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Io e te sempre più distanti

Diana: «Ero davvero emozionata. Quella sera io e la mia band avremmo suonato in un delizioso teatro di Firenze, per un pubblico di fan affezionati che si erano messi d’impegno per acchiappare i soli tremila biglietti disponibili per un evento esclusivo come quello.
Se da un lato il pensiero era dedicato a loro e alla necessità di dare il massimo per rendere speciale la serata, dall’altro pensavo solo all’incontro con Joey, il mio ragazzo, che non vedevo da diverso tempo, dopo una serie di contrasti e feroci discussioni che avevano messo a dura prova il nostro rapporto.»
Joey: «A partire dal mese di marzo, la mia vita era stata un susseguirsi di eventi ad alto tasso di adrenalina, che mi avevano destabilizzato parecchio e fatto cambiare tanto, come persona. Tutto era cominciato con una stupida ubriacatura presa in un albergo romano, a seguito della quale finii a letto con la mia ex. Sarebbe rimasto tutto tra noi, se solo la stronza non avesse sbandierato alla stampa la nostra notte di passione, col preciso intento di farlo sapere a Diana. Io, ovviamente, smentii tutto, approfittando di una conferenza stampa indetta dalla mia squadra di calcio. Ma la stronza, per smentire la mia smentita, pubblicò su YouTube il video delle nostre performance di quella notte, che aveva avuto la previdenza di riprendere con una webcam, senza che io me ne accorgessi.»
I contrasti tra Diana e Joey sembrano non avere fine.
Lei è seriamente intenzionata a rimettersi in gioco, a confrontarsi con lui e a provare a risolvere i loro problemi. Lui è cambiato drasticamente e sembra avere le idee parecchio confuse su ciò che vuole veramente. Di una sola cosa è certo: arrivato a questo punto della sua vita, non può più permettersi di sbagliare in amore.
Una terribile scoperta metterà di nuovo a rischio la storia d’amore tra i due ragazzi, che farà sempre più fatica a trovare il giusto assetto.
Riusciranno i due protagonisti a trovare un punto di incontro in una relazione che, ancora una volta, sembra compromessa per sempre?

Intervista sul fascismo

Un’intervista che ha ormai il valore di un classico. L’unico testo breve in cui Renzo De Felice ha espresso in modo sintetico e divulgativo le sue idee sul fascismo, frutto delle ricerche e degli studi che lo hanno reso noto in tutto il mondo.

Indovinelli Logici e Matematici: Enigmi, Quesiti Logici, Rompicapi

150+ Enigmi logici e indovinelli matematici divertenti per allenare la mente!
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Questo libro contiene:
➤100% di materiale appropriato per bambini
➤Divertimento assicurato anche per gli adulti
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### Sinossi
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Incroci

A volte sembra che Tullio Pericoli scriva con la stessa matita che usa per disegnare – magari quel mozzicone minuscolo che tiene sempre pronto in tasca per ogni evenienza. Ma la matita di Pericoli è anche il suo contrario, una gomma che serve per cancellare tutto quanto appare superfluo. Lo dimostra questo libro, dove Pericoli schizza a memoria ventidue profili di persone che ha incontrato, e che hanno segnato altrettanti punti di svolta. Può trattarsi di amici di una vita, come Umberto Eco, di bizzarri mecenati come Livio Garzanti, o anche di personaggi illustri abbordati in un attimo di incoscienza – come Eugenio Montale, incrociato per caso nell’androne del «Corriere», poi accompagnato a casa in 500, in un silenzio surreale che trasforma l’incontro in una micropièce dell’assurdo. In quasi tutti questi racconti lunari e sorridenti, intervallati da ritratti che disegnano una sorta di libro parallelo, ci sono pause improvvise, o reticenze che a volte spiazzano: ma sono solo un piccolo trucco, un piccolo effetto speciale di Pericoli per farci sentire meglio il suono – inconfondibile – della sua matita al lavoro. **
### Sinossi
A volte sembra che Tullio Pericoli scriva con la stessa matita che usa per disegnare – magari quel mozzicone minuscolo che tiene sempre pronto in tasca per ogni evenienza. Ma la matita di Pericoli è anche il suo contrario, una gomma che serve per cancellare tutto quanto appare superfluo. Lo dimostra questo libro, dove Pericoli schizza a memoria ventidue profili di persone che ha incontrato, e che hanno segnato altrettanti punti di svolta. Può trattarsi di amici di una vita, come Umberto Eco, di bizzarri mecenati come Livio Garzanti, o anche di personaggi illustri abbordati in un attimo di incoscienza – come Eugenio Montale, incrociato per caso nell’androne del «Corriere», poi accompagnato a casa in 500, in un silenzio surreale che trasforma l’incontro in una micropièce dell’assurdo. In quasi tutti questi racconti lunari e sorridenti, intervallati da ritratti che disegnano una sorta di libro parallelo, ci sono pause improvvise, o reticenze che a volte spiazzano: ma sono solo un piccolo trucco, un piccolo effetto speciale di Pericoli per farci sentire meglio il suono – inconfondibile – della sua matita al lavoro.

Imperfezione

Noi siamo il risultato di una serie di imperfezioni che hanno avuto successo. Il nostro cervello e il nostro genoma, due tra i sistemi più complessi che la natura abbia prodotto, sono pieni di imperfezioni. Sono le strutture imperfette a farci capire in che modo funziona l’evoluzione: non come un ingegnere che ottimizza sistematicamente le proprie invenzioni, ma come un artigiano che fa quel che può con il materiale a disposizione, trasformandolo con fantasia, arrangiandosi e rimaneggiando. Anche la storia naturale che ci ha condotto fin qui è un catalogo di imperfezioni che hanno funzionato, a partire da quella infinitesima deviazione nel vuoto quantistico primordiale da cui è nato l’universo. Il filosofo della scienza ed evoluzionista Telmo Pievani, tra i più affermati scrittori di scienza italiani, ritorna con un saggio sorprendente in cui Lucrezio e la scienza del XXI secolo vanno a braccetto. Ripercorrere la storia dell’imperfezione è importante perché oggi una potentissima specie imperfetta domina il pianeta: dunque, comprereste un’auto usata da Homo sapiens?

Imperfetti sconosciuti

**Preparatevi a sognare
Autrice del bestseller *Buonanotte amore mio* **
Sabina Valli ha trent’anni, fa due lavori per pagare il mutuo e coltiva una grande passione: la scrittura. I libri che pubblica sono il suo orgoglio. Mette se stessa nelle storie che scrive, perché sa bene quanto le parole abbiano il potere di far emozionare. Un giorno, alla ricerca di informazioni per il suo romanzo, scrive un post sui social in un gruppo di appassionati di moto. L’unico a risponderle è un certo Jacopo, che la contatta sulla chat privata e si dimostra disponibile ad aiutarla. Con il tempo i messaggi tra i due diventano sempre più assidui, costellati di battibecchi, battute al vetriolo, ma anche di piccole confidenze e consigli. Ma chi è davvero Jacopo? E perché si è lasciato coinvolgere così da una conversazione virtuale cominciata per caso? La curiosità per un possibile incontro è forte, ma Sabina sa bene che non basta qualche battuta dietro a uno schermo a rendere un rapporto sincero. E allora, come è possibile che quando legge quei messaggi le batta così forte il cuore?
**Un’autrice ai primi posti delle classifiche italiane**
**Hanno scritto dei suoi libri:**
«Un’altra storia di successo nata dal selfpublishing.»
**Il Corriere della Sera**
«Una storia davvero molto bella ed emozionante, che mi è entrata subito nel cuore.»
«Daniela Volonté, un nome, una garanzia!»
**Daniela Volonté**
è nata a Como, ha una laurea in Economia e Commercio e una in Scienze della Comunicazione, e tra l’una e l’altra ha lavorato come impiegata. Scrive per passione, ma lo fa a tempo pieno, perché vi dedica ogni minuto libero della giornata. Con la Newton Compton ha pubblicato *Buonanotte amore mio* , diventato subito un bestseller ai primi posti delle classifiche, *L’amore è uno sbaglio straordinario* , *Non chiamarmi di lunedì* , *La meraviglia di essere simili* , *Non basta dirmi ti amo* , *Sei l’aria che respiro* e *La dolcezza può far male*.

Il Vaticano Secondo Francesco

Papa Francesco è un uomo del Nuovo Mondo. Viene dall’Argentina, che è Estremo Occidente, ed è un «prete urbano»: il primo pontefice figlio di una megalopoli, Buenos Aires, che con i suoi circa 15 milioni di abitanti ha vissuto in anticipo i problemi con i quali sono chiamati oggi a fare i conti la Chiesa cattolica e il mondo globalizzato. Cardinali del Nuovo Mondo sono stati i suoi grandi elettori in Conclave. E da portavoce del Nuovo Mondo è il suo approccio alla Roma curiale. Ma la novità di questo papa rivoluzionario non sta soltanto nel fatto che è argentino, gesuita e «globale». L’elemento spiazzante è che si tratta di un autentico «straniero» per la mentalità della Curia romana, eletto dopo il trauma della rinuncia di Benedetto XVI. Il compito affidatogli è di smantellare la corte pontificia e una nomenklatura ecclesiastica spesso troppo autoreferenziale. Il suo viaggio da Buenos Aires a Casa Santa Marta, l’ex lazzaretto all’interno del Vaticano dove ha deciso di abitare, segna un epocale cambio di mentalità. Il Vaticano secondo Francesco delinea i contorni di una sfida aperta e difficile. Per analizzarne le origini e i possibili approdi Massimo Franco è andato in Argentina e ha incontrato gli uomini più vicini a Jorge Mario Bergoglio. E racconta come è avvenuta l’esportazione di una visione radicalmente nuova del cattolicesimo nel cuore della Roma papale; e come il modello sudamericano, fino a ieri la «periferia», da eccentrico sia diventato centrale. Quello in atto, infatti, è anche un rivolgimento geopolitico. Da terra di missione, l’America Latina si è trasformata in continente missionario, chiamato a far risorgere la religiosità in un’Europa laicizzata e nella capitale di un papato a rischio di default etico. Grazie al papa argentino, garante del «commissariamento» a fin di bene del Vaticano, la Chiesa si è trasformata in pochi mesi da «imputato globale» per gli scandali della pedofilia e le vicende opache delle sue istituzioni finanziarie, in autorità morale di nuovo ascoltata e influente. La grande novità di Francesco è – in primo luogo – questa. Non offre la soluzione a problemi tuttora dolorosamente aperti, ma rappresenta la sfida forte, coraggiosa, difficile, e osteggiata più di quanto non appaia all’esterno, di una Chiesa che reagisce e combatte l’idea del declino, e che sa di poterla vincere solo se la vince a Roma.

Il tranello dell’amore

Questa è la storia di Cristian, un ragazzo tanto semplice quanto sensibile, un ragazzo che ha donato amore, tempo e tutto ciò che gli fosse possibile donare. Un essere umano pieno di valori e di qualità, sempre pronto a prodigarsi verso il prossimo, soprattutto per le persone che ama. Ad un certo punto della sua vita, Cristian ha dovuto affrontare una delusione, probabilmente una delle più grandi che una persona possa trovarsi a dover superare: la rottura di una relazione. Egli si ritroverà disorientato, perso, e dovrà cercare la sua stabilità. Inizialmente poco fiducioso e per niente propenso a voler cambiare la sua vita, Cristian rifiuterà qualsiasi cosa gli ricordi la sua passata relazione; non crederà più in nulla, nemmeno nella tanto attesa “notte di San Lorenzo”. Ad aiutarlo a riprendersi ci penserà Sophie, la sua bella cugina tedesca, una ragazza allegra e spensierata all’apparenza, ma anch’essa con degli scheletri nell’armadio. Entrambi i cugini si renderanno conto di quanto le loro vite viaggino in parallelo, tanto da spingere Cristian a partire per la Germania. Questo viaggio gli darà l’occasione di riprendere in mano la sua vita, durante il quale dovrà fare i conti con Thomas, il terribile passato di Sophie. A causa di quest’ultimo, la bella tedesca si troverà vittima di un incidente, proprio all’approssimarsi della partenza di Cristian per l’Italia. Terminata la degenza di Sophie e tornato Cristian in Italia, la vita di entrambi sarà profondamente cambiata.

Il Tempo È Una Vertigine

*Ci sono storie mai nate che durano per sempre* Da quando Davide ha pubblicato il suo romanzo d’esordio, le parole sono scomparse. A venticinque anni, la sua vita è diventata una pagina bianca sopra cui non riesce a scrivere più nulla che per lui abbia senso. Ora però il suo editore pretende un secondo libro e non ha intenzione di aspettare a lungo. Per questo Davide decide di lasciarsi tutto alle spalle, e partire. Destinazione: New York. Dall’altra parte dell’Oceano, lo attendono la calda accoglienza degli zii, Manuel, l’amico di una vita, e le emozioni che solo una città del genere può regalare. Eppure, nonostante tutto attorno a lui sia cambiato, Davide continua a non trovare le parole della sua storia: quella personale e quella che dovrebbe raccontare. Fino a quando, un pomeriggio d’autunno, incontra Nicole. Lei: il suo accento francese, la sua risata seria, gli occhi verdi e grandi. Tra i due si crea una sintonia inattesa. Sembra tutto perfetto, non fosse che quelli sono gli ultimi tre giorni di Nicole a New York. Comincia così una corsa contro il tempo, durante la quale entrambi inizieranno a guardare il mondo – e se stessi – con occhi nuovi. Istante dopo istante, tutto correrà veloce verso la notte che precede la partenza di Nicole. La notte in cui Davide, forse, troverà la storia che stava cercando. Dalla penna di un poeta urbano che vanta già un grande seguito su Instagram – e in continua crescita – un romanzo che mescola prosa e poesia in una sorprendente commistione di sguardi, immagini e riflessioni sulla vita e sull’amore.

Il Tempo Arcano: LCdC III

(3) Terzo libro della trilogia Le Cronache della Congrega | Il Tempo Arcano.
Il segreto è finalmente allo scoperto e Francis se ne è andato, lasciando indietro i suoi compagni di Congrega a fare i conti con la verità di quanto è accaduto nel 1964. Francis è sparito, lasciando indietro solo le sue bugie come ricordo.
Ma era davvero quello l’ultimo segreto che teneva separati i membri della Congrega del 1661?
Molte questioni sono ancora aperte, senza risposta, alcune sono ancora nascoste, pronte a far esplodere altre bombe di verità sul quel campo di guerra che sono le loro anime. La minaccia di Vassago, poi, è ancora dietro l’angolo. Cosa si inventerà questa volta? Giocherà la sua ultima mano, stanco di essere in una partita aperta da secoli? E chi saranno i vincitori dello scontro finale? Tutti, alcuni o nessuno? **
### Sinossi
(3) Terzo libro della trilogia Le Cronache della Congrega | Il Tempo Arcano.
Il segreto è finalmente allo scoperto e Francis se ne è andato, lasciando indietro i suoi compagni di Congrega a fare i conti con la verità di quanto è accaduto nel 1964. Francis è sparito, lasciando indietro solo le sue bugie come ricordo.
Ma era davvero quello l’ultimo segreto che teneva separati i membri della Congrega del 1661?
Molte questioni sono ancora aperte, senza risposta, alcune sono ancora nascoste, pronte a far esplodere altre bombe di verità sul quel campo di guerra che sono le loro anime. La minaccia di Vassago, poi, è ancora dietro l’angolo. Cosa si inventerà questa volta? Giocherà la sua ultima mano, stanco di essere in una partita aperta da secoli? E chi saranno i vincitori dello scontro finale? Tutti, alcuni o nessuno?

Il Sospettato

Quando, in una notte di pioggia scrosciante, Pierre Chave attraversa illegalmente la frontiera tra il Belgio e la Francia (dov’è ricercato per diserzione), non ignora che la sua sarà una corsa contro il tempo: per evitare che una bomba scoppi in una fabbrica di aerei nella periferia di Parigi, facendo decine di vittime innocenti, deve a ogni costo riuscire a trovare Robert, il «ragazzino» fragile, infelice e bisognoso di affetto – Robert che, dopo averlo venerato come un maestro, si è sottratto alla sua influenza lasciandosi indurre a compiere un attentato. Lo scopo di Chave non è soltanto salvare gli operai della fabbrica, ma impedire che Robert si macchi di una colpa orrenda. Perché, pur credendo fervidamente nell’ideale anarchico, aborre la violenza, ed è persuaso che il terrorismo come metodo di lotta politica sia una strada senza uscita. L’uomo è consapevole che la sua è una missione quasi disperata: su di lui pesano infatti i sospetti della polizia, e insieme quelli dei suoi stessi compagni, convinti di essere stati traditi. Un romanzo “à bout de souffle”, uno dei pochi di Simenon, ha scritto André Gide, in cui il protagonista agisce dall’inizio alla fine «spinto da una volontà ferrea». **

Il signore del piacere

L’insignificante ‘brava ragazza’ Camellia Grenville apre bocca solo quando è costretta a cantare alle serate musicali organizzate dalla sua famiglia. Almeno fino a quando non si intrufola nel ballo in maschera più scandaloso della ton per conto di sua sorella e si ritrova tra le braccia – e nel letto – dell’uomo che aveva giurato di odiare.
Dall’arroganza irresistibile e dalla sensualità svergognata, il famigerato libertino lord Wainwright ottiene sempre quello che vuole. Quando accetta, per scommessa, di crearsi un’immagine da uomo rispettabile nel giro di soli quaranta giorni, non si aspetta di innamorarsi di una misteriosa donna mascherata… né che scoprire la sua identità distruggerà entrambi.

Il sentimento del ferro

Agli inizi degli anni Quaranta, il maggiore delle SS Hans Lichtblau viene messo alla guida di un programma di ricerca che utilizza i prigionieri dei campi di concentramento come cavie, ma anche come assistenti, inquadrati nel Kommando Gardenia. Sullo sfondo degli esperimenti, la “soluzione finale del problema ebraico”, l’avanzata nazista in Russia e la colonizzazione dei territori dell’Est, poi, inaspettata, la disfatta e la caduta di Berlino. Del Kommando fanno parte Shlomo Libowitz, nato in uno shtetl polacco e convertitosi al sionismo nel Lager, e Anton Epstein, ebreo assimilato della borghesia praghese, convinto che l’unica risposta possibile alla barbarie sia il socialismo. Shlomo e Anton sopravvivono alla guerra e al trattamento di Lichtblau, testimoni scomodi di un mondo passato, eppure ancora capace di influire sul presente. A distanza di quarant’anni, per conto di mandanti diversi e in apparenza inconciliabili, i due reduci si mettono sulle tracce di Lichtblau, il quale, in America Centrale, combatte i sandinisti per conto della CIA, razzia villaggi e smercia droga. Quella di Anton e Shlomo è una vendetta tardiva, in una corsa contro il tempo, perché la vita potrebbe essere troppo breve per saldare tutti i conti. Una spy story in bilico tra due continenti e due epoche, un romanzo corale su una civiltà al tramonto. **

Il segreto di Santa Cecilia

Daniele Morandi, un organista e musicologo di fama mondiale, giunto a Roma per insegnare al Conservatorio di Santa Cecilia, va ad abitare in un’antica casa nel cuore di Trastevere. Totalmente coinvolto dal fascino della città eterna, si rende conto di ricevere chiari segni premonitori che lo indirizzano, in maniera sempre più mirata, verso un mistero rimasto ignoto nelle pagine di storia. Quando nel 1599 fu aperto il sarcofago di Santa Cecilia, all’interno dell’omonima Basilica, avvenne uno straordinario ritrovamento di cui le fonti non parlano: qualcosa di portentoso e terribile era ancora custodito all’interno del sacro sacello. Tra enigmi cabalistici e artifici barocchi d’ogni sorta, nasce e si sviluppa una grande storia d’amore tra il protagonista e Cecilia Aldovrandi, una giovane antropologa romana di straordinaria bellezza, che in maniera rocambolesca lo aiuterà a trovare la sconvolgente soluzione di quello che si rivelerà ai loro occhi come uno dei più intriganti enigmi della storia moderna. **

Il Secondo Aereo

«È stato l’avvento del secondo aereo, uno squalo che avanzava basso sopra la Statua della Libertà: quello, il momento determinante».
La cronaca e le riflessioni di Martin Amis su come il disprezzo per la razionalità e la frustrazione sessuale di un gruppo di fondamentalisti sono sfociati nel matrimonio da incubo tra la noia e il terrore che connota il nostro presente. Un testo provocatorio e spiazzante sull’11 settembre per quello che il «Times» ha definito «il più impegnato tra gli scrittori della nostra epoca».
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«Amis ci offre dei dispacci dal fronte politico internazionale, e allo stesso tempo un libro su ciò che significa essere uno scrittore, esserlo qui agli albori del ventunesimo secolo, con tutti i compromessi, le concessioni e le delusioni che questo comporta».
**«The Literary Review»**
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«Vorrei essere cane, scimmia o orso, tutto fuorché quel futile animale che si fa vanto d’esser razionale», scriveva Lord Rochester nella sua *Satira contro l’umanità* : era il 1675 e l’età della ragione, dell’individualismo e dell’empirismo bussava superba alle porte, naturale quindi che Rochester fosse piuttosto scettico sulla presunta assennatezza dei suoi simili. A rileggere oggi quei versi, le sue preoccupazioni appaiono decisamente premature: «un minimo di prospettiva basta ad accorgersi che l’uomo si consacra solo saltuariamente al razionale», ci dice Martin Amis. Lo dimostra il secondo aereo, perché «è stato l’avvento del secondo aereo, uno squalo che avanzava basso sopra la Statua della Libertà, il momento determinante». Nel quarto d’ora che separa il primo velivolo dal secondo si poteva ancora credere alla casualità di un incidente, foss’anche il più spettacolare della storia. Ma quando, quella mattina dell’11 settembre 2001, il secondo aereo – una massa orrorifica di tonnellate d’acciaio lanciate a più di novecento chilometri orari sopra Manhattan – si conficcò con la lucida volontà dell’intenzione nel corpo della Torre Sud, l’America non poté fare altro che prendere atto dell’implacabile odio rivolto verso di lei.
Gli attacchi terroristici, l’ascesa del fondamentalismo islamista, le guerre in Afghanistan e Iraq, i balordi sillogismi di Donald Rumsfeld, l’assalto alla razionalità illuminista, la trasformazione profonda e violenta del nostro orizzonte emotivo. Ma anche la condizione femminile, la crisi della mascolinità, le frustrazioni dello scrittore, l’inatteso legame tra terrore e noia. Tanto è stato scritto su quello «schianto morale» che è stato il crollo delle torri, nondimeno lo sguardo di Amis in questi saggi e racconti riesce a essere sorprendentemente spiazzante, coraggioso, senza timore di risultare scomodo e provocatorio.
«L’11 settembre ha accorciato la distanza che separa la realtà dal delirio. Perciò quando ne parliamo, chiamiamolo con il nome che gli compete; non diamo a intendere di aver incassato e archiviato quell’evento, quel fenomeno, senza frizioni. Non è vero. L’11 settembre continua, va avanti, con tutto il suo mistero, la sua instabilità, e il suo atroce dinamismo».

Il rumore dei tuoi passi

In un luogo fatto di polvere, dove ogni cosa ha un soprannome, dove il quartiere in cui sono nati e cresciuti è chiamato «la Fortezza», Beatrice e Alfredo sono per tutti «i gemelli». I due però non hanno in comune il sangue, ma qualcosa di più profondo. A legarli è un’amicizia ruvida come l’intonaco sbrecciato dei palazzi in cui abitano, nata quando erano bambini e sopravvissuta a tutto ciò che di oscuro la vita può regalare. Un’amicizia che cresce con loro fino a diventare un amore selvaggio, graffiante come vetro spezzato, delicato e luminoso come un girasole. Un amore nato nonostante tutto e tutti, nonostante loro stessi per primi. Ma alle soglie dei vent’anni, la voce di Beatrice è stanca e strozzata. E il cuore fragile di Alfredo ha perso i suoi colori. Perché tutto sta per cambiare. Un romanzo d’esordio intenso e bruciante. Una voce narrante che rimarrà a lungo nella mente e nel cuore dei lettori. **
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In un luogo fatto di polvere, dove ogni cosa ha un soprannome, dove il quartiere in cui sono nati e cresciuti è chiamato «la Fortezza», Beatrice e Alfredo sono per tutti «i gemelli». I due però non hanno in comune il sangue, ma qualcosa di più profondo. A legarli è un’amicizia ruvida come l’intonaco sbrecciato dei palazzi in cui abitano, nata quando erano bambini e sopravvissuta a tutto ciò che di oscuro la vita può regalare. Un’amicizia che cresce con loro fino a diventare un amore selvaggio, graffiante come vetro spezzato, delicato e luminoso come un girasole. Un amore nato nonostante tutto e tutti, nonostante loro stessi per primi. Ma alle soglie dei vent’anni, la voce di Beatrice è stanca e strozzata. E il cuore fragile di Alfredo ha perso i suoi colori. Perché tutto sta per cambiare. Un romanzo d’esordio intenso e bruciante. Una voce narrante che rimarrà a lungo nella mente e nel cuore dei lettori.