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Manuale per ragazze rivoluzionarie

Ragazze, non c’è più tempo da perdere: bisogna fare la rivoluzione!

Care lettrici (e cari lettori) di ogni età, questo appello appena lanciato da Giulia Blasi non è una boutade, ma un invito serio, formulato dopo anni passati a osservare come si muovono uomini e donne in Italia. Una società che oggi è tecnologica, in rapida evoluzione, ma purtroppo non ancora paritaria fra i sessi in termini di rispetto, opportunità, trattamento.
Certo non si può dire che nel Novecento non siano stati fatti enormi passi avanti per le donne, basti pensare al diritto di voto o alle grandi battaglie per il divorzio e l’aborto. Ma dagli anni ’80 in poi il femminismo si è come addormentato, mentre il successo nel lavoro (e in politica, nell’arte) ha continuato a essere per lo più riservato ai maschi e in tv apparivano ballerine svestite e senza voce. Per non dir di peggio: la violenza sulle donne non si è mai fermata e chi denuncia le molestie tuttora corre rischi e prova vergogna.
Ecco perché oggi è giunto il momento che le ragazze di ogni età raccolgano il testimone delle loro nonne e bisnonne per proporre un cambiamento epocale, per fare una rivoluzione che ci porti tutti – maschi e femmine – a un mondo in cui ciascuno abbia le stesse occasioni per affermarsi secondo i propri talenti e non si senta più obbligato a aderire ai modelli patriarcali – cacciatori & dominatori vs angeli del focolare & muti oggetti di desiderio sessuale – che, spesso in forme subdole, continuano a esserci proposti.
Sembra impossibile? Non lo è! In questo saggio profondo ed elettrizzante Giulia Blasi analizza con spietata lucidità le situazioni che le donne oggi quotidianamente vivono e offre, in una seconda parte pratica del libro, consigli concreti per mettere in atto un femminismo pieno di ottimismo e spirito di collaborazione (evviva la sorellanza!) che possa rendere tutti più sereni, rispettosi, appagati e felici. Anche gli uomini.

(source: Bol.com)

Manuale di zoologia fantastica

Questo manuale borgesiano è una sorta di giardino zoologico delle mitologie, giardino la cui fauna non è composta di leoni o di giraffe, ma di sfingi, grifi e centauri. E la popolazione di questo giardino, nascendo per combinazione di esseri reali, nel centauro si coniugano cavallo e uomo, nel minotauro toro e uomo, è infinita, in quanto le possibilità dell’arte combinatoria sono pressoché infinite…

Manuale completo di fotografia: Dalla tecnica al linguaggio fotografico

Questo libro, interamente a colori e ricco di immagini esplicative, tratta in maniera completa, chiara e approfondita sia la tecnica fotografica (analogica e digitale) sia il linguaggio fotografico, per rendere il lettore padrone del mezzo e consentirgli di produrre immagini che rispecchino i suoi intenti espressivi. Il testo è adatto sia agli appassionati che vogliono costruirsi una solida base tecnica e culturale, sia alle scuole di fotografia. In questa seconda edizione è stata inserita una parte dedicata al light painting, è stata aggiunta una tabella col significato delle sigle degli obiettivi di tutte le principali marche e sono state ampliate e aggiornate le parti sulla descrizione dei vari tipi di fotocamere. Grande spazio è stato dedicato anche alle descrizioni dei vari tipi di filtri neutri e del loro uso, ai formati di file immagine, ai vari tipi e caratteristiche delle schede di memoria. È stato inoltre aggiunto un intero capitolo sui generi fotografici. Sono stati infine inseriti numerosi schemi/diagrammi riassuntivi sulle regolazioni della fotocamera, sull’esposizione, sulle linee guida relative alla fotografia di paesaggio, al ritratto e allo still life, nonché sulla realizzazione di un portfolio.
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### Sinossi
Questo libro, interamente a colori e ricco di immagini esplicative, tratta in maniera completa, chiara e approfondita sia la tecnica fotografica (analogica e digitale) sia il linguaggio fotografico, per rendere il lettore padrone del mezzo e consentirgli di produrre immagini che rispecchino i suoi intenti espressivi. Il testo è adatto sia agli appassionati che vogliono costruirsi una solida base tecnica e culturale, sia alle scuole di fotografia. In questa seconda edizione è stata inserita una parte dedicata al light painting, è stata aggiunta una tabella col significato delle sigle degli obiettivi di tutte le principali marche e sono state ampliate e aggiornate le parti sulla descrizione dei vari tipi di fotocamere. Grande spazio è stato dedicato anche alle descrizioni dei vari tipi di filtri neutri e del loro uso, ai formati di file immagine, ai vari tipi e caratteristiche delle schede di memoria. È stato inoltre aggiunto un intero capitolo sui generi fotografici. Sono stati infine inseriti numerosi schemi/diagrammi riassuntivi sulle regolazioni della fotocamera, sull’esposizione, sulle linee guida relative alla fotografia di paesaggio, al ritratto e allo still life, nonché sulla realizzazione di un portfolio.

Manifesto per la filosofia

“Il mio “Manifesto per la filosofia” tiene, in forma esoterica e polemica, questa convinzione: la filosofia è possibile. Non siamo nell’epoca del suo declino, siamo di fronte alla difficoltà di dover fare, nelle condizioni concrete della nostra epoca, il passo in avanti necessario perché la filosofia continui. Diremo anche che il Manifesto è sostenuto dalla certezza – che anima tutto L’essere e l’evento – di disporre di una categoria assolutamente nuova della Verità, sottratta al sospetto nietzscheano. Diremo infine che il Manifesto annuncia che la questione del linguaggio, per quanto importante sia, dev’essere rimessa al suo giusto posto, e che non è vero che il linguaggio sia la condizione trascendentale del pensiero. È dal percorso di una verità che procede l’invenzione linguistica, e non l’inverso. Si tratta quindi proprio di un manifesto per la filosofia. Si tratta di dire che la diagnosi di Nietzsche è errata, che la terapia di Wittgenstein uccide il “malato”, che il montaggio storico di Heidegger dà della storia del pensiero una visione troppo sintetica per essere onesta, che il positivismo logico di Carnap è un’impostura, e così via”.
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Mani Bucate

Un fiume di soldi alle imprese e l’Italia va a picco. Perché? Questo libro entra nell’incredibile mondo delle aziende mantenute dallo Stato. Per la prima volta racconta, facendo nomi e cognomi, decine di storie di società, banche e multinazionali che hanno incassato miliardi di euro pubblici spesso senza produrre né crescita né occupazione. Fiat, Pirelli, la Saras dei Moratti e le industrie sarde (Portovesme,Vinyls,Ila, Alcoa).Ma anche giornali, radio e tv; tutto il mondo del cinema, compresi cinepanettoni e film in 3D; agricoltura e allevamento (8 milioni dei contribuenti sono serviti ai grandi marchi per farsi pubblicità), compagnie aeree, hotel e perfino skilift. Banca d’Italia e Corte dei conti sono netti: gli aiuti sono inutili. Tutti i soldi a favore del Sud hanno generato un aumento del Pil di appena lo 0,25 per cento all’anno.Poche eccellenze, molti miliardi buttati via. Eppure ogni cosa è sussidiata. Tutto quello che compriamo l’abbiamo pagato due volte, alla cassa e già prima con le tasse. Quello che gli italiani versano alle aziende è un contributo invisibile, fatto di migliaia di leggi che concedono agevolazioni fiscali, soldi a fondo perduto, garanzie sui prestiti. Con le tasse si alimentano clientele e basi elettorali. Negli ultimi dieci anni sono state avviate dall’Unione europea quasi 40.000 pratiche per aiuti italiani potenzialmente illegali. Perfino la mafia è sussidiata dallo Stato.I soldi pubblici vengono usati dalle aziende per pagare i debiti. Altre volte lo Stato paga per nuove assunzioni, ma i posti di lavoro scompaiono appena finiscono i sussidi. La politica tace. Questo sistema è alla base del declino italiano.
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### Sinossi
Un fiume di soldi alle imprese e l’Italia va a picco. Perché? Questo libro entra nell’incredibile mondo delle aziende mantenute dallo Stato. Per la prima volta racconta, facendo nomi e cognomi, decine di storie di società, banche e multinazionali che hanno incassato miliardi di euro pubblici spesso senza produrre né crescita né occupazione. Fiat, Pirelli, la Saras dei Moratti e le industrie sarde (Portovesme,Vinyls,Ila, Alcoa).Ma anche giornali, radio e tv; tutto il mondo del cinema, compresi cinepanettoni e film in 3D; agricoltura e allevamento (8 milioni dei contribuenti sono serviti ai grandi marchi per farsi pubblicità), compagnie aeree, hotel e perfino skilift. Banca d’Italia e Corte dei conti sono netti: gli aiuti sono inutili. Tutti i soldi a favore del Sud hanno generato un aumento del Pil di appena lo 0,25 per cento all’anno.Poche eccellenze, molti miliardi buttati via. Eppure ogni cosa è sussidiata. Tutto quello che compriamo l’abbiamo pagato due volte, alla cassa e già prima con le tasse. Quello che gli italiani versano alle aziende è un contributo invisibile, fatto di migliaia di leggi che concedono agevolazioni fiscali, soldi a fondo perduto, garanzie sui prestiti. Con le tasse si alimentano clientele e basi elettorali. Negli ultimi dieci anni sono state avviate dall’Unione europea quasi 40.000 pratiche per aiuti italiani potenzialmente illegali. Perfino la mafia è sussidiata dallo Stato.I soldi pubblici vengono usati dalle aziende per pagare i debiti. Altre volte lo Stato paga per nuove assunzioni, ma i posti di lavoro scompaiono appena finiscono i sussidi. La politica tace. Questo sistema è alla base del declino italiano.

Mangia con il pane

‘La vita è un film a lieto fine, basta restare onesti e non mollare mai’ amava ripetere Paolo Farinetti, il ‘comandante Paolo’ che, a capo della XXI brigata Matteotti ‘Fratelli Ambrogio’, combatté i nazifascisti sulle colline delle Langhe durante la Resistenza. E infatti, lui non ha mai mollato, né allora né dopo. Perché Paolo, quella scelta di battersi per la giustizia e per la libertà l’ha fatta una volta per tutte. Nato da poverissimi contadini su quelle colline della ‘malora’ rese celebri da Fenoglio, il ventenne Paolo, colpito da una brutta peritonite, alla fine del 1943 rifiuta di tornare sotto le armi e sceglie di diventare un ‘ribelle’ e di ‘salire in montagna’. Dove l’iniziale avversione per la retorica guerrafondaia del fascismo matura presto in una coscienza politica chiarissima: lui e i compagni che hanno condiviso la sua scelta sono lì perché vogliono un’Italia diversa, più libera e giusta. Dapprima inquadrato nelle formazioni autonome del comandante ‘azzurro’ Mauri, Paolo, con un’intuizione decisiva, sposta il teatro operativo del suo gruppo dalla montagna alle più familiari colline albesi e alla bassa Langa, dove può contare non solo sulla conoscenza del territorio ma soprattutto sul sostegno della ‘sua’ gente pronta a offrirgli collaborazione, riparo, cibo, abiti, informazioni. Diventato il carismatico ‘comandante Paolo’ grazie alla capacità di conciliare il coraggio indomito con la prudenza e l’umanità, compie gesta tanto spericolate ed eclatanti da suscitare presto intorno a lui e alla sua brigata un alone di leggenda. Anche perché usa la forza solo se necessario, preferendo catturare prigionieri da scambiare piuttosto che uccidere. Sono imprese giudicate quasi impossibili, come i sabotaggi alla linea ferroviaria che porta ad Asti, o che hanno il sapore della beffa, come la liberazione dal carcere del capoluogo langhese di una dozzina di partigiani condannati a morte, messa a segno senza sparare un solo colpo. E poi, nell’ottobre 1944, la partecipazione alla prima occupazione di Alba, durata solo ventitré giorni, ai quali seguirono i rastrellamenti a tappeto e le ritorsioni dei nazifasciti in un autunno e un inverno durissimi. Fino al successivo tentativo di riprendere la città, azione durante la quale una sventagliata di mitra lo colpisce a una gamba. E proprio da ferito, su una scalcinata ambulanza, entrerà in Alba, definitivamente liberata il 26 aprile 1945. La sua epopea rivive oggi nel racconto appassionato e appassionante che ne fa il figlio Oscar, che per la prima volta dà voce ai ricordi di quei mesi, ascoltati dalla viva voce del padre, rivelando alcuni particolari inediti del ‘tesoro della IV armata’ e del controverso episodio della rapina del ’46 in cui lui fu ingiustamente coinvolto. Quel padre che partigiano lo è stato per sempre, le cui regole di vita erano semplici ma inderogabili: le persone sono più importanti delle cose, i dubbi sono meglio delle certezze e le critiche meglio dell’adulazione, distingui tra il difficile e l’impossibile e sappi individuare le priorità, non mollare mai. Regole riassumibili in quel ‘mangia con il pane’, il mantra che Oscar si è sentito ripetere spesso dalla nonna paterna Teresa, vero filo rosso di una filosofia di vita che attraversa le generazioni della famiglia Farinetti.
(source: Bol.com)

Malintesi d’amore

La rubrica di Lady Truelove 2

Londra, 1893.
Gestire La rubrica di Lady Truelove è un incarico piuttosto impegnativo da ereditare, soprattutto per Clara Deverill, che fatica a dispensare consigli d’amore quando lei per prima è totalmente inesperta in materia. Così, dopo avere ascoltato per caso in una sala da tè una conversazione in cui un avvenente e cinico gentiluomo suggeriva all’amico il metodo più semplice per lasciare senza ripercussioni la fidanzata, decide di pubblicare sul giornale una finta lettera per mettere sull’avviso la ragazza, sperando che questa si riconosca. Lo stratagemma funziona, con conseguenze disastrose per tutte le persone coinvolte… e inaspettatamente persino per il cuore di Clara!

(source: Bol.com)

Maledetto Natale

Come dovrebbe essere una storia d’amore tra una donna e un uomo? Certo, ognuno di noi avrà la propria risposta, ma siamo sicuri che la maggior parte risponderebbe: dolce passionale, commovente. Qualcuna/o aggiungerebbe: impetuosa, carnale, a tratti feroce. Mariella Mogni ci dona tutti questi ingredienti per una straordinaria cena di Natale. Ed è proprio a pochi giorni dal Natale che il romanzo prende le mosse. Federica, sola e amareggiata, ripercorre gli ultimi otto mesi, segnati dalla sua storia con Michele. Un amore nato per caso, su un treno, e sballottato da una città all’altra in cerca di un difficile equilibrio. È stato facile per entrambi abbandonarsi a una passione travolgente, assoluta, di quelle che lasciano i segni sul corpo e riempiono il cuore di speranza. Ma la storia di Federica e Michele non sembra essere nata sotto i migliori auspici e lei non riesce ad adattarsi al ruolo di amante di un uomo sposato, legato da obblighi e sensi di colpa a una donna che non ama più. Per questo si prepara a trascorrere il Natale da sola. Il maledetto Natale delle amanti, delle donne costrette a ripetere “Scegli, o me o lei” Quante donne e uomini si ritroveranno in Federica e Michele, quanti soffriranno per i contrasti, le liti, le discussioni. E quanti si ecciteranno per la passione che cola come miele da queste pagine così ben scritte, perché un amore senza passione e carne, si chiama amicizia. ADATTO A UN PUBBLICO ADULTO

(source: Bol.com)

Maledetto Bellissimo Bastardo

**Bestseller di New York Times, USA Today e Wall Street Journal

Un’autrice da oltre 1.500.000 copie

Una promessa apparentemente innocua
L’unica ragazza che non riuscirà mai a dimenticare…**

Collins Drake ha un perfetto controllo su ogni aspetto della sua vita, dai suoi affari alla soddisfazione dei suoi desideri… Tutto accade solo a un suo comando.
Così quando una donna si presenta alla sua porta e gli ricorda una promessa che si erano fatti quando avevano solo dieci anni, non dovrebbe essere capace di turbare tutto il suo mondo. E invece sì. Perché Mia Monroe non è soltanto la sua migliore amica d’infanzia, non è soltanto la ragazza con cui ha perso la verginità e che non vede da allora: lei è l’unica che sfugge al suo controllo. E pezzo dopo pezzo, sta per distruggere tutti i suoi piani.

Kendall Ryan

è autrice di un gran numero di romanzi bestseller negli Stati Uniti. I suoi libri hanno dominato le classifiche di ‘New York Times’, ‘USA Today’ e ‘Wall Street Journal’, hanno venduto più di un milione e mezzo di copie in tutto il mondo.

(source: Bol.com)

Malamore

‘Malamore è un libro del 2008 e ha una forza che cresce col passare degli anni: cresce perché resta intatta, nel tempo, la vera domanda che lo anima. E la domanda non è perché gli uomini si sentano tanto spesso autorizzati a esercitare violenza – verbale, fisica, psicologica – sulle donne che sostengono di amare. La vera questione – mi pare, piuttosto – è perché le donne non siano in grado di respingere la violenza, quando la riconoscono. Cosa le induce, cosa ci induce a sopportare il crescendo di umiliazioni, le piccole angherie domestiche, le prepotenze pubbliche che sempre preludono a un epilogo tragico? Cosa ci fa credere di poter cambiare, accogliere, domare la minaccia? C’è una sorta di presunzione, dice l’antica favola che apre questo libro: la topolina si innamora del gatto, convinta che lo renderà vegetariano. C’è un oscuro sentimento profondo che si nutre di sensi di colpa, raccontano le tante storie di donne – celebri, anonime – che come stelle cadenti illuminano la scena del delitto. Esercizi di resistenza al dolore, recita il sottotitolo. Forse la chiave è qui: nella confidenza che le donne hanno col dolore, la palestra che serve a trasformarlo in forza. Ciascuno troverà la sua risposta, leggendo. Troverà qualcosa della sua storia e forse il coraggio di guardarla negli occhi. Se accadesse anche una volta sola, è per quella volta che ho scritto questo libro’. **Concita De Gregorio**
(source: Bol.com)

Mala tempora

Ultima domenica di giugno. Dal Naviglio della Martesana riemerge il corpo nudo di una giovane donna, privata della testa. Sei mesi prima, sulla sponda di un altro Naviglio, era stato decapitato un anziano ubriacone. Intanto, in una chiesa del centro, un giovane informatico viene sgozzato mentre prega. Una Milano boccheggiante per la calura e attanagliata dalla crisi economica scopre l’orrore e il terrore. E qualcuno resuscita il fantasma del «Mostro della Bagnera», l’ottocentesco serial killer milanese che smembrava le sue vittime in una cantina a pochi passi dal Duomo.
A cercare una risposta a questi efferati delitti torna il commissario Bruno Ardigò, costretto a gettarsi in un’indagine da brivido sul lato più torbido e celato di Milano, un’indagine senza respiro che lo obbligherà a esplorare i sotterranei della città dove, nascosti nel buio, si celano riti occulti e segreti tramandati da secoli. Al suo fianco di nuovo l’amico giornalista Federico Malerba, oltre a una conturbante escort di lusso, in grado di far perdere la lucidità anche al più freddo degli investigatori…

Maigret e la vecchia signora di Bayeux La vieille dame de Bayeux

“La vecchia signora di Bayeux” è una ricca vedova che muore, pare, per una crisi cardiaca, mentre è ospite di un nipote, unico erede delle sue ingenti sostanze. Morte naturale o abilissimo delitto? Spinta da qualche sospetto l’ex dama di compagnia della presunta vittima incarica Maigret di occuparsi del caso. Recatosi sul posto, i] commissario scopre una serie di indizi interessanti e giunge a concludere che una morte naturale c’è stata, è vero, ma non quella della vecchia signora… A questo bel racconto, soggetto di una riduzione televisiva, se ne aggiungono altri tre. Con ‘I maialini senza coda” ci troviamo a Montmartre. In un piccolo appartamento, una giovane donna attende ansiosa il ritorno dei marito. Come mai, quella sera, Marcel ritarda tanto? Per ingannare il tempo Germaine mette in ordine il guardaroba dei marito ed ecco che dalla tasca di un cappotto esce un oggetto di fredda e dura porcellana. Immobile, agghiacciata, con gli occhi pieni di terrore Germaine fissa un maialino senza coda… Ora sa perché Marcel non è ancora tornato e teme che non torni mai piú. Ne “Il notaio di Châteauneuf” Maigret è alle prese con uno strano tipo che lo obbliga, anche se con la massima cortesia, a… cambiare identità. E il commissario diventa, suo malgrado, il signor Legros di Bergerac, vecchio compagno d’armi del notaio Châteauneuf. L’ultímo dei racconti di questo volume, “Un certo signor Berquin” è pervaso da uno humour sottile e penetrante. Chi è infine questo signor Berquin? E’ un uomo che “ha avuto la sua notte, dopotutto! E ci sono tanti uomini che non l’hanno mai”.

Maigret e il ladro pigro

«Maigret aveva dovuto occuparsi di Honoré Cuendet altre due volte, la seconda dopo un grosso furto di gioielli in rue de la Pompe, a Passy.
«Il fatto era avvenuto in un appartamento di lusso in cui, oltre ai proprietari, vivevano tre domestici. La sera prima i gioielli erano stati appoggiati su una toeletta, nel boudoir attiguo alla stanza da letto, la cui porta era rimasta aperta tutta la notte.
«Né il signore né la signora D, che pure dormivano nel loro letto, avevano sentito alcunché. La cameriera, che dormiva allo stesso piano, era sicura di aver chiuso la porta a chiave e di averla trovata la mattina dopo chiusa allo stesso modo. Nessuna traccia di scasso. Nessuna impronta.
«Dato che l’appartamento si trovava al terzo piano, era impossibile che qualcuno vi si fosse arrampicato. E non c’era neanche un balcone che permettesse di raggiungere il boudoir da un appartamento vicino».

Maigret – I sotterranei del Majestic

«“Hanno ucciso qualcuno del personale?” chiese sorpresa ma senza emozione.
«“No, però è successo nei sotterranei… È questo lo strano della faccenda… Provi a immaginare una cliente, una cliente facoltosa, scesa al Majestic con il marito, il figlio, una governante e un’istitutrice… Un appartamento da più di mille franchi al giorno… Bene, questa donna viene strangolata alle sei del mattino, e non in camera sua ma nello spogliatoio dei sotterranei… Perché con ogni probabilità è lì che è stato commesso il delitto… Che cosa ci faceva una così nei sotterranei?… Chi ha potuto attirarla là sotto e come?… E per giunta a un’ora in cui gente come lei di solito è ancora immersa in un sonno profondo…”.
«Le parole di Maigret non sortirono un grande effetto: Charlotte aveva aggrottato le sopracciglia come se le fosse venuta un’idea ma l’avesse subito scartata. Poi aveva lanciato un rapido sguardo a Prosper che si stava scaldando le mani sopra la stufa – mani bianchissime, dalle dita quadrate, coperte di peli rossi».