo libro in cui inventò uno zio violento, tirannico e manipolatore che gli somigliava: Tonton Macoute. L’azzardo venne ricompensato. Tutti i critici lo riconobbero nel personaggio di Tonton Macoute. A nessuno, però, venne in mente che Romain Gary potesse essere Émile Ajar. Alla pubblicazione dell’opera, il recensore dell’Express parlò, anzi, di «un libro vomitato frettolosamente da un giovane scrittore diventato famoso e montatosi la testa». In realtà “Pseudo”, cui Gary aveva lavorato da quando aveva vent’anni, è uno straordinario libro sui meandri della creazione letteraria e, in virtù di questo, una delle opere maggiori dell’autore della “Vita davanti a sé”. «Nell’andamento tumultuoso di monologhi, flussi di coscienza e stili, registri e personaggi presi dalla realtà e trasfigurati» (Riccardo Fedriga), Romain Gary appronta in queste pagine la sua «difesa Ajar», la difesa di uno pseudonimo che è, ad un tempo, la difesa della letteratura come aperta dissimulazione della realtà. Come ebbe a scrivere nel suo libro-testamento pubblicato postumo, “Vita e morte di Émile Ajar”, «in Pseudo (…) ogni cosa è romanzo». Persino il suo autore. **

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Provaci ancora amore

È arrivato il periodo più magico dell’anno, ma Sarah stenta ad accorgersene: organizzare viaggi cercando di soddisfare le più disparate richieste dei clienti è un lavoro molto impegnativo. Soprattutto se si ha a che fare con qualcuno come Will Armstrong, che fa di tutto per metterle i bastoni tra le ruote… Il nuovo proprietario di uno splendido resort tra le montagne è un tipo severo e scontroso, che rischia di rovinare le vacanze a tutti. Si rifiuta di abbellire il resort con decorazioni natalizie e di intrattenersi con i clienti e non ne vuole sapere di organizzare giochi o tornei di palle di neve. Per non parlare della sua espressione sempre imbronciata… I ricordi di Sarah legati al Natale sono invece incantevoli. Quindi, se vuole riportare la magia nel piccolo paradiso nascosto tra le montagne, deve riuscire a convincere Will a farsi contagiare dallo spirito natalizio. Peccato che si tratti di un’impresa quasi impossibile! Ma l’incanto del Natale, si sa, è in grado di stregare chiunque, e a volte di far accadere anche qualche miracolo…
**Un’autrice bestseller di «USA Today»
Sarà un Natale indimenticabile**
«Zara Stoneley ha un’ironia irresistibile.»
**Mandy Baggot**
«Queste pagine sono divertentissime.»
**Heidi Swain**
«La commedia romantica dell’anno.»
**Phillipa Ashley**
**Zara Stoneley**
è un’autrice bestseller di «USA Today». Cresciuta in un piccolo paese del Regno Unito, da bambina sognava di diventare una scrittrice. Dopo anni, il suo sogno si sta finalmente realizzando. **
### Sinossi
È arrivato il periodo più magico dell’anno, ma Sarah stenta ad accorgersene: organizzare viaggi cercando di soddisfare le più disparate richieste dei clienti è un lavoro molto impegnativo. Soprattutto se si ha a che fare con qualcuno come Will Armstrong, che fa di tutto per metterle i bastoni tra le ruote… Il nuovo proprietario di uno splendido resort tra le montagne è un tipo severo e scontroso, che rischia di rovinare le vacanze a tutti. Si rifiuta di abbellire il resort con decorazioni natalizie e di intrattenersi con i clienti e non ne vuole sapere di organizzare giochi o tornei di palle di neve. Per non parlare della sua espressione sempre imbronciata… I ricordi di Sarah legati al Natale sono invece incantevoli. Quindi, se vuole riportare la magia nel piccolo paradiso nascosto tra le montagne, deve riuscire a convincere Will a farsi contagiare dallo spirito natalizio. Peccato che si tratti di un’impresa quasi impossibile! Ma l’incanto del Natale, si sa, è in grado di stregare chiunque, e a volte di far accadere anche qualche miracolo…
**Un’autrice bestseller di «USA Today»
Sarà un Natale indimenticabile**
«Zara Stoneley ha un’ironia irresistibile.»
**Mandy Baggot**
«Queste pagine sono divertentissime.»
**Heidi Swain**
«La commedia romantica dell’anno.»
**Phillipa Ashley**
**Zara Stoneley**
è un’autrice bestseller di «USA Today». Cresciuta in un piccolo paese del Regno Unito, da bambina sognava di diventare una scrittrice. Dopo anni, il suo sogno si sta finalmente realizzando.

È arrivato il periodo più magico dell’anno, ma Sarah stenta ad accorgersene: organizzare viaggi cercando di soddisfare le più disparate richieste dei clienti è un lavoro molto impegnativo. Soprattutto se si ha a che fare con qualcuno come Will Armstrong, che fa di tutto per metterle i bastoni tra le ruote… Il nuovo proprietario di uno splendido resort tra le montagne è un tipo severo e scontroso, che rischia di rovinare le vacanze a tutti. Si rifiuta di abbellire il resort con decorazioni natalizie e di intrattenersi con i clienti e non ne vuole sapere di organizzare giochi o tornei di palle di neve. Per non parlare della sua espressione sempre imbronciata… I ricordi di Sarah legati al Natale sono invece incantevoli. Quindi, se vuole riportare la magia nel piccolo paradiso nascosto tra le montagne, deve riuscire a convincere Will a farsi contagiare dallo spirito natalizio. Peccato che si tratti di un’impresa quasi impossibile! Ma l’incanto del Natale, si sa, è in grado di stregare chiunque, e a volte di far accadere anche qualche miracolo…
**Un’autrice bestseller di «USA Today»
Sarà un Natale indimenticabile**
«Zara Stoneley ha un’ironia irresistibile.»
**Mandy Baggot**
«Queste pagine sono divertentissime.»
**Heidi Swain**
«La commedia romantica dell’anno.»
**Phillipa Ashley**
**Zara Stoneley**
è un’autrice bestseller di «USA Today». Cresciuta in un piccolo paese del Regno Unito, da bambina sognava di diventare una scrittrice. Dopo anni, il suo sogno si sta finalmente realizzando. **
### Sinossi
È arrivato il periodo più magico dell’anno, ma Sarah stenta ad accorgersene: organizzare viaggi cercando di soddisfare le più disparate richieste dei clienti è un lavoro molto impegnativo. Soprattutto se si ha a che fare con qualcuno come Will Armstrong, che fa di tutto per metterle i bastoni tra le ruote… Il nuovo proprietario di uno splendido resort tra le montagne è un tipo severo e scontroso, che rischia di rovinare le vacanze a tutti. Si rifiuta di abbellire il resort con decorazioni natalizie e di intrattenersi con i clienti e non ne vuole sapere di organizzare giochi o tornei di palle di neve. Per non parlare della sua espressione sempre imbronciata… I ricordi di Sarah legati al Natale sono invece incantevoli. Quindi, se vuole riportare la magia nel piccolo paradiso nascosto tra le montagne, deve riuscire a convincere Will a farsi contagiare dallo spirito natalizio. Peccato che si tratti di un’impresa quasi impossibile! Ma l’incanto del Natale, si sa, è in grado di stregare chiunque, e a volte di far accadere anche qualche miracolo…
**Un’autrice bestseller di «USA Today»
Sarà un Natale indimenticabile**
«Zara Stoneley ha un’ironia irresistibile.»
**Mandy Baggot**
«Queste pagine sono divertentissime.»
**Heidi Swain**
«La commedia romantica dell’anno.»
**Phillipa Ashley**
**Zara Stoneley**
è un’autrice bestseller di «USA Today». Cresciuta in un piccolo paese del Regno Unito, da bambina sognava di diventare una scrittrice. Dopo anni, il suo sogno si sta finalmente realizzando.

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Prontuario Di Grammatica

Zàffiro o zaffìro?Province oprovincie? Cancellare o scancellare? Ossequente o ossequiente?La sindaca ola sindaco? Non sempre è così facile scegliere la pronuncia, la grafia, la forma giusta. E le cose si complicano ancora di più quando si entra nel campo dei verbi (ho dovuto partire o sono dovuto partire?) e della sintassi (alla festa c’era una ventina di persone o c’erano una ventina di persone?). Questo Prontuario presenta in ordine alfabetico circa 1000 argomenti e dubbi relativi a tutti gli aspetti e i livelli della lingua italiana, fornendo risposte che riguardano la grammatica, l’analisi logica e del periodo, la formazione delle parole e il loro corretto uso. Una app grammaticale su carta che, nel tempo di un clic, informa sull’italiano in modo rapido, completo e scientificamente fondato.

Zàffiro o zaffìro?Province oprovincie? Cancellare o scancellare? Ossequente o ossequiente?La sindaca ola sindaco? Non sempre è così facile scegliere la pronuncia, la grafia, la forma giusta. E le cose si complicano ancora di più quando si entra nel campo dei verbi (ho dovuto partire o sono dovuto partire?) e della sintassi (alla festa c’era una ventina di persone o c’erano una ventina di persone?). Questo Prontuario presenta in ordine alfabetico circa 1000 argomenti e dubbi relativi a tutti gli aspetti e i livelli della lingua italiana, fornendo risposte che riguardano la grammatica, l’analisi logica e del periodo, la formazione delle parole e il loro corretto uso. Una app grammaticale su carta che, nel tempo di un clic, informa sull’italiano in modo rapido, completo e scientificamente fondato.

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Promesse nella notte

Lucille Lanfair ha dedicato la propria vita allo studio della cultura sumera, ma non avrebbe mai immaginato che tradurre la profezia contenuta in un’antica tavoletta in caratteri cuneiformi potesse cambiare per sempre la sua vita. L’unico lato positivo dell’avventura in cui si trova coinvolta è la presenza dell’affascinante e misterioso James William Poe, un vampiro dal viso d’angelo, dotato di poteri inimmaginabili. Lucy sa che il suo destino è salvare l’anima di quel bellissimo immortale dalle tenebre che minacciano di inghiottirlo. Perché fallire significherebbe l’estinzione dei vampiri e le spezzerebbe il cuore. Ma il suo amore sarà abbastanza forte da salvare l’uomo che ama e tutta la sua razza?

Lucille Lanfair ha dedicato la propria vita allo studio della cultura sumera, ma non avrebbe mai immaginato che tradurre la profezia contenuta in un’antica tavoletta in caratteri cuneiformi potesse cambiare per sempre la sua vita. L’unico lato positivo dell’avventura in cui si trova coinvolta è la presenza dell’affascinante e misterioso James William Poe, un vampiro dal viso d’angelo, dotato di poteri inimmaginabili. Lucy sa che il suo destino è salvare l’anima di quel bellissimo immortale dalle tenebre che minacciano di inghiottirlo. Perché fallire significherebbe l’estinzione dei vampiri e le spezzerebbe il cuore. Ma il suo amore sarà abbastanza forte da salvare l’uomo che ama e tutta la sua razza?

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Principessa dei coralli. Principesse del regno della fantasia

Le Principesse del Regno della Fantasia sono custodi della Canzone del Sonno, versi segreti che conservano l’unione e l’armonia tra i Cinque Regni su cui governano. Il Re Saggio, loro padre, affidò alle principesse le strofe della canzone, quando ancora esisteva un unico Grande Regno. Ora però uno sconosciuto vuole appropriarsi della canzone per scacciare le principesse e diventare il nuovo sovrano. Quel qualcuno è arrivato nel Regno dei Coralli grazie ad antichi incantesimi, quasi dimenticati: La principessa Kalea cercherà di salvare la propria strofa, anche se il compito si rivelerà duro e difficile. Età di lettura: da 10 anni. **

Le Principesse del Regno della Fantasia sono custodi della Canzone del Sonno, versi segreti che conservano l’unione e l’armonia tra i Cinque Regni su cui governano. Il Re Saggio, loro padre, affidò alle principesse le strofe della canzone, quando ancora esisteva un unico Grande Regno. Ora però uno sconosciuto vuole appropriarsi della canzone per scacciare le principesse e diventare il nuovo sovrano. Quel qualcuno è arrivato nel Regno dei Coralli grazie ad antichi incantesimi, quasi dimenticati: La principessa Kalea cercherà di salvare la propria strofa, anche se il compito si rivelerà duro e difficile. Età di lettura: da 10 anni. **

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Prima L’Italiano

**Come scrivere bene, parlare meglio e non fare brutte figure**
Il modo in cui parliamo e scriviamo ci qualifica costantemente agli occhi degli altri: per molti versi noi siamo la lingua che usiamo e, in base a questa, verremo costantemente sottoposti al giudizio altrui. In mille occasioni, un errore di sintassi o di ortografia, la scelta di un tempo verbale sbagliato o perfino l’inutile irrigidimento su una regola, che magari ci ricordiamo in maniera imprecisa dai tempi della scuola, potranno contribuire non solo a farci fare brutta figura, ma portare in alcuni casi anche a ripercussioni gravi sia a livello personale sia a quello professionale. In questo libro viene presentata, documentata con numerosi esempi tratti dall’uso e spiegata una rassegna degli errori che, ancora oggi, provocano uno stigma sociale, ossia sono percepiti come indicatori di scarsa cultura; a questi è stata aggiunta una breve rassegna di presunti errori che invece meritano di essere sottoposti a un esame più approfondito: scopriremo che forse sono meno sbagliati di quanto immaginassimo.
**Semplice e di facile lettura, ricco di esempi e consigli per evitare gli errori più comuni
Qual è va senza apostrofo? Valigie o valige? Perchè o perché?
Apostrofi, accenti sbagliati, forestierismi e maiuscole
Tutti gli errori/orrori da evitare accuratamente**
**Vera Gheno**
sociolinguista specializzata in comunicazione digitale e traduttrice dall’ungherese, ha lavorato per vent’anni con l’Accademia della Crusca nella redazione della consulenza linguistica e gestendo l’account Twitter dell’istituzione. Attualmente collabora stabilmente con la casa editrice Zanichelli. Insegna all’Università di Firenze, al corso di laurea di Scienze Umanistiche per la Comunicazione, dove tiene da molti anni un Laboratorio di italiano scritto. Ha pubblicato: *Guida pratica all’italiano scritto (senza diventare grammarnazi)* (2016), *Sociallinguistica. Italiano e italiani dei social network* (2017), *Tienilo acceso. Posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello* (con Bruno Mastroianni, 2018) e *Potere alle parole. Perché usarle meglio* (2019). **
### Sinossi
**Come scrivere bene, parlare meglio e non fare brutte figure**
Il modo in cui parliamo e scriviamo ci qualifica costantemente agli occhi degli altri: per molti versi noi siamo la lingua che usiamo e, in base a questa, verremo costantemente sottoposti al giudizio altrui. In mille occasioni, un errore di sintassi o di ortografia, la scelta di un tempo verbale sbagliato o perfino l’inutile irrigidimento su una regola, che magari ci ricordiamo in maniera imprecisa dai tempi della scuola, potranno contribuire non solo a farci fare brutta figura, ma portare in alcuni casi anche a ripercussioni gravi sia a livello personale sia a quello professionale. In questo libro viene presentata, documentata con numerosi esempi tratti dall’uso e spiegata una rassegna degli errori che, ancora oggi, provocano uno stigma sociale, ossia sono percepiti come indicatori di scarsa cultura; a questi è stata aggiunta una breve rassegna di presunti errori che invece meritano di essere sottoposti a un esame più approfondito: scopriremo che forse sono meno sbagliati di quanto immaginassimo.
**Semplice e di facile lettura, ricco di esempi e consigli per evitare gli errori più comuni
Qual è va senza apostrofo? Valigie o valige? Perchè o perché?
Apostrofi, accenti sbagliati, forestierismi e maiuscole
Tutti gli errori/orrori da evitare accuratamente**
**Vera Gheno**
sociolinguista specializzata in comunicazione digitale e traduttrice dall’ungherese, ha lavorato per vent’anni con l’Accademia della Crusca nella redazione della consulenza linguistica e gestendo l’account Twitter dell’istituzione. Attualmente collabora stabilmente con la casa editrice Zanichelli. Insegna all’Università di Firenze, al corso di laurea di Scienze Umanistiche per la Comunicazione, dove tiene da molti anni un Laboratorio di italiano scritto. Ha pubblicato: *Guida pratica all’italiano scritto (senza diventare grammarnazi)* (2016), *Sociallinguistica. Italiano e italiani dei social network* (2017), *Tienilo acceso. Posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello* (con Bruno Mastroianni, 2018) e *Potere alle parole. Perché usarle meglio* (2019).

**Come scrivere bene, parlare meglio e non fare brutte figure**
Il modo in cui parliamo e scriviamo ci qualifica costantemente agli occhi degli altri: per molti versi noi siamo la lingua che usiamo e, in base a questa, verremo costantemente sottoposti al giudizio altrui. In mille occasioni, un errore di sintassi o di ortografia, la scelta di un tempo verbale sbagliato o perfino l’inutile irrigidimento su una regola, che magari ci ricordiamo in maniera imprecisa dai tempi della scuola, potranno contribuire non solo a farci fare brutta figura, ma portare in alcuni casi anche a ripercussioni gravi sia a livello personale sia a quello professionale. In questo libro viene presentata, documentata con numerosi esempi tratti dall’uso e spiegata una rassegna degli errori che, ancora oggi, provocano uno stigma sociale, ossia sono percepiti come indicatori di scarsa cultura; a questi è stata aggiunta una breve rassegna di presunti errori che invece meritano di essere sottoposti a un esame più approfondito: scopriremo che forse sono meno sbagliati di quanto immaginassimo.
**Semplice e di facile lettura, ricco di esempi e consigli per evitare gli errori più comuni
Qual è va senza apostrofo? Valigie o valige? Perchè o perché?
Apostrofi, accenti sbagliati, forestierismi e maiuscole
Tutti gli errori/orrori da evitare accuratamente**
**Vera Gheno**
sociolinguista specializzata in comunicazione digitale e traduttrice dall’ungherese, ha lavorato per vent’anni con l’Accademia della Crusca nella redazione della consulenza linguistica e gestendo l’account Twitter dell’istituzione. Attualmente collabora stabilmente con la casa editrice Zanichelli. Insegna all’Università di Firenze, al corso di laurea di Scienze Umanistiche per la Comunicazione, dove tiene da molti anni un Laboratorio di italiano scritto. Ha pubblicato: *Guida pratica all’italiano scritto (senza diventare grammarnazi)* (2016), *Sociallinguistica. Italiano e italiani dei social network* (2017), *Tienilo acceso. Posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello* (con Bruno Mastroianni, 2018) e *Potere alle parole. Perché usarle meglio* (2019). **
### Sinossi
**Come scrivere bene, parlare meglio e non fare brutte figure**
Il modo in cui parliamo e scriviamo ci qualifica costantemente agli occhi degli altri: per molti versi noi siamo la lingua che usiamo e, in base a questa, verremo costantemente sottoposti al giudizio altrui. In mille occasioni, un errore di sintassi o di ortografia, la scelta di un tempo verbale sbagliato o perfino l’inutile irrigidimento su una regola, che magari ci ricordiamo in maniera imprecisa dai tempi della scuola, potranno contribuire non solo a farci fare brutta figura, ma portare in alcuni casi anche a ripercussioni gravi sia a livello personale sia a quello professionale. In questo libro viene presentata, documentata con numerosi esempi tratti dall’uso e spiegata una rassegna degli errori che, ancora oggi, provocano uno stigma sociale, ossia sono percepiti come indicatori di scarsa cultura; a questi è stata aggiunta una breve rassegna di presunti errori che invece meritano di essere sottoposti a un esame più approfondito: scopriremo che forse sono meno sbagliati di quanto immaginassimo.
**Semplice e di facile lettura, ricco di esempi e consigli per evitare gli errori più comuni
Qual è va senza apostrofo? Valigie o valige? Perchè o perché?
Apostrofi, accenti sbagliati, forestierismi e maiuscole
Tutti gli errori/orrori da evitare accuratamente**
**Vera Gheno**
sociolinguista specializzata in comunicazione digitale e traduttrice dall’ungherese, ha lavorato per vent’anni con l’Accademia della Crusca nella redazione della consulenza linguistica e gestendo l’account Twitter dell’istituzione. Attualmente collabora stabilmente con la casa editrice Zanichelli. Insegna all’Università di Firenze, al corso di laurea di Scienze Umanistiche per la Comunicazione, dove tiene da molti anni un Laboratorio di italiano scritto. Ha pubblicato: *Guida pratica all’italiano scritto (senza diventare grammarnazi)* (2016), *Sociallinguistica. Italiano e italiani dei social network* (2017), *Tienilo acceso. Posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello* (con Bruno Mastroianni, 2018) e *Potere alle parole. Perché usarle meglio* (2019).

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Povera Butterfly

San Francisco, 1942. L’America è da poco entrata in guerra contro il Giappone. Il Teatro dell’Opera di San Francisco, d’accordo con il famoso direttore d’orchestra Leopold Stokowski, ha deciso di riaprire i battenti e mettere in scena una nuova produzione della Madame Butterfly di Puccini. Ma i seguaci del reverendo Adam Souvaine, della Chiesa dei “Patrioti Illuminati”, che coltivano e fomentano sentimenti antinipponici, minacciano l’apertura del teatro con brutali messaggi, firmati Erik. E quando uno stuccatore cade da una impalcatura in circostanze poco chiare e muore, Stokowski chiede l’intervento di Toby Peters, che gli è stato raccomandato dall’attore Basii Rathbone. Un susseguirsi di incidenti avvalora l’ipotesi di “un fantasma dell’opera”: Lorna Bartholomew, assistente di Stokowski, viene aggredita alle spalle da un essere misterioso che poi svanisce nel nulla; lo stesso Peters per poco non viene colpito da una accetta volante e i “Patrioti Illuminati”passano all’attacco diretto… Ma Toby, si sa, non alza mai bandiera bianca. Un Kaminsky come al solito arguto e divertente e una ricostruzione d’epoca impeccabile.

San Francisco, 1942. L’America è da poco entrata in guerra contro il Giappone. Il Teatro dell’Opera di San Francisco, d’accordo con il famoso direttore d’orchestra Leopold Stokowski, ha deciso di riaprire i battenti e mettere in scena una nuova produzione della Madame Butterfly di Puccini. Ma i seguaci del reverendo Adam Souvaine, della Chiesa dei “Patrioti Illuminati”, che coltivano e fomentano sentimenti antinipponici, minacciano l’apertura del teatro con brutali messaggi, firmati Erik. E quando uno stuccatore cade da una impalcatura in circostanze poco chiare e muore, Stokowski chiede l’intervento di Toby Peters, che gli è stato raccomandato dall’attore Basii Rathbone. Un susseguirsi di incidenti avvalora l’ipotesi di “un fantasma dell’opera”: Lorna Bartholomew, assistente di Stokowski, viene aggredita alle spalle da un essere misterioso che poi svanisce nel nulla; lo stesso Peters per poco non viene colpito da una accetta volante e i “Patrioti Illuminati”passano all’attacco diretto… Ma Toby, si sa, non alza mai bandiera bianca. Un Kaminsky come al solito arguto e divertente e una ricostruzione d’epoca impeccabile.

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