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L’ultima India

Ayyappam sorride come sorridono i semplici. E scuote la testa con quel movimento dolcissimo, da cane di pezza nel vetro posteriore, che hanno gli indiani per dire sì. È ad Ayyappam, l’allegro-dentro, la guida coi pantaloni occidentali, la camicia candida e i piedi nudi, che si addormenta sempre sorridendo sul pavimento dei templi, che Sandra Petrignani svela, nelle prime pagine di questo libro, il senso del suo viaggio in India. È da quando ha letto Kim, a dodici anni, che, come il vecchio lama Teshu, ha deciso di recarsi nel paese di Shiva a cercare il Fiume della Salvezza nato là dove cadde la freccia lanciata dal giovane Buddha per liberarsi dalla Ruota degli Accadimenti. Trovare il Fiume della Salvezza è, per Sandra Petrignani, liberarsi dalla libertà dal dio dell’Occidente, allontanarsi dal regno dove la natura è ormai una belva addomesticata e dio è morto. Dalla giungla del Periyar a Benares, dal favoloso parco dei templi di Khajuraho a Bombay, da Pondicherry all’agognato incontro con Sai Baba, da Cochin a Sarnath, da Matangesvara alla città-utopia di Auroville, Ultima India descrive le tappe simboliche di un soggiorno spirituale che ci restituisce tutto il fascino dell’India, innanzi tutto la vertigine che, nel «paese dell’anima», afferra il viaggiatore occidentale «nell’abbandonare la presa, nel lasciarsi spogliare di tutto, nel diventare agnello». E, parallelamente alla descrizione reale dei luoghi, si confronta con le mille stratificazioni culturali, da Kipling a Hesse, da Henri Michaux a Pasolini, da Manganelli a Tabucchi, a Moravia che hanno creato un’India parallela, un’India dell’immaginario altrettanto reale di quella vera. Ricognizioni, colloqui, insegnamenti, cedimenti, attese, impressioni, sensazioni, rimpianti, immagini terribili e lievi, Ultima India è uno straordinario intreccio di riflessione letteraria e reportage che appartiene alla grande narrativa di viaggio, capace di muoversi tra fascinazione e tenera ironia, voglia di abbandono a risposte rassicuranti e l’imperativo del dubbio, ultimo ma irrinunciabile retaggio della cultura occidentale.

L’ultima Fata 2: La Corte Malvagia

Eira e William tentano di raggiungere Glencoe in cerca di aiuto, ma il viaggio si rivelerà insidioso e si ritroveranno in situazioni pericolose che metteranno a rischio la loro vita e non solo. Lachlan e Maeve iniziano a dar forma alla loro vendetta e i Campbell sono più che mai determinati a non farsi sconfiggere dai loro nemici.
E nell’ombra i sussurri del bardo Enoch sembrano risvegliare i più pericolosi demoni del Piccolo Popolo
La Corte Malvagia è il secondo volume di una saga che vi farà immergere in oscure lotte di potere tra i clan, seguendo le orme del Piccolo Popolo e di un amore complicato e testardo come la Scozia.  **
### Sinossi
Eira e William tentano di raggiungere Glencoe in cerca di aiuto, ma il viaggio si rivelerà insidioso e si ritroveranno in situazioni pericolose che metteranno a rischio la loro vita e non solo. Lachlan e Maeve iniziano a dar forma alla loro vendetta e i Campbell sono più che mai determinati a non farsi sconfiggere dai loro nemici.
E nell’ombra i sussurri del bardo Enoch sembrano risvegliare i più pericolosi demoni del Piccolo Popolo
La Corte Malvagia è il secondo volume di una saga che vi farà immergere in oscure lotte di potere tra i clan, seguendo le orme del Piccolo Popolo e di un amore complicato e testardo come la Scozia.

L’orribile attesa del giudizio universale

L’esuberante Marie ha un talento innato: innamorarsi sempre degli uomini sbagliati. Alla soglia dei trentacinque anni, non può fare a meno di constatare che la sua vita sentimentale è stata un susseguirsi di esperienze fallimentari, ai limiti del tragicomico. Quando tutto sembra perduto, incontra Sven: dolce, sensibile, onesto – magari un po’ sfigato – ma talmente innamorato da non vedere cellulite né chili di troppo. Ci sono tutti i presupposti perché Marie possa finalmente coronare il suo sogno e fare il grande passo. Non è mai stata particolarmente religiosa, ma “in bianco davanti all’altare” è un must, perciò decide di sposarsi nella chiesa del suo paese. Senza immaginare che, il giorno delle nozze, in bianco ci andrà davvero, e in tutt’altro senso. Al momento fatidico, infatti, Marie si rende conto che amare Sven “finché morte non li separi” è un lasso di tempo obiettivamente troppo lungo per lei, e manda tutto all’aria.
Di lì a poche ore, di nuovo single e determinata a chiudere con l’altro sesso una volta per tutte, si imbatte in un tipo a dir poco affascinante. Si chiama Joshua, fa il falegname, ha occhi penetranti, una voce profonda e un sorriso angelico. Un’apparizione miracolosa, da far impallidire George Clooney, se non fosse che Joshua è un po’ strano: sembra davvero arrivare da un altro mondo. Quando, al loro primo appuntamento, le rivela di essere Gesù, nel cervello di Marie scatta l’allarme rosso: a quanto pare, il suo diabolico karma stavolta le ha fatto addirittura incontrare un pazzo fanatico religioso! Finché non scopre che Joshua è veramente il Messia, tornato sulla terra per il Giudizio Universale. E, mentre lo aiuterà a salvare l’umanità, dovrà riconoscere di essersi perdutamente innamorata del più divino degli uomini in assoluto.
Dopo lo straordinario successo de *L’orribile Karma della Formica* , Safier ci regala un’altra esilarante commedia con una trama altrettanto originale, piena di sorprese, trovate geniali, situazioni insolite e battute memorabili. Un romanzo semplicemente irresistibile, che parla di tolleranza, speranza e amore.

L’ordine morale del Paradiso

È la storia di un giovane uomo, Daniele Machello, che cerca di affrancarsi dal nascondimento e di donarsi al mondo per quello che è. Spera in un universo senza discriminazioni di sorta, in cui ognuno ha il diritto di essere rispettato nella diversità che lo caratterizza.
Daniele sta vivendo un profondo disagio. Trovato un paziente ascoltatore, si lascia andare ai ricordi e riporta alla luce fatti intimi mai confessati: intraprende un cammino verso la consapevolezza. L’esistenza del protagonista si delinea sotto gli occhi del lettore nella sua irripetibile singolarità. Alcuni fatti sono ritenuti di fondamentale importanza: la morte, che giunge inattesa in un rannuvolato pomeriggio d’estate; la fede, che conduce all’azione; infine, l’incontro, risolutivo, con l’amore e il sesso.
Il fil rouge del romanzo è l’amore con la sua grazia, la sua libertà, la sua funzione formativa proprio in quanto non ubbidiente che a se stesso.
L’assunto su cui si basa una tale libertà è l’innocenza dell’atto sessuale quando condiviso e vissuto con consapevolezza piena: tutti gli amori raccontati in questo romanzo si nutrono di gesti delicati, accadono dentro la bellezza della natura, sono traboccamenti di gioia e di amicizia, sembrano alonarsi di qualcosa di mistico, una volta caduta la separazione fra la realtà carnale e la dimensione dello spirito.
L’ordine morale del Paradiso è un romanzo caratterizzato da una struttura complessa e suggestiva, all’interno della quale convivono dialoghi, riflessioni, lettere, pagine di diario, brani descrittivi e narrativi, che si alternano e si intrecciano fino alla strabiliante esperienza vissuta da Daniele durante un temporaneo stato comatoso, e che pure vi s’inserisce con tale veritiera immediatezza da non incrinare la serietà delle tesi esposte e la normalità della trama.
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### Sinossi
È la storia di un giovane uomo, Daniele Machello, che cerca di affrancarsi dal nascondimento e di donarsi al mondo per quello che è. Spera in un universo senza discriminazioni di sorta, in cui ognuno ha il diritto di essere rispettato nella diversità che lo caratterizza.
Daniele sta vivendo un profondo disagio. Trovato un paziente ascoltatore, si lascia andare ai ricordi e riporta alla luce fatti intimi mai confessati: intraprende un cammino verso la consapevolezza. L’esistenza del protagonista si delinea sotto gli occhi del lettore nella sua irripetibile singolarità. Alcuni fatti sono ritenuti di fondamentale importanza: la morte, che giunge inattesa in un rannuvolato pomeriggio d’estate; la fede, che conduce all’azione; infine, l’incontro, risolutivo, con l’amore e il sesso.
Il fil rouge del romanzo è l’amore con la sua grazia, la sua libertà, la sua funzione formativa proprio in quanto non ubbidiente che a se stesso.
L’assunto su cui si basa una tale libertà è l’innocenza dell’atto sessuale quando condiviso e vissuto con consapevolezza piena: tutti gli amori raccontati in questo romanzo si nutrono di gesti delicati, accadono dentro la bellezza della natura, sono traboccamenti di gioia e di amicizia, sembrano alonarsi di qualcosa di mistico, una volta caduta la separazione fra la realtà carnale e la dimensione dello spirito.
L’ordine morale del Paradiso è un romanzo caratterizzato da una struttura complessa e suggestiva, all’interno della quale convivono dialoghi, riflessioni, lettere, pagine di diario, brani descrittivi e narrativi, che si alternano e si intrecciano fino alla strabiliante esperienza vissuta da Daniele durante un temporaneo stato comatoso, e che pure vi s’inserisce con tale veritiera immediatezza da non incrinare la serietà delle tesi esposte e la normalità della trama.
### L’autore
Roberto Maggiani è nato a Carrara nel 1968, laureato in Fisica all’Università di Pisa, vive a Roma, dove insegna. Ha fondato, insieme a Giuliano Brenna, la rivista letteraria libera on line LaRecherche.it, di cui è coordinatore di Redazione, e per la quale cura la collana di e-book “Libri liberi”; è Presidente dell’omonima Associazione culturale. Ha pubblicato alcune raccolte di versi, le più recenti sono: “Scienza aleatoria”, LietoColle (2010); “La bellezza non si somma”, italic (2014); “Marmo in guerra”, Edizioni La Grafica Pisana (2014). Suoi testi e traduzioni dal portoghese sono pubblicati su varie riviste letterarie e antologie. È presente in “Lo Specchio – Storia letteraria del ‘900 e del 2000”, a cura di Annamaria Vanalesti, Società Editrice Dante Alighieri. È Premio LericiPea 2014 per la poesia inedita. È Presidente del Premio Letterario “Il Giardino di Babuk – Proust en Italie”. “L’ordine morale del Paradiso” è il suo primo romanzo. Per contatti: E-mail: [email protected] Web: www.robertomaggiani.it

L’Ordine È Già Stato Eseguito

Qual è il significato delle Fosse Ardeatine? Quale memoria ha lasciato la strage nazista compiuta a Roma il 24 marzo 1944, come rappresaglia dell’attentato partigiano di via Rasella, in cui il giorno prima erano morti trentatré tedeschi? E quale rapporto si può istituire tra il ricordo di quella strage e l’identità collettiva di un’intera città? L’eterogeneità sociale e politica delle 355 persone uccise fa delle Fosse Ardeatine un avvenimento emblematico, che lega insieme “tutte le storie” di Roma: a cadere sotto il piombo tedesco furono infatti generali e straccivendoli, operai e intellettuali, commercianti e artigiani, un prete e settantacinque ebrei; monarchici e azionisti, liberali e comunisti, ma anche persone prive di appartenenza politica. Protagonista assoluta del libro è la voce diretta dei portatori della memoria: duecento intervistati, di cinque generazioni, e di estrazione sociale e politica diversissime (compresi fascisti ed ex fascisti). Le vicende personali dei superstiti e dei protagonisti (e a sopravvivere e a ricordare sono soprattutto donne) mostrano come tutti abbiano convissuto, e convivano ancora, con una drammatica eredità. Ancora oggi, in modo singolare, le Fosse Ardeatine rappresentano un banco di prova della coscienza delle nuove generazioni. Raccolte da Alessandro Portelli, con uno scrupolo che è pari alla passione civile e alla tensione letteraria, le voci di questo libro danno adito a una ricostruzione di grande respiro corale, che si struttura attorno alla elaborazione e alla fissazione di un linguaggio. Ed è il linguaggio, alla fine, a farsi storia: una storia parlata; parlata a Roma.

L’isola pianeta

Per anni, quando i suoi viaggi erano soprattutto quelli dell’autobus romano 60, da via Nomentana a piazza San Silvestro, Manganelli coltivò un sogno temerario: spingersi fino alle isole Fær Øer. Nel 1978, vincendo timori e angosce, con una valigia munita di tutto quanto a un frequent flyer non potrebbe che apparire inessenziale – un Dickens come amuleto e «blande mani chimiche» che sappiano confortare nei momenti difficili –, lo scrittore partì alla volta dell’arcaica Islanda, prima tappa della sua incursione nel grande Nord. L’esito è un reportage indimenticabile, che suscita nel lettore euforia e insieme turbamento: lo sguardo di Manganelli sembra infatti misteriosamente capace di svelare la segreta essenza dell’«isola pianeta», dove il mondo fisico – simile a un gigantesco cadavere pietrificato – è preumano, folle, criptico, quasi appartenesse alla «misteriosa araldica delle origini», e ispira dunque sgomento e paura; dove la solitudine è l’esperimento di «una infinita prigione senza via d’uscita», di una «perdita irreparabile»; dove l’ultima tribù europea, chiusa nel forziere di una lingua infrangibile, offre asilo agli indovini e alle fate. E un paesaggio sognato e folto di simboli è anche quello delle isole Fær Øer, finalmente visitate nel 1983: terra, come disse Auden a proposito dell’Islanda, non toccata dalla volgarità, votata al culto della solitudine, dei «popoli grigi» che vivono sottoterra, dei sogni premonitori, delle visioni profetiche.

L’invasione degli Skaar

Le Quattro Terre sono sotto assedio. In possesso di un’abilità magica praticamente incontrastabile, i misteriosi invasori sconfiggono ogni oppositore, dai più temibili eserciti Troll all’Ordine dei Druidi. Provenienti da una lontana nazione chiamata Skaar, i feroci aggressori riveleranno presto un volto più umano, che tuttavia non attenuerà in alcun modo la brutalità delle loro azioni. Dar Leah, un tempo la Lama del Druido Supremo, ha incrociato in precedenza le strade – e le spade – del leader degli Skaar Ajin d’Amphere, e sa bene che se esiste qualche speranza di vittoria, questa è riposta nelle mani del Druido Drisker Arc, ora intrappolato all’interno di Paranor, la fortezza scomparsa nel primo capitolo della saga. Mentre Drisker tenta di trovare l’«antica conoscenza» che potrebbe liberarlo, Dar va in cerca di Tarsha Kaynin, la giovane donna con il dono del Canto Magico, il cui potere potrebbe riportare Drisker nel mondo reale. Ma ben presto scopriranno che ciò che già sembrava una terribile invasione, è solo l’avanscoperta di un esercito immenso, il cui unico intento è la conquista totale. *L’invasione degli Skaar* è il secondo capitolo della nuova tetralogia “La Caduta di Shannara”, con la quale Terry Brooks concluderà per sempre l’epopea di Shannara che lo ha reso uno dei maestri indiscussi del genere fantasy. **
### Sinossi
Le Quattro Terre sono sotto assedio. In possesso di un’abilità magica praticamente incontrastabile, i misteriosi invasori sconfiggono ogni oppositore, dai più temibili eserciti Troll all’Ordine dei Druidi. Provenienti da una lontana nazione chiamata Skaar, i feroci aggressori riveleranno presto un volto più umano, che tuttavia non attenuerà in alcun modo la brutalità delle loro azioni. Dar Leah, un tempo la Lama del Druido Supremo, ha incrociato in precedenza le strade – e le spade – del leader degli Skaar Ajin d’Amphere, e sa bene che se esiste qualche speranza di vittoria, questa è riposta nelle mani del Druido Drisker Arc, ora intrappolato all’interno di Paranor, la fortezza scomparsa nel primo capitolo della saga. Mentre Drisker tenta di trovare l’«antica conoscenza» che potrebbe liberarlo, Dar va in cerca di Tarsha Kaynin, la giovane donna con il dono del Canto Magico, il cui potere potrebbe riportare Drisker nel mondo reale. Ma ben presto scopriranno che ciò che già sembrava una terribile invasione, è solo l’avanscoperta di un esercito immenso, il cui unico intento è la conquista totale. *L’invasione degli Skaar* è il secondo capitolo della nuova tetralogia “La Caduta di Shannara”, con la quale Terry Brooks concluderà per sempre l’epopea di Shannara che lo ha reso uno dei maestri indiscussi del genere fantasy.

L’intestino felice. I segreti dell’organo meno conosciuto del nostro corpo

L’intestino è un organo pieno di sensibilità, responsabilità e volontà di rendersi utile. Se lo trattiamo bene, lui ci ringrazia. E ci fa del bene: l’intestino allena due terzi del nostro sistema immunitario. Dal cibo ricava energia per consentire al nostro corpo di vivere. E possiede il sistema nervoso più esteso dopo quello del cervello. Le allergie, così come il peso e persino il mondo emotivo di ognuno di noi, sono intimamente collegati alla pancia.
In questo libro, la giovane scienziata Giulia Enders ci spiega con un linguaggio accessibile, spiritoso e piacevole, unito ai disegni esplicativi della sorella Jill, quel che ha da offrirci la ricerca medica e come ci può aiutare a migliorare la nostra vita quotidiana.
L’intestino felice è un viaggio istruttivo e divertente attraverso il sistema digestivo.
Scopriremo perché ingrassiamo, perché ci vengono le allergie e perché siamo tutti sempre più colpiti da intolleranze alimentari.
Pubblicato nel marzo 2014, dopo appena una settimana L’intestino felice è balzato al primo posto delle classifiche tedesche e ci è saldamente rimasto. Con un milione di copie, il libro è stato in assoluto il più venduto in Germania ed è in uscita in 30 paesi. **

L’incredibile ondata

Quanti di voi hanno visto il cartone animato di Conan ? E quanti si sono chiesti leggendo nei credits della sigla finale la scritta “Storia originale: tratta dal romanzo di Alexander Key ‘The incredible tide’” di come fosse quest’opera.
Da questo romanzo, mai tradotto in italia, è stato tratto il cartone animato “Conan, il ragazzo del futuro”.

L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio

A Nagoya abitano cinque ragazzi, tre maschi e due femmine, che tra i sedici e i vent’anni vivono la piú perfetta e pura delle amicizie. Almeno fino al secondo anno di università, quando uno di loro, Tazaki Tsukuru, riceve una telefonata dagli altri: non deve piú cercarli. Da quel giorno, senza nessuna spiegazione, non li vedrà mai piú: non ci saranno mai piú ore e ore passate a parlare di tutto e a confidarsi ogni cosa, mai piú pomeriggi ad ascoltare la splendida Shiro suonare Liszt, mai piú Tsukuru avrà qualcuno di cui potersi fidare. Il dolore è cosí lacerante che nel cuore del ragazzo si spalanca un abisso che solo il desiderio di morire è in grado di colmare. Dopo sei mesi trascorsi praticamente senza mangiare né uscire di casa, nelle tenebre di un’infelicità senza desideri, Tzukuru torna faticosamente alla vita ma scopre di essere cambiato. Non solo nel fisico – piú magro, dai lineamenti piú duri e taglienti – ma anche, soprattutto, nell’animo. Ancora oggi, quando ormai ha trentasei anni, continua a vivere con l’ombra di quel rifiuto che lo accompagna sempre, come una musica che resta sospesa nell’aria anche quando non c’è piú nessuno a suonarla. L’incontro con Sara, che intuisce l’inquietudine nascosta dietro l’apparente ordinarietà di Tsukuru, sarà l’occasione per rispondere a quelle domande che per sedici anni l’hanno ossessionato ma che non ha mai avuto il coraggio di affrontare. Se con *1Q84* Murakami Haruki aveva allestito un intero universo, con *L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio* l’universo che costruisce è quello infinitamente piccolo, ma non per questo meno grandioso, del cuore di un uomo. Con *L’incolore Tazaki Tsukuru,* accolto in Giappone come un evento non solo letterario, Murakami regala al lettore quello che forse è il suo romanzo piú complesso, profondo, eppure allo stesso tempo delicato, capace di illuminare i momenti piú bui della vita di ognuno. Non sono verità facili o consolanti, quelle che propone Murakami: ma forse proprio per questo sono ancora piú preziose.
***
« *L’incolore Tazaki Tsukuru* ricorda *Norwegian Wood,* ma ne è anche un’evoluzione. È un romanzo ambizioso, un punto di svolta nel percorso di Murakami».
**«Asahi Shimbun»**

L’Incantatore

Annette, vivace e incostante, ha deciso di lasciare improvvisamente il college per studiare alla «Scuola della Vita». La sua amica Rosa, abbandonata ogni ambizione, lavora in fabbrica, dove intreccia una relazione inquietante con i due gemelli polacchi, Jan e Stefan. Il fratello di Rosa, Hunter, lotta per tenere in vita la rivista Artemis, sull’orlo della bancarotta. Peter Saward dedica la sua vita al compito infruttuoso di decifrare l’alfabeto di una civiltà morta e sepolta (e a un amore non corrisposto per Rosa). John Rainborough, dirigente senza qualità in un oscuro ministero, vede la sua vita e il suo lavoro perdere scopo e direzione. La sarta Nina, terrorizzata dal suo stato di profuga, sogna una fuga impossibile. Tutti questi personaggi si muovono nella Londra
del dopoguerra come sul palco di un immenso teatro, intrecciando e disfacendo tra loro relazioni in cui l’amore e l’amicizia si mescolano con il desiderio di potere e di controllo. Al centro delle loro vite, il magnate della stampa Mischa Fox, l’incantatore: il suo nome suscita pensieri ossessivi, la sua presenza – reale o solo immaginata – condiziona umori e decisioni. Enigmatico e all’apparenza mite, Mischa Fox impone la sua volontà sugli altri attraverso l’inquietante Calvin Blick, quasi un suo doppio, colui che trasforma in azione i suoi pensieri. Preda dell’incantatore, catturati dal suo fascino o ansiosi di sfuggirgli, i personaggi di Iris Murdoch sono parte di vere e proprie «scene» in cui l’autrice affronta i temi del sesso, dell’attrazione, del potere, ma anche la questione politica e umana degli esuli e del rapporto tra Occidente e Oriente. Grottesco, comico, profondo, L’incantatore è l’occasione per il lettore di godere dell’immenso talento di Iris Murdoch, scrittice che – nelle parole di Peter Cameron – non è sbocciata lentamente, ma «è emersa».

L’impromissa

LA STORIA DI UNA FAMIGLIA. LA STORIA DI UN AMORE. LA STORIA DI UN PAESE INTERO, L’ITALIA. Genova. Quando Agata varca la soglia, l’appartamento è silenzioso e tremendamente buio. Sua madre non c’è più, da diversi mesi ormai. Resta soltanto l’odore delle stanze vuote, la polvere sui mobili, insieme all’eco dei ricordi e ai segreti, che ora nessuno può più mantenere, e che i vecchi quaderni dell’amata zia Alice, rimasti a lungo nascosti, sono pronti a rivelare. Quelle pagine custodiscono, infatti, il ritratto di una donna che Agata stenta a riconoscere come la sua zia Alice, e la storia di un grande amore proibito, di cui non ha mai saputo nulla. E sarà proprio il racconto di quella vita segreta a cambiare tutto, anche nel suo presente. Perché c’è un filo unico, un sentiero sepolto che unisce le generazioni di donne della famiglia Lantieri. Agata, ancora una volta lontana da Genova, tra gli scorci rassicuranti delle estati trascorse nella fattoria di famiglia in Valpolcevera, scoprirà non solo la vera storia della propria famiglia, ma imparerà anche che la forza nasce dalle fragilità, il coraggio dal dolore e che il vero amore non conosce lo scorrere del tempo. Soprattutto si renderà conto che quel fazzoletto di terra, tra i due versanti di una collina, sulle alture genovesi, racchiude in sé tutta la loro storia: ogni ritorno è un ritorno lì, ogni partenza è una partenza da lì, ogni perdita, ogni nascita, ogni gioia e ogni dolore sembra compiersi e avere senso soltanto tra quei colori. Oggi più di ieri. Intrecciando luoghi, accadimenti e personaggi, Chiara Ferraris restituisce al lettore al tempo stesso un frammento della grande Storia d’Italia e un’intensa saga familiare, da cui emerge il talento di una scrittrice esordiente, che tiene incollati alle pagine con una narrazione potente e una voce elegante. Tra passato e presente, L’impromissa si rivela così una mirabile storia d’amore e di appartenenza, dove le protagoniste sono le donne, le loro scelte, la loro forza, il loro sacrificio.

L’Importante È Come È Stato Il Viaggio: Racconti Lettere E Storie D’Amore

Racconti, lettere, appunti per innamorati dell’amore. Non importa cosa trovi alla fine di ogni percorso che intraprendi, l’importante è sempre il viaggio, il modo in cui arrivi alla meta. Quello che impari, quello che provi. Le difficoltà che incontri diventano il prezioso bagaglio del tuo percorso evolutivo.

L’enigma di Attilio Manca

La Sicilia è straordinariamente bella. Ma anche “l’inizio di qualcosa di terribile”, come ricorda Rilke. La morte dell’urologo Attilio Manca è un crimine che diventa un mistero, un delitto che si trasforma nell’enigma che sconvolge da anni l’esistenza dei suoi familiari. Sullo sfondo di una terra dove la mafia ammazza e umilia, la lotta per la verità e la giustizia fa emergere un segreto inconfessabile, legato alla latitanza di Bernardo Provenzano. Una rete di complicità. Un intervento chirurgico che non esige testimoni.

L’ASSEDIO DI MASADA

La conquista della fortezza di Masada rappresentò l’ultimo episodio della prima guerra giudaica nella quale l’impero romano durò parecchia fatica ad aver ragione degli ebrei ribelli. Ma il modo inesplicabile con cui si concluse lasciò dispiaciuti più i vincitori che i vinti. Difatti i romani, sbalorditi, si trovarono a constatare fino a qual punto può arrivare l’amore per la libertà. **
### Sinossi
La conquista della fortezza di Masada rappresentò l’ultimo episodio della prima guerra giudaica nella quale l’impero romano durò parecchia fatica ad aver ragione degli ebrei ribelli. Ma il modo inesplicabile con cui si concluse lasciò dispiaciuti più i vincitori che i vinti. Difatti i romani, sbalorditi, si trovarono a constatare fino a qual punto può arrivare l’amore per la libertà.

L’Artista E Il Potere

L’artista come idolo, star culturale, le cui capacità creative si confonderanno con quelle decisive di venditore di se stesso ed esperto di marketing: Andy Warhol incarna il tipo ideale di artista capace di influenzare la dimensione dominante del potere nel nostro tempo, cioè il mercato.
Il leader politico che scrive poesie o romanzi. L’artista che crede di cambiare il corso del mondo con la sua opera. I potenti che commissionano il proprio mausoleo al celebre scultore, sfidando la malasorte e il ridicolo. Un team di architetti e scultori che progetta la rifondazione di una città terremotata come un museo en plein air… Se il potere è attratto irresistibilmente dall’estetica, l’arte sembra esprimere a sua volta una vera e propria volontà di potenza. Una relazione che è caratterizzata, oggi più che mai, da una ambiguità profonda, da cui sembra impossibile prescindere. E sullo sfondo il mercato, che tutto fagocita, anche le forme espressive più antagoniste, come nel caso della street art e di Banksy.