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Schiava, guerriera, regina

“Morgan Rice si propone con quella che promette di essere un’altra brillante serie, immergendoci in un fantasy pieno di valore, coraggio, magia e fede nel proprio destino. Morgan è riuscita di nuovo a creare un forte insieme di personaggi e a portarci a sostenerli pagina dopo pagina… Raccomandato per la biblioteca permanente di tutti i lettori che amano i fantasy ben scritti.”
–Books and Movie Reviews, Roberto Mattos (riferendosi a L’Ascesa dei Draghi)
Dall’autrice #1 campione d’incassi Morgan Rice arriva una nuova ampia serie fantasy.
La diciassettenne Ceres, una bellissima e povera ragazza della città imperiale di Delo, vive la dura e spietata vita di una persona comune. Di giorno consegna le armi forgiate da suo padre al palazzo e di notte si allena segretamente con i combattenti, desiderando di diventare una guerriera in una terra dove alle donne è vietato lottare. Si trova disperatamente ad essere venduta come schiava.
Il diciottenne principe Tano disprezza tutto ciò che la sua famiglia sostiene a corte. Odia il duro trattamento che riservano al popolo, soprattutto la brutale competizione – le Uccisioni – che si svolgono nel cuore della città. Desidera liberarsi dalle costrizioni della sua condizione, ma, essendo un ottimo guerriero, non vede una via d’uscita.
Quando Ceres sbalordisce la corte con i suoi poteri nascosti, si trova erroneamente imprigionata e destinata a una vita ancora peggiore di quanto potesse immaginare. Tano, innamorato, deve scegliere se rischiare tutto per lei. Ma, scagliata in un mondo di falsità e segreti letali, Ceres impara velocemente che ci sono coloro che governano e coloro che fungono da loro pedine. E che a volte essere scelti è la cosa peggiore che possa capitare.
SCHIAVA, GUERRIERA, REGINA racconta una storia epica di amore tragico, vendetta, tradimento, ambizione e destino. Piena di personaggi indimenticabili e di scene mozzafiato, ci trasporta in un mondo che non dimenticheremo mai, facendoci innamorare ancora una volta del genere fantasy.
Il Libro #2 in DI CORONE E DI GLORIA è di prossima uscita!

Schegge d’Amore

Dietro il freddo perenne, Parigi nasconde una magia unica e incredibile. Jocelyn lo sa, ma lo prova sulla sua pelle per la prima volta una sera in cima alla Torre Eiffel. Si è trasferita ormai da un po’, ma di Parigi conosce ancora troppo poco. Durante una delle sue passeggiate all’avanscoperta della città, incontra Clovis, un ragazzo dolce e simpatico, promesso sposo di una sua amica di infanzia. Tra le strade e i locali di Parigi, riuscirà Jocelyn a fare chiarezza nella sua mente e a riprendersi ogni pezzo del suo cuore?”Schegge d’amore” è lo spin-off di “Schegge del cuore”, pubblicato dall’autrice nel 2017.
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Scena Del Crimine

Marta Russo, O.J. Simpson, Gianfranco Stevanin. Storie di delitti, spesso senza un motivo apparente, a volte persino opera di un serial killer. Casi che hanno riempito le pagine dei giornali, che ci hanno tenuto con il fiato sospeso e che talvolta aspettano ancora una soluzione definitiva, la prova indiscutibile che incastra il colpevole. In ogni omicidio efferato, ma anche in un attentato terroristico, o in un suicidio, la “scena del crimine”, come la chiamano gli investigatori, è il luogo in cui tutto prende il via. È lì che gli inquirenti iniziano a rispondere alle fatidiche sei domande che segnano l’andamento di ogni indagine.
Carlo Lucarelli, scrittore di noir, autore e conduttore di trasmissioni televisive e Massimo Picozzi, psichiatra e criminologo, che ha condotto programmi di grande popolarità tornano insieme, dopo il successo di *Serial killer*, per raccontare i più celebri casi di cronaca nera che hanno insanguinato questi ultimi anni e per descriverci il modo in cui inquirenti e scienziati forensi ne sono venuti a capo ricorrendo alle più attuali tecniche investigative.

Scelta del Cuore

Serie Scelta del cuore, Libro 1

Come giovane uomo gay – e pantera mannara – tutto ciò che Jin Rayne desidera è un’esistenza normale. Dopo essere fuggito dal suo passato, vuole solo ricominciare da capo, ma la vecchia vita di Jin non vuole lasciarlo andare. Quando i suoi viaggi lo portano in una nuova città, incrocia la strada del capo della tribù di pantere locale. Logan Church è uno shock ed un enigma e Jin ha paura che Logan sia il compagno che teme ed anche l’amore della sua vita. Jin non vuole tornare al suo vecchio stile di vita ed accoppiarsi lo legherebbe irrevocabilmente ad esso.

Ma Jin è il compagno che Logan deve avere al suo fianco perché lo aiuti a guidare la tribù e non rinuncerà a Jin così facilmente. Ci vorranno tempo e fiducia perché Jin scopra la gioia dell’appartenere a Logan e come amare senza freni.

(source: Bol.com)

Scarlett: Il bacio del demone

Le lezioni stanno per ricominciare e a Scarlett la cosa non dispiace. Potrà riabbracciare le amiche e mettere fine alle vacanze, che per lei sono state caratterizzate dalla mancanza: Mikael, il suo ragazzo, se n’è dovuto andare per adempiere al proprio compito di Guardiano e ristabilire l’equilibrio tra il mondo degli umani e quello dei Demoni. Durante la festa di fine estate, una ragazza viene trovata morta nella propria tenda, inspiegabilmente vittima di un annegamento. Un Demone antico e potente sembra essersi risvegliato dalle acque e, senza Mikael ad aiutarla, Scarlett può contare solo su Vincent, l’affascinante Mezzo Demone della Vendetta. Ma può davvero fidarsi di lui? E a quale prezzo? Quando Mikael torna, Scarlett gli deve più di una spiegazione, e mentre lui combatte contro il Demone per proteggere gli umani, lei deve lottare per salvare il suo amore. Età di lettura: da 14 anni.

Scacco allo Zar. 1908-1910: Lenin a Capri, genesi della Rivoluzione

Pochi sanno che Lenin, il protagonista e simbolo della Rivoluzione d’Ottobre, tra il 1908 e il 1910 trascorse due periodi della sua vita a Capri, già all’epoca considerata una delle più belle isole del mondo, un paradiso terrestre frequentato dai nobili di tutta Europa, dai grandi capitani d’industria, dagli scrittori e dai rifugiati politici. Proprio di fronte ai Faraglioni, dopo la fallita rivoluzione del 1905, si era formata una piccola colonia di esuli russi, riunitisi attorno a Gorkij, scrittore di successo e fiore all’occhiello dei bolscevichi. All’interno di questo gruppo spiccavano alcuni importanti esponenti destinati a ruoli di primo piano nella Rivoluzione, da Bogdanov, responsabile della propaganda culturale del Partito socialdemocratico, a Lunacarskij, fino a Bazarov: una cerchia di intellettuali che darà vita alla cosiddetta Scuola di Capri, vero e proprio laboratorio di formazione per rivoluzionari basato su una concezione antiautoritaria del marxismo, una pericolosa deviazione dall’ortodossia secondo Lenin. Nell’aprile del 1908 Lenin sbarcò per la prima volta al molo di Capri, ufficialmente per un periodo di svago ma in realtà anche per controllare questi rivali interni: vi rimarrà per alcuni mesi, ritornandovi poi nel 1910 e intrecciando relazioni con il gotha dell’aristocrazia europea: dalla potentissima famiglia industriale dei Krupp, il cui capostipite fu coinvolto in uno scandalo sessuale proprio sull’isola e, distrutto nell’immagine, si suicidò…
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Scacco alla Torre

A Pisa, si tende a pensare, c’è solo la Torre che pende. Innanzitutto, ad essere precisi, le torri che pendono sono tre: e quella famosa, oltretutto, è quella meno inclinata.
Mi è venuto in mente che sarebbe stato bellino scrivere un libriccino su tutto quello che c’è, di significativo e di godibile, a Pisa. Non, intendiamoci, una vera e propria guida turistica. Piuttosto, un pot-pourri di aneddoti, descrizioni, impressioni. Qualcosa che possa colpire tutti, pisani e forestieri, esperti e novellini, gente colta e livornesi. Qualcosa che non spieghi, ma piuttosto incuriosisca. «Ti garberebbe?» gli ho chiesto io (che, d’altronde, sono pisano). «Dio Bono!» mi ha risposto lui. Ed eccoci qua.
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### Sinossi
A Pisa, si tende a pensare, c’è solo la Torre che pende. Innanzitutto, ad essere precisi, le torri che pendono sono tre: e quella famosa, oltretutto, è quella meno inclinata.
Mi è venuto in mente che sarebbe stato bellino scrivere un libriccino su tutto quello che c’è, di significativo e di godibile, a Pisa. Non, intendiamoci, una vera e propria guida turistica. Piuttosto, un pot-pourri di aneddoti, descrizioni, impressioni. Qualcosa che possa colpire tutti, pisani e forestieri, esperti e novellini, gente colta e livornesi. Qualcosa che non spieghi, ma piuttosto incuriosisca. «Ti garberebbe?» gli ho chiesto io (che, d’altronde, sono pisano). «Dio Bono!» mi ha risposto lui. Ed eccoci qua.

Scacco alla malavita

Diabolik ha reclutato tre criminali per mettere a segno uno dei suoi colpi. Ma al momento di agire i tre lo piantano in asso: evidentemente hanno trovato da fare qualcosa di più redditizio, e questo interessa al Re del Terrore.

Sbatti il matto in prima pagina

In dieci anni, tra il 1968 e il 1978, matura il clima che porterà l’Italia, primo paese al mondo, alla chiusura dei manicomi. In questo contesto il ruolo dei quotidiani è fondamentale: grazie alle loro inchieste e alle interviste, cronisti, inviati e opinionisti contribuiscono a sensibilizzare l’opinione pubblica sugli orrori nascosti dentro le mura degli ospedali psichiatrici, dove poveri, anziani, omosessuali e bambini disabili vengono di rado curati e quasi sempre segregati e maltrattati, sino a far perdere loro ogni dignità umana. Attraverso gli articoli delle maggiori testate giornalistiche nazionali, questo lavoro ricostruisce la storia di quegli anni così significativi: a raccontarla sono i protagonisti della cultura del tempo, da Indro Montanelli ad Angelo Del Boca, da Dacia Maraini a Natalia Aspesi, ma anche intellettuali internazionali come Michel Foucault, Noam Chomsky e Jean-Paul Sartre. Migliaia di personaggi e oltre mille articoli di giornale per ricostruire la cultura dell’epoca, l’ignavia e le controversie attorno alla malattia mentale: medici che non vedono, sindacati che proteggono i propri iscritti, partiti attenti a non urtare gli elettori e lo stesso Franco Basaglia contrario alla legge che porta il suo nome. Emerge uno scenario diverso da quello generalmente immaginato, nel quale diventano evidenti i retroscena dei controversi atteggiamenti dei politici, che contrastano le aperture progressiste di innovatori ormai dimenticati. Nel 1978, dopo anni di dibattito intensissimo, anche grazie alla diffusione dei quotidiani, la situazione non può più essere ignorata: quelli che il Ministro della Sanità, Luigi Mariotti, nel 1965 aveva definito ‘lager’, chiudono finalmente i battenti.

(source: Bol.com)

Satantango

Il comunismo è ormai al tramonto e nella fangosa campagna ungherese quel che resta di una comunità di individui abbrutiti vive una vita senza speranza in una cooperativa agricola ormai in sfacelo. Tutti vogliono andarsene e sperano in un futuro migliore grazie al denaro che riceveranno dalla chiusura della loro fattoria collettiva. Quando all’improvviso si diffonde la notizia che il carismatico Irimiás, sparito due anni prima e dato ormai da tutti per morto, è stato visto sulla strada che porta al villaggio e sta per tornare pare un miracolo. È l’inizio dell’attesa, dell’avvento incombente di qualcosa che li può liberare ma che avrà pesanti conseguenze sulle loro vite disperate. Si troveranno infatti a far fronte non solo alle astuzie di Irimiás, ma anche ai conflitti che li dividono. Questo capolavoro dark, primo libro di Krasznahorkai pubblicato nel 1985 in Ungheria, è ormai considerato un vero e proprio classico contemporaneo.
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### Sinossi
Il comunismo è ormai al tramonto e nella fangosa campagna ungherese quel che resta di una comunità di individui abbrutiti vive una vita senza speranza in una cooperativa agricola ormai in sfacelo. Tutti vogliono andarsene e sperano in un futuro migliore grazie al denaro che riceveranno dalla chiusura della loro fattoria collettiva. Quando all’improvviso si diffonde la notizia che il carismatico Irimiás, sparito due anni prima e dato ormai da tutti per morto, è stato visto sulla strada che porta al villaggio e sta per tornare pare un miracolo. È l’inizio dell’attesa, dell’avvento incombente di qualcosa che li può liberare ma che avrà pesanti conseguenze sulle loro vite disperate. Si troveranno infatti a far fronte non solo alle astuzie di Irimiás, ma anche ai conflitti che li dividono. Questo capolavoro dark, primo libro di Krasznahorkai pubblicato nel 1985 in Ungheria, è ormai considerato un vero e proprio classico contemporaneo.

Satana dei miracoli

Esistono, nella science fiction tradizionale, numerosi romanzi che presentano i robot ribelli all’uomo e con l’uomo in lotta per la conquista dell’egemonia del mondo; è una di quelle trappole affascinanti e pericolose in cui si è buttato persino Lord Dunsany, uno dei maestri riconosciuti della narrativa fantastica del nostro secolo, che tuttavia in The Last Revolution, cedendo a questo tema vieto, è sceso al livello di un principiante: da un punto di vista tematico se non da quello stilistico, poiché l’eleganza di Dunsany non è cosa che possa venir corrotta neppure da un tema sbagliato. Meno numerosi, ma per contro più importanti, esistono racconti e romanzi che presentano i robot come strumento, autentico o sedicente, di una volontà superiore: i lettori italiani conoscono il Cutie di Asimov, robot cartesiano che si costruisce una filosofia e finisce per adorare il generatore d’energia della astronave e per autoproclamarsi interprete e profeta dei suoi voleri; e il robot minorenne di un intelligente romanzo di Randall Garrett, che diventa maniaco religioso combinando nei propri circuiti le nozioni derivate dalla lettura di un testo di logica simbolica con la certezza della propria infallibilità; e, per contro, il robàsino di Anthony Boucher, che aiuta l’incredulo monaco nella ricerca della Verità. E ancora, i robot mandati dai generali a combattere l’ultima battaglia contro il Nemico, e che Sheckley fa paradossalmente assurgere al cielo. Con una tecnica che sottolinea una sua crescente congenialità con Philip K. Dick, Ugo Malaguti, come spesso ama fare il vincitore dell’Hugo 1963, ha preso un tema tradizionale e l’ha modificato, rovesciandolo come un guanto, e ne ha ricavato una situazione nuovissima, in questo Satana dei miracoli. Come in certi romanzi tradizionali, qui i robot dominano, o meglio cercano di dominare il mondo: e lo fanno in nome di Dio: così che gli uomini si rifugiano nel culto di Satana, arricchendolo di miti fantasiosi e assurdi, eppure carichi di un’acre poesia, dì una ribellione che è desiderio sconfinato di libertà. Ma Dio e Satana sono divenuti, attraverso la perversione ideologica dei robot e la rabbiosa difesa degli umani, due concetti ben diversi da quelli che noi conosciamo. L’isterismo fanatico dei robot ha fatto di Dio, agli occhi degli umani, una entità odiosa, dittatoriale; e Satana, se non è divenuto il Lucifero romantico emblema del tormento interiore umano e meno ancora il Satana carducciano, simbolo del progresso, se ha ancora tra i suoi cultori, streghe non meno isteriche di quelle appartenute alla storia del nostro recente passato e visionari allucinati e confusi, ha un suo valore ideale come opposizione aperta alla concezione di un Dio che i robot hanno reso meschino e vendicativo. Tra uomini e robot, che si dividono, odiandosi, il mondo, stanno i Lontani, una presenza allusiva e misteriosa e sfuggente che a volte pare farsi mediatrice tra le due forze opposte, a volte pare rifiutare ogni impegno, in nome di una saggezza nebulosa, proclamando brandelli di verità che nessuno, né gli uomini né i robot, hanno la lucidità e il coraggio di accettare: Dio e Satana non sono ciò che robot e uomini dipingono; le due entità antagoniste della religione dimenticata hanno perduto davanti agli occhi ottenebrati degli abitanti della Terra la fisionomia autentica, e ciò che i robot venerano come Dio e ciò che gli uomini venerano come Satana sono soltanto proiezioni vane e menzognere delle loro mentalità distorte. In questa situazione potenzialmente esplosiva e sovraccarica, ogni giorno, di episodi orribili (i robot che bruciano sui roghi gli Eretici e le Streghe, gli umani che bruciano sui roghi i Santi e le Sante) proprio alla vigilia di una festa che rinnova gli antichissimi riti della primavera, appare nel cielo l’ombra di una astronave. A partire da quell’istante, le azioni frenetiche precederanno ogni tentativo di analisi, e uomini e robot si aggrapperanno ancora più ferocemente ai loro istinti di razionalizzazione ad ogni costo, fino alla catastrofe che tuttavia — secondo una linea tipicamente malagutiana — non porterà alla catarsi. Il tema di questo romanzo, come si vede, è non soltanto scabroso, ma anche difficile e terribile: sarebbe stato molto facile, per un autore che non possedesse l’innato senso della misura di Malaguti, abbandonarsi a una successione di scene truculente, alla ricerca dell’effetto e dell’orrore. Di fronte a un tema feroce e disperato, con una intuizione ammirevole, Malaguti ha scelto di trattarlo con un tono particolare, fortemente lirico, accentuando la suggestione quasi simakiana, della presenza dei Lontani, gli interventi — che sanno più di sogno che di allucinazione — delle Ombre e delle Voci, delle farfalle e dei pezzi degli scacchi che si rivolgono al protagonista, Astaroth, riconosciuto Inviato di Satana a furor di popolo, un personaggio limpido e ambiguo, spontaneo e insieme sottilmente potenziato e incrinato da dubbi e da eresie incipienti, che con l’antieroe del Sistema del benessere ha in comune la ricerca di se stesso attraverso il contatto con gli altri esseri umani, ma possiede una personalità più ricca di sfaccettature, una vena sotterranea e invincibile di malinconia e di sfiducia verso se stesso, emblematicamente rappresentata nel suo assurdo e ostinato desiderio di sfidare Satana in una partita a scacchi: per trarne, anche se Astaroth non se ne rende conto, un’esatta misura del proprio io. E attorno a questo groviglio di perversioni morali e di dubbi, di ignoranze proclamate verità, di isterismi collettivi, fiorisce la primavera, e i Monti Violetti si levano a circoscrivere un panorama intenso e incantevole. Contrariamente a ciò che si potrebbe dedurre dal breve accenno alle situazioni del romanzo, Satana dei miracoli non è, tuttavia, un romanzo esoterico; nonostante quello che gli uomini e i robot credono, uomini e robot sono soli nella loro lotta, non hanno Dio e Satana che li guidano e li assistono, i miracoli avvengono solo nell’immaginazione esaltata dei protagonisti: Dio contempla con infinita commiserazione gli uomini che l’hanno rinnegato e con sdegno i robot che affermano di compiere la Sua volontà; ma quella lotta è in fondo soltanto la lotta degli uomini contro se stessi, contro il prodotto cibernetico aberrante della loro ragione. Contrariamente a quanto può sembrare, non è un romanzo religioso, né antireligioso: è il romanzo di una condizione umana, di una contraddizione ideologica che di religione ha soltanto un pretesto abusivo: il nodo della vicenda è un problema non ideologico ma tecnologico. E il fatto stesso che questo tema complesso e bruciante sia stato affrontato e sviluppato da un autore che — per quanto abbia già dato prove straordinarie — ha solamente ventun anni, è una conferma della continua e costante ascesa di Ugo Malaguti: quanti hanno letto Il Sistema del benessere vi scopriranno non soltanto una più complessa e più profonda ansia di ricerca, ma anche una conquista preziosa: una affinata abilità stilistica, una suggestione più compiuta e più viva. Alla durezza spietata e franca di certe scene del Sistema si sostituisce qui una maggiore ricchezza di sfumature, e l’angoscia è resa attraverso brividi insonni, la ferocia è suggerita più che brutalmente prospettata, e acquista rilievo e dimensioni da incubo nel contrasto onnipresente con il rifiorire della natura, divenuta qui simbolo non di una speranza, come sarebbe stato tanto più facile, ma di una specie di suprema e vendicativa indifferenza della realtà nei confronti degli esseri umani che si accaniscono a costruirsi un autentico inferno in vita, con la loro cecità e il loro odio. Satana dei miracoli è poi un romanzo importante anche sotto un altro aspetto: non è infatti infrequente, anche nel sopravvalutato mondo del mainstream, che un autore molto giovane realizzi un ottimo romanzo come opera prima: ma, realizzandolo, esaurisca in esso tutte le sue capacità inventive, tutta la carica della propria umanità, esprimendovisi così compiutamente che non resta altro, in lui, se non schegge e scorie con le quali gli sarà arduo comporre, in seguito, un altro romanzo di qualche dignità: nel rogo del primo romanzo l’autore ha bruciato tutto, per così dire, e vi si è annientato completamente. Ora (pur considerando il fatto che Ugo Malaguti aveva già all’attivo piacevoli e movimentati romanzi avventurosi) qualcuno avrebbe potuto temere che, sul piano della narrativa ipotetica impegnata, Malaguti si fosse completamente consumato nelle creazioni de Il Sistema del benessere: è accaduto, in fondo, a molti autori mainstream che vennero celebrati alloro apparire come prodigi e che dopo una prima opera si spensero in scialbe ripetizioni di quell’esordio fortunato. Satana dei miracoli è al contrario la dimostrazione che Ugo Malaguti è un autore nato: questo suo secondo romanzo, anziché essere una stanca ripetizione del primo, è completamente nuovo, e migliore, e stilisticamente più affinato: ma non è neppure una semplice conferma, è qualcosa di più, è un passo avanti, uno stadio superiore. E per chi, come la sottoscritta, ha sempre avuto fiducia, fin dall’inizio, nella vocazione e nelle qualità non effimere di questo giovane e formidabile autore, Satana dei miracoli non può essere altro se non un motivo di legittima immensa soddisfazione.

Sarti Antonio e l’amico americano

 
***EmmeBooks 67***
Quando uno studente americano, con la fortuna di abitare un appartamento tutto suo, stimato da professori e apprezzato da una contessa, proprietario di una valigia piena di bei dollari americani, vola, completamente nudo, dalla finestra del terzo piano, qualcosa non torna. Raimondi Cesare, ispettore capo, non ha dubbi e dice subito: «Suicidio!» e a Sarti Antonio, sergente, non resta che confermare e stendere il verbale. Ma quando l’archivista legge le conclusioni sul rapporto e si mette a ridere, e Rosas, il talpone, esclude che l’amico americano sia un tipo da suicidio, allora Sarti Antonio è assalito da dubbi e rimorsi. Se non soffrisse di dubbi e rimorsi, se tirasse a campare, come molti dei suoi più qualificati colleghi, non avrebbe attacchi di colite e non si mangerebbe il fegato. Ma ognuno è com’è e Sarti Antonio, sergente, finisce per rimestare in uno scandalo che ha proporzioni internazionali e coinvolge personaggi talmente in alto da far venire le vertigini. Dietro l’angolo c’è una giovane contessa che fa l’amore solo in situazioni anomale e un gruppo di mafiosi che sta mettendo radici a Bologna..; Una città che diventa sempre più ostile ai questurini dello stampo di Sarti Antonio, sergente.

Sarti Antonio e il mistero cinese

Sarti Antonio anche ad agosto lavora, in una Bologna solo apparentemente tranquilla. A Ferragosto un misterioso ladro entra nel palazzo Baldoni Cavezzani, ruba un prezioso crocifisso del Trecento e al suo posto lascia una foto polaroid su cui ha scritto un misterioso messaggio: LH 260 DC. Nei giorni successivi i furti di oggetti preziosi si ripetono seguendo lo stesso schema.
Che cosa significa la formula misteriosa? Ed è quella la pista da seguire? Sarti Antonio brancola nel buio e sicuramente non caverebbe un ragno da un buco se non intervenissero il talpone Rosas e quel ficcanaso di Stecco.

Sarà un disastro, garantito

Tania ha quasi trent’anni e la testa infarcita di pizzi bianchi e torte nuziali. Ha una serie poco invidiabile di ex dalle fissazioni ipocaloriche e di feste di compleanno finite in tragedia. Ha un lavoro che le permette di leggere e una migliore amica dalla vita perfetta e dal perfetto tempismo quando si tratta di consolarla. E poi, Tania conosce una bambina con un cerchietto rosso e un papà prestante. Tra ricorrenze funebri e attacchi allergici, la novella principessa senza scettro e corona di questo romanzo trascina il lettore in un vortice di eventi, perlopiù sventurati, e di situazioni tragicomiche dall’impatto esilarante.
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Santiago 544

11 Settembre 1973: la maledizione si abbatte sul Cile guidato da Salvator Allende. Bombardamenti, rastrellamenti, internamenti. Insurrezione popolare? Tutto il contrario: golpe finanziato dalla CIA. Santorini e Murphy, operatori dell’Agenzia, sono in prima linea. Ma l’obiettivo, quello vero, non è la politica: sono i giacimenti di uranio. Così, mentre un intero popolo sproonda nel baratro delle stragi e delle torture, Santorini e Murphy ne escono con le tasche piene di dollari. 20 Dicembre 1989, nuova data maledetta: invasione americana di Panama. Santorini e Murphy sono ancora sulla breccia: dall’uranio alla cocaina. Solo che questa volta ci sarà un prezzo da pagare.