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Il Mullah Omar

La biografia del misterioso e inafferrabile leader dei Talebani che da dieci anni tiene in scacco il più potente e tecnologico esercito del mondo. Una storia che inizia con un ragazzo diciottenne che si batte contro gli invasori sovietici e in battaglia viene ferito irrimediabilmente a un occhio, se lo strappa, si benda da sé e torna a combattere. Che prosegue con quattro ragazzi, Omar, Ghaus, Hassan e Rabbani, che sulla piazza del loro povero villaggio, Singesar, decidono di fare qualcosa contro le prepotenze, gli abusi, le violenze, gli stupri, gli assassinii dei ”signori della guerra” che, impegnati in una feroce lotta per il potere, agiscono nel più pieno arbitrio. Nasce così il movimento talebano che nel giro di soli due anni (1994-96), grazie all’appoggio della popolazione, sconfiggerà i ”signori della guerra” riportando l’ordine e la legge, sia pur una dura legge, la sharia, nel Paese di cui Omar diventerà la guida. Ne vien fuori il ritratto di un uomo singolare, riservato, di poche parole ma attento a quelle degli altri, timido, quasi umile, e anche per questo adorato dai suoi, ma per nulla cupo, ironico e sarcastico, che arrivato al potere continuerà a condurre la vita spartana di sempre e non lo userà per arricchirsi o ritagliarsi privilegi ma per inseguire un suo sogno. Quello di un Afghanistan finalmente unificato e pacificato, lontanissimo dagli stili di vita dell’Occidente.

(source: Bol.com)

Il Mostro di Milano

Nel giorno della strage di piazza Fontana una mano omicida massacra una monaca. Il Mostro di Milano ha colpito, la mattanza delle donne è cominciata.» Milano, 12 dicembre 1969. Poche ore prima dello scoppio della bomba in piazza Fontana una monaca viene massacrata fuori da un convento in periferia. Nella città sconvolta dalla strage e dalla violenza politica, un omicida seriale tesse le sue trame contro le donne. Sulle tracce di quest’anima nera c’è solo il commissario Vittorio Maspero che, insieme a un inquisitore del Sant’Uffizio, indaga sul demone senza volto. E sui peccati che l’hanno scatenato. Un nuovo detective sulla scena del crimine in un noir liberamente ispirato a una storia vera.
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Il Mostro Di Firenze, La Vera Storia (1968-1985…2012) (Criminologia)

Giuseppe Dell’Amico, figlio del Colonnello dei Carabinieri Olinto Dell’Amico ripercorre in un testo unico nel suo genere le indagini e gli aspetti più reconditi del più importante caso criminologico italiano, quello del “Mostro di Firenze”.
“Volendone lasciar intendere solamente alla fine le piene motivazioni che mi hanno spinto a scriverne … È questa la ricostru- zione di un’indagine che ha lo scopo di far luce, una volta per tutte ed aldilà d’ogni tipo di perplessità o condizionamento, su tutta quella trama di fatti, rimasti all’oscuro e senza risposta che, a circoscritto dominio, contribuirono a tesserne la tela ad uno dei casi investigativi più discussi del ventesimo secolo, passato ai posteri come quello del Mostro di Firenze”.
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### Sinossi
Giuseppe Dell’Amico, figlio del Colonnello dei Carabinieri Olinto Dell’Amico ripercorre in un testo unico nel suo genere le indagini e gli aspetti più reconditi del più importante caso criminologico italiano, quello del “Mostro di Firenze”.
“Volendone lasciar intendere solamente alla fine le piene motivazioni che mi hanno spinto a scriverne … È questa la ricostru- zione di un’indagine che ha lo scopo di far luce, una volta per tutte ed aldilà d’ogni tipo di perplessità o condizionamento, su tutta quella trama di fatti, rimasti all’oscuro e senza risposta che, a circoscritto dominio, contribuirono a tesserne la tela ad uno dei casi investigativi più discussi del ventesimo secolo, passato ai posteri come quello del Mostro di Firenze”.
### Dalla quarta di copertina
Giuseppe Dell’Amico, glio del Colonnello dei Carabinieri Olin- to Dell’Amico ripercorre in un testo unico nel suo genere le inda- gini e gli aspetti più reconditi del più importante caso criminolo- gico italiano, quello del “Mostro di Firenze”. “Volendone lasciar intendere solamente alla ne le piene moti- vazioni che mi hanno spinto a scriverne … È questa la ricostru- zione di un’indagine che ha lo scopo di far luce, una volta per tutte ed aldilà d’ogni tipo di perplessità o condizionamento, su tutta quella trama di fatti, rimasti all’oscuro e senza risposta che, a circoscritto dominio, contribuirono a tesserne la tela ad uno dei casi investigativi più discussi del ventesimo secolo, passato ai posteri come quello del Mostro di Firenze”.

Il Mostro di Firenze, la vera storia (1968-1985…2012)

Giuseppe Dell’Amico, figlio del Colonnello dei Carabinieri Olinto Dell’Amico ripercorre in un testo unico nel suo genere le indagini e gli aspetti più reconditi del più importante caso criminologico italiano, quello del “Mostro di Firenze”.
“Volendone lasciar intendere solamente alla fine le piene motivazioni che mi hanno spinto a scriverne … È questa la ricostru- zione di un’indagine che ha lo scopo di far luce, una volta per tutte ed aldilà d’ogni tipo di perplessità o condizionamento, su tutta quella trama di fatti, rimasti all’oscuro e senza risposta che, a circoscritto dominio, contribuirono a tesserne la tela ad uno dei casi investigativi più discussi del ventesimo secolo, passato ai posteri come quello del Mostro di Firenze”.
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### Sinossi
Giuseppe Dell’Amico, figlio del Colonnello dei Carabinieri Olinto Dell’Amico ripercorre in un testo unico nel suo genere le indagini e gli aspetti più reconditi del più importante caso criminologico italiano, quello del “Mostro di Firenze”.
“Volendone lasciar intendere solamente alla fine le piene motivazioni che mi hanno spinto a scriverne … È questa la ricostru- zione di un’indagine che ha lo scopo di far luce, una volta per tutte ed aldilà d’ogni tipo di perplessità o condizionamento, su tutta quella trama di fatti, rimasti all’oscuro e senza risposta che, a circoscritto dominio, contribuirono a tesserne la tela ad uno dei casi investigativi più discussi del ventesimo secolo, passato ai posteri come quello del Mostro di Firenze”.
### Dalla quarta di copertina
Giuseppe Dell’Amico, glio del Colonnello dei Carabinieri Olin- to Dell’Amico ripercorre in un testo unico nel suo genere le inda- gini e gli aspetti più reconditi del più importante caso criminolo- gico italiano, quello del “Mostro di Firenze”. “Volendone lasciar intendere solamente alla ne le piene moti- vazioni che mi hanno spinto a scriverne … È questa la ricostru- zione di un’indagine che ha lo scopo di far luce, una volta per tutte ed aldilà d’ogni tipo di perplessità o condizionamento, su tutta quella trama di fatti, rimasti all’oscuro e senza risposta che, a circoscritto dominio, contribuirono a tesserne la tela ad uno dei casi investigativi più discussi del ventesimo secolo, passato ai posteri come quello del Mostro di Firenze”.

Il Mostro di Firenze e il caso Pacciani

Pietro Pacciani è colpevole o innocente? Chi è il mostro di Firenze? Quali sono gli elementi contro Pacciani? Qualcuno sta cercando di incastrarlo? A questi ed altri interrogativi risponde il libro di Carmelo Lavorino, grande esperto sul caso del “Mostro di Firenze” e sui serial killers. Dopo “la Teoria Finale” pubblicato nel 1992, “Pacciani Connection” nel 1993, l’autore completa la sua trilogia con questo libro sul “Processo del secolo”.

Il mostro

Straordinaria storia d’intolleranza in un’America crudele, che alla carità oppone l’egoismo di massa, l’alienazione, il perverso amore per fuorvianti consuetudini quali oggi, per esempio, scorgiamo nel paranoico bisogno di armi e del loro uso.
Stephen Crane visse appena 29 anni, nei quali concentrò esperienze intense e un’attività di scrittore che portò la grande narrativa americana a scrutare una realtà sociale marchiata da violenze, ingiustizie, sofferenze. Negli anni di Crane l’America stava crescendo sospinta dallo sviluppo industriale e da fenomeni sociali quali l’immigrazione e l’emancipazione dei neri. Aumentavano con il benessere anche l’emarginazione e la cecità sociale di un paese troppo concentrato sulla corsa alla ricchezza. È nell’acutezza dei suoi ritratti psicologici, nella capacità di cogliere il linguaggio della gente vera e degli emarginati, nonché le disumane realtà della guerra, che Crane si impone come uno dei grandi, riconosciuti precursori e fondatori del realismo americano.
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### Sinossi
Straordinaria storia d’intolleranza in un’America crudele, che alla carità oppone l’egoismo di massa, l’alienazione, il perverso amore per fuorvianti consuetudini quali oggi, per esempio, scorgiamo nel paranoico bisogno di armi e del loro uso.
Stephen Crane visse appena 29 anni, nei quali concentrò esperienze intense e un’attività di scrittore che portò la grande narrativa americana a scrutare una realtà sociale marchiata da violenze, ingiustizie, sofferenze. Negli anni di Crane l’America stava crescendo sospinta dallo sviluppo industriale e da fenomeni sociali quali l’immigrazione e l’emancipazione dei neri. Aumentavano con il benessere anche l’emarginazione e la cecità sociale di un paese troppo concentrato sulla corsa alla ricchezza. È nell’acutezza dei suoi ritratti psicologici, nella capacità di cogliere il linguaggio della gente vera e degli emarginati, nonché le disumane realtà della guerra, che Crane si impone come uno dei grandi, riconosciuti precursori e fondatori del realismo americano.

Il morto piovuto dal cielo

‘Il paese era grazioso e ridente come una miniatura. Non mancava neanche l’allegro rumore del martello sull’incudine del fabbro, né il caldo profumo del pane fresco che usciva dalla bottega del fornaio… ‘Il castello era la raffigurazione perfetta della casa felice, dell’eleganza sobria e discreta. L’uomo che vi abitava, e che era abbastanza ricco da poter condurre altrove una vita dissipata, coltivava piaceri sereni e profondi, l’ordine e il buon gusto. ‘Ma allora quella storia dei paletti, della buca ai piedi del fico e del metro srotolato in giardino?… ‘E l’altro tizio, che nessuno aveva riconosciuto e che chissà da dove veniva, come poteva essere Marcel Vauquelin-Radot, se quest’ultimo era ufficialmente morto da cinque anni?’.

(source: Bol.com)

Il morto in piazza

Roma 1944, giugno. La Città eterna è liberata. Si ritirano le truppe della Wehrmacht. Il giovane tenente colonnello dell’Abwehr (il controspionaggio dell’esercito) Martin von Bora si avvia, non senza rimpianto per ciò che lascia, a raggiungere un comando operativo. Lo blocca il suo vecchio generale che gli affida una missione ad altissimo rischio. Si tratta di recuperare dei documenti brucianti, e i risultati dovrà riferirli solo al suo superiore e a nessun altro, a qualunque costo. Mussolini, subito prima di lasciare la prigionia di Campo Imperatore preso in custodia dai tedeschi, ha affidato a un confinato della zona, suo conoscente, una corrispondenza segretissima e compromettente per tutti. Sono delle lettere cui danno la caccia sia gli Inglesi sia il temibile servizio segreto delle SS. Martin deve precederli, pena conseguenze devastanti per l’Italia e distruttive anche per le dissidenze antinaziste interne all’esercito. Nel paesino di Faracruci, sul Gran Sasso, a poca distanza dall’ex prigionia del dittatore, egli rintraccia l’avvocato Borgonovo, un milanese, ex interventista, ex amico del capo del fascismo, poi divenuto influente esponente dell’antifascismo, perciò ristretto in montagna, al confino, da molti anni. Le pressioni crescenti su di lui non lo convincono a cedere il suo tesoro. Entrambi sanno che, qualunque sia l’esito, l’avvocato dovrà essere eliminato, eppure tra Bora e Borgonovo si stringe una sottile comunanza, di ironia, di umanità, di cultura, di onore. A distrarre il destino segnato, si intromette il cadavere di un giovane sconosciuto, trovato una mattina nella piazza del paese. Bora inizia a indagare, mentre le atmosfere e i segreti di un isolato paesino di montagna piombato nella guerra lo avvolgono come nebbia. Intuisce un legame con il suo incarico di intelligence. Con l’ufficiale tedesco, da lontano, senza parere, collabora a svelare il pericoloso enigma l’avvocato milanese. In lui si riflette, per la sua storia e per la sua cultura, quella borghesia italiana che si lasciò trascinare in buonafede per poi ribellarsi. Così come in Bora – soldato d’alta scuola, nobile integralmente europeo e autenticamente tedesco, diviso tra il disprezzo del nazismo e la fedeltà al giuramento – si raffigura l’aristocrazia militare tedesca irretita da Hitler che troppo tardi comprese l’orrore.
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Il morto che ritorna

Tony Parker fa il contabile, tutto il giorno maneggia denaro. Non suo, naturalmente. Decide di fare il colpo grosso, rubare duecento milioni e poi sparire. Ma non tutto va come previsto e alla fine ci sarà un vero duello tra Diabolik e Ginko.

Il mondo secondo la fisica quantistica

Questo libro è un’avventura esclusiva e affascinante. Un viaggio, anche nel tempo, alla scoperta di qualcosa di nuovo e di straordinario: la Fisica Quantistica, nelle sue logiche, nelle sue potenzialità, nelle sue applicazioni e nei suoi possibili sviluppi. All’interno del volume vengono ricostruiti passo dopo passo i momenti fondamentali del pensiero quantistico, le questioni su cui si sono interrogati i più grandi scienziati degli ultimi decenni, e i diversi contesti nei quali si sono evoluti i principali modelli della Meccanica Quantistica. Sullo sfondo delle ricerche più attuali – come per esempio quella sulle onde gravitazionali che ha portato al Nobel per la Fisica 2017 -, vengono indagati anche i rapporti esistenti fra Fisica Quantistica, Relatività Einsteiniana e Teoria delle Stringhe. Inoltre, fra i tanti temi trattati nelle sue pagine, trovano spazio persino le incredibili ricadute che gli studi sulla Fisica Quantistica stanno avendo negli ambiti della medicina e delle ricerche sul cervello e sulla coscienza. Esauriente, intrigante, autorevole, Il mondo secondo la Fisica Quantistica – caso unico ed eccezionale – è basato sul confronto diretto con gli scienziati che si occupano degli studi più avanzati e che sono i protagonisti delle ricerche più recenti. Al contempo, grazie alla competenza e alla capacità divulgativa dell’autore, queste pagine affascinano con esempi chiari e illuminanti legati alla vita di tutti i giorni, sorprendono per la completezza dei concetti, svelano il presente e il futuro di una visione rivoluzionaria del mondo

(source: Bol.com)

Il mondo perfetto

A seguito di un incidente Dylan Dog perde la memoria. Ora è Rupert Donegal, fratello della piccola Joy e fidanzato di Loren. Nonostante viva in un mondo perfetto creato per lui, a Dylan pian piano la memoria ritorna tramutando la perfezione creata dalla bambina in un incubo

Il mondo infestato dai demoni. La scienza e il nuovo oscurantismo

Per Sagan in una società impregnata di tecnologia come la nostra, ma sempre più assediata da nuovi profeti, impeti di irrazionalità e falsa ricerca del meraviglioso (basti pensare alla New Age e alle sue esagerazioni, ai guaritori e agli astrologi, consulenti di fiducia persino di importanti capi di Stato, agli “psicochirurghi”, all’ufologia e alla mitologia degli alieni, alle truffe della parapsicologia, alla disonestà di giornali e programmi televisivi che sfruttano la credulità di persone impreparate), allontanrsi dalla scienza o permettere che venga demonizzata, significa in realtà consegnarci ai veri demoni: l’irrazionalità, la superstizione, il pregiudizio ed entrare in un’epoca di nuovo oscurantismo.
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Il mondo in un dollaro

Che cosa succede davvero quando spendiamo il nostro denaro? Quali sono le conseguenze di gesti quotidiani come un pieno di carburante, o l’acquisto di un vestito in qualche negozio di fast fashion? ‘Dietro ogni scambio economico c’è una storia’, scrive un’esperta in materia come Dharshini David, giornalista inglese e anchorwoman finanziaria della bbc. Ogni moneta che spendiamo racconta qualcosa, e nessuna ha tanto da raccontare come il biglietto verde da un dollaro. Perché il dollaro è molto più che un simbolo dell’America. È il linguaggio finanziario del nostro mondo: un sistema sempre più interconnesso, fatto di inimmaginabili ricchezze e disuguaglianze gigantesche, dove una parola detta da un banchiere a Washington può spingere un ragazzo africano ad attraversare il Sahara, e le nostre scelte di ogni giorno possono cambiare, a migliaia di chilometri di distanza, la vita di qualcuno che non conosceremo mai. Il mondo in un dollaro illumina i meccanismi dell’economia globale portandoci in viaggio a bordo di una banconota: a partire dall’acquisto di una radio in un Walmart texano – per l’irrisoria cifra di un dollaro, appunto – seguiamo passo dopo passo una reazione a catena che ci conduce prima in Cina, alla manifattura a basso costo dove la radio è stata prodotta, e poi in Nigeria, dove la banca centrale cinese sta finanziando la costruzione di enormi infrastrutture; di lì, cavalcando i flussi economici che governano il mercato e connettono i continenti, proseguiamo tra risaie indiane, pozzi petroliferi iracheni e fabbriche di armi in Russia, raggiungiamo la Germania attraverso un gasdotto, per tornare infine in America passando per il cuore finanziario del pianeta, la City di Londra minacciata dalle incertezze di Brexit. Con uno stile diretto e comunicativo, Dharshini David scioglie una a una queste intricate relazioni e rende comprensibili a tutti anche le dinamiche più complesse. A disegnarsi in queste pagine è così una grande mappa dell’epoca sfuggente in cui viviamo. Uno strumento chiaro e necessario: perché più il mondo diventa complicato, più abbiamo bisogno di capire davvero come funziona – e non importa che nelle nostre tasche ci siano dollari, euro, yen, rubli o sterline. O forse, invece, sì. ‘Questo libro è la prova che l’economia può essere accessibile e affascinante.’ – Joel Hills, ITV News ‘Un’opera brillante e significativa.’ – Ian King, The Times ‘Illuminante.’ – The Bookseller

(source: Bol.com)

Il mondo fino a ieri. Che cosa possiamo imparare dalle società tradizionali?

Dai viaggi in aereo ai telefoni cellulari, dall’alfabetizzazione all’obesità, la maggior parte di noi dà per scontate alcune caratteristiche della modernità, ma per la quasi interezza dei suoi sei milioni di anni di vita la società umana non ha conosciuto nulla di tutto ciò. E se il baratro che ci divide dai nostri antenati primitivi può apparirci incolmabile, osservando le società tradizionali ancora esistenti, o esistenti fino a poco tempo fa, possiamo farci un’idea di com’era il nostro antico stile di vita. Società come quella degli abitanti degli altipiani guineani ci ricordano che, in termini evoluzionistici, le cose sono cambiate soltanto di recente, e questo libro ci offre un affascinante ritratto di prima mano di ciò che per decine di migliaia di anni è stata la vita dell’umanità, soffermandosi sul significato che le differenze fra quel passato ormai quasi scomparso e il nostro presente hanno per l’uomo di oggi. “Il mondo fino a ieri” è il libro più personale scritto da Jared Diamond, che attinge a piene mani a decenni di lavoro sul campo nelle isole del Pacifico e da testimonianze sugli inuit, gli indios dell’Amazzonia, i san del Kalahari e molti altri popoli. Diamond non idealizza romanticamente le società tradizionali: alcune fra le loro pratiche restano per noi inaccettabili, ma è importante riconoscere dove e quando le loro esperienze hanno fruttato dei passi avanti nella società e nel comportamento umani.
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Il Mondo Fino a Ieri

Dai viaggi in aereo ai telefoni cellulari, dall’alfabetizzazione all’obesità, la maggior parte di noi dà per scontate alcune caratteristiche della modernità, ma per la quasi interezza dei suoi sei milioni di anni di vita la società umana non ha conosciuto nulla di tutto ciò. E se il baratro che ci divide dai nostri antenati primitivi può apparirci incolmabile, osservando le società tradizionali ancora esistenti, o esistenti fino a poco tempo fa, possiamo farci un’idea di com’era il nostro antico stile di vita. Società come quella degli abitanti degli altipiani guineani ci ricordano che, in termini evoluzionistici, le cose sono cambiate soltanto di recente, e questo libro ci offre un affascinante ritratto di prima mano di ciò che per decine di migliaia di anni è stata la vita dell’umanità, soffermandosi sul significato che le differenze fra quel passato ormai quasi scomparso e il nostro presente hanno per l’uomo di oggi.
*Il mondo fino a ieri* è il libro piú personale scritto da Jared Diamond, che attinge a piene mani a decenni di lavoro sul campo nelle isole del Pacifico e da testimonianze sugli inuit, gli indios dell’Amazzonia, i san del Kalahari e molti altri popoli. Diamond non idealizza romanticamente le società tradizionali: alcune fra le loro pratiche restano per noi inaccettabili, ma è importante riconoscere dove e quando le loro esperienze hanno fruttato dei passi avanti nella società e nel comportamento umani. Egli ci indica quindi motivi di ammirazione e lezioni degne di essere imparate, a partire dall’approccio tradizionale a questioni universali come il trattamento degli anziani, l’allevamento dei figli, la risoluzione delle controversie, la valutazione del rischio e la salvaguardia del benessere fisico e della salute.
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«Le società tradizionali rappresentano migliaia di esperimenti millenari nel campo dell’organizzazione umana, esperimenti che non possiamo ripetere riprogettando di sana pianta intere società, per poi osservarne i risultati dopo decenni; se vogliamo imparare qualcosa, dobbiamo farlo là dove gli esperimenti sono già stati compiuti. Quando scopriamo che cosa significa vivere in modo tradizionale scopriamo anche aspetti di cui siamo felici di esserci liberati, e questo ci aiuta ad apprezzare meglio le società moderne; di fronte ad altri aspetti proviamo invece un senso di invidia e di perdita tout court, o magari ci chiediamo se non sarebbe il caso di riadattarli e riadottarli anche noi in maniera selettiva. Di sicuro invidiamo per esempio l’assenza di malattie non contagiose legate allo stile di vita occidentale, mentre possiamo desiderare di reintegrare solo alcuni aspetti dei metodi di risoluzione pacifica dei conflitti, di educazione dei figli, di trattamento degli anziani, di vigilanza nei confronti dei pericoli e del multilinguismo.
Con questo libro mi auguro quindi di riuscire almeno a comunicare ai miei lettori il fascino che provo davanti alle tante e variegate forme di organizzazione della vita escogitate da altri popoli del mondo. Al di là di questo fascino, ciascuno sarà libero di provare a capire se qualcosa di ciò che cosí bene funziona per loro non potrebbe forse funzionare altrettanto bene per lui e per noi tutti come società».

Il mondo ellenico

Uno dei grandi storici del nostro tempo, Arnold J. Toynbee, ci ha dato con questo libro, maturato a lungo (il primo disegno risale al 1914), un’opera affascinante per ampiezza di visione storica ed eleganza di stile, che fa tesoro di tutti gli studi condotti dall’autore sul mondo ellenico.
Toynbee sottolinea l’essenza sociale e culturale della civiltà che, prima nel mondo antico, ha posto l’uomo a misura di tutte le cose, e ne traccia l’evoluzione, muovendo il suo racconto dalla fine dell’età minoico-micenea per affrontare i capitoli della concorrenza fenicia ed etrusca, l’aggressione persiana dall’Est, il fallimento dell’intesa Sparta-Atene, l’ellenizzazione della Macedonia, l’emancipazione dell’individuo dalla città-stato, e infine la pace di Augusto e la decadenza. In queste pagine, la parabola del mondo ellenico ci viene offerta nelle sue esperienze più vive ed attuali, nella sua perenne incidenza sul divenire della civiltà moderna.