74033–74048 di 75864 risultati

Il piano del guerriero

*Inghilterra, 1145.*
Ingannata dal suo grande amore e rimasta sola in un ambiente ostile, Beatrice Warehaven non ha altra scelta se non quella di darsi alla fuga, cercando di far ritorno a casa con le proprie forze.
Senza aspettarselo trova, ad aiutarla nel suo intento, Gregory Roul, uno spietato guerriero appartenente alle schiere di Re Davide di Scozia. Quello che tutti dipingono come un combattente senza scrupoli, incapace di provare sentimenti, a lei, al contrario, appare generoso e ogni giorno più attraente.
Gregory, in realtà, ha un fine segreto: uccidere il padre di Beatrice, Lord Warehaven, e sposarla in quanto erede. Quando lei scopre il piano decide di opporsi con ogni mezzo, sperando non solo di salvare la propria famiglia, ma anche di far cambiare idea all’uomo che ha ormai capito di amare perdutamente.
**
### Sinossi
*Inghilterra, 1145.*
Ingannata dal suo grande amore e rimasta sola in un ambiente ostile, Beatrice Warehaven non ha altra scelta se non quella di darsi alla fuga, cercando di far ritorno a casa con le proprie forze.
Senza aspettarselo trova, ad aiutarla nel suo intento, Gregory Roul, uno spietato guerriero appartenente alle schiere di Re Davide di Scozia. Quello che tutti dipingono come un combattente senza scrupoli, incapace di provare sentimenti, a lei, al contrario, appare generoso e ogni giorno più attraente.
Gregory, in realtà, ha un fine segreto: uccidere il padre di Beatrice, Lord Warehaven, e sposarla in quanto erede. Quando lei scopre il piano decide di opporsi con ogni mezzo, sperando non solo di salvare la propria famiglia, ma anche di far cambiare idea all’uomo che ha ormai capito di amare perdutamente.

Il Piacere Nell’ombra

Ashton Webb e Luna Palavicino: lui non è capace di amare. Lei non sa ancora cosa significa. Lui è un ex modello, imprenditore di successo. Lei si è appena laureata in architettura, con il massimo dei voti. Moena, un magnifico borgo nel Trentino Alto Adige fa da sfondo al loro primo incontro: sarà Luna, figlia di un suo ex collega che aveva perso di vista, a occuparsi del restauro dell’Hotel delle fate, ultimo acquisto che Ashton intende trasformare in una struttura ricettiva di alto livello. Trascorreranno insieme un’intera estate… basterà per cambiarli o servirà soltanto per sottolineare tutto ciò che dovrebbe respingerli e che invece li attrae? Il piacere nell’ombra è il primo capitolo della duologia Fa che non sia MAI, in cui potrete immergervi insieme ai protagonisti e amare ogni loro contraddizione, attimo dopo attimo, rischiando di restare senza fiato.
**

Il piacere di scoprire

All’indomani del disastro dello Space Shuttle Challenger, nel 1986, il presidente degli Stati Uniti istituì una commissione governativa incaricata di far luce sulle cause della tragica esplosione. A farne parte fu chiamato anche Richard Feynman, e furono in molti a chiedersi quale apporto potesse dare, fra ingegneri, astronauti e tecnici aerospaziali, un sia pur celebre fisico teorico. Ma fu proprio Feynman a dimostrare, fra lo sbalordimento generale, che l’incidente era stato causato da una semplice guarnizione di gomma. La relazione che presentò figura in questo libro che raccoglie saggi di diverso argomento: dalla sociologia della scienza alla struttura dei calcolatori, dalla pedagogia al rapporto tra scienze e religione.
**

Il piacere del testo

Di che cosa tratta Il piacere del testo ? Delle emozioni che il testo suscita nel lettore. Osserva giustamente Barthes che se alla domanda « cosa conosciamo del/dal testo ?» la semiologia è riuscita a dare risposte convincenti, la stessa cosa non è però accaduta per l’altra domanda fondamentale: «che cosa godiamo nel testo ?» Si tratta dunque, nelle parole dello stesso Barthes, di «riaffermare il piacere del testo contro l’indifferenza scientifica e il puritanesimo dell’analisi sociologica, contro l’appiattimento della letteratura a un suo semplice apprezzamento». Ma come rispondere, concretamente, a quest’ultima domanda ? poiche il piacere è, per sua stessa natura, inesprimibile, un testo sul piacere del leggere non potrà che assumere la forma di una successione di frammenti, in una sorta di messa in scena del problema che rigetta dal principio la scientificità dell’analisi testuale. Contemporanee al Piacere del testo, le Variazioni sulla scrittura, originariamente commissionate per un volume dell’Istituto Accademico di Roma, rivelano una perfetta solidarietà di concezione e struttura con quel saggio. Come sottolinea Carlo Ossola, ciò che Barthes aveva felicemente concepito «era un unico saggio, una sola movenza», che va dal lavoro di incisione della materia attraverso lo scrivere alla libera fruizione del testo.

Il peso della neve

In seguito a un brutto incidente, un ragazzo si ritrova nella stanza di una casa in mezzo alla neve. Ha le gambe paralizzate ed è in balia di un vecchio che non conosce. L’uomo gli cura le ferite, gli prepara da mangiare e fa quel che può per riscaldare e illuminare l’ambiente, perché l’energia elettrica è saltata a causa di un improvviso e generalizzato black-out. Ma nonostante l’apparente dedizione, il vecchio è un mistero per il ragazzo: potrebbe nascondere qualunque segreto, potrebbe nutrire sentimenti violenti, potrebbe essere capace di un gesto inconsulto. Con il livello della neve, sale anche la tensione. Di fatto, il vecchio e il ragazzo sono prigionieri di una trappola senza uscita, proprio come Dedalo e Icaro lo erano del labirinto. L’unico modo per sopravvivere – all’inverno spietato, alle minacce esterne e alla cattività stessa, che vede due generazioni convivere e fronteggiarsi – è fabbricare delle ali metaforiche e provare a volare. A patto che l’ambizione non si riveli una condanna.
Acclamato da pubblico e critica come la nuova promessa della letteratura canadese, Christian Guay-Poliquin dà forma a un romanzo di formazione potente e profondo, che rapisce il lettore con la sua atmosfera claustrofobica, il ritmo ipnotico, la prosa essenziale e il fascino dell’eterna sfida tra l’uomo e una natura selvaggia, al tempo stesso salvifica e fatale.
**
### Sinossi
In seguito a un brutto incidente, un ragazzo si ritrova nella stanza di una casa in mezzo alla neve. Ha le gambe paralizzate ed è in balia di un vecchio che non conosce. L’uomo gli cura le ferite, gli prepara da mangiare e fa quel che può per riscaldare e illuminare l’ambiente, perché l’energia elettrica è saltata a causa di un improvviso e generalizzato black-out. Ma nonostante l’apparente dedizione, il vecchio è un mistero per il ragazzo: potrebbe nascondere qualunque segreto, potrebbe nutrire sentimenti violenti, potrebbe essere capace di un gesto inconsulto. Con il livello della neve, sale anche la tensione. Di fatto, il vecchio e il ragazzo sono prigionieri di una trappola senza uscita, proprio come Dedalo e Icaro lo erano del labirinto. L’unico modo per sopravvivere – all’inverno spietato, alle minacce esterne e alla cattività stessa, che vede due generazioni convivere e fronteggiarsi – è fabbricare delle ali metaforiche e provare a volare. A patto che l’ambizione non si riveli una condanna.
Acclamato da pubblico e critica come la nuova promessa della letteratura canadese, Christian Guay-Poliquin dà forma a un romanzo di formazione potente e profondo, che rapisce il lettore con la sua atmosfera claustrofobica, il ritmo ipnotico, la prosa essenziale e il fascino dell’eterna sfida tra l’uomo e una natura selvaggia, al tempo stesso salvifica e fatale.

Il peso dell’oro

**La corona d’oro di Archimede e due morti sospette. Un mix irresistibile per Isabella De Clio, professione archeologa.**
Per la giovane archeologa siciliana **Isabella De Clio** il lavoro è sempre stato tutto. Ma adesso sta cominciando a non bastarle più. La solitudine può diventare pesante, soprattutto se non si riesce a scordare chi un giorno ti ha rubato il cuore. Per fortuna un nuovo mistero è pronto a farle dimenticare la sua situazione sentimentale: una recente scoperta di **papiri **attribuibili ad **Archimede**, rinvenuti durante degli scavi, la spinge ad avvicinarsi all’importante **codex rescriptus** di età medievale, ritenuto per molto tempo solo un libro di preghiere che nasconde però molte sorprese…
Isabella si troverà così a dover districare un intreccio che interseca passato e presente: da un lato il famoso scienziato impegnato alla difesa di **Siracusa **sotto l’assedio dei Romani, guidati dal **console Claudio Marcello**, dall’altro un tesoro dal valore inestimabile, morti misteriose e intrighi molto più grandi di lei. 
Sarà proprio grazie a questa nuova, azzardata, indagine, però, che Isabella scoprirà di non essere poi sola come credeva…
Dopo *La ladra di ricordi *e *II terzo relitto*, **Barbara Bellomo** torna con un frizzante mix di presente e storia antica in un romanzo carico di emozioni e avventura, ambientato in una radiosa Sicilia. 

**
### Sinossi
**La corona d’oro di Archimede e due morti sospette. Un mix irresistibile per Isabella De Clio, professione archeologa.**
Per la giovane archeologa siciliana **Isabella De Clio** il lavoro è sempre stato tutto. Ma adesso sta cominciando a non bastarle più. La solitudine può diventare pesante, soprattutto se non si riesce a scordare chi un giorno ti ha rubato il cuore. Per fortuna un nuovo mistero è pronto a farle dimenticare la sua situazione sentimentale: una recente scoperta di **papiri **attribuibili ad **Archimede**, rinvenuti durante degli scavi, la spinge ad avvicinarsi all’importante **codex rescriptus** di età medievale, ritenuto per molto tempo solo un libro di preghiere che nasconde però molte sorprese…
Isabella si troverà così a dover districare un intreccio che interseca passato e presente: da un lato il famoso scienziato impegnato alla difesa di **Siracusa **sotto l’assedio dei Romani, guidati dal **console Claudio Marcello**, dall’altro un tesoro dal valore inestimabile, morti misteriose e intrighi molto più grandi di lei. 
Sarà proprio grazie a questa nuova, azzardata, indagine, però, che Isabella scoprirà di non essere poi sola come credeva…
Dopo *La ladra di ricordi *e *II terzo relitto*, **Barbara Bellomo** torna con un frizzante mix di presente e storia antica in un romanzo carico di emozioni e avventura, ambientato in una radiosa Sicilia.

Il pericolo e il piacere

Si mette davvero male per Colin Eversea, seduttore impenitente e ribaldo incallito. Famigerato per la sua capacità di tirarsi fuori da qualsiasi guaio, questa volta la fortuna gli ha voltato le spalle. Ironia della sorte, l’affascinante Colin sale al patibolo per un crimine che non ha commesso. Ma a pochi passi dalla forca qualcuno gli infila un sacco in testa e, nel caos generale, lo trascina via. Opera del più inaspettato dei rapitori: la splendida Madeleine Greenway, filibustiera per tutte le stagioni. Colin potrebbe essere caduto dalla padella nella brace, ma qualcuno cerca di uccidere Madeleine e i due decidono di unire le forze per scoprire chi sta tramando contro di loro. Senza immaginare di imboccare, al tempo stesso, la strada della passione.

Il perdono

Le mattine di sole nell’accogliente campagna toscana hanno reso piú dolce la vita di Eleonora. Da quando si è trasferita nell’agriturismo di Emanuele, ha per la prima volta sentito di appartenere a un luogo, e a un uomo. Lui sa far vibrare ogni corda del suo desiderio, anche la piú inconfessabile, e le ha offerto un nido dove trovare pace. Ma Eleonora non può trovare pace, perché nel suo cuore c’è anche un altro uomo, Alessandro, che per giunta è il fratello minore del suo compagno. Il fragile equilibrio si rompe quando Emanuele tradisce la fiducia di Eleonora. Lei reagisce scappando, come fa da sempre. Per troppi anni è fuggita da sé stessa, dall’offesa imperdonabile della mancanza d’amore. Ora però è arrivato il momento di fare i conti con il passato, per quanto doloroso. È arrivato il momento di capire, di scegliere. Forse il suo corpo sa già la verità, perché il corpo sa tutto.

(source: Bol.com)

Il peperoncino

Ricette, sfizi, segreti, rimedi naturali, storia, miti e scienza 500 preziosi consigli su come, quando e per cosa usarlo Cucinare, curarsi, coccolarsi, innamorarsi col peperoncino. La spezia rossa e piccante più diffusa al mondo esalta i sapori e in cucina non conosce limiti: primi, secondi, antipasti, e poi dolci, liquori, aperitivi, sottaceti… Insomma, il peperoncino è sempre pronto a donare qualità e virtù. È un rimedio naturale che ha una storia antica. È ricco di vitamine e ha un forte potere antiossidante. Viene usato per le diete, attenua malesseri, ridona energia, cura la bellezza, è un portafortuna che conduce al sorriso, un elisir d’amore ed erotismo. Ecco oltre 500 preziosi consigli su come, quando e per cosa usarlo. E ciascuno trovi il suo peperoncino! Lorena FioriniAretina di nascita, vive a Roma. Laureata in psicologia, collabora con alcuni periodici, è presidente dell’Associazione culturale Scrivi la tua storia e del premio letterario Donne tra ricordi e futuro. Insegna scrittura creativa. Autrice di diversi libri di enogastronomia, per la sua attività di scrittrice ha ricevuto attestati e premi (tra i quali il premio Spazio Donna, Firenze, A tavola sulla spiaggia, Alberoandronico). Con la Newton Compton ha pubblicato i ricettari Il peperoncino, Il grande libro del pane, Mele e torte di mele e Le incredibili virtù degli agrumi.

(source: Bol.com)

Il patto sporco

La testimonianza del pm più minacciato d’Italia.
Le verità che molti volevano nascondere.

“Chiediamoci perché politica, istituzioni, cultura, abbiano avuto
bisogno delle parole dei giudici per cominciare finalmente
a capire… Un manipolo di magistrati e di investigatori
ha dimostrato di non aver paura a processare lo Stato.
Ora anche altri devono fare la loro parte.”
Nino Di Matteo

“Volevo che nelle pagine di questo libro parlasse il magistrato,
parlasse l’uomo, protagonista e testimone
di un processo destinato a lasciare il segno.”
Saverio Lodato

Gli attentati a Lima, Falcone, Borsellino, le bombe a Milano, Firenze, Roma, gli omicidi di valorosi commissari di polizia e ufficiali dei carabinieri. Lo Stato in ginocchio, i suoi uomini migliori sacrificati. Ma mentre correva il sangue delle stragi c’era chi, proprio in nome dello Stato, dialogava e interagiva con il nemico.
La sentenza di condanna di Palermo, contro l’opinione di molti “negazionisti”, ha provato che la trattativa non solo ci fu ma non evitò altro sangue. Anzi, lo provocò. Come racconta il pm Di Matteo a Saverio Lodato in questa appassionata ricostruzione, per la prima volta una sentenza accosta il protagonismo della mafia a Berlusconi esponente politico, e per la prima volta carabinieri di alto rango, Subranni, Mori e De Donno, sono ritenuti colpevoli di aver tradito le loro divise. Troppi i non ricordo e gli errori di politici e forze dell’ordine dietro vicende altrimenti inspiegabili come l’interminabile latitanza (43 anni!) di Provenzano, la cattura di Riina e la mancata perquisizione del suo covo, il siluramento del capo delle carceri, Nicolò Amato, la sospensione del carcere duro per 334 boss mafiosi.
Anni di silenzi, depistaggi, pressioni ai massimi livelli (anche dell’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano), qui documentati, finalizzati a intimidire e a bloccare le indagini. Ora, dopo questa prima sentenza che si può dire storica, le istituzioni appaiono più forti e possono spazzare via per sempre il tanfo maleodorante delle complicità e della convivenza segreta con la mafia.

(source: Bol.com)

Il patto dei penitenti grigi

La Firenze di Lorenzo de’ Medici, Pico della Mirandola, Marsilio Ficino e Leonardo da Vinci. Qui Mauricio Coloma dovrà fronteggiare pericolosi cospiratori e rischiare la vita, prima di scoprire quale grande potere si nasconda dietro l’anello che la sua famiglia si tramanda da generazioni. In punto di morte il padre glielo ha donato rivelandogli un segreto: non è cristiano di nascita, ma ebreo convertito. I Coloma discendono dal rabbino Abraham Abulafia e da tempo custodiscono quell’anello di smeraldo su cui sono incise le parole Luz, luz, mas luz. Sconvolto, Mauricio lascia la natia Spagna alla volta dell’Italia, nella speranza di vendere il gioiello e rifarsi una vita a Firenze. Appena giunto in città, non solo riesce ad arrivare al cospetto del Magnifico e a offrirgli la pietra preziosa, ma lo salva addirittura dalla congiura de’ Pazzi. Il ragazzo si guadagna così un posto alla corte fiorentina, e riceve da Lorenzo un incarico di prestigio nella banca di famiglia. Sembra un nuovo inizio: per Mauricio si spalancano le porte del palazzo dei Medici, dove entra in contatto con i più grandi artisti e uomini di scienza dell’epoca. Eppure inquietanti pericoli incombono su di lui e sul Magnifico: l’ascesa del terribile Savonarola, le invidie di tanti nobili fiorentini… Ma chi sono i congiurati che vogliono la rovina di Lorenzo e di Mauricio? Quali poteri possiede lo smeraldo di cui tutti vogliono a ogni costo impossessarsi? Quali misteri cela la sua criptica iscrizione?
**

Il patto dei giusti: Un’avventura di Cotton Malone

31 dicembre 1936. Seppur a malincuore, il presidente Roosevelt è costretto ad approvare la costruzione di un nuovo, immenso museo, destinato ad accogliere la collezione di dipinti di Andrew Mellon, ex segretario del Tesoro degli Stati Uniti. Ma l’opposizione di Roosevelt non ha nulla a che fare con l’arte, è Andrew Mellon di cui il presidente ha paura. Quel progetto faraonico, infatti, è solo una facciata per nascondere un pericoloso segreto… Venezia, oggi. Doveva essere una missione semplice. Imbarcarsi su una nave in partenza per una crociera nel Mediterraneo e sorvegliare Paul Larks, ex funzionario del dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, sospettato di aver sottratto alcuni documenti top secret. Quando Stephanie Nelle gli aveva proposto l’incarico, a Cotton Malone era quasi sembrata una vacanza. Tuttavia, una volta arrivato a Venezia, Malone è costretto a ricredersi: nel giro di poche ore, viene coinvolto in una sparatoria, catturato e sedato. Non appena riprende i sensi, Malone si ritrova in una camera vuota: impugna una pistola e accanto a lui c’è il cadavere di Larks. Chi l’ha ucciso? E perché vuole far ricadere la colpa su di lui? Per salvarsi la vita, Malone deve scoprire la verità. Anche a costo di svelare un segreto che potrebbe mettere gli Stati Uniti in ginocchio…
**Steve Barry** è autore della serie “*Le avventure di Cotton Malone*”:
1 – *L’ultima cospirazione*
2 – *Le ceneri di Alessandria*
3 – *L’ombra del leone*
4 – *La tomba di ghiaccio*
5 – *Il tesoro dell’Imperatore*
6 – *L’esercito fantasma*
7 – *Il sigillo dei traditori*
8 – *Le chiavi del potere*
9 – *La congiura del silenzio*
10 – *Il patto dei giusti*
**
### Sinossi
31 dicembre 1936. Seppur a malincuore, il presidente Roosevelt è costretto ad approvare la costruzione di un nuovo, immenso museo, destinato ad accogliere la collezione di dipinti di Andrew Mellon, ex segretario del Tesoro degli Stati Uniti. Ma l’opposizione di Roosevelt non ha nulla a che fare con l’arte, è Andrew Mellon di cui il presidente ha paura. Quel progetto faraonico, infatti, è solo una facciata per nascondere un pericoloso segreto… Venezia, oggi. Doveva essere una missione semplice. Imbarcarsi su una nave in partenza per una crociera nel Mediterraneo e sorvegliare Paul Larks, ex funzionario del dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, sospettato di aver sottratto alcuni documenti top secret. Quando Stephanie Nelle gli aveva proposto l’incarico, a Cotton Malone era quasi sembrata una vacanza. Tuttavia, una volta arrivato a Venezia, Malone è costretto a ricredersi: nel giro di poche ore, viene coinvolto in una sparatoria, catturato e sedato. Non appena riprende i sensi, Malone si ritrova in una camera vuota: impugna una pistola e accanto a lui c’è il cadavere di Larks. Chi l’ha ucciso? E perché vuole far ricadere la colpa su di lui? Per salvarsi la vita, Malone deve scoprire la verità. Anche a costo di svelare un segreto che potrebbe mettere gli Stati Uniti in ginocchio…
**Steve Barry** è autore della serie “*Le avventure di Cotton Malone*”:
1 – *L’ultima cospirazione*
2 – *Le ceneri di Alessandria*
3 – *L’ombra del leone*
4 – *La tomba di ghiaccio*
5 – *Il tesoro dell’Imperatore*
6 – *L’esercito fantasma*
7 – *Il sigillo dei traditori*
8 – *Le chiavi del potere*
9 – *La congiura del silenzio*
10 – *Il patto dei giusti*

Il patrono delle Arti

Prassitele usava lo scalpello per le sue statue. Lo strumento di Mike Cilento è invece il sensatron, un cubo a facce tridimensionali. Le sue creazioni artistiche sono il risultato del convergere di una tecnologia fantastica con un vero e proprio culto dell’erotismo. Proprio l’erotismo, d’altra parte, sembra ormai diventato l’unico rifugio possibile in un mondo sovrappopolato e ai limiti della carestia cronica. Un giorno Mike scompare. E con lui scompare Madelon, la bella moglie di Brian Thorne, un multimiliardario play boy per noia e talent scout per vocazione. Unica traccia il sensatron di Mike… Le ricerche della coppia scomparsa non approdano a nulla e Mike, «per dimenticare», pianta gli affari e vola su Marte. Qui non solo incontra la «principessa» Nova, ma anche una sequela di guai a non finire. Brian, una sorta di sintesi futura fra Casanova e Lorenzo il Magnifico, è costretto ad emulare James Bond: affronterà sicari, liquiderà il suo impero finanziario, sarà salvato dal Palazzo delle Stelle e inciamperà in un misterioso affresco marziano. La vicenda passa dalle cadenze lente e sensuali di un balletto ai ritmi concitati del miglior romanzo d’azione, col respiro delle più fortunate space opera della fantascienza. La meta finale di Brian e Nova diventa l’Eden misterioso in cui sono finiti Mike e Madelon. E la chiave per aprire il cancello dell’Eden sta forse nella dimenticata saggezza della scomparsa civiltà di Marte.

Il pastore d’Islanda

Il Natale può essere festeggiato in tanti modi, ma Benedikt ne ha uno tutto suo: ogni anno la prima domenica d’Avvento si mette in cammino per portare in salvo le pecore smarrite tra i monti, sfuggite ai raduni autunnali delle greggi. Nessuno osa sfidare il buio e il gelo dell’inverno islandese per accompagnarlo nella rischiosa missione, o meglio nessun uomo, perché Benedikt può sempre contare sull’aiuto dei suoi due amici più fedeli: il cane Leó e il montone Roccia. Comincia così il viaggio dell’inseparabile terzetto, la «santa trinità», come li chiamano in paese, attraverso l’immenso deserto bianco, contro la furia della tormenta che morde le membra e inghiotte i contorni del mondo, cancellando ogni certezza e ogni confine tra la terra e il cielo. È qui che Benedikt si sente al suo posto, tra i monti dove col tempo ha sepolto i suoi sogni insieme alla paura della morte e della vita, nella solitudine che è in realtà «la condizione stessa dell’esistenza», con il compito cui non può sottrarsi e che porta avanti fiducioso, costi quel costi, in un continuo confronto con gli elementi e con se stesso, per riconquistare un senso alla dimensione umana. Nella sua semplicità evocativa, Il pastore d’Islanda è il racconto di un’avventura che diventa parabola universale, un gioiello poetico che si interroga sui valori essenziali dell’uomo, un inno alla comunione tra tutti gli esseri viventi. Esce per la prima volta in Italia un classico della letteratura nordica che ha fatto il giro del mondo e sembra aver ispirato Hemingway per “Il vecchio e il mare”, considerato in Islanda il vero canto di Natale.
**

Il passo successivo

******«Ueli Steck è stato uno dei migliori scalatori di tutto il mondo negli ultimi quindici anni.» Reinhold Messner**
**«Lui era un campione, nello sport e nella vita. Considero l’aver vissuto alcune esperienze con lui un tesoro che la vita mi ha regalato.» Simone Moro**
Ueli Steck, soprannominato «Swiss machine», è morto in Himalaya il 30 aprile 2017 all’età di quarantun anni. Fuoriclasse dell’alpinismo contemporaneo, fatto di velocità e free soloing, si stava allenando per compiere la traversata Everest-Lhotse, da solo e nel più puro stile alpino.
Ogni sua impresa era preceduta da una preparazione meticolosa, e niente lasciava Ueli Steck soddisfatto come l’aver saputo valutare al meglio il pericolo. Quando il 17 novembre 2015 stabilì un incredibile record di velocità salendo la Nord dell’Eiger in due ore e ventidue minuti, disse che più del record era felice per non essersi mai «trovato in situazioni di rischio».
Ma Steck era anche consapevole del fatto che «non importa quanto si è preparati, quando si va in montagna c’è sempre la possibilità che succeda qualcosa, e forse è proprio questo aspetto che rende l’alpinismo tanto affascinante».
Nel *Passo successivo*, Steck riflette con straordinaria onestà intellettuale sulle ragioni profonde che lo hanno portato a tentare avventure «impossibili», come la salita in ventotto ore della parete Sud dell’Annapurna, e alle sensazioni che hanno seguito il suo successo: euforia, certamente, ma anche un senso di vuoto, di solitudine, di paura a posteriori. Emozioni che però ha sempre superato per andare incontro a nuove sfide. Perché questa era la sua passione e la sua natura.
E per questo sarà ricordato.
**
### Sinossi
******«Ueli Steck è stato uno dei migliori scalatori di tutto il mondo negli ultimi quindici anni.» Reinhold Messner**
**«Lui era un campione, nello sport e nella vita. Considero l’aver vissuto alcune esperienze con lui un tesoro che la vita mi ha regalato.» Simone Moro**
Ueli Steck, soprannominato «Swiss machine», è morto in Himalaya il 30 aprile 2017 all’età di quarantun anni. Fuoriclasse dell’alpinismo contemporaneo, fatto di velocità e free soloing, si stava allenando per compiere la traversata Everest-Lhotse, da solo e nel più puro stile alpino.
Ogni sua impresa era preceduta da una preparazione meticolosa, e niente lasciava Ueli Steck soddisfatto come l’aver saputo valutare al meglio il pericolo. Quando il 17 novembre 2015 stabilì un incredibile record di velocità salendo la Nord dell’Eiger in due ore e ventidue minuti, disse che più del record era felice per non essersi mai «trovato in situazioni di rischio».
Ma Steck era anche consapevole del fatto che «non importa quanto si è preparati, quando si va in montagna c’è sempre la possibilità che succeda qualcosa, e forse è proprio questo aspetto che rende l’alpinismo tanto affascinante».
Nel *Passo successivo*, Steck riflette con straordinaria onestà intellettuale sulle ragioni profonde che lo hanno portato a tentare avventure «impossibili», come la salita in ventotto ore della parete Sud dell’Annapurna, e alle sensazioni che hanno seguito il suo successo: euforia, certamente, ma anche un senso di vuoto, di solitudine, di paura a posteriori. Emozioni che però ha sempre superato per andare incontro a nuove sfide. Perché questa era la sua passione e la sua natura.
E per questo sarà ricordato.