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Le astronavi di Cesare

Un attentato, i pugnali degli assassini, una vittima. Tutto sembra finire qui. O forse no: qualcosa sta rifluendo nel corpo ormai esangue di Gaio Giulio Cesare. E l’uomo più potente di Roma si risveglia in un mondo incomprensibile, sopra un letto dalle lenzuola troppo pulite, dove uomini e donne in camice bianco gli rivolgono domande di cui non comprende il significato. Il condottiero romano è stato “ripescato” dall’abisso del passato, riproducendo fino all’ultimo dettaglio lo schema dei circuiti neuronali, i suoi ricordi, le sue sensazioni, e quindi inserendoli in un supporto biologico quanto più possibile simile al corpo che possedeva nella sua prima vita. Ma non è un’oziosa bizzarria di scienziati che giocano a imitare gli dei, bensì una dura necessità: l’Umanità, dopo essere riuscita finalmente a esorcizzare gli impulsi violenti che l’avevano portata sull’orlo dell’autodistruzione, si trova a fronteggiare una minaccia proveniente dal cuore nero del Cosmo, un pericolo mortale che rischia ora di costringerla a riappropriarsi degli istinti bestiali cui aveva consapevolmente rinunciato.

(source: Bol.com)

Le argentee teste d’uovo

In un futuro ormai prossimo, gli scrittori si limiteranno a firmare le opere composte elettronicamente dai mulini-a-parole (e a recitare in pubblico i ruoli imposti dalle biografie sulle alette di copertina). Solo i colleghi robot sapranno scrivere sul serio, ma com’è ovvio, per un pubblico di robot. Questo fino al giorno in cui gli scrittori inferociti distruggeranno i mulini-a-parole, salvo poi dover affrontare una grave crisi di creatività. In tanto caos mediatico, l’Editrice Razzi è l’unica a restare imperturbabile: forse perché custodisce il grande segreto del secolo precedente, il Divorzio Psicosomatico di Daniel Zukertort. E infatti, in una nursery segreta vivono ancora le trenta argentee Teste d’Uovo la cui esistenza potrebbe sconvolgere sia il mondo della finzione che quello della realtà.
Copertina di Franco Brambilla

Le api e i ragni

Sarà Jonathan Swift a creare «l’emblema più completo e più inesauribile» di quella che è passata alla storia come la disputa degli Antichi e dei Moderni: i primi – fa dire a Esopo nel suo La battaglia dei libri — sono come l’ape, che trae dalla natura il miele che fabbrica; laddove i secondi, alla maniera del ragno, attingono ai loro stessi escrementi di che filare la propria scienza. Ecco dunque la modernità svelarsi come atrofia della memoria, negazione di ogni retaggio, funesta e narcisistica sterilità. Ma la polemica era cominciata ben prima, nell’Italia dei primi anni del Seicento, e sotto il regno di Luigi XIV aveva improntato di sé la vita della Repubblica delle Lettere per tutto l’ultimo ventennio del secolo – un ventennio al tempo stesso turbolento e fecondo. Di questa polemica Marc Fumaroli, grande storico ma anche arguto chroniqueur, traccia, con un piglio che nulla ha a che vedere con l’astratta aridità della cosiddetta storia delle idee, un’immagine viva e riccamente articolata, dando conto non soltanto del dibattito culturale intorno alla lingua, la poesia, il teatro, la scienza, l’arte, la musica, ma anche dei complessi legami che s’intrecciavano fra i letterati di entrambi i partiti, fra questi e la società mondana del tempo, fra questi e il potere politico (in primo luogo il re, del quale bisognava conquistare il favore con qualunque mezzo). Fumaroli non si limita a registrare il successo clamoroso ed effimero a cui si condannano i Moderni, ma (riconoscendo il suo debito nei confronti di Arnaldo Momigliano e di Leo Strauss) ci mostra come, ben oltre i limiti cronologici che le vengono normalmente assegnati, la questione del rapporto che il Moderno ha con il passato continui a essere, ancora oggi, urgente e aggrovigliata.

Le alternative dell’amore

Questo romanzo parla d’amore e di guerra, di verità nascoste e coincidenze che forse tali non sono. Ma anche di cibo, di vini eccellenti e di un posto bellissimo come la Borgogna. Due storie che si intrecciano a settant’anni di distanza l’una dall’altra: quella di Tristan Dubois, giovane scrittore parigino che si rifugia in un piccolo paese nel cuore della Côte d’Or in cerca dell’ispirazione perduta e per riconciliarsi con il ricordo di Isabelle, che lo ha lasciato quattro mesi prima, ma che continua ad amare; e quella di Wilfred Baumann, ex ufficiale nazista che durante l’occupazione tedesca in Francia comandava un piccolo plotone dislocato nello stesso paese in cui, per oscure ragioni, è tornato a vivere dopo anni, comprando la grande villa che a quel tempo era la sede dei soldati. Gli abitanti del posto ne parlano mal volentieri e dipingono Baumann come una persona spregevole che si è macchiata di crimini orrendi, tra cui la fucilazione di dieci civili e l’istigazione al suicidio o addirittura l’omicidio di una giovane cameriera che lavorava nella villa. Dubois, incuriosito dalla vicenda del vecchio ufficiale, comincia a indagare sul suo passato, scontrandosi contro un muro di omertà. L’incontro tra i due uomini sarà illuminante per entrambi e cambierà le loro vite, in un turbinio di emozioni. Licalzi supera se stesso e ci fa assaporare un romanzo tinto di giallo, con una trama evocativa e potente, regalandoci pagine dalla scrittura intrigante in cui disincanto, ironia e passione si susseguono in un’irresistibile varietà di toni.
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### Sinossi
Questo romanzo parla d’amore e di guerra, di verità nascoste e coincidenze che forse tali non sono. Ma anche di cibo, di vini eccellenti e di un posto bellissimo come la Borgogna. Due storie che si intrecciano a settant’anni di distanza l’una dall’altra: quella di Tristan Dubois, giovane scrittore parigino che si rifugia in un piccolo paese nel cuore della Côte d’Or in cerca dell’ispirazione perduta e per riconciliarsi con il ricordo di Isabelle, che lo ha lasciato quattro mesi prima, ma che continua ad amare; e quella di Wilfred Baumann, ex ufficiale nazista che durante l’occupazione tedesca in Francia comandava un piccolo plotone dislocato nello stesso paese in cui, per oscure ragioni, è tornato a vivere dopo anni, comprando la grande villa che a quel tempo era la sede dei soldati. Gli abitanti del posto ne parlano mal volentieri e dipingono Baumann come una persona spregevole che si è macchiata di crimini orrendi, tra cui la fucilazione di dieci civili e l’istigazione al suicidio o addirittura l’omicidio di una giovane cameriera che lavorava nella villa. Dubois, incuriosito dalla vicenda del vecchio ufficiale, comincia a indagare sul suo passato, scontrandosi contro un muro di omertà. L’incontro tra i due uomini sarà illuminante per entrambi e cambierà le loro vite, in un turbinio di emozioni. Licalzi supera se stesso e ci fa assaporare un romanzo tinto di giallo, con una trama evocativa e potente, regalandoci pagine dalla scrittura intrigante in cui disincanto, ironia e passione si susseguono in un’irresistibile varietà di toni.

Le Alpi nel mondo antico

Le Alpi non sono mai state una barriera. Al contrario: sono sempre state un luogo di incontro, di commerci e di fusione tra culture diverse.
Lo storico tedesco Ralf-Peter Märtin – autore di bestseller in Germania e prematuramente scomparso – racconta in questo libro unico le mille storie della regione alpina nell’antichità, dall’Età del Bronzo al rimescolamento di popoli che caratterizza l’inizio del Medioevo.
Tra le molte cose che narra, Le Alpi nel mondo antico ci dice come venivano coltivati i terreni fertili della valle, come le pendici vennero terrazzate a vigneto e come i popoli cominciarono a usare i pascoli per il bestiame. E ci racconta come e perché Ötzi – l’Uomo del Similaun – doveva morire e in che modo iniziò il commercio di rame, di sale e di ferro. Qui troviamo la saga delle battaglie dei cimbri e dei teutoni, l’avventura quasi incredibile degli elefanti di Annibale, il rapporto ambiguo dei romani con la montagna, e la nascita dei ricoveri, dei monasteri e delle rotte commerciali che hanno caratterizzato la penetrazione della cristianizzazione tra le valli alpine alla fine dell’antichità.
In poche pagine folgoranti Ralf-Peter Märtin sa far rivivere la vivida immagine di uno spazio culturale unico, che ancora oggi è modellato dalla sua storia antica.

(source: Bol.com)

Le albicocche di Aglaia

Le albicocche di Aglaia è il racconto che dà il titolo alla raccolta. Aglaia era una delle tre muse della mitologia classica, ma nella nostra storia è soltanto un’infermiera. In una stanzetta bianca della terapia intensiva, un grande maestro di violino sta compiendo gli ultimi passi che lo separano dalla morte, ma… L’eredità della zia Petronilla potrebbe apparire come un insperato colpo di fortuna nella vita di Enrico, che però scoprirà di possedere qualcosa di molto inquietante…Piccola Perla Yiddish evoca ombre e paure dalle quali non si guarisce. Un appartamento dalle persiane sempre abbassate eppure tenuto in ordine perfetto, una donna di nome Perla Epstein, sola, o meglio in compagnia di fantasmi, trascorre una vita lunghissima senza viverla davvero. Ardelia Spinola si muoverà con delicatezza in mezzo a ricordi, fragili come soprammobili di vetro…Queste sono tre delle nove storie, che come piccoli cammei formano un breve viaggio nell’immaginazione, accompagnando il lettore lontano dagli affanni quotidiani, in un non luogo fatto della stessa materia di cui sono fatti i sogni.
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Le albicocche di Aglaia è il racconto che dà il titolo alla raccolta. Aglaia era una delle tre muse della mitologia classica, ma nella nostra storia è soltanto un’infermiera. In una stanzetta bianca della terapia intensiva, un grande maestro di violino sta compiendo gli ultimi passi che lo separano dalla morte, ma… L’eredità della zia Petronilla potrebbe apparire come un insperato colpo di fortuna nella vita di Enrico, che però scoprirà di possedere qualcosa di molto inquietante…Piccola Perla Yiddish evoca ombre e paure dalle quali non si guarisce. Un appartamento dalle persiane sempre abbassate eppure tenuto in ordine perfetto, una donna di nome Perla Epstein, sola, o meglio in compagnia di fantasmi, trascorre una vita lunghissima senza viverla davvero. Ardelia Spinola si muoverà con delicatezza in mezzo a ricordi, fragili come soprammobili di vetro…Queste sono tre delle nove storie, che come piccoli cammei formano un breve viaggio nell’immaginazione, accompagnando il lettore lontano dagli affanni quotidiani, in un non luogo fatto della stessa materia di cui sono fatti i sogni.

Le 17 equazioni che hanno cambiato il mondo

Le equazioni sono la linfa della matematica, delle scienze e della tecnologia. In loro assenza il nostro mondo non esisterebbe cosí come lo conosciamo. Senza le quattro equazioni che descrivono l’elettromagnetismo non avremmo la radio, il radar e la televisione. Senza l’equazione alla base della teoria dell’informazione non ci sarebbero tutti i sistemi digitali, dai telefoni a Internet. E se oggi siamo in grado di decifrare la natura del cosmo e di esplorare i pianeti lo dobbiamo alla scoperta della legge gravitazionale di Newton.
Dal teorema di Pitagora alla E=mc2 di Einstein, fino alle formule della meccanica quantistica, della teoria del caos o delle piú acrobatiche operazioni finanziarie, Ian Stewart passa in rassegna le diciassette equazioni che hanno cambiato la storia dell’umanità. E lo fa spiegando non solo l’enorme impatto che hanno avuto sul progresso e la vita di tutti, ma riuscendo nel miracolo di svelare il loro limpido splendore anche a chi con i numeri non ha mai avuto molta dimestichezza.

(source: Bol.com)

Lazarus

Un uomo è trovato morto in un appartamento ad Oslo. La vittima è un collezionista di cadaveri: quando la polizia apre il congelatore della sua cucina, trova resti di corpi in decomposizione, fra i quali c’è anche il cranio della moglie di Joona Linna, commissario della polizia criminale svedese. La tomba della povera donna, morta di cancro anni prima, è stata profanata. Pochi giorni dopo, Joona Linna è contattato da un detective della polizia tedesca per un omicidio avvenuto nei pressi di Rostock: il morto è uno stupratore e nel registro chiamate del suo telefono c’è una chiamata recente proprio al commissario. Il profanatore di Oslo e lo stupratore di Rostock hanno però anche un’altra cosa in comune: entrambi presentano segni di flagellazione sulla schiena. Non c’è dubbio, è la firma di Jurek Walter, l’assassino seriale che ha terrorizzato l’Europa. Ma non è possibile sia lui l’autore dei due crimini: Walter è morto da tempo. Può un serial killer tornare alla vita come Lazzaro? Joona Linna se lo chiede mentre cerca di spiegarsi cosa stia succedendo e mentre aumenta inesorabilmente il numero delle vittime.
 

Lautunno Del Patriarca

Dispotico, violento, amante insaziabile ma frettoloso, vendicativo, sanguinario e superstizioso, il “patriarca” è il dittatore di una sperduta isola dei Caraibi. Vive in un palazzo in rovina, circondato da postulanti e adulatori, ma la solitudine del potere è spaventosa: poco più che selvaggio analfabeta, il “patriarca” è giunto ormai al termine della sua vita e, quando la morte arriverà, non potrà che mostrare il vero, umanissimo e mostruoso volto del potere.

Lautunno Del Patriarca

Dispotico, violento, amante insaziabile ma frettoloso, vendicativo, sanguinario e superstizioso, il “patriarca” è il dittatore di una sperduta isola dei Caraibi. Vive in un palazzo in rovina, circondato da postulanti e adulatori, ma la solitudine del potere è spaventosa: poco più che selvaggio analfabeta, il “patriarca” è giunto ormai al termine della sua vita e, quando la morte arriverà, non potrà che mostrare il vero, umanissimo e mostruoso volto del potere.

Lapidarium

Le meditazioni ispirate ai viaggi, alle letture, agli incontri di uno dei maggiori reporter. Lapidi di pensiero, brani variegati che spaziano dalla pagina di diario alla critica di libri, cinema e musica, dalle interviste ad artisti all’incontro con la vicina di casa. Un collage che comprende valutazioni e opinioni proprie e altrui, suggerimenti per valutare i cambiamenti repentini del nostro tempo e trasmettere la memoria.

Lampi sulla storia

È nell’intreccio serrato dei rami che compongono l’albero della storia che possono esplodere le scintille tra passato e presente. Scintille che nascono dall’uso troppo rigido di categorie attuali applicate a fatti, eventi e personaggi di ieri; fiamme che rischiano di divampare quando il nostro sguardo non è scevro da pregiudizi e libero da tesi già confezionate; incendi che si propagano tra le sterpaglie del campo storico se l’analisi non supera il limite delle eccessive semplificazioni. La comprensione del presente passa da qui, dalla capacità di andare a ricercare cosa si nasconde dietro le apparenze, dalla volontà di andare oltre, e correggere, le forzature e le deformazioni del racconto storico, dall’essere in grado di riconoscere i capovolgimenti con cui il passato ci viene spesso presentato. Soffermandosi su figure centrali come Robespierre, Gramsci, De Gaulle, passando dai drammatici giorni del luglio ’43 che videro la caduta del Duce alla nascita dello Stato di Israele, dal processo a Socrate fino ai rapporti tra il papato e Lutero, Paolo Mieli ci propone in queste pagine un viaggio avvincente e rigoroso nella storia antica e recente, italiana e internazionale. Per sfatare falsi miti e incongruenze di giudizio alla luce di documenti inediti e proporre visioni spesso alternative a quelle ufficiali. Con la forte consapevolezza che le fiamme che ogni giorno divampano tra le fitte stoppie della storia devono essere domate, che i focolai accesi, spesso colpevolmente, non si estingueranno se non mettendo in campo tutto il rispetto per il passato e per la sua complessità.

(source: Bol.com)

Lady Moon (Fanucci Narrativa)

Vivian Gandillion ha sedici anni e vive in una famiglia non del tutto ‘normale’. E di sicuro non è semplice comportarsi come se niente fosse quando sei un licantropo. A Vivian piace il brivido della trasformazione, il dolore dolce e crudele che l’accompagna. Lei è talmente bella che tutti i suoi coetanei pendono dalle sue labbra. Ma il suo problema è che nulla riesce a farle superare la perdita del padre: ora che lui è scomparso, il branco è rimasto senza un capo. Vivian vorrebbe una vita normale. Ma un licantropo può davvero conoscere la normalità? Poi Vivian si innamora di un umano, Aiden, ‘un ragazzo in carne e ossa‘ come lo chiamano i suoi. È gentile e premuroso, niente a che vedere con i giovani del suo branco. Vivian sente di aver trovato quello giusto, crede di potergli rivelare la propria natura senza paura di vederlo fuggire a gambe levate. Ma quando un omicidio efferato sconvolge ancora una volta gli equilibri del branco, Vivian si ritrova di fronte a un bivio. In bilico fra due mondi, si sente estranea a entrambi. Chi o cos’è veramente? Qual è la sua vera natura? Sceglierà il sapore dei baci di Aiden o quello ancora più dolce del sangue?
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### Sinossi
Vivian Gandillion ha sedici anni e vive in una famiglia non del tutto ‘normale’. E di sicuro non è semplice comportarsi come se niente fosse quando sei un licantropo. A Vivian piace il brivido della trasformazione, il dolore dolce e crudele che l’accompagna. Lei è talmente bella che tutti i suoi coetanei pendono dalle sue labbra. Ma il suo problema è che nulla riesce a farle superare la perdita del padre: ora che lui è scomparso, il branco è rimasto senza un capo. Vivian vorrebbe una vita normale. Ma un licantropo può davvero conoscere la normalità? Poi Vivian si innamora di un umano, Aiden, ‘un ragazzo in carne e ossa‘ come lo chiamano i suoi. È gentile e premuroso, niente a che vedere con i giovani del suo branco. Vivian sente di aver trovato quello giusto, crede di potergli rivelare la propria natura senza paura di vederlo fuggire a gambe levate. Ma quando un omicidio efferato sconvolge ancora una volta gli equilibri del branco, Vivian si ritrova di fronte a un bivio. In bilico fra due mondi, si sente estranea a entrambi. Chi o cos’è veramente? Qual è la sua vera natura? Sceglierà il sapore dei baci di Aiden o quello ancora più dolce del sangue?

Labirynth

Che cosa succede quando desideri qualcosa di tremendo e il tuo desiderio viene magicamente esaudito? E’ proprio questo che accade alla quindicenne Sarah. Il padre e la matrigna sono usciti e l’hanno lasciata in casa a badare al fratellino Toby, mentre fuori, nella notte, si scatena il temporale. Il bambino strilla, i tuoni e i fulmini si susseguono, e in un impeto di rabbia Sarah chiede ai folletti di toglierle di torno Toby urlante. E purtroppo i folletti l’ascoltano. Sarah piomba così in un turbine d’avventura. Se non raggiungerà entro tredici ore il centro del misterioso Labirinto, Jareth – l’affascinante e perverso Re dei Folletti – si terrà il piccolo Toby per sempre. Nel corso dell’imprevedibile e pericoloso viaggio alla ricerca del castello di Jareth, Sarah incontra personaggi fantastici, bizzarri, incredibili, alcuni dei quali le saranno amici, altri meno. Ma nessuno – gnomi, folletti, mostri, animali parlanti, oggetti animati – potrà aiutarla davvero, finché non raccoglierà dentro di sé il coraggio per sfidare l’imprevedibile e potente Re dei Folletti fin nel cuore del suo regno bizzarro.