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Politicamente scorretto

Il filo rosso che lega fra di loro gli articoli raccolti in questo volume è la difficoltà di informare per i giornalisti che possiedono l’orgoglio del proprio mestiere nel far conoscere notizie considerate scabrose e analizzarle secondo dati certi. È la difficoltà di esercitare il diritto all’informazione da parte di chi non è disposto ad accettare pedestremente la visione del mondo spesso imposta, proprio attraverso i media, dai poteri economici e politici. Da dieci anni Gianni Minà, non trovando più spazio nella televisione, conduce attraverso i film documentari e la carta stampata la sua battaglia di giornalista fuori dal coro, stigmatizzando interventi approssimativi, ambigui o reticenti e smentendo le versioni ufficiali con la forza indiscutibile dei fatti. Gli interventi raccolti in questo libro costituiscono un esercizio di controinformazione sugli avvenimenti più diversi e controversi del nostro tempo: dall’incontro con il subcomandante Marcos alla cronaca della repressione messa in atto da un segmento delle nostre forze dell’ordine al G8 di Genova nel 2001; dalle ipotesi sui meccanismi che hanno favorito gli attentati dell’11 settembre, alle rivelazioni del diplomatico Usa Wayne Smith sulla ripresa delle relazioni con Cuba che il presidente Jimmy Carter stava per firmare se non avesse perso le elezioni contro Ronald Reagan. Osservazioni spesso provocatorie, ma comprovate e mai smentite, che costituiscono uno strumento per comporre un quadro lucido del nostro tempo.

Poesie di guerra e di mare tradotte da Roberto Mussapi

La ben nota grandezza di Herman Melville trova piena e sorprendente conferma nella sua poesia, dove l’autore di *Moby Dick* narra e si inerpica liricamente in virtù di una energia espressiva dinamica e potente che gli consente di spaziare su territori vari. Eccolo allora accennare alle vicende storiche del suo Paese, poi addentrarsi nei campi di battaglia, o negli scontri delle navi, in componimenti d’ampio respiro come in testi brevissimi, fino alla prosa indimenticabile su un personaggio come John Marr. L’autore, dunque, si muove dal recitativo al canto, e con l’inesausta tensione di chi sa passare con naturalezza e arte da tinte forti, nette, fosche, che assorbono il lettore, alla dolcezza di chi osserva «le creature ridenti nel mattino». Melville parte da un nobilissimo contesto culturale, e infatti cita Shakespeare, Coleridge, Shelley, Flaubert, se ne appropria, si fa artefice inconfondibile, e viaggia nel mondo: il Capo delle Tempeste, il Mare del Sud, gli «assolati mari e cieli di Grecia», la Polinesia, le Marchesi. Predilige epicamente l’avventura, certo, e la più grande avventura che nel bene e nel male lo avvince, lo fa meditare, è quella dell’esistenza, su cui incombe «l’oltraggio antico della morte», mentre «per sempre lo schema della natura si ripete». Ma il suo complesso messaggio comprende vitalmente la meraviglia delle cose nel creato, la presenza del continuo, incantevole rinascere e andare. Il canto di Melville ci viene qui riproposto, in modo appassionato e fedele, da uno dei nostri maggiori poeti, Roberto Mussapi, che ce ne offre una scelta e una versione in cui ogni componimento si traduce in vera e propria alta poesia nella nostra lingua.

Piu’ Forte Del Tempo

Galles, 1188/1204 – Brenna ha atteso per anni il ritorno del cavaliere dei suoi sogni, l'eroe appena adolescente incontrato in cima alle mura di Dinas Bran quando era soltanto una bambina. Ha atteso finché ha potuto, ma ora suo nonno, il signore del castello, non intende ragioni: la nipote deve sposarsi per motivi politici e dinastici. Al posto del promesso sposo arriva però un misterioso cavaliere biondo. Chi è? Da dove viene? Brenna sa solo che è lui l'uomo che ha atteso per tanto tempo e decide che lo sposerà a tutti i costi. Le cose, però, non sono così semplici…

Pillole di storia antica. 365 curiosità per ogni giorno dell’anno

**Gli aneddoti più affascinanti di tutto il mondo antico**
Ciò che attualmente sappiamo della storia umana è solo un minuscolo tassello di un mosaico forse perduto per sempre. Oltre cento miliardi di persone sono esistite sul nostro pianeta da circa diecimila anni, eppure di loro sappiamo purtroppo ben poco. In questo libro, suddiviso in 365 pillole di storia, viene dato spazio anche a coloro il cui nome non è mai andato di moda, alle persone comuni la cui fama sembra perduta tra le pieghe del tempo. Grazie a loro è possibile esplorare da un’angolatura diversa grandi avvenimenti epocali che cambiarono per sempre la storia dell’uomo, ma anche piccoli aneddoti divertenti o antiche massime filosofiche e malinconiche storie d’amore. Tutto questo, per riscoprire il patrimonio di piccole e grandi storie che hanno condotto l’umanità in un percorso continuo, per quanto accidentato, fino ai giorni nostri. Un viaggio attraverso gli affascinanti segreti del periodo antico, con sporadiche apparizioni medievali, moderne e contemporanee.
**Una pillola di storia antica al giorno come antidoto contro le false verità e i luoghi comuni più diffusi
La storia raccontata come in una chiacchierata tra amici**
«Anche se la storia fosse giudicata incapace di servire ad altri scopi, resterebbe pur sempre a suo favore il fatto che procura uno svago.» 
**Marc Bloch**
**Costantino Andrea De Luca**
Nasce a Padova nel 1995. A 10 anni il padre gli regala il suo primo romanzo storico, che fa nascere in lui una passione sconfinata per la storia antica. Da quel momento studia e colleziona testi storici di ogni tipologia, con una particolare attenzione per gli autori classici. Nel dicembre del 2017 decide di aprire la pagina Facebook “ *Una pillola di storia antica al giorno* ”, che riscuote un enorme successo, tanto che ad oggi la sua community online, in rapida espansione, conta oltre 150.000 persone. *Pillole di storia antica. 365 curiosità per ogni giorno dell’anno* è il suo primo libro edito da Newton Compton.

Piccolo manifesto in tempi di pandemia

Il Collectif Malgré Tout è composto da membri provenienti da nazionalità, pratiche e orizzonti culturali diversi, uniti dal desiderio profondo di articolare il pensiero complesso con l’azione. Nato nella metà degli anni ’80 da un gruppo di militanti guevaristi schierati contro la dittatura argentina, discute costantemente intorno alla complessità dell’epoca in cui viviamo e agli ostacoli che impediscono l’azione. Questo testo raccoglie e articola in forma di manifesto le riflessioni che l’attuale pandemia da Covid-19 ha fatto nascere all’interno del gruppo di lavoro ed è frutto della collaborazione tra le varie sezioni nazionali del collettivo. Attualmente è tradotto e diffuso, oltre che in Italia, anche in Francia, Spagna, Inghilterra, Stati Uniti e Portogallo.

Piccole donne – Meg, Jo, Beth & Amy

Divenuta subito un classico, la storia di Jo, Meg, Amy e Beth ha avvinto intere generazioni. Questo volume presenta il ciclo completo dei quattro romanzi.

Piccola

Un racconto dai tratti fiabeschi immerso nel turbamento di una Parigi rivoluzionaria. Il ritorno di Edward Carey, scrittore, drammaturgo, e illustratore di fama internazionale. Il suo inconfondibile tratto illustra la storia della leggendaria signora delle cere, Marie Tussaud.
Nel 1761, una minuscola bambina di nome Marie viene alla luce in un villaggio in Svizzera. Qualche anno più tardi, dopo la morte dei genitori, Marie è presa in casa dal Dottor Curtius, un uomo eccentrico e solitario che vive a Berna. Ma Curtius non è propriamente un dottore, è piuttosto un artista, uno scultore della cera: figlio di un famoso anatomista, lavora per l’ospedale della città come modellista, riproducendo parti del corpo umano. Marie comincia così ad aiutare il suo padrone di casa non solo nelle faccende domestiche, ma anche nel suo lavoro, apprendendo piano piano i segreti di quella strana arte. Quando però Curtius, sempre più interessato a ritrarre con la cera i volti degli abitanti di Berna anziché gli organi dei defunti, viene licenziato dall’ospedale, i due si trasferiscono a Parigi per cercare fortuna. Qui, insieme a una vedova dal carattere prepotente e al figlio di lei, pallido e silenzioso, trasformano una casa delle scimmie in un museo di sculture di cera che attira l’attenzione di tutta la città. Ben presto, grazie al passaparola, il talento di Marie si fa conoscere fino alla corte di Versailles, dove viene invitata per fare da tutrice alla principessa e finisce col salvare una Maria Antonietta ancora in fasce. Intanto Parigi è in preda al furore: i rivoluzionari vogliono delle teste e, al museo della cera, le teste sono il pane quotidiano.
*Piccola* racconta con tutta l’ironia e la straordinaria immaginazione narrativa cui Edward Carey ci ha abituati l’indimenticabile storia di un’orfana piccola e ambiziosa, capace di suscitare le simpatie della nobiltà e dei più radicali fra gli insorti, e che si trasformerà nella leggendaria Madame Tussaud.

Piazza Fontana: I colpevoli

È vero che della strage di Piazza Fontana non si sa nulla e mai si potrà sapere qualcosa? No. È falso.
È una leggenda. A cinquant’anni dal massacro del 12 dicembre 1969 che cambiò la storia d’Italia e inaugurò la stagione della strategia della tensione, è possibile raccontare una storia conosciuta per buona parte.
È una storia fatta di sigle neofasciste, a iniziare da Ordine Nuovo, e di servizi segreti italiani e atlantici che, nella migliore delle ipotesi, sapevano quanto stava per accadere e non mossero un dito.
Si aggiunsero i depistaggi, che hanno un nome e un cognome. Ma è anche la storia di uomini dello Stato che, in cinque decenni, non si sono arresi e hanno continuato a lottare per dare giustizia alle vittime e restituire dignità alle istituzioni della Repubblica.

Perdere la Terra

C’è stato un momento, fra il 1979 e il 1989, in cui i rappresentanti politici e la grande industria si sono dimostrati disposti a mettere in primo piano la tutela del pianeta e a collaborare con scienziati e attivisti per affrontare le conseguenze del riscaldamento globale. In più occasioni, durante quel decennio, le maggiori potenze mondiali sono arrivate a un soffio dal condividere un serio impegno sul cambiamento climatico. Ma non ce l’hanno fatta.
*Perdere la Terra* racconta i retroscena di questo fallimento, concentrandosi sul ruolo di uno dei principali responsabili di emissioni di anidride carbonica, gli Stati Uniti d’America, e ricostruendo l’infaticabile contributo di alcuni eroi che hanno lottato per risvegliare la coscienza pubblica, come Rafe Pomerance, «lobbista per l’ambiente», e James Hansen, astrofisico e climatologo. Il primo si muove attorno al mondo della politica, il secondo parte dalla ricerca scientifica, ma il loro obiettivo è comune: spingere il governo del loro paese ad agire prima che sia troppo tardi, e a farsi promotore di un accordo internazionale vincolante. Le loro vicende personali e professionali si intrecciano con quelle di numerosi altri personaggi: scienziati appassionati e incerti; filosofi ed economisti «fatalisti»; negazionisti senza scrupoli; compagnie petrolifere e del gas, come Exxon, interessate ai benefici economici di un clima stabile e di risorse energetiche alternative; giornalisti alternativamente allarmisti e sprezzanti; giovani politici, come Al Gore, che provano a cambiare le cose dall’interno delle istituzioni; e presidenti degli Stati Uniti, come Ronald Reagan e George H.W. Bush, capaci, con il loro entourage, di alterare da un giorno all’altro il destino del mondo intero.
Quella raccontata da Rich sembra una classica storia americana, in cui buoni e cattivi si danno battaglia a suon di rapporti scientifici e disegni di legge, udienze pubbliche e commissioni, tentativi di censura e campagne infamanti. Ma di questa storia tutti noi, oggi, siamo vittime e insieme protagonisti, perché il finale è ancora da scrivere. Il passato ci insegna che politica, scienza, tecnologia ed economia da sole non bastano a raggiungere una soluzione di fronte al cambiamento climatico. È necessario riportare al centro la dimensione etica del problema. Ora che l’esistenza della nostra civiltà è incontrovertibilmente minacciata, cosa siamo disposti a fare? Siamo disposti a modificare il nostro stile di vita? Riusciremo a scrivere una storia diversa per i nostri figli e nipoti?

Perché?

Storie per lettori curiosi, svegli, ribelli, che non si accontentano delle risposte preconfezionate, ma vogliono ragionare con la propria testa. Perché, come scrive Umberto Galimberti nella sua ampia introduzione, giocare con le idee permette di allargare i propri orizzonti, diventare più tolleranti, più capaci di comprendere, e quindi vivere meglio.

Perché no Tav

Le più autorevoli personalità che si battono da sempre contro la Torino-Lione si ritrovano in un libro. Un volume che è anche manifesto di un pensiero: quello di chi lotta contro il trasversale partito del cemento, pronto a speculare sulla regina delle grandi opere: il Tav. Imprenditori che vanno a braccetto con politici e vecchie cariatidi di sistema interessate direttamente all’affare. E chi si riempie la bocca di paroloni come “futuro”, “sviluppo”, “modernità” forse non sa che in quasi venti anni di studi e carotaggi abbiamo già buttato oltre un miliardo e mezzo e tenuto la Val di Susa in stato d’assedio permanente. La relazione ministeriale costi-benefici – che pubblichiamo integralmente – certifica che la realizzazione del tunnel di base avrebbe un saldo negativo di circa 7 miliardi di euro. Un motivo sufficiente per dire una volta per tutte “No Tav”. Ognuno degli autori di questo libro affronta un tema specifico del dissenso per spiegare perché quel tratto di alta velocità conviene solo a pochi. Interventi di: Marco Travaglio, Erri De Luca, Marco Revelli, Tomaso Montanari, Luca Mercalli, Angelo Tartaglia, Livio Pepino, Alessandra Algostino, Claudio Giorno, Chiara Sasso, Luca Giunti.