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La via Della Leggerezza

“I dietologi e i nutrizionisti sono costretti a riconoscere il loro fallimento: la maggioranza delle persone sovrappeso non riesce a ritrovare un peso accettabile. Mettersi a dieta e ridurre le calorie giornaliere non è efficace: è necessario prendere consapevolezza e lavorare anche sul piano emotivo. Per rimuovere i meccanismi inconsapevoli di tipo difensivo o compensativo che causano l’accumulo di grasso nel corpo e liberarci dalla pesantezza è necessario creare un nuovo equilibrio, che parte da un lavoro sulla propria personalità, dal rapporto con se stessi, con il proprio corpo e con il mondo esterno.” Questo libro cambia il nostro punto di vista sul benessere psicofisico, perché ci mostra che c’è un legame indissolubile tra i chili in eccesso e i nostri pesi interiori, tra approccio all’alimentazione e approccio alla vita, tra cibo per il corpo e cibo per lo spirito. Anche da un punto di vista scientifico.
“Per alleggerire il nostro corpo dobbiamo mangiare cibi, non trasformazioni industriali dei cibi, cibo vero, non cibo in scatola, mangiare con moderazione e prevalentemente vegetali. Per alleggerire la nostra anima dobbiamo privilegiare la vita semplice, naturale, consapevoli della bellezza di ogni atto quotidiano, piuttosto che la vita organizzata da agenzie di divertimento, acquisti, viaggi, spettacoli, televisione.” Con una ricca bibliografia scientifica, abitudini e rituali per il “giorno perfetto”, esercizi e ricette “di leggerezza” e una traccia audio di meditazione guidata, questo libro ci aiuta a liberarci finalmente dai pesi che ci schiacciano a terra e mettere le ali alla nostra gioia di vivere.

“I dietologi e i nutrizionisti sono costretti a riconoscere il loro fallimento: la maggioranza delle persone sovrappeso non riesce a ritrovare un peso accettabile. Mettersi a dieta e ridurre le calorie giornaliere non è efficace: è necessario prendere consapevolezza e lavorare anche sul piano emotivo. Per rimuovere i meccanismi inconsapevoli di tipo difensivo o compensativo che causano l’accumulo di grasso nel corpo e liberarci dalla pesantezza è necessario creare un nuovo equilibrio, che parte da un lavoro sulla propria personalità, dal rapporto con se stessi, con il proprio corpo e con il mondo esterno.” Questo libro cambia il nostro punto di vista sul benessere psicofisico, perché ci mostra che c’è un legame indissolubile tra i chili in eccesso e i nostri pesi interiori, tra approccio all’alimentazione e approccio alla vita, tra cibo per il corpo e cibo per lo spirito. Anche da un punto di vista scientifico.
“Per alleggerire il nostro corpo dobbiamo mangiare cibi, non trasformazioni industriali dei cibi, cibo vero, non cibo in scatola, mangiare con moderazione e prevalentemente vegetali. Per alleggerire la nostra anima dobbiamo privilegiare la vita semplice, naturale, consapevoli della bellezza di ogni atto quotidiano, piuttosto che la vita organizzata da agenzie di divertimento, acquisti, viaggi, spettacoli, televisione.” Con una ricca bibliografia scientifica, abitudini e rituali per il “giorno perfetto”, esercizi e ricette “di leggerezza” e una traccia audio di meditazione guidata, questo libro ci aiuta a liberarci finalmente dai pesi che ci schiacciano a terra e mettere le ali alla nostra gioia di vivere.

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La verità del Freddo: La storia. I delitti. I retroscena. L’ultima testimonianza del capo della banda della Magliana

**Raffaella Fanelli intervista Maurizio Abbatino**
* * *
« **La banda della Magliana esiste ancora?** »
« **Sopravvive attraverso persone** **che della banda non hanno** **fatto parte, ma che con noi** **sono entrate in contatto.** **Per molti la banda della Magliana** **è stata un’ottima garanzia.** »
*Mauriz
* * ***** *Con la postfazione di Otello Lupacchini e un inserto di foto inedite**
** “Hanno già ordinato la mia morte…” Maurizio Abbatino parla e racconta quello che ha visto e vissuto in prima persona. Anni di delitti, di vendette, di potere incontrastato su Roma e non solo. Misteri italiani, dal delitto Pecorelli all’omicidio di **Aldo Moro** , fino alla scomparsa di **Emanuela Orlandi**.
Protagonista di una stagione di sangue che ha segnato la storia più nera del nostro paese; fondatore e capo, con Franco Giuseppucci, della banda della Magliana, Abbatino è l’ultimo sopravvissuto di un’organizzazione che per anni si è mossa a braccetto con servizi segreti, mafia e massoneria.
In queste pagine racconta la genesi della banda, le prime azioni, la conquista della città, gli arresti, le protezioni in carcere e fuori, l’inchiesta avviatasi oltre vent’anni fa a partire dalle sue confessioni. Può considerarsi il prologo di Mafia capitale: “Ritornano dei cognomi, si rivede un metodo… Abbastanza per pensare che le traiettorie del vecchio gruppo criminale non si siano esaurite” ha affermato l’attuale capo della Procura di Roma, Giuseppe Pignatone. 
Nel libro scorre la storia d’Italia vista con gli occhi di un criminale sanguinario che ha fatto arrestare altri criminali sanguinari. Molti di loro sono tornati liberi. Lui no. Aspetta, dice, la sua esecuzione. “Sono tornato dove tutto è cominciato. Perché è qui che deve finire.”
**Maurizio Abbatino** , capo e fondatore della **banda della Magliana** , attualmente sta scontando una pena a trent’anni di reclusione e si trova ai domiciliari per motivi di salute. Nel settembre del 2015 è stato estromesso dal programma di protezione e gli sono state cancellate una serie di garanzie e tutele ottenute dopo la decisione di collaborare con la giustizia. La collaborazione di Abbatino ha attraversato tutti gli anni Novanta e il decennio successivo per interrompersi nel 2010. La sua testimonianza ha consentito di avviare il processo che ha portato dietro le sbarre il nucleo storico della banda. Le sue rivelazioni hanno avuto un peso in processi importanti, da quello per l’omicidio del giornalista Mino Pecorelli a quello per la morte di Roberto Calvi. La storia di Abbatino è stata immortalata in un romanzo bestseller di Giancarlo De Cataldo ( *Romanzo criminale* , Einaudi 2002), al cinema e in una serie televisiva di successo. ** *
### Sinossi
**Raffaella Fanelli intervista Maurizio Abbatino**
* * *
« **La banda della Magliana esiste ancora?** »
« **Sopravvive attraverso persone** **che della banda non hanno** **fatto parte, ma che con noi** **sono entrate in contatto.** **Per molti la banda della Magliana** **è stata un’ottima garanzia.** »
*Mauriz
* * ***** *Con la postfazione di Otello Lupacchini e un inserto di foto inedite**
** “Hanno già ordinato la mia morte…” Maurizio Abbatino parla e racconta quello che ha visto e vissuto in prima persona. Anni di delitti, di vendette, di potere incontrastato su Roma e non solo. Misteri italiani, dal delitto Pecorelli all’omicidio di **Aldo Moro** , fino alla scomparsa di **Emanuela Orlandi**.
Protagonista di una stagione di sangue che ha segnato la storia più nera del nostro paese; fondatore e capo, con Franco Giuseppucci, della banda della Magliana, Abbatino è l’ultimo sopravvissuto di un’organizzazione che per anni si è mossa a braccetto con servizi segreti, mafia e massoneria.
In queste pagine racconta la genesi della banda, le prime azioni, la conquista della città, gli arresti, le protezioni in carcere e fuori, l’inchiesta avviatasi oltre vent’anni fa a partire dalle sue confessioni. Può considerarsi il prologo di Mafia capitale: “Ritornano dei cognomi, si rivede un metodo… Abbastanza per pensare che le traiettorie del vecchio gruppo criminale non si siano esaurite” ha affermato l’attuale capo della Procura di Roma, Giuseppe Pignatone. 
Nel libro scorre la storia d’Italia vista con gli occhi di un criminale sanguinario che ha fatto arrestare altri criminali sanguinari. Molti di loro sono tornati liberi. Lui no. Aspetta, dice, la sua esecuzione. “Sono tornato dove tutto è cominciato. Perché è qui che deve finire.”
**Maurizio Abbatino** , capo e fondatore della **banda della Magliana** , attualmente sta scontando una pena a trent’anni di reclusione e si trova ai domiciliari per motivi di salute. Nel settembre del 2015 è stato estromesso dal programma di protezione e gli sono state cancellate una serie di garanzie e tutele ottenute dopo la decisione di collaborare con la giustizia. La collaborazione di Abbatino ha attraversato tutti gli anni Novanta e il decennio successivo per interrompersi nel 2010. La sua testimonianza ha consentito di avviare il processo che ha portato dietro le sbarre il nucleo storico della banda. Le sue rivelazioni hanno avuto un peso in processi importanti, da quello per l’omicidio del giornalista Mino Pecorelli a quello per la morte di Roberto Calvi. La storia di Abbatino è stata immortalata in un romanzo bestseller di Giancarlo De Cataldo ( *Romanzo criminale* , Einaudi 2002), al cinema e in una serie televisiva di successo.*

**Raffaella Fanelli intervista Maurizio Abbatino**
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« **La banda della Magliana esiste ancora?** »
« **Sopravvive attraverso persone** **che della banda non hanno** **fatto parte, ma che con noi** **sono entrate in contatto.** **Per molti la banda della Magliana** **è stata un’ottima garanzia.** »
*Mauriz
* * ***** *Con la postfazione di Otello Lupacchini e un inserto di foto inedite**
** “Hanno già ordinato la mia morte…” Maurizio Abbatino parla e racconta quello che ha visto e vissuto in prima persona. Anni di delitti, di vendette, di potere incontrastato su Roma e non solo. Misteri italiani, dal delitto Pecorelli all’omicidio di **Aldo Moro** , fino alla scomparsa di **Emanuela Orlandi**.
Protagonista di una stagione di sangue che ha segnato la storia più nera del nostro paese; fondatore e capo, con Franco Giuseppucci, della banda della Magliana, Abbatino è l’ultimo sopravvissuto di un’organizzazione che per anni si è mossa a braccetto con servizi segreti, mafia e massoneria.
In queste pagine racconta la genesi della banda, le prime azioni, la conquista della città, gli arresti, le protezioni in carcere e fuori, l’inchiesta avviatasi oltre vent’anni fa a partire dalle sue confessioni. Può considerarsi il prologo di Mafia capitale: “Ritornano dei cognomi, si rivede un metodo… Abbastanza per pensare che le traiettorie del vecchio gruppo criminale non si siano esaurite” ha affermato l’attuale capo della Procura di Roma, Giuseppe Pignatone. 
Nel libro scorre la storia d’Italia vista con gli occhi di un criminale sanguinario che ha fatto arrestare altri criminali sanguinari. Molti di loro sono tornati liberi. Lui no. Aspetta, dice, la sua esecuzione. “Sono tornato dove tutto è cominciato. Perché è qui che deve finire.”
**Maurizio Abbatino** , capo e fondatore della **banda della Magliana** , attualmente sta scontando una pena a trent’anni di reclusione e si trova ai domiciliari per motivi di salute. Nel settembre del 2015 è stato estromesso dal programma di protezione e gli sono state cancellate una serie di garanzie e tutele ottenute dopo la decisione di collaborare con la giustizia. La collaborazione di Abbatino ha attraversato tutti gli anni Novanta e il decennio successivo per interrompersi nel 2010. La sua testimonianza ha consentito di avviare il processo che ha portato dietro le sbarre il nucleo storico della banda. Le sue rivelazioni hanno avuto un peso in processi importanti, da quello per l’omicidio del giornalista Mino Pecorelli a quello per la morte di Roberto Calvi. La storia di Abbatino è stata immortalata in un romanzo bestseller di Giancarlo De Cataldo ( *Romanzo criminale* , Einaudi 2002), al cinema e in una serie televisiva di successo. ** *
### Sinossi
**Raffaella Fanelli intervista Maurizio Abbatino**
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« **La banda della Magliana esiste ancora?** »
« **Sopravvive attraverso persone** **che della banda non hanno** **fatto parte, ma che con noi** **sono entrate in contatto.** **Per molti la banda della Magliana** **è stata un’ottima garanzia.** »
*Mauriz
* * ***** *Con la postfazione di Otello Lupacchini e un inserto di foto inedite**
** “Hanno già ordinato la mia morte…” Maurizio Abbatino parla e racconta quello che ha visto e vissuto in prima persona. Anni di delitti, di vendette, di potere incontrastato su Roma e non solo. Misteri italiani, dal delitto Pecorelli all’omicidio di **Aldo Moro** , fino alla scomparsa di **Emanuela Orlandi**.
Protagonista di una stagione di sangue che ha segnato la storia più nera del nostro paese; fondatore e capo, con Franco Giuseppucci, della banda della Magliana, Abbatino è l’ultimo sopravvissuto di un’organizzazione che per anni si è mossa a braccetto con servizi segreti, mafia e massoneria.
In queste pagine racconta la genesi della banda, le prime azioni, la conquista della città, gli arresti, le protezioni in carcere e fuori, l’inchiesta avviatasi oltre vent’anni fa a partire dalle sue confessioni. Può considerarsi il prologo di Mafia capitale: “Ritornano dei cognomi, si rivede un metodo… Abbastanza per pensare che le traiettorie del vecchio gruppo criminale non si siano esaurite” ha affermato l’attuale capo della Procura di Roma, Giuseppe Pignatone. 
Nel libro scorre la storia d’Italia vista con gli occhi di un criminale sanguinario che ha fatto arrestare altri criminali sanguinari. Molti di loro sono tornati liberi. Lui no. Aspetta, dice, la sua esecuzione. “Sono tornato dove tutto è cominciato. Perché è qui che deve finire.”
**Maurizio Abbatino** , capo e fondatore della **banda della Magliana** , attualmente sta scontando una pena a trent’anni di reclusione e si trova ai domiciliari per motivi di salute. Nel settembre del 2015 è stato estromesso dal programma di protezione e gli sono state cancellate una serie di garanzie e tutele ottenute dopo la decisione di collaborare con la giustizia. La collaborazione di Abbatino ha attraversato tutti gli anni Novanta e il decennio successivo per interrompersi nel 2010. La sua testimonianza ha consentito di avviare il processo che ha portato dietro le sbarre il nucleo storico della banda. Le sue rivelazioni hanno avuto un peso in processi importanti, da quello per l’omicidio del giornalista Mino Pecorelli a quello per la morte di Roberto Calvi. La storia di Abbatino è stata immortalata in un romanzo bestseller di Giancarlo De Cataldo ( *Romanzo criminale* , Einaudi 2002), al cinema e in una serie televisiva di successo.*

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La Trappola Di Internet

Internet avrebbe dovuto allargare e segmentare il mercato, rendendo impossibili i monopolî dei media. Invece oggi, colossi come Google e Facebook controllano il tempo che passiamo online e ricevono giganteschi profitti dalla cosiddetta economia dell’attenzione. *La trappola di internet* mostra come tutto ciò sia potuto accadere. Questo saggio provocatorio e attualissimo racconta l’ascesa vertiginosa dei giganti digitali, e spiega cosa possono ancora tentare di fare i «giocatori» piú piccoli per sopravvivere in un’ardua partita inesorabilmente truccata a loro danno. Internet non ha ridotto i costi per raggiungere il pubblico, ha semplicemente mutato chi paga e come. Sfatando un mito duro a morire, Hindman dimostra che internet non è piú quella tecnologia post-industriale che ci è stata raccontata: ormai è diventato matematicamente impossibile per degli universitari al lavoro in un garage battere Google, e la neutralità della rete non può da sola funzionare come garanzia di un’internet aperta e democratica.

Internet avrebbe dovuto allargare e segmentare il mercato, rendendo impossibili i monopolî dei media. Invece oggi, colossi come Google e Facebook controllano il tempo che passiamo online e ricevono giganteschi profitti dalla cosiddetta economia dell’attenzione. *La trappola di internet* mostra come tutto ciò sia potuto accadere. Questo saggio provocatorio e attualissimo racconta l’ascesa vertiginosa dei giganti digitali, e spiega cosa possono ancora tentare di fare i «giocatori» piú piccoli per sopravvivere in un’ardua partita inesorabilmente truccata a loro danno. Internet non ha ridotto i costi per raggiungere il pubblico, ha semplicemente mutato chi paga e come. Sfatando un mito duro a morire, Hindman dimostra che internet non è piú quella tecnologia post-industriale che ci è stata raccontata: ormai è diventato matematicamente impossibile per degli universitari al lavoro in un garage battere Google, e la neutralità della rete non può da sola funzionare come garanzia di un’internet aperta e democratica.

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La Torre Dei Popoli

La Tour des Peuples, è una delle ultime opere di Han Ryner. Simbolizza l’immane tragedia dei popoli primitivi, illusi e traditi nei loro sogni di pace. La efficace ricostruzione delle età prime dell’uomo, l’interpretazione appassionata dei simboli e delle credenze, l’ampiezza della visione storica, rendono particolarmente attraenti le opere di questo onesto scrittore. Han Ryner fa della letteratura filosofica, forse come reazione alla sovrabbondante produzione amena francese; ma i problemi ch’egli pone sono da lui sentiti al massimo grado, sentiti e vissuti come pochi scrittori oggi fanno. Chi ha letto il Figlio del Silenzio – una geniale rievocazione della Grecia di Pitagora – gusterà vivamente anche questa Torre dei Popoli, e attenderà con impazienza che si traducano anche altre opere del profondo e geniale evocatore. **
### Sinossi
La Tour des Peuples, è una delle ultime opere di Han Ryner. Simbolizza l’immane tragedia dei popoli primitivi, illusi e traditi nei loro sogni di pace. La efficace ricostruzione delle età prime dell’uomo, l’interpretazione appassionata dei simboli e delle credenze, l’ampiezza della visione storica, rendono particolarmente attraenti le opere di questo onesto scrittore. Han Ryner fa della letteratura filosofica, forse come reazione alla sovrabbondante produzione amena francese; ma i problemi ch’egli pone sono da lui sentiti al massimo grado, sentiti e vissuti come pochi scrittori oggi fanno. Chi ha letto il Figlio del Silenzio – una geniale rievocazione della Grecia di Pitagora – gusterà vivamente anche questa Torre dei Popoli, e attenderà con impazienza che si traducano anche altre opere del profondo e geniale evocatore.

La Tour des Peuples, è una delle ultime opere di Han Ryner. Simbolizza l’immane tragedia dei popoli primitivi, illusi e traditi nei loro sogni di pace. La efficace ricostruzione delle età prime dell’uomo, l’interpretazione appassionata dei simboli e delle credenze, l’ampiezza della visione storica, rendono particolarmente attraenti le opere di questo onesto scrittore. Han Ryner fa della letteratura filosofica, forse come reazione alla sovrabbondante produzione amena francese; ma i problemi ch’egli pone sono da lui sentiti al massimo grado, sentiti e vissuti come pochi scrittori oggi fanno. Chi ha letto il Figlio del Silenzio – una geniale rievocazione della Grecia di Pitagora – gusterà vivamente anche questa Torre dei Popoli, e attenderà con impazienza che si traducano anche altre opere del profondo e geniale evocatore. **
### Sinossi
La Tour des Peuples, è una delle ultime opere di Han Ryner. Simbolizza l’immane tragedia dei popoli primitivi, illusi e traditi nei loro sogni di pace. La efficace ricostruzione delle età prime dell’uomo, l’interpretazione appassionata dei simboli e delle credenze, l’ampiezza della visione storica, rendono particolarmente attraenti le opere di questo onesto scrittore. Han Ryner fa della letteratura filosofica, forse come reazione alla sovrabbondante produzione amena francese; ma i problemi ch’egli pone sono da lui sentiti al massimo grado, sentiti e vissuti come pochi scrittori oggi fanno. Chi ha letto il Figlio del Silenzio – una geniale rievocazione della Grecia di Pitagora – gusterà vivamente anche questa Torre dei Popoli, e attenderà con impazienza che si traducano anche altre opere del profondo e geniale evocatore.

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La tomba insanguinata

Un milionario con l’hobby dei marchingegni e degli indovinelli è in punto di morte. Ha messo insieme una fortuna spillando soldi ai giocatori nei suoi casinò e ora vorrebbe risarcire la figlia di uno degli sprovveduti che ha rovinato. Ma anche i suoi soci reclamano la propria parte. Allora, niente di meglio che un diabolico rompicapo per dirimere la questione e i quattrini andranno a chi lo risolverà. Il guaio è che qualcuno decide di anticipare l’arrivo della Signora con la Falce. Così, per aprire la cassaforte che custodisce l’eredità, non resta che decifrare i rebus del defunto. A ciascuno il suo problema. Quello di far luce sulla vicenda toccherà invece a Christopher Angel, il detective più anticonvenzionale di tutta Scotland Yard. Non si sa come abbia raggiunto questa posizione senza essere mai stato un funzionario di polizia, eppure è in gamba. Forse riesce naturale, a un ex cacciatore di leoni in Africa, non lasciare scampo neanche agli assassini.
ALL’INTERNO, il racconto “I più deserti campi” di Riccardo Bettini, Silvia Brizio, Elisa Capanni, Marcello Pedretti e Simonetta Pugnaghi. **
### Sinossi
Un milionario con l’hobby dei marchingegni e degli indovinelli è in punto di morte. Ha messo insieme una fortuna spillando soldi ai giocatori nei suoi casinò e ora vorrebbe risarcire la figlia di uno degli sprovveduti che ha rovinato. Ma anche i suoi soci reclamano la propria parte. Allora, niente di meglio che un diabolico rompicapo per dirimere la questione e i quattrini andranno a chi lo risolverà. Il guaio è che qualcuno decide di anticipare l’arrivo della Signora con la Falce. Così, per aprire la cassaforte che custodisce l’eredità, non resta che decifrare i rebus del defunto. A ciascuno il suo problema. Quello di far luce sulla vicenda toccherà invece a Christopher Angel, il detective più anticonvenzionale di tutta Scotland Yard. Non si sa come abbia raggiunto questa posizione senza essere mai stato un funzionario di polizia, eppure è in gamba. Forse riesce naturale, a un ex cacciatore di leoni in Africa, non lasciare scampo neanche agli assassini.
ALL’INTERNO, il racconto “I più deserti campi” di Riccardo Bettini, Silvia Brizio, Elisa Capanni, Marcello Pedretti e Simonetta Pugnaghi.

Un milionario con l’hobby dei marchingegni e degli indovinelli è in punto di morte. Ha messo insieme una fortuna spillando soldi ai giocatori nei suoi casinò e ora vorrebbe risarcire la figlia di uno degli sprovveduti che ha rovinato. Ma anche i suoi soci reclamano la propria parte. Allora, niente di meglio che un diabolico rompicapo per dirimere la questione e i quattrini andranno a chi lo risolverà. Il guaio è che qualcuno decide di anticipare l’arrivo della Signora con la Falce. Così, per aprire la cassaforte che custodisce l’eredità, non resta che decifrare i rebus del defunto. A ciascuno il suo problema. Quello di far luce sulla vicenda toccherà invece a Christopher Angel, il detective più anticonvenzionale di tutta Scotland Yard. Non si sa come abbia raggiunto questa posizione senza essere mai stato un funzionario di polizia, eppure è in gamba. Forse riesce naturale, a un ex cacciatore di leoni in Africa, non lasciare scampo neanche agli assassini.
ALL’INTERNO, il racconto “I più deserti campi” di Riccardo Bettini, Silvia Brizio, Elisa Capanni, Marcello Pedretti e Simonetta Pugnaghi. **
### Sinossi
Un milionario con l’hobby dei marchingegni e degli indovinelli è in punto di morte. Ha messo insieme una fortuna spillando soldi ai giocatori nei suoi casinò e ora vorrebbe risarcire la figlia di uno degli sprovveduti che ha rovinato. Ma anche i suoi soci reclamano la propria parte. Allora, niente di meglio che un diabolico rompicapo per dirimere la questione e i quattrini andranno a chi lo risolverà. Il guaio è che qualcuno decide di anticipare l’arrivo della Signora con la Falce. Così, per aprire la cassaforte che custodisce l’eredità, non resta che decifrare i rebus del defunto. A ciascuno il suo problema. Quello di far luce sulla vicenda toccherà invece a Christopher Angel, il detective più anticonvenzionale di tutta Scotland Yard. Non si sa come abbia raggiunto questa posizione senza essere mai stato un funzionario di polizia, eppure è in gamba. Forse riesce naturale, a un ex cacciatore di leoni in Africa, non lasciare scampo neanche agli assassini.
ALL’INTERNO, il racconto “I più deserti campi” di Riccardo Bettini, Silvia Brizio, Elisa Capanni, Marcello Pedretti e Simonetta Pugnaghi.

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La tempesta in un bicchiere: Fisica della vita quotidiana

« *Un libro davvero delizioso che descrive la bellezza e l’universalità della fisica. L’entusiasmo di Czerski è contagioso proprio perché riesce a rendere allegra la vita quotidiana, mostrando quanto possa essere affascinante la fisica; certo non meno di ciò che si può vedere col telescopio Hubble o nell’anello sotterraneo dell’LHC di Ginevra.* »
**Jim Al-Khalili**
« *Se pensate che capire come funziona il mondo sia come scalare una montagna troppo alta, leggete questo libro. Vi condurrà sulla vetta con facilità e vi mostrerà un panorama incredibile. È raro trovare qualcuno che possa spiegare cose che sembrano infinitamente complicate facendole capire perfettamente. È proprio questo che fa il libro di Helen Czerski. Divertente, affascinante e scritto in modo brillante: «Proprio qui, nel mio bicchiere, posso vedere la tempesta». Anch’io, e adesso so cos’è.* »
**Marcus Brigstoke**
« *Un libro incantevole, accessibile e entusiasta. Helen vi invita a vedere il mondo attraverso i suoi occhi per capire come pensa un fisico. È un modo meraviglioso per scoprire le relazioni che si nascondono dietro ciò che per noi è ordinario e banale.* »
**Hannah Fry**
« *Helen Czerski ha un’abilità innata per scovare le meraviglie della scienza che si celano sotto ogni sasso, intorno a ogni singola goccia di pioggia o dentro un comune granello di sabbia.* »
**Jordan Ellenberg, autore di I numeri non sbagliano mai**
Può sembrare un libro di curiosità, invece è un libro di fisica. Ogni nostra esperienza quotidiana, ogni fenomeno comune, che spesso guardiamo senza passione, nasconde infatti segreti che alla luce delle leggi della fisica diventano improvvisamente comprensibili e molto più affascinanti di quanto avremmo mai sospettato.
Attorniati come siamo da libri dedicati alle superstringhe, agli acceleratori di particelle o alla meccanica quantistica, potremmo essere indotti a pensare che la fisica sia una faccenda inesorabilmente tecnica, relegata in laboratori sempre più avveniristici: una questione per soli specialisti. Invece, Helen Czerski ci coinvolge col sorriso in decine di storie comuni, dalle onde del mare ai cucchiaini da caffè, per raccontarci quanto può essere bella la fisica, che danza tutt’intorno a noi, se solo ci fermiamo a osservarla. La fisica, insomma, fa parte della vita di ogni giorno, basta saperla scovare e saperla apprezzare per renderla familiare e bellissima.
Le più grandi teorie, le più complesse e affascinanti congetture, si nascondono negli oggetti più insospettabili e comuni. I venti antartici possono essere spiegati con lo scoppio del popcorn nella padella; persino bere da una cannuccia può essere una buona lezione di fisica, soprattutto se in cattedra c’è Helen Czerski col suo entusiasmo contagioso. Nel nostro bicchiere c’è un brulichio di molecole, un invisibile e turbolento sfrecciare e scontrarsi di infinite, minuscole biglie. È un gioco di pressione e temperatura nel quale si nasconde la legge dei gas, il comportamento dei liquidi e molto altro, e non ci si annoia mai. Ma se la cannuccia che state provando è più lunga di 10,2 metri non c’è niente da fare, non berrete mai la vostra bibita, neanche con tutta la forza del mondo. Lo dice la fisica, leggere per credere. **
### Sinossi
« *Un libro davvero delizioso che descrive la bellezza e l’universalità della fisica. L’entusiasmo di Czerski è contagioso proprio perché riesce a rendere allegra la vita quotidiana, mostrando quanto possa essere affascinante la fisica; certo non meno di ciò che si può vedere col telescopio Hubble o nell’anello sotterraneo dell’LHC di Ginevra.* »
**Jim Al-Khalili**
« *Se pensate che capire come funziona il mondo sia come scalare una montagna troppo alta, leggete questo libro. Vi condurrà sulla vetta con facilità e vi mostrerà un panorama incredibile. È raro trovare qualcuno che possa spiegare cose che sembrano infinitamente complicate facendole capire perfettamente. È proprio questo che fa il libro di Helen Czerski. Divertente, affascinante e scritto in modo brillante: «Proprio qui, nel mio bicchiere, posso vedere la tempesta». Anch’io, e adesso so cos’è.* »
**Marcus Brigstoke**
« *Un libro incantevole, accessibile e entusiasta. Helen vi invita a vedere il mondo attraverso i suoi occhi per capire come pensa un fisico. È un modo meraviglioso per scoprire le relazioni che si nascondono dietro ciò che per noi è ordinario e banale.* »
**Hannah Fry**
« *Helen Czerski ha un’abilità innata per scovare le meraviglie della scienza che si celano sotto ogni sasso, intorno a ogni singola goccia di pioggia o dentro un comune granello di sabbia.* »
**Jordan Ellenberg, autore di I numeri non sbagliano mai**
Può sembrare un libro di curiosità, invece è un libro di fisica. Ogni nostra esperienza quotidiana, ogni fenomeno comune, che spesso guardiamo senza passione, nasconde infatti segreti che alla luce delle leggi della fisica diventano improvvisamente comprensibili e molto più affascinanti di quanto avremmo mai sospettato.
Attorniati come siamo da libri dedicati alle superstringhe, agli acceleratori di particelle o alla meccanica quantistica, potremmo essere indotti a pensare che la fisica sia una faccenda inesorabilmente tecnica, relegata in laboratori sempre più avveniristici: una questione per soli specialisti. Invece, Helen Czerski ci coinvolge col sorriso in decine di storie comuni, dalle onde del mare ai cucchiaini da caffè, per raccontarci quanto può essere bella la fisica, che danza tutt’intorno a noi, se solo ci fermiamo a osservarla. La fisica, insomma, fa parte della vita di ogni giorno, basta saperla scovare e saperla apprezzare per renderla familiare e bellissima.
Le più grandi teorie, le più complesse e affascinanti congetture, si nascondono negli oggetti più insospettabili e comuni. I venti antartici possono essere spiegati con lo scoppio del popcorn nella padella; persino bere da una cannuccia può essere una buona lezione di fisica, soprattutto se in cattedra c’è Helen Czerski col suo entusiasmo contagioso. Nel nostro bicchiere c’è un brulichio di molecole, un invisibile e turbolento sfrecciare e scontrarsi di infinite, minuscole biglie. È un gioco di pressione e temperatura nel quale si nasconde la legge dei gas, il comportamento dei liquidi e molto altro, e non ci si annoia mai. Ma se la cannuccia che state provando è più lunga di 10,2 metri non c’è niente da fare, non berrete mai la vostra bibita, neanche con tutta la forza del mondo. Lo dice la fisica, leggere per credere.

« *Un libro davvero delizioso che descrive la bellezza e l’universalità della fisica. L’entusiasmo di Czerski è contagioso proprio perché riesce a rendere allegra la vita quotidiana, mostrando quanto possa essere affascinante la fisica; certo non meno di ciò che si può vedere col telescopio Hubble o nell’anello sotterraneo dell’LHC di Ginevra.* »
**Jim Al-Khalili**
« *Se pensate che capire come funziona il mondo sia come scalare una montagna troppo alta, leggete questo libro. Vi condurrà sulla vetta con facilità e vi mostrerà un panorama incredibile. È raro trovare qualcuno che possa spiegare cose che sembrano infinitamente complicate facendole capire perfettamente. È proprio questo che fa il libro di Helen Czerski. Divertente, affascinante e scritto in modo brillante: «Proprio qui, nel mio bicchiere, posso vedere la tempesta». Anch’io, e adesso so cos’è.* »
**Marcus Brigstoke**
« *Un libro incantevole, accessibile e entusiasta. Helen vi invita a vedere il mondo attraverso i suoi occhi per capire come pensa un fisico. È un modo meraviglioso per scoprire le relazioni che si nascondono dietro ciò che per noi è ordinario e banale.* »
**Hannah Fry**
« *Helen Czerski ha un’abilità innata per scovare le meraviglie della scienza che si celano sotto ogni sasso, intorno a ogni singola goccia di pioggia o dentro un comune granello di sabbia.* »
**Jordan Ellenberg, autore di I numeri non sbagliano mai**
Può sembrare un libro di curiosità, invece è un libro di fisica. Ogni nostra esperienza quotidiana, ogni fenomeno comune, che spesso guardiamo senza passione, nasconde infatti segreti che alla luce delle leggi della fisica diventano improvvisamente comprensibili e molto più affascinanti di quanto avremmo mai sospettato.
Attorniati come siamo da libri dedicati alle superstringhe, agli acceleratori di particelle o alla meccanica quantistica, potremmo essere indotti a pensare che la fisica sia una faccenda inesorabilmente tecnica, relegata in laboratori sempre più avveniristici: una questione per soli specialisti. Invece, Helen Czerski ci coinvolge col sorriso in decine di storie comuni, dalle onde del mare ai cucchiaini da caffè, per raccontarci quanto può essere bella la fisica, che danza tutt’intorno a noi, se solo ci fermiamo a osservarla. La fisica, insomma, fa parte della vita di ogni giorno, basta saperla scovare e saperla apprezzare per renderla familiare e bellissima.
Le più grandi teorie, le più complesse e affascinanti congetture, si nascondono negli oggetti più insospettabili e comuni. I venti antartici possono essere spiegati con lo scoppio del popcorn nella padella; persino bere da una cannuccia può essere una buona lezione di fisica, soprattutto se in cattedra c’è Helen Czerski col suo entusiasmo contagioso. Nel nostro bicchiere c’è un brulichio di molecole, un invisibile e turbolento sfrecciare e scontrarsi di infinite, minuscole biglie. È un gioco di pressione e temperatura nel quale si nasconde la legge dei gas, il comportamento dei liquidi e molto altro, e non ci si annoia mai. Ma se la cannuccia che state provando è più lunga di 10,2 metri non c’è niente da fare, non berrete mai la vostra bibita, neanche con tutta la forza del mondo. Lo dice la fisica, leggere per credere. **
### Sinossi
« *Un libro davvero delizioso che descrive la bellezza e l’universalità della fisica. L’entusiasmo di Czerski è contagioso proprio perché riesce a rendere allegra la vita quotidiana, mostrando quanto possa essere affascinante la fisica; certo non meno di ciò che si può vedere col telescopio Hubble o nell’anello sotterraneo dell’LHC di Ginevra.* »
**Jim Al-Khalili**
« *Se pensate che capire come funziona il mondo sia come scalare una montagna troppo alta, leggete questo libro. Vi condurrà sulla vetta con facilità e vi mostrerà un panorama incredibile. È raro trovare qualcuno che possa spiegare cose che sembrano infinitamente complicate facendole capire perfettamente. È proprio questo che fa il libro di Helen Czerski. Divertente, affascinante e scritto in modo brillante: «Proprio qui, nel mio bicchiere, posso vedere la tempesta». Anch’io, e adesso so cos’è.* »
**Marcus Brigstoke**
« *Un libro incantevole, accessibile e entusiasta. Helen vi invita a vedere il mondo attraverso i suoi occhi per capire come pensa un fisico. È un modo meraviglioso per scoprire le relazioni che si nascondono dietro ciò che per noi è ordinario e banale.* »
**Hannah Fry**
« *Helen Czerski ha un’abilità innata per scovare le meraviglie della scienza che si celano sotto ogni sasso, intorno a ogni singola goccia di pioggia o dentro un comune granello di sabbia.* »
**Jordan Ellenberg, autore di I numeri non sbagliano mai**
Può sembrare un libro di curiosità, invece è un libro di fisica. Ogni nostra esperienza quotidiana, ogni fenomeno comune, che spesso guardiamo senza passione, nasconde infatti segreti che alla luce delle leggi della fisica diventano improvvisamente comprensibili e molto più affascinanti di quanto avremmo mai sospettato.
Attorniati come siamo da libri dedicati alle superstringhe, agli acceleratori di particelle o alla meccanica quantistica, potremmo essere indotti a pensare che la fisica sia una faccenda inesorabilmente tecnica, relegata in laboratori sempre più avveniristici: una questione per soli specialisti. Invece, Helen Czerski ci coinvolge col sorriso in decine di storie comuni, dalle onde del mare ai cucchiaini da caffè, per raccontarci quanto può essere bella la fisica, che danza tutt’intorno a noi, se solo ci fermiamo a osservarla. La fisica, insomma, fa parte della vita di ogni giorno, basta saperla scovare e saperla apprezzare per renderla familiare e bellissima.
Le più grandi teorie, le più complesse e affascinanti congetture, si nascondono negli oggetti più insospettabili e comuni. I venti antartici possono essere spiegati con lo scoppio del popcorn nella padella; persino bere da una cannuccia può essere una buona lezione di fisica, soprattutto se in cattedra c’è Helen Czerski col suo entusiasmo contagioso. Nel nostro bicchiere c’è un brulichio di molecole, un invisibile e turbolento sfrecciare e scontrarsi di infinite, minuscole biglie. È un gioco di pressione e temperatura nel quale si nasconde la legge dei gas, il comportamento dei liquidi e molto altro, e non ci si annoia mai. Ma se la cannuccia che state provando è più lunga di 10,2 metri non c’è niente da fare, non berrete mai la vostra bibita, neanche con tutta la forza del mondo. Lo dice la fisica, leggere per credere.

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La Strega

La Strega **

La Strega **

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La Strage Degli Innocenti

Alla fine degli anni Sessanta, nel triangolo fra Padova, Treviso e Venezia abitano alcuni degli uomini più feroci del terrorismo italiano. Hanno un disegno: spargere terrore per instaurare un regime militare autoritario, proprio come era accaduto in Grecia con il golpe dei colonnelli. Alle 16.37 del 12 dicembre 1969, a Milano, sotto il grande tavolo al centro della sala aperta al pubblico della Banca nazionale dell’agricoltura esplode una bomba. Diciassette persone muoiono. Centinaia rimangono ferite. Da allora sono passati anni di inchieste e decine di sentenze. Di questa strage sappiamo molto, anche se un colpevole manca. Maurizio Dianese e Gianfranco Bettin hanno lavorato sulle carte delle indagini e dei processi, hanno intervistato protagonisti e testimoni e sono andati nei luoghi di questa lunga storia, per gettare un po’ di luce sullo spazio in cui hanno agito e si sono a lungo nascosti alcuni dei suoi personaggi principali. Chi sono gli ideologi e gli esecutori della stagione feroce in cui il rischio di perdere la nostra “democrazia difficile”, come la definì Aldo Moro, è stato altissimo? Questo è un viaggio nel capitolo più buio e violento della storia italiana, nel quale la violenza dell’estrema destra di Ordine nuovo, l’Ufficio Affari riservati del ministero dell’Interno, i servizi segreti militari, le stragi, gli omicidi e la strategia della tensione sono i tasselli che ancora oggi la giustizia non è riuscita a comporre nel quadro definitivo della verità processuale. **

Alla fine degli anni Sessanta, nel triangolo fra Padova, Treviso e Venezia abitano alcuni degli uomini più feroci del terrorismo italiano. Hanno un disegno: spargere terrore per instaurare un regime militare autoritario, proprio come era accaduto in Grecia con il golpe dei colonnelli. Alle 16.37 del 12 dicembre 1969, a Milano, sotto il grande tavolo al centro della sala aperta al pubblico della Banca nazionale dell’agricoltura esplode una bomba. Diciassette persone muoiono. Centinaia rimangono ferite. Da allora sono passati anni di inchieste e decine di sentenze. Di questa strage sappiamo molto, anche se un colpevole manca. Maurizio Dianese e Gianfranco Bettin hanno lavorato sulle carte delle indagini e dei processi, hanno intervistato protagonisti e testimoni e sono andati nei luoghi di questa lunga storia, per gettare un po’ di luce sullo spazio in cui hanno agito e si sono a lungo nascosti alcuni dei suoi personaggi principali. Chi sono gli ideologi e gli esecutori della stagione feroce in cui il rischio di perdere la nostra “democrazia difficile”, come la definì Aldo Moro, è stato altissimo? Questo è un viaggio nel capitolo più buio e violento della storia italiana, nel quale la violenza dell’estrema destra di Ordine nuovo, l’Ufficio Affari riservati del ministero dell’Interno, i servizi segreti militari, le stragi, gli omicidi e la strategia della tensione sono i tasselli che ancora oggi la giustizia non è riuscita a comporre nel quadro definitivo della verità processuale. **

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La Stagione Delle Tempeste

**LA SERIE CHE HA ISPIRATO IL FENOMENO**
* **THE WITCHER***

*La guerra con l’impero di Nilfgaard è ormai finita, eppure il poeta Ranuncolo ha ancora molte storie da raccontare. E allora prende in mano il liuto e ricomincia a cantare le avventure di Geralt di Rivia…*

Prima che il suo destino venga segnato dall’incontro con la principessa Cirilla, Geralt di Rivia ha un solo obiettivo: sopravvivere. Per questo viaggia di città in città, offrendo i suoi servigi di strigo a chiunque ne abbia bisogno. Che si tratti di spiriti maligni, ghul o volpi mutaforma, Geralt è sempre pronto a combattere, soprattutto se c’è la possibilità di guadagnare qualche moneta. Il suo è un mestiere rischioso, eppure nessun mostro si è mai rivelato infido e spietato quanto la peggiore di tutte le creature: l’uomo. Infatti è per colpa di un’umana se Geralt si ritrova in una cella, spogliato delle armi e accusato ingiustamente di estorsione e di furto. E la faccenda si complica quando la cauzione viene pagata dalla stessa, affascinante donna che lo ha fatto arrestare: Lytta Neyd, meglio conosciuta come Corallo. E che adesso lo aspetta fuori della prigione. Cosa può volere da lui una delle più potenti maghe di Skellige? E che fine hanno fatto le sue spade e i suoi elisir, scomparsi dal deposito del carcere? Solo e disarmato, Geralt non ha altra scelta che andare incontro a Corallo e sperare che lei lo aiuti a recuperare il suo equipaggiamento da strigo. Anche se il prezzo da pagare potrebbe rivelarsi altissimo…

Diciassette anni dopo aver scritto l’ultimo romanzo della saga, Andrzej Sapkowski torna nell’universo affascinante e pericoloso di Geralt di Rivia con una nuova avventura che coniuga magie e colpi di scena, epiche battaglie e graffiante ironia, gettando una nuova luce sul passato dello strigo che ha conquistato milioni di lettori in tutto il mondo.

**La saga di Geralt di Rivia**

** *Il guardiano degli innocenti***
** *La spada del destino***
** *Il Sangue degli Elfi***
** *Il tempo della guerra***
***Il battesimo del fuoco***
** *La Torre della Rondine***
** *La Signora del Lago***

**LA SERIE CHE HA ISPIRATO IL FENOMENO**
* **THE WITCHER***

*La guerra con l’impero di Nilfgaard è ormai finita, eppure il poeta Ranuncolo ha ancora molte storie da raccontare. E allora prende in mano il liuto e ricomincia a cantare le avventure di Geralt di Rivia…*

Prima che il suo destino venga segnato dall’incontro con la principessa Cirilla, Geralt di Rivia ha un solo obiettivo: sopravvivere. Per questo viaggia di città in città, offrendo i suoi servigi di strigo a chiunque ne abbia bisogno. Che si tratti di spiriti maligni, ghul o volpi mutaforma, Geralt è sempre pronto a combattere, soprattutto se c’è la possibilità di guadagnare qualche moneta. Il suo è un mestiere rischioso, eppure nessun mostro si è mai rivelato infido e spietato quanto la peggiore di tutte le creature: l’uomo. Infatti è per colpa di un’umana se Geralt si ritrova in una cella, spogliato delle armi e accusato ingiustamente di estorsione e di furto. E la faccenda si complica quando la cauzione viene pagata dalla stessa, affascinante donna che lo ha fatto arrestare: Lytta Neyd, meglio conosciuta come Corallo. E che adesso lo aspetta fuori della prigione. Cosa può volere da lui una delle più potenti maghe di Skellige? E che fine hanno fatto le sue spade e i suoi elisir, scomparsi dal deposito del carcere? Solo e disarmato, Geralt non ha altra scelta che andare incontro a Corallo e sperare che lei lo aiuti a recuperare il suo equipaggiamento da strigo. Anche se il prezzo da pagare potrebbe rivelarsi altissimo…

Diciassette anni dopo aver scritto l’ultimo romanzo della saga, Andrzej Sapkowski torna nell’universo affascinante e pericoloso di Geralt di Rivia con una nuova avventura che coniuga magie e colpi di scena, epiche battaglie e graffiante ironia, gettando una nuova luce sul passato dello strigo che ha conquistato milioni di lettori in tutto il mondo.

**La saga di Geralt di Rivia**

** *Il guardiano degli innocenti***
** *La spada del destino***
** *Il Sangue degli Elfi***
** *Il tempo della guerra***
***Il battesimo del fuoco***
** *La Torre della Rondine***
** *La Signora del Lago***

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La Sposa Spagnola

Nel mar dei Caraibi, un pirata coraggioso e senza scrupoli e una donna affascinante e di rara bellezza si incontrano… e il loro destino cambierà per sempre. Avventura, emozioni e un’accurata ricostruzione storica fanno di questo romanzo un’imperdibile lettura!
Sullo sfondo di paesaggi esotici, dalla bellezza incantatrice, si snodano le vicende del pirata John McFee, uomo senza scrupoli, dal passato oscuro e controverso. Il suo cammino lo porterà a combattere aspramente durante la presa di Panama, a vivere tra gli indios della giungla e a solcare i mari verso l’isola di Barbados. Soprannominato il meticcio dagli occhi di ghiaccio, John vedrà le sue difese sciogliersi al sole dei Caraibi, quando una misteriosa quanto attraente donna farà irruzione nella sua vita. Tuttavia Soledad è restia a fidarsi… la semplice vicinanza dell’uomo la terrorizza, lasciandola senza respiro.
Riuscirà il sentimento, quello puro, a scalfire l’animo inquieto di un pirata fin troppo avvezzo a selvaggi ammutinamenti e a bufere inarrestabili?

Nel mar dei Caraibi, un pirata coraggioso e senza scrupoli e una donna affascinante e di rara bellezza si incontrano… e il loro destino cambierà per sempre. Avventura, emozioni e un’accurata ricostruzione storica fanno di questo romanzo un’imperdibile lettura!
Sullo sfondo di paesaggi esotici, dalla bellezza incantatrice, si snodano le vicende del pirata John McFee, uomo senza scrupoli, dal passato oscuro e controverso. Il suo cammino lo porterà a combattere aspramente durante la presa di Panama, a vivere tra gli indios della giungla e a solcare i mari verso l’isola di Barbados. Soprannominato il meticcio dagli occhi di ghiaccio, John vedrà le sue difese sciogliersi al sole dei Caraibi, quando una misteriosa quanto attraente donna farà irruzione nella sua vita. Tuttavia Soledad è restia a fidarsi… la semplice vicinanza dell’uomo la terrorizza, lasciandola senza respiro.
Riuscirà il sentimento, quello puro, a scalfire l’animo inquieto di un pirata fin troppo avvezzo a selvaggi ammutinamenti e a bufere inarrestabili?

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La società del quinto stato

Diritti approssimativi, salari bassi, contratti a termine: è la società del Quinto Stato.Il precario non condivide il lavoro di fabbrica, non vive negli stessi quartieri, non frequenta le sezioni locali dei sindacati e dei partiti. È parte di un insieme eterogeneo, fluido, disperso, difficile da organizzare e mobilitare, trascurato dalla politica. A connettere i precari ci sono solo i canali ‘freddi’ di internet e dei social media.Quali misure potranno essere adottate per proteggere questo gruppo sempre più esteso?
Ai primi del Novecento il Quarto Stato viene descritto come classe oppressa ma autoconsapevole e compatta, portatrice di interessi universali di emancipazione: operai, contadini e braccianti chiedevano che venisse loro riconosciuto un potere politico (tramite diritti) che fosse in linea con la loro rilevanza economica e sociale.Gli ‘oppressi’ oggi esistono ancora, ma sono meno visibili di un secolo fa e sicuramente molto meno organizzati. Sono le persone economicamente vulnerabili, con un lavoro instabile, che non godono di prestazioni sociali sufficienti. Sono loro, i lavoratori sottopagati e/o precari, che compongono il ‘Quinto Stato’, un insieme variegato e fluido la cui domanda di tutela e protezione è ormai ineludibile.Una risposta possibile a tali richieste è la strategia dell’investimento sociale, magari sorretto da un reddito di base universale e incondizionato, capace di fornire sicurezze e protezioni calibrate sulle nuove modalità di lavoro. L’altra risposta è più ambiziosa (l’autore la definisce ‘riformismo 2.0’): mettere a frutto i processi di globalizzazione e la rivoluzione digitale al fine di realizzare un nuovo modello di società. **
### Sinossi
Diritti approssimativi, salari bassi, contratti a termine: è la società del Quinto Stato.Il precario non condivide il lavoro di fabbrica, non vive negli stessi quartieri, non frequenta le sezioni locali dei sindacati e dei partiti. È parte di un insieme eterogeneo, fluido, disperso, difficile da organizzare e mobilitare, trascurato dalla politica. A connettere i precari ci sono solo i canali ‘freddi’ di internet e dei social media.Quali misure potranno essere adottate per proteggere questo gruppo sempre più esteso?
Ai primi del Novecento il Quarto Stato viene descritto come classe oppressa ma autoconsapevole e compatta, portatrice di interessi universali di emancipazione: operai, contadini e braccianti chiedevano che venisse loro riconosciuto un potere politico (tramite diritti) che fosse in linea con la loro rilevanza economica e sociale.Gli ‘oppressi’ oggi esistono ancora, ma sono meno visibili di un secolo fa e sicuramente molto meno organizzati. Sono le persone economicamente vulnerabili, con un lavoro instabile, che non godono di prestazioni sociali sufficienti. Sono loro, i lavoratori sottopagati e/o precari, che compongono il ‘Quinto Stato’, un insieme variegato e fluido la cui domanda di tutela e protezione è ormai ineludibile.Una risposta possibile a tali richieste è la strategia dell’investimento sociale, magari sorretto da un reddito di base universale e incondizionato, capace di fornire sicurezze e protezioni calibrate sulle nuove modalità di lavoro. L’altra risposta è più ambiziosa (l’autore la definisce ‘riformismo 2.0’): mettere a frutto i processi di globalizzazione e la rivoluzione digitale al fine di realizzare un nuovo modello di società.

Diritti approssimativi, salari bassi, contratti a termine: è la società del Quinto Stato.Il precario non condivide il lavoro di fabbrica, non vive negli stessi quartieri, non frequenta le sezioni locali dei sindacati e dei partiti. È parte di un insieme eterogeneo, fluido, disperso, difficile da organizzare e mobilitare, trascurato dalla politica. A connettere i precari ci sono solo i canali ‘freddi’ di internet e dei social media.Quali misure potranno essere adottate per proteggere questo gruppo sempre più esteso?
Ai primi del Novecento il Quarto Stato viene descritto come classe oppressa ma autoconsapevole e compatta, portatrice di interessi universali di emancipazione: operai, contadini e braccianti chiedevano che venisse loro riconosciuto un potere politico (tramite diritti) che fosse in linea con la loro rilevanza economica e sociale.Gli ‘oppressi’ oggi esistono ancora, ma sono meno visibili di un secolo fa e sicuramente molto meno organizzati. Sono le persone economicamente vulnerabili, con un lavoro instabile, che non godono di prestazioni sociali sufficienti. Sono loro, i lavoratori sottopagati e/o precari, che compongono il ‘Quinto Stato’, un insieme variegato e fluido la cui domanda di tutela e protezione è ormai ineludibile.Una risposta possibile a tali richieste è la strategia dell’investimento sociale, magari sorretto da un reddito di base universale e incondizionato, capace di fornire sicurezze e protezioni calibrate sulle nuove modalità di lavoro. L’altra risposta è più ambiziosa (l’autore la definisce ‘riformismo 2.0’): mettere a frutto i processi di globalizzazione e la rivoluzione digitale al fine di realizzare un nuovo modello di società. **
### Sinossi
Diritti approssimativi, salari bassi, contratti a termine: è la società del Quinto Stato.Il precario non condivide il lavoro di fabbrica, non vive negli stessi quartieri, non frequenta le sezioni locali dei sindacati e dei partiti. È parte di un insieme eterogeneo, fluido, disperso, difficile da organizzare e mobilitare, trascurato dalla politica. A connettere i precari ci sono solo i canali ‘freddi’ di internet e dei social media.Quali misure potranno essere adottate per proteggere questo gruppo sempre più esteso?
Ai primi del Novecento il Quarto Stato viene descritto come classe oppressa ma autoconsapevole e compatta, portatrice di interessi universali di emancipazione: operai, contadini e braccianti chiedevano che venisse loro riconosciuto un potere politico (tramite diritti) che fosse in linea con la loro rilevanza economica e sociale.Gli ‘oppressi’ oggi esistono ancora, ma sono meno visibili di un secolo fa e sicuramente molto meno organizzati. Sono le persone economicamente vulnerabili, con un lavoro instabile, che non godono di prestazioni sociali sufficienti. Sono loro, i lavoratori sottopagati e/o precari, che compongono il ‘Quinto Stato’, un insieme variegato e fluido la cui domanda di tutela e protezione è ormai ineludibile.Una risposta possibile a tali richieste è la strategia dell’investimento sociale, magari sorretto da un reddito di base universale e incondizionato, capace di fornire sicurezze e protezioni calibrate sulle nuove modalità di lavoro. L’altra risposta è più ambiziosa (l’autore la definisce ‘riformismo 2.0’): mettere a frutto i processi di globalizzazione e la rivoluzione digitale al fine di realizzare un nuovo modello di società.

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La società degli animali estinti

Una notte, un uomo trova una ragazzina chiusa in un sacco, nella neve. È squarciata dalle coltellate, ma respira ancora. L’uomo si chiama Nile Nightingale e sta scappando, anche se non sa bene da cosa. Forse dalla serie di fallimenti che ha costellato la sua vita, dalla dipendenza da droghe, alcol e antidepressivi. Rifugiarsi tra le montagne del Canada è il suo modo di sparire dal mondo. La ragazzina è Celeste, una quattordicenne nerd che ha ingaggiato una solitaria lotta contro la caccia e il maltrattamento degli animali selvatici. Nile salva rocambolescamente Celeste, dando inizio a una strana amicizia e a un piano di vendetta contro i bracconieri che stanno distruggendo l’ambiente naturale del Quebec. “La società degli animali estinti” è una scioccante cronaca dello sfruttamento animale, e insieme una commovente black comedy sul rapporto tra un uomo che ha perso tutto e un’adolescente fragile e spericolata. **

Una notte, un uomo trova una ragazzina chiusa in un sacco, nella neve. È squarciata dalle coltellate, ma respira ancora. L’uomo si chiama Nile Nightingale e sta scappando, anche se non sa bene da cosa. Forse dalla serie di fallimenti che ha costellato la sua vita, dalla dipendenza da droghe, alcol e antidepressivi. Rifugiarsi tra le montagne del Canada è il suo modo di sparire dal mondo. La ragazzina è Celeste, una quattordicenne nerd che ha ingaggiato una solitaria lotta contro la caccia e il maltrattamento degli animali selvatici. Nile salva rocambolescamente Celeste, dando inizio a una strana amicizia e a un piano di vendetta contro i bracconieri che stanno distruggendo l’ambiente naturale del Quebec. “La società degli animali estinti” è una scioccante cronaca dello sfruttamento animale, e insieme una commovente black comedy sul rapporto tra un uomo che ha perso tutto e un’adolescente fragile e spericolata. **

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La sindrome di Cappuccetto Rosso

ROMANZO BREVE (61 pagine) – FANTASCIENZA – La favola di Cappuccetto Rosso come non l’avete mai letta, ribaltata e riscritta in un futuro distopico tra organizzazioni criminali e droghe miracolose.
Sui tetti di una città senza nome, tra neon e insegne pubblicitarie, in un futuro che vede l’umanità vivere pressata in immensi agglomerati urbani le cui cupole chiudono al di fuori un mondo rovinato, tentata dal fascino del lupo e in perenne fuga dal cacciatore che la vuole morta, si muove Halley. Una cicatrice sul viso, un ciuffo viola coperto dal cappuccio della felpa, short, anfibi e l’immancabile zainetto pieno di gioia sintetica: la “special red”. Una droga di ultima generazione capace di creare l’illusione perfetta dei desideri più intimi di chi l’assume. Un’organizzazione criminale sui generis. Il capovolgimento di un classico antichissimo, sull’antitesi tra bene e male, luce e ombra. Emanuela Valentini impugna e riveste di tinte fluo e dieselpunk una fiaba dalla profonda morale riscritta, tra gli altri, da Perrault e dai fratelli Grimm.
Emanuela Valentini vive e lavora a Roma, ma è Londra la città dove il suo cuore si sente a casa. Le cose che preferisce fare sono leggere, scrivere, preparare dolci per regalarli, fare fotografie. Adora i classici della letteratura ottocentesca per lo stile inimitabile e i temi trattati, ma legge di tutto. Crede nel potere educativo e curativo dei libri, delle parole. Scrivere, per lei, è essenziale come il respiro. Autrice di strane storie, ha un romanzo weird nel cassetto, insieme a un enorme racconto di natura indefinibile di cui preferisce non parlare prima di averci messo pesantemente mano. Nel 2013 è uscito con il marchio GeMS il romanzo “Ophelia e le Officine del Tempo”, giunto in finale al Torneo Letterario IoScrittore 2012. Un altro romanzo, “La bambina senza cuore”, è stato pubblicato pubblicato da Speechless.

ROMANZO BREVE (61 pagine) – FANTASCIENZA – La favola di Cappuccetto Rosso come non l’avete mai letta, ribaltata e riscritta in un futuro distopico tra organizzazioni criminali e droghe miracolose.
Sui tetti di una città senza nome, tra neon e insegne pubblicitarie, in un futuro che vede l’umanità vivere pressata in immensi agglomerati urbani le cui cupole chiudono al di fuori un mondo rovinato, tentata dal fascino del lupo e in perenne fuga dal cacciatore che la vuole morta, si muove Halley. Una cicatrice sul viso, un ciuffo viola coperto dal cappuccio della felpa, short, anfibi e l’immancabile zainetto pieno di gioia sintetica: la “special red”. Una droga di ultima generazione capace di creare l’illusione perfetta dei desideri più intimi di chi l’assume. Un’organizzazione criminale sui generis. Il capovolgimento di un classico antichissimo, sull’antitesi tra bene e male, luce e ombra. Emanuela Valentini impugna e riveste di tinte fluo e dieselpunk una fiaba dalla profonda morale riscritta, tra gli altri, da Perrault e dai fratelli Grimm.
Emanuela Valentini vive e lavora a Roma, ma è Londra la città dove il suo cuore si sente a casa. Le cose che preferisce fare sono leggere, scrivere, preparare dolci per regalarli, fare fotografie. Adora i classici della letteratura ottocentesca per lo stile inimitabile e i temi trattati, ma legge di tutto. Crede nel potere educativo e curativo dei libri, delle parole. Scrivere, per lei, è essenziale come il respiro. Autrice di strane storie, ha un romanzo weird nel cassetto, insieme a un enorme racconto di natura indefinibile di cui preferisce non parlare prima di averci messo pesantemente mano. Nel 2013 è uscito con il marchio GeMS il romanzo “Ophelia e le Officine del Tempo”, giunto in finale al Torneo Letterario IoScrittore 2012. Un altro romanzo, “La bambina senza cuore”, è stato pubblicato pubblicato da Speechless.

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La Servitù Delle Donne

In questo libro, scritto nel 1869 ma ancora di attualità sotto molti aspetti in molti Paesi del mondo, John Stuart Mill rivendica la parità dei sessi nel diritto di famiglia e il suffragio universale, sostenendo che ciò migliorerà anche gli uomini, i quali smetteranno di sentirsi superiori solo per il fatto di essere maschi e metterà fine all’ultimo residuo di schiavitù legale esistente dopo l’abolizione della schiavitù dei neri negli Stati Uniti.
Si presume che nella stesura di questo libro abbia contribuito direttamente o indirettamente anche la moglie Harriet Taylor, esponente del primo femminismo liberale.
John Stuart Mill (Pentonville, 20 maggio 1806 – Avignone, 8 maggio 1873) è stato un filosofo ed economista britannico, uno dei massimi esponenti del liberalismo e dell’utilitarismo.
La traduzione è stata fatta nel 1926 da Anna Maria Mozzoni. Eccetto alcuni brevi passaggi, segnalati all’interno del testo, che riportano la traduzione eseguita da altri traduttori o la traduzione dell’editore.
§
Altri libri Kentauron
http://smarturl.it/kentauron

In questo libro, scritto nel 1869 ma ancora di attualità sotto molti aspetti in molti Paesi del mondo, John Stuart Mill rivendica la parità dei sessi nel diritto di famiglia e il suffragio universale, sostenendo che ciò migliorerà anche gli uomini, i quali smetteranno di sentirsi superiori solo per il fatto di essere maschi e metterà fine all’ultimo residuo di schiavitù legale esistente dopo l’abolizione della schiavitù dei neri negli Stati Uniti.
Si presume che nella stesura di questo libro abbia contribuito direttamente o indirettamente anche la moglie Harriet Taylor, esponente del primo femminismo liberale.
John Stuart Mill (Pentonville, 20 maggio 1806 – Avignone, 8 maggio 1873) è stato un filosofo ed economista britannico, uno dei massimi esponenti del liberalismo e dell’utilitarismo.
La traduzione è stata fatta nel 1926 da Anna Maria Mozzoni. Eccetto alcuni brevi passaggi, segnalati all’interno del testo, che riportano la traduzione eseguita da altri traduttori o la traduzione dell’editore.
§
Altri libri Kentauron
http://smarturl.it/kentauron

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