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Organi senza corpi. Deleuze e le sue implicazioni

The latest book by the Slovenian critic Slavoj Zizek takes the work of French philosopher Gilles Deleuze as the beginning of a dazzling inquiry into the realms of radical politics, philosophy, film (Hitchcock, *Fight Club* ), and psychoanalysis. Of *Organs without* *Bodies* Joan Copjec ( *Imagine There’s No Woman* ) has written: “With all his ususal humor and invention, Zizek — the acknowledged master of the 180 degree turn — here takes a trip into “enemy” territory to deliver Deleuze of a marvelously rebellious child, one that seriously challenges Deleuze’s other progeny with a surprising but convincing bid for succession. Those who thought Deleuze’s forward march into the future would follow a straight path are forced to rethink their stance. From now on all readings of Deleuze will have to take a detour through this important — even necessary — book.” Eric Santner ( *On the Psychopathology of Everyday Life* ) describes *Organs without Bodies* as offering “an entirely new degree of conceptual clarity and political urgency. Through his deep engagement with the logic of Deleuze’s project, Zizek opens up new possibilities of thought beyond the terms of the current political debates on globalization, democratization, war on terror. Once again, Zizek has produced an utterly timely and radically untimely meditation.” Recently profiled in *The New Yorker* , and hailed by the *Village Voice* as “the giant of Ljubljana,” Zizek is one of the most provocative and entertaining thinkers at work today.

La nemica del cuore

È un momento molto difficile per Agnes: suo marito Erich è morto, e lei rischia di perdere la casa in cui hanno sempre vissuto insieme. Ancora rinchiusa nella solitudine del suo dolore, Agnes riceve una lettera inaspettata, un affettuoso messaggio da parte di Henny, amica d’infanzia con cui aveva rotto ogni rapporto vent’anni prima. Spinta dalla nostalgia e dalla curiosità, Agnes dà il via a quella che all’inizio sembra solo un’innocente corrispondenza tra vecchie conoscenti. Ma tutto cambia quando Henny svela ad Agnes il suo piano: uccidere il marito che la tradisce e cominciare una nuova vita. Per farlo senza destare sospetti, però, ha bisogno del suo aiuto, e per convincerla è disposta a tutto. Sopraffatta da un passato che credeva non sarebbe più tornato, Agnes sente di non avere scelta. Ma quanto vale una vita umana? Com’è possibile che una donna come lei possa pensare di uccidere qualcuno? Si tratta solo di soldi? O dietro c’è qualcos’altro? **
### Sinossi
È un momento molto difficile per Agnes: suo marito Erich è morto, e lei rischia di perdere la casa in cui hanno sempre vissuto insieme. Ancora rinchiusa nella solitudine del suo dolore, Agnes riceve una lettera inaspettata, un affettuoso messaggio da parte di Henny, amica d’infanzia con cui aveva rotto ogni rapporto vent’anni prima. Spinta dalla nostalgia e dalla curiosità, Agnes dà il via a quella che all’inizio sembra solo un’innocente corrispondenza tra vecchie conoscenti. Ma tutto cambia quando Henny svela ad Agnes il suo piano: uccidere il marito che la tradisce e cominciare una nuova vita. Per farlo senza destare sospetti, però, ha bisogno del suo aiuto, e per convincerla è disposta a tutto. Sopraffatta da un passato che credeva non sarebbe più tornato, Agnes sente di non avere scelta. Ma quanto vale una vita umana? Com’è possibile che una donna come lei possa pensare di uccidere qualcuno? Si tratta solo di soldi? O dietro c’è qualcos’altro?

La morte dell’erba

Pubblicato per la prima volta nel 1956, La morte dell’erba è diventato da allora un classicoimperdibile della narrativa, superando di gran lunga i ristretti confini del genere e della fantascienza.
Il libro muove dalla descrizione dell’agiata esistenza londinese di John Custance e famiglia.
Ingegnere, John predilige i comfort della grande città, e tuttavia non disdegna di trascorrere lunghi soggiorni nella valle del Westmorland, dove suo fratello David sovrintende con cura alla sua fattoria. La campagna è, del resto, il luogo d’origine dei Custance, oltre che il mondo per eccellenza della «Englishness»: un universo flemmatico, rispettabile,
idilliaco, fatto di «campi fertili, cittadine tranquille e borghesi pasciuti, di cassette delle lettere, birre, partite di cricket, tè del pomeriggio e correttezza».
Un mondo che non batte ciglio dinanzi alle prime allarmanti notizie che giungono dall’Estremo Oriente. Un virus del riso altamente contagioso – chiamato Chung-Li – si sta diffondendo a macchia d’olio nella Cina comunista, distruggendo coltivazioni, causando carestia
e tumulti e mettendo a repentaglio la vita di milioni di persone.
La flemma e la correttezza inglesi si sciolgono, tuttavia, come neve al sole quando, alla quinta mutazione, il Chung-Li si mostra in grado di danneggiare ogni tipo di pianta appartenente alla famiglia delle graminacee, compresi grano, orzo, avena e segale, e dilaga ovunque in Europa, fino ad attraversare l’Atlantico e giungere in America.
A seguito della carestia, in Gran Bretagna il bestiame muore per la mancanza di foraggio, la popolazione aviaria e la fauna ittica si estinguono, e i campi diventano spogli e aridi. John decide allora di lasciare Londra e di dirigersi nel Westmorland insieme alla famiglia, nella fattoria nei cui campi David ha deciso con avvedutezza di piantare patate, resistenti al virus. L’Inghilterra meridionale, però, è preda di bande e saccheggiatori, e le città e i paesini sono divenuti roccaforti…
Nel 1999, sulla base di una ricerca condotta in Africa, è stato scoperto un fungo devastante, denominato Ug99, che uccide il grano bloccandone il nutrimento. A partire dal 2007 si è diffuso in Yemen e in Pakistan, e secondo l’Osservatorio di Ricerca Agricola degli Stati Uniti, rappresenta oggi «una minaccia globale senza precedenti al frumento e all’orzo». Come sovente accade, la letteratura, quando è intrisa di spirito del tempo, anticipa la realtà.
«L’opera con cui La morte dell’erba può essere paragonato non è un romanzo di fantascienza bensì Il Signore delle Mosche di William Golding».
Robert Macfarlane
Il Chung-Li, un virus asiatico
mutante, distrugge ogni vita
vegetale. Il mondo brucia.
Unica possibilità è abbandonare
le città, dove imperano violenza e saccheggi.
«La morte dell’erba devasta la terra che conosciamo… un’opera drammatica ed emozionante».
Daily Mail
«Avvincente! Di tutto il filone apocalittico,
questo è il romanzo più inquietante».
Financial Times **
### Sinossi
Pubblicato per la prima volta nel 1956, La morte dell’erba è diventato da allora un classicoimperdibile della narrativa, superando di gran lunga i ristretti confini del genere e della fantascienza.
Il libro muove dalla descrizione dell’agiata esistenza londinese di John Custance e famiglia.
Ingegnere, John predilige i comfort della grande città, e tuttavia non disdegna di trascorrere lunghi soggiorni nella valle del Westmorland, dove suo fratello David sovrintende con cura alla sua fattoria. La campagna è, del resto, il luogo d’origine dei Custance, oltre che il mondo per eccellenza della «Englishness»: un universo flemmatico, rispettabile,
idilliaco, fatto di «campi fertili, cittadine tranquille e borghesi pasciuti, di cassette delle lettere, birre, partite di cricket, tè del pomeriggio e correttezza».
Un mondo che non batte ciglio dinanzi alle prime allarmanti notizie che giungono dall’Estremo Oriente. Un virus del riso altamente contagioso – chiamato Chung-Li – si sta diffondendo a macchia d’olio nella Cina comunista, distruggendo coltivazioni, causando carestia
e tumulti e mettendo a repentaglio la vita di milioni di persone.
La flemma e la correttezza inglesi si sciolgono, tuttavia, come neve al sole quando, alla quinta mutazione, il Chung-Li si mostra in grado di danneggiare ogni tipo di pianta appartenente alla famiglia delle graminacee, compresi grano, orzo, avena e segale, e dilaga ovunque in Europa, fino ad attraversare l’Atlantico e giungere in America.
A seguito della carestia, in Gran Bretagna il bestiame muore per la mancanza di foraggio, la popolazione aviaria e la fauna ittica si estinguono, e i campi diventano spogli e aridi. John decide allora di lasciare Londra e di dirigersi nel Westmorland insieme alla famiglia, nella fattoria nei cui campi David ha deciso con avvedutezza di piantare patate, resistenti al virus. L’Inghilterra meridionale, però, è preda di bande e saccheggiatori, e le città e i paesini sono divenuti roccaforti…
Nel 1999, sulla base di una ricerca condotta in Africa, è stato scoperto un fungo devastante, denominato Ug99, che uccide il grano bloccandone il nutrimento. A partire dal 2007 si è diffuso in Yemen e in Pakistan, e secondo l’Osservatorio di Ricerca Agricola degli Stati Uniti, rappresenta oggi «una minaccia globale senza precedenti al frumento e all’orzo». Come sovente accade, la letteratura, quando è intrisa di spirito del tempo, anticipa la realtà.
«L’opera con cui La morte dell’erba può essere paragonato non è un romanzo di fantascienza bensì Il Signore delle Mosche di William Golding».
Robert Macfarlane
Il Chung-Li, un virus asiatico
mutante, distrugge ogni vita
vegetale. Il mondo brucia.
Unica possibilità è abbandonare
le città, dove imperano violenza e saccheggi.
«La morte dell’erba devasta la terra che conosciamo… un’opera drammatica ed emozionante».
Daily Mail
«Avvincente! Di tutto il filone apocalittico,
questo è il romanzo più inquietante».
Financial Times

Una moglie per Dino Rossi

Fante rappresenta la parte italiana, della seconda generazione di immigrati; e di questa letteratura, da massimo esponete, il versante forse più ironico e sognante, ma sempre «dalla strada». Presentiamo tre superbi racconti tratti da Dago Red (1940).
È questa la seconda stagione letteraria di John Fante in Italia. Una prima si ebbe tra la fine degli anni Trenta e gli anni Quaranta, quando su riviste comparvero suoi racconti e, soprattutto, la collezione della Medusa pubblicò i suoi due più noti romanzi, Il cammino nella polvere, nella traduzione di Vittorini, e Aspettiamo primavera, Bandini. Poi il silenzio, cui corrispondeva in America l’oblio di Fante, assorbito dalla carriera di sceneggiatore hollywoodiano, fino alla «riscoperta» da parte di Charles Bukowski e il nuovo romanzo Dreams from Bunker Hill, nell’82, un anno prima della morte. Del mito dell’America, che Vittorini coltivò, Fante rappresentava la parte italiana della seconda generazione di immigrati; e di questa letteratura, da massimo esponente, il versante forse più ironico e sognante, ma sempre «dalla strada». Ne presentiamo tre saggi, tre racconti della raccolta Dago Red (1940). E ci sembrano non smentire una discendenza che William Saroyan rintracciò da Mark Twain: per il modo di trattare giochi e drammi di ragazzi, di inscenare rudezze e sentimenti, angosce e comicità nella comunità italiana d’America.

Miti greci (edizione illustrata)

Da più di due millenni la mitologia greca è una parte fondamentale della cultura e dell’immaginario dell’Occidente, tanto che molti dei suoi personaggi sono ancora oggi universalmente noti e presenti nell’arte, nella letteratura, nel teatro e nel cinema. Raccontati con i versi dei più grandi poeti dell’antichità – da Omero a Nonno di Panopoli, passando per Esiodo, Pindaro, Euripide, Callimaco, Ovidio – in questo volume troviamo i miti più celebri: leggiamo così la presa del potere da parte di Zeus che fonda il nuovo e definitivo ordine del cosmo, la storia remota dell’umanità, le vicende immortali di Afrodite, Ermes, Artemide, Apollo e degli altri dèi olimpici, le storie epiche di eroi gloriosi come Ercole, Perseo, Orfeo e Meleagro. Una raccolta preziosa, qui arricchita dagli splendidi affreschi di Pompei ed Ercolano, a loro volta “leggendari” e che costituiscono il perfetto completamento per immergersi anche visivamente nella vitalità e nella bellezza dei grandi miti della classicità.

La misura dell’amore

Le strade di Jack e Vale s’incrociano per la prima volta negli anni Ottanta, davanti al cancello di una scuola elementare di Napoli. Però non sarà certo in queste brevi occasioni che scoccherà la scintilla, anche perché lui ha 8 anni e lei 3. Ma quando una ventina di anni più tardi il destino li fa incontrare di nuovo, è un evento folgorante. Lui si è appena laureato e sta per trasferirsi in un’altra città, ma l’amore – o la temporanea infermità mentale – travolge ogni ostacolo: nel giro di due mesi, Jack chiede a Vale di sposarlo. E lei, incredibilmente, accetta. Lieto fine? Eh no, è proprio qui che comincia l’avventura. La vita matrimoniale è come un percorso di sopravvivenza, e dopo ogni “livello” superato ce n’è subito un altro più impegnativo da affrontare. Partendo dalla loro esperienza sul campo, Jack e Vale vi accompagneranno in questo libro nelle numerose (e cruciali) tappe della vita a due: dal primo appuntamento al primo trasloco insieme, dalla gestione domestica (secondo Lei) all’importanza della moto (secondo Lui). E poi ancora il mix di parenti e amici, la programmazione delle vacanze, le uscite al ristorante e al cinema, ma anche le serate in casa davanti a una serie tv… Il tutto avendo gusti rigorosamente diversi, sennò che divertimento ci sarebbe? Utile come un manuale per la terapia di coppia (con tanto di consigli per disinnescare le situazioni potenzialmente esplosive) e divertente come la serie *Il Matricomio* , con cui Jack e Vale hanno conquistato la loro community sui social, *La misura dell’amore* è un’iniezione di positività. Vi farà pensare in ogni pagina a quello che avete vissuto, a quello che state vivendo ora, a quello che potreste vivere in futuro. Impossibile non immedesimarsi, impossibile non riderci sopra – preferibilmente insieme. Perché “l’amore conta”, ma è solo il punto di partenza. **
### Sinossi
Le strade di Jack e Vale s’incrociano per la prima volta negli anni Ottanta, davanti al cancello di una scuola elementare di Napoli. Però non sarà certo in queste brevi occasioni che scoccherà la scintilla, anche perché lui ha 8 anni e lei 3. Ma quando una ventina di anni più tardi il destino li fa incontrare di nuovo, è un evento folgorante. Lui si è appena laureato e sta per trasferirsi in un’altra città, ma l’amore – o la temporanea infermità mentale – travolge ogni ostacolo: nel giro di due mesi, Jack chiede a Vale di sposarlo. E lei, incredibilmente, accetta. Lieto fine? Eh no, è proprio qui che comincia l’avventura. La vita matrimoniale è come un percorso di sopravvivenza, e dopo ogni “livello” superato ce n’è subito un altro più impegnativo da affrontare. Partendo dalla loro esperienza sul campo, Jack e Vale vi accompagneranno in questo libro nelle numerose (e cruciali) tappe della vita a due: dal primo appuntamento al primo trasloco insieme, dalla gestione domestica (secondo Lei) all’importanza della moto (secondo Lui). E poi ancora il mix di parenti e amici, la programmazione delle vacanze, le uscite al ristorante e al cinema, ma anche le serate in casa davanti a una serie tv… Il tutto avendo gusti rigorosamente diversi, sennò che divertimento ci sarebbe? Utile come un manuale per la terapia di coppia (con tanto di consigli per disinnescare le situazioni potenzialmente esplosive) e divertente come la serie *Il Matricomio* , con cui Jack e Vale hanno conquistato la loro community sui social, *La misura dell’amore* è un’iniezione di positività. Vi farà pensare in ogni pagina a quello che avete vissuto, a quello che state vivendo ora, a quello che potreste vivere in futuro. Impossibile non immedesimarsi, impossibile non riderci sopra – preferibilmente insieme. Perché “l’amore conta”, ma è solo il punto di partenza.

Un miracolo nel Botswana

« *Il suo stile ha il pregio di essere chiaro, elegante e preciso. Le sue descrizioni trasportano il lettore nel bel mezzo del paesaggio del Botswana. Questa è arte che nasconde l’arte.* »
**The Sunday Times**
« *Mma Ramotswe: la Miss Marple africana.* »
**The New York Times**
« *La serie di Mma Ramotswe si è trasformata in un ricco arazzo dalle sfumature straordinarie.* »
**The Wall Street Journal**
« *Piccole storie, grande atmosfera… I romanzi della signora Ramotswe hanno conquistato le classifiche americane ed europee.* »
**L’Espresso**
Non è solo la siccità che affligge il suo Botswana a impensierire Precious Ramotswe. Sembra impossibile, ma qualcuno ce l’ha con la più famosa detective dell’Africa. La sua assistente, la valida Grace Makutsi, ha scoperto nella corrispondenza una lettera minatoria, rigorosamente anonima. Benché preoccupata, la signora Ramotswe non può perdere troppo tempo e si tuffa nelle indagini di un nuovo caso, quello di una giovane donna adottata che vuole scoprire se qualche suo consanguineo è ancora vivo. E poi c’è un dolore di fondo. Il signor JLB Matekoni, buon marito e bravo meccanico, è perso dietro a un sogno: si aggrappa alla speranza che, grazie a un costoso miracolo, Motholeli, la figlia adottiva, possa tornare a camminare. Precious, però, riesce a muoversi con grazia anche in mezzo ai problemi. Ed è in grado di riconoscere i miracoli, quando li vede. Non quelli grandiosi, ma i piccoli miracoli di tutti i giorni, proprio quelli che piacciono ad Alexander McCall Smith.
« *Uno scrittore meraviglioso, da leggere assolutamente.* »
**The Guardian**
« *Un indiscusso maestro del romanzo.* »
**Publishers Weekly**

Il mio nome è Venus Black

***UN ESORDIO GRAFFIANTE COME LA SUA GIOVANE PROTAGONISTA. UNA STORIA DI RESILIENZA, PERDONO E RINASCITA.*** Everett, Stato di Washington, 1980. Venus Black è una brillante ragazzina di tredici anni che vuole diventare la prima donna americana ad andare nello spazio. Ha ottimi voti a scuola, capelli ricci e nerissimi e due grandi amori: l’astronomia e il suo fratellino autistico Leo. Una fredda sera di febbraio, la vita di Venus però viene sconvolta: la ragazza si macchia di un crimine gravissimo che segna per sempre il suo destino e quello della sua famiglia. Venus, in attesa di processo, viene rinchiusa in un carcere minorile, ma rifiuta di difendersi, di spiegare; si limita a gridare tutta la sua rabbia contro sua madre Inez. Nel frattempo, Leo sparisce nel nulla e Venus crede sia colpa sua, ma dalla prigione non può far niente per cercarlo. Sei anni dopo, la ragazza esce dal riformatorio di Echo Glen: l’adolescenza è ormai perduta, le restano soltanto i suoi inconfondibili capelli ricci, una valigia di vecchi vestiti, un’identità falsa e la determinazione di scappare dal suo passato. Senza più alcun contatto con la madre, né notizie del fratello, decide di ricominciare da zero a Seattle, sempre tenendosi ai margini, diffidente e solitaria. Tuttavia nuovi incontri sfiorano l’orbita di Venus, un’amicizia, e forse perfino un amore. Ma riaffiorano anche le antiche ferite, che, nonostante la forte volontà della ragazza di dimenticarle, rimangono ancora aperte. Venus non potrà mai trovare un futuro finché non farà i conti con il suo passato, con se stessa e con la verità che più la tormenta: che cosa ne è stato di Leo?

Il Mio Michael: lo, Schumi, la Formula 1

“Quando ti innamori sportivamente di qualcuno, lo porti con te per sempre”Da Ayrton a Fernando, dal cambio manuale al DRS, dal settimo posto in qualifica a Spa alla pole di Montecarlo a 43 anni. La carriera del pilota più vincente della storia della Formula 1 raccontata con gli occhi di chi, in questi venticinque anni, è cresciuto con le sue imprese, le sue sfide e anche le sue sconfitte. Perché non sono le vittorie ad insegnare a vivere veramente. **

Mi ricorderò di te

*Madrid. Una donna che custodisce un segreto.
Una famiglia segnata dalla menzogna.
Un perdono arrivato troppo tardi.*
Da bambina, Carlota pensava che tutti i papà, la sera, andassero a dormire fuori casa. D’altra parte è quello che faceva il suo, di padre, da sempre. Ma quando, a dodici anni, sua madre le confessò la verità su di lui – che non era solo “suo” padre, che lei era una bambina illegittima, che la loro non era una famiglia vera -, la vita di Carlota cambiò irrimediabilmente. La parola “bastarda” divenne il suo stigma. E “famiglia” per lei non significò mai più la stessa cosa.
Sono passati molti anni e Carlota si porta ancora dentro il peso del rifiuto e della delusione. È per questo che, quando riceve la chiamata al capezzale di suo padre ormai moribondo, sarà costretta a scegliere tra il desiderio di sapere e l’abitudine, ormai la necessità, di odiare quell’uomo che le ha rovinato la vita. Finirà per scoprire una storia inimmaginabile di amore, sofferenza, perdono e segreti. Una storia che le farà capire molto di più su quel padre troppo lontano. Perché le azioni degli altri non sempre si possono giudicare se non si conoscono le ragioni del loro cuore.
Con il magnifico passo narrativo che caratterizza i suoi romanzi, Paloma Sánchez-Garnica tratteggia un indimenticabile ritratto di donna, con la sua indipendenza, la sua forza ma anche con le sue fragilità, e fa scorrere davanti ai nostri occhi una storia di menzogne, amore malriposto, tradimenti e bugie. Un romanzo incredibilmente emozionante. **
### Descrizione del libro
Una mujer que guarda un secreto.Un padre que lleva una doble vida.Un misterioso asesinato.
### Sinossi
*Madrid. Una donna che custodisce un segreto.
Una famiglia segnata dalla menzogna.
Un perdono arrivato troppo tardi.*
Da bambina, Carlota pensava che tutti i papà, la sera, andassero a dormire fuori casa. D’altra parte è quello che faceva il suo, di padre, da sempre. Ma quando, a dodici anni, sua madre le confessò la verità su di lui – che non era solo “suo” padre, che lei era una bambina illegittima, che la loro non era una famiglia vera -, la vita di Carlota cambiò irrimediabilmente. La parola “bastarda” divenne il suo stigma. E “famiglia” per lei non significò mai più la stessa cosa.
Sono passati molti anni e Carlota si porta ancora dentro il peso del rifiuto e della delusione. È per questo che, quando riceve la chiamata al capezzale di suo padre ormai moribondo, sarà costretta a scegliere tra il desiderio di sapere e l’abitudine, ormai la necessità, di odiare quell’uomo che le ha rovinato la vita. Finirà per scoprire una storia inimmaginabile di amore, sofferenza, perdono e segreti. Una storia che le farà capire molto di più su quel padre troppo lontano. Perché le azioni degli altri non sempre si possono giudicare se non si conoscono le ragioni del loro cuore.
Con il magnifico passo narrativo che caratterizza i suoi romanzi, Paloma Sánchez-Garnica tratteggia un indimenticabile ritratto di donna, con la sua indipendenza, la sua forza ma anche con le sue fragilità, e fa scorrere davanti ai nostri occhi una storia di menzogne, amore malriposto, tradimenti e bugie. Un romanzo incredibilmente emozionante.

Medicorriere

Nei primi decenni del Duemila, le autorità hanno instaurato un sistema crudele e semplice per limitare l’eccesso di popolazione: l’assistenza medica è gratuita per tutti, ma a condizione che il malato accetti di essere prima reso sterile. Molti non accettano, e nasce così una medicina illegale, clandestina, svolta da medici e infermieri che operano in condizioni precarie e pericolose, braccati dalla polizia del Controllo Sanitario. Ma il personaggio centrale di questo sottobosco è il medicorriere, una specie di contrabbandiere di strumenti e medicinali che si muove tra loschi fornitori e dottori idealisti, tra l’assillo di essere scoperti e incarcerati e il terrore di finire nelle mani dei fanatici Naturisti, che vogliono distruggere qualsiasi tipo di medicina.
Copertina di Karel Thole

Magia nera

**E se fosse vero? È questo che ci si chiede dopo aver letto i racconti di Loredana Lipperini.**
Squarci di luce e ombre lunghe su vite all’apparenza normali: mogli che perdono i mariti nella monotonia della quotidianità, madri che vivono nel ricordo di figli morti troppo presto o che devono fare i conti con la depressione post partum. Ma. C’è sempre un ma, perché all’improvviso le pagine prendono fuoco, e passioni, paure, rabbia si fanno incandescenti e bruciano di magia, annichiliscono, salvano o condannano senza rimedio.
Con omaggi innamorati a Stephen King e H.P. Lovecraft e una scrittura sicura e limpida, l’autrice ci rapisce dalla realtà e ci regala quel finale inatteso a cui finora non abbiamo ancora assistito. Ma forse, chissà. **
### Sinossi
**E se fosse vero? È questo che ci si chiede dopo aver letto i racconti di Loredana Lipperini.**
Squarci di luce e ombre lunghe su vite all’apparenza normali: mogli che perdono i mariti nella monotonia della quotidianità, madri che vivono nel ricordo di figli morti troppo presto o che devono fare i conti con la depressione post partum. Ma. C’è sempre un ma, perché all’improvviso le pagine prendono fuoco, e passioni, paure, rabbia si fanno incandescenti e bruciano di magia, annichiliscono, salvano o condannano senza rimedio.
Con omaggi innamorati a Stephen King e H.P. Lovecraft e una scrittura sicura e limpida, l’autrice ci rapisce dalla realtà e ci regala quel finale inatteso a cui finora non abbiamo ancora assistito. Ma forse, chissà.