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Il commissario Vega- Indagine di sola andata

I molti volti della vendetta, il labile confine tra bene e male, la verità come valore negoziabile, la precaria bilancia della giustizia, essenza e apparenza, l’omicidio gratuito o necessario, la regola del contrappasso, il compromesso con il nemico. In una Torino pulsante, densa di colori, tra albe e tramonti, tra sole e pioggia, tra oscurità e luce, il commissario Stefano Vega indaga insieme alla sua squadra. E più scaverà nell’inchiesta e rovisterà nei misteri dell’omicidio di una donna dalle molte sfaccettature – in cui sono coinvolti anche i servizi segreti – più scandaglierà la sua anima di uomo cinico ma altruista e di poliziotto caparbio ma disilluso. La menzogna è sempre una sconfitta per l’umanità. Vega rischierà la vita, in una tumultuosa indagine di sola andata, per scoprire la verità. Ma tenterà di cogliere anche un’opportunità.

I colpevoli

Qual è la giusta pena per chi elimina accidentalmente un serial killer? E l’imputazione corretta per una moglie che uccide un marito spietato e violento? Dove sono i limiti del diritto alla difesa se la linea del silenzio può lasciare impuniti gli autori di uno stupro di gruppo?
Sono questi alcuni degli interrogativi intorno ai quali ruotano i nuovi racconti di Ferdinand von Schirach, avvocato penalista che da anni si trova al centro di clamorosi casi giudiziari o di strabilianti vicende custodite finora dal segreto professionale. Forte di una scrittura asciutta e laconica, ma non per questo priva di una forte empatia verso molti dei protagonisti delle sue storie, Von Schirach ci conduce in un labirinto di violenze e inganni dove la verità mostra sempre più di una faccia, se non un volto dai tratti ambigui e sfuggenti. Crimini efferati che per un bizzarro gioco della sorte trovano compensazione al di fuori dei tribunali e del dibattito pubblico. Innocenti perseguitati da una giustizia assurda, che solo al termine del proprio cammino riesce a emendare errori dagli effetti devastanti. E talvolta, no – nostante i molti sforzi compiuti, l’inevitabile resa di fronte all’imperfezione dell’esperimento umano che sfugge alle briglie della razionalità.

La colpa

Naoki, uno studente delle scuole superiori, vive con suo fratello maggiore Tsuyoshi, che si prende cura di lui dopo la morte dei genitori. Tsuyoshi, che non ha studiato, ha un sogno: permettere a Naoki di frequentare l’università e laurearsi, nella speranza che lui possa condurre una vita migliore della sua. Nel disperato tentativo di sottrarle una piccola somma di denaro, Tsuyoshi finisce con l’uccidere un’anziana signora ed è condannato a quindici anni di carcere, mentre Naoki comincia una nuova, tormentata vita: etichettato come “il fratello minore di un rapinatore e assassino”, incontra enormi difficoltà nel trovare una collocazione nella società. Perde il lavoro, il sogno di diventare un cantante e la possibilità di sposare la fidanzata. Si sforza in tutti i modi di nascondere la verità, ma ogni mese ritrova un segno tangibile dell’esistenza di suo fratello ad aspettarlo nella cassetta della posta: una lettera dal carcere. La situazione disperata cambia gradualmente grazie a Yumiko, una sua ex collega che si innamora di lui.

La città senza tempo

Barcellona. L’avvocato Marcos Solana e la sua assistente Marta Vives indagano sulla misteriosa morte di un facoltoso proprietario terriero il cui cadavere è stato ritrovato nel suo letto completamente dissanguato. Marta si scopre da subito coinvolta nella vicenda: la storia della sua famiglia è legata alle forze oscure che si celano dietro l’omicidio. Sono i Masdéu, un’antica famiglia della città, dalla quale la sua gente è stata ferocemente perseguitata e contro cui ha lottato fin dalla notte dei tempi. Marta è costretta a perpetuare la lotta e in questo modo prende avvio l’affascinante thriller gotico di Moriel, in cui passato e presente si rincorrono lungo i vicoli di Barcellona, magnificamente descritti dalla voce narrante che emerge dagli inferi della città: un vampiro che accompagna la vicenda personale di Marta e che osserva con occhi senza tempo le contese degli uomini di Barcellona. Rimane da sciogliere l’ancestrale quesito che sottende l’intera narrazione: quali prove abbiamo che nella battaglia tra Bene e Male, tra Dio e il Diavolo, abbia vinto il primo?

Il cervello e il senso della vita

Abbandonando le tradizionali idee di anima, libero arbitrio e immortalità, le evidenze emerse dallo studio multidisciplinare sul cervello forniscono fondamentali risposte sui concetti di realtà, morale e significato della vita. L’attuale Brain Revolution ci conduce a una rivoluzione concettuale altrettanto significativa di quelle copernicana e darwiniana e ci rivela come amore, lavoro e gioco forniscano valide motivazioni per le nostre esistenze. La conoscenza di come i processi cerebrali ci permettono di capire il mondo consente di far maggiore chiarezza su quelle questioni etiche e metafisiche una volta riservate esclusivamente al pensiero religioso. Gli studi su come il cervello crea la mente forniscono alla scienza un chiave per scoprire gli aspetti più profondi della realtà. Attraverso le nostre abilità cognitive ed emotive possiamo comprendere le cose che ci circondano, agire emotivamente e comportarci moralmente, assecondare i bisogni fondamentali di amore, socialità e svago, riconoscere cosa è importante, perché lo è e come poterlo raggiungere: in sintesi, possiamo condurre la vita in modo migliore. La scienza da sola non può risolvere questioni filosofiche, ma può collaborare con la filosofia per costituire teorie generali sulla natura della mente e sul suo rapporto col mondo reale.

Cattivi Pensieri

Lo vidi seduto a una scrivania dietro la finestra, in giacca e cravatta, con la testa piena di capelli neri, china sui curriculum. Già da qualche metro si sentiva il suo profumo, inebriante, da grande uomo d’affari: i peggiori. Ma non mi spaventai, lo avrei affrontato. Mi avvicinai alla scrivania, alzò la testa e incontrai un paio di occhi verde mare; il taglio era appena orientale, il naso perfetto, la bocca piena. Credo di non aver detto neppure Buongiorno, era lui, Alex Green. […] All’epoca di Sorrento lui aveva già i suoi venti anni ed era amato e osannato dalle mie cugine, dalle vicine, dalle mie amiche, dalle zie sposate… insomma, se c’era una donna, l’osannava!

La casa delle bambole

La casa delle bambole… È così che noi ragazzi chiamiamo il Barbizon Hotel, la pensione per signorine, perché è piena zeppa di graziose bamboline. Proprio come te.” NEW YORK, 1952 Quando arriva al Barbizon Hotel subito dopo aver ritirato il modulo per iscriversi alla scuola per segretarie d’azienda, Darby McLaughlin è tutto ciò che le altre ospiti della nota pensione per signorine non sono: semplice e timida, ha la costante sensazione di essere fuori posto… e nessuna di quelle ragazze, tutte sofisticate modelle di una nota agenzia, sembra bendisposta nei suoi confronti. L’unica amica è Esme, la cameriera, che le apre le porte degli equivoci jazz club newyorkesi in cui la musica è potente come l’eroina che vi scorre a fiumi, le fa conoscere il ritmo trascinante del bebop, le fa balenare davanti agli occhi la possibilità di trovare l’amore… NEW YORK, 2016 Il Barbizon Hotel è stato convertito in condominio e delle ospiti di un tempo non è quasi rimasta traccia. La storia del coinvolgimento di una di loro in una tragica lite con una cameriera dell’albergo negli anni Cinquanta echeggia ancora tra le mura dell’edificio, insieme alla musica malinconica che filtra dall’appartamento dell’anziana signorina McLaughlin. È una combinazione irresistibile per Rose Lewin, una giovane reporter che si è trasferita lì di recente. Ma a poco a poco, la curiosità si trasforma in ossessione, le indagini assumono contorni sempre più torbidi e discutibili. E la verità che emerge lascia un segno indelebile su entrambe le donne. Un romanzo dalla struttura impeccabile, in cui mistero e storia d’amore si intrecciano con un suggestivo tributo alla New York degli anni Cinquanta.

Carte in regola

Un’Italia attanagliata dal terrore causato dall’armistizio dell’8 settembre 1943, in mano agli occupanti tedeschi e ai risorti fascisti della Repubblica Sociale, fa da sfondo alle nuove avventure dell’investigatore privato Bruno Astolfi. L’ex pugile ed ex commissario di polizia, allontanato dal servizio per aver rifiutato l’iscrizione al Fascio, si troverà al centro di una nuova e spietata catena di omicidi in una Venezia in mano alla polizia tedesca, dove anche il mondo del cinema ha dovuto sottostare ai dettami del regime. La missione inizia con un incarico quasi di routine: nella laguna Bruno dovrà aiutare la bella e sventata Paola, figlia del commendatore Baglioni Garlaschi, vittima di un truffatore interessato al suo patrimonio, un attorucolo che è riuscito addirittura a sposarla. Ma le apparenze ingannano sempre, e Astolfi si troverà implicato in un caso ben più complicato.

Camminare

Un saggio breve e folgorante, profetico, in cui il maestro del pensiero americano dell’Ottocento mette in guardia dai pericoli della civiltà industriale. Un libro che individua nella natura selvaggia la vera patria dell’uomo e nel vagabondare per boschi la salvezza spirituale. Un inno alla libertà dell’uomo che vede nel camminare un moto di elevazione spirituale, un itinerario interiore verso la purezza infinita e divina.

Caldo sospetto (eLit)

DEPARTMENT 6 – VOL. 2 La tranquilla e sonnolenta Bordertown, cittadina di confine tra l’Arizona e il Messico, è sconvolta da una serie di misteriosi omicidi ai danni degli immigrati clandestini che attraversano le praterie cercando di entrare negli Stati Uniti. Il capo della polizia Sophia St Claire deve risolvere il caso alla svelta perché è in gioco la sua reputazione, minata da fastidiosi detrattori. Le arriva l’aiuto inaspettato di Rod Guerrero, agente di Department 6 nonché figlio illegittimo di un facoltoso possidente del luogo. I due sono legati da una forte attrazione ma anche da un conto in sospeso, così la temperatura già torrida del deserto minaccia d’impennarsi ancora di più…

Caldo pericolo (eLit)

**DEPARTMENT 6 – Vol. 3**
Francesca Moretti, dinamica e coraggiosa investigatrice privata dell’Arizona, sta indagando sulla scomparsa di una giovane, forse collegata a una serie di misteriosi omicidi di donne, e gli indizi la portano in contatto con una famiglia decisamente singolare, in cui tutti sono sospetti. Presa di mira dall’aggressivo Butch e dal cognato, lo svitato Dean, guardata con diffidenza da una moglie tradita, ostacolata da un poliziotto corrotto, ha dalla sua parte solo l’aitante consulente investigativo, Jonah Young di Department 6. Peccato che la presenza di Jonah, invece di aiutarla, complichi una situazione già ingarbugliata. Nel loro passato c’è stato un grande amore e un triangolo letale: lui, lei e la migliore amica di Francesca. Il passato torna a fare i conti con il presente in un susseguirsi mozzafiato di sospetti, colpi di scena, pericolosi appostamenti, incontri appassionati…

Butterfly: Un’avventura di Anita Blake

Un’avventura di Anita Blake Vol. 9Essere in debito con un pazzo criminale è una di quelle cose che succedono soltanto ad Anita Blake. Ma la cacciatrice di vampiri non può sottrarsi al richiamo del dovere quando Edward ? l’ambiguo sicario con cui lei ha più volte avuto modo di «collaborare» ? chiede il suo aiuto per indagare su un’inquietante serie di omicidi nel New Mexico. Perciò Anita vola ad Albuquerque, dove un sadico assassino ha la singolare abitudine di togliere completamente la pelle alle proprie vittime oppure di tagliarle in piccoli pezzi. Nuova città, nuovi delitti, nuovi vampiri: l’arrivo di una «straniera» non è infatti ben visto da Itzpapalotl, la Master locale, né dai suoi servi umani, che cercano subdolamente di ostacolare le indagini. Anche perché esiste un legame profondo e oscuro tra il killer, le vittime e la congrega di vampiri e licantropi di Albuquerque: un legame che, per il momento, si nasconde in una tomba inviolata da secoli, ma che è pronto a risorgere e a scatenare l’inferno. Soprattutto se Anita cadrà nella trappola e diventerà l’ultima e più importante vittima sacrificale di un essere che sta accumulando un potere spaventoso?

Il buon marito: Un caso per Precious Ramotswe, la detective n° 1 del Botswana

«Il suo stile ha il pregio di essere chiaro, elegante e preciso. Le sue descrizioni trasportano il lettore nel bel mezzo del paesaggio del Botswana. Questa è arte che nasconde l’arte.» The Sunday Times«Mma Ramotswe: la Miss Marple africana.»The New York Times«La serie di Mma Ramotswe si è trasformata in un ricco arazzo dalle sfumature straordinarie.» The Wall Street Journal«Piccole storie, grande atmosfera… I romanzi della signora Ramotswe hanno conquistato le classifiche americane ed europee.» L’EspressoPrecious Ramotswe, titolare della prima agenzia investigativa femminile del Botswana, ha sempre molte gatte da pelare. Non solo per via del suo mestiere, ma anche perché all’interno dell’agenzia sono in atto veri e propri rivolgimenti. Suo marito, il signor JLB Matekoni, uomo che sembra nato per prendersi cura dei motori, stanco di starsene chiuso tra quattro mura a respirare i fumi del carburante, vuole mettersi alla prova come investigatore e sentirsi protagonista. Inoltre, la signorina Makutsi, l’occhialuta assistente qui promossa a detective associata, morde il freno e non tollera più tanto che le vengano impartiti ordini. Per non parlar dei casi da risolvere: un impiegato sospettato di adulterio dall’insopportabile moglie; una minuscola imprenditrice che denuncia furti nella sua tipografia, tre decessi misteriosi avvenuti in un ospedale, tutti di venerdì, tutti alla stessa ora… Alexander McCall Smith racconta con ironia e leggerezza le piccole o grandi contrarietà del quotidiano.«Uno scrittore meraviglioso, da leggere assolutamente.»The Guardian«Un indiscusso maestro del romanzo.» Publishers Weekly

Le bianche dune della Cornovaglia

Prue, una ragazza sensibile e intelligente che non ha ancora trovato una persona in cui credere davvero; Daniel, un pittore di grande talento ma irrequieto; Charlotte, una ragazzina cresciuta senza amore. I loro destini si incrociano in un cottage vicino al mare in Cornovaglia, dove vive Phoebe, la straordinaria ed eccentrica zia di Prue. Forse da questo incontro può nascere un amore, e forse questo amore può dare a tutti una nuova speranza di felicità…

Il bambino di Budrio

Nel 1644 Budrio è un antico castello della città di Bologna con belle mura cinte da un fossato e, intorno, una campagna ricca di acque. Dentro al castello, si erge, solenne, la chiesa di San Lorenzo, con un alto campanile e il convento accanto, provvisto di chiostro e di torre dell’orologio. Il convento ospita diciassette frati, tra i quali padre Giovanni Battista Mezzetti. Noto come «l’unto del Signore» per il suo titolo di teologo conseguito grazie a un breve papale, il frate ha poco più di trent’anni ed è un uomo alto, con lo sguardo sicuro, i capelli fluenti e la voce suadente e imperiosa. Tra le duemila anime ospitate nel castello e fuori le mura, ha eletto a sua confidente, in virtù della disposizione che spinge l’uno verso l’altro i contrari, quella del medico di Budrio, Alberto Carradori. Al «povero uomo di scienza», come Carradori definisce sé stesso, confida non soltanto i suoi disturbi, i suoi scatti d’ira improvvisi e il fuoco interiore che lo consuma, ma anche le sue angustie, i suoi slanci e il suo fervore di maestro del convento, addetto a insegnare la grammatica, la lingua italiana e quella latina ai ragaz¬zi di Budrio. Svela, soprattutto, di coltivare vasti progetti per l’avvenire di un suo allievo: Giacomo Modanesi, un bambino di intelligenza e memoria prodigiose. Il ragazzo appartiene a una famiglia povera proveniente dal Po, da luoghi pieni di miasmi dove l’acqua facilmente s’impaluda. Sua madre è morta di febbri maligne e suo padre è un garzaiolo che riesce a stento a provvedere a sé stesso. Padre Giovanni Battista Mazzetti ha scorto il bambino per strada mentre mendicava e, dopo aver convinto il console e il massaro del castello, l’ha accolto nella scuola del convento per accorgersi, alle prime improvvisate lezioni, che la gloria di Dio è davvero nelle sue creature, poiché Giacomo Modanesi è un autentico prodigio, una mente che apprende come una spugna immersa dentro l’acqua, un ingegno destinato a grandi, inimmaginabili cose. Quale migliore occasione per celebrare con lui la potenza del Creatore? Finalista alla prima edizione del premio letterario Neri Pozza 2013, Il bambino di Budrio racconta la storia vera del tormentato rapporto affettivo tra un maestro troppo ambizioso e un allievo dal talento straordinario. Grazie a una penna sapiente e a una grande capacità di ricostruire le ambientazioni e le atmosfere dell’Italia seicentesca, Angela Nanetti si addentra nelle stanze proibite di papa Innocenzo X e ci regala il ritratto memorabile di una creatura prodigiosa, ingenua e fragile, cui viene rubata l’infanzia. Un romanzo che, pur raccontando una vicenda lontana, ha nella voce dell’io narrante le vibrazioni di una coscienza moderna. Perché un’attitudine paterna si trasforma in divorante ambizione? E che cosa spinge verso la rovina un legittimo desiderio di gloria? La storia di un «unto del Signore» e di un ragazzo-prodigio nell’Italia del Seicento. Romanzo finalista alla prima edizione del Premio Neri Pozza.

Armenia

Costantinopoli, 26 agosto 1896: un commando di armeni assale la Banca Ottomana. L’azione dimostrativa vuole richiamare l’attenzione delle potenze europee sulle richieste di riforme in favore della minoranza armena che il sultano Abdul Hamid II ha lasciato deluse. È con questo episodio storico che prendono avvio le drammatiche vicende degli armeni in Anatolia, quelle vicende che, come gli ebrei con il termine Shoah, gli armeni oggi ricordano con due espressioni altrettanto efficaci: Metz Yeghèrn, il Grande Male, e Aghèt, la Catastrofe. Ed è con questo episodio che ha inizio anche il grande romanzo della famiglia Tomassian, con Hovanes che all’epoca è tra i pochi armeni membri del Parlamento turco. Uomo colto, conoscitore dell’Europa e partecipante all’assalto alla banca, Hovanes ha lasciato nella lontana Erzerum il padre Vahe, il fiero patriarca dei Tomassian, e il mite fratello Ashod, maestro di scuola. Diciotto anni dopo, mentre a Costantinopoli la situazione per gli armeni è alle soglie della tragica svolta, a Erzerum Ashod ha sposato Anna e ha due figli poco più che bambini, la bella Shushan e il piccolo dolce Aram. Saranno loro, rimasti soli dopo il massacro di tutti i famigliari avvenuto sotto i loro occhi, i protagonisti, gli eroi di una storia di dolore e morte, l’emblema di quel viaggio all’inferno che, tra la primavera del 1915 e l’autunno del 1916, portò con un ferreo programma di morte all’annientamento di un popolo nella terra che abitava da millenni. Alle soglie della prima guerra mondiale, tra l’indifferenza e l’incomprensione dei grandi d’Europa, soprattutto Inghilterra e Francia, il destino di un’intera nazione si rivela segnato dall’Aghèt pianificata dagli «uomini forti» del governo turco di allora, il ministro dell’Interno Talaat Pascià e il ministro della Guerra Enver Pascià. Ma come sempre accade, nel dramma non tutto viene spazzato via: resta la fedeltà al proprio popolo, alla sua identità, che perdurerà nella memoria straziata dei sopravvissuti, dei testimoni. E alla giovane Shushan, nel momento in cui il terrore la assale, affiorano le parole del padre: «il giorno in cui ti sentirai invasa dalla paura, il giorno in cui ti troverai faccia a faccia col ragno dalle zanne di sciacallo, ricorda che nel mio sangue e in quello di tuo nonno potrai attingere la forza di affrontare i tuoi nemici. Non dimenticare, Shushan, djian: tu sarai invincibile…». «È giunto il tempo per noi Armeni di liberarci delle menzogne di Stato e di entrare, in maniera chiara e limpida, in questa Europa?». Charles Aznavour, prefazione ad Armenia «Un’appassionante romanzo storico che ci conduce nel cuore di un genocidio». Isabelle Marchand «Un’immensa saga, il destino tragico di una famiglia in un romanzo vero di un’intensità folle». Le Figaro Magazine