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L’incantatore rinato

Ritorna Harold Shea, il professore che, con la scusa di ampliare i limiti della logica simbolica, si dedica a un’arte pericolosa com’è il viaggiare nelle dimensioni impossibili. Cosa sono le dimensioni impossibili? Universi che non esistono o non dovrebbero esistere. Regni mitici, immaginari, letterari. Chi lo conosce bene, sa che Harold Shea ne ha già visitati parecchi e ci ha rischiato la pelle. Ora, dopo essere stato nell’universo dell’Orlando Furioso, in quello delle saghe nordiche e di Faerie Queene, Harold ritorna per vivere nuove avventure in altrettanti episodi che L. Sprague de Camp ha creato con la sollecita collaborazione di Christopher Stasheff (e le ricerche minuziose di John Maddox Roberts, Holly Lisle e Tom Wham).
Copertina di Paolo Barbieri

L’inafferrabile criminale

Un tentato suicidio, il ricatto di uno strozzino, il tradimento di uno scagnozzo, il fascino di una bellissima soubrette. E, al centro di tutto questo, i gioielli della famiglia Riber, di cui Diabolik vuole impossessarsi.

L’impiccato

Nella residenza dei conti Duvall avviene un omicidio, poi un secondo… e l’ispettore Ginko scopre che il responsabile di tutto l’intrigo è lui, Diabolik. Ma sotto quali spoglie si nasconde questa volta il grande criminale?

L’impero. La battaglia dell’Aquila perduta

**EDIZIONE SPECIALE: CONTIENE UN ESTRATTO DI *****LUNGA VITA ALL’IMPERATORE***
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Un semplice centurione
Un’invasione di barbari
Un romanzo leggenda**
**Marco Valerio Aquila e i suoi uomini sono riusciti a difendere il Vallo di Adriano, ma ora il nuovo governatore romano della Britannia deve sedare la ribellione delle tribù settentrionali, se non vuole rischiare di perdere la provincia. **
I barbari, sotto la guida del loro capo Calgus, hanno messo a ferro e fuoco i territori romani e ridotto i soldati allo stremo delle forze. Per Marco, ora semplice centurione nella prima coorte dei Tungri, la campagna potrebbe rivelarsi doppiamente pericolosa: fa parte dei rinforzi mandati in Britannia ed è circondato da nuovi ufficiali che non hanno alcun motivo per proteggerlo dai pretoriani dell’imperatore. Non solo la spada del nemico, ma anche una parola sconsiderata potrebbe rivelarsi fatale. E i delatori sono molto più vicini di quanto il centurione possa immaginare… Mentre Marco addestra due centurie siriane di arcieri a resistere a una carica dei barbari per poi passare al contrattacco, il prefetto della seconda coorte dei Tungri trama per scoprire il suo segreto. Ora solo un miracolo può salvare Marco e coloro che lo proteggono da una morte senza onore…
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Tattiche militari, turpi tradimenti e scontri sanguinosi nel periodo più feroce dell’impero romano
**
**Hanno scritto dei suoi romanzi:**
«È una lettura fulminante, ti costringe ad andare avanti fino alla fine, con personaggi meravigliosi e una spruzzata di humour nero. Anthony Riches è un eccellente storico e un eccellente scrittore.»
**Conn Iggulden, autore di***** Il soldato di Roma***
«Da esperto di questioni militari, Riches è in grado di portare nelle sue storie elementi drammatici di prima qualità, una narrazione vivida e un realismo storico molto efficace. Terrificanti scene di battaglia, pericolose strategie imperiali, loschi intrighi dei capi delle tribù: un resoconto brutale degli uomini in guerra.»
**Burnley Express**
«Già dalla prima pagina questo scrittore riesce a creare un ritmo acceso e a tenere viva la storia fino al climax finale. Il talento di Riches e la sua scrittura avvincente, capace di tinteggiare in modo così efficace il periodo in cui le azioni si svolgono, lasciano il lettore con il fiato sospeso e in attesa di un sequel. *La spada e l’onore* è un romanzo ricco di suspense e pieno di intrighi e conflitti violenti che non potranno non affascinare il lettore di romanzi storici.»
**Independent Weekly**
**Anthony Riches**
È laureato in Studi militari. Ha lavorato come project manager nel Regno Unito, in Europa, negli Stati Uniti, in Medio e in Estremo Oriente e ora vive con la famiglia nello Hertfordshire. Ha sempre coltivato la passione per la letteratura: ha tenuto nel cassetto il manoscritto di *L’impero. La spada e l’onore* per dieci anni, rielaborando, riscrivendo e approfondendo il testo, fino alla versione che è stata pubblicata con successo in Inghilterra e ha scalato le classifiche in breve tempo. La Newton Compton ha pubblicato *La spada e l’onore*, *La battaglia dell’Aquila perduta* e* Lunga vita all’imperatore*.
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### Sinossi
**EDIZIONE SPECIALE: CONTIENE UN ESTRATTO DI *****LUNGA VITA ALL’IMPERATORE***
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Un semplice centurione
Un’invasione di barbari
Un romanzo leggenda**
**Marco Valerio Aquila e i suoi uomini sono riusciti a difendere il Vallo di Adriano, ma ora il nuovo governatore romano della Britannia deve sedare la ribellione delle tribù settentrionali, se non vuole rischiare di perdere la provincia. **
I barbari, sotto la guida del loro capo Calgus, hanno messo a ferro e fuoco i territori romani e ridotto i soldati allo stremo delle forze. Per Marco, ora semplice centurione nella prima coorte dei Tungri, la campagna potrebbe rivelarsi doppiamente pericolosa: fa parte dei rinforzi mandati in Britannia ed è circondato da nuovi ufficiali che non hanno alcun motivo per proteggerlo dai pretoriani dell’imperatore. Non solo la spada del nemico, ma anche una parola sconsiderata potrebbe rivelarsi fatale. E i delatori sono molto più vicini di quanto il centurione possa immaginare… Mentre Marco addestra due centurie siriane di arcieri a resistere a una carica dei barbari per poi passare al contrattacco, il prefetto della seconda coorte dei Tungri trama per scoprire il suo segreto. Ora solo un miracolo può salvare Marco e coloro che lo proteggono da una morte senza onore…
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Tattiche militari, turpi tradimenti e scontri sanguinosi nel periodo più feroce dell’impero romano
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**Hanno scritto dei suoi romanzi:**
«È una lettura fulminante, ti costringe ad andare avanti fino alla fine, con personaggi meravigliosi e una spruzzata di humour nero. Anthony Riches è un eccellente storico e un eccellente scrittore.»
**Conn Iggulden, autore di***** Il soldato di Roma***
«Da esperto di questioni militari, Riches è in grado di portare nelle sue storie elementi drammatici di prima qualità, una narrazione vivida e un realismo storico molto efficace. Terrificanti scene di battaglia, pericolose strategie imperiali, loschi intrighi dei capi delle tribù: un resoconto brutale degli uomini in guerra.»
**Burnley Express**
«Già dalla prima pagina questo scrittore riesce a creare un ritmo acceso e a tenere viva la storia fino al climax finale. Il talento di Riches e la sua scrittura avvincente, capace di tinteggiare in modo così efficace il periodo in cui le azioni si svolgono, lasciano il lettore con il fiato sospeso e in attesa di un sequel. *La spada e l’onore* è un romanzo ricco di suspense e pieno di intrighi e conflitti violenti che non potranno non affascinare il lettore di romanzi storici.»
**Independent Weekly**
**Anthony Riches**
È laureato in Studi militari. Ha lavorato come project manager nel Regno Unito, in Europa, negli Stati Uniti, in Medio e in Estremo Oriente e ora vive con la famiglia nello Hertfordshire. Ha sempre coltivato la passione per la letteratura: ha tenuto nel cassetto il manoscritto di *L’impero. La spada e l’onore* per dieci anni, rielaborando, riscrivendo e approfondendo il testo, fino alla versione che è stata pubblicata con successo in Inghilterra e ha scalato le classifiche in breve tempo. La Newton Compton ha pubblicato *La spada e l’onore*, *La battaglia dell’Aquila perduta* e* Lunga vita all’imperatore*.

L’impero dell’atomo

Un giorno la maledizione degli Dei, incarnata nella figura di un mutante, si abbatte sulla potente dinastia dei Linn, che da secoli governa incontrastata su miliardi di uomini sparsi tra la Terra, Marte, Venere e Giove. Eppure, sarà proprio questo mutante, Clane, che riuscirà ad aver ragione degli intrighi e dei complotti tesi alla conquista dei potere; ma soprattutto, Clane penetrerà i segreti dell’Atomo asservendoli ai suoi scopi, e riuscirà in tal modo a preservare alla propria Famiglia il dominio dell’Impero dell’Atomo.

L’impeccabile

Un imprenditore avvelenato da un caffè, una bella moglie devota e una miriade di segreti mai svelati… Yoshitaka Mashiba, manager di successo, confessa alla moglie Ayane che sta per lasciarla perché non è in grado di dargli dei figli. Libero da quel legame, potrà ottenere ciò che vuole da Hiromi, la giovane amante, assistente e amica di Ayane. Ma una domenica mattina viene trovato morto, avvelenato da un caffè. Appare subito evidente che non si tratta di suicidio. Tutti i sospetti ricadono sulla moglie, che però ha un alibi di ferro: al momento dell’omicidio si trovava a centinaia di chilometri di distanza. Altri sospettati? Hiromi non ha un movente e per di più è in attesa del bramato erede di Yoshitaka. Nonostante il brillante contributo della giovane agente Utsumi, le indagini non portano a niente, anche perché l’intuito del detective Kusanagi sembra irretito dal fascino raffinato della bellissima, impeccabile Ayane… Perfino il professor Yukawa, lo scienziato che tante volte ha impresso il marchio della razionalità sulle indagini di Kusanagi, fatica a far luce sui torbidi e letali segreti della coppia. Che si tratti davvero del delitto perfetto? L’ impeccabile è Higashino al suo meglio: una trama di ferro che incanterà anche il lettore più esigente e sofisticato.

(source: Bol.com)

L’immoralista – La porta stretta

“L’immoralista” e “La porta stretta” sono due romanzi di ammirevole fattura stilistica che affrontano, da punti di vista differenti, lo stesso problema: nel primo l’esigenza di autorealizzazione di Michel e il suo nichilismo finiscono per uccidere la giovane moglie; nel secondo, Alissa percorre l’opposta strada della rinuncia e dell’ascesi spirituale fino ad annullarsi nella morte. La contraddizione tra le due opere rispecchia esemplarmente il conflitto interiore di Gide e il loro senso finale sembra essere che tanto l’immoralismo, quanto la virtù conducono alla dannazione dell’aridità. Saggiamente, lo scrittore rinuncia a risolvere il contrasto optando per l’ambiguità.

L’ideale della Via

La Via occupa un posto di particolare rilievo nella civiltà giapponese medievale, dando vita, nelle varie forme in cui si manifesta, tra le quali la Via del Guerriero, del Tè, della Poesia, al nucleo fondamentale della cultura che si sviluppò tra i secoli XII e XVII. È il periodo in cui i samurai vennero alla ribalta della scena politica e sociale, e poi anche culturale, prendendo e gestendo il potere effettivo: un’epoca di sanguinose lotte, ma pure di una grande fioritura intellettuale che ha lasciato un segno indelebile persino sulla società giapponese contemporanea. Questo libro ripercorre le principali fasi dello sviluppo dell’ideale della Via, esplorandone la storia e le principali manifestazioni all’interno del pensiero dei samurai, nella poesia e nel Buddhismo. Guerrieri, monaci e poeti sono gli attori principali della scena medievale giapponese: nella pratica della Via, nella sua forma piú elevata, essi sono uniti dall’unico ideale del perfezionamento spirituale.
(source: Bol.com)

L’ho fatto per divertimento

Un hacker, Lulz, crea un finto sito di astrologia per spiare Giulia, catturandone così la confidenza. È un lavoro “sporco”, commissionato dal ragazzo di Giulia, ma diventa ben presto per Lulz un’intrusione, anche sentimentale, così estrema, da spingerlo a provocare i comportamenti della ragazza.
Giulia, alla maturità, incentra la tesina sul “senso della vita” da Leopardi a Beckett, trovando trasparenti analogie con ciò che sta vivendo.
Un thriller sentimentale, una riflessione sul potere manipolatorio della Rete, in cui i personaggi si muovono sul duplice palcoscenico del cyberspazio e del mondo reale.
“Molto attuale l’ossessione tematica giovanile per il potere della rete e della sua tecnologia” (Premio Solinas)
Fulvio Wetzl (Padova, 12 marzo 1953) è un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, montatore, attore e direttore della fotografia italiano. Tra le sue opere principali, ricordiamo:
– Rorret con Lou Castel, Anna Galiena, Massimo Venturiello, Enrica Rosso, Patrizia Punzo (Forum del Festival di Berlino 1988)
– Quattro figli unici con Valentina Holtkamp, Roberto Citran, Mariella Valentini, Ivano Marescotti (Panorama del Cinema Italiano – Festival di Venezia 1992)
– Prima la musica, poi le parole con Andrej Chalimon, Anna Bonaiuto, Jacques Perrin, Amanda Sandrelli, Gigio Alberti, Barbara Enrichi (Giffoni Film Festival in concorso 1999)
– Mineurs – Minatori & minori con Franco Nero, Valeria Vaiano, Antonino Iuorio, Ulderico Pesce, Cosimo Fusco, Dre Steemans, Walter Golia, Tiziano Murano (Giffoni Film Festival Panorama 2007 – Los Angeles, Italia, Film, Fashion and Art Festival 2007)
Antonio Fanelli è un ingegnere elettronico appassionato di informatica e letteratura. Ha collaborato come autore per una rivista internazionale di sicurezza informatica. Nel 2012 pubblica il suo romanzo di esordio “Il mondo di Lulz”. Nel 2014 viene menzionato da Wired Italia come uno dei dieci migliori autori italiani autopubblicati. Nel 2015 pubblica il suo secondo romanzo “Un gioco molto cattivo” con la casa editrice Mondoscrittura.

L’evoluzione creatrice

Come la vita della coscienza, la vita biologica non è una macchina che si ripete sempre identica, ma è continuo e incessante mutamento, è vita sempre nuova che, conservando l’intero passato, cresce su se stessa. Così la nozione fondamentale di evoluzione creatrice permette a Bergson, e a tutto il pensiero del Novecento, di oltrepassare l’opposizione tra meccanicismo e finalismo, tra materia e vita, tra animale e umano. Pubblicata nel 1907, “L’evoluzione creatrice” costituisce un momento di svolta i cui effetti ricadranno ben oltre i limiti della sua disciplina e varranno a Bergson, primo tra i filosofi, il premio Nobel per la Letteratura. La profondità di cui è gravida la sua opera principale – cui si deve il merito, tra gli altri, di rompere i confini fra filosofia, scienza, letteratura e teologia – rende queste pagine, ancora oggi, un punto di partenza ineludibile per immaginare il futuro del pensiero occidentale.

L’Euro: Come una moneta comune minaccia il futuro dell’Europa (Einaudi. Passaggi) (Italian Edition)

Nel 2010 la crisi finanziaria globale del 2008 si è trasformata in una «eurocrisi» che pare lontana dal placarsi, soprattutto per i paesi che condividono la moneta comune euro – l’eurozona. Qui il premio Nobel Joseph E. Stiglitz demolisce il consenso prevalente sulle ragioni che hanno messo all’angolo l’Europa, criticando i campioni dell’austerità e proponendo soluzioni concrete ai problemi legati all’euro. La crisi ne ha infatti messo in luce i limiti. La stagnazione nell’eurozona e le sue fosche prospettive di ripresa sono un diretto risultato della sua sfida fondamentale: la pretesa di far condividere a un gruppo di paesi molto diversi un’unica valuta comune. L’euro è nato imperfetto, con un’integrazione economica che andava piú veloce di quella politica. L’attuale assetto monetario promuove la divergenza piuttosto che la convergenza. L’euro può essere salvato? Dopo aver messo a nudo il mal concepito mandato della Banca centrale europea volto al controllo dell’inflazione, spiegando come le politiche dell’eurozona, specie nei confronti dei paesi in crisi, abbiano ulteriormente esacerbato i difetti della sua progettazione, Stiglitz delinea queste tre possibili vie di uscita: riforme fondamentali della struttura dell’eurozona e politiche economiche da imporre ai paesi membri; un abbandono controllato dell’esperimento dell’euro come unica valuta; oppure un coraggioso nuovo sistema che ha chiamato «l’euro flessibile».
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L’eterna illusione

Dopo aver eliminato il terribile dottor Gaze, Dylan Dog incontra Diane Crane. Dylan è finalmente convinto di aver incontrato la donna della sua vita, con la quale invecchiare insieme. Di punto in bianco però la ragazza scompare e Dylan si convince che sia stata uccisa. Nel frattempo un nuovo assassino, Fallen, si aggira per le strade di Londra, ma pare che solo Dylan riesca a vederlo.

L’età Del Caos

Vista dagli Stati Uniti, l’Italia fa notizia perché è quel piccolo paese dove approdano ondate di disperati, costretti ad attraversare il Mediterraneo per fuggire a devastazioni molteplici: l’avanzata dello Stato Islamico, le guerre civili, la miseria. La Germania è un colosso economico dai piedi d’argilla, prepotente e timida al tempo stesso, incapace di dare all’Europa un progetto nuovo, forte e convincente. La Nato si riarma per far fronte a Vladimir Putin, ma gli europei hanno altro a cui pensare: i figli senza lavoro o sottopagati, i tagli alle pensioni, i servizi pubblici in declino, l’insicurezza sociale.
Non sta molto meglio la ‘mia’ America. Dopo sei anni di crescita, la maggioranza continua a pensare che ‘il paese è sulla strada sbagliata’. Anche qui molti giovani, pur avendo sbocchi professionali migliori dei loro coetanei in Europa, non possono aspirare al tenore di vita dei genitori. Pesa anche la perdita di una missione. La nazione leader non crede più possibile una pax americana nel mondo.
Insomma, siamo i primi testimoni di un evento epocale, la fine del dominio dell’uomo bianco sul pianeta. Il pendolo della storia torna dove l’avevamo lasciato cinque secoli fa, quando il baricentro del mondo era Cindia, l’area più ricca e avanzata, oltre che più popolosa. Ma il pendolo della storia è lento. Siamo ancora in uno di quei periodi instabili e pericolosi in cui l’ordine antico sta franando e del nuovo non c’è traccia.
L’Età del Caos descrive le linee di frattura che attraversano il mondo in cui viviamo e le forze che lo stanno riplasmando, dalla geopolitica all’economia, dall’ambiente alla crisi delle democrazie, dalla rivoluzione tecnologica al ruolo delle potenze emergenti, su tutte Cina e India. C’è una sorta di seduzione del Caos, come principio dinamico e risorsa strategica. Da una parte ci sono le classi dirigenti, i governanti, irrimediabilmente radicati nel passato e incapaci di capire il futuro. Dall’altra le nuove élite, i veri protagonisti dei prossimi decenni: guerriglieri e, per ragioni opposte, creatori di start-up vedono nell’instabilità la loro grande chance. Tanto che nella Silicon Valley il vocabolo più in voga è disruptive, cioè dirompente, distruttivo. Appena smetti di esserlo, e ti siedi sugli allori, sei finito. Dietro di te un altro giovane assatanato sta preparando la tua rovina.
Non c’è da stupirsi, quindi, se per i più giovani, i più trasgressivi, i più creativi tra di noi il Caos è una promessa di illimitate possibilità. Un mondo dove i minuscoli cambiamenti di oggi possono produrre grandi conseguenze domani. Perché vederne, allora, solo il lato negativo?
(source: Bol.com)

L’età classico-romantica: La cultura letteraria in Germania tra Settecento e Ottocento

Da Goethe a Schiller, da Hölderlin a Kleist, i protagonisti dell’età dell’oro della letteratura tedesca, che hanno influito profondamente sulla moderna identità europea. E con essi la storia culturale, le opere fondamentali e la comunicazione letteraria di una stagione irripetibile, sullo sfondo delle grandi questioni sociali e politiche fra Sette e Ottocento.