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L’Isola delle farfalle

È un triste risveglio per la giovane avvocatessa berlinese Diana Wagenbach. Solo la sera precedente infatti ha scoperto che suo marito l’ha di nuovo tradita e, come se non bastasse, una telefonata dall’Inghilterra la informa che la cara zia Emmely ha le ore contate e che vorrebbe vederla un’ultima volta. Non le resta che fare i bagagli e prendere il primo volo verso l’antica dimora di Tremayne House, dove i suoi avi hanno vissuto per generazioni. Diana non può sapere che cosa l’attende, non sa che in punto di morte zia Emmely le sta per consegnare un terribile segreto di famiglia, custodito gelosamente per anni. Come in un rebus, con pochi, enigmatici indizi a disposizione – una foto ingiallita che ritrae una bellissima donna di fronte a una casa tra le palme, una foglia incisa in caratteri misteriosi, una bustina di tè, una vecchia guida turistica –, a Diana è affidato il difficile compito di portare alla luce che cosa accadde tanti anni prima, nel lontano Oriente, a Ceylon, l’incantevole isola del tè e delle farfalle. Qualcosa che inciderà profondamente anche sul suo destino…Appassionante, pieno di emozioni, travolgente, ”L’ isola delle farfalle” racconta la storia che ognuno di noi sogna un giorno di vivere.

(source: Bol.com)

L’isola delle anime

Finlandia, 1891. Una notte, ai primi di ottobre, una barchetta scivola sull’acqua nera del fiume Aura. A bordo, Kristina, una giovane contadina, rema controcorrente per riportare a casa i suoi due bambini raggomitolati sul fondo dell’imbarcazione. Le mani dolenti e le labbra imperlate di sudore, rientra a casa stanchissima e si addormenta in fretta. Solo il giorno dopo arriva, terribile e impietosa, la consapevolezza del crimine commesso: durante il tragitto ha calato nell’acqua densa e scura i suoi due piccoli, come fossero zavorra di cui liberarsi. La giovane donna viene mandata su un’isoletta al limite estremo dell’arcipelago, dove si erge un edificio, un blocco in stile liberty con lo steccato che corre tutt’attorno e gli spessi muri di pietra che trasudano freddo. È Själö, un manicomio per donne ritenute incurabili. Un luogo di reclusione da cui in poche se ne vanno, dopo esservi entrate. Dopo quarant’anni l’edificio è ancora lì ad accogliere altre donne ‘incurabili’: Martha, Karin, Gretel e Olga. Sfilano davanti agli occhi di Sigrid, l’infermiera, la ‘nuova’. I capelli cadono intorno ai piedi in lunghi festoni e poi vengono spazzati via, si apre la cartella clinica della paziente, ma non c’è alcuna cura, solo la custodia. Un giorno arriva Elli, una giovane donna che, con la sua imprevedibilità, porta scompiglio tra le mura di Själö. Nella casa di correzione dove era stata rinchiusa in seguito alla condanna per furti ripetuti, vagabondaggio, offesa al pudore, violenza, rapina, minacce e possesso di arma da taglio, aveva aggredito le altre detenute senza preavviso. Mordeva, hanno detto, e graffiava. L’infermiera Sigrid diventa il legame tra Kristina ed Elli, tra il vecchio e il nuovo. Ma, fuori dalle mura di Själö la guerra infuria in Europa e presto toccherà le coste dell’isola di Åbo. Magnifico romanzo che muove da un luogo realmente esistito, L’isola delle anime è una commovente storia sul prezzo che le donne devono pagare per la loro libertà. Un inno alla solidarietà, all’amore e alla speranza.

(source: Bol.com)

L’isola della felicità

Quando Margot Tanner decide di trasformare in residence la sua vecchia e ancora bellissima villa nell’isola di Wave, non immagina quali cambiamenti subirà la sua tranquilla e grigia esistenza. L’incontro con Ashley Glaser, l’architetto incaricato del restauro, riaccende infatti nel suo cuore sentimenti sopiti da tempo e una passione devastante si impossessa di lei. Ma Ashley è ancora sposato e Margot, che detesta i sotterfugi, cerca di soffocare il suo amore per lui. Tuttavia, con la complicità di quella vecchia casa e della sua magica isola, Margot sarà in grado di comprendere qual è la vera strada da seguire…

L’isola dell’abbandono

Un romanzo profondo e coraggioso sull’abbandono: che è il dolore più profondo con cui tutti, prima o poi, dobbiamo fare i conti. Ma che può rivelarsi una grande occasione per ritrovarci e capire finalmente chi siamo.
Pare che l’espressione “piantare in asso” si debba a Teseo che, una volta uscito dal labirinto grazie all’aiuto di Arianna, anziché riportarla con sé da Creta ad Atene, la lascia sull’isola di Naxos. In Naxos: in asso, appunto.
Proprio sull’isola di Naxos, l’inquieta e misteriosa protagonista di questo romanzo sente all’improvviso l’urgenza di tornare. È lì che, dieci anni prima, in quella che doveva essere una vacanza, è stata brutalmente abbandonata da Stefano, il suo primo, disperato amore e sempre lì ha conosciuto Di, un uomo capace di metterla a contatto con parti di sé che non conosceva e con la sfida più estrema per una persona come lei, quella di rinunciare alla fuga. E restare.
Ma come fa una straordinaria possibilità a rivelarsi un pericolo? E come fa un trauma a trasformarsi in un alibi? Che cosa è davvero finito, che cosa è cominciato su quell’isola?
Solo adesso lei riesce a chiederselo, perché è appena diventata madre, tutto dentro di sé si è allo stesso tempo saldato e infragilito, e deve fare i conti con il padre di suo figlio e con la loro difficoltà a considerarsi una famiglia. Anche se non lo vorrebbe, così, è finalmente pronta per incontrare di nuovo tutto quello che si era abituata a dimenticare, a cominciare dal suo nome, dalla sua identità più profonda…
Dialogando in modo esplicito e implicito con il mito sull’abbandono più famoso della storia dell’umanità e con i fumetti per bambini con cui la protagonista interpreta la realtà, Chiara Gamberale ci mette a tu per tu con il miracolo e con la violenza della vita, quando ci strappa dalle mani l’illusione di poterla controllare, perché qualcosa finisce, qualcuno muore o perché qualcosa comincia, qualcuno nasce.
E ci consegna così un romanzo appassionato sulla responsabilità delle nostre scelte e sull’inesorabilità del destino, sui figli che avremmo potuto avere, su quelli che abbiamo avuto, che non avremo mai. Sulle occasioni perse e quelle che, magari senza accorgercene, abbiamo colto.
**
### Sinossi
Un romanzo profondo e coraggioso sull’abbandono: che è il dolore più profondo con cui tutti, prima o poi, dobbiamo fare i conti. Ma che può rivelarsi una grande occasione per ritrovarci e capire finalmente chi siamo.
Pare che l’espressione “piantare in asso” si debba a Teseo che, una volta uscito dal labirinto grazie all’aiuto di Arianna, anziché riportarla con sé da Creta ad Atene, la lascia sull’isola di Naxos. In Naxos: in asso, appunto.
Proprio sull’isola di Naxos, l’inquieta e misteriosa protagonista di questo romanzo sente all’improvviso l’urgenza di tornare. È lì che, dieci anni prima, in quella che doveva essere una vacanza, è stata brutalmente abbandonata da Stefano, il suo primo, disperato amore e sempre lì ha conosciuto Di, un uomo capace di metterla a contatto con parti di sé che non conosceva e con la sfida più estrema per una persona come lei, quella di rinunciare alla fuga. E restare.
Ma come fa una straordinaria possibilità a rivelarsi un pericolo? E come fa un trauma a trasformarsi in un alibi? Che cosa è davvero finito, che cosa è cominciato su quell’isola?
Solo adesso lei riesce a chiederselo, perché è appena diventata madre, tutto dentro di sé si è allo stesso tempo saldato e infragilito, e deve fare i conti con il padre di suo figlio e con la loro difficoltà a considerarsi una famiglia. Anche se non lo vorrebbe, così, è finalmente pronta per incontrare di nuovo tutto quello che si era abituata a dimenticare, a cominciare dal suo nome, dalla sua identità più profonda…
Dialogando in modo esplicito e implicito con il mito sull’abbandono più famoso della storia dell’umanità e con i fumetti per bambini con cui la protagonista interpreta la realtà, Chiara Gamberale ci mette a tu per tu con il miracolo e con la violenza della vita, quando ci strappa dalle mani l’illusione di poterla controllare, perché qualcosa finisce, qualcuno muore o perché qualcosa comincia, qualcuno nasce.
E ci consegna così un romanzo appassionato sulla responsabilità delle nostre scelte e sull’inesorabilità del destino, sui figli che avremmo potuto avere, su quelli che abbiamo avuto, che non avremo mai. Sulle occasioni perse e quelle che, magari senza accorgercene, abbiamo colto.

L’isola del santuario

Myra è stata, la guerriera prediletta di Acrab, condottiero e inventore. Lui l’ha cresciuta, è stato il suo mentore, il suo protettore… e l’assassino di suo padre. Acrab vuole conquistare il Dominio delle Lacrime, abbattendone i regni grazie al suo esercito di reietti e alle sue invenzioni, capaci di distruggere intere città. È disposto a tutto pur di riuscire a imporre la sua giustizia, anche a usare gli elementali come combustibile per le sue macchine mortali. E Myra è l’arma finale per la sua conquista. Deve trovarla per catturarla e piegarla ai suoi scopi. Ma qualcosa lo frena, l’amore che prova per lei, e che rischia di portarlo alla rovina. Myra vuole ridare l’equilibrio al mondo, liberando gli elementali dalla schiavitù dei maghi Camminanti, riportando pace e armonia. Per lei Acrab è il nemico da fermare e uccidere, ma ogni volta che si è trovata di fronte a lui non è stata capace di resistere alle sue parole. Alle sue carezze… Adesso, la loro guerra sta arrivando alle battute finali. Mentre Acrab con la sua fortezza volante sta abbattendo gli eserciti nemici e si avvicina alla vittoria finale, Myra ha scoperto il luogo dove i suoi poteri si riveleranno nella loro pienezza. L’isola di Kathernesos, uno dei luoghi dove le energie dei Primi sono ancora presenti, dove la magia della Luce è ancora attiva. Ma dovrà arrivarci prima che i soldati di Acrab la fermino, e prima che la nuova vita che sta crescendo dentro di lei le prosciughi tutte le forze…
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L’isola dei cani

Il pirata Brooke, condannato ad impiccagione nel 1703, è tornato dall’Inferno in cerca di vendetta. Dylan Dog dovrà scoprire lo strano nesso che collega la leggendaria Isola Nera ai nuovi quartieri di Londra, ma soprattutto cosa è nascosto all’interno del caveau della banca Hoskins, Hoskins & Wayne.

L’isola degli inganni

Immaginate di educare un ragazzo all’idea che tutte le meraviglie del mondo siano semplici banalità, la sapienza il frutto ovvio di ogni insegnamento, le conoscenze dell’umanità un dato elementare da padroneggiare facilmente. Che cosa diventerà questo ragazzo, isolato dagli altri suoi simili, privo di confronti? Un genio? Un superuomo? Un mostro? Ecco l’inizio de “L’isola degli inganni” di Matthew Phipps Shiel, maestro inglese del fantasy del primo Novecento, acclamato autore de “La nube purpurea”. È l’epopea di un giovane fuggito dalla perfezione e precipitato nella cronaca quotidiana. Grazie ai suoi poteri straordinari ha conquistato un tesoro, ma è ancora incapace di padroneggiare i sentimenti. La donna, una donna in particolare, è il suo orizzonte irraggiungibile. Per lei sosterrà ogni prova, temendo sempre di non riuscire a capirla, lui che ha imparato tutto, compreso tutto, esplorato tutto. Così, come un nuovo conte di Montecristo immerso nel sapere, scopre la propria fragilità. La ricerca dell’assoluto, intanto, si trasforma in un’ipnotica storia d’amore.

L’Irresistibile Lady Dorothea (I Worthington)

**I Worthington** 1
*Londra, 1815*
Dorothea Stern, in quanto nipote del Duca di Bristol, è stata educata secondo le regole della nobiltà. Tuttavia, il suo umorismo pungente e la sua natura schietta mettono tutti in guardia… in particolar modo Dominic, Marchese di Merton. Compassato e noioso, lui è stato cresciuto dallo zio, che gli ha insegnato a essere diffidente verso ogni forma di innovazione, ma anche verso la passione e l’amore. C’è però qualcosa in Dorothea, oltre a bellezza e vitalità, a cui il marchese non riesce a resistere. Ma quando l’attrazione fra i due si fa incontrollabile, una serie di difficoltà sembra voler intralciare la loro unione. Finché il marchese dovrà scegliere tra la lealtà alla famiglia e l’unica donna che può considerare la sua perfetta metà.

L’irresistibile Lady Dorothea

I Worthington 1
Londra, 1815
Dorothea Stern, in quanto nipote del Duca di Bristol, è stata educata secondo le regole della nobiltà. Tuttavia, il suo umorismo pungente e la sua natura schietta mettono tutti in guardia… in particolar modo Dominic, Marchese di Merton. Compassato e noioso, lui è stato cresciuto dallo zio, che gli ha insegnato a essere diffidente verso ogni forma di innovazione, ma anche verso la passione e l’amore. C’è però qualcosa in Dorothea, oltre a bellezza e vitalità, a cui il marchese non riesce a resistere. Ma quando l’attrazione fra i due si fa incontrollabile, una serie di difficoltà sembra voler intralciare la loro unione. Finché il marchese dovrà scegliere tra la lealtà alla famiglia e l’unica donna che può considerare la sua perfetta metà.

(source: Bol.com)

L’ironia della scimmia

Ennesima giornata frenetica per Sarti Antonio, sergente della Questura di Bologna. Appena rientrato da un turno di servizio, ancora in tenuta antisommossa viene convocato d’urgenza dall’ispettore capo: al ricco imprenditore Giulio Messini è stata appena rubata la sua lussuosa jeep Grand Cherokee. Sarti Antonio pensa subito alla nuova fidanzata della vittima, Marcella Carlotti, detta Rasputin, dietro alla quale sta da tempo nella speranza di prenderla con le mani nel sacco. Anzi, sul volante delle troppe auto rubate negli ultimi tempi a Bologna.
Ma con la Grand Cherokee del Messini, Rasputin non ha avuto fortuna: sul pianale dell’auto ha trovato una sorpresa che l’ha sconvolta e ora, in una piovosa notte di primavera sui colli attorno a Bologna, telefona a Sarti Antonio per chiedergli aiuto. Non basta. A complicare ulteriormente le cose, l”’Elegante” e indisponente (o così la pensa Sarti) Giulio Messini denuncia il furto di un dipinto, tanto bizzarro quanto sinistro, chiamato La scimmia che ride, di un pittore del Settecento, Francesco Malagoli. Uno strano furto, visto che i ladri hanno preso il Malagoli e ignorato un Guido Reni che vale molto, molto di più. C’è qualcosa, c’è molto che non funziona a Bologna e forse Rasputin potrebbe aiutare il questurino a capirci di più. Ma Rasputin sparisce.
Seguendo le sue tracce, Sarti Antonio si trova invischiato nel caso più ingarbugliato e sanguinoso che mai gli sia capitato fra le mani, al punto che gli accade di ”passare dall’altra parte”, interrogato come persona informata dei fatti, e rischia addirittura l’arresto. Chi è il misterioso Samir, sospetto terrorista islamico che si accompagna a Rasputin, braccato da due spietati killer? Per quale motivo tutte le piste sembrano condurre alle rovine fantasma de L’Aquila post terremoto? Che legame c’è tra La scimmia che ride e una fantomatica unità commando britannica in azione nei giorni più oscuri del collasso del regime fascista? Che cosa ha portato al coinvolgimento diretto dei Servizi segreti italiani, della CIA e di un misterioso uomo politico? Quale ruolo gioca l’enigmatico, pericoloso Uomochefuma?
Un labirinto di crimini del passato e intrighi del presente, le menzogne della politica e i delitti della cospirazione, una città – L’Aquila – che pare non interessi più a nessuno ma le cui macerie sono lì a denunciare le nostre colpe… Un po’ troppo per Sarti Antonio, che non è mai stato un eroe.
Loriano Macchiavelli ci regala una nuova grande avventura di Sarti Antonio, sergente, alle prese con il caso più complicato della sua carriera, e scrive pagine che tentano di chiarire, con la fantasia, alcune delle tante, troppe zone buie della nostra storia recente che la realtà non riesce a penetrare.
(source: Bol.com)

L’irlandese nero

Colorado, 1882 – Da quando ha saputo che il piccolo Matthew non è sangue del suo sangue, bensì figlio di una donna morta dopo averlo dato alla luce lo stesso giorno in cui lei ha partorito una bambina che non è riuscita a sopravvivere, Abbie guarda con sospetto ogni straniero che si presenta alla porta della sua locanda, terrorizzata all’idea che qualcuno possa reclamare il bimbo che lei ama più della sua stessa vita. E il giorno in cui William Tremain arriva a Guston, Abbie ha un oscuro presentimento: se da una parte l’uomo affascinante e tenebroso che i minatori del villaggio chiamano con disprezzo L’irlandese nero sa suscitare in lei emozioni che credeva sepolte da tempo, dall’altra invece ha instaurato con Matthew un legame affettivo fortissimo di cui lei ha paura. Finché un giorno…
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### Sinossi
Colorado, 1882 – Da quando ha saputo che il piccolo Matthew non è sangue del suo sangue, bensì figlio di una donna morta dopo averlo dato alla luce lo stesso giorno in cui lei ha partorito una bambina che non è riuscita a sopravvivere, Abbie guarda con sospetto ogni straniero che si presenta alla porta della sua locanda, terrorizzata all’idea che qualcuno possa reclamare il bimbo che lei ama più della sua stessa vita. E il giorno in cui William Tremain arriva a Guston, Abbie ha un oscuro presentimento: se da una parte l’uomo affascinante e tenebroso che i minatori del villaggio chiamano con disprezzo L’irlandese nero sa suscitare in lei emozioni che credeva sepolte da tempo, dall’altra invece ha instaurato con Matthew un legame affettivo fortissimo di cui lei ha paura. Finché un giorno…

L’Ira Di Dimitri

La tranquilla esistenza che Isabel conduce in Inghilterra viene all’improvviso turbata da Dimitri Kastro, un uomo bellissimo e abbondantemente dotato di fascino latino. Lui ha una missione da compiere: condurre Isabel in Grecia da Matt che, molto malato, ha espresso il desiderio di rivedere la figlia nata dal suo primo matrimonio. Ogni resistenza è vana. Dimitri sembra avere la risposta a ogni obiezione. È forte, risoluto e per giunta un po’ iracondo. A Isabel non resta che seguirlo, anche se questo significa opporsi alla volontà e ai desideri di Jimmy, il suo fidanzatino inglese…
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### Sinossi
La tranquilla esistenza che Isabel conduce in Inghilterra viene all’improvviso turbata da Dimitri Kastro, un uomo bellissimo e abbondantemente dotato di fascino latino. Lui ha una missione da compiere: condurre Isabel in Grecia da Matt che, molto malato, ha espresso il desiderio di rivedere la figlia nata dal suo primo matrimonio. Ogni resistenza è vana. Dimitri sembra avere la risposta a ogni obiezione. È forte, risoluto e per giunta un po’ iracondo. A Isabel non resta che seguirlo, anche se questo significa opporsi alla volontà e ai desideri di Jimmy, il suo fidanzatino inglese…

L’ira di Cthulhu

Albert Keith, un ricco e annoiato collezionista di stranezze di Los Angeles, viene casualmente in possesso di un inquietante dipinto che sembra essere opera di Richard Upton Pickman, un pittore immaginario, protagonista di uno dei tanti racconti d’orrore scritti negli anni ’30 da H.P.Lovecraft.
Da quel momento in poi la vita di Keith cambierà radicalmente: e se le opere di Lovecraft non fossero del tutto inventate? Da questo presupposto inquietante, il collezionista, aiutato da un amico bibliofilo, scoprirà delle inquietanti verità sui Grandi Antichi che – forse – dormono sonni eterni, nascosti nel cuore dell’oceano, pronti a svegliarsi quando la civiltà dell’uomo cadrà.

L’ira di Allah

New York, Park Avenue. Il Presidente degli Stati Uniti è atteso a casa del senatore Black. Ed Henry Morgan ne è al corrente. Per questo si è introdotto nel palazzo di fronte, pronto a sparare. Ma il suo tentativo è destinato a fallire e i servizi segreti lo bloccano. Purtroppo, però, non hanno modo di strappare alcuna informazione all’uomo, che decide per la soluzione estrema: una capsula dentaria avvelenata. Prima di morire il killer pronuncia una frase enigmatica: “Guardatevi dall’ira di Allah.”

L’ira della mummia

In una delle sale di reperti egiziani di un museo di Londra, si verificano degli eventi assolutamente fuori dal normale. Gli spostamenti di gioielli da una teca all’altra, i gemiti, i clangori notturni, strane visioni che i guardiani prendono per allucinazioni, fanno tutti capo alla mummia di un’antichissima Principessa egiziana, il cui sarcofago è stato donato al museo da un Lord incapace di sopportare più a lungo gli eventi soprannaturali che hanno origine da questa mummia. Ma qual è il motivo che scatena l’ira della mummia? E, soprattutto, esiste un qualche modo per calmarla? Questi sono gli interrogativi cui Wylm cerca di dare risposta nel primo dei due volumi che costituiscono il Ciclo. Anthony Wylmnacque in Alsazia nel 1876. Di famiglia benestante – il padre era medico – compì gli studi di Giurisprudenza a Parigi, dove poi si fermò per esercitare l’attività forense. Appassionato di letteratura, frequentò i circoli letterari e giornalistici della capitale francese, e pubblicò anche alcuni racconti sui giornali e le riviste parigine dei primi del Novecento. Il Ciclo della Mummia riscosse alla fine degli anni Venti un buon successo. Morì nel 1939.
(source: Bol.com)