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Penelope Poirot fa la cosa giusta

Con il sangue che le scorre nelle vene, Penelope Poirot sprizza talenti: la vocazione per risolvere misteri, la propensione a vivere artisticamente, il palato fine e la penna feroce di una critica gastronomica perfetta.
La passione, si sa, quando arde divora, e Penelope Poirot è provata nello spirito quanto ammorbidita nel corpo; stile Botticelli, dice lei, stile krapfen, pensa e non dice Velma Hamilton, la sua nuova, perplessa segretaria.
È il momento di cambiare, di partire: c’è una clinica salutistica, nelle colline del Chianti, che promette di depurare corpo e mente.
Ha un bel sapore gotico, avvolta così dai rampicanti, stemperato dalla luce dorata che occhieggia dalle persiane.
A cena il cibo è mesto, ma il bellissimo giardiniere sa come fartelo dimenticare. La donna alta e misteriosa scatena rivalità, odio e simpatia; la famosa scrittrice il desiderio insopprimibile di rubarle il marito.
Penelope non rinuncia al tacco dodici e alla volpe bianca neppure quando trascina Velma ad abbandonare ogni principio in osteria, e basta una pasticca alla violetta per coprire un altro vizio clandestino.
Poi, nelle sedute libido-dinamiche, scavano tutti insieme buche immaginarie per disseppellire i segreti. Operazione non priva di rischi: certi segreti, allo scoperto, esplodono.
C’è odore di gelo nell’aria di novembre, e il delitto, quando accade, è sulla neve bianca.
Neve che cade imperterrita sull’assassino, sulle prossime prede, sulla nuova trappola.
Con il sangue che le scorre nelle vene, Penelope Poirot non ci casca.
In certi casi, solo lei sa qual è la cosa giusta.

Pecorelli deve morire

Che cosa resta della verità sul caso Pecorelli? Nulla. Due procedimenti non sono riusciti a mettere la parola fine a questa triste vicenda. Triste, ma anche inquietante per i mille e più risvolti che di volta in volta sono venuti alla luce. Ecco, l’intento di questo libro non è soltanto quello di compiere un dettagliato resoconto della cronaca di un omicidio, delle relative indagini e dei processi che ne sono seguiti. Lo scopo è soprattutto quello di ripartire laddove tutto è cominciato, in via Orazio, luogo dell’agguato mortale i cui indizi trascurati possono aprire nuove piste. Il 20 marzo 1979 è stato ucciso Mino Pecorelli, giornalista con il fiuto dell’inchiesta vera, capace di scavare nel torbido degli Anni di Piombo, dalla strage di piazza Fontana al sequestro Moro. Sull’omicidio e i presunti mandanti sono stati versati fiumi d’inchiostro che hanno coinvolto personaggi legati a filo doppio a politica, servizi segreti, Banda della Magliana, banche, mafia, NAR. Andreotti, Licio Gelli, Claudio Vitalone, Massimo Carminati, Pippo Calò e tanti altri. Tutti – o quasi – i protagonisti di un’epoca che ancora ha molto da raccontare e molto di più da nascondere. Eppure, una cosa fondamentale è sempre stata tralasciata in questi quarant’anni: chi ha ucciso Mino Pecorelli? Nella ricerca del movente e di quel «grande vecchio» che avrebbe manovrato tutto e tutti, si è persa di vista la cosa più importante: la morte di un uomo. Un delitto che, ancora oggi, non ha un colpevole. Con questo libro, Valter Biscotti ci porta all’interno di quelle aule affollate di una irripetibile stagione processuale, tra i banchi dell’accusa e delle difese di quella che lui stesso definisce «la prima linea della Repubblica», dove giustizia e politica, con il sette volte Presidente del Consiglio Giulio Andreotti, accusato di essere uno dei mandanti dell’omicidio, si giocano una partita decisiva. Lo fa riaprendo i cassetti della memoria e quelli del suo archivio, dove conserva materiale documentale che non ha mai visto la luce, in particolare l’identikit del possibile assassino e le trascrizioni originali dei verbali di udienza di testimoni chiave, come Maurizio Abbatino e Tommaso Buscetta. Inoltre, il libro si arricchisce della testimonianza inedita di Rosita Pecorelli, che a quarant’anni di distanza offre un’immagine più vera del fratello rispetto a quella tramandata fino a oggi. Un giornalista coraggioso che scriveva verità scomode contro un sistema di potere marcio, pagandone di persona il prezzo più alto.

La Patria non esiste

Italiani senza patria, italiani senza padri, italiani e le loro piccole patrie. L’Italia dello Stato, l’Italia nazione, l’Italia mosaico di feudi e l’Italia mosaico di campanili. La definizione dell’idea di patria in Italia è ancora un problema aperto. Di tante piccole patrie è composto il paese. Patrie nere, patrie rosse. La patria bianca, quella cattolica. E la patria verde, quella della Lega Nord, sorta a pochi chilometri dal luogo di nascita dell’autore. Non una patria, ma piccole patrie in questi centocinquant’anni. La patria, quella vera, non esiste. Quale patria ha tradito nel 1943 il nonno di Andrea Tarabbia durante il servizio militare, quando riuscì a nascondersi da qualche parte e a disertare? Quale patria ha sfidato?Andrea Tarabbia, trentenne di Saronno, ha pubblicato La calligrafia come arte della guerra (Transeuropa, 2010). A settembre 2011 un suo romanzo uscirà per la casa editrice Mondadori.

Partita doppia: Double Trouble Series #1 (Pigalle)

Cinnamon Miller ha portato con sé a Chicago un’educazione severa, una solida morale e il desiderio di trovare lavoro per contribuire all’economia della famiglia che ha lasciato a Wildrose.
Ma la grande città può fare paura se hai solo vent’anni e nessuna esperienza del mondo. Se per tutta la vita hai solo sognato l’amore, leggendolo sui libri, e non sai quanto possa fare male.
I fratelli Cavendish, invece, Chicago vorrebbero possederla. Dall’alto del loro attico, si affacciano sulle luci della città che stanno pian piano conquistando.
Caleb vive la vita un giorno alla volta, una donna ogni notte, nessun legame. L’unica persona per la quale darebbe la vita è suo fratello Abel, che sogna di viaggiare zaino in spalla e chitarra in mano. Ma che rimane. Perché è l’unico capace di mantenere l’equilibrio di Caleb e di impedirgli di ripiombare nel baratro.
Un colloquio di lavoro, una scommessa, la caccia di una preda facile.
Un triangolo iniziato per gioco, senza pensare che alla fine ci sarà un solo vincitore. Ma chi arriva ultimo, stavolta, potrebbe perdere qualcosa in più che del puro e semplice sesso.
Due fratelli e una sola… Partita Doppia.
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Le parole sono importanti

Quando ci raccontano l’etimologia di una parola proviamo spesso una sensazione di meraviglia, perché riconosciamo qualcosa che non sapevamo di sapere, un universo di elementi che era sotto i nostri occhi ma che non avevamo mai notato. Allora come è possibile che l’etimologia, cosí carica di fascino, non riceva la considerazione che merita? Eppure padroneggiare le parole nella loro storicità e non possederne solamente la scorza ha dei vantaggi. Per esempio, chi acquisisce una forma mentis etimologica sa che attribuire a qualsiasi vocabolo un solo significato è limitativo. Da questo punto di vista l’etimologia è come la poesia, perché sa offrire sempre un’immagine o un gesto che danno tridimensionalità alla parola. Inoltre, quando ne conosciamo l’archeologia, possiamo chiederci se l’uso odierno dei vocaboli conservi ancora qualcosa del significato originale e, nel caso non sia cosí, indagarne le ragioni. Attraverso dieci appassionanti scavi etimologici, Balzano ci dice non solo che ogni parola ha un corpo da rispettare, ma anche che non è un contenitore da riempire a piacimento. Perché ogni parola ha una sua indipendenza e una sua vita.

Paradiso Cercasi

La vitale, esuberante Ana fa la fotografa in uno studio di moda a Madrid. E,
un giorno, per caso, la sua macchina fotografica inquadra il volto di Rodrigo.
Il feeling tra i due è immediato; la scintilla scocca all’istante, ma a
smorzarla ci pensa subito lo stesso Rodrigo, che in quel momento frequenta una
bellissima top model (ma sarà un grande amore? Chissà…) E a spegnerla del
tutto arriva la scoperta che Ana è incinta. Una notte di passione con uno
sconosciuto sta per cambiare la sua vita per sempre.
Tenere il bambino significherebbe forse rinunciare a Rodrigo, l’uomo che
potrebbe essere la sua anima gemella. Oppure no? Che fare? Ci dovrà pur essere
una soluzione
La porta verso la felicità dovrebbe essere aperta a tutti. Però, prima,
bisogna trovarla. Insomma: Paradiso cercasi…

Paper Kingdom (Versione Italiana)

**Dopo la terribile tragedia che si è abbattuta sui Royal, niente è come
prima.**
L’atmosfera in famiglia è più tesa che mai, e Easton, devastato dal senso di
colpa per quanto è accaduto, si sente messo in un angolo. Suo fratello Reed ed
Ella, sorella adottiva nonché sua migliore amica, sono ogni giorno più
complici e innamorati. Gideon è a chilometri di distanza da casa, e i gemelli
sono inseparabili persino nella drammatica situazione attuale. La leggenda dei
fratelli Royal, belli e invincibili, sembra ormai un lontano ricordo. La forza
dei Royal, infatti, esiste soltanto quando restano uniti, divisi sono
dannatamente vulnerabili. Come Easton in questo momento. Facile preda delle
brutte vecchie abitudini, si trova ad affrontare da solo lo shock più grande
della sua vita: rischia di perdere parte della sua famiglia, e persino
Hartley. La prima vera amica, dopo Ella. Un’amica che Easton voleva fosse
qualcosa di più. Perché lei l’ha fatto ridere. Gli ha fatto credere in un
futuro al di là dell’alcol, delle feste e del sesso.
Gli ha fatto desiderare di essere una persona migliore. Ora però la sua luce
si è spenta, e lui non è disposto a perderla. Non può perderla. E non lo
permetterà. Il più impertinente dei Royal dovrà quindi crescere in fretta e
assumersi le proprie responsabilità: per la sua famiglia, per il suo futuro –
e per l’amore della sua vita. Si conclude così, con un adrenalinico ed
emozionante capitolo, la serie _The Royals_ : un successo internazionale in
corso di pubblicazione in 22 Paesi e ai vertici delle classifiche negli Stati
Uniti, in Italia, Germania e Brasile.

Paesaggio Costituzione cemento

Il Bel Paese fa scempio di se stesso, sommerso dal cemento che uccide la memoria storica e ferisce la salute, fisica e mentale. Che cosa sta succedendo agli italiani, che cosa ci acceca? Il paesaggio è il grande malato d’Italia: è devastato impunemente ogni giorno, sotto gli occhi di tutti, per il profitto di pochi. Ecco la diagnosi lucida e spietata da cui Salvatore Settis prende le mosse per analizzare il baratro che separa i principî di tutela del territorio, sanciti dalla Costituzione, dal degrado dello spazio che abitiamo. Un degrado che rappresenta anche una forma di declino complessivo nelle regole del vivere comune, reso possibile dall’indifferenza, dal malcostume diffuso e dalle leggi contraddittorie, aggirate con disinvoltura.
Un’indagine che risale alle radici etiche e giuridiche del saccheggio del Bel Paese, per reagire e fare «mente locale» contro speculazioni, colpevole apatia e conflitti tra poteri. Una necessaria manifestazione di civiltà, per non sentirci fuori luogo nello spazio in cui viviamo. E per evitare che il cemento soffochi anche il nostro futuro.

Oxen. La prima vittima

Due degli uomini più influenti della Danimarca sono morti in circostanze sospette. Non sembra esserci alcun collegamento tra i casi, se non fosse per un inquietante particolare: i cani delle vittime sono stati impiccati poco prima della morte dei padroni.Quando anche l’ex ambasciatore Hans-Otto Corfitzen viene trovato morto nel suo castello, nei boschi di Rold Skov, dopo che il suo bracco è stato impiccato, non c’è più alcun dubbio che si tratti di omicidi seriali.Il pluridecorato veterano delle forze speciali Niels Oxen soffre di disturbo da stress post-traumatico e si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato quando, per scappare dai suoi demoni, si accampa nei pressi del castello di Corfitzen. Viene incastrato e accusato dell’omicidio e ha solo un modo per uscirne: accettare la proposta del capo dei servizi segreti di collaborare a trovare il vero assassino.L’indagine lo porta sulle tracce di un’antica e potente organizzazione e, inevitabilmente, a pestare i piedi alle persone senza scrupoli che ne fanno parte. Ma non è facile venire a capo di un gioco complesso e ambiguo in cui anche le autorità sembrano avere qualcosa da nascondere… Tra stanze segrete, intrighi di potere, omicidi e colpi di scena, La prima vittima dà inizio alla trilogia bestseller che sta affascinando i lettori di thriller di tutta Europa.

Ottanta rose mezz’ora

Si incontrano per caso. Due vite sospese per aria. Lui scrive, e tra libri e seminari ricava più o meno di che vivere; Sammi è una ballerina che insegna danza alle bambine. Si mandano messaggi, si cercano. Il desiderio sale dritto dalla pancia, li trascina nei vicoli bui, contro saracinesche arrugginite. Li fa vibrare come una corda sola. Lui con le sue zone oscure, la sua attrazione per i territori estremi. Sammi con il suo broncio, il passo che piega la superficie del mondo. Sammi che attira disastri, e si trova sommersa dai debiti. C’è una strada che sembra molto facile. Basta un annuncio. Aprire la porta a sconosciuti. Può assentarsi dal corpo e vendersi così, senza emozioni?

Oro, Argento E Tania

«C’è come un filo che guida la nostra vita! È il nostro destino. Ci credo
assolutamente, e la mia storia sportiva ne è la conferma. Qualcuno scrive la
sceneggiatura della nostra esistenza… ». Una carriera di trionfi e successi,
di sacrifici, lavoro e determinazione. Nel corso degli anni, con le sue
prodezze dal trampolino, Tania Cagnotto è riuscita ad appassionare milioni di
tifosi e si è imposta come una delle atlete italiane più apprezzate, anche a
livello internazionale. In questo libro Tania ripercorre i momenti più
significativi del suo importante percorso sportivo, ma non solo: attraverso un
racconto che procede per temi e parole chiave, ci accompagna alla scoperta
della sua adolescenza, del rapporto con gli amici e con i genitori, della sua
quotidianità e della sua famiglia. E ci parla delle paure, dei sogni, dei
rimpianti e dell’universo di una ragazza straordinaria e semplice al tempo
stesso.

Orizzonti selvaggi. Capire la paura e ritrovare il coraggio

Molte certezze che hanno accompagnato le ultime generazioni si sono sgretolate. In Occidente il passato recente è diventato sinonimo di sconfitta, il futuro di paura e il presente di ingiustizia. La ragione non sta solo nella velocità delle trasformazioni tecnologiche ed economiche, che per la prima volta ha superato la capacità della società di adattarvisi. La responsabilità è in gran parte della classe dirigente che, arrendendosi davanti alla rapidità del cambiamento, ha rinunciato a governarlo, rompendo così la relazione di fiducia con i cittadini. La tecnica ha sostituito la politica e travolto il pensiero, la cultura, l’identità e infine l’uomo.
Per questo le forze populiste e sovraniste, che hanno ridato diritto di cittadinanza alle paure diffuse, vincono le elezioni e mettono in discussione i principi della democrazia liberale. La sfida per i progressisti non è esorcizzare la paura con gli slogan, ma comprenderla e affrontarla mettendo in campo un progetto per una democrazia che abbia l’obiettivo di tutelare i diritti e le libertà e di potenziare l’uomo e la società, anche attraverso l’azione di uno Stato capace di proteggere gli sconfitti e gestire le trasformazioni. Perché quella che è iniziata è una battaglia per la democrazia, e i progressisti la stanno perdendo per mancanza di visione, progetti e iniziativa politica. La Storia è tornata in Occidente. è un ritorno che spaventa, ma che al contempo può spingere nuovamente le persone a impegnarsi. Questo libro ricostruisce le ragioni della caduta dell’Occidente, analizza la consistenza delle paure globali e propone una visione e un progetto per affrontarle. Immergersi nelle inquietudini e definire i contorni dei nostri orizzonti selvaggi è il primo passo per ricostruire un pensiero politico credibile, capace di coinvolgere e mobilitare i cittadini. Perché “la paura ci accompagna sempre. In qualunque epoca, in qualsiasi mare. Capirla e dominarla è lo spirito del progresso. E il progresso è lo spirito dell’uomo”.
“La battaglia per la democrazia è iniziata, e la stiamo perdendo per mancanza di visione e iniziativa politica.”
Una riflessione sulla crisi dell’Occidente e una proposta radicale per un nuovo pensiero progressista. **

Orfeo ed Euridice Zombie (Myth Hunters Vol. 1)

Euridice sogna la fine del mondo.
Lo fa tutte le notti, in modo vivido e terribile, tanto da star male.
Non riesce più né a studiare né a lavorare. La consapevolezza di ciò che l’attende, una volta addormentata, le sta lentamente rovinando la vita.
Finché un giorno incontra una donna misteriosa, Cora, che le spiega che i suoi incubi sono reali.
Euridice sogna il futuro, e in quel futuro l’umanità è devastata da un’invasione di dannati fuggiti dall’Inferno. Il suo è quindi un viaggio onirico nel tempo, una visione con cui può interagire, e che forse può cambiare.
Solo la ragazza può infatti evitare questa catastrofe. Lei è la guerriera prescelta dalle Moire, le incarnazioni del Fato, per combattere gli araldi della distruzione.
Ma la sua missione non è solitaria. Per impedire l’apocalisse deve prima trovare il suo Orfeo, e rinverdire i fasti della tormentata storia d’amore cantata da Virgilio e da Ovidio.
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Questo è il primo romanzo (autoconclusivo) del ciclo narrativo “Myth Hunters”, che mischia elementi urban fantasy, horror e paranormal romance.
Anosia Basilis è l’autrice di altri romanzi e racconti dei medesimi generi, disponibili su Amazon.
L’autrice è presente su Twitter: @anosiabasilis (https://twitter.com/anosiabasilis)
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L’ordine della Ghirlanda. Il caso dei Sessantasei Secondi

Un trafiletto sul “Morning Post” attira l’attenzione di Lucky, Kaja, Candice e Mei Li, quattro inseparabili amiche accumunate dalla grande passione per la ricerca della verità. Nell’annuncio, una donna che viaggia tutte le sere sulla tratta Maryleborne- Aylesbury si lamenta del fatto che il treno fa una fermata non prevista in una stazione fantasma, e che questa fermata dura sempre sessantasei secondi esatti. Il caso incuriosisce le ragazze che si mettono sulle tracce del treno di mezzanotte e finiscono dritte nei sotterranei di Londra. Convocate dalla Regina Vittoria in persona. Ad attenderle ci sarà un complotto in cui sono coinvolti il capo dello spionaggio inglese, il medico personale della regina, una banda di sicari internazionali e un marinaio irlandese, che li aiuterà nell’ indagine degna del più celebre degli nvestigatori.

L’ora del te: le (dis)avventure di Alice in Fashionland

Valentina Schifilliti, per tutti noi @larotten, esordisce nella narrativa con un romanzo romantico e brillante. E ci pone, insieme ai suoi personaggi, domande grandi: qual è il rapporto tra la realtà e la sua narrazione in rete? Siamo consapevoli del potere simbolico ed economico che tutto questo esercita su di noi? E soprattutto: saremo capaci di passare attraverso il grande “specchio” social senza perdere l’autenticità che rende la vita degna di essere vissuta? Alice è figlia unica, abituata a darsi da fare “per due”. Non ha mai voluto deludere i genitori e ha un rapporto speciale con nonna Bice, un tempo sarta in un atelier di abiti da sposa, che facevano sognare Alice fin da piccina con il loro tulle e ricami. Così, dopo la laurea, ha trovato Il Posto Fisso che la famiglia si aspettava da lei. Ma quando alla vigilia di Natale anche quella certezza sembra sfumare, Alice capisce che è venuto il momento di seguire davvero la voce del cuore. Sostenuta dal fidanzato Andrea e dalle sue strambe, adorabili amiche, apre così un profilo social attraverso il quale presentare le creazioni sartoriali uniche che realizza in casa, mentre il gatto Marlon fa le fusa. Le cose non decollano, sono in pochi a seguirla, fino a che, improvvisamente, il destino spariglia le carte. Alice si trova catapultata nel mondo degli influencer, che dominano l’universo del web, suscitatori di like che tintinnano come monete sonanti, maghi capaci di utilizzare i potenti filtri della rete per far sognare i loro follower. Per Alice è davvero l’ingresso in un mondo di “meraviglie”, tanto affascinanti quanto pericolose. Perché il filtro dei social media può essere una droga sottile, che scaccia ogni solitudine ma chiede in cambio di consegnare ogni momento privato alla sua luce accecante…

Operazione Massacro

Otto anni prima di A sangue freddo di Truman Capote, con Operazione Massacro,
Rodolfo Walsh inventa una nuova forma di giornalismo, a metà strada tra il
romanzo e la cronaca, che solo un decennio dopo verrà conosciuta
universalmente come New Journalism. Pubblicato nel 1957, il libro racconta
l’uccisione di un gruppo di civili innocenti perpetrata dalla prima giunta
militare golpista, un efferato episodio di violenza che sarebbe passato sotto
silenzio se Walsh non vi si fosse imbattuto casualmente. Rodolfo Walsh segue
la pista come un segugio, indaga, ricostruisce dettagliatamente i fatti,
scopre la cospirazione e scrive un libro di denuncia che, pur restando
un’insuperata lezione di giornalismo d’inchiesta, si legge come un
romanzo.Rodolfo Walsh nasce nel 1924, in Argentina. Scrittore, giornalista e
militante politico, nel 1959 a Cuba fondò l’agenzia di stampa Prensa Latina
con Jorge Masetti e Gabriel García Márquez. Nel 1961, decifrando un
cablogramma della CIA, rivelò al mondo il coinvolgimento nordamericano
nell’invasione della Baia dei Porci. Dal 25 marzo del 1977, il giorno dopo
aver inviato la celebre Lettera aperta di uno scrittore alla Giunta Militare,
il suo nome compare nella lunga lista dei desaparecidos. Ma né il suo
sequestro né la sua uccisione sono mai riusciti a ridurre al silenzio le sue
parole, un esempio universale di rigore morale e lotta per la libertà.