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La guerra civile fredda

Dopo aver introdotto il concetto di “golpe al rallentatore” Luttazzi aggiorna il quadro con l’esame satirico della tappa successiva: la “guerra civile fredda”. Essa è il risultato del progetto reazionario, creatore di disuguaglianze e gerarchie, in atto da un ventennio nel Paese. Se risulta paradossale l’appoggio che col loro voto i cittadini italiani stanno dando alle politiche classiste che da anni li danneggiano, una spiegazione tuttavia c’è. Che Berlusconi e la Lega continuino a vincere le elezioni; An si fonda col PDL; Di Pietro cresca nei sondaggi; il PD resti inconcludente; Prodi abbia battuto Berlusconi per due volte; la Chiesa attragga fedeli da duemila anni; e Grillo riempia i palazzetti e le piazze coi suoi meet up lo si deve innanzitutto al potere di una forte tecnica di persuasione: la narrazione emotiva. Le strategie del marketing politico Usa insegnano che l’elettorato non vota in modo razionale, ma in base a suggestioni emotive. Il programma elettorale diventa secondario, se non sai come raccontarlo. Nella nuova realtà politica, la popolarità sostituisce la legittimazione; la vittoria la credibilità; e i sondaggi l’ideologia. La satira di Luttazzi esplora i cinque elementi della narrazione emotiva con una serie di casi tratti dalla cronaca più recente, mostrando come l’analisi narratologica riesca non solo a spiegare certi fatti, ma anche a prevederli. In appendice, la raccolta di vignette “Cow Crucis” del disegnatore Massimo Giacon.

La grazia del demolitore

Il nuovo, attesissimo romanzo di Fabio Bartolomei Tra Davide e l’inizio di una brillante carriera sulle orme del padre, uno dei costruttori più ricchi e spietati della città, c’è solo l’abbattimento di una vecchia palazzina popolare nella quale abita un’ultima inquilina, Ursula, una ragazza cieca. Lui è bello, cinico, forte di un’illimitata disponibilità economica, lei è poco attraente, povera di mezzi, già rassegnata al suo destino eppure basterà un imprevedibile malinteso per modificare gli equilibri delle forze in campo e portare Davide, con la complicità di uno sgangherato gruppo di muratori, a imbarcarsi in un delirante progetto di salvataggio. Tutto all’insaputa di Ursula. La grazia del demolitore è la cronaca di una guerra combattuta in segreto, la storia di un amore che ha la straniante poesia di un tango ballato a distanza.

(source: Bol.com)

La Grande Via: Alimentazione, movimento, meditazione per una lunga vita felice, sana e creativa

“Le cause della maggior parte delle malattie croniche si nascondono nella nostra vita quotidiana. In tutto il mondo le istituzioni scientifiche e sanitarie sono purtroppo chiamate a rispondere a leggi di mercato che hanno interesse a mantenerci in vita ma non in salute: non possiamo, per ora, contare su di loro per ridurre il rischio di ammalarci. Ci sono d’altra parte sempre più prove scientifiche che indicano come opportune scelte nutrizionali e di esercizio fisico, associate a tecniche di training cognitivo, di respirazione e di meditazione, siano essenziali per rallentare i processi d’invecchiamento, favorire una longevità in salute, prevenire le malattie croniche tipiche della nostra era o facilitarne la guarigione. Traendo spunto dal Codice europeo contro il cancro e da recenti studi sperimentali, in questo libro illustreremo come alcune conoscenze empiriche di molte tradizioni culturali e le attuali conoscenze scientifiche stanno convergendo nel dimostrare che la chiave per mantenere e riacquistare la salute è la combinazione di pratiche per nutrire il corpo con la giusta quantità di cibo sano, mantenerlo in forma con un esercizio fisico regolare e adottare tecniche per coltivare la mente, lo spirito e la felicità interiore. Abbiamo scritto in base alla nostra esperienza scientifica e clinica, con gratitudine e rispetto per le migliaia di persone che hanno partecipato ai nostri studi scientifici e per i pazienti che ci hanno affidato la loro speranza di guarigione. Ci auguriamo che il nostro libro contribuisca a proteggere i lettori da informazioni distorte e interessate e dai venditori di magici piani nutrizionali o integratori miracolosi. Il nostro metodo è semplicemente di proporre quello che l’antica saggezza dei popoli ha tramandato e che la ricerca scientifica ha confermato.” (Franco Berrino e Luigi Fontana)
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La grande strategia dell’impero romano

Fra le testimonianze della nostra civiltà, l’impero romano rappresenta il più riuscito esempio di governo sovrannazionale della storia: secondo Luttwak – esperto di strategia militare ed ex consulente del Pentagono – la chiave per comprendere i successi dei Romani risiede nell’esemplare integrazione di diplomazia, forze militari e capacità politica e nell’impiego di sofisticate strategie di ”intelligence” nei confronti dei nemici. Attraverso un’analisi rigorosa e sistematica della storia romana dal I al III secolo d.C., l’autore ripercorre le decisioni di grandi figure come Augusto, Adriano e Marco Aurelio, e portando alla luce sorprendenti somiglianze con il mondo contemporaneo – dalla pluralità di minacce da cui difendersi alla presenza di un permanente, benché limitato, stato di guerra – offre al lettore un saggio unico per interpretare in prospettiva le strategie politiche e militari dell’Occidente.

(source: Bol.com)

La grande storia del tempo. Guida ai misteri del cosmo

Con “La grande storia del tempo”, Stephen Hawking, avvalendosi della collaborazione del fisico americano Leonard Mlodinow, ripresenta le proprie riflessioni sulle origini e il destino dell’universo già trattate nel libro “Dal big bang ai buchi neri” (1988). In questa edizione aggiornata e illustrata, oltre a far uso di un gran numero di esempi, diagrammi e illustrazioni esplicative, Hawking parla delle più recenti scoperte, dagli sviluppi della teoria delle superstringhe ai progressi nella ricerca di una teoria unificata della fisica. Inoltre discute in un capitolo interamente nuovo l’affascinante problema dei viaggi nel tempo e dei tunnel spazio-temporali.

La grande sfida

Da quando un orribile incidente lo ha reso orfano, Wesley Peel è vissuto con una sola ossessione: rendere più sicuri i trasporti sulle grandi autostrade americane. A questo scopo, assieme a un team di tecnici sceltissimi, Peel progetta un mezzo di trasporto in grado, con la sua tecnologia, di sbaragliare qualsiasi concorrenza. L’idea rivoluzionaria di Peel suscita invidia e rancore, e sono ormai in molti a volerlo fermare con qualsiasi mezzo. Entra in scena a questo punto un gruppo di terroristi animati da un fanatismo religioso che non si arresta davanti a nulla. Per Wesley, quella che sembrava solo una sfida tecnologica si tramuta presto in un’allucinante lotta la cui posta è la sua stessa sopravvivenza. Per fortuna ad aiutarlo c’è Vangie, una ragazza che si rivela, ben presto, più che un’abile segretaria.

La grande ruota

Cheyne Scarne era un professore di randomatica, la nuova scienza che aveva rinverdito la vecchia asserzione degli antichi greci secondo cui l’universo era fatto di numeri: prima dell’atomo, prima della particella elementare, prima del quantum d’azione, c’era il numero, e la sorgente da cui fluivano i numeri, in un flusso irrazionale e senza fine, era lì, alla portata di Cheyne Scarne. Perché Cheyne era anche un giocatore d’azzardo, che aveva scommesso la sua stessa vita per arrivare al cerchio interno della Grande Ruota, il Sindacato definitivo, la Mafia futura che controllava i traffici loschi che si svolgevano sui pianeti sotto il dominio dell’uomo. Ma Cheyne non avrebbe mai saputo se aveva vinto o perso quando avrebbe giocato il suo punto: perché la Mafia stessa doveva giocare la sua partita in un gioco d’azzardo di dimensioni ancora maggiori, governato da una «combine», un’associazione mafiosa che controllava l’intera galassia. Così Cheyne Scarne si trovò ad essere prescelto come giocatore per conto dell’umanità in un gioco complesso in cui nessuno conosceva il valore delle carte e le regole erano infinitamente fluide e variabili.

La Grande Bellezza Dell’italiano: Il Rinascimento

Bellezza e utilità. Cosa si può chiedere di più a una lingua?
Le opere d’arte, che siano fatte di linee e di colori o che siano fatte d’inchiostro e di parole, devono produrre bellezza. Di qui il titolo La grande bellezza dell’italiano, di qui l’organizzazione del libro in sale, come accade nelle mostre e nei musei. In ciascuna è esposto il magnifico italiano di Pietro Bembo, Ludovico Ariosto e Niccolò Machiavelli. Ascoltando il suono delle loro parole, che echeggia da una parete all’altra, rincorrendo il ritmo dei loro versi, che scivola sul marmo dei pavimenti, ammirando la forma delle loro frasi, che adorna volte, colonne e soffitti, compiamo un atto d’amore per la nostra lingua. E lanciamo al tempo stesso un atto di accusa nei confronti di chi la sta progressivamente trasformando in una lingua violenta, rozza, insultante. In una parola: brutta.
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### Sinossi
Bellezza e utilità. Cosa si può chiedere di più a una lingua?
Le opere d’arte, che siano fatte di linee e di colori o che siano fatte d’inchiostro e di parole, devono produrre bellezza. Di qui il titolo La grande bellezza dell’italiano, di qui l’organizzazione del libro in sale, come accade nelle mostre e nei musei. In ciascuna è esposto il magnifico italiano di Pietro Bembo, Ludovico Ariosto e Niccolò Machiavelli. Ascoltando il suono delle loro parole, che echeggia da una parete all’altra, rincorrendo il ritmo dei loro versi, che scivola sul marmo dei pavimenti, ammirando la forma delle loro frasi, che adorna volte, colonne e soffitti, compiamo un atto d’amore per la nostra lingua. E lanciamo al tempo stesso un atto di accusa nei confronti di chi la sta progressivamente trasformando in una lingua violenta, rozza, insultante. In una parola: brutta.

La grande bellezza dell’italiano: Dante, Petrarca, Boccaccio

La grande bellezza della lingua italiana – e dei classici che per primi le hanno dato forma – è qualcosa di cui tutti dovrebbero godere.
Per questo ho scritto il libro che avete in mano.
L’associazione fra l’italiano e la bellezza ricorre da secoli fra le persone colte di tutto il mondo. Nel corso del tempo, la nostra lingua è stata definita armoniosa, delicata, dolce, elegante, gentile, gradevole, graziosa, melodica, piacevole, seducente. «Gli angeli nel cielo parlano italiano», fa dire Thomas Mann al protagonista di un suo romanzo.
Tutto cominciò nel Trecento, con i capolavori di Dante, di Petrarca e di Boccaccio. *La Divina Commedia*, il *Canzoniere* e il *Decameron* rappresentano il momento di fondazione di un modello linguistico e letterario a lungo ritenuto insuperato.
Giuseppe Patota riscopre per noi la bellezza della lingua inventata e usata dai grandi del nostro Trecento, illustrandone le opere e svelandone i segreti. Scopriamo così, pagina dopo pagina, un Dante capace di tendere l’italiano come se fosse un elastico, fino all’estremo della sua capacità espressiva, un Petrarca che domina i numeri e il sistema binario al pari di un genio dell’informatica, un Boccaccio straordinario prestigiatore linguistico che estrae meraviglie verbali dal cilindro del suo *Decameron*.

La Grande Avventura

Nell’agosto 1913 un gruppo di austeri signori attrezzati con pendoli, termometri, palloni sonda e teodoliti, si imbarca a Marsiglia e approda a Bombay per un lungo viaggio nel cuore dell’Asia, destinato a interrompersi inaspettatamente nell’agosto del 1914, con la notizia dello scoppio della guerra in Europa. A ideare e dirigere questa spedizione straordinaria è il quarantaquattrenne medico torinese Filippo De Filippi, già noto nel mondo dei viaggiatori dell’epoca per aver accompagnato il Duca degli Abruzzi in Alaska e al K2. De Filippi e i suoi compagni esplorano le valli del Karakorum, dell’Himalaya occidentale e del Turkestan cinese, facendo tappa a Skardu, a Leh, sul ghiacciaio Rimu, sull’altopiano del Dèpsang e a Kashgar, in pieno deserto del Taklamakan: luoghi dai nomi ancor oggi non del tutto familiari, ma che ai primi del Novecento significano un tuffo nell’ignoto. La passione che li muove ha molte componenti: spirito di avventura, rigore scientifico, curiosità tutta umanistica per i popoli e le culture che incontreranno per via. Mappano territori inesplorati, raccolgono campioni di rocce, effettuano rilevazioni gravimetriche, studiano le società e le economie locali di Baltì, Ladakhi, Uiguri, Kirghisi… Eredi di Marco Polo, apriranno la strada ad altri grandi viaggiatori del Novecento come Ardito Desio. E il loro viaggio, anche se non si è concluso come avrebbero voluto, resta una ‘grande avventura’ che a cent’anni di distanza continua interessare e affascinare.

(source: Bol.com)

La grammatica di Dio. Storie di solitudine e allegria

Un cane troppo fedele che torna sempre come un boomerang dal padrone che lo vuole abbandonare, un potentissimo manager pronto a tutto pur di riunire i Beatles per un concerto; un terzino fantasioso e romantico su uno spelacchiato campo di periferia; un arrogante e irredimibile uomo d’affari; un frate che sceglie il silenzio per sentirsi più vicino a Dio ma viene vinto dalla bellezza di una muta; una perfida vecchietta divorata dall’invidia e dal livore sono solo alcuni dei protagonisti di questa raccolta di racconti, nella quale Benni mostra il lato più curioso, imprevedibile e misterioso della vita.

La governante

“Mi occuperò di vostra figlia meglio che posso, le insegnerò le buone maniere e tutte quelle sciocchezze che servono per affrontare il vasto mondo. E poiché è una donna le insegnerò anche a non fidarsi degli uomini, soprattutto di quelli che hanno una gran parlantina e baciano come Dio comanda.”
** Londra. 1875.**
Lord Moncrieff, rimasto vedovo, deve trovare una governante che si occupi di sua figlia. O meglio della figlia di sua moglie, visto che non è certo di essere lui il padre della bambina. Assume la signora Tate, una donna giovane e affascinante, con un passato non proprio cristallino. L’idea di spedire figlia e governante lontano da Londra si rivela, però, poco funzionale all’attrazione che inevitabilmente i due finiscono per provare.
** Dopo lo straordinario successo di “Dita come Farfalle”, sia in termini di vendite ma anche e soprattutto di apprezzamento da parte dei lettori, Rebecca Quasi ci regala il suo attesissimo secondo romanzo storico. Non più Regency ma questa volta in epoca vittoriana.
L’autrice riesce come sempre a connotare i suoi personaggi con maestria, sia dal punto di vista psicologico che emozionale, rendendoli vividi e sfaccettati, interessanti fin dal primo sguardo.
Chi come noi ha amato Dita, proverà le stesse sensazioni in questo secondo interessante lavoro.**

La gloria è il sole dei morti

Parigi, autunno 1872. Un anziano generale bussa alla porta di un appartamento borghese, al 26 di rue Jacob. È la casa di suo nipote, Maurice, figlio del fratello Alexandre, morto sette anni prima. Il generale è un uomo stanco, viene da lontano. È stato soldato e marinaio, ha combattuto le guerre di Indipendenza e a fianco di Garibaldi, con i Mille; ha navigato gli oceani fin dall’adolescenza. Prima di morire, vuole lanciarsi in un’ultima impresa: costruire una nave mercantile, attraversare il canale di Suez appena inaugurato e avviare commerci nelle Indie olandesi. Per questo, lascia la famiglia e volta le spalle agli onori militari.
Per inseguire il suo sogno, ha bisogno dell’aiuto di Maurice. Zio e nipote quasi non si conoscono, si osservano con distacco. Ma la forza del sangue avrà la meglio. Perché il generale non è un uomo qualunque: è Nino Bixio. Porta addosso le cicatrici delle grandi battaglie dell’Ottocento e combatterà ancora dall’altra parte del mondo. Dalla rievocazione dell’impresa dei Mille alla descrizione della Francia di Napoleone III, rivoluzionaria e imperiale, eccitante e mondana; dalla leggendaria America dei primi pionieri fino alle drammatiche avventure di Nino nei mari del Sud, La gloria è il sole dei morti tratteggia un affresco che abbraccia mezzo secolo e cinque continenti. Raccontando le donne e le guerre, le rivoluzioni e i sogni di Nino e dei suoi due fratelli – l’importante e raffinato Alexandre, amico di Dumas, e il coraggioso gesuita Joseph, emigrato in California, distanti nello spazio e negli ideali ma a lui accomunati da un segreto afflato – Massimo Nava li trasforma negli indimenticabili protagonisti di un romanzo vivissimo e appassionante. Che parla al lettore di oggi la lingua universale dell’ambizione e del fallimento, parla della guerra fra speranza e destino, del desiderio sempre risorgente di cambiare le proprie sorti e quelle del mondo.
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### Sinossi
Parigi, autunno 1872. Un anziano generale bussa alla porta di un appartamento borghese, al 26 di rue Jacob. È la casa di suo nipote, Maurice, figlio del fratello Alexandre, morto sette anni prima. Il generale è un uomo stanco, viene da lontano. È stato soldato e marinaio, ha combattuto le guerre di Indipendenza e a fianco di Garibaldi, con i Mille; ha navigato gli oceani fin dall’adolescenza. Prima di morire, vuole lanciarsi in un’ultima impresa: costruire una nave mercantile, attraversare il canale di Suez appena inaugurato e avviare commerci nelle Indie olandesi. Per questo, lascia la famiglia e volta le spalle agli onori militari.
Per inseguire il suo sogno, ha bisogno dell’aiuto di Maurice. Zio e nipote quasi non si conoscono, si osservano con distacco. Ma la forza del sangue avrà la meglio. Perché il generale non è un uomo qualunque: è Nino Bixio. Porta addosso le cicatrici delle grandi battaglie dell’Ottocento e combatterà ancora dall’altra parte del mondo. Dalla rievocazione dell’impresa dei Mille alla descrizione della Francia di Napoleone III, rivoluzionaria e imperiale, eccitante e mondana; dalla leggendaria America dei primi pionieri fino alle drammatiche avventure di Nino nei mari del Sud, La gloria è il sole dei morti tratteggia un affresco che abbraccia mezzo secolo e cinque continenti. Raccontando le donne e le guerre, le rivoluzioni e i sogni di Nino e dei suoi due fratelli – l’importante e raffinato Alexandre, amico di Dumas, e il coraggioso gesuita Joseph, emigrato in California, distanti nello spazio e negli ideali ma a lui accomunati da un segreto afflato – Massimo Nava li trasforma negli indimenticabili protagonisti di un romanzo vivissimo e appassionante. Che parla al lettore di oggi la lingua universale dell’ambizione e del fallimento, parla della guerra fra speranza e destino, del desiderio sempre risorgente di cambiare le proprie sorti e quelle del mondo.

La gioia di scrivere. Tutte le poesie (1945-2009)

Nell’arco di poco più di un decennio – da quel non troppo lontano 1996 in cui fu insignita del Premio Nobel per la letteratura – Wislawa Szymborska è diventata un autore di culto anche in Italia. Né questo vasto successo deve meravigliare. Grazie a un’impavida sicurezza di tocco, la Szymborska sa infatti affrontare temi proibiti perché troppo battuti – l’amore, la morte e la vita in genere, anche e soprattutto nelle sue manifestazioni più irrilevanti – e trasformarli in versi di colloquiale naturalezza e (ingannevole) semplicità. Il volume raduna l’intera produzione poetica della Szymborska, inclusa la recentissima raccolta “Qui”, apparsa in Polonia nel 2009.
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La Gioia Di Invecchiare

“Quando, con l’età e la rinuncia a qualsiasi seduzione, abbiamo raggiunto un elevato livello di Coscienza, possiamo sciogliere gli ormeggi che ci tengono legati al corpo. Tutto è un regalo: le piccole soddisfazioni, i sottili messaggi dei sensi, l’affetto che ci scalda il cuore come un balsamo, gli incontri gentili con altri esseri umani, la capacità di essere di aiuto agli altri. Ogni giorno è un buon giorno.” Un grande Maestro affronta lo spauracchio più grande: la vecchiaia. E ci aiuta a capire perché sia un grande dono. Tratto da “Cabaret mistico” pubblicato da Feltrinelli. Numero di caratteri: 27.561