7793–7808 di 74503 risultati

Il sole a mezzanotte

Cacciatrice di fantasmi in un paese sperduto tra i monti della Pennsylvania, Allison Parker si ritrova nell’arcano universo notturno dei vampiri Templari. Dannato da Dio, Sebastian di Rydon non ha conosciuto altro che sangue e morte, e dopo ottocento anni di gelida esistenza da vampiro intravede di nuovo la fiamma della vita nella focosa Allison. Lei, temeraria per natura, dovrà sposare la notte per trovare finalmente il posto che le spetta. Lui, per uscire dalle tenebre, dovrà seguire il sole di mezzanotte che splende vivido in lei. Ma una rete di odio e di vendette irretisce Allison e Sebastian mentre scoprono insieme l’amore, circondati da un mondo dilaniato da un antico conflitto.

Il significato dell’esistenza umana

Uno dei maggiori biologi viventi affronta le domande più ambiziose che l’uomo, unica specie animale capace di riflettere su di sé e sul senso della propria vita, si pone da sempre. Oggi, ci dice Edward Wilson, gli enormi progressi fatti dalla scienza ci offrono gli strumenti concettuali per inquadrare in un discorso credibile fenomeni come la religione, la fede in un’entità sovrannaturale, l’idea di una finalità e la presenza di altre forme di vita nell’universo. La spiegazione di tutti questi aspetti, che rimandano al più generale significato dell’esistenza umana, secondo Wilson risiede nella storia biologica ed evolutiva dell’uomo: quell’epopea, cominciata con i primi passi mossi da Homo Sapiens nell’Africa orientale duecentomila anni fa, in grado di gettare luce sul motivo per cui su questo pianeta esiste una specie come la nostra.

Il sentiero dell’eclissi

La Cina dell’inizio del tredicesimo secolo è terra di conquista a opera delle spietate orde guidate da Gengis Khan e gli stranieri vengono visti con sospetto. Saint-Germain decide di lasciare per prudenza la città e dirigersi verso un avamposto periferico, dove aiuta una coraggiosa donna-Signore della Guerra a difendere la sua fortezza dalle truppe mongole. Successivamente, spinto dall’incalzare dei barbari invasori, il vampiro alchimista attraversa il Tibet, confrontandosi con la spiritualità dei sacerdoti buddisti, e giunge in India, dove la sua strada incrocia quella di una principessa dedita al culto di Kali, la dea della distruzione. Nella lontana terra d’oriente, Saint-Germain è coinvolto in un’avventura nella quale tra mitologia e religione, intrighi e amore, affronta i demoni che porta nel cuore e che gli lacerano l’anima…

Il Segreto Dell’uomo Solitario

Pubblicato nel 1921, appartiene all’ultima fase della produzione deleddiana.
Nel romanzo il segreto è, ancora una volta, la violazione delle regole morali.
La vicenda narrata potrebbe essere ricondotta al romanzo di formazione di Cristiano, il protagonista maschile che, dopo un’infanzia trascorsa in una metropoli spersonalizzante, riesce a laurearsi. Legato da un matrimonio di interesse a una donna più anziana, vivrà momenti terribili, tanto che la moglie lo farà rinchiudere in una “casa di salute” con l’accusa di tentato omicidio. Uscito in seguito alla morte di lei, andrà a rifugiarsi nella solitudine di un “paese del vento” dove l’unico contatto con la vita reale sarà la relazione fisica con la giovane contadina Ghiana.

Il Saggio E L’Elefante

«Quando a Benares regnava Brahmādatta…». Così, con questa formula che equivale al nostro «c’era una volta», inizia la maggior parte dei jātaka: i racconti delle vite anteriori del Buddha, secondo la tradizione della letteratura indiana. Ormai giunto alla sua ultima incarnazione, e per così dire sulla soglia del nirvana, il Buddha in persona raccontò le sue avventure nel ciclo delle rinascite ai discepoli. Ma queste favole, che rappresentano sicuramente la parte più accessibile dell’intera dottrina, sono un meraviglioso velo avvolto intorno alle questioni più importanti della cultura buddhista, dalla dottrina del karma al concetto di risveglio, dall’idea di rinascita fino all’oblio al quale sono condannati tutti coloro che nelle vite precedenti non si sono sufficientemente avvicinati alla virtù, incapaci di seguire l’insegnamento del Buddha. Praticamente infinite sono le condizioni sociali, i mestieri, le specie animali in cui il Buddha ha trascorso le sue vite. È stato figlio di re, mercante, artigiano, guerriero. Ma è stato anche un elefante, un’antilope, una scimmia. Ha conosciuto le città e le cinque specie dei deserti, ha affrontato demoni e briganti. Dovunque sia passato, la sua virtù ha reso migliore il mondo, e gli ha acquistato meriti preziosi nel suo cammino di liberazione. Gli jātaka insegnano che, dall’infimo al grandioso, tutto ciò che vive è sottoposto al ciclo delle rinascite, e aspira a riscattarsi. E in questa immensa, colorata, imprevedibile illusione che definiamo la “realtà” non c’è condizione che non sia transitoria e sottoposta al cambiamento.

IL ROMANZO DI EXCALIBUR: IL TRADIMENTO 1998

Si scopre che in realtà Mordred non è morto e che è stato artefice di loschi complotti. I capi di Britannia decidono quindi di togliergli il governo del paese affidandolo ad Artù. Costui manda Derfel a liberare Ginevra, ritenuta ostaggio di Lancillotto, ma la donna si è in realtà alleata all’usurpatore, al quale pensa di portare aiuto grazie ai poteri dei Tesori della Britannia, dei quali si è impadronita. Artù si sente un uomo finito e, anche se trova la forza di ripudiare la moglie in nome dell’onore e di imprigionarla nell’Isola di Cristallo, non è in grado di fermare l’imminente offensiva dei sassoni. Perciò Merlino, tornato in possesso dei Tesori, prepara un rito propiziatorio nel corso del quale Nimue tenta di sacrificare agli dei i figli di Mordred e Artù. I due riescono a impedirlo, guadagnandosi l’odio eterno della sacerdotessa. Artù, ripudiata Ginevra, sposa la principessa irlandese Argante. Intanto sono riprese le ostilità con i sassoni. Derfel, in viaggio con le truppe e con Ginevra, viene accerchiato dai nemici in un’antica fortezza, il Monte Baddon…

Il Ritorno Di Salt Hendon: Il seguito di La Sposa di Salt Hendon

Jane e Salt-quattro anni di ‘e vissero felici e contenti’Sir Antony Templestowe-quattro anni di esilioLady Caroline-quattro anni di struggimentoDiana St. John-quattro anni per tramare la sua vendettaIl momento è arrivato¿”Proprio quando pensate di poter tornare a respirare, Lucinda Brant torna con una storia da brivido che mischia la pazzia con l’astuzia, una combinazione mortale. Straordinario romanzo storico ai massimi livelli.”-SWurman, Night Owl Reviews 5 STELLE TOP PICK”La ricchezza della prosa e l’attenzione ai particolari rende la storia meravigliosa da leggere. Gli eventi del passato sono abilmente intessuti negli avvenimenti presenti mentre lady Diana porta avanti le sue trame per scalzare Jane. La Sposa di Salt Hendon è stato il primo libro di Lucinda Brant che ho recensito e l’ho adorato. Che piacere ritrovare vecchi amici nel sequel.” -Fiona Ingram, Readers’ Favorite 5 STELLE””Quando ho avuto occasione di recensire [Il ritorno di Salt Hendon], mi ci sono buttata e ora sono una grande fan di Lucinda Brant.” -Lady Wesley, Romantic Historical Reviews 5 STELLEVincitore di medaglia nel Premio Readers’ Favorite 2013123.000 parole, circa 490 pagine standard senza il materiale aggiuntivoRomanzo classico, simile a un ‘noir’ RegencyNon esplicito, moderata sensualità

Il regno di Op

Quel che commuove, è prima di tutto l’intelligenza. Poi l’energia che accende ogni giorno, l’illogica allegria che può infilarsi anche nei momenti piú neri. Paola Natalicchio ci consegna il diario limpido e luminoso della sua lotta con il drago, raccontando una cosa semplice: l’ospedale è un posto dove si continua a vivere. A essere madri, a essere bambini. E dove si può guarire.

Quando stai per avere un figlio lo sai che ad aspettarti c’è l’uragano. Sai che alla meraviglia si mescolerà la fatica delle notti in bianco, dei pianti incomprensibili e del tempo che sparisce. Quello che non ti aspetti, mai, è che da un giorno all’altro l’uragano ti trascini nello stesso ospedale in cui tuo figlio è nato poche settimane prima. In un luogo cosí impronunciabile che devi inventartene un altro, di nome: Oncologia pediatrica, il Regno di Op.
Ma c’è un’altra cosa che non ti aspetti, e che scopri pian piano, una verità che ha il profumo dei pop-corn, i colori dei pennarelli, il suono di una canzone o di una ninnananna. Ed è che i bambini, anche quando sono malati, restano sempre soprattutto bambini.
La battaglia di Paola e di suo figlio si intreccia con quella di tante altre famiglie, di tanti bimbi di tutte le età, combattenti piccolissimi e invincibili, e con quella di chi nelle stanze del Grande Ospedale non è di passaggio: le infermiere, i portantini, i medici che «ogni giorno, come i pompieri, provano a spegnere il fuoco».
Ma la guerra finisce, prima o poi. E quando esci in piedi, da una guerra cosí, ti senti che la vuoi raccontare.
Ecco come nasce questa storia di solidarietà e resistenza, questa «maratona sui carboni ardenti» che Paola Natalicchio ci restituisce con una voce nitida e pungente, persino allegra, capace di scardinare il dolore per trasformarlo in coraggio. Perché «se parlarne significherà ottenere anche solo un minuto di attenzione in piú, ne sarà valsa la pena. Dare un nome alle cose e mantenere intatto il desiderio di nominarle. Vale sempre la pena».

Il re e il cadavere. Storie della vittoria dell’anima sul male

Heinrich Zimmer era un grande studioso dell’India, ma in questo libro – forse il suo più affascinante – ha voluto presentarsi come «dilettante fra i simboli». *Dilettante* significa qui colui che trova un inesauribile *diletto* nelle immagini, nelle storie che, rampollando di civiltà in civiltà, accompagnano la nostra memoria e, intrecciandosi le une con le altre, finiscono per avvolgerci in una rete che non ci è meno vicina della rete dei nostri nervi. Nodi di quella rete sono i simboli, e questo libro è dedicato appunto a «coloro che si dilettano di simboli, amano conversare con essi e amano vivere tenendoli continuamente presenti». Ai simboli si applica la sentenza delle *Upanisad* : «L’abbondanza si attinge dall’abbondanza, eppure l’abbondanza rimane». La loro ricchezza non viene intaccata dall’usura del tempo, e nessuna interpretazione riesce a sequestrarla. La loro muta presenza è un continuo invito ad affrontare il «compito interminabile di sondare le acque tenebrose del significato»: di quelle acque Zimmer è un mirabile traghettatore. Guidati da lui, ritroveremo in queste pagine le grandiose intemperanze degli dèi indù ma anche seguiremo la storia dell’avaro Abu Kasem e delle sue maligne babbucce, che non vogliono abbandonarlo, o quella del principe irlandese Conn-eda o le vicende di Lancillotto e Merlino, che qui si dispongono con luminosa precisione nel luogo che a loro è destinato sul manto incantato di Maya: l’uno come immagine dell’Amante, perennemente fedele nella sua infedeltà, l’altro come immagine del Mago, che alla fine preferisce lasciarsi ingannare dalla sua stessa magia. Zimmer non ha certo l’ingenua pretesa di strappare d’imperio il loro segreto a queste storie auguste e beffarde, sa che le storie vogliono innanzitutto continuare a essere raccontate e che, per cogliere il senso dell’Avventura, bisogna abbandonarsi all’avventura della narrazione. Così per questo libro ha inventato una forma peculiare e felice, che è insieme racconto e riflessione, in equilibrio fra una limpida arte narrativa, che ricorda Hofmannsthal, e una sapienza psicologica che accenna a Jung: un delicato, esaltante processo di riappropriazione delle immagini, perché tornino a circolare nelle nostre vene. *Il re e il cadavere* apparve postumo nel 1948.

Il quinto servitore

Chi salva una vita salva il mondo intero. Un grido squarcia il velo della notte. È un nome ripetuto ossessivamente per le strade di Praga da una voce disperata. Il nome di una vittima. È una bambina. È cristiana. Ed è stata sgozzata il Venerdì santo del 1592. Il suo corpo dissanguato viene rinvenuto in una bottega ebraica. Benyamin Ben Akiva, quinto servitore del ghetto, si precipita sulla scena del crimine per far luce sull’accaduto, ma le cose si mettono subito malissimo. La folla reclama a gran voce una punizione esemplare che metta fine una volta per tutte alle sordide pratiche giudaiche: «Ogni anno gli ebrei ammazzano un cristiano per mescolarne il sangue al loro maledetto pane pasquale». Il proprietario della bottega finisce in catene con l’accusa di omicidio rituale, mentre la moglie e la figlia vengono affidate alle «cure» del vescovo Stempfel, l’inquisitore appena giunto in Boemia per estirpare la malapianta della stregoneria. E questa volta nemmeno la protezione dell’imperatore Rodolfo salverà gli ebrei dalla furia vendicatrice della popolazione cristiana. Benyamin ha solo tre giorni di tempo per trovare il vero colpevole e consegnarlo alle autorità, altrimenti il ghetto sarà raso al suolo. Perché salvare la vita del bottegaio vuol dire salvare tutto il suo popolo. Le sue uniche armi sono la sottile arte del ragionamento e la millenaria sapienza ereditata dai tanti rabbini che l’hanno preceduto. Ma nei meandri del ghetto si aggira una realtà ben più cruda dello spettro antisemita.

Il quarto giorno

Un fotocronista assassinato in circostanze inesplicabili, un autocarro carico di arance volatilizzato, due vincitrici di concorsi di bellezza – Miss Florida e Miss Texas – scomparse a loro volta; quindi due gruppi di giovani studenti con professori e accompagnatori in gita d’istruzione, sono da un momento all’altro, cancellati dalla faccia della terra; infine, altri fenomeni sempre più misteriosi e apparentemente privi di ogni significato si susseguono. Una forza senza nome incombe sulle città, minaccia la vita degli ignari abitanti. E questa forza ha nome Otto… Jelly Roos, giornalista famoso, dal linguaggio chiaro e spregiudicato, si impegna di far luce sui portentosi enigmi, e… ci perde la faccia. Chi è Otto? E chi è quel dottor Fang, ricchissimo e geniale, appassionato di mirmicologia al punto di ospitare innumerevoli formicai in un antico monastero del Texas che tutti credono disabitato? Il terrore sale a ogni pagina, raggiunge culrnini difficilmente superati dai precedenti capolavori della narrativa «gotica»; inorridito e affascinato, il lettore ben difficilmente potrà dimenticare questo gioiello di URANIA.
Copertina di Curt Caesar