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La scoperta di Ossirinco. La vita quotidiana in Egitto al tempo dei romani

Nel 1897, durante una spedizione nel medio Egitto, due archeologi di Oxford trovarono le discariche di una cittadina fiorente ai tempi dell’Impero romano, Ossirinco, abitata dai discendenti degli immigrati greci che avevano colonizzato l’Egitto dopo la conquista di Alessandro Magno. Quando, dieci anni dopo, la campagna di scavo si concluse, erano ben 500.000 i frammenti di papiro catalogati: un patrimonio unico di testi eterogenei, in cui capolavori perduti della letteratura greca si mescolavano a frammenti di Vangeli censurati, a ricevute di tasse, petizioni, lettere private, contratti, testamenti, liste della spesa… Era la vita di un’intera città antica che miracolosamente tornava alla luce. Un tesoro inestimabile che viene presentato a un pubblico non specialista nelle di questo libro scritto da uno dei massimi esperti di papirologia. **

La Scelta Vegetariana

Essere vegetariani per la specie umana è una scelta, non un’inclinazione naturale. L’uomo è un onnivoro, non un vegetariano ‘per stomaco’, come lo sono i ruminanti, per esempio. È per questo importante capire quando in una società, in una cultura, in un certo periodo storico, in uno stato, in un gruppo, in una setta si decide di allontanarsi dal regno della carne. Si tratta sempre di una **scelta culturale** , e nella maggior parte delle volte è quasi sempre espressione di una prospettiva religiosa. L’obiettivo di questo libro non è giustificare, sostenere, schierarsi, né analizzare il fenomeno contemporaneo, che ha avuto nell’ultimo decennio una accelerazione imprevista. Semplicemente, si vogliono descrivere momenti storici in cui questa scelta è avvenuta. Si tratta di raccontare la **Storia** , con le sue disomogeneità e disuguaglianze, con le sue discontinuità e contraddizioni, percorrendo il tempo e gli spazi geografici dell’Asia e dell’Europa. Si va da Pitagora agli orfici passando per il buddhismo, il confucianesimo, il monachesimo e i catari, per approdare nella Cina di Mao e alla Casa Bianca nella cucina di Michelle Obama. Senza mai dimenticare che l’essere umano non è solo un mangiatore biologico, ma è soprattutto un consumatore-mangiatore simbolico e sociale.

Sangue

Eveline Pain ha passato tutta la vita accanto a un mostro orribile. Cresce infatti trasferendosi da una parte all’altra degli Stati Uniti insieme a sua madre Laura, trasformata in vampiro e assassina crudele. Omicidio dopo omicidio, Eveline e sua madre si spostano in città diverse, lasciandosi alle spalle vittime innocenti e orribili ricordi. Solamente quando a sedici anni capisce di non poter più sopportare questa vita e decide di andarsene, sembra finalmente che le cose possano migliorare: Kyle, un vampiro residente in città, si offre di aiutarle e insegnare a Laura come vincere la sete di sangue… ma non tutti saranno gentili con le nuove arrivate. Molte altre presenze si metteranno in gioco, cambiando le carte in tavola. Visioni impossibili, nemici nascosti nell’ombra e amori profondi. Sangue: una storia di sacrificio e paura, amicizia e redenzione. Eveline sarà pronta allo scontro che la perseguita da prima della sua nascita?

Salvimaio: Dall’inciucio al populismo: Terza Repubblica o dilettanti allo sbaraglio?

“Un governo Frankenstein e un’opposizione che non si oppone, tra l’agonia tragicomica del Pd e la spocchia sinistrorsa degli “alternativi”. Un Berlusconi inesistente e gli “intellettuali” che con Renzi stavano zitti e adesso giocano ai ribelli. Con Salvini e Di Maio al potere, tutto quello che valeva fino a pochi mesi fa non conta più. Prima c’erano i gattopardi, ora dichiarati e ora travestiti da innovatori. Adesso ci sono gli scavezzacollo, i populisti, i sovversivi. Da una parte quasi tutta l’informazione, pronta a enfatizzarne ogni errore. Dall’altra un ambizioso “governo del cambiamento” che si sforza di stare unito, al punto da smussare le uscite del ministro Fontana, glissare sui tweet del leader leghista e trovarsi concorde (Fico a parte) sul caso Diciotti. Il Salvimaio va avanti tra il “sovranismo livido” della Lega e il “giustizialismo moralista” dei 5 Stelle, con Conte a far da collante. Ma quanto può durare? E con quali conseguenze per un Paese sempre più spaccato? Andrea Scanzi torna con un nuovo pamphlet, raccontando l’attuale scenario politico italiano. Da questo libro nascerà uno spettacolo teatrale”. **
### Sinossi
“Un governo Frankenstein e un’opposizione che non si oppone, tra l’agonia tragicomica del Pd e la spocchia sinistrorsa degli “alternativi”. Un Berlusconi inesistente e gli “intellettuali” che con Renzi stavano zitti e adesso giocano ai ribelli. Con Salvini e Di Maio al potere, tutto quello che valeva fino a pochi mesi fa non conta più. Prima c’erano i gattopardi, ora dichiarati e ora travestiti da innovatori. Adesso ci sono gli scavezzacollo, i populisti, i sovversivi. Da una parte quasi tutta l’informazione, pronta a enfatizzarne ogni errore. Dall’altra un ambizioso “governo del cambiamento” che si sforza di stare unito, al punto da smussare le uscite del ministro Fontana, glissare sui tweet del leader leghista e trovarsi concorde (Fico a parte) sul caso Diciotti. Il Salvimaio va avanti tra il “sovranismo livido” della Lega e il “giustizialismo moralista” dei 5 Stelle, con Conte a far da collante. Ma quanto può durare? E con quali conseguenze per un Paese sempre più spaccato? Andrea Scanzi torna con un nuovo pamphlet, raccontando l’attuale scenario politico italiano. Da questo libro nascerà uno spettacolo teatrale”.

Royle

“È inquietante svegliarsi dopo quattro giorni di coma e rendersi conto di essere stata catapultata nove anni avanti nel tempo. Questo è ciò che accade a Daisy: nove anni di vita spariti nel nulla, gli amici più cari, i propri amatissimi genitori, la tranquilla vita di studente liceale.
E persino Royle, il suo grande amore. Tutto sparito.
Al loro posto, una vita in cui Daisy non si riconosce affatto, una donna che non si sarebbe mai aspettata di diventare, una personalità ammantata di segreti.
In un crescendo di tensione ed emozioni, Daisy cercherà di dipanare i misteri che l’hanno travolta e che coinvolgono anche lo splendido e affascinante Royle”
S.K.

Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm

Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm, qui riproposto insieme al poema breve che ha ispirato il testo e a un saggio monografico di Tom Shippey, rappresenta un punto cruciale nel percorso letterario di J.R.R. Tolkien. La sua rilettura radicale della celebre battaglia di Maldon combattuta tra Anglosassoni e Vichinghi, e l’epilogo da lui immaginato, ribaltano la prospettiva eroica, aprendo la strada all’elaborazione di quel diverso modello d’eroismo che troverà compimento nel Signore degli anelli. Cosa resta dopo la battaglia? Quali domande e quali dubbi aleggiano sui cadaveri nella piana? Talvolta le risposte possono essere anche scomode e compromettenti, fino a trasformarsi in atto d’accusa verso la prosopopea degli eroi e di chi ne esalta acriticamente le scelte.

Ritorno a Fascaray

Sulla minuscola isola di Fascaray, a nord della Scozia, la ricercatrice canadese Mhairi McPhail si mette sulle tracce di Grigor McWatt, il grande bardo locale recentemente scomparso, con l’intento di ricostruirne la vita e l’opera per consegnarla ai posteri. L’accompagnano nella sua ricerca la curiosità fresca e vitale della figlia Agnes di nove anni, e il fantasma di un amore che si va sgretolando. Sarà il lavorio congiunto delle due protagoniste unito alla potenza del luogo, con la sua lingua e la sua storia, a restituire ciascuno a ciò che davvero andava cercando. Su una tela geografica di minuscole proporzioni – cinque miglia per tre di erica e roccia a picco su acque turbolente – Mhairi McPhail va in cerca di ogni documento, ogni testo, ogni lettera di Grigor McWatt, il grande bardo recentemente scomparso dell’isola immaginaria di Fascaray. Di lui la ricercatrice canadese appena sbarcata da New York nella remota Scozia delle proprie origini ha in mente di scrivere la biografia; alla sua memoria gli isolani intendono allestire un museo. L’opera e la sconfinata passione con cui il Poeta ha tramandato ogni aspetto dell’amata Fascaray, dalla fauna alla flora, dalla resistenza politica alla lingua, trovano spazio tra le pagine della vita di Mhairi e innervano il percorso della sua scoperta di sé. Ad accompagnarla nelle sue ricerche, la vigile e fresca curiosità della figlia Agnes di nove anni, assai piú pronta di lei a scoprire bellezze nelle persone e le cose, a riconoscere ciò che rimane e che conta dei foschi segreti di un tempo, delle meraviglie naturali di una terra scabra e bellissima, nonché delle imposture che il mare e il vento dell’isola a poco a poco cancellano. Come la grande letteratura da sempre ci insegna, tornare a casa significa dare inizio a un lungo viaggio pericoloso dentro un inesausto desiderio di appartenenza, affrontare ostacoli e inconvenienti, arrendersi a perdere e ritrovare altro da quello che credevamo di andare cercando. Navigare le acque della propria odissea in compagnia di qualcuno, se si è fortunati. *Ritorno a Fascaray* è un romanzo magmatico, ambizioso, proteiforme. Sorretto da una scrittura di straordinaria intelligenza e di sorprendente ricchezza, il racconto parallelo di Mhairi McPhail e di Grigor McWatt riesce a rendere vero un mondo che vero non è, perché profondamente autentico è il sentimento che anima i suoi protagonisti. «Trascinante, irresistibile».
**«Financial Times»** «La conferma dell’idea che ogni identità è un sistema creativo, il frutto di un buon accordo tra geografia e immaginazione».
**«Daily Mail»**

I rintocchi della Marangona

Venezia. Su uno dei ponti del sestiere di Cannaregio due ragazzine si scontrano: hanno entrambe un appuntamento da rispettare, sono di corsa, ma l’incontro diventa subito un’occasione per essere curiose l’una dell’altra, per scambiarsi opinioni, per raccontarsi chi sono. Eppure c’è qualcosa che le rende molto particolari. Sì, perché Mirtilla e Nina appartengono a due «tempi» diversi: Nina è nostra contemporanea, Mirtilla viene dalla seconda metà del Cinquecento ed è arrivata nella Venezia di oggi grazie a una piega dello spazio-tempo. Il colloquio è fitto: si parla di medicina, di relatività, di mostri, di uomini grandi e piccoli; si parla anche di moda (cosa sono quegli stivali colorati che porta Nina?), di cibo e naturalmente del presente e del futuro della città (non sa forse Mirtilla che sta nascendo un’opera faraonica pensata per difendere Venezia dall’acqua alta? No che non lo sa. Anche se non si stupisce affatto, visto che nel suo Cinquecento era stato ventilato un progetto per chiuderla dentro un giro di mura merlate). E che cos’è quell’enciclopedia «so tutto io» in cui Nina si specchia continuamente per avere informazioni? Ma Mirtilla deve andarsene, perché c’è qualcuno di là che è molto malato e se ne deve occupare. Nina a casa ha una scatola di antibiotici (potrà passare quella scatola la barriera del tempo?). Ai rintocchi di mezzanotte della campana di San Marco – la Marangona – si dovranno salutare (sanno che appartengono alla stessa città ma a mondi diversi) e sono tanto impazienti di reincontrarsi quanto rassegnate a perdersi per sempre. Che cosa riserva il destino alla loro amicizia? **
### Sinossi
Venezia. Su uno dei ponti del sestiere di Cannaregio due ragazzine si scontrano: hanno entrambe un appuntamento da rispettare, sono di corsa, ma l’incontro diventa subito un’occasione per essere curiose l’una dell’altra, per scambiarsi opinioni, per raccontarsi chi sono. Eppure c’è qualcosa che le rende molto particolari. Sì, perché Mirtilla e Nina appartengono a due «tempi» diversi: Nina è nostra contemporanea, Mirtilla viene dalla seconda metà del Cinquecento ed è arrivata nella Venezia di oggi grazie a una piega dello spazio-tempo. Il colloquio è fitto: si parla di medicina, di relatività, di mostri, di uomini grandi e piccoli; si parla anche di moda (cosa sono quegli stivali colorati che porta Nina?), di cibo e naturalmente del presente e del futuro della città (non sa forse Mirtilla che sta nascendo un’opera faraonica pensata per difendere Venezia dall’acqua alta? No che non lo sa. Anche se non si stupisce affatto, visto che nel suo Cinquecento era stato ventilato un progetto per chiuderla dentro un giro di mura merlate). E che cos’è quell’enciclopedia «so tutto io» in cui Nina si specchia continuamente per avere informazioni? Ma Mirtilla deve andarsene, perché c’è qualcuno di là che è molto malato e se ne deve occupare. Nina a casa ha una scatola di antibiotici (potrà passare quella scatola la barriera del tempo?). Ai rintocchi di mezzanotte della campana di San Marco – la Marangona – si dovranno salutare (sanno che appartengono alla stessa città ma a mondi diversi) e sono tanto impazienti di reincontrarsi quanto rassegnate a perdersi per sempre. Che cosa riserva il destino alla loro amicizia?

Il Rilegatore

« *Un romanzo potente, un esempio di narrazione perfetta.* »
**Tracy Chevalier** « *Un’autrice fenomeno.* »
**The Guardian** « *Un romanzo contesissimo.* »
**Publishers Weekly** « *Una vera perla… oscura e misteriosa.* »
**The Times** « *Intenso e coinvolgente.* »
**Sunday Times** ***Ora puoi nascondere un segreto. Per sempre.*** Immagina di poter cancellare per sempre un ricordo, una colpa, un segreto. C’è stato un tempo in cui ciò era possibile. Abili rilegatori, nelle loro polverose botteghe, oltre a modellare la pelle e incollare fogli, aiutavano le persone a dimenticare. Seduti con un libro tra le mani, ne ascoltavano le storie e, parola dopo parola, le cucivano tra le pagine, intrappolandole tra i fili dei risguardi. Così, il ricordo spariva per sempre dalla memoria: catturato dalla carta, non lasciava più alcuna traccia di sé. Per anni l’anziana Seredith ha praticato questo affascinante mestiere. Ma ora è il momento di trovare un apprendista, qualcuno cui trasmettere le sue preziose conoscenze. La scelta cade su Emmett. Sarà lui il nuovo rilegatore, un giovane per cui i libri sono sempre stati un oggetto proibito: Emmett li teme, pur ignorando il motivo di tale paura. Eppure, giorno dopo giorno, fa suo il compito di raccogliere segreti, colpe e confessioni. E il laboratorio in cui quel miracolo si compie, ormai, è come casa sua. Crede di conoscerne ogni angolo fino a quando scopre una stanza di cui nessuno gli aveva parlato. Al suo interno un’immensa libreria. Tra quegli scaffali, Emmett trova un libro che reca il suo nome e custodisce un ricordo che gli appartiene. Non c’è alcun dubbio, ma il ragazzo non sa di cosa si tratta. Non può saperlo. Ed è ora di scoprirlo. Perché per capire chi è veramente ha bisogno di conoscere ogni cosa, anche ciò che ha voluto o dovuto dimenticare. *Il rilegatore* è il libro più atteso del 2019. Venduto in 25 paesi ha incantato la stampa di tutto il mondo. Appena uscito in Inghilterra è balzato in cima alle classifiche dove è rimasto per mesi grazie a un passaparola inarrestabile. Perché non si può rimanere impassibili davanti a una storia in cui il fascino dei libri incontra la magia di un’arte antica come la legatoria. In cui il passato non fa più paura perché può essere dimenticato. In cui un ragazzo raccoglie un’eredità misteriosa e proibita ed è pronto a pagarne il prezzo.

Riflessi in un occhio d’oro

Una guarnigione militare in tempo di pace, situata in un punto imprecisato dell’assolata e deserta Georgia dove l’anima imputridisce di malinconia. Finché un omicidio sconvolge l’intera esistenza della base e porta alla luce un’intricata rete di morbose attrazioni, tradimenti, inconfessabili desideri che invischia fatalmente tutti i personaggi.
Salutato da un grande successo di pubblico, accusato di scandalo e perversione, questo romanzo è un viaggio nelle profondità del desiderio e dell’odio umani, che approda a una visione dell’esistenza tanto terribile quanto reale. Da questo romanzo, pubblicato per la prima volta nel 1941, è stato tratto il leggendario film di John Huston, con Elizabeth Taylor e un indimenticabile Marlon Brando nella parte del tormentato capitano gay Weldon Penderton.
* * *
«La McCullers e forse Faulkner sono gli unici scrittori, dalla morte di D. H. Lawrence, con una sensibilità poetica originale. Preferisco la McCullers a Faulkner perché scrive in modo piú limpido; la preferisco a Lawrence perché non ha nessun messaggio». **Graham Greene**

Ricerca di una terra felice

L’avvenimento di questi ultimi tempi è stato, nell’Unione Sovietica, la pubblicazione postuma, su una rivista edita a Alma-Ata, del romanzo di Andrej Platonov Džan, in cui un critico ha ravvisato l’impianto di un «mistero» medievale. L’interesse vivo per un’opera così imprevista, per tanti anni rimasta sconosciuta, si giustifica anche perché Džan contribuisce a mettere in luce un altro rilevante scrittore troppo a lungo rimasto nell’ombra. Tuttavia, anche se solo in parte conosciuto, Platonov riscosse ammirazione in lettori come Hemingway, Lukàcs e Gor'kij. Džan è la storia di una disperata marcia attraverso il deserto asiatico: il piccolo popolo džan viene condotto a salvezza, strappato al malefizio della sua vegetale e semispenta esistenza. Čagataev, il salvatore, prima ancora di procacciare ristoro e riparo a quel pugno di dannati del mondo, compie il vero miracolo d’infondere nell’anima loro la volontà di vivere. Perché Džan è un popolo che vuole perire, avendo esaurito ogni potenza vitale. Dopo tutte le prove cui sottostà, dopo la costante esperienza della morte, dopo la lotta con le forze opache e aride del deserto, Čagataev, mitico e umanissimo eroe, ha la certezza della vittoria quando gli uomini del piccolo popolo si sottraggono alla sua tutela: essi non vogliono vivere nella comunità organizzata da Čagataev e se ne vanno per il vasto mondo, a cercare, oltre l’orizzonte, la felicità. La parabola conchiude qui la sua biblica spaziosità di simbolo, su questa prospettiva di libertà e di avvenire.
L’immensità dello spazio e l’infinità del tempo, la resistenza della natura e l’azione dell’uomo, l’imperio della coscienza e l’indipendenza del cuore, l’angoscia dell’anima e l’impulso a superare le distanze tra gli esseri, il senso di necessità dell’amore e quello di ineluttabilità della morte, sono, in Platonov, i raggi di un pensiero poetico che ha il suo centro di luce in un’affermazione intensa e fervente di infinito sviluppo vitale.

Restare vive

Le «Vecchie Amiche»: è cosí che in prima media Anna, Helen, Caroline, Molly e Ming hanno ribattezzato la loro alleanza. All’epoca quella definizione sembrava un ossimoro, il nome di un gruppo rock, il titolo di una serie poliziesca. Oggi, a diversi decenni di distanza, è la pura e semplice verità. Le cinque amiche hanno attraversato insieme una vita intera: figli, amori, sfide professionali. E quando Anna arriva all’ultima stagione di una malattia contro cui non vuole piú combattere, le altre le si stringono intorno per parlare, ridere e condividere scampoli di normalità sullo sfondo della sua casa tra le colline del Massachusetts. Consapevoli che anche dentro i finali piú tristi può celarsi una grazia inaspettata.
Calibrando con maestria una scrittura precisa e vivissima, Victoria Redel prende le nostre paure piú grandi per trasformarle in speranza, consegnandoci, in forma di romanzo, un canto alla vita e al potere insondabile dell’amicizia. \- Alza la voce, – disse Ming dalla cucina, dove stava preparando una minestra.
\- Non voglio perdermi nulla.
Anna seguiva il racconto. Quasi tutto. Rideva. E cosí Helen, con quella sua risata fragorosa, ottimista. Molly, cui venivano ancora le lacrime agli occhi mentre rideva in silenzio, a piccoli singhiozzi. E Caroline, esilarante con le sue sopracciglia mobili e le mani che calavano in picchiata affettando l’aria.
Quante risate si sono fatte; ridendo insieme hanno superato momenti in cui da ridere c’era ben poco.

Resta

Dalla magistrale penna di A.L. Jackson, autrice bestseller del New York Times, arriva il quinto volume autoconclusivo dell’acclamata serie Bleeding Stars.
Sono Ash Evans.
L’anima della festa.
Sexy. Ricco. Carismatico.
Una rockstar tatuata con il mondo ai miei piedi.
Passo da una donna all’altra più velocemente di Casanova.
Ho abbracciato il mio stile di vita e l’ho vissuto al massimo.
Fino al giorno in cui non mi si è ritorto contro.
Willow Langston mi ha trovato quand’ero a terra.
Letteralmente.
A faccia in giù in una pozza del mio stesso sangue.
Le devo la vita e ho tre mesi per ripagare quel debito.
Quello che non avrei mai dovuto fare era toccarla. Baciarla. Portarmela a letto.
L’amore non avrebbe dovuto far parte dell’equazione.
Ho rinunciato a quella fastidiosa complicazione tanto tempo fa, dannazione.
Eppure, ora la voglio più del mio prossimo respiro.
Ma lei non sa quello di cui sono a conoscenza.
Cosa devo fare? Dirle addio per proteggerla? Oppure provare ad affrontare i miei demoni e chiederle di restare?
Ad ogni volume, mi sono innamorata sempre di più degli uomini che compongono i Sunder e delle donne che amano con ogni fibra del loro essere. Ma ho un posto speciale nel mio cuore per Ash e Willow, e ho letteralmente divorato questo libro che mi ha lasciata con un sorriso felice sul viso e un sospiro soddisfatto nel cuore. Con questa storia sexy e commovente, A.L. Jackson ha tirato fuori il meglio di sé. – Mia Sheridan, autrice bestseller del NYT
Accattivante, sexy e, in vero stile A.L. Jackson, meravigliosamente devastante. Questo è senza dubbio il suo miglior romanzo fino ad oggi, e il più bello che abbia letto quest’anno. – Molly McAdams, autrice bestseller del NYT
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### Sinossi
Dalla magistrale penna di A.L. Jackson, autrice bestseller del New York Times, arriva il quinto volume autoconclusivo dell’acclamata serie Bleeding Stars.
Sono Ash Evans.
L’anima della festa.
Sexy. Ricco. Carismatico.
Una rockstar tatuata con il mondo ai miei piedi.
Passo da una donna all’altra più velocemente di Casanova.
Ho abbracciato il mio stile di vita e l’ho vissuto al massimo.
Fino al giorno in cui non mi si è ritorto contro.
Willow Langston mi ha trovato quand’ero a terra.
Letteralmente.
A faccia in giù in una pozza del mio stesso sangue.
Le devo la vita e ho tre mesi per ripagare quel debito.
Quello che non avrei mai dovuto fare era toccarla. Baciarla. Portarmela a letto.
L’amore non avrebbe dovuto far parte dell’equazione.
Ho rinunciato a quella fastidiosa complicazione tanto tempo fa, dannazione.
Eppure, ora la voglio più del mio prossimo respiro.
Ma lei non sa quello di cui sono a conoscenza.
Cosa devo fare? Dirle addio per proteggerla? Oppure provare ad affrontare i miei demoni e chiederle di restare?
Ad ogni volume, mi sono innamorata sempre di più degli uomini che compongono i Sunder e delle donne che amano con ogni fibra del loro essere. Ma ho un posto speciale nel mio cuore per Ash e Willow, e ho letteralmente divorato questo libro che mi ha lasciata con un sorriso felice sul viso e un sospiro soddisfatto nel cuore. Con questa storia sexy e commovente, A.L. Jackson ha tirato fuori il meglio di sé. – Mia Sheridan, autrice bestseller del NYT
Accattivante, sexy e, in vero stile A.L. Jackson, meravigliosamente devastante. Questo è senza dubbio il suo miglior romanzo fino ad oggi, e il più bello che abbia letto quest’anno. – Molly McAdams, autrice bestseller del NYT

Le redini bianche

Un romanzo che racchiude i punti estremi dell’arco di una vita: un adulto ritorna alla propria terra, e gli vengono incontro le immagini incantate e misteriose del suo mondo di bambino. Con uno scritto di Guido Davico Bonino e una nota biografica di Daniela Picamus. **

Ragazzo sott’acqua

*Per scoprire la verità a volte devi andare a fondo*
Cymbeline Igloo (già, proprio così!) non è mai stato a nuotare. MAI, nemmeno una volta. Ma imparare non può essere poi così difficile, no? Ha cercato su Google “stile libero” e scovato in un ripostiglio un vecchio costume del papà. È pronto! L’unica cosa per cui NON è pronto è l’imbarazzante incidente in piscina che tanto ha turbato la mamma. Dev’essere successo qualcosa che ha a che vedere con l’acqua, non c’è altra spiegazione. Ma cosa?
Così, con l’aiuto di amici vecchi e nuovi, Cymbeline decide di scoprire perché sua madre non lo ha mai portato a nuotare. E questo metterà la sua vita sottosopra… **
### Sinossi
*Per scoprire la verità a volte devi andare a fondo*
Cymbeline Igloo (già, proprio così!) non è mai stato a nuotare. MAI, nemmeno una volta. Ma imparare non può essere poi così difficile, no? Ha cercato su Google “stile libero” e scovato in un ripostiglio un vecchio costume del papà. È pronto! L’unica cosa per cui NON è pronto è l’imbarazzante incidente in piscina che tanto ha turbato la mamma. Dev’essere successo qualcosa che ha a che vedere con l’acqua, non c’è altra spiegazione. Ma cosa?
Così, con l’aiuto di amici vecchi e nuovi, Cymbeline decide di scoprire perché sua madre non lo ha mai portato a nuotare. E questo metterà la sua vita sottosopra…