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L’anno del massacro

Si tratta del capitolo conclusivo della saga degli Chtorr, giganteschi vermi provenienti da un altro sistema solare che si sono installati sulla Terra con l’intento di farla propria. Sono stati creati reparti speciali dell’esercito per contrastare quest’invasione. Molti hanno la tendenza a considerare gli Chtorr, che divorano gli esseri umani, come creature semidivine, e quindi sempre numerosi sono i gruppi di terrestri che si affiancano ai vermi, li allevano e li proteggono. In quest’ultimo capitolo della saga finalmente i giochi si chiariscono e chi dovrà pagare non potrà sfuggire alla giusta vendetta di quanti hanno dovuto soffrire pene inenarrabili.

L’almanacco del delitto: i racconti polizieschi del Cerchio verde

«Il giallo italiano – scriveva Savinio – è assurdo per ipotesi. Prima di tutto è una imitazione e porta addosso tutte le pene di questa condizione infelicissima. Oltre a ciò, manca al “giallo” italiano, et pour cause, il romanticismo criminalesco del giallo anglosassone. Le nostre città tutt’altro che tentacolari e rinettate dal sole non “fanno quadro” al giallo né può “fargli ambiente” la nostra brava borghesia. Dove sono i mostri della criminalità, dove i re del delitto?». Ma la diagnosi di Savinio del lungo sonno del giallo italiano non soddisfa del tutto. Pensava Savinio al giallo della hard boiled school (che ha bisogno di città tentacolari), degli intrecci da «camera chiusa» (che ha castelli brumosi e gentiluomini come ingredienti); ignorava per esempio quanti segreti Simenon carpiva dalla provincia più profonda e quieta, e i delitti trovati da Glauser nei villaggi infrattati tra le montagne svizzere. In realtà, in Italia, non «assurdo per ipotesi», mancavano al giallo altre cose che non gli ingredienti naturali, ambienti e quadri: mancava prima di tutto una completa libertà di parola, una spregiudicata assenza di ipocrisie in scrittori e lettori, il diritto al pessimismo e al nichilismo; libertà, senza cui il giallo, pur lettura divagante, non vive. Tra il ?35 e il ?37 fiorì in Italia la rivista mondadoriana «Il Cerchio Verde». La grafica e il taglio erano modernissimi, richiamandosi ai coevi pulp magazines americani; vi collaboravano cartoonists d’avanguardia; vi operavano veri professionisti (Zavattini, Alberto Tedeschi, l’artefice del Giallo Mondadori, tra gli altri); vi scrivevano autori che avrebbero meritato un futuro diverso nel mondo del poliziesco, Varaldo, Spagnol, Antonelli. Voleva essere la fucina del giallo italiano, ma visse poco, non rispondendo i lettori nel mentre che il Fascismo gli metteva le brache. Così, l’antologia che qui presentiamo di novelle dal «Cerchio Verde», mostra come nasceva il giallo italiano insieme alle ragioni per cui non nacque.

L’Albero Dei Desideri

Samar si è alzata sulla punta dei piedi, ha abbassato con delicatezza il ramo più vicino a lei e vi ha legato attorno il pezzetto di stoffa, con un nodo leggero. «Vorrei trovare un amico» ha su­s­sur­rato.

L’ala di bronzo: Un’indagine del Mandarino Tan

Questa volta è il Vietnam del Sud a fare da sfondo a quella che forse è la più importante – per sé, se non per tutto il Paese – indagine del Mandarino Tan. Accompagnato dal fedele amico Dinh, il detective torna, per un breve soggiorno, al paese natale. Ma il romanzo del ritorno presto si trasforma in un giallo ricco di suspense. Succede di tutto. L’anziana madre lo prende per il marito scomparso da venticinque anni; il fantasma di una vergine aggredisce e violenta chi si avventura nella giungla; un uomo muore per autocombustione; il capitano delle guardie cerca di farsi violentare dal fantasma esibendosi in uno spogliarello da manuale. E gradualmente, le verità sui delitti recenti si annodano a quelle dei misteri del passato…

L’Accademia dei Vampiri – 5. Anime legate

Il quinto episodio della serie L’Accademia dei Vampiri. Dopo un lungo e straziante viaggio nel luogo di nascita di Dimitri in Siberia, Rose Hathaway è finalmente tornata dalla sua migliore amica, Lissa. Il diploma è vicino, e le ragazze non vedono l’ora che inizi la loro vita reale al di là dei cancelli dell’Accademia. Rose soffre ancora per Dimitri: sa che lui è la fuori, da qualche parte. Non è riuscita a ucciderlo quando ne ha avuto l’occasione e ora le sue peggiori paure stanno per diventare realtà: Dimitri ha assaggiato il suo sangue e le sta dando la caccia. Non si darà pace fino a quando non saranno uniti per sempre.

Ira. Oblio – Serie I Sette Peccati Capitali ep. 2

Serie “I Sette Peccati Capitali”, ep. 2 Flavio, nipote del senatore Caio Agrippa, è un giovane rimasto orfano presto. Il padre, figlio di Caio Agrippa, muore quando Flavio ha solo 4 anni proprio per mano di Caio Agrippa, che gli tende un’imboscata perché aveva scoperto l’intenzione del figlio di spodestare gli Anziani, di cui Caio faceva parte. La madre, Clelia Calidia, viene fatta sparire quando Flavio ha solo 8 anni, perché anche lei si opponeva al perfido potere del suocero. Flavio cresce avendo come tutore Caio Agrippa, che cerca di allevarlo nel disprezzo di tutti coloro che sono soggiogati al potere di Roma, primi fra tutti i cristiani. Adolescente, Flavio si innamora di una giovane cristiana, Domitilla, che diventerà la causa della sua vendetta.

Io Non Ti Lascio Solo

**Due ragazzini, una grande amicizia, un segreto rimasto sepolto troppo a lungo.**
**Ma che prezzo ha la verità?** Il maresciallo De Benedittis, prossimo alla pensione, sa bene che certi casi sono come vecchie ferite mai guarite: prima o poi si riaprono. E quando gli vengono portati due vecchi diari ritrovati nella casa dove viveva Guelfo Tabacci – un montanaro scorbutico e solitario che, trent’anni prima, era stato al centro della terribile vicenda della scomparsa del figlio Tommaso, di soli due anni, mai più ritrovato – tutto il dolore di quella vecchia ferita si rifà vivo più che mai. I due diari appartengono a Filo e Rullo, due ragazzini, amici per la pelle, e raccontano le vicende di quell’estate di vent’anni prima alla ricerca dell’amato cane Birillo, e della loro incursione nella proprietà di Guelfo Tabacci, dove scopriranno una realtà sconcertante, che li costringerà ad affrontare prove assai più grandi di loro. Forse, quei diari contengono la soluzione, pensa il maresciallo. Forse racchiudono il senso di tutti quegli anni trascorsi nel silenzio e nell’attesa della verità sulla sorte di Tommaso. O forse quei diari raccontano un enigma ancora più profondo e inquietante. E il maresciallo De Benedittis sa di non aver altra scelta che aprirli.

Invisibile

Una magica storia d’amore Dagli autori bestseller del «New York Times» Stephen è abituato a non essere notato. È nato così. Invisibile. A causa di una maledizione. Elizabeth ha desiderato spesso di essere invisibile. Se la gente non ti vede, nessuno può ferirti. Quando i due si incontrano però, qualcosa cambia per sempre nelle loro vite. Stephen si accorge con stupore che Elizabeth riesce a vederlo, e la ragazza si rende conto che desidera essere vista da Stephen, che non ha paura di mostrarsi a lui. Cosa sta succedendo? Da dove ha origine la maledizione che pesa sulla famiglia di Stephen? All’improvviso i ragazzi si ritrovano catapultati in un mondo segreto popolato da maghi e stregoni, di fronte a una scelta difficile, che mette in gioco il loro amore e le loro vite. Dagli autori bestseller del «New York Times» Una magica storia d’amore tra un ragazzo che ha la maledizione di non poter essere visto e l’unica ragazza che può vederlo «Magia, romanzo d’amore e d’amicizia: la storia e i suoi personaggi mi hanno completamente catturato.» «Unisce il realismo magico al romanzo contemporaneo, Invisibile è una meravigliosa storia che parla di cosa si fa per amare davvero qualcuno.» Andrea Cremerè autrice bestseller del «New York Times». È nata nel nord del Wisconsin e ora vive a Manhattan, ma si sente sempre una ragazza di provincia. Prima di scrivere a tempo pieno insegnava Storia moderna all’università.David Levithanè autore di molti romanzi Young Adult, fantasy e soprannaturali. Ha studiato Letteratura inglese e Scienze politiche. Oltre a scrivere, lavora come editor.

Introduzione alla sociolinguistica

La lingua è un elemento fondamentale della cultura e della società. Cinquantanni di ricerche sociolinguistiche hanno permesso di conoscere, in modo sempre più approfondito, le interazioni tra lingua e società: attraverso l’analisi del linguaggio è, infatti, possibile addentrarsi nella complessità della struttura sociale, nelle sue dinamiche e nei suoi conflitti. Una sociolinguistica orientata in senso antropologico, come quella proposta in questo libro fondamentale da Giorgio Cardona, ci permette di comprendere appieno gli aspetti sociali, culturali e ideologici dell’uso del linguaggio, di scoprire come, operando sottili azioni di rielaborazione del linguaggio, diventi addirittura possibile intervenire sui rapporti tra individui, e come ogni cambiamento culturale si rifletta direttamente sul linguaggio e lo trasformi. Introduzione alla sociolinguistica è, quindi, il punto di partenza necessario per comprendere come la lingua, specchio della società che la crea, agisca a sua volta tanto prepotentemente su di essa da arrivare ad essere la sua spina dorsale.

Immaginare altre vite: Realtà, progetti, desideri

Per sfuggire agli orizzonti ristretti entro cui sarebbe confinata la nostra esistenza ci serviamo della immaginazione, alimentata dal confronto non solo con persone reali, ma anche con figure tratte dai testi letterari e dai media. Grazie allo sviluppo delle nuove tecnologie della comunicazione, ciascuno dispone oggi, fin dall’infanzia, di un enorme repertorio di modelli di vita e di esperienza, tratti da differenti culture, che ne modificano le maniere di fantasticare, pensare e agire. Nel passato, oltre ai genitori e alla limitata cerchia dei conoscenti, i personaggi esemplari erano relativamente pochi e circonfusi di gloria: sovrani, condottieri, fondatori di religioni, santi, poeti o filosofi. Da quando i modelli con cui identificarsi si sono inflazionati, popolandosi di celebrità, la costruzione di un io autonomo, capace di inglobare l’alterità e di arricchirsi per suo tramite, è diventata più incerta. L’identità individuale, ibrido frutto d’imitazione e d’invenzione di sé (che si orienta attraverso la tacita domanda “chi vorrei essere?”), da un lato, si indebolisce allorché i modelli, diventando effimeri, perdono d’autorità; dall’altro, quasi per compensazione, esige per il soggetto maggiore visibilità e riconoscimento. Ma, se ognuno è connesso ad altre esistenze e capace di racchiuderne molte, non corre forse il rischio di perdere la propria consistenza e di trasformare l’immaginazione, più che in un fattore di crescita, in un trastullarsi inoperoso o, peggio, in un nocivo strumento di fuga dal mondo e di paralisi della volontà? Come smorzare allora l’oscillazione tra il rispetto dei vincoli imposti dalla realtà e la logica dei desideri tesi a sovvertirla? Come il fatto di immaginare altre vite può incidere sulla politica in un periodo in cui si acuisce la percezione della precarietà e vulnerabilità dell’esistenza e in cui si riduce la possibilità di progettare sensatamente il futuro?

Il Turco a Vienna: Storia del grande assedio del 1683

La capitale dell’impero, l’esercito cristiano contro l’esercito turco, due mesi di assedio, una splendida domenica di gloria.
«Cominciò così la grande battaglia attorno alle mura di Vienna. Era il 12, nel giorno di domenica benaugurante per i cristiani. Alle quattro del mattino, re Giovanni insieme con il figlio Jakub servì personalmente e con devozione la messa celebrata da frate Marco nella cappella camaldolese. Lo scontro si protrasse fino a sera per concludersi trionfalmente in Vienna liberata; all’alba del giorno dopo, sotto il ricco padiglione del gran visir conquistato dalle sue truppe che stavano saccheggiando il campo ottomano, Giovanni III poteva scrivere una trionfante lettera alla sua regale consorte. Terminava così, dopo due lunghi mesi, l’incubo dell’assedio alla prima città del Sacro Romano Impero e capitale della compagine territoriale ereditaria asburgica. Con esso, l’ultima Grande Paura provocata da un assalto ottomano a una Cristianità peraltro tutto meno che unita.»
La Francia del Re Sole è restata in disparte, ostile. La Russia di Pietro il Grande ha assistito guardinga. L’Inghilterra, il mondo baltico, la stessa cattolicissima Spagna si sono mantenuti lontani dal teatro di guerra che ha visto la croce lottare contro la mezzaluna. Solo un monarca musulmano, lo shah di Persia, sembra esultare senza riserve per la sconfitta del collega ottomano.
È stata davvero una grande giornata, quel 12 settembre 1683, fondamentale per la storia dell’Europa moderna.

Il Trono di Spade – 4. Il dominio della regina, L’ombra della profezia

In spettrali campi di battaglia e tetre fortezze in rovina, fra città tramutate in cimiteri e terre ridotte a ossari, la spaventosa guerra dei cinque re volge ormai al termine. La Casa Lannister e i suoi alleati appaiono vincitori. Eppure, nei Sette Regni, qualcosa ancora si agita. Mentre corvi in forma umana si raccolgono per un festino di ceneri, nuovi, temerari complotti vengono orditi e nuove, pericolose alleanze prendono forma. In questa apparentemente consolidata “pace del re” forze inattese sono pronte a sferrare attacchi cruenti. Guidati dal famigerato re Occhio-di-corvo, gli uomini di ferro, eredi di un culto guerriero dimenticato da secoli, si sono lanciati all’invasione del sudovest del reame, costringendo la regina Cersei e il Trono di Spade ad affrontare un’inedita prova di forza. E dalle brume di una memoria lasciata troppo a lungo sepolta, un’antica, sinistra profezia potrebbe minacciare la stessa regina. Non sembra esistere una fine al banchetto dei corvi. E, forse, l’ora del destino sta per scoccare perfino per le prede più inattaccabili.

Il Trono di Spade – 2. Il Regno dei Lupi, La Regina dei Draghi

Nel cielo dei Sette Regni, travolti da una guerra devastatrice, compare una cometa dal sinistro colore di sangue. È l’ennesimo segno di immani catastrofi che si stanno preparando? L’estate dell’abbondanza sembra ormai definitivamente passata, e ben quattro condottieri si contendono ferocemente il Trono di Spade. Intanto al di là del mare caldo l’orgogliosa principessa in esilio Daenerys Targaryen è pronta a rischiare tutto per la corona che le appartiene di diritto. Solo per lei, forse, la cometa di sangue non è un presagio di tragedia ma l’araldo della riscossa¿ Mentre lo scontro continua, qualcuno tesse un’inesorabile tela di morte. All’estremo Nord, oltre la Barriera di ghiaccio, forze oscure vanno facendosi sempre più minacciose… In una terra di sinistra magia e violenza, ma anche di eroismo e passione, è ambientato il secondo volume della saga “Le cronache del ghiaccio e del Fuoco”, l’attesissimo seguito de *Il Trono di Spade* e *Il Grande Inverno*.

Il Trono di Spade – 1. Il Trono di Spade, Il Grande Inverno

In una terra fuori dal mondo, dove le estati e gli inverni possono durare intere generazioni, sta per esplodere un immane conflitto. Sul Trono di Spade, nel Sud caldo e opulento, siede Robert Baratheon. L’ha conquistato dopo una guerra sanguinosa, togliendolo all’ultimo, folle re della dinastia Targaryen, i signori dei draghi. Ma il suo potere è ora minacciato: all’estremo Nord, la Barriera – una muraglia eretta per difendere il regno da animali primordiali e, soprattutto, dagli Estranei – sembra vacillare. Si dice che gli Estranei siano scomparsi da secoli. Ma se è vero, chi sono allora quegli esseri con gli occhi così innaturalmente azzurri e gelidi, nascosti tra le ombre delle foreste, che rubano la vita, o il senno, a chi ha la mala sorte di incontrarli? La fine della lunga estate è vicina, l’inverno sta arrivando e non durerà poco: solo un nuovo prodigio potrà squarciare le tenebre.
Intrighi e rivalità, guerre e omicidi, amori e tradimenti, presagi e magie si intrecciano nel primo volume della saga de “Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco”, definita da Marion Zimmer Bradley “la più bella epopea che io abbia mai letto”.

Il Terrore e la Rivoluzione giacobina

Maximilien-Francois-Marie-lsidore de Robespierre detto l’Incorruttibile (Arras, 1758 – Parigi, 1794) è stato un politico, avvocato e rivoluzionario francese. Probabilmente è il più noto e uno dei più controversi protagonisti della Rivoluzione francese e del Terrore. Gli storici e i contemporanei si sono divisi. C’è chi lo considera un estremista che causò le numerose esecuzioni di coloro che erano considerati nemici della rivoluzione. Altri interpreti lo ritengono un idealista, cresciuto nelle idee dell’Illuminismo, devoto alla causa rivoluzionaria della Repubblica fino al sacrificio della stessa vita. Per questa interpretazione le leggi speciali del Terrore furono una misura estrema necessaria a causa della guerra civile ed esterna al quale era sottoposta la Francia, rimproverando invece gli eccessi ai suoi più accesi seguaci, più che a Robespierre in persona. I suoi brillanti scritti sulla rivoluzione francese, composti in presa diretta, durante le varie fasi dal 1789 al suo tragico epilogo, testimoniano lo spessore etico di una battaglia per la libertà, l’uguaglianza e la fraternità che ancor oggi le democrazie contemporanee faticano a realizzare. **