7841–7856 di 74503 risultati

IL DIARIO SEGRETO DI LUCREZIA BORGI

Nel 1519 Lucrezia si guarda indietro e fa un bilancio dei suoi 39 anni di vita. Due i fili narrativi. Da una parte la storia personale, i drammi e le gioie di una giovane donna data tre volte in sposa secondo il variare del disegno politico di un padre d’eccezione, papa Alessandro VI: nel 1492 a Giovanni Sforza di Pesaro, nel 1498 ad Alfonso d’Aragona, nel 1502 ad Alfonso d’Este. Dall’altra parte, gli eventi politici: l’avvicendarsi dei papi, la guerra contro i Francesi di Carlo VIII; l’ascesa al trono di Luigi XII; l’affermazione e poi la caduta del Valentino… Bouflet, storico, immagina il diario scritto da Lucrezia Borgia poco prima di morire. **

Il Dialogo Strategico

Sulla scia di un’esperienza ventennale in qualità di terapeuta e di consulente in campo clinico, Giorgio Nardone ha formulato insieme ai suoi collaboratori una tecnica sorprendentemente efficace per condurre un colloquio mediante il quale l’interlocutore o il paziente finisce per cambiare le proprie convinzioni più radicate. La validità del dialogo strategico risiede nel fatto che questo cambiamento non è avvertito come un’imposizione esterna, ma come il naturale scioglimento del nodo che crea il disagio e il malessere. Una tecnica nuova e insieme antichissima, che prende spunto dalla retorica classica, e che si congiunge con successo alla Terapia in tempi brevi. In questo saggio Giorgio Nardone e Alessandro Salvini mettono a punto un metodo ancora più raffinato, in cui l’interlocutore stesso è indotto a considerare sotto una nuova prospettiva la sua situazione , dolcemente, come se il cambiamento fosse una scoperta guidata da chi chiede aiuto, e non dal terapeuta.

Il Designato

Nel salotto non c’ero che io; io, in piedi, nell’atteggiamento nervosissimo dell’aspettazione, guardando dei quadri di cui conoscevo tutto, l’autore, il tema, il valore artistico, la provenienza, la data in un angolo. Geltrude, la cameriera, entrò dallo studio e mi disse:

Il denaro «Sterco del demonio»

“Il fatto è che il denaro, nella sua estrema essenza, è futuro, proiezione nel futuro, rappresentazione del futuro, immaginazione del futuro, aspettativa nel futuro. E noi ne abbiamo immesso nel sistema una quantità così colossale, immaginaria da ipotecare questo futuro fino a epoche così sideralmente lontane da renderlo di fatto inesistente. E questo futuro orgiastico, che ci viene continuamente fatto balenare come la Terra Promessa, arretra costantemente davanti ai nostri occhi con la stessa inesorabilità dell’orizzonte davanti a chi, correndo a pazza corsa, abbia la pretesa di raggiungerlo. Questo scherzetto atroce va avanti da troppo tempo per poter durare ancora a lungo. Dieci anni fa concludevo così il mio libro: in ogni caso questo futuro inesistente «dilatato a dimensioni mostruose dalla nostra fantasia e dalla nostra follia, un giorno ci ricadrà addosso come drammatico presente. Quel giorno il denaro non ci sarà più. Perché non avremo più futuro, nemmeno da immaginare. Ce lo saremo divorato».”

Il Compagno Don Camillo

Don Camillo è il combattivo parroco di un paesino della Bassa Padana. Il suo avversario è Peppone, il sindaco comunista. Fra i due nasce immediatamente un legame di odio-amore. In nome di ideali poi non così tanto lontani, Peppone e don Camillo si scontrano, si fanno reciprocamente tiri birboni, lottizzano poteri paesani e organizzano piccole vendette. ‘Il compagno don Camillo’ è in assoluto un capolavoro dell’umorismo e della satira di costume, da cui è stata tratta una esilarante serie di film interpretata dagli indimenticabili Gino Cervi e Fernandel.

Il collezionista

In questo libro l’incontro fortuito tra una “brava ragazza” e una “ragazzaccia” diventa pretesto per una spericolata incursione nei temi della perversione, del sesso e dell’amore. A Rosa, la “brava ragazza” esperta d’arte, viene affidata una ciotola sumerica perché ne attesti l’autenticità. Non è un semplice oggetto d’antiquariato, ma un vaso pensante straordinariamente erudito, che nella sua lunga vita ha assistito ai grandi rivolgimenti della Storia, carestie, massacri, guerre e rivoluzioni. Dotato di un’eccezionale memoria, dispensa la sua “saggezza” a chi lo possiede, rivendicando a sé il ruolo di narratore e facendo, in un paradossale gioco di specchi, collezione dei suoi stessi collezionisti. Quando Nikki, la “ragazzaccia” dedita all’arte del furto e della seduzione, irrompe nell’appartamento e nella vita di Rosa, inizia per la ciotola una serie di avventure rocambolesche, in cui i suoi racconti si intrecciano con gli infelici amori dell’una e le subdole macchinazioni dell’altra, dando vita a una geniale scorribanda temporale fra le civiltà primitive e la società, non meno primitiva, della Londra contemporanea.

Il collasso

La guerra dei posseduti, la strenua lotta che oppone da un capo all’altro della galassia le razze della Confederazione contro un nemico atroce e invincibile, è arrivata al culmine. L’Aldilà è reale, i combattenti sono angosciati dalla prospettiva di entrare a far parte essi stessi delle forze nemiche: perchè questo avvenga è sufficiente morire. Per la razza umana si profila l’ora della resa dei conti: altri popoli si sono già suicidati, consapevoli che alla Crisi della Realtà non è possibile resistere!

Il Caso Juliet: Nessuno è Al Sicuro: (Iris Merlini Vol. 2) un Thriller Coinvolgente e Appassionante

Il nuovo thriller dell’autore di “Dragonfly: la prossima a morire” Nel mezzo di una vacanza in Sicilia, la commissaria Merlini riceve una telefonata dal questore: un ragazzo africano è stato ucciso in un parco del centro. L’unica persona collegata alla vittima è un prete, Don Martino, che si è rifiutato di rispondere alle domande degli inquirenti, dicendo che avrebbe parlato solo con Iris Merlini. La commissaria non resiste alla curiosità, e rientra a Verona immediatamente: perché il prete ha chiesto di parlare proprio con lei? Chi è il ragazzo ucciso? In breve tempo, Iris si fa coinvolgere dall’indagine, una corsa contro il tempo alla ricerca della verità. In una spirale vorticosa, la posta in gioco continuerà a salire: quanto sarà disposta a perdere Merlini, pur di risolvere il caso? Questa è la seconda avventura di Iris Merlini; per gustare il romanzo, non è indispensabile aver letto “Dragonfly: la prossima a morire” L’autoreMatteo Meneghini lavora all’Università di Padova, dove insegna optoelettronica e laboratorio di microelettronica. Si occupa di dispositivi per l’efficienza energetica, come LED, laser e celle fotovoltaiche, ed è incuriosito dalle tecnologie innovative. E’ autore di più di 200 pubblicazioni scientifiche e ha partecipato a congressi in tutto il mondo, presentando i risultati della ricerca condotta a Padova. Appassionato di romanzi gialli, sogna di avere più tempo per leggere e non ha mai coltivato il desiderio di scrivere un libro. Ha pubblicato “Stato di Accusa: la verità non basta” nel 2018, un libro in cui l’entusiasmo per i thriller si fonde con l’interesse per le nuove tecnologie. Incoraggiato dal successo di questo romanzo, a fine 2018 ha pubblicato “Dragonfly: la prossima a morire”. Il sequel di quest’ultimo libro è “Il caso Juliet: nessuno è al sicuro”, pubblicato nel 2019.

Il Caso Juliet: Nessuno È Al Sicuro (Iris Merlini Vol. 2): Un Thriller Coinvolgente E Appassionante

**Il nuovo thriller dell’autore di “Dragonfly: la prossima a morire”**
Nel mezzo di una vacanza in Sicilia, la commissaria Merlini riceve una telefonata dal questore: un ragazzo africano è stato ucciso in un parco del centro. L’unica persona collegata alla vittima è un prete, Don Martino, che si è rifiutato di rispondere alle domande degli inquirenti, dicendo che avrebbe parlato solo con Iris Merlini.
La commissaria non resiste alla curiosità, e rientra a Verona immediatamente: perché il prete ha chiesto di parlare proprio con lei? Chi è il ragazzo ucciso? In breve tempo, Iris si fa coinvolgere dall’indagine, una corsa contro il tempo alla ricerca della verità. In una spirale vorticosa, la posta in gioco continuerà a salire: quanto sarà disposta a perdere Merlini, pur di risolvere il caso?
**Questa è la seconda avventura di Iris Merlini; per gustare il romanzo, non è necessario aver letto “Dragonfly: la prossima a morire”**
**L’autore**
Matteo Meneghini lavora all’Università di Padova, dove insegna optoelettronica e laboratorio di microelettronica. Si occupa di dispositivi per l’efficienza energetica, come LED, laser e celle fotovoltaiche, ed è incuriosito dalle tecnologie innovative. E’ autore di più di 200 pubblicazioni scientifiche e ha partecipato a congressi in tutto il mondo, presentando i risultati della ricerca condotta a Padova. Appassionato di romanzi gialli, sogna di avere più tempo per leggere e non ha mai coltivato il desiderio di scrivere un libro. Ha pubblicato “Stato di Accusa: la verità non basta” nel 2018, un libro in cui l’entusiasmo per i thriller si fonde con l’interesse per le nuove tecnologie. Incoraggiato dal successo di questo romanzo, a fine 2018 ha pubblicato “Dragonfly: la prossima a morire”. Il sequel di quest’ultimo romanzo è “Il caso Juliet: nessuno è al sicuro”, pubblicato nel 2019.

Il caratteraccio. Come (non) si diventa italiani

Perché siamo come siamo, noi italiani? Perché ci piacciamo sempre di meno e cominciamo a trovarci antipatici? Che cosa è accaduto nella nostra storia nazionale, da Porta Pia alle Veline, che ha fatto di noi quello che siamo diventati: rissosi, astiosi, perennemente “incazzati” contro gli altri e sfacciatamente ipocriti, capaci di celebrare il Family Day un giorno e di tradire la stessa Family il giorno dopo?
Vittorio Zucconi sceglie, fra i tanti possibili, dieci eventi chiave della storia d’Italia – dalla presa di Roma alla Grande Guerra, dal fascismo al boom economico, da Tangentopoli a Berlusconi, passando per la tv di Mike Bongiorno, i furgoncini Ape e la “gioiosa macchina da guerra” post comunista – in cerca di quel “cromosoma storto” che non ha permesso di “fare gli italiani”. Sì, perché l’homo italicus, incline a denigrarsi con passione, ha ormai maturato la certezza di non possedere un vero carattere nazionale, ma un caratteraccio. Prendendo spunto da un ciclo di “lezioni americane” tenute agli studenti di una prestigiosa ed esclusiva università del Vermont, il Middlebury College, Zucconi mette da parte, rispettosamente, Boccaccio e Cavour per rivisitare, con la sua ironia affettuosa tessuta di deliziose esperienze personali e con la coscienza di rivolgersi non ad accademici, ma a chi della storia italiana sa molto poco (cioè quasi tutti), pregiudizi e cliché sul dramma pirandelliano degli italiani in cerca di se stessi. Per mostrarci che, con crudele e puntuale dispettosità, la storia ha fatto di noi un popolo condannato a essere sempre anti, il prefisso che si è rivelato il surrogato della nostra identità e la formula magica usata da partiti, curie, demagoghi, comunicatori e potenze straniere per controllarci e condizionarci. Dal Brennero a Lampedusa l’italiano è prima di tutto anticomunista, antiamericano, anticlericale, antilaicista, antifascista, antimeridionale, antiberlusconiano.
Siamo *contro* qualcosa, ergo esistiamo. Nessuno prima d’ora era riuscito a spiegare con una similitudine così folgorante la natura della nostra disperata democrazia, “sempre più simile alla rana di Galvani, che ha bisogno di periodiche scosse per muovere le zampette e sembrare viva, restando morta”. Ma siamo sicuri che sia del tutto colpa nostra?

Il capitan Fracassa

Per amore di una bellissima attrice, Isabelle, il barone di Sigognac, ultimo rampollo di una antica famiglia decaduta, lascia il suo castello in rovina e si unisce a una compagnia di attori girovaghi. Qui iniziano le sue avventure: gli incontri, gli ostacoli, le sorprese, le incognite del viaggio, quelle dell’amore e quelle della gelosia. “È davvero una meraviglia di stile, di colore e di gusto” (Gustave Flaubert).

Il campione

Il legame tra Billy, un ex pugile campione del mondo, e il figlioletto T.J. è tra i più profondi e tenaci.
Separato dalla moglie, l’uomo ha ottenuto la custodia del bambino, e nemmeno la madre, che nel frattempo si è risposata diventando ricca e famosa, riesce a dividere T.J. dall’adorato padre.
Per amore del piccolo, lo stanco campione decide perfino di tornare a combattere sul ring: una risoluzione che avrà un tragico, amaro epilogo. Una storia drammatica e commovente, uno straordinario film diretto da Franco Zeffirelli.

Il calcio rubato

Mondiali di “Italia 90”, il giovane Hallberg, neofita del calcio e scettico dello sport, segue il corteo dei tifosi, attraverso le tappe delle partite. Un viaggio iniziatico attraverso le principali città d’arte italiane che diventa una rivelazione e si concretizza nel vibrante racconto di un’esperienza che l’ha convinto e appassionato, rivissuta ora sotto un’angolazione nuova. Con complicità ed empatia il suo sguardo smonta la retorica enfatica da “grande evento mediatico” e scorge con lucidità tutta nordica nel dramma dei 90 minuti (e magari dei supplementari e dei rigori) un concentrato della nostra vita, con tutti i momenti decisivi, le vittorie, le sconfitte e le scelte senza appello. Riviviamo la fallimentare spedizione della Svezia di Strömberg e Brolin, la danza calcistica dei “leoni” del Camerun, lo sguardo indimenticabile del goleador siciliano Schillaci e, soprattutto, l’ammaliante genio calcistico di Maratona, il “piccolo principe”. E sotto una luce critica, ma piena d’affetto, vediamo l’immagine di un’Italia in via di trasformazione, pronta a gettarsi nell’illusione della bella facciata, nell’arroganza della vittoria a tutti i costi e nella spettacolarizzazione dello sport e della vita intera, veloce a dimenticare tutto, compresi i suoi modelli di virtù civile rappresentati da un altro grande siciliano, il giudice Giovanni Falcone.

Il biglietto che è esploso

Il biglietto che è esploso ci conduce nel labirinto dell’universo contemporaneo, un universo di registratori, film, telescriventi e ogni altro genere di apparecchi meccanici ed elettromeccanici, con una forza visionaria che non ha pari dopo Blake. Centrato su un’organizzazione misteriosa, “Nuova Mob”, che cerca di guadagnare il controllo del mondo ricattando e disinformando, questo romanzo coglie la vera essenza del terrore moderno e della follia antiumana che ne è all’origine.

I Viandanti Di Eirahn

In un mondo dove la magia è racchiusa in pietre di potere, si muovono i viandanti. Ciascuno di loro ha una vicenda da narrare. Noi abbiamo raccolto le loro storie, intessendo canti che parlano di ricchezza, inganno, ambizione, coraggio e redenzione. Il ricavato delle vendite di questa antologia è interamente devoluto a sostegno dei progetti di #opportunity onlus.