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I fiumi di Londra

Peter Grant, un aspirante agente di polizia in attesa di accedere al famigerato Metropolitan Police Service di Londra, ha due preoccupazioni: evitare la prospettiva di un noioso lavoro d’ufficio e guadagnarsi i favori della vivace e spregiudicata collega Leslie May. Nel corso di un’inchiesta su un caso di omicidio, Peter riesce inspiegabilmente a ottenere la testimonianza di uno strano individuo, estremamente loquace ma decisamente morto, e a richiamare su di sé l’attenzione dell’enigmatico ispettore Thomas Nightingale, l’ultimo mago d’Inghilterra, capo di un’unità segreta della polizia dedicata alla magia e al soprannaturale. Peter possiede poteri magici, e deve mettere le proprie straordinarie abilità al servizio del bene comune. Aggirandosi tra covi di vampiri nei sobborghi londinesi, negoziando tregue tra le divinità del Tamigi, dissotterrando tombe a Covent Garden, Grant cercherà di governare lo spirito di ribellione della città e riportare, forse, l’ordine nel caos che domina Londra. **
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Peter Grant, un aspirante agente di polizia in attesa di accedere al famigerato Metropolitan Police Service di Londra, ha due preoccupazioni: evitare la prospettiva di un noioso lavoro d’ufficio e guadagnarsi i favori della vivace e spregiudicata collega Leslie May. Nel corso di un’inchiesta su un caso di omicidio, Peter riesce inspiegabilmente a ottenere la testimonianza di uno strano individuo, estremamente loquace ma decisamente morto, e a richiamare su di sé l’attenzione dell’enigmatico ispettore Thomas Nightingale, l’ultimo mago d’Inghilterra, capo di un’unità segreta della polizia dedicata alla magia e al soprannaturale. Peter possiede poteri magici, e deve mettere le proprie straordinarie abilità al servizio del bene comune. Aggirandosi tra covi di vampiri nei sobborghi londinesi, negoziando tregue tra le divinità del Tamigi, dissotterrando tombe a Covent Garden, Grant cercherà di governare lo spirito di ribellione della città e riportare, forse, l’ordine nel caos che domina Londra.

I figli di Húrin

Húrin è un cavaliere, fraterno amico del suo re; è sposato con Morwen e ne ha avuto un primo figlio, Túrin. Quando Túrin è ancora un bambino, Húrin deve partire per combattere contro il perfido signore del male Morgoth, che prima lo cattura e poi lo tortura, per farsi dire dove si sono rifugiate le truppe superstiti. Poiché Húrin resiste, il signore del male lo minaccia: se non confesserà, a pagare sarà la sua famiglia. Per fortuna, nel frattempo, la saggia Morwen decide di allontanare Túrin, e lo manda da un re amico, Thingol. Túrin cresce e a diciassette anni si sente pronto per diventare anche lui cavaliere e andare alla ricerca di suo padre. Unendosi a una banda, Túrin si mette in viaggio e fra scorribande, assalti a tradimento e avventure di ogni genere, riesce a sfuggire agli uomini di Morgoth che lo inseguono, di regno in regno. Dopo essersi rifugiato presso un altro re, sotto falso nome, Túrin arriva allo scontro finale. Postfazione di Gianfranco de Turris. Con una nota di Quirino Principe. **

I figli del lupo

Dopo la lotta finale al fianco dello stregone Arngrim contro la regina Jennesta, gli orchi della banda dei Figli del lupo sono riusciti ad attraversare la porta d’accesso, tornando così nel loro mondo d’origine. Qui, lontano dalle minacce delle terre di Maras-Dantia, prima fra tutte l’invasore umano, Strike e i suoi compagni hanno finalmente trovato la pace… Una pace voluta, ma anche difficile per dei guerrieri assetati di sangue come gli orchi. Così, quando attraverso un portale giunge un messaggio di Arngrim, il quale chiede nuovamente l’aiuto degli orchi, Strike e i fidati Haskeer e Coilla non esitano a riunire i Figli del lupo, arricchiti di nuovi membri, e a utilizzare le cinque stelle magiche che consentono loro di saltare da un mondo all’altro. Dopo un breve ritorno a Maras-Dantia per recuperare Jup, l’unico nano della banda, sbarcheranno su Acurial, un mondo in cui gli orchi sono ancora schiavi e nel quale scopriranno che la strega-regina Jennesta non solo non è morta ma, con nuove forze, progetta di trasformare tutti gli orchi in un esercito di non-morti al suo servizio. Inoltre, un manipolo di misteriose creature, votato alla ricerca delle stelle magiche, è sulle tracce di Strike e dei suoi compagni, deciso a strappare loro il potere di viaggiare tra i mondi.

I falsi protocolli. Il «complotto ebraico» dalla Russia di Nicola II a oggi

Nei primi anni del Novecento cominciò a circolare – dapprima in Russia, poi nell’Europa occidentale e negli Stati Uniti – un libro dal titolo apparentemente neutro, “I Protocolli dei savi anziani di Sion” (il cui testo è qui riprodotto in appendice), che descrive in ogni particolare la strategia messa in atto dagli ebrei per conquistare il mondo. Riconoscendovi il plagio di un pamphlet contro Napoleone III e di altri coevi testi antisemiti, nel 1921 il Times dimostrò che i Protocolli erano un falso, ed erano stati scritti probabilmente a Parigi da agenti dell’Ochrana (il servizio segreto zarista) per fomentare i pogrom che insanguinavano il declino dell’impero. Nonostante la comprovata falsità, i Protocolli sono in seguito riaffiorati periodicamente a sostegno di ogni campagna antiebraica: nella Germania hitleriana e nell’Italia fascista, in Medio Oriente (dove arrivarono “nei bagagli della propaganda di Goebbels”) e nella Russia dei nostri giorni. Sergio Romano non solo ripercorre i retroscena delle vicende legate a questa colossale mistificazione, ma indaga anche gli scopi cui essa è servita e gli orrori che ha contribuito a provocare nel secolo scorso. **

I diamanti sono per sempre

Chi conosce i libri di Ian Fleming sa che l’agente 007, in realtà, indaga sempre e soltanto sulle ossessioni private del suo autore. Come, qui, il commercio internazionale di diamanti, che Fleming scoprì leggendo un lungo pezzo uscito nel 1954 sul “Sunday Times” a proposito di un traffico di preziosi fra New York e la Sierra Leone (gli stessi set del romanzo) , e poi dedicandosi quasi per un anno a ricerche e interviste negli Stati Uniti. A leggerlo bene, “I diamanti sono per sempre” è quindi una specie di reportage romanzesco, e una delle sorprese che ci riserva sono le maniacali descrizioni di bar, ristoranti, alberghi, motel, autostrade, deserti americani: polaroid estremamente nitide, che messe l’una accanto all’altra raccontano un sogno che poco a poco si trasforma in un incubo – ad aria condizionata. Poi arrivano le sorprese che in fondo ci aspettiamo, come i crudeli rituali e le infernali macchinazioni della malavita americana, ricostruiti con la demoniaca precisione cui Fleming ci ha abituato. Un quadro già complesso, ma quando entra in scena la Bond Girl più spiccia e sentimentale di tutte, Tiffany Case, le cose si complicano quasi troppo – persino per Bond.

I computer dell’apocalisse

Anno 324 dopo l’Apocalisse: nella città di Anglaer arriva Thalli, una donna cresciuta fra i ghiacci del Nord, che ignora di avere nelle proprie cellule un’eredità genetica imbattibile. Grazie a quei poteri, Thalli entra in possesso dell’armatura super-tecnologica di Lupa Bianca, uno dei guerrieri che dopo le Guerre dell’Apocalisse si erano divisi Hourope. Gli agenti dell’imperatore le danno la caccia, ma Thalli non esita a usare i pericolosi resti delle Scienze Perdute per spostare un’intera città degli uomini su un lontano pianeta di Alpha Centauri. Lassù, le ultime comunità umane soccombono alla tirannia di un terrificante computer da guerra…
Copertina di Franco Brambilla
*Supplemento al n. 1528 di Urania

I canti di Anharra: 1 – Il trono della follia

Nelle forme di un poema in prosa, un racconto fantastico sulle origini della nostra civiltà, sui popoli che ci hanno preceduto e sui mondi perduti. Ispirata alle teorie di Nietzsche sull’Eterno Ritorno, è un canto sulla grandezza e sulla tragedia dell’arrivo dei popoli indoeuropei nel nostro continente. **
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Nelle forme di un poema in prosa, un racconto fantastico sulle origini della nostra civiltà, sui popoli che ci hanno preceduto e sui mondi perduti. Ispirata alle teorie di Nietzsche sull’Eterno Ritorno, è un canto sulla grandezza e sulla tragedia dell’arrivo dei popoli indoeuropei nel nostro continente.

Hania. Il Cavaliere di Luce

Primo libro della trilogia di Hania. L’Oscuro Signore decide di dannare l’Umanità e di concepire un figlio nel ventre di una donna: Haxen, principessa del regno delle Sette Cime, è la donna prescelta. Figlia di re e cresciuta con i valori della cavalleria tramandati dal padre attraverso la narrazione delle gesta del Cavaliere di Luce, Haxen decide di risparmiare il bambino che si rivelerà, inaspettatamente, una femmina. La principessa la proteggerà dalla vendetta degli uomini, e difenderà gli uomini dal potere oscuro della bambina portandola lontano, nel deserto. La bambina, Hania, è intelligentissima, cattivissima, irrimediabilmente muta. Già nel grembo di Haxen sa tutto e vede tutto. Il viaggio delle due fuggitive si farà ogni giorno più duro, ma il coraggio della madre e i poteri sempre più grandi della figlia le aiuteranno ad affrontarlo. Mentre l’Oscuro Signore trama in silenzio, lungo la strada madre e figlia incontrano un guerriero, che dall’inizio del viaggio le segue segretamente. Chi è? Vuole aiutarle o è un emissario delle tenebre?

Han Solo, guerriero stellare

Le avventure di Han Solo, sempre alla guida del Millennium Falcon e sempre affiancato dal fedele Chewbacca, risalgono a qualche anno prima del suo incontro con Luke e la Ribellione, tanto è vero che nemmeno l’Impero compare, se non molto alla lontana: l’antagonista principale di Solo viene denominata l’Autorità, vale a dire la forza di sicurezza del Settore Corporativo, una fetta di spazio dove, com’è giusto che sia per il tono delle avventure e del personaggio, sono i soldi, l’economia e gli affari leciti e illeciti a farla da padrone. E il tono delle avventure di Han e Chewbacca rispetta esattamente questo stile: evasioni da prigioni di massima sicurezza, scontri con pirati e mercenari, ricerche di tesori leggendari e tutto quanto si può desiderare da una coppia di contrabbandieri spericolati. Il tutto narrato con uno stile che ogni appassionato riconosce ormai essere il più appropriato per il genere di Star Wars: rapido, veloce, entusiasmante e pregno di una buona carica emotiva. Ancora una volta, una lezione che le produzioni future non sempre ricorderanno.” Primo episodio delle “Adventures of Han Solo” di Brian Daley (che sono diventate anche un fumetto): il secondo e il terzo episodio, però, sono inediti in Italia.

Guerre imperiali

Jeremy Solters è un ragazzo del tardo XXI secolo. Durante l’anno scolastico la sua famiglia vive in California, ma d’estate si trasferisce a Polisse, una città di frontiera… dell’Impero Romano. Non l’antico Impero Romano dei nostri libri di storia, ma un Impero Romano che non è mai caduto: una dimensione parallela, uno degli infiniti mondi possibili. Questo perché è stata scoperta la tecnologia per muoversi tra le diverse linee del tempo: alcuni mondi sono invivibili, altri sono spaventosi, come quello in cui Hitler ha vinto la Seconda Guerra Mondiale. Molti di questi universi, però, sono ricchi di risorse inutilizzate. A tale scopo, la Crosstime Traffic invia i suoi commercianti (e i loro famigliari) in quelle linee del tempo. La vita della famiglia Solters è dura, specialmente perché deve fare i conti con le regole e le usanze dell’Impero, dove più che i soldi e le leggi, valgono le alleanze fra i signori locali. Ma quando i genitori di Jeremy tornano a casa per un’emergenza medica, il trasporto intertemporale smette di funzionare. Jeremy e sua sorella Amanda si ritrovano da soli, Polisse viene messa sotto assedio e la loro vita cambia radicalmente.

Guanciale d’erba

Un giovane artista, pittore e poeta, si avventura per un ameno sentiero di montagna di un piccolo villaggio giapponese. Lungo il cammino, in un’atmosfera incantata, incontra viandanti solitari, contadini, paesani, nobili a cavallo e ogni specie d’umanità, finché, sorpreso della pioggia, si rifugia in una piccola casa da tè tra i monti. Qui, dalla dolce voce della vecchia tenutaria, apprende la storia della fanciulla di Nakoi, che ebbe la sfortuna di essere desiderata da due uomini e di andare in sposa a quello che lei non amava. Il giorno in cui partì, il suo cavallo si arrestò sotto il ciliegio davanti alla casa del tè e dei fiori caddero come macchie sul suo candido vestito.

Governo ombra

Gennaio 1978: I’ambasciatore statunitense in Italia, Richard Gardner, scrive alla Casa Bianca chiedendo al presidente Carter di smentire le voci che circolano a Roma su un presunto via libera di Washington all’ingresso del Pci nel governo. È l’inizio dei dodici mesi tra i più densi della storia italiana. Gli americani temono per la stabilità di un Paese sul confine della Guerra Fredda, teatro per lo più di numerosi attentati da parte delle Brigate rosse in aperta sfida alle istituzioni della Repubblica: «Il partito comunista italiano non condivide i nostri profondi valori e interessi democratici» sarà la posizione ufficiale del Dipartimento di Stato sul compromesso storico. Alleati decisivi si riveleranno il Vaticano di Paolo VI e Bettino Craxi, abile nello sfruttare l’impatto politico del delitto Moro per inserirsi fra Dc e Pci e lanciare un’offensiva ideologica contro Botteghe Oscure ed Enrico Berlinguer. Avvalendosi di un accesso privilegiato agli archivi declassificati del Dipartimento di Stato americano e di altre fonti esclusive, Maurizio Molinari racconta nuovi retroscena di un anno che segnò la storia della nostra democrazia: le trame internazionali che si scatenano intorno al delitto Moro; la diffidenza degli Usa verso Pertini, eletto presidente dopo lo scandalo Lockheed e di cui si teme il carattere “testardo” e la tendenza a “non fidarsi dell’America”; l’attenzione alle informazioni raccolte dai giornalisti, con Montanelli che avverte “Il sangue scorrerà nelle strade”; le difficoltà nel concedere il visto per gli Usa a Giorgio Napolitano mentre fervono però i rapporti informali tra esponenti del Pci e inviati americani. In un libro sorprendente, un susseguirsi di incontri clandestini e gaffes istituzionali, manovre inquietanti e dispacci segreti che sembrano usciti da un romanzo di spionaggio. Ma è la nostra vera storia.

Gorilla Sapiens

Il senso di disagio, di vaga inquietudine e di irritazione che quasi tutti abbiamo provato osservando le scimmie nelle gabbie degli zoo, specialmente quelle che «somigliano» di più all’uomo: gorilla, orangutan, ha forse ispirato questa paradossale avventura nel tempo, che vede un gruppo di esseri umani sperduti in una società completamente «scimmiesca», Ma se lo spirito del romanzo e le peripezie che ne seguono sembrano appartenere a un genere stranamente umoristico, il loro significato è in realtà di bruciante satira, a spese non dei gorilla ma dell’Homo Sapiens.

Golfera Gianni – Le 101 Strategie per Migliorare la Memoria

Il Metodo di Gianni Golfera consiste nell’utilizzo della memoria visiva e della memoria spazio-temporale per apprendere qualsiasi tipo di informazione. Il sistema che insegna è caratterizzato da un’estrema semplicità e può essere messo in pratica con successo da chiunque a qualsiasi età.

Gli eroi della guerra di Troia

Le storie avvincenti degli eroi cantati da Omero. Il racconto sorprendente di quello che Omero non dice. Chi erano davvero gli eroi e le eroine della guerra di Troia? Quali sono le storie più autentiche e segrete delle figure cantate nell’Iliade e nell’Odissea? Questo libro racconta in modo nuovo i protagonisti della grande epopea omerica che tutti abbiamo studiato a scuola. Ma racconta anche quello che Omero non dice, scavando nella miniera di leggende, spesso frammentarie ed enigmatiche, che gli antichi ci hanno lasciato. Così, intorno agli amori di Achille, agli inganni di Ulisse, alle avventure favolose di Elena, rinasce tutta una costellazione di eroi perduti. «Le storie degli eroi di Ieranò parlano di uomini e donne straordinari e imprevedibili» Francesco Pacifico, LA REPUBBLICA «Ieranò sa raccontare l’antico con intelligenza, competenza, leggerezza» Eva Cantarella, CORRIERE DELLA SERA «A rendere coinvolgente questa grande saga sulla mitologia greca è la capacità dell’autore di coniugare competenza e profondità culturale con una leggerezza che non toglie nulla al fascino del racconto» Anna Folli, GAZZETTA DI PARMA