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La Donna Urlante

Celia Kendrick è una scultrice che decide di dedicare tutta se stessa sulla sua ultima creazione. Quando però la Donna Urlante, questo il nome della scultura, prende vita ed inizia ad uccidere, interverrà Dylan Dog per cercare di fermarla.

La donna senza nome

**Un autore bestseller di New York Times e USA Today

Un grande thriller

‘Terrificante.’**

In una remota cittadina nel nord del Vermont, Rachel Rath, una studentessa, ha la sensazione di essere seguita. Le sembra di avere addosso gli occhi insistenti di uno sconosciuto. Sono gli occhi di chi, molti anni prima, ha torturato e ucciso la sua famiglia. Grazie a un cavillo legale, Ned Preacher è riuscito a ottenere una riduzione della pena e, adesso che è libero, Rachel pare sia diventata la sua ossessione. Dopo il brutale omicidio della sorella, il detective Frank Rath ha adottato sua nipote. Per anni ha cercato di proteggerla dalla verità sulla morte dei genitori. Ma ora che Preacher è stato scarcerato, Rath sa che userà Rachel per vendicarsi di lui. E Frank non ha alcuna intenzione di perdere l’unica cosa preziosa che gli è rimasta. Quando alcune ragazze vengono assassinate e una scompare, Rath e la detective Sonja Test capiscono che non possono più agire con cautela. Scopriranno presto che la verità può essere molto più perversa di quanto avessero immaginato.

Un assassino assetato di vendetta è di nuovo a piede libero.
Il detective Rath deve difendere dalla sua furia omicida chi ha di più caro al mondo.

‘Eric Rickstad ha la dote rara di saper narrare una storia oscura e cruda con una prosa fluida e poetica. Se non avete ancora scoperto questo autore, La donna senza nome è il romanzo giusto con cui iniziare. È un thriller pieno di tensione e una lettura emozionante.’
Alafair Burke, autrice di La ragazza del parco

‘Un tour de force nella suspense inarrestabile che spinge i lettori nel profondo mondo oscuro e ammaliante di Rickstad. Impossibile smettere di leggerlo.’
Gregg Olsen, autore bestseller del New York Times

Eric Rickstadt

Vive nel Vermont con la moglie e la figlia. Con il suo romanzo d’esordio, Reap, ha ottenuto negli Stati Uniti un immediato successo, tanto da diventare un autore bestseller del ‘New York Times’. La Newton Compton ha pubblicato Le ragazze silenziose e La donna senza nome.

(source: Bol.com)

La donna non esiste

Negli ultimi anni il dibattito sul rapporto tra sesso, identità e genere si è intensificato. In pochi però se ne interessano, e molti purtroppo parlano a sproposito. I contributi raccolti in questo volume gettano su questi temi uno sguardo innovativo, multidisciplinare e spesso ribelle. Gli stereotipi oggi dominanti (e limitanti) di sesso e gender vengono superati, per concedere a ogni essere umano la propria individualità. Inoltre vengono affrontate alcune questioni cruciali. Quanti sono i sessi? Come si pone la biologia di fronte alla classificazione della appartenenza ai sessi e alla multidimensionalità dell’identità di genere? Come la bioetica ripensa l'”umano” dopo il superamento del binarismo sessuale? Le nostre città marginalizzano gli individui la cui vita sociale e privata non può essere ingabbiata in spazi specializzati? Che tipo di medicina è la medicina di genere? In quali modi il neurosessismo continua a manifestarsi nel rapporto comunicativo tra scienza e società civile?

(source: Bol.com)

La donna è mia

Nello sguardo di quella donna c’è qualcosa di animalesco. Sembra una belva in gabbia. In vacanza su una spiaggia della Florida, Jeff Patterson ha subito colto la paura negli occhi dell’affascinante sconosciuta. Ma di cosa ha paura? Sta fuggendo da qualcosa o da qualcuno? O da se stessa? Domande ancora più pressanti, ora che l¿ha salvata mentre tentava di annegarsi inoltrandosi in mare aperto. Dice di chiamarsi Joyce, ma che in realtà non sarebbe questo il suo vero nome. Tutti la credono pazza, e potrebbero venire a prenderla per portarla via, ma lui deve prometterle che li fermerà, vero? Jeff è perplesso, non sa cosa pensare… finché, nella notte, un colpo alla porta gli fa gelare il sangue. Qualcuno è venuto per la donna. E non se ne andrà senza di lei.

La donna di MacKenzie

DONNE DI SCOZIA… Ecco a voi le donne del mondo di Mary, regina degli scozzesi. Come il cardo di Scozia, queste fanciulle sono affascinanti ma tenaci, belle ma pungenti, e solo i più forti e saggi tra gli eroi sono in grado di eludere le loro spine e scoprire i delicati fiori che si celano in loro.

Volume 3: La donna di MacKenzie

Una donna con il gusto per l’avventura… un uomo capace di soddisfare il suo appetito. Lo chef della regina Mary accende una focosa relazione con una vivace donna menestrello durante il banchetto più controverso dell’epoca Tudor.

Tristan MacKenzie, brillante chef della famiglia reale, è deciso a fare buona impressione sulla regina Mary durante il banchetto per il battesimo del suo figlio neonato; ma poi un’intrepida donna menestrello, Mery Graham, giunge a rompergli le uova nel paniere. Il posto di una donna non è certo in cucina, ma la prode Mary non è intimidita dal bel cuoco che le ha risvegliato in lei l’appetito per l’amore. L’impetuosità di Mery provoca un bel disastro quando la giovane inizia a innamorarsi e a perdere la voglia di viaggiare. E quando la sua insaziabile curiosità la getta nel mezzo di un piano per assassinare il principino, Tristan deve mettere a rischio la propria vita e il proprio futuro – cadendo dalla padella nella brace – per salvare l’insolente giovane che gli ha rapito il cuore.

Due parole su Glynnis Campbell
Glynnis Campbell è autrice di besteller di USA Today. Scrive storie ricche di azione, avventura e romanticismo ambientate in Scozia, in Inghilterra e nel West americano. Ha pubblicato più di una dozzina di libri in sette lingue. Ha vinto riconoscimenti importanti a premi letterari come l’Orange Rose, l’Hearths through History e il Book Buyers Best, ed è stata due volte finalista dei RITA Awards. I suoi libri compaiono in diverse raccolte assieme a quelli di famose autrici quali Bella Andre, Marie Force, Tanya Anne Crosby, Lauren Royal, Kathryn Le Veque, Eliza Knight e Claire Delacroix. Glynnis scrive dalla sua casa in California e adora giocare a fare la sensale di matrimoni medievali e trasportare i lettori in un mondo dove gli eroi sono coraggiosi e hanno difetti affascinanti, le donne sono più forti di quanto sembra, la terra è fertile e indomita, e la cavalleria è viva e vegeta.

Un messaggio da Glynnis…
Adoro scrivere “storie che tengono svegli la notte!”

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(source: Bol.com)

La Donna di MacFarland

DONNE DI SCOZIA… Ecco a voi le donne del mondo di Mary, regina degli scozzesi. Come il cardo di Scozia, queste fanciulle sono affascinanti ma tenaci, belle ma pungenti, e solo i più forti e saggi tra gli eroi sono in grado di eludere le loro spine e scoprire i delicati fiori che si celano in loro.

Volume 1: La donna di MacFarland

Una donna in fuga… e un uomo in caccia. Lui ha quaranta giorni per guadagnare la sua fiducia. Lei ha quaranta giorni per conquistare il suo cuore. Entrambi hanno quaranta giorni per battere in astuzia i loro nemici.

Quando Florie Gilder, un tempo rispettata orefice della regina Mary, chiede asilo in una chiesa abbandonata per un crimine che non ha commesso, il cacciatore Rane MacFarland, eroe dei poveri del circondario, giura di proteggerla. Ma quando il suo signore gli ordina di impedire la fuga della ricercata, Rane si ritrova combattuto tra dovere e desiderio, avendo iniziato a innamorarsi della sua vivace prigioniera. E quando potenti nemici cospirano per rivolgere Rane e Florie l’uno contro l’altra, per sopravvivere i due dovranno fare appello al coraggio, all’astuzia e, soprattutto, all’amore.

(source: Bol.com)

La donna del tenente francese

Sola, all’estremità di un molo battuto dalle tempeste, Sarah Woodruff fissa muta il mare sul quale è scomparso il tenente francese, che tutti dicono essere stato il suo amante. Condannata dall’opinione pubblica, incompresa anche da chi le sta vicino, la giovane, figura tragica e ambigua, nasconde in realtà un impenetrabile segreto, una incontenibile passione e un’ansia di libertà capace di travolgere tutte le ferree regole della morale vittoriana. Vittima, ma allo stesso tempo complice, di questa ribellione è Charles Smithson, un ricco paleontologo dilettante, che solo nell’abbandonarsi ciecamente all’amore troverà una ragione di vita. Pubblicato nel 1969 e ambientato un secolo prima, “La donna del tenente francese” fonde mirabilmente ironia e sentimento, attenzione alla cultura dell’epoca e un disincantato cinismo. Un racconto romantico e sovversivo in cui John Fowles sperimenta le modalità di una scrittura postmoderna, a cavallo tra passato e presente, tra echi dei grandi poeti dell’Ottocento e citazioni di Darwin, con un finale assolutamente sorprendente: una delle opere più interessanti della narrativa inglese contemporanea in cui si ritrovano inscindibilmente uniti il fascino del sogno e il disincanto della realtà.
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La donna del ritratto

L’ebook contiene il testo inedito ”La trama del tempo”, un racconto autobiografico che l’autrice dedica ai suoi lettori.

IL MIO VERO NOME, NESSUNO LO RICORDA. LA VERITÀ SU QUELL’ESTATE, NESSUNO LA CONOSCE.

Nell’estate del 1862, un gruppo di giovani artisti si riunisce a Birchwood Manor, una grande casa nella campagna dell’Oxfordshire, quasi protetta dentro un’ansa del Tamigi. A guidare il gruppo è Edward Radcliffe, il più appassionato e promettente di loro, un ragazzo di vent’anni, che non conosce limiti. A lui è venuta l’idea di immergersi nella natura per i successivi trenta giorni, lontano dai condizionamenti di Londra e dalla sua formalissima society, per dare libero sfogo alla creatività. E invece, alla fine di quel mese, la tragedia ha stravolto le loro esistenze: una donna è stata uccisa, un’altra è sparita nel nulla e un prezioso gioiello è scomparso. Più di centocinquanta anni dopo, Elodie Winslow, una giovane archivista di Londra, scopre per caso una borsa di cuoio nella quale si trovano due oggetti che la colpiscono profondamente: la fotografia sbiadita di una bellissima giovane donna in abiti vittoriani e l’album da disegno di un artista. Nel quale spicca lo schizzo di una grande casa protetta dall’ansa di un fiume, che a Elodie pare stranamente famigliare. Quali segreti nasconde Birchwood Manor? Chi è la ragazza? Per scoprirlo, Elodie dovrà seguire una voce fuori dal tempo, dimenticata dalla storia eppure testimone di tutto: Birdie Bell, la donna del ritratto.

(source: Bol.com)

La Donna Dei Miei Sogni

“Oggi ho incontrato la donna dei miei sogni. Era seduta al Café Flore, al mio tavolo preferito. Sfortunatamente però non era sola. Un uomo piuttosto attraente le stava accanto e le stringeva la mano. Sono un libraio, e se hai a che fare con i libri tutti i giorni, se vivi immerso nei romanzi, a un certo punto inizi a credere che nella vita possano accadere molte più cose del previsto. Forse sono un inguaribile romantico, ma chi dice che quello che capita in un libro non possa succedere anche nella realtà? Ed ecco infatti che qualcosa è successo davvero. La donna dei miei sogni si è alzata e ha lasciato un bigliettino sul mio tavolo mentre mi passava vicino. Un nome, un numero. Nient’altro. Il mio cuore ha fatto un salto. E così sono iniziate le ventiquattr’ore più eccitanti della mia vita.” Ma quel che promette di essere un rendez-vous romantico si trasforma ben presto in una cocente delusione: il numero di telefono non si legge bene e Antoine, l’intraprendente proprietario della Librairie du Soleil a Saint-Germain-des-Prés, deve buttarsi in una rocambolesca avventura per ritrovare la donna con l’ombrello rosso che lo ha stregato.

(source: Bol.com)

La Donna Dei Due Volti

Miranda Jeffreys Cavanaugh è una ragazza semplice e tranquilla che vive in Inghilterra, dove conduce un’esistenza serena, priva di particolari sorprese. Il padre morì quando lei era ancora molto piccola, lasciandola all’oscuro di molte cose, che soltanto da grande riuscirà a scoprire. Alla ricerca delle sue origini, Miranda si trasferisce in Florida, dove il padre aveva vissuto gran parte della sua vita. Immersa nella rigogliosa e lussureggiante natura delle isole Keys, dove il tempo sembra seguire un corso tutto suo, la ragazza farà la conoscenza di Jake Delacroix, sfuggente come le onde dell’oceano ma altrettanto affascinante; grazie a lui scoprirà una parte di sé fino a ora sconosciuta…

La donna che visse due volte

Narra la leggenda che la premiata ditta del noir francese formata da Pierre Boileau e Thomas Narcejeac abbia scritto “La donna che visse due volte” con uno scopo ben preciso: quello di piacere ad Alfred Hitchcock. Una scommessa azzardata, indubbiamente (anche se i due non ignoravano che il regista avrebbe già voluto adattare per lo schermo I diabolici, che gli era stato soffiato da Henri-Georges Clouzot). Come tutti sanno, la scommessa fu vinta, e la storia della enigmatica Madeleine, che sembra tornare “dal regno dei morti”, diventò quello che la critica ha definito il capolavoro filosofico di Alfred Hitchcock – e uno dei film più amati dai cinéphiles di tutto il mondo. Quando, molti anni dopo, François Truffaut gli chiederà che cosa esattamente gli interessasse nella storia di questa ossessione amorosa che ha la tracotanza di sconfiggere la morte, Hitchcock gli risponderà: “la volontà del protagonista di ricreare un’immagine sessuale impossibile; per dirlo in modo semplice, quest’uomo vuole andare a letto con una morta – è pura necrofilia”. Attenzione però: se è vero che ci si accinge alla lettura del libro avendo davanti agli occhi la sagoma allampanata di James Stewart e il corpo di Kim Novak, a mano a mano che ci si inoltra nelle pagine del romanzo le immagini del film si dissolvono e si impone, invece, la dimensione onirica, angosciosa, conturbante di Boileau e Narcejac, che sanno invischiare il lettore negli stessi incubi ai quali i loro personaggi non riescono a sfuggire fino all’ultima pagina.
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La donna che uccide

Platonov è un uomo braccato. Ex funzionario del Ministero degli Interni, è stato accusato di corruzione, contrabbando di metalli preziosi e omicidio. È un complotto, ma lui non può provarlo, la sua unica possibilità è fuggire, nascondersi e sperare di scagionarsi, guidando da lontano le indagini della polizia. Trova rifugio a casa di una sconosciuta, Kira, che accetta di aiutarlo e che lentamente si innamora di lui e trasmette i suoi messaggi alle persone che potrebbero tirarlo fuori da quell’impiccio. Per la Kamenskaja, della Polizia criminale di Mosca, è un caso difficile: difficile credere che Platonov sia innocente, ci sono troppi elementi contro di lui. Difficile anche rompere certe barriere di silenzio, difficile capire su cosa aveva messo le mani, non potendogli parlare direttamente. E poi ha tra le mani anche l’indagine su un killer misterioso che uccide ogni settimana, sei vittime senza legami tra loro, freddate in vari punti della città senza un apparente disegno. Più i tasselli si incastrano, più Nastja si accorge che questa volta ha a che fare con qualcosa di più astuto di qualunque criminale, qualcosa contro cui non esistono né armi né strategie abbastanza potenti: il semplice, banale destino.
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La donna che sapeva amare

**Autrice del bestseller *Quell’appuntamento segreto a Parigi***
Musa, artista, amante. Alma Schindler è la regina dei salotti di Vienna ed è considerata da tutti la donna più bella della città. Il suo magnetismo non lascia scampo: chi la conosce ne rimane stregato. Tra i suoi ammiratori ci sono famosi poeti, compositori e filosofi: quando Alma ha solo diciassette anni, il grande pittore Gustav Klimt si innamora perdutamente di lei. Lei stessa è un’abile pianista e sogna di vedere eseguiti i suoi pezzi a teatro. Ma quando diventa la musa e la sposa di Gustav Mahler, lui le chiede di rinunciare alle proprie ambizioni e diventare una moglie devota. Una scelta, quella tra l’amore e la musica, che si rivelerà la più difficile e sofferta della sua vita. Caroline Bernard fa rivivere una Vienna scintillante e bohémien, tra il lusso dell’alta società e le polverose mansarde degli artisti. Ci regala il ritratto spregiudicato e conturbante di una donna che ha saputo incarnare un’epoca di grande fermento culturale, a cavallo tra Ottocento e Novecento.
**Bestseller in Germania
Klimt fu il suo primo amore
Mahler la sua vita e il suo destino
L’incredibile storia di una donna che ha ispirato due grandi artisti**
«Si fa presto a dimenticare che si tratta di una storia vera, talmente è bello il romanzo: divertente e commovente al tempo stesso.»
«L’autrice riesce a suscitare emozioni nel lettore conducendolo nella vita intima di una donna che ha sacrificato molto il proprio talento per essere una musa ispiratrice dei geni maschili al suo fianco.»
**Caroline Bernard**
è una studiosa di Letteratura, nata ad Amburgo nel 1961. Prima della laurea ha fatto un viaggio a Parigi e si è innamorata della città. Sono seguiti soggiorni più lunghi come ragazza alla pari, o grazie a borse di studio. Non riuscirebbe a vivere senza trascorrere del tempo a Parigi, in Provenza o in Normandia. La Newton Compton ha pubblicato anche *Quell’appuntamento segreto a Parigi*.
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### Sinossi
**Autrice del bestseller *Quell’appuntamento segreto a Parigi***
Musa, artista, amante. Alma Schindler è la regina dei salotti di Vienna ed è considerata da tutti la donna più bella della città. Il suo magnetismo non lascia scampo: chi la conosce ne rimane stregato. Tra i suoi ammiratori ci sono famosi poeti, compositori e filosofi: quando Alma ha solo diciassette anni, il grande pittore Gustav Klimt si innamora perdutamente di lei. Lei stessa è un’abile pianista e sogna di vedere eseguiti i suoi pezzi a teatro. Ma quando diventa la musa e la sposa di Gustav Mahler, lui le chiede di rinunciare alle proprie ambizioni e diventare una moglie devota. Una scelta, quella tra l’amore e la musica, che si rivelerà la più difficile e sofferta della sua vita. Caroline Bernard fa rivivere una Vienna scintillante e bohémien, tra il lusso dell’alta società e le polverose mansarde degli artisti. Ci regala il ritratto spregiudicato e conturbante di una donna che ha saputo incarnare un’epoca di grande fermento culturale, a cavallo tra Ottocento e Novecento.
**Bestseller in Germania
Klimt fu il suo primo amore
Mahler la sua vita e il suo destino
L’incredibile storia di una donna che ha ispirato due grandi artisti**
«Si fa presto a dimenticare che si tratta di una storia vera, talmente è bello il romanzo: divertente e commovente al tempo stesso.»
«L’autrice riesce a suscitare emozioni nel lettore conducendolo nella vita intima di una donna che ha sacrificato molto il proprio talento per essere una musa ispiratrice dei geni maschili al suo fianco.»
**Caroline Bernard**
è una studiosa di Letteratura, nata ad Amburgo nel 1961. Prima della laurea ha fatto un viaggio a Parigi e si è innamorata della città. Sono seguiti soggiorni più lunghi come ragazza alla pari, o grazie a borse di studio. Non riuscirebbe a vivere senza trascorrere del tempo a Parigi, in Provenza o in Normandia. La Newton Compton ha pubblicato anche *Quell’appuntamento segreto a Parigi*.

La donna che non invecchiava più

*Perché è l’amore l’unico vero anti-età.*
Ci sono quelle che non invecchiano mai perché se ne sono andate troppo presto. Ci sono quelle che invecchiano senza patemi, perché sono troppo impegnate a godersi la vita. Ci sono quelle disposte a tutto pur di apparire più belle, più magre, più sexy, pur di negare l’ineluttabile e restare aggrappate a ciò che il tempo si ostina a volerci strappare. E poi c’è Betty. Betty che, misteriosamente, smette di invecchiare appena compiuti i trent’anni – la stessa età della madre al tempo della sua tragica e prematura scomparsa. Sul volto di Betty gli anni scorrono innocui e trasparenti come acqua. Sarà forse lo sguardo intenso e innamorato di suo marito a tenere lontane le rughe? A scongiurare gli effetti dei giorni che inesorabili scivolano tra le dita? Man mano che la sua anomalia si fa più evidente, la vita un tempo tranquilla di Betty comincia a vacillare. Perché un volto senza età è un volto senza storia, senza ricordi, senza passioni. Uno specchio vuoto in cui, presto o tardi, gli altri cessano di riconoscersi. *La donna che non invecchiava più* è un romanzo-manifesto pieno di poesia e di saggezza sull’ultimo vero tabù dei nostri tempi, la vecchiaia. Un inno appassionato alla forza e alla bellezza delle ragazze di ogni età.
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### Sinossi
*Perché è l’amore l’unico vero anti-età.*
Ci sono quelle che non invecchiano mai perché se ne sono andate troppo presto. Ci sono quelle che invecchiano senza patemi, perché sono troppo impegnate a godersi la vita. Ci sono quelle disposte a tutto pur di apparire più belle, più magre, più sexy, pur di negare l’ineluttabile e restare aggrappate a ciò che il tempo si ostina a volerci strappare. E poi c’è Betty. Betty che, misteriosamente, smette di invecchiare appena compiuti i trent’anni – la stessa età della madre al tempo della sua tragica e prematura scomparsa. Sul volto di Betty gli anni scorrono innocui e trasparenti come acqua. Sarà forse lo sguardo intenso e innamorato di suo marito a tenere lontane le rughe? A scongiurare gli effetti dei giorni che inesorabili scivolano tra le dita? Man mano che la sua anomalia si fa più evidente, la vita un tempo tranquilla di Betty comincia a vacillare. Perché un volto senza età è un volto senza storia, senza ricordi, senza passioni. Uno specchio vuoto in cui, presto o tardi, gli altri cessano di riconoscersi. *La donna che non invecchiava più* è un romanzo-manifesto pieno di poesia e di saggezza sull’ultimo vero tabù dei nostri tempi, la vecchiaia. Un inno appassionato alla forza e alla bellezza delle ragazze di ogni età.

La donna abitata

La donna abitata è il romanzo della rivoluzione sandinista, scritto in un crescendo di suspense dalla più nota scrittrice del Nicaragua. È la storia di due donne, vissute in epoche diverse, la prima un’india che combatte contro i conquistadores e la seconda una donna moderna che vive sotto una feroce dittatura centramericana. Le loro vite s’incontrano magicamente nell’amore e nella guerriglia. La donna abitata è stato tradotto e pubblicato con successo in tutto il mondo. Solo in Germania ha venduto 600.000 copie. ‘La donna abitata è un’appassionante storia d’amore, di solidarietà e di morte, in cui la leggenda e la realtà si mescolano armonicamente. C’è tanta verità in questo libro che è impossibile per il lettore rimanere indifferente. Questa è una storia che doveva essere raccontata e Gioconda Belli lo fa con talento’. Isabel Allende

(source: Bol.com)

La distruzione

Un uomo repellente e luciferino, abbandonato a se stesso nell’orrore di un’estate milanese, sogna
l’apocalisse nucleare e rimpiange il Terzo Reich. È stato interprete per le SS, ha amato e perduto una donna di nome Bianca. Adesso che la guerra è finita, lavora come correttore di bozze per un giornale, insegue giovani cameriere e garzoni spinto da un’ossessione sadomasochista e da ciò che resta di una turpe volontà di potenza. È il 1956, la crisi di Suez gli sembra il preludio alla Terza guerra mondiale, una guerra che agogna, igiene di un Occidente immondo che odia, come odia se stesso.
La distruzione, primo romanzo italiano apertamente nazista, apparve per Mondadori nel 1970,
mentre il mondo celebrava l’illusione di un futuro di pace e di palingenesi collettiva. Nei due anni precedenti, alcuni dei maggiori intellettuali italiani – tra loro Sereni, Giudici e Parazzoli – valutarono l’opportunità della sua pubblicazione. Doveva essere una bomba a orologeria, accendere polemiche, stanare benpensanti, rivitalizzare come un elettroshock la scena letteraria nazionale con l’irruenza di Céline o de Sade. Non se ne accorse nessuno. Da allora, però, l’opera di Virgili riemerge ciclicamente come un incubo, interrogando con le sue sinistre profezie, con la sua bruciante inattualità.
È l’odio a essere messo in opera in questo romanzo, un odio senza appello, che permea una lingua sfaldata, lirica pur nella sua polifonica schizofrenia, squarciata in improvvise accelerazioni morbose, nei ritorni di un tedesco mai rimosso che invade la prosa, nelle intrusioni del mondo che erompono sulla pagina come esplosioni dal sottosuolo. Un’invettiva deviata che violenta il reale e lo ricrea, lo trasforma in visione, in furore profetico: «VEDO i grattaceli di acciaio sotto un diluvio di fiamme» scrive Virgili, preconizzando la caduta delle Torri gemelle e prefigurando un universo postremo in cui l’uomo non può sopravvivere a se stesso.
Il Saggiatore riporta La distruzione in libreria, con un’introduzione di Roberto Saviano che ne illumina le zone d’ombra, dischiudendo quest’opera traumatica e veggente, dominata da un senso totalitario della letteratura: le parole di Dante Virgili ci chiamano ancora una volta a riconoscerci nel disgusto del presente, nella schiuma dell’umano, nella fragilità del male.
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### Sinossi
Un uomo repellente e luciferino, abbandonato a se stesso nell’orrore di un’estate milanese, sogna
l’apocalisse nucleare e rimpiange il Terzo Reich. È stato interprete per le SS, ha amato e perduto una donna di nome Bianca. Adesso che la guerra è finita, lavora come correttore di bozze per un giornale, insegue giovani cameriere e garzoni spinto da un’ossessione sadomasochista e da ciò che resta di una turpe volontà di potenza. È il 1956, la crisi di Suez gli sembra il preludio alla Terza guerra mondiale, una guerra che agogna, igiene di un Occidente immondo che odia, come odia se stesso.
La distruzione, primo romanzo italiano apertamente nazista, apparve per Mondadori nel 1970,
mentre il mondo celebrava l’illusione di un futuro di pace e di palingenesi collettiva. Nei due anni precedenti, alcuni dei maggiori intellettuali italiani – tra loro Sereni, Giudici e Parazzoli – valutarono l’opportunità della sua pubblicazione. Doveva essere una bomba a orologeria, accendere polemiche, stanare benpensanti, rivitalizzare come un elettroshock la scena letteraria nazionale con l’irruenza di Céline o de Sade. Non se ne accorse nessuno. Da allora, però, l’opera di Virgili riemerge ciclicamente come un incubo, interrogando con le sue sinistre profezie, con la sua bruciante inattualità.
È l’odio a essere messo in opera in questo romanzo, un odio senza appello, che permea una lingua sfaldata, lirica pur nella sua polifonica schizofrenia, squarciata in improvvise accelerazioni morbose, nei ritorni di un tedesco mai rimosso che invade la prosa, nelle intrusioni del mondo che erompono sulla pagina come esplosioni dal sottosuolo. Un’invettiva deviata che violenta il reale e lo ricrea, lo trasforma in visione, in furore profetico: «VEDO i grattaceli di acciaio sotto un diluvio di fiamme» scrive Virgili, preconizzando la caduta delle Torri gemelle e prefigurando un universo postremo in cui l’uomo non può sopravvivere a se stesso.
Il Saggiatore riporta La distruzione in libreria, con un’introduzione di Roberto Saviano che ne illumina le zone d’ombra, dischiudendo quest’opera traumatica e veggente, dominata da un senso totalitario della letteratura: le parole di Dante Virgili ci chiamano ancora una volta a riconoscerci nel disgusto del presente, nella schiuma dell’umano, nella fragilità del male.