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Gomito di Sicilia

Giacomo Di Girolamo ci racconta un pezzo di Sicilia finora rimasto inesplorato, quell’angolo estremo che è la provincia di Trapani. Dal vino Marsala, un tempo il liquore più famoso al mondo e oggi usato per la carne in scatola, all’abusivismo edilizio che si è mangiato tutta la costa. Dal mare dello Stagnone, che ora si sta prosciugando, ai tentativi quasi comici di costruire un monumento a Garibaldi degno della sua impresa. Dalla mafia che non uccide più ai turisti che si fermano in pellegrinaggio di fronte alla stele commemorativa della strage di Capaci. E ancora, dagli alberi di melograno, che si sostituiscono alle viti cambiando paesaggio e abitudini, ai ragazzini in fuga dall’Africa che riempiono le piazze con i loro giochi. Perché la Sicilia è una sorgente inesauribile di storie che non ci si stanca mai di ascoltare.

Il Giro Del Mondo in Sei Milioni Di Anni

… in fondo alle gambe non abbiamo radici, ma piedi: piedi di cui ci serviamo
dall’alba dei tempi per il colossale viaggio che impegna l’umanità fin da
quando ha mosso i primi, timidi passi sul suolo
A volergli credere Esumim avrebbe partecipato a tutte le grandi migrazioni
dell’umanità: “ci siamo divertiti – ripete sempre – non si stava mai fermi!”.
È l’immaginario testimone di un viaggio iniziato sei milioni di anni fa, il
cui primo passo – quello di scendere dagli alberi – ha dato avvio alla lunga
catena di migrazioni attraverso la quale i nostri antenati hanno colonizzato
il pianeta. Quante umanità diverse – dagli Austrolopiteci a Neandertal, a Homo
sapiens – si sono succedute e incrociate sulla Terra? Quali percorsi hanno
seguito, dalla loro prima uscita dall’Africa fino alla diffusione in tutto il
pianeta? Nella genetica, la guida per ricostruire una diaspora mai conclusa,
espressione del nostro ancestrale nomadismo.

Una giovinezza inventata

La storia di una ragazza borghese, una jeune fille rangée che vive con rabbia e al tempo stesso con astrazione la propria educazione alla vita. Sul filo dei ricordi Lalla Romano ricostruisce la Torino ovattata degli anni Venti con le sue atmosfere, i suoi luoghi, tracciando non il ritratto di un’epoca ma quello di un tempo della vita. L’educandato femminile, le amicizie, il primo amore, i tentativi di porre le basi per il futuro, le incertezze di una personalità ancora acerba sono narrate con distacco oggettivo, fino all’evidenza di una pungente ironia. In Una giovinezza inventata (1979) l’autrice ha saputo cogliere quanto c’è di intimo e unico nella giovinezza di ognuno e nello stesso tempo quanto di inconsapevolmente comune c’è nella giovinezza di tutti, tratteggiando, come ha affermato Geno Pampaloni, «il quadro di una infelicità, sottile ma irrimediabile, che la giovinezza consegna alla vita».Antologia critica, cronologia della vita e delle opere, bibliografia a cura di Antonio Ria.

La Giovine Italia

***La Giovine Italia*** **fu una associazione politica insurrezionale fondata a Marsiglia nel luglio del 1831 da Giuseppe Mazzini, il cui programma veniva pubblicato sull’omonimo periodico. L’obiettivo di tale organizzazione era quello di trasformare l’Italia in una repubblica democratica unitaria, secondo i principi di libertà, indipendenza e unità.* La Giovine Italia* costituì uno dei momenti fondamentali nell’ambito del Risorgimento italiano. ****In questa edizione il testo è stato, con estrema prudenza, lievissimamente revisionato e attualizzato.* * **

Il giorno in cui fallì la rivoluzione

Chi avrebbe governato la Russia dopo il fallimento della rivoluzione? Con questa domanda si aprono le pagine di storia controfattuale in cui Sergio Romano immagina un epilogo diverso per il grande Ottobre rosso.
I bolscevichi arrivarono infatti al potere grazie a una serie di circostanze fortuite e di malintesi: gli eventi di quei giorni – e, di conseguenza, la storia del Novecento – avrebbero benissimo potuto prendere un’altra strada.
Questo libro illustra quale, ma soprattutto racconta la Rivoluzione d’Ottobre per quello che davvero fu: una caotica successione di tentativi falliti, mosse sbagliate, disegni incompiuti, appuntamenti mancati; un evento umano privo degli orpelli religiosi che in seguito l’avrebbero trasformato in una materia di fede facendo del suo leader, Vladimir Il’ic Lenin, un Messia.
Poco più di settant’anni dopo gli eventi che portarono alla nascita dell’Unione Sovietica, anche la sua fine è stata il risultato di vicende casuali e imprevedibili. Sergio Romano le ha vissute in prima persona, e nel secondo atto di questa controstoria della Russia rivoluzionaria, svestiti i panni dello storico, indossa quelli del testimone per spiegarci in presa diretta perché anche quella di Michail Gorbacëv è stata – questa volta davvero – una rivoluzione fallita.
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Il giorno degli eroi

È il 1915, e dopo un anno di neutralità, l’Italia ha dichiarato guerra all’Austria. Per tanti ragazzi – contadini, manovali, semplici artigiani – servire la Patria è una responsabilità, un dovere, un onore. Quasi una gioia. Alle stazioni dei treni, i soldati partono tra sorrisi e promesse: non passerà molto tempo, ripetono, prima che tornino a riabbracciare i propri cari. C’è persino chi vuole partire ma non può, come Silvio, classe 1899, prigioniero dei limiti d’età imposti all’arruolamento, costretto a guardare i fratelli più grandi correre al fronte. E invece passano i mesi, la guerra non accenna a finire, e l’Italia si copre di cicatrici, le stesse che segnano i volti di chi aveva mariti, figli o fratelli che non riabbraccerà più. E poi arriva il 1917, e Silvio, aggrappato tenacemente ai sogni patriottici, saluta la sua famiglia, pronto a fare il suo dovere. Ma bastano poche settimane per scoprire che nella guerra non c’è nulla di eroico. E quando si accorge che le file nemiche sono gonfie di ragazzi disillusi, sfiniti e impazienti di tornare a casa come lui, Silvio capisce cosa significa davvero essere un eroe.

I Giorni Della Follia

Boston, 24 dicembre. Un uomo cammina per le strade del centro. È nudo, coperto
di sangue e tiene in mano la testa mozzata di una giovane donna.
Arrestato dalla polizia, viene affidato al dottor Jesse Jenkins, direttore
dell’ospedale psichiatrico della città, al quale viene presto affiancata
Stella Hyden, profiler dell’FBI, incaricata di aiutarlo con una valutazione
psicologica che si prospetta particolarmente difficile, visto che lo
sconosciuto si limita a rispondere alle domande con un sorriso sibillino.
Qualche giorno dopo il direttore riceve una cassa. Sul biglietto che la
accompagna ci sono un nome, Claudia Jenkins, e un asterisco a nove punte sul
retro. Nella cassa c’è la testa la testa di sua figlia…
Chi è l’uomo che i media hanno soprannominato il decapitatore?
È stato lui a uccidere le due ragazze?
E perché?
Per scoprirlo, Jesse e Stella si addentrano in un’indagine inquietante, che
metterà in gioco le loro vite e li condurrà fino a Salt Lake City e a una
storia irrisolta di diciassette anni prima.
_Il ritmo sostenuto, le immagini scioccanti e le numerose citazioni letterarie
(da García Márquez a Paul Auster, da George Orwell a Stephen King) danno vita
a un thriller sofisticato che unisce passato e presente, esplora i limiti
dell’essere umano e infrange i canoni del genere._

Il gioco degli dèi

Chi è Malik Mir Sultan Khan? L’uomo misterioso di cui parla tutta New York, lo scacchista col turbante che ha battuto Capablanca, rimane un enigma per chiunque lo incontri. Si sa che è nato nella foresta del Punjab, dove ha imparato l’antica arte del chaturanga, si sa che una tigre lo insegue da sempre e che Mrs Abbott gli ha lasciato in eredità la sua Rolls-Royce. In bilico fra Oriente e Occidente, talento e strategia, karma e destino, la storia vera e immaginaria dell’umile servo che per un istante divenne re.Il chaturanga è l’antenato indiano degli scacchi. Si dice che quando gli uomini sono concentrati su quelle pedine dalle strane forme animali dimentichino tutto, come se dalle loro mosse potesse dipendere la distruzione o la salvezza dell’intero universo. Apprenderne l’arte è un percorso impervio, ma non per Malik Mir Sultan Khan. Gli dèi, o il caso, gli hanno donato un talento naturale che lo porterà in breve tempo a diventare il piú imbattibile scacchista degli anni Trenta. Ma un dono divino può essere duro da sopportare, soprattutto per chi sa di essere destinato ad attraversare l’esistenza soltanto da spettatore. Nei suoi sogni di bambino è apparsa una tigre, che poi si è fatta reale portandogli via entrambi i genitori. Ma sarà quella stessa tigre a permettergli di entrare alla corte del maharaja che – notando la sua abilità nel gioco – lo condurrà in Europa a gareggiare nei piú importanti tornei di scacchi. Cosí il giovane servo, da molti considerato un idiot savant, arriverà ad affermarsi fino a battere l’ex campione del mondo Capablanca, intrecciando la propria storia con quella di un’Europa lacerata, ormai sull’orlo della Seconda guerra mondiale. Paolo Maurensig torna a muovere i suoi personaggi nell’universo affascinante e ricco di storie degli scacchi, regalandoci il ritratto sorprendente di un personaggio che ribalta continuamente l’immagine del campione, e i nostri pregiudizi occidentali.

Gideon

Con il loro amore Isabella e Jacob hanno sfidato tutte le convenzioni e adesso stanno per mettere al mondo un figlio, il primo dopo centinaia di anni a nascere dall’unione di un druido con un demone. Ma qualcuno trama contro la loro felicità e la loro vita. A proteggerli vengono chiamati Magdalena, sorella del re dei demoni, e Gideon, il più potente fra i demoni e medico dalle doti eccezionali. Il loro compito è improbo e nella lotta fra creature dai poteri straordinari, Magdalena e Gideon dovranno affrontare anche le insidie nascoste nella loro selvaggia passione. Una lotta per la vita che diventa anche lotta per la conquista della loro felicità.

La Ghostwriter Di Babbo Natale

Per la maggior parte delle persone il Natale è il periodo più bello dell’anno:
strade illuminate, cene in famiglia, regali da scartare. Ma non per Vani
Sarca. Per lei, che normalmente odia la prossimità delle persone, il Natale è
il peggior incubo che si possa immaginare. Non vorrebbe fare altro che
restarsene da sola a leggere i suoi amati libri e continuare a indossare il
suo look noir, così poco in tono con le tinte natalizie. Eppure una
ghostwriter come lei non può mai andare in vacanza, nemmeno a Natale: c’è
sempre bisogno della sua dote speciale, della sua capacità di comprendere le
persone solo da un gesto, da un’inflessione della voce, da un atteggiamento.
Insomma, anche sotto le feste deve vestire i panni di qualcun altro… e non
di uno qualunque, ma addirittura di Babbo Natale.

Gestire Lo Stress for Dummies

Stanchi dello stress? Per cambiare vita, basta poco! Ecco una guida affidabile per imparare ad affrontare lo stress nel fisico e nella mente. Che si abbia problemi di cuore, al lavoro, in famiglia o di qualunque altro genere, Gestire lo stress For Dummies aiuterà a identificare i fattori scatenanti dello stress e ad affrontarli nel migliore dei modi.

Geografia e storia della letteratura italiana

Dionisotti definisce questa raccolta “un’inchiesta condotta con scrupolo di verità, ma con passione politica, sulla storia tutta della letteratura italiana nel quadro generale della storia d’Italia” e quello che realmente colpisce, in questi saggi, oltre all’ampiezza delle prospettive storiche, è il respiro di un metodo in cui si fondono con sorprendente naturalezza l’esigenza erudita, il rigore filologico, un’acuta sensibilità civile, una straordinaria abilità nel ridare senso e concretezza a schieramenti, tramiti, polemiche di secoli passati, il cui valore rischia altrimenti di perdersi in astratte categorie storiografiche.

Generazione H

Senza, non riescono a stare. Vivono immersi nello schermo dello smartphone, o
in quello del pc, perennemente connessi tra loro e con il mondo, ma spesso
sconnessi dalla realtà. Sono le nuove generazioni, dai Millenials in poi,
“nativi digitali” e cittadini virtuali del mondo intero. A tavola, a scuola,
al cinema, al bar, non se ne separano mai, e il timore più grande è non avere
campo o credito.
La psicologa Maria Rita Parsi indaga sulla “Generazione H”, la generazione di
ragazzi esposti sin dalla più tenera età alla seduzione del web. La facilità
di accesso, le soluzioni immediate a ogni problema, da quelli scolastici a
quelli esistenziali, la semplificazione delle relazioni fanno di internet il
mondo parallelo perfetto, al cui confronto quello reale appare faticoso e
deludente. Per questo gli adolescenti ci passano tanto tempo, come qualunque
genitore sa bene. E pur senza arrivare agli estremi della sindrome di
Hikikomori, la H del titolo − quel fenomeno nato in Giappone che riguarda
ragazzi che si chiudono nella loro stanza e vivono solo in rete, senza
lavorare, né studiare, completamente staccati dai genitori, dagli amici, dalla
realtà −, la pervasività del virtuale nella vita dei giovani pone qualche
dilemma su come relazionarsi con questi alieni. E vigilare affinché i limiti
non vengano superati.
Le storie di ragazzi che hanno rischiato di perdersi nel mondo virtuale
mostrano i pericoli dell’uso incontrollato del web, ma dimostrano anche che
affrontarli senza demonizzarlo è possibile, e indispensabile. Con il
contributo di genitori, insegnanti ed educatori, per proteggere il capitale
più grande di ogni società: il benessere psicofisico dei giovani.

Gemelle

Quando Celeste, la ragazza più popolare della scuola, abbandona
inspiegabilmente il liceo appena prima della maturità, Vera, la gemella più
chiusa e seriosa, decide di scoprire cosa abbia sconvolto la sorella. Per
indagare si traveste da lei, immergendosi nel suo mondo scintillante. Ma così
facendo si imbatte in segreti inconfessabili e aspetti imprevedibili delle
persone che le stanno accanto: Massimo, fidanzato di Celeste, che Vera ha
sempre considerato solo uno sbruffone arrogante e superficiale; Paolo, l’unico
amico che Vera abbia mai avuto; e persino il padre, severo, ma all’apparenza
equilibrato e imparziale…
Dietro la superficie limpida della vita sua e della sorella, Vera scopre
ombre, tradimenti ma anche di potersi ritrovare con stupore innamorata. E,
parallelamente, si apriranno per Celeste prospettive che mai avrebbe
immaginato.

La gamba sinistra

Fra i cantori del Male, di ogni epoca e lingua, un posto spetterebbe di diritto a T.F. Powys. Nessuno scrittore del Novecento è infatti riuscito a mostrare con la stessa infernale precisione dove il Male si annidi, per quali vie insospettabili agisca e quale effetto possa avere sugli uomini, così spesso ignari di porlo in atto. Come sempre Powys non ha bisogno di nominare il diavolo per farci avvertire la sua presenza: gli basta un dialogo smozzicato, un boccale di birra, l’odore del fieno. Ma forse mai come in questo breve romanzo la sua arte di narratore ha sfiorato la perfezione – con le sue accelerazioni improvvise, con i suoi giganteschi understatement e il suo humour di pece; con la sua capacità di muovere implacabilmente, e senza mai cedere al pathos, una ragnatela di personaggi nello spazio chiuso di un piccolo villaggio fuori dal tempo. E ancora oggi nella terribile concretezza di queste storie riconosciamo uno dei rari scrittori metafisici del Novecento.