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Il milione

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Fra il 1298 e 1299, nelle carceri di Genova, Marco Polo detta al compagno di prigionia, Rustichello da Pisa, il suo resoconto del viaggio compiuto in Cina nel 1271: “Le Divisament da Monde”. Scritto nella redazione originale in franco-italiano, il libro sarà ben presto noto con il titolo di Milione, dal soprannome di tutta la stirpe dei Polo, da Emilione, nome di un antenato della famiglia. Marco si occuperà, sino alla morte, di affari e commercio e soprattutto della diffusione del suo libro che, ben presto volgarizzato, circolerà in versioni toscane più o meno fedeli, e riscuoterà fin dai primi del Trecento, un notevole successo.

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Fra il 1298 e 1299, nelle carceri di Genova, Marco Polo detta al compagno di prigionia, Rustichello da Pisa, il suo resoconto del viaggio compiuto in Cina nel 1271: “Le Divisament da Monde”. Scritto nella redazione originale in franco-italiano, il libro sarà ben presto noto con il titolo di Milione, dal soprannome di tutta la stirpe dei Polo, da Emilione, nome di un antenato della famiglia. Marco si occuperà, sino alla morte, di affari e commercio e soprattutto della diffusione del suo libro che, ben presto volgarizzato, circolerà in versioni toscane più o meno fedeli, e riscuoterà fin dai primi del Trecento, un notevole successo.

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Il Miliardario Romantico

ATTENZIONE: Questo testo è riservato ad un pubblico adulto. Se sei minorenne non acquistarlo. Il testo contiene materiale erotico come il seguente.
** *Il clitoride di Abby stava ancora tremando e la sua pelle delicata pulsava ancora nelle vampate dell’orgasmo. Strinse forte le dita sui capelli di Cole mentre lui ricominciava a leccare, con maggiore vigore, spingendola di nuovo in un istante di godimento. Era quello che lei voleva, ardentemente. L’unica cosa che aveva in mente quella sera era guardarlo nei suoi occhi chiari mentre si muoveva sopra di lei, dentro di lei. Gli toccò il braccio per avere la sua attenzione, poi fece si che si alzasse verso di lei, per baciarla.* **
Josh Hamilton è una talpa all’interno della compagnia.
Abigail sta andando ad un appuntamento con lui.
Abigail dice a Cole del suo appuntamento.
Cole sa che Josh è la talpa.
Cole è preoccupato.
Cole vuole sapere quello che Josh ha in mente.
Si tratta solo di un appuntamento tra colleghi?
Josh gli porterà via Abigail?
Cole saprà cos’è successo all’appuntamento?
Compra il libro e scoprilo!!

ATTENZIONE: Questo testo è riservato ad un pubblico adulto. Se sei minorenne non acquistarlo. Il testo contiene materiale erotico come il seguente.
** *Il clitoride di Abby stava ancora tremando e la sua pelle delicata pulsava ancora nelle vampate dell’orgasmo. Strinse forte le dita sui capelli di Cole mentre lui ricominciava a leccare, con maggiore vigore, spingendola di nuovo in un istante di godimento. Era quello che lei voleva, ardentemente. L’unica cosa che aveva in mente quella sera era guardarlo nei suoi occhi chiari mentre si muoveva sopra di lei, dentro di lei. Gli toccò il braccio per avere la sua attenzione, poi fece si che si alzasse verso di lei, per baciarla.* **
Josh Hamilton è una talpa all’interno della compagnia.
Abigail sta andando ad un appuntamento con lui.
Abigail dice a Cole del suo appuntamento.
Cole sa che Josh è la talpa.
Cole è preoccupato.
Cole vuole sapere quello che Josh ha in mente.
Si tratta solo di un appuntamento tra colleghi?
Josh gli porterà via Abigail?
Cole saprà cos’è successo all’appuntamento?
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Milano è una selva oscura

Milano è una selva oscura by Laura Pariani
«Che mi domando e dico: cos’ho mai fatto nella mia vita, oltre a scappare? Il Dante sorride tra sé mentre prova a rispondere… Ché se la vita la fosse un catalogo, potrebbe scriverci: andato in guerra, dato lezioni, emigrato, sposato, diventato padre, ammalato, confinato, letto libri, scritto quatter patanflànn di poesie, viaggiato di notte su un camion per un sacco di riso e una tolla di latte condensato da portare alla Milena, urlato per i bombardamenti, gridato d’allegria nel sole di aprile, venduto libri, perduto il lavoro, finito sotto processo, ben pistaa in la pirotta, camminato… Insomma, una lista lunga, e non sempre di faccende volgari».
Ma di tutto questo nella borsa «degli Avanzi» che porta a tracolla restano solo poveri «barlafüs», destinati a finire insieme al Dante «in pasto ai vermi – ipotesi umile – o ai corvi – ipotesi romantica – o agli avvoltoi – ipotesi eroica – o ai piccioni – ipotesi terratèrra».
Il Dante si sente diverso dalle altre lingére, che per paura e vergogna non amano mostrarsi e si rintanano nei loro cantucci. A fargli mantenere la testa alta è la cultura di cui nella sua famiglia adottiva si è nutrito fin da piccolo: non ha mai chiesto l’elemosina, e non frequenta neppure il refettorio della San Vincenzo; da quelle «dame del biscottino» «non ci va non ci va non ci va», perché dovrebbe in cambio fare il segno della croce. «Mangià e bev in santa libertà, diga chi voer, l’è on gust cont i barbìs», scriveva il Porta. Parole sante, secondo il Dante, ché anche il primo dei poeti milanesi «l’era della razza dei poerìtt ma gnücch».
Lui preferisce accettare quello che la gente gli offre in cambio di un calembour, di una storia ben raccontata o della recita di una poesia. E sa star bene con gli amici, con cui spartire le cicche e un po’ di grappa. Intanto rimescola tra sé e sé riflessioni sul mondo, filastrocche, citazioni, frammenti di ricordi o forse di sogni: «memorie che si somministra da solo col gusto di chi fa un solitario…»
Fino a quando il suo destino non si compie nel «punto preciso in cui poggiare l’orecchio per terra di modo da sentire battere il polso della città».

Milano è una selva oscura by Laura Pariani
«Che mi domando e dico: cos’ho mai fatto nella mia vita, oltre a scappare? Il Dante sorride tra sé mentre prova a rispondere… Ché se la vita la fosse un catalogo, potrebbe scriverci: andato in guerra, dato lezioni, emigrato, sposato, diventato padre, ammalato, confinato, letto libri, scritto quatter patanflànn di poesie, viaggiato di notte su un camion per un sacco di riso e una tolla di latte condensato da portare alla Milena, urlato per i bombardamenti, gridato d’allegria nel sole di aprile, venduto libri, perduto il lavoro, finito sotto processo, ben pistaa in la pirotta, camminato… Insomma, una lista lunga, e non sempre di faccende volgari».
Ma di tutto questo nella borsa «degli Avanzi» che porta a tracolla restano solo poveri «barlafüs», destinati a finire insieme al Dante «in pasto ai vermi – ipotesi umile – o ai corvi – ipotesi romantica – o agli avvoltoi – ipotesi eroica – o ai piccioni – ipotesi terratèrra».
Il Dante si sente diverso dalle altre lingére, che per paura e vergogna non amano mostrarsi e si rintanano nei loro cantucci. A fargli mantenere la testa alta è la cultura di cui nella sua famiglia adottiva si è nutrito fin da piccolo: non ha mai chiesto l’elemosina, e non frequenta neppure il refettorio della San Vincenzo; da quelle «dame del biscottino» «non ci va non ci va non ci va», perché dovrebbe in cambio fare il segno della croce. «Mangià e bev in santa libertà, diga chi voer, l’è on gust cont i barbìs», scriveva il Porta. Parole sante, secondo il Dante, ché anche il primo dei poeti milanesi «l’era della razza dei poerìtt ma gnücch».
Lui preferisce accettare quello che la gente gli offre in cambio di un calembour, di una storia ben raccontata o della recita di una poesia. E sa star bene con gli amici, con cui spartire le cicche e un po’ di grappa. Intanto rimescola tra sé e sé riflessioni sul mondo, filastrocche, citazioni, frammenti di ricordi o forse di sogni: «memorie che si somministra da solo col gusto di chi fa un solitario…»
Fino a quando il suo destino non si compie nel «punto preciso in cui poggiare l’orecchio per terra di modo da sentire battere il polso della città».

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Milano e il secolo delle città

L’inizio del nuovo millennio sta portando alla ribalta le grandi città del mondo come luoghi della sperimentazione del futuro del pianeta e insieme come protagoniste della competizione a livello globale: città come Los Angeles, Londra e Tokyo hanno un ruolo di guida economica e identitaria sia per se stesse sia per i Paesi che rappresentano. L’Italia è un Paese fondato sulle città e la nostra storia – dall’epoca dei comuni alle istanze autonomiste odierne – ci ricorda quanto l’attaccamento alla comunità locale sia spesso più forte del legame con lo stato centrale. Ma oggi l’avvento delle megacity impone un cambiamento di politica che ci consenta di superare la frammentarietà e riuscire a giocare con successo un ruolo di rilievo nel “secolo delle città”. In questa prospettiva un’ispirazione per l’Italia può venire da Milano, ritenuta in questi anni un modello dalle più autorevoli agenzie internazionali, dalle aziende, dai turisti, dai milanesi stessi. Una città dalla storia millenaria, operosa e solidale, a cui il XXI secolo ha impresso una nuova marcia. Expo 2015 ha creato un tessuto vitale in cui Università, creatività, tecnologia, impresa e cultura hanno disegnato la Milano internazionale e contemporanea di oggi. Unica in Italia. Una città che deve ancora risolvere sfide impegnative ma che è disponibile a guidare il confronto internazionale e insieme a consegnare al Paese una serie di buone pratiche da imitare: le battaglie per la legalità, la solidarietà, la gestione virtuosa dei servizi, la sensibilità ambientale. Giuseppe Sala, sindaco di Milano e artefice del successo di Expo, racconta l’identità complessa di questa città e dimostra, anche e soprattutto a chi la guarda con diffidenza, perché oggi essa rappresenta una grande opportunità per l’Italia e per l’Europa. ” Milano oggi è una città capace di farsi domande e di costruire risposte. Il coraggio io lo intendo così: guardare il mondo con ampiezza di vedute e provare a cambiarlo.”

(source: Bol.com)

L’inizio del nuovo millennio sta portando alla ribalta le grandi città del mondo come luoghi della sperimentazione del futuro del pianeta e insieme come protagoniste della competizione a livello globale: città come Los Angeles, Londra e Tokyo hanno un ruolo di guida economica e identitaria sia per se stesse sia per i Paesi che rappresentano. L’Italia è un Paese fondato sulle città e la nostra storia – dall’epoca dei comuni alle istanze autonomiste odierne – ci ricorda quanto l’attaccamento alla comunità locale sia spesso più forte del legame con lo stato centrale. Ma oggi l’avvento delle megacity impone un cambiamento di politica che ci consenta di superare la frammentarietà e riuscire a giocare con successo un ruolo di rilievo nel “secolo delle città”. In questa prospettiva un’ispirazione per l’Italia può venire da Milano, ritenuta in questi anni un modello dalle più autorevoli agenzie internazionali, dalle aziende, dai turisti, dai milanesi stessi. Una città dalla storia millenaria, operosa e solidale, a cui il XXI secolo ha impresso una nuova marcia. Expo 2015 ha creato un tessuto vitale in cui Università, creatività, tecnologia, impresa e cultura hanno disegnato la Milano internazionale e contemporanea di oggi. Unica in Italia. Una città che deve ancora risolvere sfide impegnative ma che è disponibile a guidare il confronto internazionale e insieme a consegnare al Paese una serie di buone pratiche da imitare: le battaglie per la legalità, la solidarietà, la gestione virtuosa dei servizi, la sensibilità ambientale. Giuseppe Sala, sindaco di Milano e artefice del successo di Expo, racconta l’identità complessa di questa città e dimostra, anche e soprattutto a chi la guarda con diffidenza, perché oggi essa rappresenta una grande opportunità per l’Italia e per l’Europa. ” Milano oggi è una città capace di farsi domande e di costruire risposte. Il coraggio io lo intendo così: guardare il mondo con ampiezza di vedute e provare a cambiarlo.”

(source: Bol.com)

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Migrazioni

Migrazioni by Carmen Yáñez
**Carmen Yáñez** ha attraversato e condiviso lo stesso destino, la stessa condizione allargata di esperienza e conoscenza di molti esuli del passato: per salvarsi, ha dovuto lasciare la sua terra, cominciare il lungo **pellegrinaggio **dell’emigrato, soffrire le stesse pene, coltivare il seme coraggioso, spesso addirittura folle, della **speranza**. Fuggiva da una dittatura, ma allora forse nessuno le ha chiesto di qualificarsi come esule, migrante, rifugiata… Non sente il bisogno di distinguere tra queste condizioni neanche ora, quando con versi sofferti e umanità palpitante compie a ritroso questo viaggio poetico nel pianeta della migrazione. Persone che fuggono dalla fame, dalla miseria, dalla guerra o dalla persecuzione politica su precarie imbarcazioni, su camion crivellati di proiettili, su treni merci sgangherati che arrivano dagli angoli estremi della terra: in tutti loro Carmen Yáñez vede la stessa umanità che attraversa un «incerto paesaggio di strani sogni» in cerca di un approdo definitivo. Uomini e donne coraggiosi e disperati, pronti, pur di darsi una possibilità, a inventarsi una terra che è solo un angolo di pace da immaginare, «senza spigoli né coltelli», dove curare le «ferite di imprecisate battaglie». Un’isola che non c’è, che solo una poesia impastata d’amore, una poesia che è memoria e balsamo, può far toccare.

Migrazioni by Carmen Yáñez
**Carmen Yáñez** ha attraversato e condiviso lo stesso destino, la stessa condizione allargata di esperienza e conoscenza di molti esuli del passato: per salvarsi, ha dovuto lasciare la sua terra, cominciare il lungo **pellegrinaggio **dell’emigrato, soffrire le stesse pene, coltivare il seme coraggioso, spesso addirittura folle, della **speranza**. Fuggiva da una dittatura, ma allora forse nessuno le ha chiesto di qualificarsi come esule, migrante, rifugiata… Non sente il bisogno di distinguere tra queste condizioni neanche ora, quando con versi sofferti e umanità palpitante compie a ritroso questo viaggio poetico nel pianeta della migrazione. Persone che fuggono dalla fame, dalla miseria, dalla guerra o dalla persecuzione politica su precarie imbarcazioni, su camion crivellati di proiettili, su treni merci sgangherati che arrivano dagli angoli estremi della terra: in tutti loro Carmen Yáñez vede la stessa umanità che attraversa un «incerto paesaggio di strani sogni» in cerca di un approdo definitivo. Uomini e donne coraggiosi e disperati, pronti, pur di darsi una possibilità, a inventarsi una terra che è solo un angolo di pace da immaginare, «senza spigoli né coltelli», dove curare le «ferite di imprecisate battaglie». Un’isola che non c’è, che solo una poesia impastata d’amore, una poesia che è memoria e balsamo, può far toccare.

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I Migliori Racconti Di Padre Brown

I migliori racconti di Padre Brown by Chesterton Gilbert Keith
Un minuto prete cattolico dal viso rotondo, ingenuo e impacciato all’apparenza, nasconde uno strano investigatore che nulla ha da invidiare al campione del metodo scientifico, il detective Sherlock Holmes. Padre Brown non è uno scienziato e le sue indagini sono del tutto particolari: egli non cerca il criminale da punire ma l’uomo da far ricredere e l’anima da recuperare. Ancor prima dei malfattori, saranno le falsità e le ipocrisie a cadere nelle sue trappole sotto i colpi di arguti ragionamenti. A Chesterton il merito di aver coniato una nuova declinazione del genere poliziesco che diverte, appassiona e ispira da oltre un secolo, capace di stillare gemme di riflessione morale senza nulla togliere al sano intrigo della migliore tradizione del giallo d’Oltremanica. I racconti contenuti nell’antologia sono:La croce azzurra, Il passo strano, La parrucca rossa, La freccia del cielo, Il segreto di Padre Brown, Il lutto del signore di Marne, Il segreto di Flambeau, Il libro maledetto.

I migliori racconti di Padre Brown by Chesterton Gilbert Keith
Un minuto prete cattolico dal viso rotondo, ingenuo e impacciato all’apparenza, nasconde uno strano investigatore che nulla ha da invidiare al campione del metodo scientifico, il detective Sherlock Holmes. Padre Brown non è uno scienziato e le sue indagini sono del tutto particolari: egli non cerca il criminale da punire ma l’uomo da far ricredere e l’anima da recuperare. Ancor prima dei malfattori, saranno le falsità e le ipocrisie a cadere nelle sue trappole sotto i colpi di arguti ragionamenti. A Chesterton il merito di aver coniato una nuova declinazione del genere poliziesco che diverte, appassiona e ispira da oltre un secolo, capace di stillare gemme di riflessione morale senza nulla togliere al sano intrigo della migliore tradizione del giallo d’Oltremanica. I racconti contenuti nell’antologia sono:La croce azzurra, Il passo strano, La parrucca rossa, La freccia del cielo, Il segreto di Padre Brown, Il lutto del signore di Marne, Il segreto di Flambeau, Il libro maledetto.

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Il Migliore Discorso Della Tua Vita: Come Imparare a Parlare in Pubblico

La capacità di parlare in pubblico è un’arte antica quanto il linguaggio. Uomini e donne si riunivano intorno al fuoco per ascoltare storie che sapessero farli viaggiare nel tempo e nello spazio. I bravi narratori riuscivano a creare immagini, suscitare speranze, ispirare sogni nella mente di chi li ascoltava. Dal piccolo accampamento iniziale all’iperconnesso mondo contemporaneo, il potere dell’oralità è cresciuto a dismisura, così come la responsabilità di chi sale su un palco e condivide le proprie idee.
E la «condivisione delle idee per il bene di tutti» è la missione che il TED si è dato. Nato negli anni Ottanta come programma annuale di conferenze inerenti tecnologia, intrattenimento e design (TED è l’acronimo di *Technology*, *Entertainment*, *Design*), sotto la guida di Chris Anderson, che dal 2001 ne è il curatore, il TED è diventato un’organizzazione mediatica dedicata alla diffusione delle idee a livello globale. Con la messa online dei video delle sue conferenze, a partire dal 2006, le TED Conference raggiungono oggi il miliardo di visualizzazioni ogni anno.
Fedele alla filosofia del TED, con questo manuale Anderson vuole condividere con il mondo l’idea che più gli sta a cuore: il modo migliore per veicolare le idee. E lo fa non solo svelando i trucchi per diventare eccellenti oratori – provare il discorso all’infinito, suscitare empatia, indossare gli abiti giusti – ma proponendo una nuova concezione del parlare in pubblico. Perché non esiste un unico «modello TED Talk» a cui ispirarsi: ogni oratore è unico, e così ogni discorso. Ma chi prende la parola deve imporsi di essere solo uno strumento: deve mettere in secondo piano l’atavica paura di una figuraccia, e lasciare che a salire sul palco sia un’idea in grado di essere d’ispirazione agli altri. Che si tratti di un ragazzino keniota che ha inventato un modo per tenere i leoni lontani dalla fattoria dei genitori, o l’istrionico Sir Ken Robinson che taccia il moderno sistema scolastico di uccidere la creatività nei bambini, oppure Monica Lewinsky che racconta il suo lungo percorso per riuscire a superare il trauma della vergogna, non è il «chi» ciò che conta, ma il «cosa». E, naturalmente, il «come».
*Il migliore discorso della tua vita* vuole essere uno strumento per riscoprire la retorica, «l’arte di parlare in maniera efficace», e renderla accessibile al mondo contemporaneo. Perché non è detto che i discorsi pubblici debbano essere lunghi, monotoni e prevedibili. Raccogliendo le esperienze delle TED Talks, Chris Anderson dimostra come una conferenza possa essere originale, ricca di colpi di scena, breve e, soprattutto, un’impresa alla portata di tutti.

La capacità di parlare in pubblico è un’arte antica quanto il linguaggio. Uomini e donne si riunivano intorno al fuoco per ascoltare storie che sapessero farli viaggiare nel tempo e nello spazio. I bravi narratori riuscivano a creare immagini, suscitare speranze, ispirare sogni nella mente di chi li ascoltava. Dal piccolo accampamento iniziale all’iperconnesso mondo contemporaneo, il potere dell’oralità è cresciuto a dismisura, così come la responsabilità di chi sale su un palco e condivide le proprie idee.
E la «condivisione delle idee per il bene di tutti» è la missione che il TED si è dato. Nato negli anni Ottanta come programma annuale di conferenze inerenti tecnologia, intrattenimento e design (TED è l’acronimo di *Technology*, *Entertainment*, *Design*), sotto la guida di Chris Anderson, che dal 2001 ne è il curatore, il TED è diventato un’organizzazione mediatica dedicata alla diffusione delle idee a livello globale. Con la messa online dei video delle sue conferenze, a partire dal 2006, le TED Conference raggiungono oggi il miliardo di visualizzazioni ogni anno.
Fedele alla filosofia del TED, con questo manuale Anderson vuole condividere con il mondo l’idea che più gli sta a cuore: il modo migliore per veicolare le idee. E lo fa non solo svelando i trucchi per diventare eccellenti oratori – provare il discorso all’infinito, suscitare empatia, indossare gli abiti giusti – ma proponendo una nuova concezione del parlare in pubblico. Perché non esiste un unico «modello TED Talk» a cui ispirarsi: ogni oratore è unico, e così ogni discorso. Ma chi prende la parola deve imporsi di essere solo uno strumento: deve mettere in secondo piano l’atavica paura di una figuraccia, e lasciare che a salire sul palco sia un’idea in grado di essere d’ispirazione agli altri. Che si tratti di un ragazzino keniota che ha inventato un modo per tenere i leoni lontani dalla fattoria dei genitori, o l’istrionico Sir Ken Robinson che taccia il moderno sistema scolastico di uccidere la creatività nei bambini, oppure Monica Lewinsky che racconta il suo lungo percorso per riuscire a superare il trauma della vergogna, non è il «chi» ciò che conta, ma il «cosa». E, naturalmente, il «come».
*Il migliore discorso della tua vita* vuole essere uno strumento per riscoprire la retorica, «l’arte di parlare in maniera efficace», e renderla accessibile al mondo contemporaneo. Perché non è detto che i discorsi pubblici debbano essere lunghi, monotoni e prevedibili. Raccogliendo le esperienze delle TED Talks, Chris Anderson dimostra come una conferenza possa essere originale, ricca di colpi di scena, breve e, soprattutto, un’impresa alla portata di tutti.

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Miele: Come Dimagrire Senza Dieta

Miele – Come Dimagrire Senza Dieta, Stare Bene e Aumentare la Bellezza con Rimedi Naturali
**Solo per oggi, puoi acquistare questo Ebook per soli 0,99 Euro. Normalmente il prezzo è di 4,99 Euro. Puoi leggerlo sul tuo Pc, Mac, smart phone, tablet o Kindle.**
In questo libro, potrai scoprire gli **immensi benefici** che il miele può portare nella tua vita. Non importa quale sia il tuo obiettivo: sia che tu voglia perdere peso o aumentare la tua bellezza in modo naturale, questo magnifico prodotto della natura può aiutarti.
In questa guida pratica, troverai ricette e consigli su come implementare il miele nella tua dieta per riuscire finalmente a **dimagrire senza sforzo** e senza dieta; troverai indicazioni su come produrre nella comodità di casa tua balsami, creme e maschere per **ringiovanire la tua pelle, curare l’acne o rendere più brillanti e attraenti i tuoi capelli**.
Ecco un’anteprima di ciò che imparerai…
I vantaggi e benefici del miele noti fin dall’antichità Leggende e miti sul miele: saprai tutta la verità Le proprietà medicinali del miele Il segreto della straordinaria bellezza di Cleopatra Come perdere peso grazie al miele, senza dieta! Come usare il miele nella tua cucina Rimedi naturali a base di miele per aumentare la tua bellezza Molto, molto altro!
Scarica ora la tua copia!
**Cogli l’occasione di migliorare la tua vita OGGI, acquistando questa completa guida sul *Miele* a soli 0,99 al posto di 4,99 Euro!**
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Ecco un’anteprima di ciò che imparerai…
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Miele sulle labbra: Donne vere che scrivono di vero sesso

In “Miele sulle labbra” le “donne vere che scrivono di vero sesso” parlano apertamente del desiderio femminile, di cosa lo accende e di cosa lo soddisfa. Tra loro ci sono Gail Collins, Eve Ensler, Daphne Merkin, Anne Roiphe, Liz Smith, Naomi Wolf e Jennifer Weiner, per citarne alcune: tutte esplorano gli aspetti più intimi, e spesso nascosti, delle donne con coraggio, intelligenza, spirito e candore.

In “Miele sulle labbra” le “donne vere che scrivono di vero sesso” parlano apertamente del desiderio femminile, di cosa lo accende e di cosa lo soddisfa. Tra loro ci sono Gail Collins, Eve Ensler, Daphne Merkin, Anne Roiphe, Liz Smith, Naomi Wolf e Jennifer Weiner, per citarne alcune: tutte esplorano gli aspetti più intimi, e spesso nascosti, delle donne con coraggio, intelligenza, spirito e candore.

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Le mie scalate nelle Alpi e nel Caucaso

“Dedico queste pagine a quelli che, come me, considerano l’alpinismo un gioco incontaminato” scrive Mummery presentando il racconto di un quindicennio di avventure sulle Alpi e nel Caucaso. Quando uscì a Londra, nel 1895, il libro destò impressioni perché nessuno aveva mai compiuto scalate tante audaci nel gruppo del Monte Bianco, sul Cervino, sulle cime del Vallese, ma soprattutto nessuno aveva mai osato farlo senza l’aiuto di guide. Pochi mesi dopo, Mummery scomparve in Himalaya in un tentativo al Nanga Parbat troppo prematuro, e tutti pensarono a una fine annunciata. Nel primo Novecento, invece, divenne chiaro che quelle idee non erano follia, ma l’essenza dell’alpinismo moderno, e il libro di Mummery ne diventò il testo fondamentale.
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“Dedico queste pagine a quelli che, come me, considerano l’alpinismo un gioco incontaminato” scrive Mummery presentando il racconto di un quindicennio di avventure sulle Alpi e nel Caucaso. Quando uscì a Londra, nel 1895, il libro destò impressioni perché nessuno aveva mai compiuto scalate tante audaci nel gruppo del Monte Bianco, sul Cervino, sulle cime del Vallese, ma soprattutto nessuno aveva mai osato farlo senza l’aiuto di guide. Pochi mesi dopo, Mummery scomparve in Himalaya in un tentativo al Nanga Parbat troppo prematuro, e tutti pensarono a una fine annunciata. Nel primo Novecento, invece, divenne chiaro che quelle idee non erano follia, ma l’essenza dell’alpinismo moderno, e il libro di Mummery ne diventò il testo fondamentale.
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Miden

È un mattino cristallino come tanti a Miden. Una ragazza bussa alla porta di una coppia con un’accusa di abuso sessuale. L’accusato è il suo ex professore di filosofia. La compagna del professore aspetta un figlio. Sono entrambi approdati a Miden da un paese straniero, sprofondato nel Crollo: una devastante crisi economica. Miden è la società ideale che li ha accolti, un nuovo Eden di eguaglianza e benessere, una piccola comunità laica e razionalista, tanto solidale quanto inflessibile.

Il professore e la studentessa hanno avuto una storia in passato. Ma è solo a due anni di distanza che la ragazza si rende conto di aver riportato un trauma da quel rapporto.

La denuncia scuote la felice comunità di Miden, dove ogni anomalia che ne alteri il candore viene dibattuta e corretta, ogni trauma riconosciuto e risolto per il bene comune.

I tre protagonisti si ritrovano al centro di un’indagine. Amici e colleghi si trasformano in un tribunale che deciderà delle loro vite. E, nell’attesa del verdetto, tutte le certezze della coppia si corrompono, così come il futuro che sognavano per il loro figlio.

Veronica Raimo compie i due gesti che sono l’essenza stessa della letteratura: prima costruisce un mondo perfetto, poi innesca un effetto domino che lo fa tremare fin dalle fondamenta. Tra le ombre del paradiso di Miden, ci mostra le paure del nostro presente, il lato oscuro del desiderio. E, con eleganti astrazioni dal sapore borgesiano, spinge la sua storia nelle distopie letterarie più interessanti del nostro tempo, riecheggiando le tonalità di Margaret Atwood e le ossessioni di J.M. Coetzee.

Violenza, amore, consapevolezza: attraverso il doloroso intrecciarsi del punto di vista femminile e di quello maschile, Miden si interroga su cosa significhi oggi provare sentimenti che non sappiamo riconoscere, per costruire senza pudore una voce impossibile da ignorare nel dibattito contemporaneo su sesso e potere, su libertà e controllo.

(source: Bol.com)

È un mattino cristallino come tanti a Miden. Una ragazza bussa alla porta di una coppia con un’accusa di abuso sessuale. L’accusato è il suo ex professore di filosofia. La compagna del professore aspetta un figlio. Sono entrambi approdati a Miden da un paese straniero, sprofondato nel Crollo: una devastante crisi economica. Miden è la società ideale che li ha accolti, un nuovo Eden di eguaglianza e benessere, una piccola comunità laica e razionalista, tanto solidale quanto inflessibile.

Il professore e la studentessa hanno avuto una storia in passato. Ma è solo a due anni di distanza che la ragazza si rende conto di aver riportato un trauma da quel rapporto.

La denuncia scuote la felice comunità di Miden, dove ogni anomalia che ne alteri il candore viene dibattuta e corretta, ogni trauma riconosciuto e risolto per il bene comune.

I tre protagonisti si ritrovano al centro di un’indagine. Amici e colleghi si trasformano in un tribunale che deciderà delle loro vite. E, nell’attesa del verdetto, tutte le certezze della coppia si corrompono, così come il futuro che sognavano per il loro figlio.

Veronica Raimo compie i due gesti che sono l’essenza stessa della letteratura: prima costruisce un mondo perfetto, poi innesca un effetto domino che lo fa tremare fin dalle fondamenta. Tra le ombre del paradiso di Miden, ci mostra le paure del nostro presente, il lato oscuro del desiderio. E, con eleganti astrazioni dal sapore borgesiano, spinge la sua storia nelle distopie letterarie più interessanti del nostro tempo, riecheggiando le tonalità di Margaret Atwood e le ossessioni di J.M. Coetzee.

Violenza, amore, consapevolezza: attraverso il doloroso intrecciarsi del punto di vista femminile e di quello maschile, Miden si interroga su cosa significhi oggi provare sentimenti che non sappiamo riconoscere, per costruire senza pudore una voce impossibile da ignorare nel dibattito contemporaneo su sesso e potere, su libertà e controllo.

(source: Bol.com)

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Middlemarch

George Eliot (pseudonimo maschile di Mary Ann Evans) è riconosciuta come una delle autrici più rappresentative della letteratura inglese di tutti i tempi. Spirito razionale e rigoroso, dotata di un profondo senso critico e di un’acuta capacità di osservazione, nei suoi romanzi ritrae con rara finezza psicologica le ipocrisie e le imposizioni della società nella vita individuale. “Middlemarch” – considerato il suo capolavoro – brilla soprattutto per la ricchezza della rappresentazione ambientale e per l’analisi minuziosa del dolore, accettato come male ineluttabile della condizione umana.

George Eliot (pseudonimo maschile di Mary Ann Evans) è riconosciuta come una delle autrici più rappresentative della letteratura inglese di tutti i tempi. Spirito razionale e rigoroso, dotata di un profondo senso critico e di un’acuta capacità di osservazione, nei suoi romanzi ritrae con rara finezza psicologica le ipocrisie e le imposizioni della società nella vita individuale. “Middlemarch” – considerato il suo capolavoro – brilla soprattutto per la ricchezza della rappresentazione ambientale e per l’analisi minuziosa del dolore, accettato come male ineluttabile della condizione umana.

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Micro

‘*Amo qualsiasi cosa scriva Michael Crichton.*’
Stephen King

Honolulu, Hawaii. In un buio stabile di periferia, ufficio di un piccolo avvocato del luogo, regna il silenzio. Tutto sembra in ordine. Se non fosse per tre cadaveri stesi sul pavimento. Sul loro corpo non ci sono segni di lotta, solo dei tagli piccolissimi ma profondi e letali. L’unico indizio trovato sul luogo del delitto è un minuscolo robot, quasi invisibile all’occhio umano, dotato di lame affilatissime. La polizia brancola nel buio. Quello che tutti ignorano è che la Nanigen Micro-Technologies, una società che si occupa di microtecnologie mediche, nella foresta hawaiana nasconde una base segreta, dove mette alla prova apparecchiature finora ignote alla comunità scientifica. Qui è in corso un’operazione rivoluzionaria dai finanziamenti occulti, tesa a studiare le infinite forme di vita di cui brulica il sottobosco per sfruttarne le risorse a scopo medicinale. I dirigenti della Nanigen sono pronti a uccidere chiunque metta i bastoni fra le ruote a questo investimento miliardario. Ma per i loro laboratori hanno bisogno di reclutare nuovi, ignari scienziati: un gruppo di dottorandi dell’università di Harvard capitanati da Peter Jansen, esperto di veleni, e Karen King, aracnologa. I sette giovani, una volta approdati alle Hawaii, si trovano catapultati di persona in un pericolosissimo esperimento scientifico, e costretti a fronteggiare una natura sorprendentemente ostile e sconosciuta.
La foresta è piena di tranelli e ogni ramo, ogni radice che si insinua nel terreno nascondono minacce mortali, pronte a sopraffarli. E l’unica arma che gli studiosi possono usare per difendersi è la loro conoscenza del regno vegetale e animale… È questo l’ultimo entusiasmante progetto creato per i suoi lettori da Michael Crichton, che in un’intervista rilasciata poco prima della sua scomparsa raccontava di essere impegnato nella stesura del romanzo e nelle appassionanti ricerche per documentarsi.
Il risultato è Micro, un romanzo che raccoglie il testimone di Jurassic Park per la straordinaria abilità nell’unire divulgazione scientifica e avventura. Un thriller spettacolare e mozzafiato, che di piccolo ha solamente il nome.
(source: Bol.com)

‘*Amo qualsiasi cosa scriva Michael Crichton.*’
Stephen King

Honolulu, Hawaii. In un buio stabile di periferia, ufficio di un piccolo avvocato del luogo, regna il silenzio. Tutto sembra in ordine. Se non fosse per tre cadaveri stesi sul pavimento. Sul loro corpo non ci sono segni di lotta, solo dei tagli piccolissimi ma profondi e letali. L’unico indizio trovato sul luogo del delitto è un minuscolo robot, quasi invisibile all’occhio umano, dotato di lame affilatissime. La polizia brancola nel buio. Quello che tutti ignorano è che la Nanigen Micro-Technologies, una società che si occupa di microtecnologie mediche, nella foresta hawaiana nasconde una base segreta, dove mette alla prova apparecchiature finora ignote alla comunità scientifica. Qui è in corso un’operazione rivoluzionaria dai finanziamenti occulti, tesa a studiare le infinite forme di vita di cui brulica il sottobosco per sfruttarne le risorse a scopo medicinale. I dirigenti della Nanigen sono pronti a uccidere chiunque metta i bastoni fra le ruote a questo investimento miliardario. Ma per i loro laboratori hanno bisogno di reclutare nuovi, ignari scienziati: un gruppo di dottorandi dell’università di Harvard capitanati da Peter Jansen, esperto di veleni, e Karen King, aracnologa. I sette giovani, una volta approdati alle Hawaii, si trovano catapultati di persona in un pericolosissimo esperimento scientifico, e costretti a fronteggiare una natura sorprendentemente ostile e sconosciuta.
La foresta è piena di tranelli e ogni ramo, ogni radice che si insinua nel terreno nascondono minacce mortali, pronte a sopraffarli. E l’unica arma che gli studiosi possono usare per difendersi è la loro conoscenza del regno vegetale e animale… È questo l’ultimo entusiasmante progetto creato per i suoi lettori da Michael Crichton, che in un’intervista rilasciata poco prima della sua scomparsa raccontava di essere impegnato nella stesura del romanzo e nelle appassionanti ricerche per documentarsi.
Il risultato è Micro, un romanzo che raccoglie il testimone di Jurassic Park per la straordinaria abilità nell’unire divulgazione scientifica e avventura. Un thriller spettacolare e mozzafiato, che di piccolo ha solamente il nome.
(source: Bol.com)

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Michelangelo: Una vita inquieta (Economica Laterza)

Questo libro è un’occasione preziosa per conoscere Michelangelo senza le incrostazioni del tempo: quest’uomo ossessionato dall’arte, a volte selvatico, senz’altro fragile, comunque unico. Forcellino conosce anche i millimetri del marmo con cui ha lottato l’artista e ci riporta sulle impalcature, ci fa riascoltare il lavoro dello scalpello. Armando Torno, “Corriere della Sera.” Pochi sono i biografi italiani capaci di raccontare con passione di romanziere e precisione di studioso come Forcellino. Il suo Michelangelo racconta la vita di un artista che pagò un prezzo altissimo alla creatività che lo rese più celebre di un re. Brunella Schisa, “il Venerdì di Repubblica.”
**
### Sinossi
Questo libro è un’occasione preziosa per conoscere Michelangelo senza le incrostazioni del tempo: quest’uomo ossessionato dall’arte, a volte selvatico, senz’altro fragile, comunque unico. Forcellino conosce anche i millimetri del marmo con cui ha lottato l’artista e ci riporta sulle impalcature, ci fa riascoltare il lavoro dello scalpello. Armando Torno, “Corriere della Sera.” Pochi sono i biografi italiani capaci di raccontare con passione di romanziere e precisione di studioso come Forcellino. Il suo Michelangelo racconta la vita di un artista che pagò un prezzo altissimo alla creatività che lo rese più celebre di un re. Brunella Schisa, “il Venerdì di Repubblica.”

Questo libro è un’occasione preziosa per conoscere Michelangelo senza le incrostazioni del tempo: quest’uomo ossessionato dall’arte, a volte selvatico, senz’altro fragile, comunque unico. Forcellino conosce anche i millimetri del marmo con cui ha lottato l’artista e ci riporta sulle impalcature, ci fa riascoltare il lavoro dello scalpello. Armando Torno, “Corriere della Sera.” Pochi sono i biografi italiani capaci di raccontare con passione di romanziere e precisione di studioso come Forcellino. Il suo Michelangelo racconta la vita di un artista che pagò un prezzo altissimo alla creatività che lo rese più celebre di un re. Brunella Schisa, “il Venerdì di Repubblica.”
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### Sinossi
Questo libro è un’occasione preziosa per conoscere Michelangelo senza le incrostazioni del tempo: quest’uomo ossessionato dall’arte, a volte selvatico, senz’altro fragile, comunque unico. Forcellino conosce anche i millimetri del marmo con cui ha lottato l’artista e ci riporta sulle impalcature, ci fa riascoltare il lavoro dello scalpello. Armando Torno, “Corriere della Sera.” Pochi sono i biografi italiani capaci di raccontare con passione di romanziere e precisione di studioso come Forcellino. Il suo Michelangelo racconta la vita di un artista che pagò un prezzo altissimo alla creatività che lo rese più celebre di un re. Brunella Schisa, “il Venerdì di Repubblica.”

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Michelangelo

Michelangelo by Giulio Busi
Generoso con gli umili, insofferente con i rivali, attaccatissimo al soldo, ascetico, trasgressivo, Michelangelo Buonarroti è il primo artista veramente moderno, capace di opporsi a tutto e a tutti, pontefici compresi, pur di esprimere se stesso. Scultore, pittore, architetto, poeta, durante la sua lunghissima vita (morì a quasi 89 anni) fu acclamato, strapagato, imitato, odiato. Troppo spesso, fu solo. Per necessità, per scelta, per destino.
Senza lasciarsi intimorire né abbagliare dal mito del genio assoluto, Giulio Busi segue le tracce dell’uomo Michelangelo, che si sentiva fuori posto sia nelle botteghe di pittori e scultori sia nei salotti dei principi. Figlio di un’antica famiglia cittadina impoverita, nasce in provincia, tra i monti dell’Appennino toscano, dove il padre Lodovico è podestà di Caprese e Chiusi. Lui dovrebbe studiare latino e invece diviene apprendista di Domenico Ghirlandaio. Lo scopre Lorenzo il Magnifico, che gli dà protezione, mezzi, fiducia in se stesso. Innamorato di Firenze, se ne va appena può, per cercare fortuna a Roma. Affascinato dal moralismo visionario di Savonarola, lavora per i cardinali e scolpisce per i nemici del frate domenicano. Insofferente all’autorità, si piega al volere del terribile papa Giulio II, e per lui progetta una tomba fastosa (gli ci vorranno quarant’anni per finirla) e affresca la smisurata volta della Sistina. Sopporta a stento i Medici, i suoi benefattori, e ne riceve committenze e ricchi incarichi. Ama la bellezza maschile, si lascia affascinare da giovanotti eleganti e da qualche ragazzo di vita, ma s’infiamma d’amicizia per Vittoria Colonna, gran dama e specchio di virtù. Sempre insoddisfatto, inquieto, inarrivabile.
Lungo le pagine di un racconto storicamente documentato e sorretto da una felice vena narrativa, Busi rivisita tutte le tappe di uno straordinario percorso creativo (dalla dolorosa bellezza mistica della *Pietà* vaticana, al titanismo della Cappella Sistina fino al dialogo con la morte della* Pietà Rondanini*) e di un egualmente straordinario percorso biografico. Da un amore all’altro, dal trionfo all’amarezza, arte e vita s’intrecciano, si fondono, si scontrano, in un’avventura esistenziale compiuta, come Michelangelo stesso ebbe a scrivere, «con tempestoso mar, per fragil barca».

Michelangelo by Giulio Busi
Generoso con gli umili, insofferente con i rivali, attaccatissimo al soldo, ascetico, trasgressivo, Michelangelo Buonarroti è il primo artista veramente moderno, capace di opporsi a tutto e a tutti, pontefici compresi, pur di esprimere se stesso. Scultore, pittore, architetto, poeta, durante la sua lunghissima vita (morì a quasi 89 anni) fu acclamato, strapagato, imitato, odiato. Troppo spesso, fu solo. Per necessità, per scelta, per destino.
Senza lasciarsi intimorire né abbagliare dal mito del genio assoluto, Giulio Busi segue le tracce dell’uomo Michelangelo, che si sentiva fuori posto sia nelle botteghe di pittori e scultori sia nei salotti dei principi. Figlio di un’antica famiglia cittadina impoverita, nasce in provincia, tra i monti dell’Appennino toscano, dove il padre Lodovico è podestà di Caprese e Chiusi. Lui dovrebbe studiare latino e invece diviene apprendista di Domenico Ghirlandaio. Lo scopre Lorenzo il Magnifico, che gli dà protezione, mezzi, fiducia in se stesso. Innamorato di Firenze, se ne va appena può, per cercare fortuna a Roma. Affascinato dal moralismo visionario di Savonarola, lavora per i cardinali e scolpisce per i nemici del frate domenicano. Insofferente all’autorità, si piega al volere del terribile papa Giulio II, e per lui progetta una tomba fastosa (gli ci vorranno quarant’anni per finirla) e affresca la smisurata volta della Sistina. Sopporta a stento i Medici, i suoi benefattori, e ne riceve committenze e ricchi incarichi. Ama la bellezza maschile, si lascia affascinare da giovanotti eleganti e da qualche ragazzo di vita, ma s’infiamma d’amicizia per Vittoria Colonna, gran dama e specchio di virtù. Sempre insoddisfatto, inquieto, inarrivabile.
Lungo le pagine di un racconto storicamente documentato e sorretto da una felice vena narrativa, Busi rivisita tutte le tappe di uno straordinario percorso creativo (dalla dolorosa bellezza mistica della *Pietà* vaticana, al titanismo della Cappella Sistina fino al dialogo con la morte della* Pietà Rondanini*) e di un egualmente straordinario percorso biografico. Da un amore all’altro, dal trionfo all’amarezza, arte e vita s’intrecciano, si fondono, si scontrano, in un’avventura esistenziale compiuta, come Michelangelo stesso ebbe a scrivere, «con tempestoso mar, per fragil barca».

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Micah

E’ molto meno complicato fingere di non conoscersi, i nostri mondi non erano destinati a incontrarsi, ma è stato proprio il destino l’artefice di tutto questo casino. E’ colpa sua se ora mi trovo qui, seduto in macchina ad aspettare una donna che non potrei nemmeno guardare. ‘Fanculo anche al destino, spero che se la stia godendo, quel bastardo, perché io, al contrario, sono incazzato nero. La mia vita era già abbastanza complicata senza questa cosa, e invece adesso mi ritrovo a comportarmi come un dannato stalker.
Lynne Parker ha trentatré anni, la sua famiglia è ricca, una delle più facoltose di New York. Lynne potrebbe avere tutto quello che desidera, ma c’è qualcosa che i soldi e il potere non possono comprare: l’amore, quello dei propri genitori, e quello di un uomo che la ami per quello che è, nonostante il cognome e la posizione sociale. Lynne è una donna semplice, con desideri comuni a tutte le donne: l’amore vero e una famiglia tutta sua.
Micah Dragan ha ventiquattro anni, è un Gipsy Romanisch. Per tutta la vita ha seguito le tradizioni e la cultura del suo popolo, ma non ha mai conosciuto una ragazza gipsy che lo colpisse abbastanza da decidere di sposarla. Soprattutto non vuole finire come suo padre, che entra ed esce dal carcere per risse e affari illegali. Micah è un Gipsy, ma ha deciso di vivere come un Gorger, cioè come una persona comune. Desidera una vita diversa ma, prima di tutto, vuole essere libero di scegliere la donna con cui sposarsi, senza intromissioni da parte della famiglia. Non è facile, perché Micah, per arrivare a fine mese, a volte fa sesso con donne ricche e sessualmente disponibili, e quasi nessuna ragazza riuscirebbe a gestire la gelosia. Ma una sera, complice la pioggia, Micah si ritrova nel portone del palazzo di Lynne…
Riusciranno due persone così diverse per cultura, estrazione sociale e stile di vita, a sfidare i pregiudizi di entrambi i mondi, quello Gipsy e quello Gorger, e conoscere finalmente l’amore vero?
Contiene scene di sesso esplicito.
**
### Sinossi
E’ molto meno complicato fingere di non conoscersi, i nostri mondi non erano destinati a incontrarsi, ma è stato proprio il destino l’artefice di tutto questo casino. E’ colpa sua se ora mi trovo qui, seduto in macchina ad aspettare una donna che non potrei nemmeno guardare. ‘Fanculo anche al destino, spero che se la stia godendo, quel bastardo, perché io, al contrario, sono incazzato nero. La mia vita era già abbastanza complicata senza questa cosa, e invece adesso mi ritrovo a comportarmi come un dannato stalker.
Lynne Parker ha trentatré anni, la sua famiglia è ricca, una delle più facoltose di New York. Lynne potrebbe avere tutto quello che desidera, ma c’è qualcosa che i soldi e il potere non possono comprare: l’amore, quello dei propri genitori, e quello di un uomo che la ami per quello che è, nonostante il cognome e la posizione sociale. Lynne è una donna semplice, con desideri comuni a tutte le donne: l’amore vero e una famiglia tutta sua.
Micah Dragan ha ventiquattro anni, è un Gipsy Romanisch. Per tutta la vita ha seguito le tradizioni e la cultura del suo popolo, ma non ha mai conosciuto una ragazza gipsy che lo colpisse abbastanza da decidere di sposarla. Soprattutto non vuole finire come suo padre, che entra ed esce dal carcere per risse e affari illegali. Micah è un Gipsy, ma ha deciso di vivere come un Gorger, cioè come una persona comune. Desidera una vita diversa ma, prima di tutto, vuole essere libero di scegliere la donna con cui sposarsi, senza intromissioni da parte della famiglia. Non è facile, perché Micah, per arrivare a fine mese, a volte fa sesso con donne ricche e sessualmente disponibili, e quasi nessuna ragazza riuscirebbe a gestire la gelosia. Ma una sera, complice la pioggia, Micah si ritrova nel portone del palazzo di Lynne…
Riusciranno due persone così diverse per cultura, estrazione sociale e stile di vita, a sfidare i pregiudizi di entrambi i mondi, quello Gipsy e quello Gorger, e conoscere finalmente l’amore vero?
Contiene scene di sesso esplicito.

E’ molto meno complicato fingere di non conoscersi, i nostri mondi non erano destinati a incontrarsi, ma è stato proprio il destino l’artefice di tutto questo casino. E’ colpa sua se ora mi trovo qui, seduto in macchina ad aspettare una donna che non potrei nemmeno guardare. ‘Fanculo anche al destino, spero che se la stia godendo, quel bastardo, perché io, al contrario, sono incazzato nero. La mia vita era già abbastanza complicata senza questa cosa, e invece adesso mi ritrovo a comportarmi come un dannato stalker.
Lynne Parker ha trentatré anni, la sua famiglia è ricca, una delle più facoltose di New York. Lynne potrebbe avere tutto quello che desidera, ma c’è qualcosa che i soldi e il potere non possono comprare: l’amore, quello dei propri genitori, e quello di un uomo che la ami per quello che è, nonostante il cognome e la posizione sociale. Lynne è una donna semplice, con desideri comuni a tutte le donne: l’amore vero e una famiglia tutta sua.
Micah Dragan ha ventiquattro anni, è un Gipsy Romanisch. Per tutta la vita ha seguito le tradizioni e la cultura del suo popolo, ma non ha mai conosciuto una ragazza gipsy che lo colpisse abbastanza da decidere di sposarla. Soprattutto non vuole finire come suo padre, che entra ed esce dal carcere per risse e affari illegali. Micah è un Gipsy, ma ha deciso di vivere come un Gorger, cioè come una persona comune. Desidera una vita diversa ma, prima di tutto, vuole essere libero di scegliere la donna con cui sposarsi, senza intromissioni da parte della famiglia. Non è facile, perché Micah, per arrivare a fine mese, a volte fa sesso con donne ricche e sessualmente disponibili, e quasi nessuna ragazza riuscirebbe a gestire la gelosia. Ma una sera, complice la pioggia, Micah si ritrova nel portone del palazzo di Lynne…
Riusciranno due persone così diverse per cultura, estrazione sociale e stile di vita, a sfidare i pregiudizi di entrambi i mondi, quello Gipsy e quello Gorger, e conoscere finalmente l’amore vero?
Contiene scene di sesso esplicito.
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### Sinossi
E’ molto meno complicato fingere di non conoscersi, i nostri mondi non erano destinati a incontrarsi, ma è stato proprio il destino l’artefice di tutto questo casino. E’ colpa sua se ora mi trovo qui, seduto in macchina ad aspettare una donna che non potrei nemmeno guardare. ‘Fanculo anche al destino, spero che se la stia godendo, quel bastardo, perché io, al contrario, sono incazzato nero. La mia vita era già abbastanza complicata senza questa cosa, e invece adesso mi ritrovo a comportarmi come un dannato stalker.
Lynne Parker ha trentatré anni, la sua famiglia è ricca, una delle più facoltose di New York. Lynne potrebbe avere tutto quello che desidera, ma c’è qualcosa che i soldi e il potere non possono comprare: l’amore, quello dei propri genitori, e quello di un uomo che la ami per quello che è, nonostante il cognome e la posizione sociale. Lynne è una donna semplice, con desideri comuni a tutte le donne: l’amore vero e una famiglia tutta sua.
Micah Dragan ha ventiquattro anni, è un Gipsy Romanisch. Per tutta la vita ha seguito le tradizioni e la cultura del suo popolo, ma non ha mai conosciuto una ragazza gipsy che lo colpisse abbastanza da decidere di sposarla. Soprattutto non vuole finire come suo padre, che entra ed esce dal carcere per risse e affari illegali. Micah è un Gipsy, ma ha deciso di vivere come un Gorger, cioè come una persona comune. Desidera una vita diversa ma, prima di tutto, vuole essere libero di scegliere la donna con cui sposarsi, senza intromissioni da parte della famiglia. Non è facile, perché Micah, per arrivare a fine mese, a volte fa sesso con donne ricche e sessualmente disponibili, e quasi nessuna ragazza riuscirebbe a gestire la gelosia. Ma una sera, complice la pioggia, Micah si ritrova nel portone del palazzo di Lynne…
Riusciranno due persone così diverse per cultura, estrazione sociale e stile di vita, a sfidare i pregiudizi di entrambi i mondi, quello Gipsy e quello Gorger, e conoscere finalmente l’amore vero?
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