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American pulp

American Pulp raccoglie il meglio dei racconti pubblicati sulle riviste poliziesche dagli anni Trenta agli anni Cinquanta. Storie di intrighi, delitti, misteri confezionate per puro intrattenimento e per soddisfare un genuino bisogno di fiction quando ancora non esistevano i libri tascabili e la televisione. Crime stories animate da mitici personaggi che hanno fatto delle pulp magazines un culto indiscusso. E a ragione, se si pensa che questo genere produsse autentici capolavori e diede notorietà ad autori del calibro di Dashiell Hammett e Raymond Chandler. Il meglio di questi racconti viene qui riproposto In un’antologia che si presenta come un classico dell’hard boiled americano. Un volume che può riservare sorprese per chi volesse scoprire le fonti di non pochi film e romanzi contemporanei d’Oltreoceano.

L’altalena del respiro

Gennaio 1945, la guerra non è ancora finita: per ordine sovietico inizia la deportazione della minoranza rumeno-tedesca nei campi di lavoro forzato dell’Ucraina. Qui inizia anche la storia del diciassettenne Leopold Auberg, partito per il Lager con l’ingenua incoscienza del ragazzo ansioso di sfuggire all’angustia della vita di provincia. Cinque anni durerà poi l’esperienza terribile della fame e del freddo, della fatica estrema e della morte quotidiana. Per scrivere questo libro Herta Müller ha raccolto le testimonianze e i ricordi dei sopravvissuti e in primo luogo quelli del poeta rumeno-tedesco Oskar Pastior. Avrebbe dovuto essere un’opera scritta a quattro mani, che Herta Müller decise di proseguire da sola dopo la morte di Pastior nel 2006. È infatti attraverso gli occhi di quest’ultimo, quelli del ragazzo Leo nel libro, che la realtà del Lager si mostra al lettore. Gli occhi e la memoria parlano con lingua poetica e dura, metaforica e scarna, reale e nello stesso tempo surreale – come la condizione stessa della mente quando il corpo è piagato dal freddo e dalla fame. Fondato sulla realtà del Lager, intessuto dei suoi oggetti e della passione, quasi dell’ossessione per il dettaglio quale essenza della memoria e della percezione, “L’altalena del respiro” è un potente testo narrativo, una grande opera letteraria.

Alla ricerca del passato perduto

Crystal Calloway non si è trasferita a Jasper Gulch per trovare un marito, ma per rintracciare la figlia che era stata costretta a dare in adozione. Eppure sente che nella sua vita manca ancora qualcosa… Dal momento in cui Nathan Quinn, uno degli scapoli più ambiti del paese, è entrato nella sua vita il suo proposito di rinunciare all’amore ha iniziato a vacillare. Quando Crystal scopre che è proprio Quinn a tenere in mano la chiave del suo passato, però…

L’alba di un nuovo giorno

E’ in uno chalet nel cuore delle Montagne Rocciose che Carolyn ha conosciuto la felicità con David, suo marito. Ed è sempre lì che, dopo la sua morte, lei si reca per riposare e per vivere di dolci ricordi con Michael, il suo bambino. Ma un giorno uno sconosciuto arriva a disturbare la sua pace. Chi è quest’uomo, comparso dal nulla, di cui Carolyn non sa niente? Lui dice di chiamarsi Mike e pare conoscerla perfettamente…

Agli ordini sergente

Dalla padella alla brace? Darcy Stanton è appena fuggita da un matrimonio combinato che le avrebbe offerto un triste futuro ma adesso, abbandonato l’abito nuziale, ha chiesto un passaggio… a un sergente della stessa caserma di suo padre! Darcy decide di mentire su tutto, ma la situazione diventa subito delicata, perchè il simpatico e dolcissimo Billy le chiede di far credere a sua madre che loro due sono fidanzati. Lei deve accettare, non immaginando che col passare delle ore…

Affondate la Bismarck

Questo libro narra uno dei più drammatici racconti di mare di tutti i tempi: la fine della più moderna e potente nave di battaglia di Hitler. Quando uscì dal porto di Kiel il 18 maggio 1941, la “Bismarck” non aveva avversaria che le potesse tener testa in un combattimento singolo. C.S. Forester ha raccontato gli avvenimenti come sono realmente accaduti. Per documentarsi ha consultato gli archivi dell’Ammiragliato, ha intervistato dozzine di persone che presero parte al combattimento nel quale la “Bismarck” fu affondata e ha ricostruito minuto per minuto l’ultima giornata della maestosa nave. Il risultato delle ricerche è un racconto drammatico che mette in luce, fra l’altro, la follia che aveva colto gli alti comandi tedeschi dopo l’affondamento della “Hood”. Quando Churchill tuonava: «Affondate la Bismarck», aveva già mezza partita vinta: invece di rientrare alla base, la nave da battaglia di Hitler veniva portata allo sbaraglio in Atlantico. È una terribile documentazione dell’assurdità che spesso guida le decisioni in guerra degli alti comandi.

Adesso sei a casa

Alex e Corintie: un matrimonio durato dodici anni e due figli, Bobby e Mitzi, che hanno un unico grande desiderio… Alex, che sta divorziando dalla moglie, torna a casa per rivedere i suoi due figli mentre è in procinto di firmare un importante contratto di lavoro ai Caraibi. All’arrivo, tra lui e la moglie sono scintille e, sebbene entrambi continuino a negarlo, è però evidente che tra loro è ancora vivo l’amore. Tuttavia saranno le parole di suo figlio a colpire Alex nel profondo e a portarlo a riflettere. Infatti, proprio dallo sfogo del piccolo capisce che la sua ossessione per il lavoro ha mandato a rotoli il suo matrimonio. Così, quando giunge il momento di partire per i Caraibi, rinuncia e decide di rimanere a casa. Con la sua famiglia. La sua nuova famiglia.

L’accusa

“Mentire mi è sempre riuscito più facile che dire la verità”, esordisce la voce narrante di Joseph Antonelli, principe del foro di Portland, Oregon. Ed è grazie a un talento naturale per la persuasione, a una coscienza molto indulgente e a una smisurata ambizione che ha collezionato una lunga serie di successi, muovendosi astutamente tra le pieghe di un sistema penale che spesso tradisce le vittime e assolve i colpevoli. Ma dopo che l’ultimo caso ha travolto la sua vita privata e la carriera, costringendolo a rivedere la sua concezione della legge e della giustizia, ha preferito ritirarsi a divorare classici nella biblioteca ereditata da un amico. Solo il giudice Woolner, una persona che lui ammira profondamente, poteva indurlo a rientrare in un’aula di tribunale, ma questa volta nei panni dell’accusa. L’imputato è un uomo di legge: il popolare e affascinante viceprocuratore distrettuale è accusato di essere il mandante dell’omicidio della moglie. Antonelli persegue il caso con la stessa determinazione con cui difendeva i suoi clienti, ma la strada verso la verità si rivela più infida e nebulosa di quanto potesse immaginare. E proprio mentre il processo è alle battute finali, la scoperta di un altro brutale delitto mette in gioco antichi affetti e lealtà. Qualcuno a lui caro ha infatti bisogno di un grande avvocato… L’epilogo, come sanno bene i lettori di La difesa, non potrà che essere un imprevedibile colpo da maestro.

Accadde a Natale

Ogni anno, durante il periodo natalizio, anche i cuori più duri si lasciano intenerire dal clima magico e festoso che si diffonde quasi per incanto. L’intensa suggestione dell’atmosfera, l’immancabile rinnovarsi delle tradizioni e dei riti, il calore della famiglia riunita, la riflessione su un avvenimento, la nascita di un Bambino, che ha cambiato la storia ci rendono più sensibili e attenti alla vera natura degli eventi, capaci di coglierne la inesplicabile provvidenzialità, il significato più profondo nell’ambito di un disegno al di sopra di noi. Forse è per questo motivo che tanti prodigi si verificano proprio a Natale. In questo piccolo volume sono raccolte le toccanti testimonianze di episodi straordinari accaduti durante le festività, autentici miracoli narrati dagli stessi protagonisti, gente comune di ogni parte del mondo. Nei loro racconti è racchiusa la prova che anche oggi il divino opera nella vita dell’uomo e che possiamo abbandonarci con fiducia a un Dio che ci vuole bene, ci aiuta ed è venuto alla luce per salvarci.

50 vacanze orrende

Se siete convinti che la vostra vacanza sia stata la peggiore, questo libro potrebbe farvi ricredere. Dopo il successo di Cento lavori orrendi, Dan Kieran ci accompagna attraverso cinquanta storie tragicomiche per raccontare le peggiori esperienze in tema di vacanze. Dagli anni sessanta al duemila, crociere alle Bahamas, viaggi d’affari in Costa Azzurra, soggiorni in Indonesia, scambi culturali in Svezia, piramidi egiziane, isole greche, Waikiki beach, Stonehenge, Las Vegas, Cipro, la spiaggia di Paolem, Bucarest, per fare solo qualche esempio; il tutto condito con uragani, piogge torrenziali, paludi, hotel imbarazzanti, malattie esotiche, cibi immangiabili, intossicazioni, liti, infortuni e non solo. Insomma: quando una vacanza desiderata e attesa si trasforma in un incubo. Il volume propone altresì tre inserti curati da Tourism Concern sulle cinque destinazioni ecologicamente più devastanti al mondo, le cinque più pericolose e le cinque più immorali. Completano ciascun itinerario curiosità e informazioni utili e divertenti.

13 Passi alla porta del diavolo

C’è una filastrocca che tutti i bambini di Redford sanno a memoria: i Passi del Diavolo, una conta che predice quale sarà la tua morte se sfidi il destino e arrivi alla tredicesima strofa. Un gioco, una prova di coraggio, ma non per Bryan. Lui l’Uomo Nero l’ha visto davvero: l’ha visto portar via suo fratello Adam, cinque anni prima. Da allora cerca disperatamente di convincersi di aver immaginato tutto, ma un giorno un suo compagno di scuola gli confida di aver incontrato anche lui “quell’ombra” e Bryan comincia a indagare insieme ai suoi amici nel passato della comunità. Scoprirà che Adam non è l’unico ragazzino scomparso: qualcosa o qualcuno fa sparire i bambini di Redford. L’Uomo Nero è tornato.

101 cose da fare nella Venezia Giulia almeno una volta nella vita

Stretta tra le Alpi e il mare, la Venezia Giulia è la terra di confine per antonomasia, ambita e contesa. Eppure basta pensare al suo capoluogo, Trieste, da sempre fucina di storia e di letteratura, patria natia e d’adozione di scrittori e poeti, per rendersi conto di come questa zona abbia saputo conservare una forte identità. Attraverso i 101 itinerari proposti in questo libro, sfileranno davanti ai vostri occhi tutti i volti di un piccolo mondo estremamente ricco e vario: vi sentirete viaggiatori cosmopoliti, cittadini internazionali, forse persino un po’ irredentisti. Potrete fingervi intenditori di caffè ammirando il mare da piazza dell’Unità a Trieste, o chiedere alla vostra dolce metà di sposarvi con il rito delle nozze carsiche. Male che vada, potrete attaccarvi al tram (di Opicina) o vagare per la città sospinti dalla bora e dal ricordo di Italo Svevo e di James Joyce. Tra i canyon mozzafiato e le grotte giganti del suggestivo paesaggio carsico, avrete anche modo di sentirvi avventurieri: esploratori di una terra unica che vi sorprenderà. Come vi sorprenderà scoprire che in Venezia Giulia è davvero facile sentirsi a casa.

100 storie del giro

La leggenda ed il mito di Coppi e Bartali, Binda e Merckx, sino a Pantani, sino a Contador, all’insegna delle imprese più belle. Ma non soltanto i trionfi: anche le folli avventure di strada dei pionieri, nel cuor della notte all’inizio del novecento, la leggenda di Bottecchia nata da un rifiuto, il sabotaggio al tedesco Buse in rosa, il giallo di Guerra, il mistero della Cuneo-Pinerolo di Coppi. E il tradimento dello Stelvio. Il Bondone ed il Gavia, le lacrime di Mas-signan e le pazzie di Venturelli, le avventure di Taccone ed il genio di Zavoli, il cuore malato di Merckx, i litigi fra Moser e Saronni, quelli fra Visentini e Roche, la grandezza di Hinault e la saggezza di Indurain, la favola amara di un grande Pantani.

X-Files. Spiriti del male

Una sonnolenta e morente cittadina del New Jersey, circondata da cupi boschi e sede di una base militare. Due omicidi inspiegabili, commessi a una settimana di distanza uno dall’altro e apparentemente senza alcun legame tra di loro, tranne il metodo usato dall’assassino: a entrambe le vittime é stata tagliata la gola con un’arma incredibilmente affilata. Nessun testimone affidabile. Un’anziana signora, forse un pó matta, che peró ha una bizzarra teoria su chi siano i responsabili. Un ospedale militare che funge come base di un misterioso progetto dell’Aeronautica degli Stati Uniti, sotto la direzione dell’ambiguo Maggiore Joseph Tonero, del tormentato Dr. Tymons e della fredda e colcolatrice Dottoressa Elkhart. Ecco gli elementi, assolutamente enigmatici, del caso che dovranno affrontare Fox Mulder e Dana Scully, gli Agenti dell’FBI responsabili della Sezione X-Files, che si occupa dei casi piú bizzarri e inquietanti.

WEB e manipolazione delle MASSE: Come Social e Motori di ricerca alterano la percezione cognitiva

Una delle più grandi promesse di internet relativamente alle possibilità di espressione e alla capacità di poter raggiungere potenzialmente grandi masse di persone, oggi lo si può dire, è stata tradita. Vedremo a breve i motivi che ci portano a questa affermazione, che per il momento appare definitiva, ma ancora prima occorre restringere il campo di azione. Per promessa tradita ci riferiamo a entrambi i soggetti che con la comunicazione hanno a che fare: chi emette e chi riceve. Il tradimento è duplice, perché intanto non è affatto vero che chiunque emetta, cioè pubblichi, un qualsiasi contenuto, che sia di informazione o di intrattenimento oppure un mero messaggio, sia in grado di accedere alle grandi platee tanto quanto lo sono altri, e poi perché, altro lato della medaglia, a chi è teoricamente pronto a ricevere i messaggi, questi semplicemente non arrivano. O meglio: non arrivano tutti i messaggi tra i quali sceglierne solo alcuni e fare la propria selezione. Per dirla con uno slogan: alcuni contenuti sono più contenuti di altri.
Per il semplice motivo che c’è qualcuno – e vedremo chi – che questi contenuti filtra. E che è in posizione dominante per farlo, cioè per arrogarsi il diritto di decidere quali siano i messaggi degni, o utili, di attenzione e diffusione e quali invece vadano ignorati, se non proprio rimossi, dal web. Per ognuno di noi.
Un ruolo, quest’ultimo, che una volta spettava invece agli editori, dai quali si doveva passare per pubblicare qualcosa, perché i macchinari e le strutture necessarie a pubblicare, su qualsiasi formato, erano molto costose, dunque esclusivo appannaggio di chi aveva ingenti disponibilità economiche per averli e utilizzarli.
Il tema è pertanto quello della disintermediazione, e in particolare della disintermediazione del web, che avrebbe consentito a chiunque, questa la promessa, di poter disporre di tecnologie simili per poter poter produrre da sé, e diffondere, qualunque cosa avesse deciso di pubblicare.
Grande rivoluzione, dunque: più nessun collo di bottiglia, più nessuna lobby da cui passare, più nessuno da dover convincere per accedere alle possibilità di diffondere le proprie capacità espressive. Rivoluzione tradita, ribadiamo, a maleficio dei due soggetti appena citati (emittente e ricevente), che ha delle notevoli implicazioni. E a beneficio, questo il punto, di nuovi soggetti che, praticamente in regime di monopolio, non hanno fatto altro che sostituirsi agli editori e ai grandi gruppi di una volta, prendendo per sé tutte le potenzialità del caso. E usandole per disinnescare, di fatto, le possibilità notevoli della rivoluzione tradita di cui abbiamo detto.
Se ne facciano una ragione primariamente gli esaltati del web, che questo aspetto continuano a ignorare o a giustificare, perché il punto non è tecnico, anche se da questo dipende, ma tutto sociologico. Persino antropologico.
Lo diciamo perché qualche tempo addietro avevamo abbozzato qualche brevissima riflessione, in un video pubblicato da Claudio Messora sul suo sito, e ci erano state sollevate obiezioni di carattere tecnico francamente molto ingenue (e le vedremo) con una arroganza fintamente ironica. Mentre il tema è di importanza fondamentale e non consente, almeno a nostro avviso, nessuna ironia. Sempre che ne si capisca la portata. Sempre, cioè, che si capisca che il punto, lo ribadiamo, non è affatto tecnico, ma ha delle implicazioni sociali di notevole spessore, ai fini del macro tema generale della informazione. E del suo controllo.
Google e Facebook, e gli altri motori di ricerca, sono in grado di manipolare le masse che li utilizzano? O meglio: i risultati che appaiono in pagina dopo aver digitato una richiesta sul motore di ricerca più utilizzato, e nel caso di Facebook gli articoli che compaiono quando vi accediamo, come sono scelti? Con quali criteri? E soprattutto: sono uguali per tutti oppure si differenziano da caso a caso?
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### Sinossi
Una delle più grandi promesse di internet relativamente alle possibilità di espressione e alla capacità di poter raggiungere potenzialmente grandi masse di persone, oggi lo si può dire, è stata tradita. Vedremo a breve i motivi che ci portano a questa affermazione, che per il momento appare definitiva, ma ancora prima occorre restringere il campo di azione. Per promessa tradita ci riferiamo a entrambi i soggetti che con la comunicazione hanno a che fare: chi emette e chi riceve. Il tradimento è duplice, perché intanto non è affatto vero che chiunque emetta, cioè pubblichi, un qualsiasi contenuto, che sia di informazione o di intrattenimento oppure un mero messaggio, sia in grado di accedere alle grandi platee tanto quanto lo sono altri, e poi perché, altro lato della medaglia, a chi è teoricamente pronto a ricevere i messaggi, questi semplicemente non arrivano. O meglio: non arrivano tutti i messaggi tra i quali sceglierne solo alcuni e fare la propria selezione. Per dirla con uno slogan: alcuni contenuti sono più contenuti di altri.
Per il semplice motivo che c’è qualcuno – e vedremo chi – che questi contenuti filtra. E che è in posizione dominante per farlo, cioè per arrogarsi il diritto di decidere quali siano i messaggi degni, o utili, di attenzione e diffusione e quali invece vadano ignorati, se non proprio rimossi, dal web. Per ognuno di noi.
Un ruolo, quest’ultimo, che una volta spettava invece agli editori, dai quali si doveva passare per pubblicare qualcosa, perché i macchinari e le strutture necessarie a pubblicare, su qualsiasi formato, erano molto costose, dunque esclusivo appannaggio di chi aveva ingenti disponibilità economiche per averli e utilizzarli.
Il tema è pertanto quello della disintermediazione, e in particolare della disintermediazione del web, che avrebbe consentito a chiunque, questa la promessa, di poter disporre di tecnologie simili per poter poter produrre da sé, e diffondere, qualunque cosa avesse deciso di pubblicare.
Grande rivoluzione, dunque: più nessun collo di bottiglia, più nessuna lobby da cui passare, più nessuno da dover convincere per accedere alle possibilità di diffondere le proprie capacità espressive. Rivoluzione tradita, ribadiamo, a maleficio dei due soggetti appena citati (emittente e ricevente), che ha delle notevoli implicazioni. E a beneficio, questo il punto, di nuovi soggetti che, praticamente in regime di monopolio, non hanno fatto altro che sostituirsi agli editori e ai grandi gruppi di una volta, prendendo per sé tutte le potenzialità del caso. E usandole per disinnescare, di fatto, le possibilità notevoli della rivoluzione tradita di cui abbiamo detto.
Se ne facciano una ragione primariamente gli esaltati del web, che questo aspetto continuano a ignorare o a giustificare, perché il punto non è tecnico, anche se da questo dipende, ma tutto sociologico. Persino antropologico.
Lo diciamo perché qualche tempo addietro avevamo abbozzato qualche brevissima riflessione, in un video pubblicato da Claudio Messora sul suo sito, e ci erano state sollevate obiezioni di carattere tecnico francamente molto ingenue (e le vedremo) con una arroganza fintamente ironica. Mentre il tema è di importanza fondamentale e non consente, almeno a nostro avviso, nessuna ironia. Sempre che ne si capisca la portata. Sempre, cioè, che si capisca che il punto, lo ribadiamo, non è affatto tecnico, ma ha delle implicazioni sociali di notevole spessore, ai fini del macro tema generale della informazione. E del suo controllo.
Google e Facebook, e gli altri motori di ricerca, sono in grado di manipolare le masse che li utilizzano? O meglio: i risultati che appaiono in pagina dopo aver digitato una richiesta sul motore di ricerca più utilizzato, e nel caso di Facebook gli articoli che compaiono quando vi accediamo, come sono scelti? Con quali criteri? E soprattutto: sono uguali per tutti oppure si differenziano da caso a caso?

Viaggio in Italia

Oltre che alle altre opere, il nome di Guido Piovene sarà per sempre legato al ”Viaggio in Italia”. Un reportage nell’Italia del secondo dopoguerra. Un viaggio da Bolzano alla Sicilia, dalle Alpi alle saline, passando attraverso i molteplici paesaggi che costellano la nostra penisola. Nei tre anni della sua durata Piovene ci ha guidato alla scoperta, regione dopo regione, di città, borghi, piazze, caratteri: dai più noti a quelli dimenticati. Un’impresa straordinaria dalla quale scaturì un libro importante nella storia del paese: preciso, acuto, fedele, circostanziato. L’Italia raccontata è quella della ricostruzione e del boom economico, e che a uno sguardo contemporaneo potrebbe apparire lontanissima e superata. Così non è. Piovene è riuscito, quasi fosse un antropologo, a far emergere il carattere nazionale, quello immutabile, che resiste alle mode e ai rovesci della storia. **