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Falso trattato di estetica. Saggio sulla crisi del reale

Apparso per la prima volta nel 1938 e rimasto per molto tempo inosservato, il “Falso Trattato di estetica” di Benjamin Fondane fu ripubblicato in Francia nel 1998, a cento anni dalla nascita dell’Autore. Non senza subire l’influsso del pensiero di Lev Šestov (che Fondane aveva conosciuto a Parigi nel 1924), quest’opera brillante e anticonformista intende reagire all’estetica istituzionale che, sottoponendo la poesia al controllo della ragione, la sradica dalla concreta e palpitante realtà dell’esistenza. Un progetto simile doveva inevitabilmente dare luogo a un trattato che suonava “falso” per più d’una ragione. Falso perché parlava della poesia come di un atto di forte partecipazione alla vita e ne proponeva una visione per l’appunto “falsa” dal punto di vista delle codificazioni ufficiali. Falso perché era scritto in uno stile che falsificava e vanificava tutte le aspettative della trattatistica convenzionale. Falso perché, attraverso un’innovativa esaltazione della poesia, mostrava che «il falso è ontologicamente più ricco del vero».

Il Fabbricante Di Sogni

_Cracovia, 1939. Solo chi crede nella magia può sopravvivere alla realtà._
Cracovia, 1939. È un giorno come tanti quello in cui una bambola di nome
Karolina prende vita nella polverosa bottega di un giocattolaio. Una magia
inaspettata che rompe la monotonia della solitaria esistenza di Cyryl. Cyryl è
un uomo burbero che ha conosciuto la guerra e non è mai riuscito a ricomporre
i pezzi del suo cuore infranto. Ma, quando Karolina entra nella sua vita come
una ventata d’aria fresca, le cose cambiano. Nella bottega del giocattolaio
torna il sorriso e Cyryl si avvicina a un violinista ebreo e a sua figlia, per
la quale realizza una splendida casa di bambole. Proprio nel momento in cui
tutti sembrano finalmente aver trovato la felicità, però, l’ombra nera del
nazismo si allunga sulla Polonia. I nuovi amici ebrei si trovano
all’improvviso in pericolo, e Cyryl non intende abbandonarli per nessun
motivo. Anche se questo significa sacrificare se stesso. Acclamato dalla
critica in tutto il mondo, _Il fabbricante di sogni_ è una vera e propria
favola universale, una straordinaria allegoria, più attuale che mai, sulla
guerra e sull’odio razziale. Una storia dal grande potere immaginifico e
dall’eccezionale forza letteraria che ci ricorda quanto sia importante credere
nella magia, e nell’amore, per sopravvivere all’orrore della realtà. «Un
debutto incantevole» – _Booklist_

Europa nonostante tutto

“Questo volumetto non vuol essere un saggio sull’Europa ed i suoi problemi. Vuole essere l’avvio del dialogo che ciascuno di noi quotidianamente può, e forse deve, condurre, se già non lo intrattiene, con amici, parenti, colleghi, semplici conoscenti fortemente critici sull’Europa, pronti a far propri slogan, luoghi comuni, giudizi sommari oggi di moda. Un invito a ragionare, a guardare, perlomeno con grande cautela, alla troppo diffusa ‘criminalizzazione’ dell’Europa. Un invito a rendersi conto di quanta strada con l’Europa si è fatta anche nel modo quotidiano di vivere. Un invito, al contempo, a non sottovalutare, ma ad individuare nella loro reale dimensione motivi di crisi, ritardi, difficoltà, prospettando tuttavia pure obiettivi e prospettive di soluzione. Un invito, comunque, a guardare ai dati, ai fatti. Un semplice punto di partenza, da cui chiunque possa muovere per un percorso che, si è convinti, non può che essere, nell’interesse anzitutto del nostro Paese, un percorso per ‘più e migliore Europa’.” (Dall’introduzione di Piergaetano Marchetti)

Europa Blues: Il quarto caso del Gruppo A

Cinque lettere, che si dispongono una dopo l’altra come carte da gioco. Una parola priva di senso. E’ tragico morire con un altro mistero impenetrabile sulle labbra. Uno straniero viene ucciso a Skansen, il grande museo all’aperto della capitale svedese. Poco prima, otto donne scompaiono da un centro per rifugiati alla periferia di Stoccolma. Ma cosa lega questi episodi all’omicidio di un anziano studioso del cervello, ritrovato nel cimitero ebraico della città con il cranio trapassato da un sottile filo metallico? Il Gruppo A di Paul Hjelm e Kerstin Holm, sulle tracce di un drammatico traffico di prostitute, ha un’unica pista: una parola incomprensibile da decifrare, oscuro messaggio tracciato nel terreno da una delle vittime prima di morire. Alla ricerca di un nesso in un’intricata serie di omicidi, la rinata unità per i crimini internazionali trova un indizio in un diario, che conserva tra le sue pagine stralci dall’abisso dell’ultima guerra, un’ombra che ancora oscura l’Europa. L’indagine dalla Svezia ai paesi dell’Est, fino all’Italia, percorre il continente in un susseguirsi di colpi di scena che rimandano alle costanti variazioni del blues. Quasi un filo musicale che, dall’orrore di ricordi mai leniti, si snoda negli anni attraverso una sofferenza che si placherà solo con la vendetta. “Con la sua serie, Arne Dahl sta scrivendo la cronaca dell’Europa” DIE WELT “Un intreccio mozzafiato che coinvolge l’odierna industria del sesso e la storia più oscura dell’Europa” GT “Un altro colpo di genio nel poliziesco europeo: duro e provocatorio, ricco di spunti di riflessione, complesso e condito da un magnifico senso dell’umorismo” Tobias Gohlis, DIE ZEIT

L’età dell’oro

Narratives of Empire è una vera e propria controstoria dell’America, dagli
albori della repubblica statunitense fino al secondo dopoguerra, composta da
sette romanzi: Burr, Lincoln, Il candidato, Impero, Hollywood, Washington
D.C., L’età dell’oro. Suscitando allo stesso tempo feroci polemiche e grandi
consensi, questi volumi hanno accompagnato lo scrittore Gore Vidal per oltre
trent’anni. La saga narra l’evoluzione degli Stati Uniti da piccolo Stato
provinciale e culturalmente arretrato a impero globale dominante in ogni
ambito, compresa la cultura, intrecciando episodi e personaggi reali e
d’invenzione. Protagoniste sono due famiglie discendenti dal figlio
illegittimo del vicepresidente Aaron Burr – noto per aver assassinato
Alexander Hamilton, il fondatore del federalismo americano. È con L’età
dell’oro che ricominciamo la pubblicazione di quest’imponente opera.
Ambientato tra il 1939 e il 1954, quando l’egemonia americana è al suo apice,
è l’ultimo volume della serie e, come tutti gli altri, costituisce un romanzo
a sé. Racconta, fra le tante, la storia di Caroline, ex attrice e giornalista,
Peter, intellettuale irriducibilmente radical, e Tim, regista tormentato ma in
fin dei conti “integrato”, delle loro vicende personali di fortuna e
disgrazia, di amore e morte, del loro modo di interagire con i vertici della
politica e dell’arte – l’altro grande tema del libro, che vede sfilarne tutti
i protagonisti, compreso Gore Vidal, personaggio di se stesso. Pagine di
grande tensione, nelle quali l’autore sostiene tesi scomode – in particolare
una, su Pearl Harbor – e nelle quali i confini tra storia, letteratura e
critica sociale si fanno labili. Vidal, del resto, ha più volte citato la
celebre battuta di Tolstoj: «La storia sarebbe una gran bella cosa, se solo
fosse vera». Solo Gore Vidal avrebbe potuto darci una visione degli Stati
Uniti, in un periodo cruciale della loro e della nostra storia, così
penetrante, irriverente, ironica, divertente e al contempo intrisa di senso
tragico, scritta con l’inconfondibile eleganza e il consueto acume.

Estrosità Rigorose Di Un Consulente Editoriale

Nel 1967 Manganelli dirige la serie italiana di una collana Einaudi. A preoccuparlo è la veste grafica, che con il suo opaco grigio rende i volumetti simili ad «antichi, nobili epitaffi»: «E si veda il bell’egualitarismo del procedimento, che pareggia miopi, presbiti, ipermetropi, daltonici ed astigmatici in una comune, edificante inettitudine a leggervi alcunché» commenta. Basterà questo passaggio di una comunicazione ‘di servizio’ per far capire che tipo di consulente editoriale sia stato Manganelli: eccentrico e brillante, sempre pronto a sfoderare uno humour di volta in volta giocoso, paradossale, corrosivo. Ma non ci si inganni: Manganelli è stato un editor (e traduttore) tutt’altro che sedizioso: disciplinatissimo, piuttosto, duttile e minuzioso. Un editor capace di progettare collane e costruire libri, suggerire titoli, periziare traduzioni con estroso rigore: «… qualche volta la traduttrice tende a dar più colore di quanto non competa a questa gelida carne…» scrive di una Ivy Compton-Burnett che gli era stata sottoposta. Ma capace soprattutto di stendere pareri di lettura e risvolti dove astratto furore dello stile, schietta idiosincrasia e verve beffarda celano una micidiale precisione di giudizio: «La sua pagina sa di virtuosa varichina, i suoi periodi vanno in giro con le calze ciondoloni…» (qui la vittima è Doris Lessing). Una precisione, tuttavia, che nel rifiuto sempre si premura di spogliarsi di ogni drasticità: «Il mio parere è negativo, ma senza ira».

L’estate dell’innocenza

**Dall’autrice di** ***Il profumo delle foglie di limone*** « *Un’autrice in grado di conciliare una scrittura agile e raffinata con l’introspezione tra i disagi esistenziali della contemporaneità.* »
**La Lettura** « *Una scrittrice da due milioni di copie.* »
**La Stampa** « *Dal primo romanzo che l’ha fatta conoscere e amare in Italia Clara Sánchez declina le mille sfaccettature dell’inganno, della manipolazione, delle trappole tese dai sentimenti.* »
**IO Donna – Elisabetta Rosaspina** « *La scrittrice spagnola più letta in Italia.* »
**Oggi – Livio Colombo** **Ricordi quando eri bambino?**
**Ricordi quando tutto era possibile?**
**Finché, in un’estate, ogni cosa è cambiata.** C’è un’età della vita in cui sono gli altri a scegliere, perché noi non siamo ancora in grado di farlo da soli. È la magia dell’essere bambini, il segreto che si nasconde dietro l’innocenza di quegli anni. Così è per Beatrice durante le vacanze estive dei suoi dieci anni, in compagnia del mare della Costa Brava che brilla di mille puntini all’orizzonte e della sua famiglia un po’ fuori dagli schemi: donne tenaci, indipendenti e a volte nevrotiche, che non si sono mai rassegnate al ruolo di mogli e madri. Sua mamma non ha peli sulla lingua ed è in cerca di protezione, più che offrirne. Olga, la zia preferita, colta e sofisticata, è come avvolta in un’aura di luce e la trascina in un mondo fatto di abiti di seta e balli. In loro Beatrice vede la donna che vuole diventare. In loro intravede, senza capirlo appieno, l’equilibrio sottile delle relazioni con gli uomini, fatto di amore e, talvolta, dolore. E mentre suo padre sembra non interessarsi di nulla, ridotto a pura presenza fisica, lo zio Albert le chiede il vero motivo per cui da grande vorrebbe fare la scrittrice, ed è l’unico a dirle che la vita non è come appare: né migliore né peggiore, ma diversa. Beatrice è solo una bambina ma, in quell’estate, qualcosa comincia a cambiare. Una crepa scheggia la sua innocenza portandola lontano dall’infanzia. Il ricordo delle onde e della sabbia sui piedi resterà per sempre nel suo cuore, insieme al sapore di un’età in cui tutto è possibile, ma al contempo si fa strada in lei la consapevolezza che crescere vuol dire cambiare mille volte corpo, voce e volto. *L’estate dell’innocenza* è una perla che Clara Sánchez regala ai suoi lettori. Dall’autrice bestseller in Italia che in patria ha vinto i tre più importanti premi letterari, un libro poetico, delicato e vero allo stesso tempo. Un affresco romanzato della vita che ha fatto di lei una scrittrice amata e apprezzata in tutto il mondo. Tutti siamo stati bambini. Tutti siamo stati innocenti. Tutti ricordiamo l’attimo in cui ci siamo spinti un passo più in là: un passo verso il futuro, qualunque cosa potesse significare.

L’essenziale

Non abbiamo bisogno di molte cose per sopravvivere. Ce ne servono invece alcune, essenziali, per vivere. Jacques Attali ci svela cos’è indispensabile per condurre un’esistenza bella, buona, libera e felice: non solo semplificarsi, vivere con poche cose materiali, ma incontrare, almeno una volta nella vita, i grandi capolavori della creatività umana. Ecco una lista degli “imperdibili della civiltà”, raccontati uno per uno dalla penna di un grande pensatore dallo sguardo lungimirante e raffinato.Romanzi e saggi, opere musicali e teatrali, dipinti e sculture, luoghi e monumenti, film e persino serie televisive sono uno strumento privilegiato per aprire il cuore e la mente alla curiosità, alla tolleranza, alla pace; l’unica via per conoscere gli altri, il mondo e se stessi.Ci sono voluti decenni per costruire questo “inventario dell’essenziale”, una lista preziosa a cui tutti – in modalità libera, gratuita e senza censure – dovrebbero avere accesso.«La sfida di questi tempi barbari è fare della propria vita un’opera d’arte», esorta Attali, «e allora: leggi, ascolta, guarda, vivi!».

Eros tiranno: Sessualità e sensualità nel mondo antico

Prima che la frase ‘ti amo’ siglasse il rapporto sessuale, prima che eros fosse sequestrato dall’arte ed espulso dalla filosofia, prima che sul sesso scendesse l’ombra del peccato e che il peccato fosse inseguito sin nei meandri dell’intenzionalità e della fantasia, il mondo antico conosceva possibilità inesplorate, cammini interrotti, modi d’indagine e di espressione dai quali ripartire per comprendere chi siamo e dove, magari a nostra insaputa, stiamo andando.
Silvia Vegetti Finzi
Il desiderio, il piacere, il corpo, dal mondo greco al mondo romano, ai Padri della Chiesa: una delle studiose più note dell’antichità ci conduce con grazia nei territori della passione. **
### Sinossi
Prima che la frase ‘ti amo’ siglasse il rapporto sessuale, prima che eros fosse sequestrato dall’arte ed espulso dalla filosofia, prima che sul sesso scendesse l’ombra del peccato e che il peccato fosse inseguito sin nei meandri dell’intenzionalità e della fantasia, il mondo antico conosceva possibilità inesplorate, cammini interrotti, modi d’indagine e di espressione dai quali ripartire per comprendere chi siamo e dove, magari a nostra insaputa, stiamo andando.
Silvia Vegetti Finzi
Il desiderio, il piacere, il corpo, dal mondo greco al mondo romano, ai Padri della Chiesa: una delle studiose più note dell’antichità ci conduce con grazia nei territori della passione.

Gli eredi. Kate e il regno dimenticato

Con l’aiuto di Anthony, Kate procede nella ricerca della verità. Un ostacolo dietro l’altro rallentano il suo percorso verso Emmeltz, il regno lontano e, per il momento, perduto. Creature fatate e demoni si alternano in uno strano gioco di equilibri, dove la magia è bianca o nera, buona o cattiva. Anche Kate, suo malgrado, ne subisce il fascino, permettendo alla Dea Oscura di prendere il sopravvento sulla sua natura gentile. Accecata dai sentimenti, spesso le sue scelte mostrano parzialità, un difetto imperdonabile a un regnante, le cui conseguenze possono essere fatali per lei stessa e per i suoi alleati. Giudizi affrettati, lungimiranza mancante, parzialità sono i nemici contro cui deve combattere, ma il destino le ha messo accanto fior fiore di amici. Così, fra alti e bassi, fra conquiste faticose, inganni e menzogne, il viaggio continua.

Gli Eredi Perduti Di Pembrook: Sebastian

Inghilterra, 1856 – Imprigionati alla morte del padre da uno zio deciso a impadronirsi delle loro ricchezze, i giovanissimi Sebastian, Tristan e Rafe Easton sono riusciti a fuggire e sono svaniti nel nulla, dando vita alla leggenda degli eredi perduti di Pembrook. Ora, dodici anni dopo, sono tornati per riprendersi ciò che spetta loro per diritto di nascita… Sebastian Easton ha giurato di vendicarsi dell’uomo che gli ha portato via la giovinezza e il titolo, e per molto tempo quello è stato l’unico obiettivo che gli ha permesso di tirare avanti. Ma una volta a Londra, dopo essere stato riconosciuto legittimo Duca di Keswick, scopre di non aver dimenticato la coraggiosa fanciulla che ha rischiato la vita per salvare lui e i suoi fratelli da morte certa. L’amore che li legava in passato non si è affievolito… solo che Lady Mary Wynne-Jones ormai è promessa a un altro.

Emma, 1876

È il 1876, l’anno in cui cade il centenario della fondazione degli Stati
Uniti. Charles Schuyler, pungente corsivista del «New York Herald», dopo quasi
mezzo secolo torna dall’Europa con la figlia Emma. Ad accoglierli, l’aria
salmastra e i fumi di una città tutta nuova: ormai straniero nella sua città
natale, Charles non riconosce più nulla. Emma, invece, nata trentacinque anni
fa in Italia, ha lasciato il vecchio continente per la prima volta: rimasta
vedova di uno spiantato principe parigino – venuto a mancare improvvisamente
durante una cena con l’amante –, cercherà marito e affermazione nell’alta
società di New York. Nel frattempo, tra fastose celebrazioni, fanfare, fuochi
d’artificio e smodate esibizioni di spirito patriottico, si consumano torbidi
intrighi. Un patto segreto fra due partiti che si alternano alla guida del
paese per truccare le elezioni, una totale mancanza di regole che permette
alle élite di arricchirsi sempre di più, una corruzione dilagante a ogni
livello nell’amministrazione statale: Emma, 1876 è l’affresco storico di
un’epoca lontana eppure così drammaticamente simile all’attualità. Con questo
romanzo prosegue la ripubblicazione di Narratives of Empire, grande saga
composta da sette romanzi che, tra feroci polemiche e grandi consensi, hanno
accompagnato Gore Vidal per oltre trent’anni: una vera e propria controstoria
dell’America, dagli albori della repubblica statunitense fino al secondo
dopoguerra, in cui s’intrecciano magistralmente episodi e personaggi reali e
d’invenzione. «Vidal è il maestro del romanzo storico americano… La sua
visione della politica americana, passata e presente, è talmente potente da
destare ammirazione». Harold Bloom «Se la buona narrativa storica deve
aiutarci a immaginare un passato che potrebbe essere stato, allora è difficile
battere Gore Vidal». «The New York Times» «Le incursioni emozionanti e
divertenti nella Storia che Vidal ci propone non hanno pari». «Time» «Vidal
rende le immagini e i rumori della New York di cent’anni fa indimenticabili».
«New York Sunday Times»

Eligio S. I giorni della Ruota

La vicenda si svolge per circa un secolo intorno all’istituzione dello Spedale della Pietà, un palazzo storico veneziano che nell’Ottocento ospitava orfani e bambini deposti nella ruota. Proprio in questo luogo, la piccola Rosapineta impara a conoscere e ad amare Eligio, abbandonato ancora in fasce dalla madre. Nel corso di 50 anni, i destini dei due bambini si intrecciano a quello di molti personaggi che costruiscono una storia corale secondo una tradizione letteraria che ha tra i suoi più fulgidi esempi Oliver Twist di Charles Dickens. L’amore nelle sue tante forme (fraterno, passionale, sacro, universale), è il vero protagonista di questo romanzo, insieme a una Venezia storicamente ricostruita e partecipe degli stati d’animo dei protagonisti. Vincitore Premio Bancarellino 2009. **

E sarà la Luce

Avvincente tour de force narrativo concentrato nell’ambito di quasi una sola giornata. Su Damiem, un piccolo e sperduto pianeta ai margini della Via Lattea e ultimo avamposto della Federazione contro i Mondi Oscuri, la vita degli alati e indifesi Dameii cerca di scordare le sanguinose e crudeli violenze perpetrate per il possesso delle Lacrime di Stella, grazie anche alla sorveglianza della Federazione e dei tre Guardiani dislocati sul pianeta. Ma ora che si avvicina la notte in cui saranno visibili le meraviglie del fronte di nova provocato dalla Stella Assassinata, altre dodici persone si trovano ospitate insieme ai Guardiani. Lo spettacolare passaggio dei turbini luminosi e temporali causati dalla distruzione di un intero mondo e cosi destinato a inondare della sua incredibile luce un improvviso divampare di conflitti inaspettati. Nel corso di una sola notte, le esistenze delle quindici persone radunate nella Stazione di Damiem verranno stravolte da una spietata gara di intrighi e di violenze destinata a culminare con uccisioni, tradimenti, eroismi e sacrifici.

È Lei Che Aspettavo

L’INCONTRO, IL BACIO, LA PRIMA VOLTA.
Tre momenti cruciali del romanzo raccontati dal punto di vista di Akira. “È lei che aspettavo” è lo SPIN OFF di Aspettavo te.
La lettura è consigliata a chi ha già letto il romanzo in quanto sono presenti numerosi SPOILER.