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Marx, Istruzioni Per L’Uso

Negli anni Ottanta, in piena offensiva neoliberista, Newsweek poté intitolare trionfalmente «Marx è morto». Ma certi fantasmi hanno la pellaccia: oggi Marx è di nuovo fra noi. In questi tempi di sbandamento ideologico e crisi del capitalismo, è un grande sollievo riscoprire la capacità liberatoria del suo pensiero. Ma chi era Marx? Che cos’ha detto veramente? Marx, istruzioni per l’uso offre un’introduzione completa e divertente al suo pensiero, la sua vita, l’opera: associando le vignette di uno dei maggiori disegnatori e la trattazione divulgativa e brillante di uno dei massimi filosofi francesi, presenta in tutta la sua attualità il pensiero del principale teorico dell’anticapitalismo. Bensaïd legge infatti il Capitale come un romanzo poliziesco: alla ricerca del valore perduto, rintraccia i meccanismi dell’accumulazione del capitale fino a penetrare il segreto del feticismo delle merci e a spiegare le ragioni profonde dell’odierna crisi. Al tempo stesso rigoroso e spassoso, Marx, istruzioni per l’uso è una preziosa cassetta degli attrezzi per i pensiero e l’azione.

Marx e Hegel. Contributi a una rilettura

Il libro affronta il rapporto Marx-Hegel alla luce di un’analisi filologica dei testi e di larga parte del dibattito italiano e internazionale svoltosi intorno alla questione. Cerca di ricostruire lo sviluppo della comprensione marxiana di Hegel, per definire rigorosamente che cosa egli intenda quando dice “Hegel” e “dialettica”, che mette poi a confronto con gli scritti di Hegel. In tale confronto individua da una parte limiti significativi e dall’altra mostra che l’origine di essi deriva dalla ricezione del maestro nella sinistra hegeliana. Attraverso la distinzione fra la comprensione marxiana e gli scritti di Hegel, l’autore dimostra la coerenza interna di tutte le affermazioni marxiane su Hegel, quindi in che senso la sua sia una teoria dialettica.
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Martin Buber (Etcetera)

Confrontandosi con il cuore del pensiero etico di Martin Buber – secondo il quale l’essere umano è per essenza dialogo e si realizza soltanto nel suo entrare in relazione con l’umanità e con il Creatore – Emmanuel Lévinas ha l’occasione di precisare anche la sua filosofia, caratterizzata da una inesausta ricerca dell’Altro e dal modo di costruire il contatto con esso attraverso l’amore e l’assunzione di responsabilità nei suoi confronti. Scritto nel 1958 e pubblicato nel 1963, questo testo permette di esaminare in maniera limpida le similarità e le differenze tra i fondamenti del pensiero dei due filosofi – il «faccia a faccia» di Lévinas e l’«Io-Tu» di Buber – e considerare la comune convinzione che la teoria della conoscenza costituisca la base dell’etica. In appendice, un breve scambio epistolare, nel quale Buber e Lévinas mettono l’accento su ciò che divide le loro filosofie, fornendo al lettore un’ulteriore, straordinaria occasione di riflessione.

Marte all’attacco

Questo romanzo è il seguito del racconto di B. R. Bruss “Attenzione, dischi volanti!”, pubblicato recentemente in questa collezione. Il lettore vi ritroverà quindi i personaggi che gli sono cari; i marziani che assomigliano a vegetali, e nello stesso tempo hanno qualcosa di umano; e un popolo terrestre finalmente unito contro il nemico comune, per sventare la paurosa minaccia di un’invasione marziana in atto. Ad ogni pagina del romanzo v’è una trovata; la fertile fantasia dell’autore immagina armi nuove, descrive la civiltà marziana e la bizzarra psicologia di questi esseri semi vegetali, facendo parlare le azioni e i fatti, ossia con una vivacità che affascina il lettore e lo avvince sino all’ultima pagina.
Copertina di: Curt Caesar

Marinai perduti

La storia parla di tre marinai, tre navigatori del Mediterraneo, tre Ulisse contemporanei: il libanese Abdul Aziz, il greco Diamantis e il turco Nedim. La loro nave, l’Aldebaran (Abdul è il capitano, Diamantis è il suo secondo, Nedim è il marconista), è una vecchia carretta abbandonata nel porto di Marsiglia a causa del fallimento dell’armatore. I tre sono così costretti a un’immobilità forzata, terribile per dei marinai, che però consente alle loro avventurose storie di emergere e di fondersi l’una con l’altra. Hanno alle spalle delle storie piene di misteri, di donne che li attendono per anni oppure che li hanno abbandonati, storie di violenze e d’ingiustizie. Diamantis è alla ricerca di una donna amata in gioventù e che forse vive ancora a Marsiglia. E questo porto mediterraneo, città di accoglienza per gli esiliati di tutto il mondo e per i loro misteri, diventa il teatro dell’ultima avventura di questi tre uomini perduti. Il Mediterraneo – racconta Izzo -, dietro la sua apparenza solare e il colore blu del mare, nasconde una crudeltà, un destino tragico che riserva a molti dei suoi figli.

Marian

Chi ama i gatti riconoscerebbe un miagolio tra mille suoni. Soprattutto se è un miagolio di aiuto. Quando Eva lo sente e vede scivolare alla deriva sul Tamigi una scatola, non ci pensa due volte a buttarsi nell’acqua gelida per portarla in salvo. Quello che c’è dentro è un regalo del destino. Un gattino minuscolo, intirizzito e spaventato, con le fauci spalancate contro la mano crudele che l’ha messo lì. Pochi istanti e un sodalizio indistruttibile è nato. Eva non sa ancora che il gattino è una femmina e che sarà chiamata Marian, ma sa che non la lascerà più. Non importa se questo significa perdere sui due piedi la stanza che affitta da studentessa perché la padrona di casa odia scelleratamente i felini. Non importa trovarsi sola a Londra a vent’anni e non sapere dove andare. Marian è un nume tutelare e in breve provvede non solo a trovare un nuovo tetto per Eva, ma anche una famiglia d’elezione da Ophelia, pittrice sensibile e gattofila. È lei a spiegare a Eva che loro due si appartengono. Infatti Marian, ignorando i luoghi comuni che vogliono i gatti legati alla casa più che al padrone, considera casa solo Eva, che la porterà con sé in tutti i luoghi della sua vita. Insieme condivideranno amori, delusioni, gioie. E i numerosi viaggi, dall’Inghilterra alla Provenza, dalla Camargue a Milano, poi la Maremma. Confidente discreta e consigliere infallibile, forte della sua millenaria saggezza, Marian dimostra che, come aveva detto Ophelia, lei è il daimon di Eva, il suo spirito guida, a lei complementare e affine. “Tu hai scelto lei e lei ha scelto te. Non c’è altra spiegazione.” Tutti i grandi amori nascono così.
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### Sinossi
Chi ama i gatti riconoscerebbe un miagolio tra mille suoni. Soprattutto se è un miagolio di aiuto. Quando Eva lo sente e vede scivolare alla deriva sul Tamigi una scatola, non ci pensa due volte a buttarsi nell’acqua gelida per portarla in salvo. Quello che c’è dentro è un regalo del destino. Un gattino minuscolo, intirizzito e spaventato, con le fauci spalancate contro la mano crudele che l’ha messo lì. Pochi istanti e un sodalizio indistruttibile è nato. Eva non sa ancora che il gattino è una femmina e che sarà chiamata Marian, ma sa che non la lascerà più. Non importa se questo significa perdere sui due piedi la stanza che affitta da studentessa perché la padrona di casa odia scelleratamente i felini. Non importa trovarsi sola a Londra a vent’anni e non sapere dove andare. Marian è un nume tutelare e in breve provvede non solo a trovare un nuovo tetto per Eva, ma anche una famiglia d’elezione da Ophelia, pittrice sensibile e gattofila. È lei a spiegare a Eva che loro due si appartengono. Infatti Marian, ignorando i luoghi comuni che vogliono i gatti legati alla casa più che al padrone, considera casa solo Eva, che la porterà con sé in tutti i luoghi della sua vita. Insieme condivideranno amori, delusioni, gioie. E i numerosi viaggi, dall’Inghilterra alla Provenza, dalla Camargue a Milano, poi la Maremma. Confidente discreta e consigliere infallibile, forte della sua millenaria saggezza, Marian dimostra che, come aveva detto Ophelia, lei è il daimon di Eva, il suo spirito guida, a lei complementare e affine. “Tu hai scelto lei e lei ha scelto te. Non c’è altra spiegazione.” Tutti i grandi amori nascono così.

Maria Stuarda

Una donna coraggiosa travolta dalla Storia: così Stefan Zweig racconta Maria Stuarda, che nacque per essere regina e rimase vittima delle guerre di religione e degli intrighi di corte. Sovrana di Scozia, ma riconosciuta dai cattolici anche come monarca d’Inghilterra in opposizione alla cugina Elisabetta, Maria fu il fulcro, spesso suo malgrado, di numerosi complotti contro i protestanti. Ripercorrendo con slancio poetico la sua tormentata esistenza, Zweig sceglie di concentrarsi sugli anni del confronto con Elisabetta e del processo per alto tradimento. Ne emerge lo splendido ritratto letterario di una donna fedele ai suoi princìpi, devota al proprio credo, tragicamente umana in un’epoca devastata dal fanatismo e dalla sete di potere.
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Margherita di spine. Ascesa e caduta dell’inventore di GURU

Soldi, belle donne, suite principesche nei più costosi alberghi del mondo, e ancora ville, auto private, elicotteri, yacht… e un’azienda che continua a crescere aumentando vertiginosamente il fatturato mese dopo mese: le sue sette carte di credito strisciavano pagamenti per oltre 200.000 euro e le donne strisciavano ai suoi piedi. Una vita esagerata, condita da una creatività fuori dal comune, un istinto naturale per il marketing e una predisposizione all’eccesso, che portano Matteo Cambi a passare dal coraggio all’incoscienza, dalla lucidità manageriale al delirio di onnipotenza, fino ad arrivare a un passo dal precipizio. Attraverso la penna di Gabriele Parpiglia l’autore si racconta senza indulgenza e senza omettere nulla, con lucidità e senso critico: dalle feste faraoniche di Lele Mora e Flavio Briatore al mondo della Formula 1, dall’alcol all’inferno della cocaina, dai primi successi aziendali all’esplosione del marchio GURU in Italia e nel mondo, quando la maglietta con la margherita diventa oggetto del desiderio e simbolo indiscusso di moda. Un racconto che non dà tregua, come una corsa in discesa a tutta velocità verso la fama, i milioni, la droga. Finché il castello crolla, viene dichiarata bancarotta e si aprono le porte della prigione senza sconti per nessuno. Una condanna pesantissima. E infine la disintossicazione e il ritorno a una vita normale.
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Marco il sognatore. Il bambino che parlava alle cose

"La realtà non è sempre quella che pensiamo che sia: è anche quella che ci costruiamo dentro".

Sembra questo il leit motiv del recente libro di Nicola Bolaffi

Si cimenta così con un testo davvero interessante e solo apparentemente per bambini il giovane Nicola Bolaffi, già allievo della scuola ebraica di Torino, appartenente alla nota famiglia di filatelici e artista a tutto tondo. Per vero, la sua arte è la pittura, con la quale si misura da diversi anni con successo.

Il libro è una sorta di favola nella quale Marco, un bambino di otto anni, costretto a letto a causa di un incidente d’auto, sogna di entrare in contatto con le cose che lo circondano, e non solo. La sua fantasia e la sua immaginazione sembrano senza limiti perché lui parla alle cose e fa parlare le cose, con una scrittura veloce e piacevole che non lascia spazio alla noia. Persone, sentimenti, animali, giochi e cose di tutti i giorni si intrecciano così attraverso tante storie che si rincorrono l’un l’altra.

Marcia su Roma e dintorni

«Non pretendo di scrivere la storia del fascismo: io narro solo alcuni episodi legati alla mia vita… Il fascismo che io descriverò è il fascismo che ho visto sorgere, progredire, affermarsi… oggi ciascuno di noi porta con sé non solo idee ma anche e soprattutto passioni. Noi possiamo offrire la nostra testimonianza e le nostre impressioni: agli altri, il giudizio».
Emilio Lussu
In ventidue capitoli, brevi ma ricchi di informazioni, Emilio Lussu con un tono dolente e sarcastico insieme racconta ciò che ha visto e subíto dal 1919 al 1929, anno della sua avventurosa fuga da Lipari con Carlo Rosselli e Fausto Nitti: il sorgere e il dilagare del fascismo, soprattutto in Sardegna, manovre politiche, agitazioni di piazza, figure camaleontiche e macchiette popolari. A cominciare dai questori, giornalisti, deputati, professori, sindacalisti voltagabbana, descritti da Lussu nel loro tragico spessore.
Un documento imprescindibile rivolto in particolare alle nuove generazioni, che testimonia del contesto nazionale e delle sorti dell’Italia nel decennio di maggior abbrutimento civile della nostra storia e che rivela la forza di chi ha lottato fino all’ultimo, anche negli anni del dopoguerra, per una sinistra democratica.

Mappe Mentali Per Il Mondo Del Lavoro

Secondo le più recenti stime, circa duecento milioni di persone nel mondo usano quotidianamente le Mappe Mentali. Oggi che questo strumento ha raggiunto la sua piena maturità strategica, il loro creatore Tony Buzan insegna come applicare le Mappe Mentali al settore business, offrendo a manager, imprenditori e liberi professionisti l’opportunità di rivoluzionare il proprio modo di lavorare.Cosa sono le Mappe Mentali? Un approccio nuovo a progetti, idee e strategie.Il loro impatto visivo stimola potentemente l’immaginazione, l’associazione, la creatività e la memoria, conducendo all’esplorazione di soluzioni nuove e in precedenza inimmaginabili.Le Mappe Mentali vengono utilizzate per facilitare la gestione del tempo e dei progetti, la generazione di idee, il pensiero strategico, le negoziazioni, il controllo del rischio e altre fondamentali procedure di business.”Il Mind Mapping è contagioso perché funziona. Aiuta a percepire chiaramente l’essenziale, distinguendolo dal rumore di fondo