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La cena di Natale. A tavola con Kay Scarpetta

Il libro è un lungo racconto incentrato sulla preparazione di una cena di Natale che, oltre a rivelare gli aspetti sconosciuti di Kay Scarpetta e dei suoi amici, ne presenta le sue ricette preferite, scaturite da una mescolanza delle tradizioni culinarie americane e italiane. Dai fornelli della famosa dottoressa Scarpetta scaturiscono pietanze tanto allettanti quanto originali, come il micidiale “eggnog” di Marino, i “criminosi biscotti” di Lucy, la pizza “con una marcia in più” firmata da Kay. E non mancheranno le sorprese: a tavola infatti si siederanno due ospiti inattesi, presentatisi in modo un po’ inconsueto.

La cella della morte

La fantasia e l’astuzia di Diabolik per portare a termine un colpo sono eccezionali. Ma questa volta il suo acerrimo nemico, l’ispettore Ginko, riesce a averla vinta. E a chiudere il grande criminale nella cella della morte.

La cattiva strada

«Sugli stolti e sugli ubriaconi vegliano gli dèi in persona», scriveva James Crumley nell’Ultimo vero bacio, ma tutto questo non sembra valere per Milo Milodragovitch, reduce dal clamoroso fallimento professionale e umano del Caso sbagliato e ridotto a sbarcare il lunario come guardia giurata, nell’attesa di entrare in possesso della cospicua eredità paterna. E proprio le antiche scappatelle di suo padre lo trascinano in un nuovo caso, ancor piú intricato del precedente: Sarah Weddington, amante occasionale del defunto Milodragovitch senior, gli offre un banale ma poco chiaro lavoretto di sorveglianza e pedinamento che innesca ben presto una folle spirale di violenza. Milo si trova cosí invischiato nella ragnatela di fascino e lusinghe ordita da tre donne di grande carattere e personalità, ciascuna delle quali sembra avere misteriosi legami con la storia e i beni della famiglia Milodragovitch. Tra cadaveri e complotti, Milo è costretto suo malgrado a districare una matassa apparentemente insolubile, che lo porterà ancora una volta a masticare fino in fondo il sapore amaro de La cattiva strada.

La cattiva strada

Questa è la storia di un amore. Un amore indomabile, travolgente. E innanzitutto proibito. Quello che lega un ragazzo appena quattordicenne a una suora che di anni ne ha ventisei. La passione che vivono, fino in fondo e senza rimorsi, queste due giovanissime creature viene raccontata con candore e precisione, senza compiacimenti e senza moralismi, da uno scrittore che all’epoca ha solo diciott’anni. In questo romanzo dotato di una grazia quasi prodigiosa (e che inevitabilmente ci fa pensare a un altro romanzo, pressoché perfetto, opera di un adolescente: “Il diavolo in corpo” di Radiguet) percepiamo, tra Denis e suor Clotilde, una tensione erotica palpabile, bruciante: e ogni qualvolta ci sono loro due, soltanto loro due, la pagina è come illuminata. Gli altri – genitori, autorità scolastiche, gerarchie ecclesiastiche – faranno tutto quanto è in loro potere per opporsi a quell’amore. Ma non vi è migliore risposta dell’epigrafe apposta al libro dall’autore stesso: «Credi nel tuo Dio se puoi, ma credi soprattutto nella vita. Se la tua vita dimentica il tuo Dio, tieniti stretta la vita…». Non è un caso che Emmanuel Carrère abbia definito Japrisot «un grande scrittore», «uno dei più originali del suo tempo».

La cattedrale del mistero: il segreto della reliquia maledetta

Catalogna, 1161. Non si può perdere altro tempo, l’abate Berenguer del monastero di Sant Pere de Rodes deve subito dare inizio ai lavori di ristrutturazione della cattedrale in vista del Giubileo. Grazie a un generoso benefattore, l’incarico viene affidato al maestro scultore Peire, che giunge sul posto con la giovane figlia Càndia. Blai, un orfano cresciuto tra le mura del monastero sotto la tutela di Sebastià, il responsabile dell’ostello dei pellegrini, segue con fascinazione l’artista Peire all’opera e cerca di emularlo, scoprendo così un talento innato che lo porta a collaborare ai lavori, mentre cresce in lui una passione per la bella Candià. In poco tempo, le attività di restauro rompono la quiete di quel luogo di preghiera e pellegrinaggio, tanto che un traditore ne approfitta per sottrarre le sacre reliquie di san Pietro custodite da secoli nella cripta della cattedrale, un atto vile che mette a repentaglio l’intero monastero e i suoi rapporti con l’autorità papale. Non resta che recuperare il prima possibile le reliquie – anche perché nascondono un segreto dirompente – e l’abate Berenguer sa che l’unico in grado di farlo è Sebastià, visto il suo passato di crociato e abile cavaliere. Così, aiutato dal giovane e impavido Blai, l’uomo parte per una missione disseminata di temibili ostacoli, in una corsa contro il tempo per salvare uno tra i simboli più venerati della Cristianità e, soprattutto, le ragioni stesse dell’esistenza della Chiesa di Cristo…

La casa prigioniera del tempo

Century House la casa in cui Macy vive con il padre, la sorellina Caroline e due governanti, è avvolta da un velo che la rende invisibile a tutti. I suoi abitanti si svegliano al tramonto, si addormentano all’alba e ogni giorno si ripete identico all’altro, in un perpetuo inverno. Finché una mattina Macy trova sul suo cuscino un fiore di bucaneve. Chi l’avrà lasciato? E per quale motivo? I ricordi di un lontano passato comiciano ad affiorare e la ragazzina decide di scoprire il segreto che circonda la sua famiglia… Età di lettura: da 13 anni.
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La casa nella pineta

Nella primavera del 1962 la famiglia Ichino riceve una visita dell’amico don Lorenzo Milani. Indicando i libri e il benessere che si respira in quel salotto milanese, il priore si rivolge a Pietro, tredicenne: ‘Per tutto questo non sei ancora in colpa; ma dal giorno in cui sarai maggiorenne, se non restituisci tutto, incomincia a essere peccato’.
Marchiato a fuoco da questo monito, che pur nella sua radicalità racchiude in sé molti altri insegnamenti familiari, il protagonista di queste pagine rifiuta di intraprendere la carriera di avvocato al fianco del padre amatissimo per dedicarsi al movimento operaio, ritrovarsi cooptato nel palazzo del potere ma poi farsene cacciare, studiare il Diritto del lavoro nell’epoca drammatica della fine delle ideologie, del terrorismo rosso e poi della sua nuova fiammata al passaggio del millennio.

In questo libro insolito, al confine tra un racconto intimo e il grande affresco di un’epoca, le vicende pubbliche si intrecciano alla storia di una famiglia italiana che raccoglie in sé l’eredità ebraica e un cattolicesimo dalla forte vocazione sociale e che ha eletto la Versilia a proprio luogo dello spirito. È così che – dalle persecuzioni razziali al Concilio Vaticano II, da Bruno Pontecorvo a Piero Sraffa, dal ’68 all’assassinio di Calabresi, dal Pci di Pietro Ingrao fino alle riforme del Diritto del lavoro – la “casa nella pineta” diventa il crocevia di vite vissute con singolare intensità, dove generazioni di padri e di figli dalle anime inquiete possono crescere, amarsi, perdersi e ritrovarsi.

(source: Bol.com)

La casa nella brughiera

Inghilterra, 1458 – 1504.
Quando due famiglie ugualmente ambiziose occupano la stessa porzione di terra, inevitabilmente sorgono rivalità e gelosie, e se tutto ciò sfocia in una faida, occorrono almeno tre generazioni prima che la pace torni a regnare. È ciò che accade ai Lanyon, fittavoli dei nobili Sweetwater: alla morte del padre, l’ambizioso Richard è disposto persino a sacrificare la serenità dei suoi cari pur di rivalersi sugli odiati padroni. Ma una famiglia non può prosperare senza la presenza amorevole di una donna, e così combina il matrimonio tra il suo unico figlio, Peter, e Liza Weaver. I due giovani si piegano al volere dei genitori, rinunciando ai loro sogni pur con il cuore spezzato, perché se i loro segreti diventassero di pubblico dominio tutto ciò per cui Richard ha lavorato una vita intera sarebbe irrimediabilmente perduto. Ma sarà soltanto la generazione successiva che avrà la possibilità di ottenere in un sol colpo ciò che al capostipite dei Lanyon è sempre sfuggito: la serenità.

La Casa Nel Mare

Eve ha deciso che è arrivato il momento di mettersi in gioco.
Abbandona la sicurezza che la circonda in Svizzera e arriva nel paese ligure di San Terenzo, attratta dalle bellezze naturali del luogo e da un’atmosfera stranamente famigliare.
Qui scoprirà una nuova se stessa.
Attraverso l’amicizia con un affascinante barista e grazie ai racconti di un anziano galantuomo, verrà a conoscenza di radici del proprio passato talmente straordinarie da rendere possibile un nuovo ed incantevole futuro.
Perché solo la verità rende liberi, regalandoci l’opportunità di essere i veri noi stessi.
In questo splendido borgo, Eve ritroverà la sua creatività: forse questo mare immenso e selvaggio è davvero casa…
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### Sinossi
Eve ha deciso che è arrivato il momento di mettersi in gioco.
Abbandona la sicurezza che la circonda in Svizzera e arriva nel paese ligure di San Terenzo, attratta dalle bellezze naturali del luogo e da un’atmosfera stranamente famigliare.
Qui scoprirà una nuova se stessa.
Attraverso l’amicizia con un affascinante barista e grazie ai racconti di un anziano galantuomo, verrà a conoscenza di radici del proprio passato talmente straordinarie da rendere possibile un nuovo ed incantevole futuro.
Perché solo la verità rende liberi, regalandoci l’opportunità di essere i veri noi stessi.
In questo splendido borgo, Eve ritroverà la sua creatività: forse questo mare immenso e selvaggio è davvero casa…

La casa di mio padre

Pubblicato nel 1949, “La casa di mio padre” è il primo romanzo di Orhan Kemal, un libro ricco di elementi autobiografici vivificati da una vocazione narrativa che trascolora in una luce di ottimismo gli elementi più tragici e duri dell’esistenza. Kemal ripercorre in prima persona l’infanzia e l’adolescenza di un “signor nessuno” che l’autore immagina di aver incontrato per caso in un caffè. Figlio di un funzionario statale politicamente impegnato, nel corso del romanzo il protagonista passa da un’infanzia relativamente agiata nella Turchia sconvolta dalle turbolenze politiche legate alla fine dell’Impero ottomano a un’adolescenza segnata dalla miseria più nera durante l’esilio della famiglia in Libano. Al centro della vicenda campeggia il conflitto del figlio con un padre dal carattere complesso, una figura tratteggiata dall’autore con l’abilità e l’estro di un pittore amante dei colori forti e del chiaroscuro. Nella girandola di situazioni difficili, tragiche e talvolta comiche in cui viene coinvolto suo malgrado, il giovane eroe non perde mai l’entusiasmo per la vita e la speranza in un futuro migliore, dimostrando sempre un profondo sentimento di solidarietà per gli altri uomini, indipendentemente dall’estrazione sociale o dalla cultura di appartenenza.
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La casa di June

Se i vivi sapessero quanti segreti si nascondono tra i muri di una vecchia casa… Di certo non lo sospetta la giovane Cassie, che ha appena lasciato il fidanzato e la vita newyorkese per seppellirsi nella provincia dell’Ohio, in una magione di famiglia ormai in rovina, Two Oaks. Il palazzo, appartenuto alla nonna June, cade a pezzi, un po’ come la vita di Cassie: per mesi lei osserva, senza fare nulla, la ruggine che si accumula sui tubi, l’atrio invaso da buste indirizzate a persone ormai morte, il groviglio di vegetazione attorno alle finestre, per non parlare dei pipistrelli che hanno occupato la sala da ballo del secondo piano. A scuoterla da questo isolamento, una mattina, qualcuno bussa alla porta, recando una notizia che ha dell’inverosimile: Jack Montgomery, ex divo hollywoodiano, le ha lasciato in eredità la sua immensa fortuna. Ma come è possibile che quella celebrità d’altri tempi abbia a che fare con lei? Quali memorie racchiude la remota località nella quale si è ritirata? E cosa vuole davvero da lei quella donna, che porta il cognome del famoso attore e che le offre un milione di dollari per togliersela dai piedi? Per rispondere a questi e ad altri interrogativi, Cassie si lancia in un viaggio indimenticabile, tra passato e presente, alla ricerca del mistero che nonna June ha ostinatamente custodito su quello che accadde un’estate di sessant’anni prima, segnando la sua famiglia per sempre. Miranda Beverly-Whittemore, maestra del suspense psicologico, ci conduce in un intreccio di passioni, rimpianti e gelosie, aiutandoci a scoprire la materia ambigua di cui è fatto l’amore.

(source: Bol.com)

La casa di Cristina

l'autore Ben Haas si è trasferito in Austria , nel Wienerrwald, con la famiglia per approfondire le sue ricerche per scrivere questo libro La casa di Cristina.
Wienerwald significa Bosco Viennese, una vasta regione di boschi e prati ondulati in armoniose colline.
Per uno dei tanti sentieri che la percorrono in ogni direzione cammina solitario, in un mattino di sole del ’36, Lan Condon, turista americano, scrittore e soggettista cinematografico. Quel sentiero del Wienerwald lo porterà al Cristina Hof, la casa di Cristina, la splendida villa che il generale Helmer ha dedicato a sua moglie, prematuramente scomparsa.
C'è il perioso storico che è l'avvento del nazismo in Germania con molti simpatizzanti in Austria e alterne vicende che vedranno La casa di Cristina al centro di combattimenti e intrighi. Un romanzo che appassiona, senza aspettarsi grandi frasi letterarie, ma piacevole per passare qualche ora con una vicenda che unisce l'amore alla storia.

La casa della freccia rossa

Alle 10,30 di sera, in una stanza della Maison Granelle, si sentono strani rumori e una parola quasi gridata. Poi la ricca signora Harlowe viene trovata morta. Molti dettagli fanno pensare che si tratti ai omicidio, anche se il corpo non mostra né segni di violenza né tracce di veleno. Tanti sono gli indizi, piccoli o granai: la scomparsa di una preziosa collana, lo spostamento di un vecchio volume, una freccia avvelenata… Cosa è veramente accaduto quella sera alla Maison Granelle?

La casa del tempo perduto

Inghilterra, 18° secolo. La nobildonna Elizabeth Lancaster inizia un viaggio nei ricordi di un’estate che, 17 anni prima, cambiò per sempre lei e il destino della sua famiglia.
«Era fuggito presto il tempo della felicità, effimero ed ingannevole come l’ardore della giovinezza, di cui non resta che un ricordo falsato dai rimorsi e dalla nostalgia per giorni che non possono tornare. Eppure quel tempo era così vivido nella mia memoria, che mi sembrava di sentire ancora l’allegra musica del clavicembalo di Geoffrey riecheggiare nelle grandi stanze dagli alti soffitti affrescati; stanze ormai vuote, che raccontavano di coloro che le avevano abitate, soltanto a chi li aveva conosciuti. Avrei potuto allora, forse, mutare il corso degli eventi che ci avrebbero travolti di lì a poco, sorprendendoci, quando nel mezzo della più verde età, ancora troppo giovani e incoscienti, saremo diventati tutti, ognuno vittima delle proprie scelte, artefici di un inesorabile destino».
Editato in corso d’opera da Alessandra Giuliana Granata.
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### Sinossi
Inghilterra, 18° secolo. La nobildonna Elizabeth Lancaster inizia un viaggio nei ricordi di un’estate che, 17 anni prima, cambiò per sempre lei e il destino della sua famiglia.
«Era fuggito presto il tempo della felicità, effimero ed ingannevole come l’ardore della giovinezza, di cui non resta che un ricordo falsato dai rimorsi e dalla nostalgia per giorni che non possono tornare. Eppure quel tempo era così vivido nella mia memoria, che mi sembrava di sentire ancora l’allegra musica del clavicembalo di Geoffrey riecheggiare nelle grandi stanze dagli alti soffitti affrescati; stanze ormai vuote, che raccontavano di coloro che le avevano abitate, soltanto a chi li aveva conosciuti. Avrei potuto allora, forse, mutare il corso degli eventi che ci avrebbero travolti di lì a poco, sorprendendoci, quando nel mezzo della più verde età, ancora troppo giovani e incoscienti, saremo diventati tutti, ognuno vittima delle proprie scelte, artefici di un inesorabile destino».
Editato in corso d’opera da Alessandra Giuliana Granata.

La casa del diavolo

Entrò in casa e si chiuse la porta alle spalle.
Fu aggredito da un ricordo. Il viso cinereo di Sofia, l’ultima volta che l’aveva vista. Prima di murarne il cadavere.
L’uomo sentì la rabbia montargli dentro, come un vortice impazzito.
“Eccomi, lurido bastardo!” gridò. “Sono tornato!”
L’eco delle parole rimbombò nel soggiorno.
“Tutti i nodi vengono al pettine. È solo questione di tempo.”
L’uomo si guardò attorno, studiando la prossima mossa.
“E ora quel tempo è arrivato.”
Ancora un passo, in quella casa sconosciuta. Sotto la pelle l’onnipotenza di chi non ha più niente da perdere.
“Sono tornato” ripeté. “E sono qui per ucciderti!”
C’è qualcosa di strano nella casa del vecchio Ardemagni.
Quella villetta è la tana del demonio?
Ardemagni se la dà a gambe, facendosi ricoverare in una clinica psichiatrica.
Meglio pazzo che posseduto!
L’abitazione viene acquistata da una coppia di coniugi.
Tutto tranquillo, per qualche tempo.
Quando la donna viene ritrovata morta, però, le parole del vecchio tornano a galla, risuonando nella testa dell’unico indagato: il marito della vittima.
LA CASA DEL DIAVOLO è un thriller a tratti psicologico e a tratti d’indagine, dove la vicenda rasenta il paranormale, senza mai oltrepassare il confine della realtà.
Elemento fondamentale di questo romanzo, oltre alla morte, è l’amore.
Dove c’è l’una, c’è anche l’altro. Fin dai tempi più remoti.
Ed ora, a distanza di secoli, morte e amore sono ancora lì, mano nella mano, a seminare vittime.
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### Sinossi
Entrò in casa e si chiuse la porta alle spalle.
Fu aggredito da un ricordo. Il viso cinereo di Sofia, l’ultima volta che l’aveva vista. Prima di murarne il cadavere.
L’uomo sentì la rabbia montargli dentro, come un vortice impazzito.
“Eccomi, lurido bastardo!” gridò. “Sono tornato!”
L’eco delle parole rimbombò nel soggiorno.
“Tutti i nodi vengono al pettine. È solo questione di tempo.”
L’uomo si guardò attorno, studiando la prossima mossa.
“E ora quel tempo è arrivato.”
Ancora un passo, in quella casa sconosciuta. Sotto la pelle l’onnipotenza di chi non ha più niente da perdere.
“Sono tornato” ripeté. “E sono qui per ucciderti!”
C’è qualcosa di strano nella casa del vecchio Ardemagni.
Quella villetta è la tana del demonio?
Ardemagni se la dà a gambe, facendosi ricoverare in una clinica psichiatrica.
Meglio pazzo che posseduto!
L’abitazione viene acquistata da una coppia di coniugi.
Tutto tranquillo, per qualche tempo.
Quando la donna viene ritrovata morta, però, le parole del vecchio tornano a galla, risuonando nella testa dell’unico indagato: il marito della vittima.
LA CASA DEL DIAVOLO è un thriller a tratti psicologico e a tratti d’indagine, dove la vicenda rasenta il paranormale, senza mai oltrepassare il confine della realtà.
Elemento fondamentale di questo romanzo, oltre alla morte, è l’amore.
Dove c’è l’una, c’è anche l’altro. Fin dai tempi più remoti.
Ed ora, a distanza di secoli, morte e amore sono ancora lì, mano nella mano, a seminare vittime.

La casa del delitto

Il ministro di giustizia, Federico Duncan, chiacchiera con moglie e amici. L’argomento è Diabolik che sembra sparito dalla circolazione. “Non illudetevi”, afferma il ministro, “Quell’assassino lascia passare del tempo tra un colpo e l’altro, ma poi riappare più sanguinario di prima!”.