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Il Preludio A Dune 4: Vendetta Harkonnen

Sul pianeta Ix si sta tentando di realizzare il piano segreto dell’imperatore Shaddam: produrre sinteticamente la favolosa spezia originaria di Dune, il melange. Un risultato del genere darebbe all’impero un enorme vantaggio sulla Gilda Spaziale. Intanto in conte Vernius – deposto e costretto all’esilio dai tleilaxu – si prepara a vendicarsi di Shaddam, che con le sue truppe scelte ha favorito l’invasione di Ix. Nella base segreta situata nella regione antartica di Dune, Vernius conosce il giovane Liet, figlio del planetologo Pardot Kynes impegnato a modificare l’ecologia desertica del pianeta. A lui chiede aiuto per mimetizzare meglio la base, sfruttando le tecniche dei fremen o uomini liberi. Un nuovo capitolo della grande avventura interstellare…

Il Prato Di Camomilla

Cinque ragazzi, cugini tra loro, si ritrovano a casa degli zii Richard e Helen in Cornovaglia per la loro tradizionale vacanza estiva. È il 1939 e la vacanza finisce bruscamente con lo scoppio della guerra, che segna in modo irrevocabile l’esistenza di tutti. Oliver, diciannovenne e di ritorno dalla guerra di Spagna, è cambiato in tutto tranne che nel disperato amore per Calypso, bellissima ma avida e apparentemente incapace di amare. Polly e suo fratello Walter si trovano a vivere da soli a Londra e la loro casa diventa il punto di passaggio di giovani e vecchi; e Sophie, la piccolina del gruppo e orfana dalla nascita, deve continuare a vivere con gli zii, che la tollerano ma certo non la amano. La paura quotidiana della morte, l’incertezza del domani invece di rinchiudere le persone in una dimensione familiare, provoca in giovani e vecchi un’insaziabile curiosità per tutto. Alternando scene degli anni di guerra a scene ambientate negli anni Ottanta il romanzo ci permette di seguire la vita dei protagonisti uniti da perdite e amori, da legami famigliari e da amici. Ciascuno di loro cresce non solo per sopravvivere ma per rimanere fedele a se stesso e a coloro che ama.

IL POZZO DI SHIUAN

Morgaine, una eroina singolare e affascinante dedita a un compito molto arduo: distruggere le Porte, i dispositivi capaci di trasportare istantaneamente le persone attraverso i mondi che sono stati costruiti dall’antica razza dei Qhal e che ora rischiano di lacerare la struttura dell’intero continuum spazio-temporale. E per scongiurare la definitiva distruzione della civiltà, Morgaine vaga di mondo in mondo per richiudere le Porte, abbandonate dai Qhal quando questi sono misteriosamente svaniti. Il pozzo di Shiuan è la storia delle nuove avventure di Morgaine e del suo scudiero Nhi Vanye, l’uomo fiero e orgoglioso esiliato dal suo clan, ma è anche la storia di un pianeta condannato dall’arrivo di un nuovo satellite, un pianeta di terribili maree e inondazioni e di spaventosi terremoti, la cui gente ha soltanto due possibilità: morire assieme al suo mondo o fuggire attraverso le Porte.La Saga della Regina Morgaine è composta da quattro episodi, di cui i primi tre sono stati pubblicati in Italia: La Porta Di Ivrel, Il Pozzo Di Shiuan e I Fuochi Di Azeroth.

Il Potere Della Luce Che Cura

regala energia illuminando la nostra vita
Oggi trascorriamo circa il 90 per cento del nostro tempo in spazi chiusi, spostandoci tra case buie e uffici con i neon, spesso connessi a computer e smartphone che emettono una luce blu dannosa per gli occhi. Ma biologicamente siamo ancora programmati per rispondere agli stimoli della luce solare, che detta i tempi di sonno-veglia e regola molti processi chimicofisici del nostro corpo. Perdere il contatto con la normale alternanza di giorno e notte, sostituendola con fonti artificiali inadeguate, manda in tilt l’organismo: disturbi alimentari e dell’umore, insonnia, deficit di attenzione, mal di testa, spossatezza, irritabilità sono tutti riconducibili a una privazione cronica di luce naturale. Da anni nei Paesi del Nord hanno adottato con successo strategie per compensare questa mancanza e recuperare il nostro bioritmo. In questo libro, Karl Ryberg, uno dei massimi esperti internazionali in fotobiologia terapeutica, consiglia quali sono le fonti luminose e i colori più efficaci, in base alle stanze e alle funzioni, per ricreare le condizioni degli ambienti naturali; suggerisce come ottimizzare i benefici dell’esposizione al sole, senza incorrere in rischi per la pelle; indica come prevenire l’affaticamento e i cali di vista. Dallo yoga per gli occhi alla ‘dieta dei fotoni’, semplici ma efficaci soluzioni per reimpostare dolcemente il nostro orologio interno, ritrovando l’energia e il benessere.

(source: Bol.com)

Il posto della scienza

Qual è il ruolo della scienza nella società contemporanea? Questa domanda ritorna periodicamente nel dibattito pubblico, che si parli di biotecnologie, di fisica nucleare o di matematica finanziaria. Si tratta di una domanda antica, che ha spesso diviso il mondo tra fautori e detrattori del pensiero scientifico e che nel nostro paese, in particolare, ha visto la forte contrapposizione tra un fronte idealista e religioso da un lato e uno positivista e pragmatista dall’altro. È sorprendente dunque che in un dibattito così serrato non siano mai stati pubblicati in italiano i due contributi cruciali che proponiamo in questo volume, scritti da Thorstein Veblen tra il 1906 e il 1908, nel contesto tumultuoso della seconda industrializzazione. Oggi questo libro svela un Veblen inedito, non economista ma epistemologo, il cui acume ha ancora molto da insegnarci.

Il porto delle nebbie

«Una donna disposta a sfruttare se stessa, corpo e anima, senza restrizioni, senza scrupoli morali e senza misticismo, è una forza della natura paragonabile al­l’elettricità, di cui si governano i capricci senza mai penetrarne il mistero originario»: è questa, per quanto «scandalosa» e «immorale» possa sembrare (e al­l’e­poca la stampa non mancò di rimarcarlo), la conclusione alla quale giunge l’autore sulla soglia dell’epilogo del “Porto delle nebbie”. Ma tant’è: dei cinque personaggi che il destino fa incontrare, una notte di neve, in una bettola di Mont­martre (quel Lapin Agile che solo molti anni dopo diventerà famoso), l’unica a cavarsela davvero sarà Nelly, la fille de cabaret «al tempo stesso candida e furba» che finora non ha fatto altro che passare «attraverso l’esisten­za come una foglia morta, una foglia bionda spazzata dal vento». Al termine della memorabile notte trascorsa al Lapin Agile, dove sono stati costretti ad affrontare a colpi di pistola una banda di malviventi acquattati nel buio, i quattro uomini – il giovane squattrinato che aspetta un’avventura da «acchiappare al volo», il disertore della marina coloniale, il pittore tedesco che intuisce la presenza della morte nei luoghi che dipinge e l’inquietante macellaio dalle «terribili mani» – si avvieranno tutti verso un destino variamente funesto, mentre Nelly andrà incontro alla vita con passo da «conquistatrice». È stato Céline, nel 1938, a scrivere su Mac Orlan parole de­finitive: «Aveva già visto tutto, capito tutto, inventato tutto».

Il popolo invisibile

Questo classico è il viaggio tra il mondo dei vivi e dei morti, e l’eterno potere dell’amore.
Michael Morgan non era preparato a morire, ma il suo funerale si svolse lo stesso. Intrappolato nel buio limbo tra la vita e la morte in veste di fantasma, cerca il modo di fuggire. Invece, scopre la bellissima Laura…e un amore più forte dei confini tra tomba e il mondo degli spiriti.

Il Popolo Del Cielo

Non molto tempo fa, ebbi il piacere di sedere a tavola insieme all’illustre pensatore scientifico Harrison Brown, e di raccontargli come, senza vergogna, avessi saccheggiato la sua opera.
In particolare, circa una ventina di anni prima lui aveva pubblicato un libro anticipatore, La sfida del futuro dell’uomo.
A quel tempo, ripensandoci sopra, presi in considerazione un elemento mitigatore che era stato messo in evidenza da L. Sprague de Camp e da altri. Una catastrofe a livello mondiale probabilmente non produrrebbe una perdita di conoscenza a livello mondiale e permanente. Semplicemente, in giro ci sono troppi libri (e vale la pena di notare che quando, nel passato, perirono le società, la loro arte e la letteratura scomparvero magari per sempre, del tutto o in parte, ma raramente andò perduta una quantità significativa della loro tecnologia). Alla fine qualcuno si servirebbe di quelle informazioni per ricostruire… Benché, come spiegava il dottor Brown, il risultato dovrebbe essere per forza una civiltà fondata su poca energia e magre risorse.
E la sua gente non penserebbe come pensiamo noi oggi. In effetti, è probabile che nascerebbero parecchie nuove culture, estranee l’una all’altra. Potrebbero raggiungere la piena conoscenza? Pur con tutti i vantaggi che abbiamo, noi che oggi viviamo sulla Terra non ci siamo poi avvicinati troppo a quest’obiettivo.

Il ponte a tre archi

Albania, 1377. Un poveretto, Gjelosh l’idiota, è in preda a una crisi epilettica sulle rive dell’Uyana, un fiume considerato portatore di sventura. Un tale che si dichiara veggente, confuso tra la folla testimone di quel fatto inconsueto, interpreta le convulsioni come un segno divino e chiede che in quello stesso punto venga costruito un ponte di pietra. Per sfatare l’alone di mistero cresciuto nel frattempo intorno alla vicenda, il monaco Gjon s’incarica di raccontare la vera storia del ponte, ma deve affrettarsi, poiché i tempi sono torbidi e l’avvenire incerto. Egli narra che la costruzione fu lunga, laboriosa e difficile, punteggiata di strani avvenimenti, perché cantastorie ambulanti diffondevano bizzarre ballate, emissari d’una potenza straniera lusingavano con promesse di denaro un principe venale e credulone, una perfida mano distruggeva di notte quanto era stato costruito di giorno e, infine, per portare a termine il ponte fu necessario murare vivo un uomo in uno dei suoi pilastri…
Cantore del destino della sua patria, Ismail Kadaré esamina in questo romanzo le relazioni tra realtà e leggenda, per dimostrare quanto vi è di falso nell’evidenza e di vero nella dissimulazione; in questo caso, per descrivere lo sfruttamento delle superstizioni popolari, da parte di chi detiene il potere, a proprio vantaggio: qui, addirittura, per giustificare un omicidio. Ma in questo maestro dell’allegoria e della metafora tutto si colloca in una realtà più vasta, e i disgraziati eventi legati, con i loro presagi funesti, alla costruzione del ponte simboleggiano una terribile minaccia che si profila all’orizzonte: l’invasione della sventurata Albania da parte dei turchi. A poco a poco, le ombre dei loro minareti si allungano sulla «terra delle aquile». È l’inizio di una tirannia che durerà per secoli.

Il pomeriggio di un piastrellista

È un grigio mattino di novembre quando Torsten Bergman, anziano piastrellista di Uppsala in pensione, viene chiamato da un amico a finire un lavoro che è stato lasciato a metà da altri in una misteriosa casa in via di ristrutturazione. Un lavoro che si prospetta non troppo impegnativo e che potrebbe aiutarlo a risolvere qualche problema finanziario. Senza sapere bene quale sia il suo compito, né per chi lo debba svolgere, accetta l’offerta e si mette all’opera. Ma in quella strana abitazione compaiono, tra sogno e realtà, curiosi personaggi che popolano le stanze con le loro storie e si mescolano ai ricordi che affiorano da un lontano passato. Torsten ripercorre così le tappe di un’esistenza segnata da fallimenti e perdite che lo hanno portato a ritirarsi ai margini della società, ma che forse segnano la storia di ogni vita.

Il più grande spettacolo della terra. Perché Darwin aveva ragione

Nel 1859 “L’origine delle specie” di Charles Darwin scosse il mondo dalle fondamenta. Darwin sapeva benissimo che la sua teoria dell’evoluzione avrebbe provocato un terremoto, ma non avrebbe mai potuto immaginare che, un secolo e mezzo dopo, la controversia avrebbe continuato a infuriare. L’evoluzione è considerata un “fatto” da tutti gli scienziati autorevoli, e per la verità anche dai teologi più illuminati, eppure milioni di persone continuano a negarla o per ignoranza o per obbedienza a una religione, con risultati inquietanti. Richard Dawkins si inserisce nel dibattito in corso e fornisce un’esauriente panoramica delle prove scientifiche dell’evoluzionismo, prendendo in esame le varie discipline, dalla chimica alla biologia, dall’embriologia alla paleontologia, e le moderne strumentazioni che contribuiscono a confermare sotto molteplici profili la realtà dell’evoluzione e, dopo aver sfatato la leggenda degli anelli mancanti (in realtà ne mancano sempre meno…), conduce il lettore lungo l’affascinante itinerario di studi aperto da Darwin. E lo fa scavando in una miniera di evidenze scientifiche: analizza gli esempi viventi di selezione naturale e i reperti fossili, gli orologi naturali che hanno segnato le tappe del lungo processo evolutivo e le complesse fasi di sviluppo dell’embrione, le dinamiche della tettonica a placche e i meccanismi della genetica molecolare.

Il piccolo negozio della felicità hygge

L’hygge mania diventa un imperdibile romanzo

È autunno nella cittadina di Yulethorpe, e una pioggerella gelata scende da giorni. A rendere ancora più tristi gli animi arriva la notizia che l’ultima bottega del centro, l’adorabile negozietto di giocattoli della signora Louisa, sta per chiudere i battenti. Per Yulethorpe sarà un inverno più gelido del solito, ma la speranza ha il volto di un angelo biondo di nome Clara Kristensen. In paese per una vacanza, la ragazza è il ritratto della salute e della felicità. In lei tutto è hygge, come dicono i danesi: è allegra, solare, con un senso profondo della famiglia, ama le candele profumate, i bambini, i cani e i libri. Clara si rimbocca le maniche e rivoluziona il negozio, trasformandolo in un luogo magico e accogliente. In mezzo all’entusiasmo che ha contagiato grandi e piccini, però, salta fuori Joe. È il figlio della proprietaria, un tipo tutto business, sposato con il suo smartphone, e teme che quella di Clara sia una manovra per mettere le mani sugli affari della madre. Del resto, nessuno si darebbe tanto da fare solo per restituire il sorriso ai bambini, no? Tra esilaranti malintesi e scontri all’ultimo fendente, riuscirà Clara, con i suoi occhi azzurri e i modi scandinavi, a convincere lo scostante e ruvido Joe che il segreto della felicità non è il denaro?

**L’hygge è la ricetta per la felicità: prepara una cioccolata calda, ritagliati uno spazio tutto per te e goditi la lettura!

Il romanzo romantico e divertente sulla hygge mania

Hanno scritto dei romanzi di Rosie Blake:**

‘Divertente e ben scritto.’
Heat

‘Semplicemente stupendo.’
Fabulous magazine

‘Un romanzo che scalda e mette allegria.’
Hello

Rosie Blake

Ha un superbo ritmo comico e i suoi romanzi sono realistici e totalmente contemporanei. Il piccolo negozio della felicità hygge ha riscontrato un enorme favore da parte di numerosi editori stranieri.

(source: Bol.com)

Il piccolo albergo della felicità

**LA REGINA DELLE CLASSIFICHE INGLESI
UN’AUTRICE DI BESTSELLER ADORATA DAI LETTORI ITALIANI**
**«Un libro brillante, intelligente e profondamente commovente. Lo consiglierò a tutti i miei amici.»**
*Sophie Kinsella*
**«Lucy Dillon non delude mai. I suoi buffi amici a quattro zampe sanno sempre come far tornare il buon umore.»**
*The Sun*
**«Un romanzo che insegna come a volte basti poco per trovare la felicità: l’abbraccio di un amico, aprire il proprio cuore all’amore, un dolce cagnolino sempre fedele accanto a noi.»**
*Daily Mail*
**«Lucy Dillon porta i suoi lettori in un mondo dove, come nelle favole, tutto può sempre succedere davvero.»**
*Publishers Weekly*
Il piccolo albergo ricoperto di edera domina il giardino. Il futuro di Libby riparte da lì. Trasferirsi a Longhampton per gestire la nuova attività non è stato facile, e i lavori di ristrutturazione sono sempre più complicati. E poi c’è un ospite di cui è impossibile liberarsi. Un ospite con due orecchie pelose e un muso sempre in cerca di carezze: è Bob, il cane della suocera. Libby non ha tempo per occuparsi di lui e vorrebbe non averlo sempre tra i piedi. Ma presto scopre che Bob ha una dote speciale: attraverso la pet therapy, aiuta le persone a ritrovare il sorriso. Da allora Libby non può più fare a meno di quegli occhi capaci di leggere nel profondo della sua anima. E tutto all’improvviso appare più semplice. Un giorno, davanti all’albergo, un’auto investe una donna che rimane ferita e perde la memoria. Libby decide di ospitarla, sperando che la vicinanza di Bob possa aiutarla come ha fatto con lei. E la magia si compie. Tra quelle stanze calde e rassicuranti, piano piano i ricordi riaffiorano. L’amicizia con quel cucciolo buffo e invadente dà alla sconosciuta una nuova speranza e il coraggio di rimettere insieme i pezzi della sua vita. Ma quando arriva un uomo che si presenta come il fidanzato della giovane, Bob non si fida di lui. Libby non ha dubbi: il fiuto del suo caro amico non sbaglia mai. Insieme devono mettere in guardia la nuova amica. Perché il passato può nascondere delle ombre. Superarle può essere difficile, ma a volte il destino regala una seconda possibilità: una seconda possibilità per amare, per ritrovare la fiducia, per lasciarsi andare. Bisogna solo avere il coraggio di coglierla. Lucy Dillon è un idolo per i suoi lettori. In Inghilterra i suoi libri volano subito in cima alle classifiche. Dopo il grande successo di Quando nascono i desideri, Piccoli passi di felicità e La libreria degli amori inattesi, l’autrice ci regala una nuova storia con protagonista un simpatico amico a quattro zampe. Quando la vita ti mette alla prova, non avere paura; c’è sempre un musetto in cerca d’affetto pronto a riportare la felicità.
**
### Sinossi
**LA REGINA DELLE CLASSIFICHE INGLESI
UN’AUTRICE DI BESTSELLER ADORATA DAI LETTORI ITALIANI**
**«Un libro brillante, intelligente e profondamente commovente. Lo consiglierò a tutti i miei amici.»**
*Sophie Kinsella*
**«Lucy Dillon non delude mai. I suoi buffi amici a quattro zampe sanno sempre come far tornare il buon umore.»**
*The Sun*
**«Un romanzo che insegna come a volte basti poco per trovare la felicità: l’abbraccio di un amico, aprire il proprio cuore all’amore, un dolce cagnolino sempre fedele accanto a noi.»**
*Daily Mail*
**«Lucy Dillon porta i suoi lettori in un mondo dove, come nelle favole, tutto può sempre succedere davvero.»**
*Publishers Weekly*
Il piccolo albergo ricoperto di edera domina il giardino. Il futuro di Libby riparte da lì. Trasferirsi a Longhampton per gestire la nuova attività non è stato facile, e i lavori di ristrutturazione sono sempre più complicati. E poi c’è un ospite di cui è impossibile liberarsi. Un ospite con due orecchie pelose e un muso sempre in cerca di carezze: è Bob, il cane della suocera. Libby non ha tempo per occuparsi di lui e vorrebbe non averlo sempre tra i piedi. Ma presto scopre che Bob ha una dote speciale: attraverso la pet therapy, aiuta le persone a ritrovare il sorriso. Da allora Libby non può più fare a meno di quegli occhi capaci di leggere nel profondo della sua anima. E tutto all’improvviso appare più semplice. Un giorno, davanti all’albergo, un’auto investe una donna che rimane ferita e perde la memoria. Libby decide di ospitarla, sperando che la vicinanza di Bob possa aiutarla come ha fatto con lei. E la magia si compie. Tra quelle stanze calde e rassicuranti, piano piano i ricordi riaffiorano. L’amicizia con quel cucciolo buffo e invadente dà alla sconosciuta una nuova speranza e il coraggio di rimettere insieme i pezzi della sua vita. Ma quando arriva un uomo che si presenta come il fidanzato della giovane, Bob non si fida di lui. Libby non ha dubbi: il fiuto del suo caro amico non sbaglia mai. Insieme devono mettere in guardia la nuova amica. Perché il passato può nascondere delle ombre. Superarle può essere difficile, ma a volte il destino regala una seconda possibilità: una seconda possibilità per amare, per ritrovare la fiducia, per lasciarsi andare. Bisogna solo avere il coraggio di coglierla. Lucy Dillon è un idolo per i suoi lettori. In Inghilterra i suoi libri volano subito in cima alle classifiche. Dopo il grande successo di Quando nascono i desideri, Piccoli passi di felicità e La libreria degli amori inattesi, l’autrice ci regala una nuova storia con protagonista un simpatico amico a quattro zampe. Quando la vita ti mette alla prova, non avere paura; c’è sempre un musetto in cerca d’affetto pronto a riportare la felicità.

Il Pianoforte Segreto

«*La perseveranza, l’intelligenza e il taoismo hanno portato la pianista Zhu Xiao-Mei dai campi di lavoro della «Rieducazione culturale» di Mao alle Variazioni Goldberg. *»
**Le Monde**
«*Dopo il silenzio e l’assurdità dei campi di lavoro, Bach è stato per Zhu Xiao-Mei una luce abbagliante… Questo memoir è una lettura imprescindibile. *»
**Le Journal de l’animation**
«*Una testimonianza, dura e insieme commossa, di una vita spezzata dalla Rivoluzione culturale cinese. Un inno alla musica e un appello alla speranza. *»
**Famille chrétienne**
Nel ‘68, gli studenti manifestavano sventolando il Libretto rosso del presidente Mao. Nel frattempo, in Cina, la Rivoluzione culturale mieteva vittime proprio tra i giovani. Una di questi, al tempo studentessa di musica, decide pochi anni fa di ignorare l’insegnamento del padre, di «andarsene in silenzio, senza lasciare traccia», e raccontare invece la sua storia, e quella di un’intera generazione di giovani sottoposta a un diffuso lavaggio del cervello e convinta della giustezza di un’ideologia che li costringeva alla delazione e alla denuncia, oltre a togliere loro ogni libertà. Uccidendoli anche nell’anima: commoventi il rimorso, il dolore e il pentimento di Zhu Xiao-Mei per aver creduto alle menzogne del maoismo e avere agito di conseguenza. È anche per «chiedere scusa», che l’autrice scrive, ed è proprio il pentimento, tra i tanti sentimenti contrastanti, ad animare la sua scrittura.
Nata in una di quelle famiglie che al tempo vennero disgregate ed etichettate con il bollo infamante «di cattive origini», cioè di musicisti e intellettuali, Zhu Xiao-Mei viene internata per cinque anni in un campo di rieducazione ai confini con la Mongolia.
La storia di come le note di una fisarmonica risveglino in lei l’amore per la musica e la spingano a procurarsi avventurosamente un pianoforte è raccontata con semplicità, la stessa che aggiunge pathos involontario al resoconto dei mille soprusi perpetrati dai sorveglianti sugli internati.
Il potere salvifico della musica anche in circostanze orribili è un tema trattato diffusamente in letteratura a proposito della Shoah, ma Zhu Xiao-Mei aggiunge una quantità di riflessioni inedite, e racconta il percorso a dir poco accidentato che la porta negli Stati Uniti, le difficoltà che affronta per continuare a studiare pianoforte, per poi approdare a Parigi dove dà il primo concerto, dedicato a Bach. Il compositore che per lei indica una «via» molto simile a quella del Tao.  Suonerà le Variazioni Goldberg ovunque, e la sua esecuzione è diventata un culto.
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### Sinossi
«*La perseveranza, l’intelligenza e il taoismo hanno portato la pianista Zhu Xiao-Mei dai campi di lavoro della «Rieducazione culturale» di Mao alle Variazioni Goldberg. *»
**Le Monde**
«*Dopo il silenzio e l’assurdità dei campi di lavoro, Bach è stato per Zhu Xiao-Mei una luce abbagliante… Questo memoir è una lettura imprescindibile. *»
**Le Journal de l’animation**
«*Una testimonianza, dura e insieme commossa, di una vita spezzata dalla Rivoluzione culturale cinese. Un inno alla musica e un appello alla speranza. *»
**Famille chrétienne**
Nel ‘68, gli studenti manifestavano sventolando il Libretto rosso del presidente Mao. Nel frattempo, in Cina, la Rivoluzione culturale mieteva vittime proprio tra i giovani. Una di questi, al tempo studentessa di musica, decide pochi anni fa di ignorare l’insegnamento del padre, di «andarsene in silenzio, senza lasciare traccia», e raccontare invece la sua storia, e quella di un’intera generazione di giovani sottoposta a un diffuso lavaggio del cervello e convinta della giustezza di un’ideologia che li costringeva alla delazione e alla denuncia, oltre a togliere loro ogni libertà. Uccidendoli anche nell’anima: commoventi il rimorso, il dolore e il pentimento di Zhu Xiao-Mei per aver creduto alle menzogne del maoismo e avere agito di conseguenza. È anche per «chiedere scusa», che l’autrice scrive, ed è proprio il pentimento, tra i tanti sentimenti contrastanti, ad animare la sua scrittura.
Nata in una di quelle famiglie che al tempo vennero disgregate ed etichettate con il bollo infamante «di cattive origini», cioè di musicisti e intellettuali, Zhu Xiao-Mei viene internata per cinque anni in un campo di rieducazione ai confini con la Mongolia.
La storia di come le note di una fisarmonica risveglino in lei l’amore per la musica e la spingano a procurarsi avventurosamente un pianoforte è raccontata con semplicità, la stessa che aggiunge pathos involontario al resoconto dei mille soprusi perpetrati dai sorveglianti sugli internati.
Il potere salvifico della musica anche in circostanze orribili è un tema trattato diffusamente in letteratura a proposito della Shoah, ma Zhu Xiao-Mei aggiunge una quantità di riflessioni inedite, e racconta il percorso a dir poco accidentato che la porta negli Stati Uniti, le difficoltà che affronta per continuare a studiare pianoforte, per poi approdare a Parigi dove dà il primo concerto, dedicato a Bach. Il compositore che per lei indica una «via» molto simile a quella del Tao.  Suonerà le Variazioni Goldberg ovunque, e la sua esecuzione è diventata un culto.