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Love 4.5. Più Forte Dell’amore

**Bestseller mondiale La serie più amata dalle lettrici americane è diventata un successo anche in Italia!** Branna Murphy è una sopravvissuta, una moglie, un’amica, una sorella e presto sarà madre. Non ha tempo da perdere, specialmente per discutere di questioni sciocche come ad esempio quanti bambini avere.
Ryder Skater è un osso duro, un marito, un amico, un fratello e presto sarà padre. A differenza di sua moglie, ha tutto il tempo che vuole per fantasticare su quanti bambini avere… Ma quel tempo rischia di finire.
Una luna di miele a sorpresa nel profondo di una bellissima foresta, una fuga romantica lontano dal mondo, dovrebbe essere divertente, romantica e pacifica, ma la tempesta del secolo mette Branna e Ryder di fronte a un nuovo nemico che ha tutte le intenzioni di distruggerli: madre natura.
Branna è follemente innamorata di Ryder, e lotterà fino alla fine per tenere al sicuro la loro famiglia. **L.A. Casey** È nata a Dublino, dove risiede tuttora. Vive con la madre e il suo cane di nome Storm. Con la serie *LOVE* ha scalato le classifiche di «New York Times» e «USA Today». La Newton Compton ha già pubblicato *LOVE. Un nuovo destino,*   *LOVE. Un incredibile incontro* , *LOVE. Un pensiero infinito* e *LOVE. Fidati di me* , nonché, in e-book, le novelle *Anime gemelle* , *Amori perduti* e *Come cuori lontani*.

Libro blu e Libro marrone

I due testi di cui si compone questo volume sono tra le opere più rilevanti di Wittgenstein. Wittgenstein dettò il *Libro blu* ai suoi alunni a Cambridge, nel corso del 1933-1934, e ne fece ciclostilare delle copie. Dettò il *Libro marrone* ai suoi discepoli nel 1934-1935. Ne fece dattiloscrivere tre copie, che mostrò solo ad amici e discepoli. Se Wittgenstein avesse dato un nome a ciò che aveva dettato, lo avrebbe probabilmente chiamato *Osservazioni filosofiche.* Ma la prima parte aveva una copertina blu; la seconda, una copertina marrone; di qui i nomi di *Blue Book* e *Brown Book.* Questa edizione (che presenta, oltre al testo inglese dei quadreni, integrazioni e appunti della versione tedesca) consente di seguire l’attività di Wittgenstein docente e di avvicinarsi al suo pensiero in maniera più diretta. Delle *Ricerche filosofiche* questi due testi sono al contempo la premessa e l’abbozzo iniziale, e facilitano una più ricca percezione del “sistema” del secondo Wittgenstein.

Lettera D’Amore Alla Scozia

« *Uno scrittore meraviglioso, da leggere assolutamente.* »
**The Guardian**
« *Un indiscusso maestro del romanzo.* »
**Publishers Weekly**
Al numero 44 di Scotland Street ci sono grandi cambiamenti. Domenica è partita per lo stretto di Malacca con l’intento di condurre una ricerca antropologica sui pirati, e a occupare l’appartamento dell’ultimo piano è arrivata la sua amica Antonia. Bruce si è trasferito a Londra e Pat, la sua simpatica inquilina, ha dovuto cambiare casa. Dopo ben due anni sabbatici, ha finalmente cominciato a frequentare l’università, dove conosce l’ennesimo ragazzo sbagliato… E il povero Matthew? Sempre innamorato di lei. Chissà che stavolta non venga ricambiato. Ma per fortuna c’è anche chi non si è spostato di un centimetro. Angus Lordie e il suo cane Cyril frequentano ancora le strade e i bar della New Town edimburghese, ma sentono la mancanza di Domenica e non legano affatto con l’intellettuale Antonia. Il piccolo Bertie, sassofonista prodigioso che a sei anni parla correntemente l’italiano, continua a deliziare i vicini con le note di As Time Goes By, mentre la madre Irene è quasi giunta al termine di una seconda gravidanza che ne ha esasperato il carattere non facile. In compagnia di questi e di moltissimi altri esuberanti personaggi – un architetto australiano, una giovane suora, un gruppo di studenti francesi – Alexander McCall Smith ci invita a seguirlo ancora una volta alla scoperta di Edimburgo e dei suoi segreti.

Leni Riefenstahl: La regista di Hitler

Ballerina, celebrata attrice di film di montagna, regista rivoluzionaria, straordinaria fotografa, Leni Riefenstahl (1902-2003) commise il grave errore di mettersi al servizio del nazismo. Nel 1932, l’incontro con Adolf Hitler cambiò il suo destino. Tra lei e il Führer fu un colpo di fulmine. Nel 1934, accettò di dirigere il film del Congresso del Partito Nazista a Norimberga, “Il trionfo della volontà (Der Sleg des Glaubens)”, archetipo delle pellicole di propaganda, mentre due anni dopo firmò il film-documentario “Olympia” sui Giochi Olimpici di Berlino, che divenne un successo mondiale. Poi la fine della guerra e la caduta del Reich: Leni Riefenstahl sfuggì alla denazificazione, ma divenne oggetto di odio o, quantomeno, di sospetto. Tuttavia grandi registi quali Steven Spielberg e George Lucas hanno riconosciuto di averne subito l’influenza. Ma chi fu davvero «la regista del Führer»? Quanto fu consapevole degli orrori del nazismo? Quanto ne fu complice? E quale deve essere la relazione tra arte e politica, tra estetica e morale? Questa biografia ci restituisce la complessità di un’artista controversa, nella cui opera senso del bello e retorica del potere si combinano per dar vita a quel meccanismo perverso che è riuscito ad ammaliare una nazione e che ancora oggi esercita un fascino indecifrabile.

Lei non sa chi sono io

Per soldi, per snobismo, per scaramanzia, per marketing di se stessi, per non dispiacere qualcuno, per amore… Per moltissime ragioni, nel corso della storia, scrittori e poeti hanno cambiato i loro nomi scegliendo di firmarsi con gli pseudonimi con i quali sono poi passati alla storia.
Da Carlo Collodi (all’anagrafe Lorenzin) ad Alberto Moravia (nato Pincherle), da Joseph Conrad a Pablo Neruda, da Teofilo Folengo a Voltaire, da Umberto Saba a Pessoa a Romain Gary – nato Roman Kacew, morto dopo aver vinto un secondo premio Goncourt con un romanzo firmato Émile Ajar – fino all’immancabile Elena Ferrante, Mario Baudino ci trascina in un’avventurosa ricognizione delle cause e delle conseguenze umane e letterarie della scelta di uno pseudonimo. Senza dimenticare che anche noi, oggi, ci aggiriamo in un’insidiosa selva di nickname… **
### Sinossi
Per soldi, per snobismo, per scaramanzia, per marketing di se stessi, per non dispiacere qualcuno, per amore… Per moltissime ragioni, nel corso della storia, scrittori e poeti hanno cambiato i loro nomi scegliendo di firmarsi con gli pseudonimi con i quali sono poi passati alla storia.
Da Carlo Collodi (all’anagrafe Lorenzin) ad Alberto Moravia (nato Pincherle), da Joseph Conrad a Pablo Neruda, da Teofilo Folengo a Voltaire, da Umberto Saba a Pessoa a Romain Gary – nato Roman Kacew, morto dopo aver vinto un secondo premio Goncourt con un romanzo firmato Émile Ajar – fino all’immancabile Elena Ferrante, Mario Baudino ci trascina in un’avventurosa ricognizione delle cause e delle conseguenze umane e letterarie della scelta di uno pseudonimo. Senza dimenticare che anche noi, oggi, ci aggiriamo in un’insidiosa selva di nickname…

Leader Di Te Stesso

In un mondo che cambia sempre più velocemente e che ci chiede sempre di più, spesso siamo noi stessi a renderci le cose ancora più difficili, complicandole con pensieri limitanti e con l’incapacità di gestire le nostre emozioni, lasciandoci così sopraffare dallo stress, dalla paura e dalla frustrazione. Abbiamo tutte le possibilità per ottenere grandi risultati, ma non sappiamo come utilizzare al meglio il nostro incredibile potenziale. Questo libro ci insegna a farlo: con i suoi corsi di formazione Roberto Re ha conquistato decine di migliaia di persone comuni, ha formato i manager delle aziende più importanti d’Italia e migliorato le performance di atleti e squadre sportive.

Le Vendicatrici: Ksenia

Fare arrabbiare una donna è pericoloso.
Farne arrabbiare quattro è da pazzi.
Sullo sfondo dell’Italia di oggi, corrotta e criminale, quattro donne molto diverse tra loro decidono di ribellarsi al destino imposto da uomini sbagliati.
Per riscattare le loro vite dovranno diventare *Le Vendicatrici*.
Ksenia è venuta da molto lontano per inseguire il sogno del principe azzurro ed è sprofondata nell’incubo della «tratta delle spose». Ha solo un modo per liberarsi da quell’inganno e tornare a vivere: sfidare i suoi persecutori. Un’impresa impossibile, se sei sola, ma non se ad aiutarti intervengono Luz la colombiana, Eva la profumiera e la misteriosa, feroce Sara. L’amicizia le rende più forti. L’amore le rende spietate.

Le ultime parole di Falcone e Borsellino

La realtà che abbiamo vissuto e sofferto con Giovanni e Paolo racconta che, diversamente da quanto si ripete nelle cerimonie ufficiali, il male di mafia non è affatto solo fuori di noi, è anche ‘tra noi’. Racconta che gli assassini e i loro complici non hanno solo i volti truci e crudeli di coloro che sulla scena dei delitti si sono sporcati le mani di sangue, ma anche i volti di tanti, di troppi sepolcri imbiancati. Un popolo di colletti bianchi che hanno frequentato le nostre stesse scuole e che affollano i migliori salotti: presidenti del Consiglio, ministri, parlamentari nazionali e regionali, presidenti della Regione siciliana, vertici dei servizi segreti e della polizia, alti magistrati, avvocati di grido dalle parcelle d’oro, personaggi apicali dell’economia e della finanza e molti altri. Tutte responsabilità penali certificate da sentenze definitive, costate lacrime e sangue, e tuttavia rimosse da una retorica pubblica e da un sistema dei media che, tranne poche eccezioni, illuminano a viva luce solo la faccia del pianeta mafioso abitata dalla mafia popolare, quella del racket e degli stupefacenti, elevando una parte a simbolo del tutto. (Dalla prefazione di Roberto Scarpinato) In questo libro gli interventi, le interviste, le parole di Giovanni Falcone (1939-1992) e Paolo Borsellino (1940-1992), due servitori dello Stato, a vent’anni dalla loro morte. Un omaggio doveroso e un necessario ritorno alle fonti, a ciò che veramente hanno detto e scritto, ora che stanno venendo alla luce quelle verità per le quali entrambi hanno sacrificato la vita. **
### Sinossi
La realtà che abbiamo vissuto e sofferto con Giovanni e Paolo racconta che, diversamente da quanto si ripete nelle cerimonie ufficiali, il male di mafia non è affatto solo fuori di noi, è anche ‘tra noi’. Racconta che gli assassini e i loro complici non hanno solo i volti truci e crudeli di coloro che sulla scena dei delitti si sono sporcati le mani di sangue, ma anche i volti di tanti, di troppi sepolcri imbiancati. Un popolo di colletti bianchi che hanno frequentato le nostre stesse scuole e che affollano i migliori salotti: presidenti del Consiglio, ministri, parlamentari nazionali e regionali, presidenti della Regione siciliana, vertici dei servizi segreti e della polizia, alti magistrati, avvocati di grido dalle parcelle d’oro, personaggi apicali dell’economia e della finanza e molti altri. Tutte responsabilità penali certificate da sentenze definitive, costate lacrime e sangue, e tuttavia rimosse da una retorica pubblica e da un sistema dei media che, tranne poche eccezioni, illuminano a viva luce solo la faccia del pianeta mafioso abitata dalla mafia popolare, quella del racket e degli stupefacenti, elevando una parte a simbolo del tutto. (Dalla prefazione di Roberto Scarpinato) In questo libro gli interventi, le interviste, le parole di Giovanni Falcone (1939-1992) e Paolo Borsellino (1940-1992), due servitori dello Stato, a vent’anni dalla loro morte. Un omaggio doveroso e un necessario ritorno alle fonti, a ciò che veramente hanno detto e scritto, ora che stanno venendo alla luce quelle verità per le quali entrambi hanno sacrificato la vita.

Le tre notti dell’abbondanza

Fosco è un paese arroccato su uno scoglio a picco sul mare. Per arrivare alla spiaggia, bisogna avventurarsi lungo una scala di legno e pietra che nessuno si è mai preso la briga di aggiustare. Perché il mare è maledetto e gli abitanti non lo possono avvicinare. La Calabria di Fosco è una terra aspra dove il tempo scorre lento, dove tutti corrispondono ai propri ruoli e ai propri cognomi e, fin dalla nascita, hanno il loro posto nel mondo. Le regole, dettate dalla malavita locale, sono legge per coloro che lì nascono. Per tutti, ma non per Irene.Irene ha quindici anni e un quaderno arancione sul quale disegna il quotidiano, così come se lo immagina. La notte, sui tetti di Fosco, si incontra con Rocco, il figlio di uno sparato, in uno spazio di complicità e tenerezza che permette di fantasticare un altro mondo possibile. Durante l’annuale pellegrinaggio alla Madonna delicata, Irene e Rocco ascoltano una conversazione tra masculi che cambia per sempre il corso delle loro vite. Le successive tre notti dell’abbondanza segnano un prima e un poi senza ritorno. E se è vero che le donne di Fosco nutrono il sistema e spingono i figli a vendicare, c’è chi prova a cambiare, nella convinzione che la vita si accetta ma non si subisce. Irene farà la sua scelta. La vita, per lei, è una pennellata di colore su un muro bianco.

Le scelte che non hai fatto

In questo libro non troverete grandi discorsi filosofici sulle scelte della vita, ma troverete molte storie, e uno sguardo che le attraversa, e vera scrittura. E molte apparenti digressioni, ad esempio su un piccolo Museo degli Amori Finiti, o su un documentario inglese che ha seguito nel tempo la vita di 14 bambini: perché la digressione è il mezzo di chi sa che stando ai bordi si vede il centro. Il tono di questo libro è quello del chiacchiericcio tra amiche: ma un chiacchiericcio alto, mosso, da cui emergono a poco a poco – con naturalezza – verità fulminanti. Tutto parte da un assunto: quando facciamo una scelta – che si tratti di amore, lavoro, casa, figli – il più delle volte non è il 100% di noi a decidere: spesso, anzi, è un risicatissimo 51%. Una parte non piccola di noi continua a essere innamorata del’uomo che stiamo lasciando, dell’appartamento da cui stiamo traslocando, del mondo che stiamo abbandonando. Ciò a cui rinunciamo non scompare come avviene in certi film, dove il protagonista si sposa, divorzia, emigra, butta all’aria la carriera, diventa un ladro o un assassino – lasciandosi irrimediabilmente il passato alle spalle. Nella vita, le scelte che non abbiamo fatto continuano a esistere accanto a noi. Pulsano debolmente, come potenzialità inespresse. E non occorre arrivare a provare rimpianto per volere un po’ di bene a quelle vite scartate per un soffio. Sono lì, a portata di mano, e può capitare persino di andare a cercarle – come succede appunto in questo libro – nelle facce e nelle storie delle persone che hanno scelto di fare proprio le cose a cui noi abbiamo rinunciato. Per scoprire qualcosa a cui forse non eravamo del tutto preparati, perché il gioco degli specchi, si sa, non è mai scontato. «Io cercavo pezzi della mia storia, ho incontrato altre storie. E mi sono piaciute».
«Chi non ricorda Gwyneth Paltrow in *Sliding doors*? A volte basta storcersi una caviglia, perdere un treno, salire su un vagone piuttosto che su un altro, e tutto cambia. Le scelte di cui parlo, però, non hanno nulla a che fare con questo, sono più subdole e arbitrarie. Decidere se avere prima o poi un figlio, scegliere tra due amori, uno felice e uno (forse) un po’ piú felice, tra una città e un’altra, fra una casa piú piccola in centro e una piú grande in periferia. Le vite che abbiamo scartato per un soffio continuano accanto a noi. Camminano su strade parallele alla nostra, appena qualche metro più indietro. Su altre gambe». **
### Sinossi
In questo libro non troverete grandi discorsi filosofici sulle scelte della vita, ma troverete molte storie, e uno sguardo che le attraversa, e vera scrittura. E molte apparenti digressioni, ad esempio su un piccolo Museo degli Amori Finiti, o su un documentario inglese che ha seguito nel tempo la vita di 14 bambini: perché la digressione è il mezzo di chi sa che stando ai bordi si vede il centro. Il tono di questo libro è quello del chiacchiericcio tra amiche: ma un chiacchiericcio alto, mosso, da cui emergono a poco a poco – con naturalezza – verità fulminanti. Tutto parte da un assunto: quando facciamo una scelta – che si tratti di amore, lavoro, casa, figli – il più delle volte non è il 100% di noi a decidere: spesso, anzi, è un risicatissimo 51%. Una parte non piccola di noi continua a essere innamorata del’uomo che stiamo lasciando, dell’appartamento da cui stiamo traslocando, del mondo che stiamo abbandonando. Ciò a cui rinunciamo non scompare come avviene in certi film, dove il protagonista si sposa, divorzia, emigra, butta all’aria la carriera, diventa un ladro o un assassino – lasciandosi irrimediabilmente il passato alle spalle. Nella vita, le scelte che non abbiamo fatto continuano a esistere accanto a noi. Pulsano debolmente, come potenzialità inespresse. E non occorre arrivare a provare rimpianto per volere un po’ di bene a quelle vite scartate per un soffio. Sono lì, a portata di mano, e può capitare persino di andare a cercarle – come succede appunto in questo libro – nelle facce e nelle storie delle persone che hanno scelto di fare proprio le cose a cui noi abbiamo rinunciato. Per scoprire qualcosa a cui forse non eravamo del tutto preparati, perché il gioco degli specchi, si sa, non è mai scontato. «Io cercavo pezzi della mia storia, ho incontrato altre storie. E mi sono piaciute».
«Chi non ricorda Gwyneth Paltrow in *Sliding doors*? A volte basta storcersi una caviglia, perdere un treno, salire su un vagone piuttosto che su un altro, e tutto cambia. Le scelte di cui parlo, però, non hanno nulla a che fare con questo, sono più subdole e arbitrarie. Decidere se avere prima o poi un figlio, scegliere tra due amori, uno felice e uno (forse) un po’ piú felice, tra una città e un’altra, fra una casa piú piccola in centro e una piú grande in periferia. Le vite che abbiamo scartato per un soffio continuano accanto a noi. Camminano su strade parallele alla nostra, appena qualche metro più indietro. Su altre gambe».

Le Relazioni Pericolose

Introduzione di Alberto Beretta Anguissola
A cura di Lucio Chiavarelli
Edizione integrale Le relazioni pericolose rimane per la critica e per i lettori una pietra miliare di qualsiasi narrativa e un capolavoro indiscutibile del romanzo epistolare. Considerata la molteplicità dei temi, degli intrecci e dei riferimenti letterari, può essere soggetto a varie interpretazioni: c’è chi ne esalta l’ironia sostanziale e chi vi intravede invece un sentore di morte e di autodistruzione, chi arriva a vederci un’anticipazione dello Sturm und Drang e chi individua parentele con i fratelli minori di Sade. Resta comunque il fascino che continua, con il passare del tempo, a esercitare. Dal libro è stato tratto un film di grande successo, diretto da Stephen Frears e interpretato da Glenn Close, John Malkovich e Michelle Pfeiffer. Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos nacque ad Amiens nel 1741, da una nobile famiglia. Iniziò giovanissimo la carriera militare. Nel 1782 pubblicò Le relazioni pericolose: l’opera suscitò immediatamente un enorme scalpore, venne definita dalla critica scandalosa e immorale – tanto che il suo autore fu punito dall’autorità militare – ma le ristampe si susseguirono a un ritmo incredibile. Nel 1788 iniziò a occuparsi di politica. Morì a Taranto nel 1803.

Le regole del gioco

**Bestseller del New York Times e di USA Today Dall’autrice di *Io ti appartengo* *The Indebted Series* ** L’amore cerca di trionfare, ma l’oscurità continua a regnare sovrana…
Sono innamorato di lei, ma potrebbe non essere sufficiente per impedirle di essere l’ultima vittima dell’Eredità del Debito. Ora so chi sono. so cosa devo fare. Staremo insieme. Spero solo che sia sulla terra e non in cielo.
Si tratta di questo. L’amore o la vita. I debiti o la morte. Chi vincerà? **Pepper Winters** È un’autrice bestseller del «New York Times» e di «USA Today». Ama leggere e viaggiare e i suoi libri sono ormai tradotti in numerose lingue. La Newton Compton ha pubblicato *Io ti appartengo* , *Io ti pretendo* e *Nessuna scelta*.

Le persone ferite sanno ancora volare: Un nuovo metodo per curare le nostre emozioni

Commenti pungenti, ringraziamenti mancati, scarsa considerazione, aspri litigi possono colpirci profondamente quanto un licenziamento inaspettato, una separazione, nei casi estremi, un lutto o un evento tragico. L’intensità del dolore non corrisponde sempre alla gravità reale di ciò che ci colpisce, ma da come reagiamo. E, spesso, anche se esternamente continuiamo a “funzionare”, dentro di noi soffriamo. Se ignoriamo le piccole e grandi sofferenze che la vita ci pone di fronte, esse permangono, di frequente a livello inconscio, continuando ad attivare le dinamiche che alimentano altra sofferenza. Rolf Sellin, esperto di ipersensibilità e autore di bestseller, in questo nuovo libro entra con originalità e pragmatismo nelle pieghe delle ferite emotive, insegna come farci coraggio, come scoprire esattamente la parte di noi che è stata colpita e comprendere come guarirla. Il metodo proposto da Sellin, con nuove e utilissime tecniche di autoaiuto, curerà la nostra sofferenza insegnandoci a sfruttarla come strumento di crescita personale. Le risposte a mille domande: Far finta di niente e dimenticare? Mostrare il dolore? Parlare è sempre utile? Cosa è rimasto intatto? Come guardare in faccia il dolore? Perdonare?

Le parole per dirlo

**Marie Cardinal è ormai il simbolo di una certa scrittura, di un modo intimo, caldo e vero di affrontare il problema femminile dalla parte del linguaggio.**
Incubi, angosce, paura della morte e della vita. È un male che paralizza, inibisce, confonde, fa perdere coscienza di sé, annulla il senso delle proprie azioni. La famiglia, i ruoli, la condizione di donna, la società, la morale. E a monte un’infanzia tradita, presupposti sbagliati, pregiudizi, ossessioni arcaiche… È la storia tutta al femminile di un’analisi, di un graduale ricupero di sé, di una nuova nascita nella consapevolezza. Una storia che, tradotta nella pagina, ha sconvolto, commosso, convinto.

Le pagine strappate

Sul romanzo “Le pagine strappate”, sulla vicenda di un padre e delle sue tre figlie, Silvia, Caterina e Federica, sullo strappo che immerge Federica in un cupo dolente mutismo, aveva espresso nel 1991 una valutazione insuperata Natalia Ginzburg: “A Roma, in una casa dei quartieri alti, una ragazza s’ammala d’una crisi depressiva. Il bel volto dalle labbra sigillate, il corpo ancora quasi adolescente abbandonato inerte nella penombra, appaiono ai famigliari come un rimprovero, muto, severo, che non sanno spiegarsi. Affiorano allora in superficie, tra i famigliari, conflitti sopiti, gelosie infantili, rimorsi, sentimenti repressi. Da questo interno a più voci, si alza e prende forma il racconto, che essenzialmente è la storia di un rapporto tra padre e figlia: un rapporto ansioso, doloroso, fatto di ruvide carezze, di confessioni subito interrotte, di reciproca pietà.Un diario con pagine strappate, un cerchietto d’argento alla caviglia, una fotografia sfocata, sono i pochi indizi di cui l’uomo dispone per ricostruire una vicenda che vede sepolta nel buio. E dai quei pochi indizi si delinea ai suoi occhi un mondo a lui sconosciuto: un mondo di emarginati, di esuli, di senza patria, un mondo randagio e brulicante, dove l’innocenza, la violenza e la corruzione si confondono e subiscono lo stesso cupo destino”

Le nuvole di Picasso: Una bambina nella storia del manicomio liberato

“Il gruppo di medici voleva ridare dignità al malato attraverso la graduale conquista della libertà”
I bambini, solo conoscendo il senso delle cose, riescono a spiegarsele. E per capire chiedono, instancabili, sempre. Quando si regge lo stillicidio dei loro perché e ci si sforza di dargli le risposte che meritano, si arriva sempre al cuore delle questioni. La voglia di raccontare la storia già molto conosciuta, ma non ancora da tanti digerita, di Franco Basaglia, del manicomio liberato e del suo superamento, nasce proprio dalle domande dei più piccoli e dal tentativo di provare a ripercorrere fatti già noti con gli occhi e il cuore di una di loro, per darne una lettura inedita, unica e spudorata, quella cioè di chi non ha ancora sovrastrutture imposte da regole sociali. In questo lavoro hanno preso forma le parole per cercare di rispondere a quei tanti perché e per raccontare scampoli di vita della bambina che è stata dentro a quella rivoluzione. Bambina che nel frattempo è cresciuta e che spontaneamente ha fatto di quella esperienza la base per costruire la sua professione. 
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### Sinossi
“Il gruppo di medici voleva ridare dignità al malato attraverso la graduale conquista della libertà”
I bambini, solo conoscendo il senso delle cose, riescono a spiegarsele. E per capire chiedono, instancabili, sempre. Quando si regge lo stillicidio dei loro perché e ci si sforza di dargli le risposte che meritano, si arriva sempre al cuore delle questioni. La voglia di raccontare la storia già molto conosciuta, ma non ancora da tanti digerita, di Franco Basaglia, del manicomio liberato e del suo superamento, nasce proprio dalle domande dei più piccoli e dal tentativo di provare a ripercorrere fatti già noti con gli occhi e il cuore di una di loro, per darne una lettura inedita, unica e spudorata, quella cioè di chi non ha ancora sovrastrutture imposte da regole sociali. In questo lavoro hanno preso forma le parole per cercare di rispondere a quei tanti perché e per raccontare scampoli di vita della bambina che è stata dentro a quella rivoluzione. Bambina che nel frattempo è cresciuta e che spontaneamente ha fatto di quella esperienza la base per costruire la sua professione.