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L’impronta del gatto

“L’impronta del gatto” è un romanzo poliziesco del 1940 dello scrittore italiano Augusto De Angelis, undicesimo della serie dedicata alle indagini del commissario De Vincenzi della squadra mobile di Milano. Sono le zampette di un gatto, “Satana”, un gatto nero bello grosso, impronte rosse su un fazzoletto bianco, rosso sangue, che portano il commissario De Vincenzi via dalla “bella società” e di nuovo giù nei quartieri popolari fatti di palazzoni pieni di persone modeste e parche, alcuni immigrati, altri ladri, truffatori o mezze calzette della criminalità che si datano di volta in volta ad approfittare di quel che capita, i classici tagliatori di borse. Un avvocato chiamato “avvocato dei gatti” e la scomparsa della signorina Loïs fanno da contorno. Ma le impronte rosse di Satana porteranno il commissario De Vincenzi fino alla scoperta dell’assassino? Augusto De Angelis (Roma 1888 – Bellagio 1944) è stato uno scrittore e giornalista italiano. Scrisse poco meno di una ventina di romanzi polizieschi, nella maggior parte dei quali è protagonista il commissario De Vincenzi, capo della squadra mobile di Milano, un personaggio arguto ma molto umano, creando una sorta di Maigret italiano ante litteram. Nonostante il buon successo dei suoi romanzi, tuttavia, De Angelis non poté goderne a lungo: la censura del regime fascista infatti impose il sequestro del romanzi noir nonché la chiusura dei gialli Mondadori, perché, per motivi propagandistici e di ordine pubblico, tendeva a far scomparire il crimine dalle cronache e dalla letteratura. Fu arrestato con l’accusa di antifascismo ed uscito di prigione nel 1944 ebbe la sfortuna d’incontrarsi con un “repubblichino” che lo aggredì con pugni e calci, tanto da causarne la morte.
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L’impertinente aiutante di Babbo Natale (Avvocati innamorati Vol. 1)

Avvocati innamorati
Quando pesca il nome dell’aitante collega e amico Erik Wilson e diventa il suo Babbo Natale segreto nell’usuale scambio di regali dello studio in cui lavora, al timido avvocato Kevin Anderson si presenta un’opportunità unica. Kevin ha un debole per Erik da molto, ma teme di rovinare il loro rapporto di amicizia e lavoro se l’altro non dovesse ricambiare i suoi sentimenti. L’anonimato dello scambio gli offre l’occasione di far sapere all’amico che qualcuno è interessato a lui, e Kevin decide di trasformare la sorpresa in qualcosa di più interessante: dodici giorni di regali, ognuno dei quali sempre più provocante, che si concluderanno con un incontro alla vigilia di Natale, se Kevin troverà il coraggio di andare fino in fondo.
Erik è incuriosito dal suo Babbo Natale segreto che, per la prima volta dopo molto tempo, gli offre qualcosa da attendere con impazienza durante le feste. Ma quando Natale si avvicina, si rende conto di non desiderare l’uomo misterioso: Erik vuole il suo migliore amico, Kevin. Quando i suoi tentativi di farlo ingelosire falliscono, Erik accetta l’invito a cena del suo ammiratore segreto. Ancora non sa che l’impertinente aiutante di Babbo Natale potrebbe essere l’uomo che realizzerà tutti i suoi sogni, in una classica storia di amicizia che si trasforma in amore e che da dolce diventa piccante per i due begli avvocati.
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### Sinossi
Avvocati innamorati
Quando pesca il nome dell’aitante collega e amico Erik Wilson e diventa il suo Babbo Natale segreto nell’usuale scambio di regali dello studio in cui lavora, al timido avvocato Kevin Anderson si presenta un’opportunità unica. Kevin ha un debole per Erik da molto, ma teme di rovinare il loro rapporto di amicizia e lavoro se l’altro non dovesse ricambiare i suoi sentimenti. L’anonimato dello scambio gli offre l’occasione di far sapere all’amico che qualcuno è interessato a lui, e Kevin decide di trasformare la sorpresa in qualcosa di più interessante: dodici giorni di regali, ognuno dei quali sempre più provocante, che si concluderanno con un incontro alla vigilia di Natale, se Kevin troverà il coraggio di andare fino in fondo.
Erik è incuriosito dal suo Babbo Natale segreto che, per la prima volta dopo molto tempo, gli offre qualcosa da attendere con impazienza durante le feste. Ma quando Natale si avvicina, si rende conto di non desiderare l’uomo misterioso: Erik vuole il suo migliore amico, Kevin. Quando i suoi tentativi di farlo ingelosire falliscono, Erik accetta l’invito a cena del suo ammiratore segreto. Ancora non sa che l’impertinente aiutante di Babbo Natale potrebbe essere l’uomo che realizzerà tutti i suoi sogni, in una classica storia di amicizia che si trasforma in amore e che da dolce diventa piccante per i due begli avvocati.

L’arte di respirare

Seguito di La nostra identità

Tyson Thompson si diploma all’età di sedici anni e lascia Seafare, Oregon, diretto verso quelli che spera saranno migliori e più ampi orizzonti. Scopre però in fretta che il mondo vero ha le zanne e torna verso la costa portandosi dietro quattro anni di fallimenti, dipendenza da farmaci e la diagnosi di un disturbo da attacchi di panico. Suo fratello Bear, con il marito Otter, è convinto che tornare a casa sia esattamente ciò di cui Tyson ha bisogno per ritrovare se stesso. Circondato dalla propria famiglia nella Mostruosità Verde, Tyson cerca così di rimettere insieme i pezzi della sua vita problematica.

Ma poco dopo il suo arrivo, si trova a dover affrontare l’inevitabile nella forma del suo vecchio amico d’infanzia e primo amore, Dominic Miller, che non vede dal giorno in cui ha lasciato Seafare. Mentre i loro cammini tornano a incrociarsi, vecchie ferite si riaprono e nuovi segreti vengono svelati, Tyson scopre anche che la sua vita è un mosaico con molti più tasselli di quanti gli siano stati mostrati anni prima.

In un mare di volti familiari, nuovi amici e il ricordo della scelta devastante di una madre, Tyson dovrà imparare che se vuole sperare di avere un futuro, dovrà prima di tutto lottare contro i fantasmi del passato.

(source: Bol.com)

L’architettura Metafisica Dell’Antico Egitto

Applicazioni della geometria sacra e misticismo dei numeri nei templi egiziani per generare energia cosmica
Parte I: Concetti d’architettura – Funzioni e forme comprende i capitoli 1 e 2:
Capitolo 1: Il canone architettonico tratta le profonde convinzioni degli Egizi di “come sopra così sotto” e della sua applicazione all’arte e all’architettura egiziana, l’esistenza e l’adesione a un codice di realizzazione divino, così come l’utilizzo di piani di progettazione e costruzione prima [e inoltre] durante le fasi di costruzione, che si estesero per diversi secoli per grandi progetti.
Capitolo 2: I templi egizi delle forze divine tratta la funzione principale dei templi egizi, cioè la generazione divina, la struttura generale concettuale del tempio, il progetto metafisico del condotto a imbuto, l’importanza generativa dei modelli di giunzione, la protezione fisica/metafisica dei muri esterni e le origini delle fondamenta organiche del tempio egizio.

Parte II: La manifestazione fisica dei concetti metafisici comprende sei capitoli, dal 3 all’8:
Capitolo 3: Le forme di componenti architettonici delle funzioni metafisiche tratta le diverse forme architettoniche come manifestazione delle loro corrispondenti funzioni [sia fisiche che metafisiche] per le “false porte”, i pannelli a muro, le colonne e i pilastri, i capitelli di colonne, i portici, i peristili, le formazioni di colonnati in quattro luoghi diversi, gli obelischi, le statue, le varie forme di tetto (piano, a due spioventi, a falsa volta, ad arco e a volta), i dettagli stilistici architettonici (architrave, cornice e toro) e le decorazioni e gli ornamenti stilistici come i soffitti stellati, le decorazioni floreali e geometriche, una combinazione di questi due o di tutti e tre, il motivo guilloché (erroneamente chiamato bordo toscano), lo chevron e le volute.
Capitolo 4: Le principali forme/strutture geometriche tratta i principi e l’applicazione della geometria sacra dell’Architettura Divina, la sacra corda egiziana [strumento], la disposizione generale di un campione di forme geometriche, il cerchio sacro come archetipo della creazione, la quadratura del cerchio, i triangoli primari e le piramidi in combinazione 3D dei triangoli rettangoli.
Capitolo 5: I rettangoli generatori di radice quadrata – I “numeri irrazionali” tratta i rettangoli generatori di radice come l’ipotenusa dei triangoli rettangoli, iniziando da un quadrato e generando le radici quadrate di 2, 3 e 5; la formazione dei solidi cosmici; la creazione della sezione aurea a partire da un rettangolo radice di 5; la costruzione di spirali quadrate che ruotano; e un’applicazione esemplificativa di questa forma di progetto dinamico in quattro siti di monumenti dell’Antico Egitto.
Capitolo 6: La progressione aritmetica generativa tratta il ruolo dei numeri in quanto generatori di crescita e progressione ordinata, la sequenza numerica e la sezione aurea, nonché la proporzione cosmica della figura umana.
Capitolo 7: Il progetto armonico combinato, aritmetico e grafico, degli edifici egizi tratta la combinazione degli elementi aritmetici e grafici in un progetto armonico delle parti e dell’insieme di un tempio egizio, che comprende: assi attivi, punti significativi, triangoli telescopici, e perimetri rettangolari sia nei piani orizzontali che verticali.
Capitolo 8: Analisi armonica delle opere dell’Antico Egitto tratta diversi esempi nell’Antico Egitto di tutte le epoche e su tutto il territorio, mostrando le applicazioni egiziane degli elementi di progettazione discussi in questo libro. Gli esempi includono templi, tombe, piramidi, santuari, capitelli di colonne, stele, piloni e porte.

Parte III: Le comunicazioni animate comprende i capitoli 12 e 13:
Capitolo 9: Le immagini metafisiche animate sui muri tratta il significato metafisico delle decorazioni murali e le spiegazioni di varie raffigurazioni.
Capitolo 10: ..

(source: Bol.com)

L’utilizzo della tecnologia nell’era Trump: Ritorno al passato, tra frontiere reali e virtualità distopiche.

Quali sono le direzioni tecnologiche dell’America di Trump? La virtualità è alla base della civiltà del ventunesimo secolo ma le tecnologie materiali sembrano essere rivalutate nell’obiettivo romantico di riappropriarsi di frontiere ormai dimenticate. Riparte la conquista dello spazio. L’automobile ha un nuovo ruolo. È l’era della nostalgia, del ritorno al futuro. Immaginario americano, antropologia, fantascienza e visione europea sono presi in esame per descrivere l’America di oggi da un’altra prospettiva.
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### Sinossi
Quali sono le direzioni tecnologiche dell’America di Trump? La virtualità è alla base della civiltà del ventunesimo secolo ma le tecnologie materiali sembrano essere rivalutate nell’obiettivo romantico di riappropriarsi di frontiere ormai dimenticate. Riparte la conquista dello spazio. L’automobile ha un nuovo ruolo. È l’era della nostalgia, del ritorno al futuro. Immaginario americano, antropologia, fantascienza e visione europea sono presi in esame per descrivere l’America di oggi da un’altra prospettiva.

L’uovo di Salaì

Roma, 1508.
Il giovane Salaì, apprendista pittore e figlio adottivo di Leonardo da Vinci, è appena giunto da Firenze nella Città Eterna su incarico del suo celebre patrigno. Deve trovare a tutti i costi un libro appena stampato nella lontana Alsazia, in cui è contenuta la prima carta geografica dell’America. Ma nessuno lo deve sapere! Leonardo infatti, invidiosissimo di Colombo, Vespucci e degli altri grandi esploratori, vuole plagiare la carta dell’America e darla alle stampe a suo nome, per fare bella figura con gli amici fiorentini.
La missione si rivela subito piena di pericoli. Salaì riceve prima oscure minacce di morte, e poi viene rapito da un commando di agitatori politici, che possiedono una copia del prezioso libro, ma sono convinti che faccia parte di una colossale congiura.
Il figlioccio di Leonardo dovrà usare tutto il suo straordinario acume per districarsi tra librai traditori, feroci usurai, prostitute d’alto bordo e spericolati sovversivi. In più il bel Salaì, gran sciupafemmine, dovrà fare i conti con i suoi antichi amori, che hanno lasciato alcuni strascichi inattesi. Come in ogni buon intrigo, alla fine verrà incastrato e finirà in catene davanti a un giudice, e solo all’ultima pagina sapremo se riuscirà a scampare alla forca.
Basato rigorosamente, come tutti i libri di Monaldi & Sorti, su fatti storici autentici e su un’architettura narrativa inimitabile, L’uovo di Salaì è una satira esilarante e spietata della teoria del complotto e di tutte le false dietrologie che condizionano la Storia e il nostro presente. Perché i falsi misteri servono a distrarre da quelli veri…
«Quale che sia la fantasia che sorge dalla lettura, conviene prendere appunti attorno agli eventi sbalorditivi cui assisteremo…»
Andrea Vitali
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### Sinossi
Roma, 1508.
Il giovane Salaì, apprendista pittore e figlio adottivo di Leonardo da Vinci, è appena giunto da Firenze nella Città Eterna su incarico del suo celebre patrigno. Deve trovare a tutti i costi un libro appena stampato nella lontana Alsazia, in cui è contenuta la prima carta geografica dell’America. Ma nessuno lo deve sapere! Leonardo infatti, invidiosissimo di Colombo, Vespucci e degli altri grandi esploratori, vuole plagiare la carta dell’America e darla alle stampe a suo nome, per fare bella figura con gli amici fiorentini.
La missione si rivela subito piena di pericoli. Salaì riceve prima oscure minacce di morte, e poi viene rapito da un commando di agitatori politici, che possiedono una copia del prezioso libro, ma sono convinti che faccia parte di una colossale congiura.
Il figlioccio di Leonardo dovrà usare tutto il suo straordinario acume per districarsi tra librai traditori, feroci usurai, prostitute d’alto bordo e spericolati sovversivi. In più il bel Salaì, gran sciupafemmine, dovrà fare i conti con i suoi antichi amori, che hanno lasciato alcuni strascichi inattesi. Come in ogni buon intrigo, alla fine verrà incastrato e finirà in catene davanti a un giudice, e solo all’ultima pagina sapremo se riuscirà a scampare alla forca.
Basato rigorosamente, come tutti i libri di Monaldi & Sorti, su fatti storici autentici e su un’architettura narrativa inimitabile, L’uovo di Salaì è una satira esilarante e spietata della teoria del complotto e di tutte le false dietrologie che condizionano la Storia e il nostro presente. Perché i falsi misteri servono a distrarre da quelli veri…
«Quale che sia la fantasia che sorge dalla lettura, conviene prendere appunti attorno agli eventi sbalorditivi cui assisteremo…»
Andrea Vitali

L’uomo senza nome

Amareggiati per aver dovuto abbandonare uno dei loro fidati compagni in una tomba nel deserto, Harald e la sua eterogenea combriccola continuano il viaggio per recuperare il Corno dell’Arcobaleno. È un’impresa tanto ardua quanto eroica, resa ancora più complicata dal fatto che una notte i servitori del Senza Nome rubano la Chiave, l’artefatto in grado di aprire le porte che conducono al terzo livello di Hrad Spein. Fortunatamente Harald e gli altri riescono a localizzare la Chiave nel palazzo del conte Balistan Pargaid, servitore del Maestro, e Miralissa, l’affascinante principessa elfica, concepisce un ardito piano per recuperarla. Ma i servitori del Maestro e le insidie del Senza Nome continuano a frapporre mille ostacoli tra loro e il Como: dovranno lottare ancora contro inimmaginabili tradimenti, dolorose perdite ed esseri dai pericolosi e arcani poteri prima di riuscire a eludere i temibili nemici che si sono messi sulle loro tracce, e completare così la missione che salverà la loro amata terra da colui che è conosciuto come il Senza Nome…
L’uomo Senza Nome è il secondo episodio della serie Le cronache di Siala, un romanzo denso di colpi di scena, avvincente e inquietante, affascinante e fantasioso.

L’Uomo Nell’ombra

***Come posso catturare un assassino se è già morto?***
Mi chiamo Emily Baxter e quello che mi aspetta è un compito impossibile, un enigma che sfida qualsiasi comprensione. Sono una detective di New Scotland Yard, sono fatta per questo lavoro. O così ho sempre creduto. Ma fermare questi omicidi sembra qualcosa al di là delle mie forze, e perfino di quelle dell’FBI e della CIA. Tutto per un semplice fatto: non muoiono solo le vittime, muoiono ogni volta anche gli assassini. Sempre in coppia, omicidio e suicidio. Qui a Londra, ma anche oltre oceano, a New York. C’è soltanto un aspetto che può aiutarmi a trovare chi tira i fili nell’ombra. Ma è anche ciò che più mi terrorizza. Perché, per quanto possano sembrare distanti, questi omicidi hanno una cosa in comune.
Quella cosa ha un nome: il mio.
Quella cosa sono io.

**Un thriller vorticoso che sfida il lettore dalla prima all’ultima, sorprendente pagina. Una scrittura incalzante, pittorica e di travolgente espressività. E, soprattutto, una protagonista eccezionale: piena di lati oscuri ma intrisa di grande umanità, dura e spigolosa eppure fragile allo stesso tempo, la detective Emily Baxter non ha paura di dire sempre quello che pensa, a qualsiasi costo. Perché Baxter non teme nulla, tranne se stessa e le proprie ombre.**
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### Sinossi
***Come posso catturare un assassino se è già morto?***
Mi chiamo Emily Baxter e quello che mi aspetta è un compito impossibile, un enigma che sfida qualsiasi comprensione. Sono una detective di New Scotland Yard, sono fatta per questo lavoro. O così ho sempre creduto. Ma fermare questi omicidi sembra qualcosa al di là delle mie forze, e perfino di quelle dell’FBI e della CIA. Tutto per un semplice fatto: non muoiono solo le vittime, muoiono ogni volta anche gli assassini. Sempre in coppia, omicidio e suicidio. Qui a Londra, ma anche oltre oceano, a New York. C’è soltanto un aspetto che può aiutarmi a trovare chi tira i fili nell’ombra. Ma è anche ciò che più mi terrorizza. Perché, per quanto possano sembrare distanti, questi omicidi hanno una cosa in comune.
Quella cosa ha un nome: il mio.
Quella cosa sono io.

**Un thriller vorticoso che sfida il lettore dalla prima all’ultima, sorprendente pagina. Una scrittura incalzante, pittorica e di travolgente espressività. E, soprattutto, una protagonista eccezionale: piena di lati oscuri ma intrisa di grande umanità, dura e spigolosa eppure fragile allo stesso tempo, la detective Emily Baxter non ha paura di dire sempre quello che pensa, a qualsiasi costo. Perché Baxter non teme nulla, tranne se stessa e le proprie ombre.**

L’uomo nell’armadio

Uno sgabello che, nella grande hall di un aeroporto, inizia a girare sul proprio perno e non si ferma, come animato da un moto perpetuo, suscitando prima le occhiate distratte di qualche viaggiatore, poi curiosità crescente, infine una smisurata forma di culto collettivo.
Il rampollo solitario ed eccentrico di una nobile famiglia si appassiona all’uso del bisturi, che impara a utilizzare per dare vita a opere d’arte di sconvolgente intensità: asportando la superficie delle cose – di tutte le cose.
Una ragazza single, desiderosa di trovare un fidanzato dolce ma non invadente, si innamora di un uomo che per non disturbarla è pronto anche a sparire, come un’applicazione che si chiude con un semplice tocco sullo schermo.
Pietro Grossi dà vita a tre racconti totalmente insoliti, surreali, pieni di ironia e di mistero: sorprendenti quanto la sua prima raccolta, sicuri e originali come lo stile maturo che li percorre. Storie che, sotto una superficie di assoluta limpidezza, lasciano crescere un piccolo germe alieno eppure umanissimo, una spora di irrazionalità destinata a crescere introducendo nella quotidianità la scheggia fantastica del dubbio, dell’inspiegabile, dell’inconscio. Che, come sempre, è quella capace di spostare il nostro sguardo, porci le domande più grandi e farci profondamente emozionare.
(source: Bol.com)

L’uomo nell’albero

Un romanzo di Damon Knight – l’autore del Lastrico dell’inferno e del ciclo della Sea Venture, pubblicati su URANIA – è sempre un avvenimento. Soprattutto se il romanzo in questione è un inedito e rappresenta il ritorno di un grande scrittore al genere che lo ha reso famoso. In questa storia dai tratti insieme teneri e crudeli, Knight ci trasporta nell’America del dopobomba per raccontare le avventure di Gene Anderson, un ragazzo nato nell’Oregon come tanti, ma che non è come tanti. A cominciare dalla sua prodigiosa altezza – oltre tre metri – per finire con una gamma di straordinari poteri mentali, fra cui quello di “guardare nei mondi accanto”. Una storia di mutanti? Molto di più, una vera e propria odissea nel più pericoloso dei tempi possibili: il futuro sconvolto.

L’uomo leopardo

Nella Foesta Rood vagano Rinda e Remus, gemelli e principi di Parros, scampati per miracolo alla distruzione del loro regno e obiettivo dei cavalieri di Gohra, che hanno l’ordine di arrestarli e di condurli nella fortezza di Stafolos. Lì li attende la prigionia e soprattutto l’ira di Vanon, il Conte Nero di Mongaul, tristemente noto per la sua crudeltà e per il morbo terribile che lo sta consumando. La cattura, però, è impedita dall’improvvisa apparizione di un essere inquietante, un poderoso guerriero con la testa da leopardo: Guin. Per i due giovani, l’uomo leopardo è l’unica speranza contro gli spietati cavalieri e le strane creature che popolano quel luogo di frontiera tra le Terre Centrali e i Confini. Ma quello scontro non sarà l’unico che i tre compagni dovranno affrontare, anche perchè il Conte Nero è deciso a atturare quell’essere enigmatico e senza passato…
Primo romanzo di una saga il cui gusto dell’avventura, del mistero e della magia si fonde con una sensibilità tipicamente giapponese, L’uomo leopardo è il fantastico trampolino di lancio verso un mondo sorprendente, vivacissimo e animato da una schiera di personaggi indimenticabili.

L’uomo in rivolta (Tascabili. Saggi)

**Ne *L’uomo in rivolta*, pubblicato nel 1951, trova la sua più rigorosa formulazione teorica la riflessione di Camus sull’idea – fondamentale – della rivoluzione, intesa come ricerca di equilibrio, azione creatrice, unica possibilità data all’uomo per fare emergere un senso in un mondo dominato dal non senso.**
L’opera sancì la rottura definitiva di Camus con Sartre e diede origine a infinite polemiche che divisero l’avanguardia intellettuale francese ma non riuscirono a pregiudicare la validità di una lezione di coraggio, generosità e moralità che rimane attualissima ancora oggi.
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### Sinossi
**Ne *L’uomo in rivolta*, pubblicato nel 1951, trova la sua più rigorosa formulazione teorica la riflessione di Camus sull’idea – fondamentale – della rivoluzione, intesa come ricerca di equilibrio, azione creatrice, unica possibilità data all’uomo per fare emergere un senso in un mondo dominato dal non senso.**
L’opera sancì la rottura definitiva di Camus con Sartre e diede origine a infinite polemiche che divisero l’avanguardia intellettuale francese ma non riuscirono a pregiudicare la validità di una lezione di coraggio, generosità e moralità che rimane attualissima ancora oggi.

L’Uomo È Un Mendicante Che Crede Di Essere Un Re

“Cinque anni di galera non sono né pochi né facili da affrontare e superare, oggi posso dire di avercela fatta, ma vi assicuro, mi è costato tanto. Ho lottato contro i duri fortilizi del carcere e contro gli assurdi rancori di certa parte della politica e non solo di essa, che non hanno mai smesso di insidiare il mio corpo e la mia mente. Per non soccombere ho utilizzato le armi del pensiero, dell’amicizia, della fiducia, del rispetto per le Istituzioni, della speranza, dell’amore e della Fede. Non mi sono mai perso d’animo anche se ho avuto tanta paura e ho sofferto tanto. In questi 1780 giorni trascorsi in una cella, ho letto, studiato, scritto e pregato, e più il tempo passava più capivo, giorno dopo giorno, che le sbarre della mia prigione cedevano alla mia resistenza e alla mia ostinata voglia di vivere; sino a vedere il carcere diventare inquieto e confuso di fronte alla mia volontà, sino a vederlo rassegnarsi e persino a diventare fecondo. Oggi posso dire: ho vinto! Non era scontato che ci riuscissi. Voglio dirvi che in questa vittoria, tanto importante per me e la mia famiglia, c’è il contributo di voi che leggendo i miei libri mi siete vicini e mi avete fatto sentire utile ai miei compagni detenuti. Le cose che ho scritto non sono fuori di me e neppure diverse e sono servite a resistere: in carcere scrivere mi ha fatto vivere”. Totò Cuffaro
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### Sinossi
“Cinque anni di galera non sono né pochi né facili da affrontare e superare, oggi posso dire di avercela fatta, ma vi assicuro, mi è costato tanto. Ho lottato contro i duri fortilizi del carcere e contro gli assurdi rancori di certa parte della politica e non solo di essa, che non hanno mai smesso di insidiare il mio corpo e la mia mente. Per non soccombere ho utilizzato le armi del pensiero, dell’amicizia, della fiducia, del rispetto per le Istituzioni, della speranza, dell’amore e della Fede. Non mi sono mai perso d’animo anche se ho avuto tanta paura e ho sofferto tanto. In questi 1780 giorni trascorsi in una cella, ho letto, studiato, scritto e pregato, e più il tempo passava più capivo, giorno dopo giorno, che le sbarre della mia prigione cedevano alla mia resistenza e alla mia ostinata voglia di vivere; sino a vedere il carcere diventare inquieto e confuso di fronte alla mia volontà, sino a vederlo rassegnarsi e persino a diventare fecondo. Oggi posso dire: ho vinto! Non era scontato che ci riuscissi. Voglio dirvi che in questa vittoria, tanto importante per me e la mia famiglia, c’è il contributo di voi che leggendo i miei libri mi siete vicini e mi avete fatto sentire utile ai miei compagni detenuti. Le cose che ho scritto non sono fuori di me e neppure diverse e sono servite a resistere: in carcere scrivere mi ha fatto vivere”. Totò Cuffaro

L’uomo di Kiev

Basato su una vicenda realmente accaduta, “L’uomo di Kiev” è la storia di uno sconcertante caso giudiziario. È il 1911 e la Russia zarista è attraversata da frequenti scoppi di violenza antisemita. akov Bok è un ebreo che si guadagna da vivere come tuttofare; lasciato dalla moglie, cerca fortuna a Kiev dove.spacciandosi per “gentile”, riesce a farsi assumere in una fabbrica di mattoni. Ma quando accanto alla fabbrica viene ritrovato il cadavere di un bambino, si diffonde la voce che si tratti di un delitto perpetrato dagli ebrei a scopi rituali e scatta la ricerca del capro espiatorio: tradito da false testimonianze e incastrato dalla polizia,Yakov viene accusato del crimine. Rinchiuso in carcere senza processo, umiliato, abbandonato da tutti, l’uomo non smetterà di lottare con tutte le sue forze per difendere la propria innocenza. Prefazione di Alessandro Piperno.
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L’uomo di fumo

Le miniere di diamanti del Sudafrica, i campi di battaglia della Guerra Civile americana, un paesaggio vittoriano modellato sul dolore e sulle speranze infrante: questi i fondali di un romanzo dal passo epico e dall’architettura stupefacente.
Londra, 1885. In Edgware Road viene ritrovato il cadavere di una donna. La testa spiccata riaffiora a dieci miglia di distanza dalle acque melmose del Tamigi. L’ennesimo delitto orrendo che rischia di restare irrisolto in una città abitata da relitti umani, attraversata da fogne a cielo aperto, popolata da spiriti vagabondi, fasciata in una perenne nebbia sporca. Il nascondiglio perfetto per l’uomo di fumo, Edward Shade, il criminale che tutti cercano e tutti accusano.
Allan Pinkerton, il detective più celebre di tutti i tempi, è morto senza riuscire a catturarlo; e ora tocca al figlio William, che ha ereditato l’ossessione, portare a termine l’impresa fallita.
Ma anche Adam Foole, gentiluomo trasformista che viaggia accompagnato da un gigante e da una bambina, ha le sue ragioni per ritrovare Shade: e sono ragioni che alludono a un amore perduto, a una lettera, a un viluppo di segreti.

(source: Bol.com)