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La resurrezione di Maltravers

Alla morte di Georg Maltravers, un giornale parigino pubblica un trafiletto: vi si ricordano le sue origini da una famiglia di antica nobiltà, la sua vita dissipata di avventuriero, si accenna ai suoi aspetti loschi, alla sua carcerazione come baro. Ma Georg Maltravers non è morto. Si è risvegliato per terra, nella cappella di famiglia, da una lunga morte apparente, poche ore prima che lo seppellissero. Allora «rimase seduto sulla sponda della bara come una scimmia malata» e decise di vivere un’altra vita dopo la morte. La morte stessa si era rivelata troppo facile. Ora Maltravers puntava a qualcosa di più ambizioso: costruirsi una seconda morte che lo riabilitasse dalla maniera grezza e naturale con cui aveva vissuto la prima. Per questo, doveva vivere una seconda vita, con un nuovo nome, scelto fra i molti del suo casato. Ma in questa nuova vita, poiché è già morto, Maltravers non potrà vivere: dovrà lasciar vivere un altro, che non sappia di vivere per Maltravers né che Maltravers vive per lui. Sarà un altro Maltravers, giovane e bellissimo, che ripeta le sue gesta, mentre l’anziano, sopravvissuto avventuriero assapora, osservandolo, la gioia suprema di non vivere in prima persona. Dopo accurate perlustrazioni nei bassifondi di Parigi, l’occhio di Maltravers, quell’occhio infallibile per la vita che si forma soltanto «quando ormai è troppo tardi», si poserà su un giovane pugile di insolita bellezza, che tira avanti con piccole truffe. Maltravers lo sceglie come un dio sceglie un suo beniamino. Ma la vera stranezza ha inizio qui: Maltravers plasma il giovane senza alzare un dito, unendo una distratta passività a macchinazioni ruffianesche. Perché agisce così quest’uomo che «non si poneva soltanto oltre le cose, ma anche oltre se stesso»? Per scoprirlo, lo dovremo seguire fra Parigi, Roma e Venezia, sugli sfondi di una mondanità cerea e impeccabile, che sembra comporsi di cartoline da film degli Anni Trenta. Insieme, Maltravers e il giovane pugile procedono in una spirale di eventi sordidi, ma al tempo stesso la realtà intorno a loro acquista un respiro più lieve, si mostra ospitale per qualcosa di meraviglioso che si percepisce come la luce di un abbacinante pomeriggio dall’ombra di un corridoio. Presi nelle volute rococò di queste storie, ridiamo e sorridiamo continuamente, e non sappiamo perché, incantati dalla gratuita verve della narrazione. Baro, truffatore e ruffiano, Maltravers lascia trasparire alla fine i tratti di una divinità benefica e inafferrabile, che però continua a compiere le imprese più equivoche, quasi per una fedeltà di stile e perché il suo protetto capisca che il Bene è l’impresa di gran lunga più azzardata, dubbia e avventurosa. Con il personaggio di Maltravers, Lernet-Holenia è arrivato vicino come mai al proprio segreto. Questo essere nobile e losco, frequentatore dei bassifondi e delle famiglie imperiali, mistificatore e psicopompo, somiglia più che a qualsiasi altra cosa allo spirito mercuriale e misterico che aleggia nella pagina di Lernet-Holenia. Pubblicato nel 1936, *La resurrezione* non era mai stato tradotto in Italia.

La responsabilità di un duca

I rivoluzionari Cavendish 4

Londra, 1824.
Chiunque penserebbe che essere chiamato in Inghilterra per ricoprire il ruolo di Duca di Durham sia la miglior notizia che un allevatore di cavalli americano potrebbe mai ricevere, eppure per James Cavendish non è affatto così. Il giorno prima di raggiungere Londra e assumere le responsabilità legate al titolo ereditato, decide quindi di concedersi un’ultima serata di libertà in cui essere solo James e di trascorrere una notte con una bellissima sconosciuta incontrata in una taverna.
Ma quando l’indomani rivede la donna tra le fila della propria servitù, lui scopre che quelle poche ore passate insieme non gli bastano e che desidera stringerla di nuovo tra le braccia e averla nella sua vita… vita di cui però non è più padrone in quanto duca.

(source: Bol.com)

La resa dei conti

Ottobre 1946, Mississippi. Pete Banning, cittadino modello di Clanton, reduce di guerra pluridecorato, patriarca di una nota famiglia locale proprietaria di campi di cotone, amato padre di famiglia e fedele membro della locale comunità metodista, in una fresca giornata di ottobre si alza presto, sale in macchina e si dirige verso la chiesa. Entra nello studio del pastore, il suo amico reverendo Dexter Bell, e con calma e determinazione gli spara e lo uccide.
Da quel momento, l’unica cosa che Pete ripete a tutti, familiari, avvocati, uomini di giustizia, è “non ho niente da dire”. Qualunque sia stato il motivo del suo inconcepibile gesto non verrà svelato. Pete non ha paura della morte e viene giustiziato portando il suo segreto nella tomba, lasciando incredula l’intera comunità di Clanton.
Ma perché l’ha fatto?
In questo intenso romanzo, John Grisham accompagna il lettore in un incredibile viaggio colmo di suspense alla scoperta della sua verità, dagli Stati del Sud alla giungla delle Filippine durante la guerra degli americani contro i giapponesi, a un claustrofobico manicomio pieno di segreti fino all’aula del tribunale dove l’avvocato del protagonista cerca invano di salvarlo senza la sua collaborazione, mostrando gli effetti che può avere a lungo termine un crimine terribile e inspiegabile.
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### Sinossi
Ottobre 1946, Mississippi. Pete Banning, cittadino modello di Clanton, reduce di guerra pluridecorato, patriarca di una nota famiglia locale proprietaria di campi di cotone, amato padre di famiglia e fedele membro della locale comunità metodista, in una fresca giornata di ottobre si alza presto, sale in macchina e si dirige verso la chiesa. Entra nello studio del pastore, il suo amico reverendo Dexter Bell, e con calma e determinazione gli spara e lo uccide.
Da quel momento, l’unica cosa che Pete ripete a tutti, familiari, avvocati, uomini di giustizia, è “non ho niente da dire”. Qualunque sia stato il motivo del suo inconcepibile gesto non verrà svelato. Pete non ha paura della morte e viene giustiziato portando il suo segreto nella tomba, lasciando incredula l’intera comunità di Clanton.
Ma perché l’ha fatto?
In questo intenso romanzo, John Grisham accompagna il lettore in un incredibile viaggio colmo di suspense alla scoperta della sua verità, dagli Stati del Sud alla giungla delle Filippine durante la guerra degli americani contro i giapponesi, a un claustrofobico manicomio pieno di segreti fino all’aula del tribunale dove l’avvocato del protagonista cerca invano di salvarlo senza la sua collaborazione, mostrando gli effetti che può avere a lungo termine un crimine terribile e inspiegabile.

La reputazione del visconte (eLit)

ROMANZO INEDITO

Season’s Original 4

Inghilterra, 1825
Pur essendo, sulla carta, un ottimo partito il Visconte Ellery non è ancora riuscito a trovare moglie perché ogni donna a cui fa la corte finisce per sposare un altro gentiluomo. Decide quindi di organizzare una festa a cui invitare tutte le fanciulle del ton e in quell’occasione scegliere la promessa sposa. Proprio mentre è impegnato nei preparativi, il destino gli fa incontrare una fanciulla di incredibile bellezza, un colpo di fulmine. Purtroppo, Gemma Desmond convive con una pesante eredità, che rischierebbe di macchiare la reputazione di Ellery. Anche questa volta la prescelta si darà alla fuga?

(source: Bol.com)

La Repubblica delle Lettere

Nel corso degli anni, Marc Fumaroli ha studiato e frequentato assiduamente ‘quella società ideale, e ciò nondimeno reale, che fino alla Rivoluzione francese oltrepassò la geografia politica e religiosa dell’Europa via via umanista, classica, barocca, neoclassica, avendo costantemente l’Antico come patrimonio e oggetto di riflessione’, e che ‘si è essa stessa chiamata per quattro secoli e in tutte le lingue Repubblica delle Lettere’. Questo volume raccoglie l’essenziale di quanto egli ha scritto sull’argomento, che proprio grazie a lui è tornato a essere ineludibile in qualsiasi riflessione sulla cultura europea. Nata con la contagiosa passione di Petrarca per far riemergere a forza di scavi il tesoro disperso e sepolto dell’antica humanitas e della sua urbanitas, e sviluppatasi nella Firenze di Marsilio Ficino, ‘quella società di amici e di uguali’ ha attraversato i secoli, trasferendo via via la sua capitale da Firenze a Roma, da Roma a Venezia, e da qui a Aix e a Parigi, che sarà in concorrenza con Londra e Amsterdam. Sulla scorta di quello che Fumaroli definisce ‘il sublime trattato Del Sublime’ – e che indica un solo modo per ‘sfuggire alla sterilità moderna’, per ‘isolarsi dal proprio tempo di decadenza’: volgersi alle grandi epoche, tornare a quei capolavori del passato ‘che hanno qualcosa di divino’ –, i membri della Repubblica delle Lettere (‘grandi anime, nate troppo tardi’) hanno a lungo costituito, grazie soprattutto allo scambio epistolare, quella che potrebbe essere stata anche l’unica entità sovranazionale felicemente riuscita, ‘una grande città invisibile e salda’.

(source: Bol.com)

La repubblica dei vinti

Fu solo negli anni novanta, quando per la prima volta si parlò di ‘guerra civile’, che le vicende della Resistenza e di ciò che accadde dopo l’8 settembre 1943 vennero rimesse in discussione da storici e intellettuali, e l’opinione pubblica si confrontò nuovamente con uno dei periodi più tragici dell’Italia del secolo scorso. In quegli stessi anni Sergio Tau, regista di documentari per la RAI, raccolse nella trasmissione radiofonica ”Le voci dei vinti” le testimonianze di quanti, dopo la caduta di Mussolini, aderirono alla Repubblica di Salò. Quelle voci raccontavano di ragazzi giovanissimi, di onore tradito, di campi di addestramento in Germania, di lotte senza quartiere contro gli altri italiani considerati ‘traditori della Patria’, di sconfitte e vendette, ma anche di avventure e inaspettati gesti di umanità, di amori nati al fronte, delle donne del Servizio Ausiliario Femminile che contro tutti i pregiudizi dell’epoca si arruolarono, volontarie, andando incontro a rappresaglie anche più atroci di quelle subite dai loro commilitoni maschi. La trasmissione aprì il dibattito su una parte di storia italiana esclusa dai ranghi della memoria condivisa, provocando indignazione fino nelle aule del Parlamento. Consapevole della necessità storica di preservare le testimonianze degli ultimi reduci in vita, per i successivi vent’anni Tau ha continuato a raccoglierne le storie, che oggi fanno di questo libro uno strumento inedito per comprendere speranze e delusioni di chi perse la guerra, e in cui, nelle parole di Pietrangelo Buttafuoco, ‘ogni pagina è sceneggiatura di un film, di un documentario, di un tornare dentro le profondità dell’essere italiani e cavarsene fuori col terrore di non essere oggi all’altezza di quella tragedia, nell’impasto di ferocia, dignità, odio, coraggio’.

(source: Bol.com)

La Reliquia Scomparsa. Rex Deus. L’Armata Del Diavolo

Dal vincitore della 60a edizione del Premio Bancarella, il quinto e ultimo episodio del romanzo a puntate di Marcello SimoniIl segreto del Rex Deus sta per essere violatoLuglio 1544. Le coste della Maremma e l’arcipelago toscano vengono depredate dall’armata turca di Khayr al-Dīn Barbarossa, ma una minaccia ancora più grave sembra profilarsi all’orizzonte. Dopo quindici secoli di silenzio, il mistero del Rex Deus sta per essere svelato, e con esso una terribile menzogna che potrebbe far tremare le fondamenta della Chiesa. Intanto il giovane Sinan verrà messo di fronte a una difficile scelta: vendicare la morte del padre o abbandonarsi all’amore per Isabel. A un passo dalla soluzione dell’enigma, vicino alla possibilità di impossessarsi del Rex Deus, dovrà cercare di non cadere vittima del Barbarossa. Ma prima ancora, dovrà sopravvivere a una tremenda battaglia navale.Marcello Simoniè nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo, laureato in Lettere, lavora come bibliotecario. Ha pubblicato diversi saggi storici e racconti. Il mercante di libri maledetti, suo romanzo d’esordio, ha superato le 300.000 copie, ha vinto il 60° Premio Bancarella, è stato selezionato al Premio Fiesole 2012 ed è stato finalista al Premio Emilio Salgari 2012. I diritti di traduzione sono stati acquistati in dodici Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato anche La biblioteca perduta dell’alchimista e Rex Deus, un romanzo a puntate in versione ebook.

La reliquia di Cambridge

Cambridge, settembre 1352. L’anno accademico sta per cominciare e Matthew Bartholomew, docente di arte medica presso il Michealhouse College, vorrebbe dedicare gli ultimi giorni liberi al completamento della stesura di un trattato sulle febbri. In realtà, sembra che la città stessa sia in preda a una violenta febbre: dopo alcuni aspri scontri tra gli studenti e la popolazione locale ‘ scontri fomentati da qualcuno che agisce nell’ombra con uno scopo tanto preciso quanto misterioso ‘, viene ritrovato il cadavere di James Kenzie, uno studente scozzese, al quale è stato sottratto un prezioso anello, pegno d’amore della giovane Dominica Lydgate. Ben presto la tensione a Cambridge raggiunge il parossismo, anche perché, mentre si avviano le ricerche per trovare l’assassino di James, Dominica scompare senza lasciar traccia. E neppure lo straordinario ritrovamento di alcune ossa della mano del martire Simon d’Ambrey riesce a conciliare gli animi, anzi scatena una furibonda lotta tra i college, ansiosi di accaparrarsi la reliquia e soprattutto il denaro dei pellegrini che verranno a onorarla. L’unico che si sottrae alla frenesia collettiva è proprio Bartholomew che, scettico e perspicace come sempre, raccoglie con pazienza indizi e formula ipotesi. E sembra pure l’unico a essersi accorto che, nella mano scheletrica del sant’uomo, è stato infilato un anello identico a quello rubato…

La regola di Kurt

Ruggero fa il liceo dalle suore. È un tipo strano, veste solo di nero e ama disegnare. Il suo idolo è Kurt Cobain dei Nirvana, morto suicida a causa della regola spietata che, secondo Ruggero, non risparmia chi nella vita ottiene troppe soddisfazioni. Ecco perché lui vuole attraversare i suoi anni migliori senza farsi troppo notare, temendo come una condanna la possibilità di stare bene. Quando in classe si presenta Alessio, il nuovo professore di storia dell’arte al primo incarico, Ruggero scopre che sono la stessa persona, vent’anni prima e vent’anni dopo. A causa di questa strana coincidenza, la convivenza non è facile: Ruggero non si aspettava da se stesso un grigio futuro come insegnante, la sua versione adulta non fa altro che cercare occasioni per dialogare. Tra i muri dell’istituto privato Maria Regina la tensione cresce, fino a una svolta imprevedibile. Un romanzo che difende l’importanza degli errori, mescolando il grunge e Michelangelo, vecchie suore e improbabili alternativi, alla ricerca di una strada per uscire vivi dall’adolescenza. Età di lettura: da 12 anni.
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La regola dell’equlibrio

È una primavera strana, indecisa, come l’umore di Guido Guerrieri. Messo all’angolo da una vicenda personale che lo spinge a riflettere sulla propria esistenza, Guido pare chiudersi in se stesso. Come interlocutore preferito ha il sacco da boxe che pende dal soffitto del suo soggiorno. A smuovere la situazione arriva un cliente fuori del comune: un giudice nel pieno di una folgorante carriera, suo ex compagno di università, sempre primo negli studi e nei concorsi. Si rivolge a lui perché lo difenda dall’accusa di corruzione, la peggiore che possa ricadere su un magistrato. Quasi suo malgrado, Guerrieri si lascia coinvolgere dal caso e a poco a poco perde lucidità, lacerato dalla tensione fra regole formali e coscienza individuale. In un susseguirsi di accadimenti drammatici e squarci comici, ad aiutarlo saranno l’amico poliziotto, Carmelo Tancredi, e un investigatore privato, un personaggio difficile da decifrare: se non altro perché è donna, è bella, è ambigua, e gira con una mazza da baseball.

È una primavera strana, indecisa, come l’umore di Guido Guerrieri. Messo all’angolo da una vicenda personale che lo spinge a riflettere sulla propria esistenza, Guido pare chiudersi in se stesso. Come interlocutore preferito ha il sacco da boxe che pende dal soffitto del suo soggiorno. A smuovere la situazione arriva un cliente fuori del comune: un giudice nel pieno di una folgorante carriera, suo ex compagno di università, sempre primo negli studi e nei concorsi. Si rivolge a lui perché lo difenda dall’accusa di corruzione, la peggiore che possa ricadere su un magistrato. Quasi suo malgrado, Guerrieri si lascia coinvolgere dal caso e a poco a poco perde lucidità, lacerato dalla tensione fra regole formali e coscienza individuale. In un susseguirsi di accadimenti drammatici e squarci comici, ad aiutarlo saranno l’amico poliziotto, Carmelo Tancredi, e un investigatore privato, un personaggio difficile da decifrare: se non altro perché è donna, è bella, è ambigua, e gira con una mazza da baseball.
(source: Bol.com)

La Regina Malronce

Immaginate un mondo in cui la natura si è ribellata all’uomo e ha ripreso il potere, in cui gli adulti sono ridiventati selvaggi e i bambini si sono riuniti in bande per sopravvivere, in cui ogni spostamento è una spedizione, ogni giorno trascorso una prodezza. Un mondo ricoperto da un oceano di foreste, popolato da creature da favola, attraversato da strane correnti, da nuove energie. Un mondo in cui tre adolescenti tentano di sventare le trappole di una misteriosa regina, accanitamente intenzionata a rovinarli: Malronce. Dimenticate tutto quello che sapete… penetrate in Alterra.

La regina di Abu Simbel. Il romanzo di Ramses: 4

Nere nubi minacciano la pace appena raggiunta: gli ittiti continuano a premere ai confini del regno; Ofir e Shenar, i nemici di sempre, tramano ancora nell’ombra; gli ebrei guidati da Mosè, l’amico fraterno di un tempo, si sollevano contro il faraone. Circondato da mille pericoli, Ramses sa di poter contare sulla magica protezione di Nefertari e le offre il più favoloso dei regali: un monumento al loro amore eterno, che consegni alle future generazioni l’immagine della grande sposa reale.
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La Regina del Sud

Teresa Mendoza ha vent’anni quando squilla il telefono nella sua casa di Sinaloa: il suo uomo, un narcotrafficante, è stato ammazzato e i sicari cercano anche lei. La sua sola speranza è fuggire lontano e nascondersi. Dodici anni dopo un giornalista indaga sulla donna le cui gesta riempiono le pagine della cronaca nera e giudiziaria della Spagna. Come è riuscita a farsi strada nel mondo del narcotraffico, guadagnandosi il soprannome di Regina del Sud? L’indagine rivela una storia miserabile e allo stesso tempo straordinaria, fatta di sconfitte e rinascite e di continue sfide a un mondo ostile, dominato dagli uomini.

La Regina Del Nord

Così ci prepariamo alla guerra. Non con la spada o con lo scudo, né con l’armatura. Siamo pronte perché siamo sorelle in arme, perché il nostro legame è più profondo del sangue. E risorgeremo per le regine del passato, e per quelle che ancora devono venire. Regno di Valenia, 1566 Sono passati sette anni dall’arrivo di Brianna nella prestigiosa Magnalia, la scuola per giovani prescelte che ambiscono a perfezionare la propria vocazione ed essere adottate da un patrono. Brianna però è l’unica allieva a non aver mai mostrato doti particolari e, se non fosse stato per l’enigmatico maestro Cartier, non avrebbe trovato la sua vocazione tra Arte, Musica, Teatro, Eloquenza e Sapienza. Ma alla cerimonia finale, il peggior timore della ragazza diventa realtà, e Brianna rimane l’unica senza un patrono. Ancora non sa che dietro allo spiacevole imprevisto si cela la sua più grande fortuna. Lo scoprirà solo quando un misterioso nobile – troppo esperto con la spada per essere un semplice protettore – la sceglierà. Brianna si troverà allora dentro un vortice di intrighi e piani segreti per rovesciare il re e ripristinare sul trono l’antica legittima monarchia, tutta femminile. Perché ci fu un tempo in cui sul Nord regnavano le regine. Ed è ora che quel tempo ritorni.
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### Sinossi
Così ci prepariamo alla guerra. Non con la spada o con lo scudo, né con l’armatura. Siamo pronte perché siamo sorelle in arme, perché il nostro legame è più profondo del sangue. E risorgeremo per le regine del passato, e per quelle che ancora devono venire. Regno di Valenia, 1566 Sono passati sette anni dall’arrivo di Brianna nella prestigiosa Magnalia, la scuola per giovani prescelte che ambiscono a perfezionare la propria vocazione ed essere adottate da un patrono. Brianna però è l’unica allieva a non aver mai mostrato doti particolari e, se non fosse stato per l’enigmatico maestro Cartier, non avrebbe trovato la sua vocazione tra Arte, Musica, Teatro, Eloquenza e Sapienza. Ma alla cerimonia finale, il peggior timore della ragazza diventa realtà, e Brianna rimane l’unica senza un patrono. Ancora non sa che dietro allo spiacevole imprevisto si cela la sua più grande fortuna. Lo scoprirà solo quando un misterioso nobile – troppo esperto con la spada per essere un semplice protettore – la sceglierà. Brianna si troverà allora dentro un vortice di intrighi e piani segreti per rovesciare il re e ripristinare sul trono l’antica legittima monarchia, tutta femminile. Perché ci fu un tempo in cui sul Nord regnavano le regine. Ed è ora che quel tempo ritorni.

La regina del mare

Tornano i vichinghi protagonisti della saga dei Re di Norvegia: sette anni dopo la battaglia di Vestfold l’impresa di Harald, deciso a unire la Norvegia sotto il proprio regno, prosegue malgrado i contrasti con l’alleato Hakon e l’opposizione dei re dissidenti, rifugiatisi nella “libera” Islanda e pronti addirittura a un’alleanza col re di Svezia.
Mentre Ragnvald, braccio destro di Harald, si scopre stanco di guerra e di violenza e vorrebbe solo dedicarsi alle proprie terre, Svanhild dovrà cercare nuove strade per restare padrona del proprio destino.
Consolidato il quadro politico e diplomatico della vicenda storica alla quale si ispira, Hartsuyker si concentra ora sui personaggi, sulle loro fragilità e i loro punti di forza, e porta al centro della scena Svanhild e il suo insaziabile desiderio di libertà.

(source: Bol.com)

La Regina Del Deserto

È il 22 marzo 1921. Davanti alle Piramidi d’Egitto tre turisti occidentali posano per una foto a dorso di un cammello. I primi due sono gli inglesi più famosi del Ventesimo secolo: il ministro delle Colonie, Winston Churchill, e lo scrittore paladino del nazionalismo arabo, Thomas Edward Lawrence. Il terzo – «cappello di paglia ornato di rose e pistola al polpaccio nascosta dalla sottoveste» – è l’archeologa, poetessa, linguista e maggiore dell’esercito Gertrude Bell. Chi è quella donna così influente e talentuosa da essere paragonata a Elisabetta I? E perché ha scelto di «competere a condizioni maschili nel mondo maschile» delle imprese eroiche mediorientali di inizio Novecento? Dopo la laurea in Storia a Oxford, Gertrude rinuncia agli agi della vita in una delle famiglie più ricche d’Inghilterra e parte a esplorare i ,territori dell’Impero Ottomano. Ci vuole poco a capire di che pasta è fatta. Per prima cosa dice sempre quello che pensa: che si trovi in compagnia di un funzionario turco corrotto, di un diplomatico inglese incapace o di un derviscio dal coltello facile. E poi ha un’inesauribile sete di conoscenza e di giustizia, e detesta sentirsi vincolata a un unico luogo. Naturale, perciò, che l’ingresso nel controspionaggio inglese e la richiesta di Churchill di far parte del gruppo di «orientalisti» che traccerà il nuovo assetto del Medio Oriente, per lei non sia ancora abbastanza. Gertrude vuole afferrare le complesse contraddizioni di quella terra assolata. Parte alla volta della Palestina. Visita la Turchia e la Grande Siria. Conosce emiri, sceicchi e vescovi finché, nel 1917, l’esercito britannico le ordina di stabilirsi a Baghdad nelle vesti di «segretaria orientale», dove rimane dieci anni, fino alla notte in cui morirà per un’overdose di farmaci. Gli ottimi rapporti di collaborazione con re Faysal, la fondazione della Biblioteca pubblica e del Museo nazionale iracheno sono solo alcuni dei tasselli con cui Gertrude dà il via al processo di costruzione di uno stato arabo indipendente e a una fase di stabilità politica che durerà per ben trentadue anni. Un evento che ha dell’incredibile, come sottolinea l’autrice Georgina Howell, se si pensa che oggi Stati Uniti e Gran Bretagna farebbero carte false «per la promessa di un Iraq pacifico e ben governato anche solo per quattro anni». Riportata in auge dal film di Werner Herzog (con Nicole Kidman nei panni di Gertrude Bell), La regina del deserto racconta l’incredibile storia della «Lawrence d’Arabia al femminile »: una donna coraggiosa, altruista e capace come pochi di comprendere l’animo umano. Un libro avvincente e riccamente documentato che ci consegna non soltanto la prima eroina del Novecento, ma anche il ritratto di una terra antica che rischia di scomparire sotto i colpi di mortaio di una guerra infinita. «La donna che venne definita la “Lawrence d’Arabia al femminile”». la Repubblica «L’incredibile vita di Gertrude Bell offre una lezione senza prezzo all’Iraq di oggi». The Guardian «Gertrude Bell è stata una donna speciale». Werner Herzog «La britannica Gertrude Bell è stata una figura chiave nel Medio Oriente nato dopo la caduta dell’Impero Ottomano». Il Sole 24 Ore