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Com’era Lassù

Una ventina di anni fa, Edmond Hamilton, specialista in avventure galattiche libere da ogni preoccupazione di verosimiglianza, si provò a scrivere una storia completamente diversa. La scrisse, e se la vide respingere da tutte le riviste a cui l’offrì. “Troppo crudele” gli dissero. “Al pubblico non piacerebbe”. Pubblicato oggi, dopo un lungo soggiorno in un cassetto, “Com’era lassù” è stato accolto come un piccolo gioiello della letteratura fantascientifica; Urania è lieta di offrirlo ai suoi lettori in una cornice d’eccezione, che comprende, fra l’altro, una paradossale “variante” sul viaggio di Colombo verso le Indie, una memorabile figura di capitano spaziale, e una ipotesi sul mondo degli impiegati, che non mancherà di far venire i brividi a quanti lavorano in ufficio.

INDICE
COM’ERA LASSU’
What’s it like out there? (1962) 
EDMOND HAMILTON
UN PROBLEMA DI TRADUZIONE
Three-part puzzle (1962) 
GORDON R. DICKSON
I RAGAZZI DI RIDGEVILLE
Junior Achievement (1962) 
WILLIAM LEE
IL DIO DEL 36° PIANO
The God of the 36th floor (1962) 
HERBERT D. KASTLE
LA VIA DELLE INDIE
Sail On! Sail On! (1962) 
PHILIP J. FARMER
CILINDRO DI COMANDO
Camouflage (1953) 
HENRY KUTTNER

Che cos’è un intellettuale?

Un tentativo di delineare un ruolo per gli intellettuali in questa epoca risolvendo i rapporti con la politica e i politici, con i mass-madia, con le nuove tecnologie ecc. Ma anche l’evoluzione degli intellettuali da Platone a Cervantes a Defoe fino a Heidegger.. **
### Sinossi
Un tentativo di delineare un ruolo per gli intellettuali in questa epoca risolvendo i rapporti con la politica e i politici, con i mass-madia, con le nuove tecnologie ecc. Ma anche l’evoluzione degli intellettuali da Platone a Cervantes a Defoe fino a Heidegger..

Caterina De’ Medici

Sovrana dotata di incomparabile ingegno, Caterina de’ Medici è una delle figure più straordinarie del Cinquecento. Mal compresa e avversata da contemporanei e posteri, la sua personalità complessa si presta a innumerevoli e controverse interpretazioni. Tra luci e ombre, Alessandra Necci restituisce un ritratto inedito di una geniale mente politica, che sembra incarnare il Principe al femminile, capace di trovare un equilibrio tra Fortuna e Virtù, maestra nel valorizzare le caratteristiche della patria d’origine, l’Italia rinascimentale, e le opportunità offerte dalla patria d’adozione, la Francia dei Valois. Nata a Firenze nel 1519, rimasta orfana, dopo un’infanzia di privilegi e sofferenze arriva a Marsiglia nel 1533 per sposare il secondogenito del re Francesco I, Enrico di Valois il quale, però, non ha occhi che per la sua amante Diane de Poitiers. La consapevolezza di dover contare solo sulle proprie forze la rende imperscrutabile e guardinga e ne esalta la capacità di autocontrollo, l’intelligenza politica, la tenacia; talenti compresi unicamente dal suocero. Dopo anni di subalternità, «la Fiorentina» si prende la sua rivincita quando, scomparso Enrico, governa in nome dei figli ancora piccoli. Il suo regno durerà circa trent’anni, insanguinati dalle guerre di religione fra cattolici e ugonotti: anni durante i quali, spinta dalla volontà di pacificare il paese e rafforzare il potere della Corona, viaggia, tesse rapporti e alleanze, mette in scena a corte «la rappresentazione della regalità», ponendo le basi per la nascita della Francia del Grand Siècle. Tra vicende personali di una figura cardine della storia europea e intrighi dinastici, lo stile inconfondibile e l’abilità narrativa di Alessandra Necci fanno rivivere il clima di un’intera epoca.

Capra e calcoli: L’eterna lotta tra gli algoritmi e il caos

Per capire realmente quanto profonda e autentica sia la nostra conoscenza, e i suoi limiti, è molto più utile insegnare a uno stupido che non dialogare con un genio. E il computer, per sua stessa natura, è stupido.
Senza il motore a scoppio non ci sarebbero le autoambulanze ma nemmeno gli incidenti stradali. Il doppio lato della medaglia vale per qualsiasi frutto dell’ingegno umano. Ogni avanzamento tecnologico, che spesso nasce per risolvere un problema, altrettanto spesso è il punto di partenza di altri grattacapi. Per il computer non è diverso.
Marco Malvaldi e Dino Leporini raccontano l’origine, lo sviluppo, i problemi che un computer è in grado di risolvere, la sua mostruosa velocità, le conseguenze del suo utilizzo. A volte i risultati sono meravigliosi, come la possibilità di prevedere il tempo atmosferico o di salvare vite umane attraverso la progettazione di veicoli sempre più sicuri. Altre volte, come è facile immaginare, i risultati sono disastrosi, tragici o semplicemente ridicoli: dalla crisi economica statunitense del 2009 al prezzo di 24 milioni di dollari richiesto da un rivenditore online per un testo universitario sulle abitudini delle mosche. Ma le questioni non finiscono qui. È possibile immaginare che un computer possa intuire? È in grado di capire quando scherziamo o potrà mai sviluppare una coscienza? Domande meno scontate di quanto potrebbe sembrare…

Caccia al tesoro

Harlem: l’una di notte. In Riverside Drive si aggirano un gigante nero albino — ex pugile un po’ grullo — e un nano bianco. Scatta l’allarme antincendio della Riverside Church: è stato il gigante, che spera di salvare Gus, il suo pa’ da un complotto tra la nuova moglie e un africano con turbante e tunica multicolore. In Riverside Drive, oltre ai pompieri e ai curiosi, si precipitano i famigerati poliziotti Coffin Ed e Grave Digger, giusto in tempo per fermare Jake, il nano — spacciatore di professione — che al suono delle sirene se la stava filando. Non è che l’inizio di una lunga catena di intrighi, violenze e travestimenti per accaparrarsi un gigantesco malloppo di droga nascosto chissà dove… nel solito teatrino rovente di Harlem, raccontato come solo Chester Himes sa fare, un teatrino animato da mille figure ciniche e patetiche, sempre in bilico fra una Legge presunta e marcia di corruzione, e una Realtà infernale, eppure piena di colore.

C’era una volta un pianeta…

Tra l’orbita di Marte e quella di Giove, a una distanza media dal Sole di 450 milioni di chilometri gravitano, in ampia triplice fascia, i cosiddetti pianetini, o asteroidi. Con dimensioni che vanno da poche decine di metri di diametro a massimi – come ad esempio Cerere e Vesta – di sei o settecento chilometri, gli asteroidi sono numerosissimi. Si calcola che possano arrivare fino a 50.000, vera polvere di mondi, ciottoli del cielo, dalla misteriosa origine. Quale, infatti, l’origine di questo sciame di frammenti di roccia, gravitante esattamente là dove, secondo le leggi della dinamica celeste, dovrebbe trovarsi un pianeta di massa equivalente almeno a quella terrestre? Molte sono le ipotesi avanzate dalla scienza per spiegare questo enigma cosmico. Si, c’era una volta un pianeta tra Marte e Giove, gravitante lungo l’orbita attualmente occupata dallo sciame di pianetini.. Ma che fine ha fatto? Scoppiò, forse, per essersi avvicinato troppo a quel colosso dall’enorme foza gravitazionale ch’è Giove? O, come acutamente immagina L. R. Johannis, popolato in epoche remotissime da una razza intelligente ed evoluta, esplose per avere troppo usato dell’energia nucleare, del cui segreto era giunto in possesso? Rapporti strettissimi legarono il paineta suicida al suo vicino Marte e alla lontana Terra, priva ancora di vita intelligente; e una grande emigrazione cosmica ebbe inizio.. Ma leggiamo questo straordinario romanzo, dove fantasia, scienza, fervida narrativa si fondono a creare un autentico scritto di poesia cosmica.
Copertina di Curt Caesar
Louis R. JOHANNIS (pseudonimo di Luigi RAPUZZI)

C’è Sempre Una Guerra

Sta succedendo agli scrittori di fantascienza quello che sembra sia successo agli strateghi del Pentagono. Per quasi vent’anni dopo Hiroshima, la loro attenzione è stata, come si dice, “polarizzata” dalla guerra nucleare totale, ossia, in pratica, dalla fine istantanea cataclismatica, della civiltà, o addirittua di ogni forma di vita sul pianeta. E su questo tema – che fa ormai parte dei temi tradizionali, obbligati, della f.s., al pari della cronomacchina e della telepatia – sono stati scritti innumerevoli romanzi e racconti, dal capolavoro all’apologo bene intenzionato. Sennonchè, col passare del tempo, si è visto che la catastrofe atomica presenta dal punto di vista narrativo un serio inconveniente: dura poco. Ci si può dilungare, naturalmente, sui precedenti e sulle conseguenze, ma resta il fatto che il dramma vero e proprio, il grande bagliore, l’enorme fungo, si consuma in cinque righe. Di qui dunque, come per i generali di Washington, la necessità di riprendere in considerazione la guerra “minore”, cioè quella guerreggiata, sia in cielo sia in terra. Con quali sensazionali innovazioni il lettore (o il critico militare) potrà vedere nei tre esemplari “studi bellici” che abbiamo raccolto in questa antologia.

Buddha: La Via del risveglio

Chi ha detto che attraverso i racconti non si può capire il Buddhismo? E che bisogna affidarsi a ponderosi tomi, scritti in un linguaggio incomprensibile? Non capiva molto questa persona, che forse non la si è inventata. In questa raccolta di più di cinquanta racconti, un filosofo e orientalista italiano ha riscritto il materiale originale per far capire cos’è il risveglio, come cercarlo e trovarlo. Magari intuendo che lo si è già raggiunto da giovani, senza saperlo, davanti a un tramonto d’estate o alla luna piena in autunno. Storie semplici che parlano al cuore del lettore, senza un significato nascosto da decifrare. Ci permetteranno di sondare i fenomeni più comuni della vita umana, l’amore, la morte, la sofferenza, il bene e il male, l’angoscia. Fino all’ultimo di essi, che potrà dirci come uscire dalla prigione che ognuno di noi si è costruita e in cui, purtroppo, vuol restare. Un Buddhismo senza dogmi o concetti astrusi da memorizzare. Un libro pratico, adatto alla vita di ogni giorno. E un Buddhismo non liturgico, che può essere compreso e applicato da tutti, a prescindere dalla propria fede o dalla sua mancanza. **
### Sinossi
Chi ha detto che attraverso i racconti non si può capire il Buddhismo? E che bisogna affidarsi a ponderosi tomi, scritti in un linguaggio incomprensibile? Non capiva molto questa persona, che forse non la si è inventata. In questa raccolta di più di cinquanta racconti, un filosofo e orientalista italiano ha riscritto il materiale originale per far capire cos’è il risveglio, come cercarlo e trovarlo. Magari intuendo che lo si è già raggiunto da giovani, senza saperlo, davanti a un tramonto d’estate o alla luna piena in autunno. Storie semplici che parlano al cuore del lettore, senza un significato nascosto da decifrare. Ci permetteranno di sondare i fenomeni più comuni della vita umana, l’amore, la morte, la sofferenza, il bene e il male, l’angoscia. Fino all’ultimo di essi, che potrà dirci come uscire dalla prigione che ognuno di noi si è costruita e in cui, purtroppo, vuol restare. Un Buddhismo senza dogmi o concetti astrusi da memorizzare. Un libro pratico, adatto alla vita di ogni giorno. E un Buddhismo non liturgico, che può essere compreso e applicato da tutti, a prescindere dalla propria fede o dalla sua mancanza.