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I Vangeli per guarire

Le storie narrate nei Vangeli rispecchiano esigenze assolute, immutabili del cuore umano. Qualcuno si è appropriato dei Vangeli per svigorirli e alterarli, ma proprio nel mondo di oggi, dominato dall’egoismo, dal materialismo, dalla mancanza di valori, dobbiamo riappropriarci di questi testi, imparare a guardarli con occhi scevri da pregiudizi e restituire loro la purezza originaria e la ricchezza sorgiva. Un compito necessario non solo per i credenti, ma per tutti , purché sappiano ritrovare nel ”mito” evangelico il fondamento della società, della verità, della vita emotiva: in una parola dell’essere umano.
Questo libro ci insegna a guardare alla Buona Novella con occhi nuovi, e ci spiega come dalla lettura dei Vangeli possa nascere una conoscenza che arricchisce le nostre vite, cambiando il nostro modo di vivere, muoverci, pensare, sentire, camminare, invecchiare e morire. Per sempre.

(source: Bol.com)

I vampiri

Un grande capolavoro. L’ultimo uomo sulla terra ormai dominio dei vampiri. Romanzo da cui è stato tratto il film OCCHI BIANCHI SUL PIANETA TERRA
Perché Robert Neville non esce mai di notte? Perché dopo il tramonto comincia la caccia all’uomo. Bisogna nascondersi, stare lontani dalle loro tane. Che cosa è successo sulla Terra? Un morbo, una epidemia generale ha trasformato l’umanità in qualcosa di mostruoso. Tutti, tranne lui. Ma una di queste notti lo troveranno e allora sarà finita. Cosa può fare un uomo solo contro legioni di belve assetate di sangue? Vampiri, questo sono i suoi simili. E lui, Neville, è l’anomalia, la leggenda in un mondo impazzito. .

I trionfi

Nonostante Petrarca non affidasse la propria gloria alle sue opere in volgare, egli raggiunse la fama in primo luogo per quelle “rime sparse” – in volgare appunto – che sono una sorta di autobiografia spirituale del poeta e un cardine fondamentale della letteratura italiana. E, in volgare, Petrarca scrisse anche i “Trionfi”, che lo impegnarono quasi trent’anni, dal 1340 al 1370, ma rimasero incompiuti. L’opera è costituita da una serie di visioni mitiche e simboliche che raffigurano sentimenti ed eventi umani innalzati a moralità universale, sulla linea dei poemi allegorico-didascalici del tempo, di cui massima espressione fu la “Commedia” di Dante. Nel loro essere rimasti incompiuti però, i “Trionfi” mostrano come il mondo degli intellettuali fosse radicalmente cambiato nel corso dei circa cinquant’anni che dividono il capolavoro dantesco dall’opera di Petrarca: cinquant’anni che avevano visto il passaggio dal Medioevo all’Umanesimo, dalle certezze tomistiche al dubbio agostiniano, dall’ideale moralizzatore alla concentrazione sull’Io e sulle sue debolezze.
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I tre impostori

Traduzione dall’inglese di Roberta Rambelli Postfazione di David Trotter ”Arthur Machen può a volte proporci delle storie incredibili, ma noi sentiamo che sono state ispirate da un’emozione autentica. Egli quasi mai ha scritto per stupirci, ma perché si considerava l’abitante di un mondo bizzarro.” Jorge Luis Borges A oltre cento anni di distanza dalla sua pubblicazione, I tre impostori non ha ancora perduto la sua capacità di inquietare e sorprendere. Nel 1995 un gruppo di autori e critici inglesi decide di assegnare un immaginario Booker Prize per il miglior romanzo del 1895, e l’opera di Arthur Machen è sulla lista dei candidati. Influenzato da Robert Louis Stevenson e dalle Mille e una notte, ispiratore di H.P. Lovecraft e J.L. Borges, Machen è fra i maggiori scrittori fantastici moderni, membro della società esoterica inglese Golden Dawn di cui facevano parte William B. Yeats e Aleister Crowley. Con questo libro l’autore gallese realizza un Decamerone del fantastico, un ‘capolavoro circolare’ secondo Elémire Zolla, ambientato in una Londra notturna e misteriosa, dove ogni coincidenza è possibile, e la realtà quotidiana assume colori tragici e crudeli tra omicidi e sparizioni, criminali enigmatici e sinistri complotti.

(source: Bol.com)

I test di intelligenza e della personalità.

“In un’urna si trovano novantasei palline, tutte dello stesso peso tranne una, che pesa meno delle altre. Avendo a disposizione una bilancia a due piatti, quante pesate sono necessarie per identificare con certezza la pallina più leggera?” Ecco uno dei numerosi interrogativi a cui risponde questo libro illustrando la storia, le caratteristiche e le applicazioni dei più famosi test di intelligenza e della personalità. Le principali tipologie di quesiti logici e psicologici sono presentate in modo stimolante e divertente. Attraverso giochi, indovinelli e test il lettore scopre i meccanismi in base ai quali vengono valutati gli aspetti della personalità e le capacità intellettive e mette alla prova le proprie attitudini e abilità. Tra i punti trattati nel volume: tecniche e strategie per affrontare i test di intelligenza e della personalità; quesiti di abilità verbale, matematica, logica e figurale tutti risolti e commentati; l’indovinello “più difficile del mondo”; un test conclusivo consente di valutare il proprio quoziente intellettivo.
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I talenti delle fate

Elisa è una sedicenne assennata e disincantata, piuttosto pratica e poco
incline alle fantasticherie, atteggiamento in netto contrasto col suo
passatempo di collezionare statuine e materiale sulle fate. Ha un
rapporto privilegiato con sua Nonna, dalla quale si rifugia più spesso
che può, dato che abita in una bella casa vicino al bosco. A scuola non è
solita socializzare, ma Stefano, un suo compagno di classe, riesce
incredibilmente ad avvicinarla. La storia si sviluppa attorno a due
filoni portanti: Nonna regala a Elisa il capanno di pesca del Nonno,
accanto al fiume, che finisce per diventare una sorta di Rifugio per
animali abbandonati, e nel frattempo si sviluppa un tenero sentimento
tra lei e Stefano. Inoltre compare il personaggio di Tea, una compagna
di classe dei due protagonisti, che sembra fare del suo meglio per farsi
notare il meno possibile.Il romanzo inizia con una sfida: Nonna, decisa a far sì che la nipote
riesca a uscire dal suo guscio diffidente e razionale, propone a Elisa
di cercare la magia, quella vera, nella vita quotidiana, magia che è ben
diversa da quella rappresentata dalle fatine che lei tiene nella sua
camera. La ragazza accetta, convinta di vincere. Da quel momento non
sarà in gioco solo la scommessa, ma anche una ricerca che finirà per
coinvolgere tutti i giovani protagonisti: quella del Talento che
ciascuno porta con sé, che attende solo di essere scoperto, e che si
rivelerà essere la magia più grande. Tutto sembra complicarsi quando la
mamma di Elisa scopre che sua figlia ha trasformato il capanno del nonno
in un Rifugio per animali trovatelli, e le cose sembrano precipitare
drasticamente quando Stefano annuncia di doversi trasferire a Londra con
la sua famiglia. Alla fine però, proprio perché la magia non è fatta di
incantesimi e di sventolii di bacchetta, ma riesce a manifestarsi in
maniera inaspettata nella vita di tutti i giorni, Elisa riuscirà a
trovare il suo lieto fine, aperto ad un futuro ricco soprattutto
d’amore.

I tacchini non ringraziano

“Se veramente un giorno riusciremo a sapere quale opinione hanno di noi gli animali, sono certo che non ci resterà da fare altro che sparire dalla faccia del pianeta, sconvolti dalla vergogna. Sempre che, tra cinquant’anni, gli uomini saranno ancora in grado di provare questo sentimento. Io, fortunatamente, non ci sarò. Ma vorrei che qualche mio pronipote consegnasse agli animali una copia di questo libretto perché di me, e di moltissimi altri come me, possano avere un’opinione sia pure leggermente diversa”. (Andrea Camilleri).
Lo zoo personale di Andrea Camilleri è fatto di animali e di storie che entreranno nella nostra vita per sempre. Sono ritratti en plein air: impossibile leggerli e vederli senza sentire dentro qualcosa di fortissimo, perché sono pieni di affetto, confondono il confine tra la coscienza umana e quella degli animali e sono sempre a favore di questi ultimi, nel senso di un’armonia della vita solo nel rispetto di tutte le specie viventi. Cani, gatti, cardellini, ma anche volpi, serpenti e tigri sono descritti come portatori di uno spirito ricco di amore e di intelligenza, molto più complesso e profondo di quanto pensiamo: una ‘magaria’ inesauribile. Ciascuno di loro sembra comprendere la logica degli uomini, che di volta in volta sfrutta a suo favore o prova a sconfiggere con varie strategie, sempre vincenti: dalla dignità dei tacchini al canto riconoscente di un cardellino, dall’astuzia di un lepro alla commovente compostezza di un gatto innamorato, dalla mite bellezza di una capra alla puntualità discreta di un serpente. Allo stesso tempo Camilleri ci ricorda che forse il mondo è diventato troppo brutto perché la bellezza degli animali abbia diritto a esistere. Ogni storia ci lascia con la consapevolezza dolceamara di tutto quello che rischiamo di perdere, ma anche con la quieta fiducia che sia ancora possibile un mondo in cui convivere e rispettarsi, con l’ausilio di un po’ di buon senso e di umorismo, un mondo meno prepotente e più meritevole di bellezza. Quella che Paolo Canevari con la grazia e la leggerezza dei suoi animali ha fissato sulla carta, anche lui, per sempre.

I Sotterranei Segreti Dei Templari

Quando papa Pio XIII muore improvvisamente, il cardinale Franco Fiorio, fanatico, ambizioso, fautore della restaurazione dei più rigidi principi religiosi, a capo della confraternita Sanguis Christi, mette in atto un oscuro piano per salire al soglio di Pietro. Per riuscirci, però, deve prima entrare in possesso del misterioso Vangelo di Gaspare, un prezioso documento andato perduto da molti secoli, rivelatore di un grande segreto che si dice sconvolgerebbe il mondo cristiano. L’alto prelato non esita a farsi aiutare dai membri della Los Diablos de Santa Muerte – una banda di assassini messicani – per ricattare il Vaticano e portare a termine il suo diabolico progetto. Cædmon Aisquith, esperto dell’Ordine dei Templari ed ex agente del Servizio di controspionaggio del Regno Unito, viene contattato per ritrovare il Vangelo di Gaspare. Ma non si tratta di un semplice incarico di lavoro: se non riuscirà a rintracciarlo, sua figlia – prigioniera della Santa Muerte – sarà uccisa. Dall’India alla Spagna fino a una chiesa romanica nel cuore di Parigi, Cædmon e la sua compagna, controllati e braccati dai feroci mastini del folle cardinale, seguiranno le tracce del manoscritto, un enigma rimasto celato per ben duemila anni, che potrebbe cambiare radicalmente la storia dell’umanità.

I signori della pace: una critica del globalismo giuridico

Nella linea che va da Kant a Kelsen, ad Habermas, a Bobbio, il “globalismo giuridico” afferma la sua ideologia di pacificazione del mondo con crescente successo. Dopo la costituzione dei Tribunali penali internazionali per la ex Jugoslavia e per il Ruanda è all’ordine del giorno la creazione di un Tribunale penale internazionale dotato di una competenza permanente e universale. I processi di globalizzazione, si sostiene, esigono strategie, istituzioni politiche e ordinamenti giuridici “globali”. E spetta alle grandi potenze industriali – anzitutto agli Stati Uniti – il compito di garantire la stabilità di un ordine cosmopolitico giusto e pacifico. I saggi qui raccolti propongono una critica del “globalismo giuridico” e della sua concezione gerarchica dei rapporti internazionali. E suggeriscono in alternativa una visione realistica, conflittuale e policentrica, che rivaluti il rapporto fra principi giuridici e identità culturali, fra pace e autonomia nazionale, fra tutela delle libertà e sovranità dello Stato di diritto.

I segreti di una lady

New York City/Londra, 1830 – Lady Bernadette Marie Burton aveva giurato di non rimettere mai più piede in Inghilterra. Fuggita dal perbenismo ipocrita della buona società vittoriana con la reputazione a pezzi, si era stabilita nella più aperta e dinamica New York City. In quale altra città del mondo, infatti, una vedova ancora assai avvenente e dalla lingua affilata avrebbe potuto vivere senza essere giudicata? Ma ora è tornata a Londra per fare da chaperon a una giovane donna e il passato riemerge a minacciarla sotto le spoglie di un antico amante respinto. Incredibilmente, Bernadette trova comprensione, rifugio e sicurezza nel luogo più impensabile: tra le braccia di un uomo misterioso dalla dubbia fama. Chi è veramente Matthew Milton? Un rispettabile gentiluomo caduto in disgrazia o un ladro bugiardo e spregiudicato? Forse soltanto colui che è determinato a risvegliarla ai fremiti della passione.
Due differenti classi sociali, un solo bruciante desiderio.
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### Sinossi
New York City/Londra, 1830 – Lady Bernadette Marie Burton aveva giurato di non rimettere mai più piede in Inghilterra. Fuggita dal perbenismo ipocrita della buona società vittoriana con la reputazione a pezzi, si era stabilita nella più aperta e dinamica New York City. In quale altra città del mondo, infatti, una vedova ancora assai avvenente e dalla lingua affilata avrebbe potuto vivere senza essere giudicata? Ma ora è tornata a Londra per fare da chaperon a una giovane donna e il passato riemerge a minacciarla sotto le spoglie di un antico amante respinto. Incredibilmente, Bernadette trova comprensione, rifugio e sicurezza nel luogo più impensabile: tra le braccia di un uomo misterioso dalla dubbia fama. Chi è veramente Matthew Milton? Un rispettabile gentiluomo caduto in disgrazia o un ladro bugiardo e spregiudicato? Forse soltanto colui che è determinato a risvegliarla ai fremiti della passione.
Due differenti classi sociali, un solo bruciante desiderio.

I Segreti Di Istanbul

Per dieci secoli Costantinopoli è stata l’altra Roma. Poi, in una giornata di primavera del 1453, tutto è cambiato. Roma s’inabissava, nasceva Istanbul. Una città eterna, prodigiosa, inquieta. Un luogo del mondo dove è possibile incrociare le storie di imperatrici belle e crudeli, di sultani folli e saggi, di schiave e avventurieri. Storie piccole e grandissime ritrovate e raccontate da un autore capace, come raramente accade, di fondere in un unico sguardo sapere e meraviglia.

‘Il modo migliore per arrivare a Istanbul sarebbe attraversando lentamente il Mar di Marmara fino a veder apparire une incomparable silhouette de ville…’. Questo libro è il racconto, potremmo forse dire il romanzo di Istanbul. Protagonista è una città eterna, prodigiosa, una città incarnata nelle sue stesse rovine. A comporne la trama sono le storie degli uomini e delle donne che l’hanno fondata, vissuta, abbandonata: storie piccole e insieme grandissime; a tenerle insieme sono le parole di un autore capace, come raramente accade, di fondere in un unico sguardo sapere e meraviglia. Per secoli Bisanzio, Costantinopoli, Istanbul, è stata una meta ricercata, talvolta fraintesa, altre volte amata, sempre guardata con stupore già dalla prima apparizione del suo straordinario profilo contro il cielo d’Oriente. Quel crescente di luna, che non a caso figura sulla bandiera della Repubblica turca, è – e insieme non è – la stessa luna che possiamo vedere in un qualunque cielo notturno europeo. Come il particolare profumo della città, i suoni, i richiami dei marinai, le luci riflesse sono – e non sono – le stesse di un porto del nostro continente. A renderli diversi è quella sensazione indefinita, quel contorno avvolgente, che una volta si chiamava ‘esotismo’ e che ancora sopravvive. Senza sottrarsi al fascino di quell’esotismo, Augias ne solleva con garbo il velo per scoprire la sostanza piú autentica della città, quella che il turista non sempre può o sa cogliere. E lo fa esplorando, indagando e raccontando le storie, i luoghi, le leggende della città. Storie di imperatrici bellissime e crudeli, di sultani capaci di molta saggezza e di altrettanta follia, di avventurieri, di sognatori, di schiave che diventano regine. Storie che restituiscono significato a spazi apparentemente vuoti, che cuciono insieme eventi lontanissimi nel tempo e nella geografia: Istanbul, Roma, Parigi. Ma la capacità seduttiva di Istanbul non dipende solo dalle tracce del suo passato: ha anche molto a che fare con il suo caos, la sporcizia, il fumo, le crepe, i detriti. Con la scelta, continuamente rimandata, di una vera, definitiva appartenenza. Di questa città inquieta – uno dei non molti posti che hanno contribuito a dare al mondo un destino -, Augias ci racconta il grande passato e l’enigmatico presente, trasmettendo al lettore quel senso di incantamento che ha caratterizzato il suo primo incontro con la città e che si è rinnovato a ogni visita successiva. I segreti di Istanbul è anche questo: la storia di un innamoramento improvviso e di una continua stupefatta scoperta.

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I segreti di casa Pascoli

10 agosto 1867: una fucilata colpisce a morte Ruggero Pascoli. Quella morte inattesa, seguita subito da quella madre, scatenerà una serie di eventi che faranno sì che la vita di Giovanni Pascoli si svolga sempre all’insegna della sofferenza. Prima la dura lotta per studiare; poi la voglia di ricostruire, proiettandosi nel padre, la ‘vecchia’ famiglia con Ida e Maria (Mariù); la determinazione ad affermarsi come insegnante e poeta; poi lo scatenarsi di un amore inconfessabile e impossibile; di un nubifragio nell’alcol per lenire un dolore tanto forte: una dipendenza, tenuta all’epoca segreta per non ‘comprometterne’ l’immagine. In questo saggio-indagine, Vittorino Andreoli studia il ‘caso Pascoli’, facendo parlare i documenti, visitando i luoghi in cui vissero Giovanni e le sue due sorelle, interpretando alla luce della psicologia fatti che erano stati stravolti dalle versioni ufficiali. Quali erano i veri rapporti che univano il poeta alle sue due sorelle? Perché al suo grande successo come docente e poeta, Giovanni reagì rifugiandosi nel mondo stravolgente dell’alcolismo? Perché la sua poesia, soprattutto nei momenti più alti, è sempre segnata dalla tragedia del senso della morte? Vittorino Andreoli ricompone un quadro che ci lascia sconvolti, confermando, ancora una volta, la verità di una celebre frase di Tolstoj: ‘Tutte le famiglie felici si somigliano, ogni famiglia è infelice a suo modo’. … Me la miravo accantoEsile sì, ma bella:pallida sì, ma tantogiovane! Una sorella! Giovanni Pascoli

(source: Bol.com)

I segreti della tavola di Montalbano. Le ricette di Andrea Camilleri

Un’indagine sull’universo gastronomico di Andrea Camilleri, espresso attraverso il suo illustre personaggio: il commissario Montalbano, goloso e continuamente affetto da un ”pititto” smisurato. Ne viene fuori un’antologia gustosa come una tavolata ben imbandita, con rievocazioni di alimenti e pietanze tratte dai suoi ricordi dell’infanzia in Sicilia. Il cibo diventa protagonista trasversale di tutte le storie, e acquista una valenza affettiva molto forte, sinonimo di materializzazione dell’amore materno. Da qui si deduce l’importanza che questa passione ha per il commissario, così prepotente da prevaricare anche la passione amorosa. Per lui, il cibo è l’oggetto del desiderio, più importante degli altri piaceri e deve essere conquistato a tutti i costi; ma i segreti delle gustose pietanze sono custoditi da altri, la ”cammarera” Adelina, Calogero, Enzo. Le ricette sono svelate in queste gustose pagine da assaporare in silenzio e solitudine, con animo lieto e mente sgombra, una per volta, come quando Montalbano si siede a degustare i suoi piatti preferiti.

(source: Bol.com)