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Il mattino del suo sedicesimo compleanno, la bella Solange si sveglierà completamente priva di forze e sensibile alla luce del sole. Sarà l’inizio della trasformazione, il processo che la porterà alla morte, per poi donarle la vita eterna: quel giorno, lei diventerà una vampira. Un evento cruciale per tutta la comunità degli immortali, perché Solange è l’unica discendente femmina della nobile casata dei Drake: secondo un’antichissima profezia, infatti, è l’eletta, colei che dominerà su tutte le creature della notte. Un destino che, però, la mette in grave pericolo. Ed è quindi per proteggerla che i suoi sette assillanti fratelli non la lasciano da sola nemmeno per un istante, rendendole la vita un inferno. Quasi più di Lady Natasha, l’attuale regina, che la vede come una minaccia al proprio potere. O di Kieran Black, il giovane cacciatore di vampiri che vuole vendicare la morte del padre sterminando l’intera famiglia Drake. Fortunatamente Solange ha un’arma segreta per affrontare quel giorno così speciale: la sua migliore amica Lucy, un’umana che conosce il suo segreto e che è disposta a tutto per aiutarla a vivere un’esistenza «normale». Persino affrontare Nicholas, il più premuroso e affascinante tra i fratelli Drake. Tanto affascinante da non potergli resistere?

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Riley Jenson è una donna sexy e molto determinata. Nelle sue vene scorre sangue di vampiro e l’istinto di un lupo mannaro la salva dalle insidie e dai guai. Riley non ha mai paura di dire la sua, né di confrontarsi con il pericolo. Neppure adesso che il suo compito è scovare un killer che si aggira nel patinato mondo dell’alta società di Melbourne, infierendo sulle sue vittime con inaudita ferocia. Ma c’è anche un altro assassino che si muove nell’ombra, una creatura inafferrabile, ossessionata dal passato. E le cose per Riley sono destinate a complicarsi: a una festa infatti incontra Quinn, la sua vecchia fiamma. Con lui ha vissuto momenti di bruciante passione ed è l’unico uomo su cui non ha assolutamente nessun controllo…

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Sono fedele, ma tradirò.
Sono forte, ma anch’io ho cicatrici.
Sono un angelo, sì, il diavolo.
L’ho incontrata che aveva sedici anni. È arrivata come una ventata di aria fresca, giunta all’improvviso, che mi ha strappato un sorriso. Ma poi se ne è andata, portando via con sé anche il mio ultimo respiro.
Quel suo sorriso sapeva rischiarare una stanza intera e far palpitare il mio cuore nero.
L’ho ritrovata a distanza di dieci anni, con una siringa piantata dritta nel braccio.
In mezzo alle gambe si formava una pozza di sangue.
Era devastata e io ne ero felice. Non si sarebbe permessa di criticare né me né i miei modi deviati.

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«Ma, ditemi, scrittori come Ellis – dirompenti stilisti, interpreti cosí brillanti del proprio tempo, sperimentali ma capaci di farsi leggere anche da chi non legge e che pensano contropelo – oggi se ne vedono?»
**Cristiano de Majo, «Rivista Studio»**
«A un certo punto nel corso degli ultimissimi anni – e non saprei indicare con esattezza quando – un vago eppure quasi opprimente e irrazionale fastidio ha preso a straziarmi fino a una decina di volte al giorno. Questo fastidio riguardava cose all’apparenza cosí secondarie, cosí lontane dai miei consueti interessi, che ero sorpreso dallo sforzo che dovevo fare per liberarmi dal disgusto e dalla frustrazione provocati dalla stupidità altrui: adulti, semplici conoscenti ed estranei che sui social condividevano pareri e giudizi avventati, stupide preoccupazioni, sempre con l’incrollabile certezza di avere ragione». Da oltre trent’anni l’uscita di un libro di Bret Easton Ellis è considerato un evento e *Bianco* non fa eccezione. Anche questa volta il protagonista è proprio lui, l’ex ragazzo prodigio di *Meno di zero* , il celebrato autore di *American Psycho* , l’ultimo grande cantore del postmodernismo con *Lunar Park*. Sintesi perfetta di autobiografia e satira sociale, *Bianco* è una critica tanto affilata quanto spassosa di alcune delle piaghe che affliggono il nuovo secolo: l’ipocrisia elevata a galateo, il moralismo che sostituisce il giudizio estetico, la paura di esprimere un’opinione perché si finirebbe impallinati dai «giustizieri» dei social. E se quelle di Ellis non fossero solo provocazioni (o il cahier de doléances di un «maschio bianco» inconsapevole dei suoi privilegi), ma un invito a essere piú sinceri, piú autentici, a pensare con la propria testa senza preoccuparsi costantemente dell’opinione degli altri? Ellis non si accontenta di interpretazioni superficiali solo perché politically correct: *Bianco* è un’indagine senza sconti nel rimosso dello spirito del tempo. E dai giorni di *Meno di zero* nessuno sa farlo meglio di lui. **
### Sinossi
«Ma, ditemi, scrittori come Ellis – dirompenti stilisti, interpreti cosí brillanti del proprio tempo, sperimentali ma capaci di farsi leggere anche da chi non legge e che pensano contropelo – oggi se ne vedono?»
**Cristiano de Majo, «Rivista Studio»**
«A un certo punto nel corso degli ultimissimi anni – e non saprei indicare con esattezza quando – un vago eppure quasi opprimente e irrazionale fastidio ha preso a straziarmi fino a una decina di volte al giorno. Questo fastidio riguardava cose all’apparenza cosí secondarie, cosí lontane dai miei consueti interessi, che ero sorpreso dallo sforzo che dovevo fare per liberarmi dal disgusto e dalla frustrazione provocati dalla stupidità altrui: adulti, semplici conoscenti ed estranei che sui social condividevano pareri e giudizi avventati, stupide preoccupazioni, sempre con l’incrollabile certezza di avere ragione». Da oltre trent’anni l’uscita di un libro di Bret Easton Ellis è considerato un evento e *Bianco* non fa eccezione. Anche questa volta il protagonista è proprio lui, l’ex ragazzo prodigio di *Meno di zero* , il celebrato autore di *American Psycho* , l’ultimo grande cantore del postmodernismo con *Lunar Park*. Sintesi perfetta di autobiografia e satira sociale, *Bianco* è una critica tanto affilata quanto spassosa di alcune delle piaghe che affliggono il nuovo secolo: l’ipocrisia elevata a galateo, il moralismo che sostituisce il giudizio estetico, la paura di esprimere un’opinione perché si finirebbe impallinati dai «giustizieri» dei social. E se quelle di Ellis non fossero solo provocazioni (o il cahier de doléances di un «maschio bianco» inconsapevole dei suoi privilegi), ma un invito a essere piú sinceri, piú autentici, a pensare con la propria testa senza preoccuparsi costantemente dell’opinione degli altri? Ellis non si accontenta di interpretazioni superficiali solo perché politically correct: *Bianco* è un’indagine senza sconti nel rimosso dello spirito del tempo. E dai giorni di *Meno di zero* nessuno sa farlo meglio di lui.

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Tra gli orrori di cui la storia del Novecento è stata prodiga, pochi sono paragonabili alla condizione dei besprizornye, come venivano chiamati nella Russia postrivoluzionaria gli innumerevoli bambini e ragazzini rimasti orfani in seguito alla guerra, alla guerra civile o alla carestia. Stimati tra i sei e i sette milioni nel 1922, sporchi, vestiti di stracci, vagavano da soli o in gruppi per le città e le campagne in cerca di cibo, spostandosi nel paese aggrappati alle balestre sotto i vagoni dei treni, trovando riparo dal gelo negli scantinati delle stazioni o dentro i cassonetti, spinti dalla fame a un crescendo di aggressività e violenza che arrivava fino al cannibalismo. Né potevano offrire un’alternativa a quella vita gli orfanotrofi pubblici: strutture, in tutto simili ai lager dove bambini scheletrici giacevano ammassati in condizioni spaventose. E se negli anni Venti il problema viene studiato sul piano sociale, politico, giudiziario, psicologico ed educativo, in seguito saranno imposti il silenzio e la censura da parte di uno Stato che non può certo ammettere un simile sfacelo nel ‘paradiso’ della società sovietica. Negli ultimi trent’anni il fenomeno è tornato oggetto di analisi e rigorose ricerche storiche. Ma solo Luciano Mecacci è riuscito, grazie a testimonianze dirette e documenti dell’epoca spesso trascurati, a offrirne una ricostruzione completa anche dall’«interno», calandosi – e calandoci – nell’abisso umano dei protagonisti di vicende che possono sembrare, oggi, semplicemente inverosimili.

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Prosecuzione ideale di Stalingrado, quest’opera racconta un altro assedio: la battaglia casa per casa con la quale l’Armata Rossa conquistò Berlino nel maggio del 1945, ponendo fine alla guerra in Europa. Il racconto, corredato da un ricco apparato illustrativo e cartografico, non si limita all’epilogo, ma abbraccia per intero gli ultimi mesi del conflitto, decisivi e atroci: l’avanzata sovietica e la resistenza accanita delle forze tedesche; la tragedia dei profughi della Prussia orientale; la vendetta dei sovietici in risposta alle atrocità commesse dai nazisti quando occupavano buona parte della Russia; il delirio di Hitler nel bunker in attesa di un miracolo che rovesciasse all’improvviso le sorti della guerra; la rivalità fra gli Alleati; i suicidi e le fughe misteriose dei gerarchi nazisti. Questa tragica vicenda viene rivista alla luce dei nuovi documenti emersi dagli archivi (soprattutto russi, ma anche tedeschi, americani, inglesi francesi e svedesi) e delle molte interviste con i soldati e i civili di entrambi i fronti. Grazie alle sue straordinarie doti di narratore, Antony Beevor riesce a ricostruire gli atti, i pensieri, le scelte dei capi politici e militari e la vita quotidiana, l’odio e il terrore, gli stupri, la violenza disumana e la follia della guerra.

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**Primera entrega de la saga «Beautiful».**
**Una mezcla perfecta de sexo, amor y mucho descaro.**
**Descubre la novela que ha cosechado más de dos millones de lecturas online.**
Inteligente, trabajadora y decidida a terminar su máster con la nota más alta, Chloe Mills solo tiene un problema: su jefe, Bennett Ryan. Es exigente, riguroso, brusco, desconsiderado, arrogante… y absolutamente irresistible.
Tras pasar seis años trabajando en París, Bennett ha vuelto a Chicago para liderar la empresa familiar. Nunca pensó que la asistente que le había asignado su padre fuera la despampanante, inocente, provocadora y completamente exasperante criatura a la que ahora tiene que ver cada día. A pesar de los rumores, nunca ha sido el tipo de hombre que mezcla los negocios con el placer, pero Chloe lo tienta de tal manera que está deseando romper esa regla. De hecho está más que dispuesto a saltársela a la torera si así logra estar con ella… en todos los rincones de la oficina.
Al tiempo que el deseo de ambos alcanza cotas insospechadas, Bennett y Chloe deberán decidir a qué están dispuestos a renunciar para ganarse el uno al otro.
**La crítica ha dicho…**
«Inteligente, sexy y gratificante. Destinada a convertirse en un clásico del romance erótico.»
Tara Sue Me, autora de *La sumisa*

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Da ragazza, Winona Farmington sognava di laurearsi, trasferirsi a New York e intraprendere una carriera nel mondo dell’editoria. Ma la malattia della madre l’aveva costretta a lasciare l’università per tornare nella sonnolenta cittadina del Michigan dove era cresciuta. Molti anni dopo, Winnie è ancora lì, incastrata in un lavoro senza prospettive e in una relazione che si trascina stancamente. Per consolarsi, si abbuffa delle puntate di una serie televisiva inglese, Beauchamp Hall, ambientata negli anni Venti. Un giorno, però, la sua quotidianità va in pezzi. Al lavoro, una promozione lungamente attesa viene concessa dal suo odioso capo a una ragazzina tanto inesperta quanto compiacente. Disgustata, Winnie si licenzia in tronco e si precipita a casa, dove trova il suo compagno a letto con la sua migliore amica. Sconvolta, decide di partire: andrà in Inghilterra a visitare la location dove viene girata la sua serie tv del cuore. Un nuovo mondo prende vita quando Winnie fa conoscenza con i proprietari del castello dove è ambientata Beauchamp Hall, un affabile marchese decaduto e sua sorella, ed entra in contatto con la troupe. Quel che accade dopo è materia dei sogni, a dimostrare che la magia della vita può essere giusto dietro l’angolo.

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Roma. Aprile 2006. Robyn Della Torre ha 30 anni, si veste male e ha la vita che non ha mai desiderato: è bullizzata dai colleghi del call center dove lavora e dorme su un divano. Tuttavia l’incontro con un ragazzo cambierà per sempre il suo destino (e non in modo romantico).
Cosa nasconde lo sconosciuto dietro ai suoi canini appuntiti e alle orecchie sproporzionate?
Tra misteriose sparizioni, creature pelose, guerre sotterranee e poteri sconosciuti, Robyn capirà che il tempo di pensare solo ai fumetti è finito per sempre.
Attenzione ⚠ questa è bizarro fiction.
**
### Sinossi
Roma. Aprile 2006. Robyn Della Torre ha 30 anni, si veste male e ha la vita che non ha mai desiderato: è bullizzata dai colleghi del call center dove lavora e dorme su un divano. Tuttavia l’incontro con un ragazzo cambierà per sempre il suo destino (e non in modo romantico).
Cosa nasconde lo sconosciuto dietro ai suoi canini appuntiti e alle orecchie sproporzionate?
Tra misteriose sparizioni, creature pelose, guerre sotterranee e poteri sconosciuti, Robyn capirà che il tempo di pensare solo ai fumetti è finito per sempre.
Attenzione ⚠ questa è bizarro fiction.

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Esiste un modo estremamente semplice e altrettantoefficace per comprendere l’impatto delBauhaus sulla pittura, l’architettura e il design delNovecento: basta osservare una foto di gruppo degliartisti che ne hanno fatto parte. Tra i loro volti,si riconoscono facilmente quelli di Walter Gropiuse Paul Klee, di Vasilij Kandinskij e Ludwig Mies vander Rohe, di Joseph e Anni Albers. Il loro incontrotra Weimar, Berlino e Dessau fu un evento senzaprecedenti, probabilmente ineguagliabile, dettatodall’utopia estetica e sociale di armonizzare artee industria, razionalità e bellezza; una parentesiradiosa in una Germania che stava già precipitandonel buio.Questo volume è la storia collettiva di quei seigrandi maestri. Sei artisti cruciali che vissero l’unoa fianco all’altro, insegnarono nelle stesse aule efinirono per influenzare reciprocamente i loro destini.Mentre nei laboratori del Bauhaus nascevaun nuovo design, destinato a ridefinire i valori dellaproduzione seriale, le serate a Weimar e Dessauerano animate da balli in maschera e accaloratediscussioni. Camminando nella fresca pineta, trale case dei maestri, era possibile trovare due deimaggiori pittori dell’epoca, Paul Klee e Vasilij Kandinskij,che discutevano di colore ed energia; o imbattersiin Walter Gropius, rapito dalle volubili traiettoriedi Alma, un’autentica femme fatale che loincontrava all’insaputa del marito, Gustav Mahler.Se queste immagini si susseguono ora inBauhaus è perché il suo autore, Nicholas Fox Weber,non è soltanto uno dei maggiori studiosi delmovimento, ma è stato amico e confidente di Josefe Anni Albers. In lunghe conversazioni e intensidialoghi, ha raccolto dalla viva voce degli ultimiBauhausler le riflessioni, gli aneddoti e le memoriedi un’epoca d’eccezione. L’epoca in cui l’avanguardiaprovò a ricucire la frattura che separavaarte e società: l’ultimo grande sogno umanista delNovecento.

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A volte è necessario perdere tutto per capire di che cosa abbiamo davvero bisogno Bestseller del New York Times  Un australiano sexy e arrogante di nome Chance. Era davvero l’ultima persona in cui mi aspettavo di imbattermi nel mio viaggio attraverso il Paese. Quando la mia macchina si è rotta, abbiamo fatto un accordo: niente programmi, saremmo andati avanti per miglia e miglia passando notti sfrenate in motel sconosciuti senza limiti e senza una meta precisa. E così quello che doveva essere un normale viaggio si è trasformato nell’avventura della vita. Ed è stato tutto davvero incredibile finché le cose non sono diventate serie. Lo desideravo, ma Chance non si esponeva. Pensavo che mi volesse anche lui, invece qualcosa sembrava trattenerlo. Non avevo intenzione di perdere la testa per quel bastardo arrogante, soprattutto da quando avevo saputo che le nostre strade stavano per dividersi. D’altra parte si dice che tutte le cose belle prima o poi finiscono, o no? Forse è così, o forse ero io che non volevo vedere la fine della nostra storia… Dalle due autrici bestseller del New York Times Il romanzo più sexy dell’anno «Coinvolgente e con un colpo di scena impossibile da indovinare. Una delle migliori letture dell’anno!» The Rock Stars «Stupendo, stupendo, stupendo!» «Bastardo fino in fondo è uno dei miei libri preferiti di sempre.» Penelope WardÈ un’autrice bestseller del «New York Times», di «USA Today» e del «Wall Street Journal». È cresciuta a Boston con cinque fratelli più grandi e ha lavorato come giornalista prima di diventare una scrittrice. Vive nel Rhode Island con il marito e due figli. Vi KeelandCon più di un milione di libri venduti, Vi Keeland si è affermata come una delle autrici di maggiore successo della sua generazione e i suoi romanzi sono tradotti in dodici lingue. Vive a New York con il marito, che ha incontrato all’età di sei anni, e i loro tre figli.

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**NERO RIZZOLI È LA BUSSOLA DEL NOIR FIRMATA RIZZOLI.**
Il mare prende, il mare dà. E un mattino di primavera la bassa marea consegna alla spiaggia di Borgomarina un corpo di donna. La ritrova, più morta che viva, Andrea Muratori detto Mura, giornalista in pensione, tornato nel paesino di villeggiatura dell’infanzia dopo una lunga carriera da inviato giramondo, con pochi soldi in tasca, un capanno di pescatori come casa e in pace con se stesso. Siamo in Romagna, la riviera delle vacanze di massa e del divertimentificio, cento chilometri di litorale che con il solleone diventano metropoli diffusa spalmata tra Marina di Ravenna e Gabicce, per metà West Coast all’italiana e per metà irredimibile provincia di vitelloni, malelingue e brava gente. Ma fuori stagione gli abitanti verniciano e riparano, sperperando i guadagni estivi e portando a galla vizi nascosti. Fra un clan di calabresi che traffica schiave del sesso e immigrati cinesi che spacciano erba, toccherebbe a Mura risolvere il mistero dietro il passato di Sasha, l’enigmatica russa restituita dal mare. Un’impresa troppo grande per lui, se ad aiutarlo non ci fossero altri tre sessantenni irresistibili. «Uno per tutti, tutti per uno» ripetono i vecchi amici, citando i tre moschettieri. Che poi, com’è noto, erano quattro.
Enrico Franceschini ha scritto una commedia gialla, caustica e brillante, che illumina le ombre della terra raccontata da Fellini e Tondelli, su cui – tre mesi l’anno – si rinnova la furibonda battaglia del desiderio nazionalpopolare. **
### Sinossi
**NERO RIZZOLI È LA BUSSOLA DEL NOIR FIRMATA RIZZOLI.**
Il mare prende, il mare dà. E un mattino di primavera la bassa marea consegna alla spiaggia di Borgomarina un corpo di donna. La ritrova, più morta che viva, Andrea Muratori detto Mura, giornalista in pensione, tornato nel paesino di villeggiatura dell’infanzia dopo una lunga carriera da inviato giramondo, con pochi soldi in tasca, un capanno di pescatori come casa e in pace con se stesso. Siamo in Romagna, la riviera delle vacanze di massa e del divertimentificio, cento chilometri di litorale che con il solleone diventano metropoli diffusa spalmata tra Marina di Ravenna e Gabicce, per metà West Coast all’italiana e per metà irredimibile provincia di vitelloni, malelingue e brava gente. Ma fuori stagione gli abitanti verniciano e riparano, sperperando i guadagni estivi e portando a galla vizi nascosti. Fra un clan di calabresi che traffica schiave del sesso e immigrati cinesi che spacciano erba, toccherebbe a Mura risolvere il mistero dietro il passato di Sasha, l’enigmatica russa restituita dal mare. Un’impresa troppo grande per lui, se ad aiutarlo non ci fossero altri tre sessantenni irresistibili. «Uno per tutti, tutti per uno» ripetono i vecchi amici, citando i tre moschettieri. Che poi, com’è noto, erano quattro.
Enrico Franceschini ha scritto una commedia gialla, caustica e brillante, che illumina le ombre della terra raccontata da Fellini e Tondelli, su cui – tre mesi l’anno – si rinnova la furibonda battaglia del desiderio nazionalpopolare.

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Mario Canepa, un uomo di mezza età invecchiato prima del tempo, leggermente ingobbito di una magrezza rugosa e sofferta e con l’aria spaesata di chi sembra aver smarrito il bandolo della propria vita, rientra a Genova, a casa anche se una casa non ce l’ha più – dopo un lungo soggiorno in clinica a Bellinzona. Quando si presenta all’appuntamento con Bacci Pagano ha l’aria dimessa e veste con la trasandatezza che può permettersi chi da sempre appartiene alla comunità in cui vive. Si esprime in un italiano ricco e appropriato con marcato accento genovese. È timido e cortese, ma un fatto sconcerta Bacci Pagano: Mario Canepa è un uomo di colore. Figlio adottivo dei Canepa, è stato, dopo la morte del padre, titolare della “Mario Canepa & figlio”, una ditta che importava caffè dal Corno d’Africa. “Ritrovi mio figlio dottor Pagano. Si chiama Giovanni, ha vent’anni e non vuole parlare con me. Mia figlia Rachele, sua sorella, mantiene i contatti con lui ma si rifiuta di dirmi dove lo posso trovare”. Inizia così per Bacci un’inchiesta, forse la più velata di malinconia della sua carriera, nella quale il suo senso di giustizia, lo spinge ad andare con determinazione oltre il proprio mandato, fino a risolvere un caso ben più oscuro e complesso del solo ritrovamento del giovane. Completano il libro altre quattro brevi inchieste di Bacci Pagano: Bacci Pagano al Roger Café, Bacci Pagano sul lago, Bacci Pagano al ballo di Fontanigorda, Gli uccelli di Pechino.

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Come una sorta di numero speciale per il mese delle vacanze, Urania presenta questa variopinta antologia intorno a un tema che le promettenti imprese degli astronauti russi e americani hanno reso più che mai attuale; le avventure spaziali, gli incontri con paesaggi e creature extraterrestri sono all'origine stessa della letteratura fantascientifica, e il brivido della scoperta, del mistero, dell'ignoto non ha certo perduto il potere di affascinare autori e lettori. Un grande maestro di questo filone, è oggi considerato l'americano Stanley G. Weinbaum morto nel 1933, a 33 anni; nei quindici mesi della sua folgorante carriera di scrittore, egli pubblicò una serie di racconti, i due più famosi dei quali appaiono in questo fascicolo: Odissea su Marte, e L'isola di Proteo. Accanto a lui, figura Clifford D. Simak, altro grande "inventore" di faune e flore strabilianti; e restando sul nostro pianeta, troviamo i poveri vampiri di Brown, e le apparizioni marine di Miller. Mentre un insolitamente poetico Sheckley ci porta in quel limbo spaziale che è la fascia degli asteroidi.

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Nell’immaginario collettivo sarà sempre la ribelle principessa Anna di “Vacanze romane”, la frivola Holly di “Colazione da Tiffany” o la buffa Eliza di “My Fair Lady”. Per milioni di donne in tutto il mondo rimarrà un’icona di stile e un modello di eleganza. Ma nella realtà Audrey Hepburn è stata semplicemente “Audrey”: moglie infelice, appassionata dei piccoli e grandi piaceri della vita, madre premurosa e professionista instancabile, che all’apice del successo decise di ritirarsi dalle scene per dedicarsi prima alla famiglia e poi al volontariato, diventando una delle più impegnate ambasciatrici dell’UNICEF. Un ritratto sensibile e vibrante che restituisce al lettore tutta l’essenza della Audrey Hepburn più vera.

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Quando in un attimo il fascino di un uomo trasforma una donna in una regina. Dell’amore.In fuga dal proprio passato, Karen Ford si è rifugiata in Irlanda. Ha affittato un cottage e non ha nessuna intenzione di iniziare una storia d’amore, tanto meno con il tenebroso sconosciuto che ha appena incontrato…Ma da Gary O’Connell non riuscirà a scappare: scoprirà infatti che quell’imperscrutabile uomo d’affari altri non è che il suo padrone di casa. Gary è noto per il suo atteggiamento freddo e distaccato, così Karen rimane scioccata quando le fa una proposta a dir poco particolare.