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La Paura Del Saggio

Nei nomi e nelle imprese di un eroe si celano tante storie, vere e false, intessute di gloria e dolore. Ancor più se sei stato un potente arcanista, un viaggiatore-musicista, e persino un assassino di re. Agli occhi di molti Kvothe è solo un taverniere, che affetta il pane, pulisce il bancone, prepara pasticci e torte. Eppure, quelle stesse mani hanno compiuto gesta e prodigi. E i racconti e i nomi favolosi che circolano su di lui custodiscono il segreto di una vita leggendaria.
In questa seconda giornata in compagnia del Cronista e delle sue domande, Kvothe continua a raccontarsi, e possiamo addentrarci con lui nelle nebbie del passato. L’apprendistato all’Accademia, scandito da sospetti, scoperte, affetti e incomprensioni, il servizio alla corte di potenti mecenati, i viaggi al seguito di compagnie mercenarie, lo studio di arti guerresche raffinate, e di incantesimi capaci di colpire come nessuna spada potrebbe, incontri con bellezze fatate, il cui amore significa sempre pericolo e follia. Sempre e comunque a inseguire lo sfuggente enigma dei Chandrian, gli esseri soprannaturali che hanno massacrato la sua famiglia. Le storie si fanno leggende, e i miti spesso contengono più verità di quel che immaginiamo, o temiamo.
Il secondo capitolo di questo grande viaggio iniziatico e di formazione, che riecheggia Ursula Le Guin e J.K. Rowling, si conferma una delle saghe fantasy più complesse e intense degli ultimi anni, con una voce narrante impossibile da dimenticare, nella sua mistura di saggezza poetica, malinconia e umorismo. Non c’è magia più forte di quella che si sprigiona dalle labbra del misterioso narratore, alla locanda della Pietra Miliare, e dalla penna del suo creatore. Come ha detto un altro vecchio bardo, che ben conosce draghi e battaglie, “Questo Rothfuss è dannatamente bravo”. Parola del George R.R. Martin di “Game of Thrones”.
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### Sinossi
Nei nomi e nelle imprese di un eroe si celano tante storie, vere e false, intessute di gloria e dolore. Ancor più se sei stato un potente arcanista, un viaggiatore-musicista, e persino un assassino di re. Agli occhi di molti Kvothe è solo un taverniere, che affetta il pane, pulisce il bancone, prepara pasticci e torte. Eppure, quelle stesse mani hanno compiuto gesta e prodigi. E i racconti e i nomi favolosi che circolano su di lui custodiscono il segreto di una vita leggendaria.
In questa seconda giornata in compagnia del Cronista e delle sue domande, Kvothe continua a raccontarsi, e possiamo addentrarci con lui nelle nebbie del passato. L’apprendistato all’Accademia, scandito da sospetti, scoperte, affetti e incomprensioni, il servizio alla corte di potenti mecenati, i viaggi al seguito di compagnie mercenarie, lo studio di arti guerresche raffinate, e di incantesimi capaci di colpire come nessuna spada potrebbe, incontri con bellezze fatate, il cui amore significa sempre pericolo e follia. Sempre e comunque a inseguire lo sfuggente enigma dei Chandrian, gli esseri soprannaturali che hanno massacrato la sua famiglia. Le storie si fanno leggende, e i miti spesso contengono più verità di quel che immaginiamo, o temiamo.
Il secondo capitolo di questo grande viaggio iniziatico e di formazione, che riecheggia Ursula Le Guin e J.K. Rowling, si conferma una delle saghe fantasy più complesse e intense degli ultimi anni, con una voce narrante impossibile da dimenticare, nella sua mistura di saggezza poetica, malinconia e umorismo. Non c’è magia più forte di quella che si sprigiona dalle labbra del misterioso narratore, alla locanda della Pietra Miliare, e dalla penna del suo creatore. Come ha detto un altro vecchio bardo, che ben conosce draghi e battaglie, “Questo Rothfuss è dannatamente bravo”. Parola del George R.R. Martin di “Game of Thrones”.

La passione di Ornella

Ornella, dominata da un sentimento univoco e ossessivo, è disposta a tutto pur di tenere legato a sé Alessandro, uomo violento e insensibile nei confronti del quale nutre una totalizzante passione. Dopo avere tentato inutilmente di sottrarsi a un destino di sofferenza, in cui il sesso è vissuto esclusivamente come strumento di dominio e privo di ogni risvolto affettivo, percorrerà consapevolmente un cammino che non prevede redenzione. Il primo libro erotico di Lettere Animate, nessuna volgarità, ma un erotismo drammatico, surreale e crudo. Una storia viva e vivida, passione, tristezza ed eccitazione si mescolano formando un cocktail sugoso e succulento. Il lettore sarà trascinato con vigore nella vita di Ornella, una donna come tante, vittima e carnefice si se stessa. La passione racchiude l’esistenza intera dell’essere ma, a volte, può tramutarsi in un padrone vigliacco e arcigno, diventando una malattia…

La passione dello sceicco

Rashid Aal Munsoori sa di essere destinato a governare l’Azmahar. Il popolo, però, non sembra gradire l’ombra oscura che da tempo lo accompagna. Per forzare la mano al fato decide di sposare Laylah Aal Shalaan, principessa di sangue reale. Una volta conquistata quella donna indomabile e generato un erede, niente e nessuno potrà impedire la sua ascesa al trono. Ma non aveva previsto che la luce di Laylah riuscisse a penetrare nelle tenebre del suo passato e a salvarlo da se stesso. E ora Rashid, pur di diventare il sovrano del cuore di quella donna, è disposto a incendiare il deserto.

(source: Bol.com)

La passera è sempre la passera

L’autore di questo libro ha una missione nobile da compiere: “Diffondere fra i giovani e non l’antico amore per la passera, che fra politica, religioni, consumismo, Internet, partite di calcio e pasticche sembra passato ormai in secondo piano”. Lo fa con un trattatello strepitoso su passera e dintorni, una perla di umorismo goliardico e toscano che nei circuiti non ufficiali ha già conquistato migliaia di lettori diventando, a suo modo, un libro di culto.
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La Parte Sospesa Del Cuore

La voce narrante è quella di Javier, un concittadino e vicino di casa di Juan Carlos e Armando che per anni, per una vita intera, osserva da lontano e silenziosamente i due uomini. Due amici, ognuno con la rispettiva famiglia, che sembrano nascondere un legame più intimo di quello che mostrano in pubblico.
La vicenda è ambientata in un piccolo paese sperduto del Sud America e i protagonisti sono il riservato Juan Carlos, insegnante di scuola elementare dalla pelle bianca, uomo che agli occhi di tutti conduce una vita morigerata, riflessivo e taciturno, e Armando, medico dalla pelle nera come l’ebano, impegnato nel sociale e professionista stimato che gode dell’affetto di tutti i suoi concittadini.
I due amici sono stati segretamente amanti durante la loro giovinezza, è un loro vecchio compagno di studi a raccontarlo alla voce narrante. Voce di un uomo che inizia a studiarli. Nota che, molto spesso, dove si trova l’uno si trova anche l’altro ed inizia a seguirli fino a lasciarsi prendere completamente la mano. Javier si farà spettatore della loro vita, prenderà nota dei loro spostamenti, ascolterà le loro conversazioni scoprendo così che i due continuano ad incontrarsi privatamente.
Desidera a tal punto venire a conoscenza del segreto che custodiscono che si insinuerà inosservato nella loro quotidianità svelandoci i retroscena di due vite che, agli occhi di tutti, sembravano prive di ombre.
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### Sinossi
La voce narrante è quella di Javier, un concittadino e vicino di casa di Juan Carlos e Armando che per anni, per una vita intera, osserva da lontano e silenziosamente i due uomini. Due amici, ognuno con la rispettiva famiglia, che sembrano nascondere un legame più intimo di quello che mostrano in pubblico.
La vicenda è ambientata in un piccolo paese sperduto del Sud America e i protagonisti sono il riservato Juan Carlos, insegnante di scuola elementare dalla pelle bianca, uomo che agli occhi di tutti conduce una vita morigerata, riflessivo e taciturno, e Armando, medico dalla pelle nera come l’ebano, impegnato nel sociale e professionista stimato che gode dell’affetto di tutti i suoi concittadini.
I due amici sono stati segretamente amanti durante la loro giovinezza, è un loro vecchio compagno di studi a raccontarlo alla voce narrante. Voce di un uomo che inizia a studiarli. Nota che, molto spesso, dove si trova l’uno si trova anche l’altro ed inizia a seguirli fino a lasciarsi prendere completamente la mano. Javier si farà spettatore della loro vita, prenderà nota dei loro spostamenti, ascolterà le loro conversazioni scoprendo così che i due continuano ad incontrarsi privatamente.
Desidera a tal punto venire a conoscenza del segreto che custodiscono che si insinuerà inosservato nella loro quotidianità svelandoci i retroscena di due vite che, agli occhi di tutti, sembravano prive di ombre.

La parola magica

Esiste un modo per riprogrammare in maniera automatica e inconscia il nostro cervello e liberarne il potenziale? La risposta è, finalmente, sì. Il modo esiste. Ed è sorprendentemente semplice: grazie allo straordinario potere dell’intelligenza linguistica applicata per la prima volta a un romanzo, scoprirai che la parola, proprio come nei migliori incantesimi, può fare magie e trasformare chi la ascolta. Ascolta questo audiolibro, da cima a fondo. Ascoltalo e basta, senza pensare ad altro. Al resto, penserà l’audiolibro. Abracadabra! Il cambiamento personale è semplice, come ascoltare un audiolibro. Questo audiolibro.
Londra, oggi. Il comportamentalista esperto in persuasione linguistica e comunicazione non verbale, Leonard Want, riceve una strana richiesta: deve aiutare Dio in persona a decidere se estinguere, un’altra volta, la razza umana. C’è un piccolo problema: oltre a Dio – una donna anziana, volgare e fumatrice accanita – Leonard deve affrontare una serie di arcangeli dal brutto carattere, un angelo sterminatore che veste pantaloni di pelle e disprezza la razza umana, e persino Lucifero in persona.
“La parola magica” è un romanzo unico nel suo genere e ha un preciso intento: intrattenere l’ascoltatore e, capitolo dopo capitolo, trasformarlo, aiutandolo a liberare il suo potenziale. Scritto con un linguaggio che opera a più livelli da uno dei massimi esperti di intelligenza linguistica e persuasione linguistica, è ricchissimo di suggestioni e insegnamenti che funzionano mentre li ascolti: parola dopo parola, potrai sperimentare in prima persona il cambiamento e la trasformazione, senza quasi rendertene conto. Il primo romanzo che ti cambia la vita mentre lo ascolti. Sei pronto per la magia?
> > Questo audiobook in edizione integrale vi è offerto in esclusiva per Audible ed è disponibile solamente in formato audio digitale.
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La Palude

**Un nuovo caso per l’ispettore di Scotland Yard Kate Linville e il commissario Caleb Hale, protagonisti dell’**Inganno

Ottobre 2017: in una spettrale brughiera nell’Inghilterra del Nord viene ritrovato il corpo di Saskia Morris, una quattordicenne scomparsa l’anno prima a Scarborough, nello Yorkshire. Contemporaneamente un’altra ragazza della stessa età, Amelie Goldsby, è strappata alla morte da uno sconosciuto, che in una notte di tempesta sente le sue urla strazianti provenire dal mare e riesce a trarla in salvo. Anche Amelie era sparita in circostanze misteriose, e ora, sotto shock, dice di essere stata rapita e tenuta segregata da un uomo, ma è incapace di ricordare il minimo dettaglio utile a mettere la polizia sulla pista giusta.
Le indagini si concentrano sulla sparizione nel 2013 a Scarborough di un’altra quattordicenne mai più ritrovata, Hannah Caswell. C’è un fil rouge che unisce tre coetanee così diverse tra loro per carattere ed estrazione sociale? Si fa sempre più strada l’idea di un omicida seriale: l’ispettore capo Caleb Hale è al centro di una gogna mediatica in cui ormai si fa riferimento al ‘killer della brughiera’ il quale, indisturbato, sequestra ragazzine inermi.
La polizia sembra brancolare nel buio quando, suo malgrado, si trova implicata in quella spirale di violenza anche Kate Linville, sergente investigativo di Scotland Yard, che è a Scarborough per vendere la casa di famiglia e che per una strana combinazione fa conoscenza con i genitori di Amelie. Aiutata dal suo fiuto di poliziotta e di donna, sarà Kate a trovare il bandolo di una matassa dove, a intrecciarsi, sono segreti vergognosi e colpe inconfessabili che riemergono dopo tanti anni…

(source: Bol.com)

La paga dei soldati

Non sempre un’opera prima segna la nascita di uno scrittore. Ma se si tratta di William Faulkner, e se la materia del romanzo ha il sapore di un regolamento di conti, o di un risarcimento, il miracolo può avvenire. Quando “La paga dei soldati” esce per la prima volta, nel 1926, Faulkner ha trascorso gli otto anni dalla fine della Grande Guerra raccontando episodi del conflitto; e l’impressione che il lettore comune ricava dal libro è che il suo protagonista, il tenente Donald Mahon, sia un alter ego dell’autore. Così non è, dal momento che Faulkner, scartato dall’aviazione americana per un problema di centimetri e poi arruolatosi sotto falso nome in quella canadese, non aveva fatto in tempo a partire per l’Europa prima dell’armistizio: dunque non era stato, come Mahon, orribilmente ferito in combattimento, né aveva dovuto attraversare una tormentosa convalescenza affidandosi alle cure di tre donne la sensuale fidanzata Cecily, “insincera come un sonetto francese”, la governante Emmy, sua amante anni prima per una sola notte, e la giovane vedova Margaret Powers. Il dolore e le passioni di Mahon – o di quanto resta di lui si trasformano così in quell’urlo che di Faulkner diverrà più tardi l’emblema: e in un magnifico furore che investe le passioni e le miserie di un intero microcosmo, su su fino alla “muta cacofonia dorata delle stelle”.
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La nuova rivoluzione delle macchine

La prima Rivoluzione industriale ha dato luogo alla più rapida crescita di popolazione, reddito e produttività della storia. In uno dei libri più esplosivi del 2014, in cima alle classifiche di vendita americane e adorato e discusso dai più importanti accademici e imprenditori, i due economisti del Mit Erik Brynjolfsson e Andrew McAfee sostengono che è arrivato il momento di una nuova rivoluzione – questa volta non per meccanizzare il lavoro manuale, ma quello mentale. Mentre le macchine di Google che si guidano da sole macinano migliaia di chilometri per le strade della California e in ogni tasca c’è quello che dieci anni fa sarebbe stato un supercomputer, si comincia a intravedere dove porterà la convergenza digitale di hard­ware sempre più veloci e meno costosi e software sempre più sofisticati. Porterà a un mondo in cui molti lavori di concetto non esisteranno più, perché saranno svolti dai computer; in cui avremo accesso a un’abbondanza mai vista prima di tecnologie che ci aiuteranno in ogni ambito della nostra vita; in cui molto del nostro modello economico, e del nostro modo di vivere, sarà antico, superato, distrutto. Brynjolfsson e McAfee mostrano che siamo ormai al punto di svolta e ci propongono soluzioni su come affrontare questo cambiamento epocale senza restare schiacciati dalla sua velocità e ampiezza. Ora arriva la nuova rivoluzione delle macchine. I computer e gli altri strumenti digitali stanno facendo al lavoro della mente quello che il motore a vapore e i suoi discendenti hanno fatto al lavoro delle braccia. E tutto cambierà, per le nostre vite, il nostro lavoro, i nostri figli.

(source: Bol.com)

La nuova regina

Nel Regno delle Spine e delle Ossa, Aspar White deve affrontare un’ultima missione per salvare la foresta e la gente che ama, anche se ha pochissime speranze di farcela. Anne Dare siede infine sul trono di Crotheny, ma non sa quanto a lungo durerà il suo regno: la Chiesa, ora guidata dal corrotto Hespero, ha dichiarato contro di lei una guerra santa, dando al re Hansa il pretesto che attendeva per scatenare il suo potere sulla giovane regina e il suo esercito impreparato. Eppure Hansa è l’ultima delle preoccupazioni di Anne: visioni e profezie nefaste si abbattono su di lei, portandola quasi alla follia, e controllare le proprie abilità soprannaturali sarà l’unico modo per compiere il suo estremo compito: condurre il mondo verso la salvezza o la distruzione finale.
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La nuova primavera

L’umanità è sopravvissuta a una delle più lunghe e crudeli glaciazioni della storia, ma a un prezzo: dimenticare gli splendori dell’antica civiltà e tornare a una sorta di vita semibarbarica che ricorda quella dei nostri lontani antenati. La società nata dal gelo, comunque, ha fatto alcune esperienze fondamentali: come temprarsi contro il pericolo e imparare a sopravvivere in un ambiente ostile, quasi impossibile. Sicché, quando arriva “la nuova primavera” e con essa i primi segni del disgelo, l’uomo è pronto di nuovo ad affrontare la conquista del pianeta. Intanto, molte cose sono cambiate: per i protagonisti di questo romanzo del futuro la nuova primavera non è soltanto quella climatica che permette la loro sopravvivenza, ma soprattutto il rinnovamento sociale che si accompagna alle mutate condizioni di vita. Un racconto epico in cui uno dei grandi autori della fantascienza moderna — Robert Silverberg — esplora un futuro fantastico che porta in sé molte tracce del nostro presente: allora, come ora, la scelta più ardua sarà quella fra la vita in un mondo armonioso e la tentazione di sradicare l’umanità dall’ambiente in cui è nata. E poiché l’uomo è quello che è non mancano sulla strada ostacoli, pericoli e sfide poste da lui stesso prima di arrivare alla soluzione che permetta di assicurare la sopravvivenza di tutta l’umanità.

La nuova disciplina del bendessere: Vivere il meglio possibile

Per imparare a vivere bene, a smussare i conflitti, a essere sereni. Il benessere è una condizione esistenziale che tutti possiamo raggiungere, persino (e sembra un paradosso) in presenza di malattie. A differenza della medicina e dei farmaci, infatti, non è qualcosa a cui ricorriamo per eliminare un danno, far cessare un disturbo, ma è una percezione del nostro essere che come tale va continuamente alimentata. Per farlo, sostiene Vittorino Andreoli, bisogna considerare «l’uomo nella sua possibilità di vivere meglio, con una scienza che fornisca gli strumenti per raggiungere tale obiettivo». In questo libro l’autore pone le basi di questa nuova scienza definita da un neologismo, «bendessere», per indicare la disciplina il cui campo d’azione interessa l’uomo nella sua totalità e può essere suddiviso distinguendo il benessere del corpo, quello della mente e quello sociale. Grazie alla visione qui offerta, ognuno di noi può non soltanto monitorare i segni del benessere nella propria vita, ma mettere in atto tutto quanto va nella direzione di promuoverlo, ad ogni età secondo i suoi bisogni. In un percorso ricco di fascino e suggestioni, che coinvolge diversi aspetti – dalle relazioni alla bellezza – Andreoli ci guida alla ricerca di un’esistenza serena e gratificante, nella prospettiva di «un umanesimo che, consapevole della nostra fragilità, si chiede quali siano le condizioni perché tutte le persone vivano meglio» e sappia guardare «al senso dell’esistenza, all’essenziale, che non corrisponde né al successo né al denaro».

La nuova disciplina del bendessere

Per imparare a vivere bene, a smussare i conflitti, a essere sereni. Il benessere è una condizione esistenziale che tutti possiamo raggiungere, persino (e sembra un paradosso) in presenza di malattie. A differenza della medicina e dei farmaci, infatti, non è qualcosa a cui ricorriamo per eliminare un danno, far cessare un disturbo, ma è una percezione del nostro essere che come tale va continuamente alimentata. Per farlo, sostiene Vittorino Andreoli, bisogna considerare «l’uomo nella sua possibilità di vivere meglio, con una scienza che fornisca gli strumenti per raggiungere tale obiettivo». In questo libro l’autore pone le basi di questa nuova scienza definita da un neologismo, «bendessere», per indicare la disciplina il cui campo d’azione interessa l’uomo nella sua totalità e può essere suddiviso distinguendo il benessere del corpo, quello della mente e quello sociale. Grazie alla visione qui offerta, ognuno di noi può non soltanto monitorare i segni del benessere nella propria vita, ma mettere in atto tutto quanto va nella direzione di promuoverlo, ad ogni età secondo i suoi bisogni. In un percorso ricco di fascino e suggestioni, che coinvolge diversi aspetti – dalle relazioni alla bellezza – Andreoli ci guida alla ricerca di un’esistenza serena e gratificante, nella prospettiva di «un umanesimo che, consapevole della nostra fragilità, si chiede quali siano le condizioni perché tutte le persone vivano meglio» e sappia guardare «al senso dell’esistenza, all’essenziale, che non corrisponde né al successo né al denaro».
(source: Bol.com)

La nuda verità

Donatella Mugghiani è un medico, lavora in un grande ospedale pubblico di Roma, ha uno studio privato, e abita una casa intonsa e squadrata. Donatella vive sola, disprezza palesemente i colleghi, non ama cucinare, non ama mangiare, è spaventata dall’idea di dormire nuda, perché non ha nessuna intimità nemmeno con se stessa. Donatella, che non ha mai davvero amato una persona, non può nemmeno amare un’idea, in particolare non ama l’idea di curare gli altri. È un bravo medico: sa prescrivere le cure migliori per il recupero fisico, ma non riesce a stare vicino ai pazienti. Non prova alcuna empatia per quelli che sopravvivono alla morte dei loro parenti o amici. Quando scoppia un’inchiesta giornalistica sulla “Malaumanità” negli ospedali della capitale, Donatella non capisce subito quanto la cosa la riguardi perché, nonostante odi il corpo degli altri e il proprio, ha incontrato Stefano, e Stefano l’ha rapita emotivamente ed eroticamente per condurla in un luogo dove non è mai stata, e dove mai avrebbe pensato di ritrovarsi: la coppia. Solo che questa storia non ha due protagonisti, ma tre, e il terzo non appare che in filigrana. Chi non è redento da un amore, può essere redento dalla vendetta? Gaja Cenciarelli racconta, in fondo, una storia d’amore. Perché anche l’odio, quando è molto vicino, scalda come scalda l’amore, e Stefano è vicinissimo. Così, passo dopo passo, talvolta passo di danza, sedotta dal fascino di Stefano e allarmata dai suoi tradimenti, Donatella si ritroverà invischiata in un gioco di specchi in cui realtà e finzione, privato e pubblico, amore e morte, innocenza e colpa si scambiano continuamente i ruoli.
Per La nuda verità vale ciò che Francis Lacassin (sceneggiatore di Maigret) ha scritto per I diabolici di Boileau-Narcejac: «Il romanzo poliziesco senza poliziotti è diventato una variante tragica del romanzo tout court.»
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### Sinossi
Donatella Mugghiani è un medico, lavora in un grande ospedale pubblico di Roma, ha uno studio privato, e abita una casa intonsa e squadrata. Donatella vive sola, disprezza palesemente i colleghi, non ama cucinare, non ama mangiare, è spaventata dall’idea di dormire nuda, perché non ha nessuna intimità nemmeno con se stessa. Donatella, che non ha mai davvero amato una persona, non può nemmeno amare un’idea, in particolare non ama l’idea di curare gli altri. È un bravo medico: sa prescrivere le cure migliori per il recupero fisico, ma non riesce a stare vicino ai pazienti. Non prova alcuna empatia per quelli che sopravvivono alla morte dei loro parenti o amici. Quando scoppia un’inchiesta giornalistica sulla “Malaumanità” negli ospedali della capitale, Donatella non capisce subito quanto la cosa la riguardi perché, nonostante odi il corpo degli altri e il proprio, ha incontrato Stefano, e Stefano l’ha rapita emotivamente ed eroticamente per condurla in un luogo dove non è mai stata, e dove mai avrebbe pensato di ritrovarsi: la coppia. Solo che questa storia non ha due protagonisti, ma tre, e il terzo non appare che in filigrana. Chi non è redento da un amore, può essere redento dalla vendetta? Gaja Cenciarelli racconta, in fondo, una storia d’amore. Perché anche l’odio, quando è molto vicino, scalda come scalda l’amore, e Stefano è vicinissimo. Così, passo dopo passo, talvolta passo di danza, sedotta dal fascino di Stefano e allarmata dai suoi tradimenti, Donatella si ritroverà invischiata in un gioco di specchi in cui realtà e finzione, privato e pubblico, amore e morte, innocenza e colpa si scambiano continuamente i ruoli.
Per La nuda verità vale ciò che Francis Lacassin (sceneggiatore di Maigret) ha scritto per I diabolici di Boileau-Narcejac: «Il romanzo poliziesco senza poliziotti è diventato una variante tragica del romanzo tout court.»

La notte ha cambiato rumore (Scrittori italiani e stranieri)

Sira Quiroga è una giovane sarta nella Madrid degli anni Trenta, sta per sposarsi e avviarsi a un destino senza imprevisti quando perde la testa per un carismatico imprenditore e, prima che scoppi la Guerra Civile, lascia la Spagna per trasferirsi con lui in Marocco, in quella Tangeri dove si respira un’atmosfera internazionale, mondana e inebriante. Ma qui si ritrova presto sola, ingannata e piena di debiti. Raggiunto il protettorato spagnolo di Tetuán, con l’aiuto di alcuni improbabili amici Sira riesce ad aprire un atelier di alta moda che, grazie al suo gusto e alla sua forza di volontà, diventa il punto di riferimento per le signore più ricche e influenti della città. Una clientela all’apparenza insospettabile, ma che nasconde dei segreti. E qui il destino di Sira subisce una svolta imprevedibile, intrecciandosi con quello di un variegato gruppo di personaggi, alcuni dei quali storicamente esistiti, come Juan Luis Beigbeder, il ministro degli Esteri del regime franchista, e la sua amante, l’eccentrica e affascinante inglese Rosalinda Fox. Saranno loro a dare a Sira la possibilità di riscattarsi, di ricostruire pezzo a pezzo il suo destino. Anche se questo sarà per lei l’inizio di una doppia vita, in cui il suo mestiere, la sua arte, il ruolo che si è conquistata nel mondo della grande sartoria diventeranno la facciata di qualcosa di molto più oscuro e pericoloso.
Avventura, mystery, grande rievocazione storica e tragedia amorosa sono gli elementi del nuovo successo che, dopo *L’ombra del vento*, ci offre la narrativa spagnola contemporanea. Pubblicato nel 2009 e diventato un grande bestseller (più di venti edizioni a oggi) grazie al solo passaparola dei lettori, anche *La notte ha cambiato rumore* può essere letto come un moderno feuilleton, avvolgente e irresistibile nel disegnare le atmosfere e con uno splendido cast di personaggi, le cui vite María Dueñas drammatizza con ritmo impeccabile, trasportandoci sul filo della Storia attraverso una mappa di affascinante ampiezza – Madrid, Tangeri, Tetuán, Lisbona – per intrecciare una storia di fedeltà e tradimento, coraggio e dedizione, amore e ideali, in cui i lettori scopriranno l’arte di narrare di una nuova scrittrice che combina sapientemente i generi e immette una linfa nuova nella grande tradizione del romanzo d’appendice.
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### Sinossi
Sira Quiroga è una giovane sarta nella Madrid degli anni Trenta, sta per sposarsi e avviarsi a un destino senza imprevisti quando perde la testa per un carismatico imprenditore e, prima che scoppi la Guerra Civile, lascia la Spagna per trasferirsi con lui in Marocco, in quella Tangeri dove si respira un’atmosfera internazionale, mondana e inebriante. Ma qui si ritrova presto sola, ingannata e piena di debiti. Raggiunto il protettorato spagnolo di Tetuán, con l’aiuto di alcuni improbabili amici Sira riesce ad aprire un atelier di alta moda che, grazie al suo gusto e alla sua forza di volontà, diventa il punto di riferimento per le signore più ricche e influenti della città. Una clientela all’apparenza insospettabile, ma che nasconde dei segreti. E qui il destino di Sira subisce una svolta imprevedibile, intrecciandosi con quello di un variegato gruppo di personaggi, alcuni dei quali storicamente esistiti, come Juan Luis Beigbeder, il ministro degli Esteri del regime franchista, e la sua amante, l’eccentrica e affascinante inglese Rosalinda Fox. Saranno loro a dare a Sira la possibilità di riscattarsi, di ricostruire pezzo a pezzo il suo destino. Anche se questo sarà per lei l’inizio di una doppia vita, in cui il suo mestiere, la sua arte, il ruolo che si è conquistata nel mondo della grande sartoria diventeranno la facciata di qualcosa di molto più oscuro e pericoloso.
Avventura, mystery, grande rievocazione storica e tragedia amorosa sono gli elementi del nuovo successo che, dopo *L’ombra del vento*, ci offre la narrativa spagnola contemporanea. Pubblicato nel 2009 e diventato un grande bestseller (più di venti edizioni a oggi) grazie al solo passaparola dei lettori, anche *La notte ha cambiato rumore* può essere letto come un moderno feuilleton, avvolgente e irresistibile nel disegnare le atmosfere e con uno splendido cast di personaggi, le cui vite María Dueñas drammatizza con ritmo impeccabile, trasportandoci sul filo della Storia attraverso una mappa di affascinante ampiezza – Madrid, Tangeri, Tetuán, Lisbona – per intrecciare una storia di fedeltà e tradimento, coraggio e dedizione, amore e ideali, in cui i lettori scopriranno l’arte di narrare di una nuova scrittrice che combina sapientemente i generi e immette una linfa nuova nella grande tradizione del romanzo d’appendice.

La notte delle stelle cadenti

Berlino, 9 luglio del 1944. Il tenente colonnello Martin Bora, ex agente dell’Abwehr, il servizio segreto della Wehrmacht, è in arrivo dal fronte italiano. Ha ottenuto una licenza – con sua sorpresa considerato lo sforzo bellico – per partecipare ai funerali dello zio, un illustre clinico in rotta con il regime nazista. Voci indiscrete sul suicidio dello zio, strenuo oppositore del progetto medico nazista «vite inutili», lo insospettiscono. E intorno, incontri che sembrano provocazioni gli fanno percepire qualcosa di strano nell’atmosfera. Di tutti gli appuntamenti, il più preoccupante è quello a cui non si può sottrarre: con Arthur Nebe, il capo della Kripo, la polizia criminale. Da lui riceve un incarico speciale: indagare sull’omicidio del Mago di Weimar, Walter Niemeyer, alias Sami Mandelbaum ebreo galiziano, alias Magnus Magnusson astrologo scandinavo, il veggente dell’alta società. Una sola domanda Martin non può fare: perché proprio io, «perché non si assegna il caso a un funzionario della polizia criminale?». Poco tempo dopo un evento completerà lo scenario: il 20 luglio ’44, l’attentato di von Stauffenberg cui Hitler sfuggì per puro caso.
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