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Il Marchio dell’Anima

Charon Tanxvilus Graham è una ragazza come tante, ma ha il fardello di essere nata con una particolare dote: l’evanescenza.
Riesce a dissolversi nel nulla, come un fantasma, grazie ai suoi occhi infuocati. Ha ereditato il potere da sua madre Madge. Mentre suo padre Patrick, lo scrittore famoso per aver dato vita alla serie intitolata “I soccorritori di anime” è, come dire, ‘normale’.
Le persone nate con questo potere sono dette Caronti, poiché hanno il ruolo di traghettare le Anime nei diversi aldilà: esistono i traghettatori del Mondo Superiore e i traghettatori del Mondo Sotterraneo, al quale Charon appartiene.
Ma qualcosa sta per cambiare. L’ordine gerarchico, infatti, si sta sgretolando a seguito di eventi mai accaduti in passato. Tutto comincia con la misteriosa scomparsa di Madge. Da quel momento la situazione non fa altro che peggiorare.
E la sua amicizia con Jess Howard, il nuovo invadente vicino di casa ‘normale’, sarà fondamentale per riscrivere il destino di entrambi.
La serie è ispirata al sesto libro dell’Eneide di Virgilio, rivisto in chiave moderna.
Il secondo libro della trilogia è in fase di scrittura.
Per info visitate il blog personale dell’autrice: http://nicholasedevelyneildiamanteguardiano.blogspot.it/
Twitter https://twitter.com/TaniaPaxia
Facebook https://www.facebook.com/evanescenttherescuerofsouls
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Il lungo sguardo

1950, Londra. Antonia e Conrad Fleming stanno aspettando gli ospiti per la cena di fidanzamento del figlio Julian. Ogni cosa è pronta nella bella villa sulla collina di Hampstead, da cui si gode una magnifica vista sulla città; la casa sta per accogliere, impeccabile, l’élite londinese che celebrerà l’occasione. Eppure la voce e lo sguardo di Antonia sono velati dal disincanto e dalla sensazione, quasi una certezza, che le cose, in fondo, sarebbero potute andare in modo diverso. Così si schiude il racconto del matrimonio ventennale dei Fleming, una vicenda che solca l’esistenza di marito e moglie dal presente fino al loro primo incontro, in un percorso a ritroso che ci porta a conoscere i due in giovane età, quando Antonia era la splendida adolescente che si faceva chiamare Toni. Il lungo sguardo non è una semplice storia d’amore, né il sogno romantico di una donna matura che si sente d’un tratto sola, ma è, più onestamente, la storia di una coppia. Dura e vera come solo una vita intera sa essere. E soprattutto è la storia di una donna, bellissima e inquieta, coraggiosa e perduta, e della sua forza nel mettere a nudo ogni controversia privata senza pudori. Elizabeth Jane Howard scrisse quindici romanzi di successo, ebbe una vita privata disastrosa, sebbene carica di fascino, ed è stata ricordata a lungo più per la sua incredibile bellezza che per la sua opera. Una scrittrice cui viene finalmente riconosciuto il talento di grande artista, una delle voci più significative del Novecento inglese, che rivendica la propria sensibilità femminile senza compromessi, liberata dal conformismo di un’epoca e di uno status sociale.
**«Un romanzo indimenticabile».
Silvia Pingitore, «il venerdì di Repubblica»**
**«Una splendida fotografia della borghesia inglese nell’immediato secondo dopoguerra, delle sue illusorie certezze e delle sue feroci convenzioni».
Paolo Bertinetti, «TTL – La Stampa»**
**«Possiede la rara dote dell’eleganza della verità».
Livia Manera, «La Lettura – Corriere della Sera»**
**«La voce potente e sicura di chi conosce molto bene la letteratura e le sue conseguenze».
Elena Stancanelli, «D di Repubblica»**
**«Con distacco glaciale, esattezza botanica e acuminata capacità di penetrazione psicologica, Howard racconta i cambiamenti della società e di una persona nel tempo»
Melania Mazzucco, «la Repubblica»** **
### Sinossi
1950, Londra. Antonia e Conrad Fleming stanno aspettando gli ospiti per la cena di fidanzamento del figlio Julian. Ogni cosa è pronta nella bella villa sulla collina di Hampstead, da cui si gode una magnifica vista sulla città; la casa sta per accogliere, impeccabile, l’élite londinese che celebrerà l’occasione. Eppure la voce e lo sguardo di Antonia sono velati dal disincanto e dalla sensazione, quasi una certezza, che le cose, in fondo, sarebbero potute andare in modo diverso. Così si schiude il racconto del matrimonio ventennale dei Fleming, una vicenda che solca l’esistenza di marito e moglie dal presente fino al loro primo incontro, in un percorso a ritroso che ci porta a conoscere i due in giovane età, quando Antonia era la splendida adolescente che si faceva chiamare Toni. Il lungo sguardo non è una semplice storia d’amore, né il sogno romantico di una donna matura che si sente d’un tratto sola, ma è, più onestamente, la storia di una coppia. Dura e vera come solo una vita intera sa essere. E soprattutto è la storia di una donna, bellissima e inquieta, coraggiosa e perduta, e della sua forza nel mettere a nudo ogni controversia privata senza pudori. Elizabeth Jane Howard scrisse quindici romanzi di successo, ebbe una vita privata disastrosa, sebbene carica di fascino, ed è stata ricordata a lungo più per la sua incredibile bellezza che per la sua opera. Una scrittrice cui viene finalmente riconosciuto il talento di grande artista, una delle voci più significative del Novecento inglese, che rivendica la propria sensibilità femminile senza compromessi, liberata dal conformismo di un’epoca e di uno status sociale.
**«Un romanzo indimenticabile».
Silvia Pingitore, «il venerdì di Repubblica»**
**«Una splendida fotografia della borghesia inglese nell’immediato secondo dopoguerra, delle sue illusorie certezze e delle sue feroci convenzioni».
Paolo Bertinetti, «TTL – La Stampa»**
**«Possiede la rara dote dell’eleganza della verità».
Livia Manera, «La Lettura – Corriere della Sera»**
**«La voce potente e sicura di chi conosce molto bene la letteratura e le sue conseguenze».
Elena Stancanelli, «D di Repubblica»**
**«Con distacco glaciale, esattezza botanica e acuminata capacità di penetrazione psicologica, Howard racconta i cambiamenti della società e di una persona nel tempo»
Melania Mazzucco, «la Repubblica»**

Il libro nero della Prima Repubblica

Prendendo spunto dalle sentenze di Perugia e Palermo, rispettivamente contraria e favorevole ad Andreotti, Rita di Giovacchino stende il quadro più completo ed aggiornato di trent’anni di misteri italiani.
Nel novembre 2002 Giulio Andreotti – sette volte presidente del Consiglio – è stato condannato a 24 anni per omicidio dalla Corte d’Assise d’Appello del tribunale di Perugia. Nel maggio 2003, il tribunale di Palermo ha assolto il Senatore per insufficienza di prove per i reati di associazione mafiosa ascrittigli dopo il 1982 – ma, cosa poco sottolineata dai media, ha dichiarato prescritto il reato di associazione a delinquere commesso prima del 1980.
Entrambi i processi hanno affrontato alcuni intrecci cruciali, e ancora poco o per nulla chiariti, della storia della Prima Repubblica (il rapimento e il Memoriale di Moro, i rapporti fra mafia e politica, le stragi del ’92-’93); ma ad Andreotti, e in generale alla classe dirigente della Prima Repubblica, fanno capo tracce semicancellate dall’oblio dei media e da infinite operazioni di depistaggio e insabbiamento che conducono, di volta in volta, a Gladio/”Stay behind”, P2, servizi segreti deviati, criminalità organizzata, terrorismo rosso e nero, CIA, KGB, Mossad.
Con un’ambizione di chiarezza e completezza forse senza precedenti in una materia così oscura e delicata, Rita di Giovacchino tenta in questo libro un affresco complessivo dell’intreccio di poteri occulti che, dall’interno e dall’esterno, per decenni hanno condizionato in maniera “parallela” e con esiti spesso tragici la vita civile e politica italiana.
L’assurda condizione di sovranità limitata imposta da poteri segreti all’Italia – condizione che in certi casi ha reso gli stessi protagonisti politici della Prima Repubblica semplici pedine in giochi più grandi di loro – si trasformano, nel libro di Di Giovacchino, ricco di interpretazioni inedite, in una narrazione avvincente come una spy story ma documentata come un grande reportage.
Completa il libro una lunga intervista all’ex presidente della Commissione Stragi Giovanni Pellegrino, che propone una sua nuova, chiarificatrice interpretazione della “trattativa” fra Stato e BR durante il sequestro Moro.

Il ladro di anime

Anno del Signore 1565. Un oscuro personaggio si aggira per l’Inghilterra lasciandosi alle spalle decine di cadaveri cui è stato asportato il cuore. L’albino William Cowper, abilissima spia per conto di Elisabetta, non ha dubbi: il responsabile è Henry Frogmore, meglio noto come il ladro di anime. Da tempo Cowper è sulle tracce di Frogmore. E non è il solo, gli avversari della Corona danno la caccia allo stregone in fuga attraverso gli stati e i continenti. Ma c’è chi da sempre è ossessionato dall’idea di annientare Frogmore: si tratta di Michael St. Clair, gesuita dal passato misterioso, deciso ad affrontare il mago con il solo aiuto della propria spada e di una giovane vergine con il dono della veggenza. **

Il Giudice E La Rondine

All’inizio sembra un caso come gli altri. L’investigatore Elia Contini deve tenere d’occhio un uomo su incarico della moglie. Il solito marito fedifrago? Non proprio. Mario Madocchi, ex giudice allontanato dalla magistratura, è alle prese con qualcosa di più oscuro. Alice, sua moglie, vuole capire che cosa stia succedendo. Sullo sfondo del Canton Ticino, fra città di lago e paesi di montagna, Contini si muove seguendo il suo fiuto più che la logica. Lavora a Lugano, Contini, ma ogni sera rientra in montagna, dove cammina a lungo nei boschi. È pieno di debiti, d’incertezze sentimentali… ma quando fiuta una pista non la molla, a costo di rischiare in prima persona. Così, mentre la primavera diventa estate, ricostruisce una storia di traffici loschi, ricatti, paure segrete… **

Il Giro D’Italia

Il Giro d’Italia ha un sapore mitico: sembra esistere da sempre, eppure ha una sua storia, che accompagna e in cui si riflette la storia culturale e sociale dell’Italia. Questo libro la ripercorre, dagli esordi e nei suoi sviluppi, per circa un secolo. A fianco della narrazione scorrono, diventandone parte integrante, oltre duecento immagini d’epoca, in gran parte provenienti dall’archivio Torriani (sino a oggi inesplorato), di cui si utilizzano pure vari documenti, che conferiscono a questo volume significativi elementi di novità. Mimmo Franzinelli, da appassionato delle due ruote, ricostruisce le vicende del ciclismo agonistico italiano e della sua gara principale partendo dalla creazione stessa della bicicletta e dalle grandi innovazioni di fine Ottocento. Rievoca le gare pioneristiche, dal Giro di Lombardia del 1905 alla Milano-Sanremo del 1907, per concentrarsi poi sul Giro d’Italia, modellato sul Tour de France, la prima classica corsa a tappe. Ne sono protagonisti campioni quali Girardengo e Binda, Bartali e Coppi, ma anche straordinarie donne come Alfonsina Strada e oscuri gregari come Carrea e Malabrocca. Nel microcosmo delle due ruote si intravedono in filigrana i mutamenti epocali del Novecento italiano. Se a inizio secolo la bicicletta era ancora considerata una “macchina eversiva”, diverrà presto un simbolo della modernità, che ha i suoi cantori in poeti, narratori e giornalisti sportivi. Ci sono infine, ma non da ultimo, gli organizzatori, con cui il Giro d’Italia degli anni d’oro si è identificato: Armando Cougnet, promotore nel 1909 della prima edizione, e Vincenzo Torriani, il Patron dal 1949 al 1992. La narrazione culmina nell’ultima grande stagione del ciclismo, animata da Adorni, Gimondi, Moser, Merckx… Poi le cose sono cambiate: pesanti condizionamenti finanziari e l’esteso ricorso al doping hanno snaturato lo sport, ma questa è un’altra storia.

Il Giorno Della Vendetta – Parte Seconda (The War Against the Chtorr #3)

Nota: seconda parte di “The War Against the Chtorr Book 3: A Rage for Revenge”, la prima è in “[Il giorno della vendetta (prima parte)](https://www.goodreads.com/book/show/15845018.Il_giorno_della_vendetta__prima_parte_ “Il giorno della vendetta \(prima parte\)”)”
Il tenente Jim McCarthy è un uomo nato e cresciuto in un mondo d’incubo: da anni l’umanità è in lotta con gli Chtorr, una razza repellente di giganteschi vermi calati da un altro pianeta per i loro scopi di conquista. Decimata da pestilenze e malattie, la specie umana combatte tuttavia con le unghie e coi denti: e adesso è venuto il momento, per Jim McCarthy (già membro delle Forze Speciali), di svolgere un corso speciale al Mode per prepararsi all’ultima sfida. McCarthy è un soldato incallito da anni di esperienze allucinanti, ma anche per lui il Mode è una prova delle più ardue; e proprio quando sta per prepararsi, ancora una volta, a entrare in azione, viene catturato da un gruppo di terroristi che collaborano con gli Chtorr. Per il tenente Jim McCarthy si profila una missione doppiamente pericolosa: resistere al lavaggio del cervello dei collaborazionisti e raccogliere, dall’interno, informazioni vitali su questo nucleo armato di potenziali nemici della Terra. Si conclude con questo numero spettacolare Il giorno della vendetta, una nuova e appassionante vicenda dell’umanità contro i suoi nemici di sempre, gli Chtorr.
Copertina di Oscar Chichoni

Il giorno della vendetta – parte prima (The War Against the Chtorr #3)

Nota: prima parte di “he War Against the Chtorr Book 3: A Rage for Revenge”, la seconda è in “[Il giorno della vendetta (seconda parte)](https://www.goodreads.com/book/show/15845035.Il_giorno_della_vendetta__seconda_parte_ “Il giorno della vendetta \(seconda parte\)”)”
La serie di romanzi scritti da David Gerrold intorno all’incubo degli Chtorr, i terribili extraterrestri calati dal pianeta omonimo, ha rinverdito in modo brillante il tema dell’invasione dallo spazio, di cui la fantascienza sembrava essersi un po’ dimenticata negli ultimi anni. Nel Giorno della vendetta, spettacolare romanzo che per ragioni di mole abbiamo dovuto suddividere in due fascicoli – questo e il prossimo – l’eroe terrestre dell’avventura, il tenente Jim McCarthy, deve vedersela non solo con l’insidia dei giganteschi vermi alieni, ma anche con il pericolo del tradimento e del collaborazionismo umano. E quando viene fatto prigioniero dagli avversari ha la sensazione, per la prima volta, che tutto sia perduto per la Terra…
Copertina: Oscar CHICONI

Il gergo dell’autenticità. Sull’ideologia tedesca

Una faglia a strapiombo corre lungo il pensiero tedesco del Novecento, senza transito possibile dall’uno all’altro corpo roccioso. Separa Martin Heidegger e Theodor W. Adorno, e se occorresse un attestato della sua intransitabilità, lo fornirebbe questo saggio risalente ai primi anni sessanta del secolo scorso. Con stringenza concettuale che non lascia scampo, Adorno orchestra l’istruttoria contro il filosofo della Selva Nera, il quale lo ripagherà con la sprezzante noncuranza riservata a un “sociologo” qualsiasi. Oggetto dell’affondo adorniano è il culto dell’esperienza genuina, che nella Germania del secondo dopoguerra aggiorna, secondo i canoni di una distinzione spirituale ormai di massa, gli stilemi elitari in voga presso ristretti cenacoli intellettuali di alcuni decenni precedenti. Sul “gergo dell’autenticità”, tanto più auratico e lustrato quanto più somigliante ai messaggi pubblicitari – “sottoprodotto della stessa modernità con cui è in rapporti di inimicizia” -, cala il giudizio squalificante di “ideologia tedesca”, già coniato da Marx per la filosofia del suo tempo. Ma è soprattutto su Heidegger, ossia su colui che ha conferito rango teoretico e contegno linguistico all’autenticità, che si addensano i capi d’accusa di Adorno. Ne deplora le figurazioni, il cifrario che dà la vertigine della profondità avvolgendo “le proprie parole come arance nella cartavelina”, mentre incarna solo “la forma attuale della falsità”. Introduzione di Remp Bodei. **

Il genocidio censurato: aborto : un miliardo di vittime innocenti

In maniera diretta, provocatoria e coinvolgente, Antonio Socci denuncia quello che è il peggior crimine commesso dall’umanità contro se stessa nel corso dell’ultimo secolo, raccontando tutta la verità sull’aborto: dalle origini del dibattito morale alle scelte politiche italiane, dalle politiche antinataliste cinesi all’attuale orientamento dell’ONU e delle istituzioni europee, dalle polemiche sull’RU486 alle coraggiose iniziative del Movimento per la Vita. Con dati, documenti e testimonianze sconvolgenti che mostrano lo scellerato delirio di onnipotenza a cui si spinge l’uomo quando abbandona il rispetto della Legge di Dio e delle leggi di natura.

Il Gangster Dei Miei Sogni – Primo Episodio

Premessa
Questo è un libro moooolto, mooooooooolto vecchio. Uno di quei libri che tenevo nascosti nel pc, chiedendomi se buttarli dal balcone – cosa che non ho fatto perchè avrei dovuto buttare anche il pc e rischiavo di colpire qualcuno, magari fargli male, ucciderlo e poi ecco, tipo finire in galera, e in galera ci sono gli acari, e io sono allergica, insomma tutta una serie di considerazioni a sfavore – oppure se tenerlo come mero elemento decorativo nella cartella degli “illeggibili”. Perchè non è che io non ami questo piccolo sottoprodotto neuronale, in fondo amo tutte le storie che invento, solo che questa ho sempre pensato che fosse destinata a… a un gruppo molto ristretto di amatori. Sì, insomma, un gruppetto eclettico dai gusti discutibili, chissà, forse sperduto in Patagonia. E voi sapete quanto sia difficile far arrivare un lettore ebook in Patagonia. Quindi, in attesa dell’OK dalla Patagonia, aspettavo. Poi OOOOH ecco la possibilità di pubblicare finalmente qualcosa gratis su Kobo e mi sono detta EHI CECILEEEEE insomma, se non chiedi neanche un centesimo magari la gente lo legge e non viene a cercarti sotto il portone con i denti aguzzi e la cucchiarella per punirti aspramente per avergli fatto perdere ben 350 pagine di vita con tutte le tue sciocchezze. Quindi lo ammetto, solo ed esclusivamente perchè sono quasi certa che non ci saranno ripercussioni fisiche – già perchè ormai ho un’età e non reagisco bene ai traumi – eccolo qui, più scintillante che mai, il mio scheletro nell’armadio. Il titolo è quello che leggete, la storia è questa qua:
Pitum…
Pitum…
Dunque c’era una volta Isabeau. Isabeau tutto sommato era una persona discretamente stabile, con un pessimo rapporto con le forcine e la lacca a lunga tenuta, ma in ogni caso una personcina equilibrata, piacevole, forse giusto un filo logorroica. Un giorno, decisa a ritrovare Jerome, il suo fidanzato fuggito in America e mai più tornato senza neanche uno straccio di spiegazione, prende il primo aereo e si reca a San Francisco. Perchè quel “ti amo troppo”, insomma, le era sembrato un po’ scarno come tentativo di depistaggio. E poi chi gliel’aveva chiesto di amarla tanto, non potevano amarsi un po’ meno? EH?
Insomma Isabeau scende dall’aereo per scoprire perchè sono più di 3 mesi che piange, solo che appena arriva… Ehm, la trascinano al commissariato. Nulla di grave, solo una formalità, quindi se magari ci spiegasse perchè c’erano tutti quei pacchetti di coca nella sua valigia…
Ecco, la nostra storia inizia proprio qua!
 
Ps: se nei commenti mi dite magari: no, guarda, Cecile, ti prego, tira fuori i nuovi libri e questo facciamo finta che non l’hai mai scritto io mi fermo, giuro XD
Baciotti dal mondo Bertod!

Il futuro della democrazia

«Tutti i testi qui raccolti trattano problemi molto generali e sono (o meglio vorrebbero essere) elementari. Sono stati scritti per il pubblico che s’interessa di politica, non per gli addetti ai lavori. Sono stati dettati da una preoccupazione essenziale: far discendere la democrazia dal cielo dei principî alla terra dove si scontrano corposi interessi. Ho sempre pensato che questo sia l’unico modo per rendersi conto delle contraddizioni in cui versa una società democratica e delle vie tortuose che deve seguire per uscirne senza smarrirvisi, per riconoscere i suoi vizi congeniti senza scoraggiarsi e senza perdere ogni illusione nella possibilità di migliorarla».
**Norberto Bobbio**

Il Fiume Degli Dei (Urania)

**IL FIUME DEGLI DEI** è il Gange, “che scorre dall’Himalaya al golfo del Bengala attraverso le pianure dell’India settentrionale. Dopo anni di siccità, nell’agosto 2047 la diga costruita illegalmente a Kunda Khadar è diventata il *casus belli* del conflitto tra l’India e uno degli stati confinanti. Nel frattempo, su un asteroide catturato dal campo gravitazionale terrestre viene trovato il messaggio inciso da un’intelligenza artificiale: e benché si tratti di un reperto più antico del sistema solare, contiene le immagini digitali delle tre persone che potranno decodificarlo, oggi… Un romanzo di fantascienza con profonde radici nella società del futuro, una sorta di *Tutti a Zanzibar* dell’era informatica”. *Christopher Priest* , “The Guardian”

Il Filosofo, Il Sacerdote E Il Pittore

Non è affatto strano se due sacerdoti cattolici che vivono in un paese a dominanza protestante fanno amicizia, specie se a legarli sono anche interessi artistico-intellettuali e se uno di loro – che si picca di essere un musicista di vaglia – suona ben volentieri le sue composizioni per intrattenere l’amico nelle lunghe e freddissime serate invernali. Ed è altrettanto comprensibile che i due accolgano a braccia aperte nel loro minuscolo cenacolo culturale un correligionario straniero, uno schivo studioso francese che, a quanto pare, desidera soltanto essere lasciato in pace, a scrivere. Quando poi, dopo dieci anni di frequentazione, lo straniero parte per un paese lontano, farlo ritrarre per ricordarne l’aspetto è il gesto piú spontaneo e affettuoso che ci si possa attendere da un rattristato amico. Semplice. Chiaro e distinto, anzi. Perché, se l’innocua vicenda si svolge in Olanda alla metà del Seicento, lo straniero può facilmente chiamarsi René Descartes e il pittore a disposizione rischia di essere Frans Hals… Con la consueta amabilità, Steven Nadler ci guida questa volta in un insolito viaggio filosofico-culturale attraverso un periodo cruciale per la storia del pensiero, quanto straordinario per la fioritura artistica. Quadri celebri e celebri trattati – le *Meditazioni metafisiche* , le *Passioni dell’anima* , i *Principî della filosofia* \- vedono la luce e si mescolano sullo sfondo del Secolo d’oro olandese, tra polemiche teologiche, gare musicali e la vicenda di un piccolo, controverso, ritratto attribuibile a Hals. Dopotutto, c’è una sorta di logica barocca nel fatto che, nel nostro immaginario, la piú celebre immagine di Descartes non sia la tavola originale del maestro, bensí la splendida copia di ignota mano che oggi ammiriamo al Louvre: un destino iconografico che avrebbe forse strappato un sorriso al filosofo del dubbio.

Il fascino del fuoco

Liv è l’unica nipote del conte di Svartis. Scapestrata e ribelle, non fa che cacciarsi nei guai e tutti la credono una ragazza di facili costumi. Sin dall’infanzia, però, il cuore di Liv batte solo per Ossian Borg, un guerriero dal carattere chiuso e ombroso, segnato da un inquietante segreto. Ma Ossian ha deciso di rifuggire qualunque assalto d’amore e soprattutto rifiuta la corte serrata di Liv, amica di sempre. Il fascino sensuale e invitante della ragazza ha tuttavia su di lui un potere devastante, i suoi capelli rossi come le fiamme guizzanti di un incendio sono un’irresistibile tentazione. In un turbinio di intrighi, fraintendimenti e sfide, Liv e Ossian dovranno imparare dunque a domare insieme i loro demoni e gli elementi della natura, lasciandosi trascinare dal potere inarrestabile dei sensi… **
### Sinossi
Liv è l’unica nipote del conte di Svartis. Scapestrata e ribelle, non fa che cacciarsi nei guai e tutti la credono una ragazza di facili costumi. Sin dall’infanzia, però, il cuore di Liv batte solo per Ossian Borg, un guerriero dal carattere chiuso e ombroso, segnato da un inquietante segreto. Ma Ossian ha deciso di rifuggire qualunque assalto d’amore e soprattutto rifiuta la corte serrata di Liv, amica di sempre. Il fascino sensuale e invitante della ragazza ha tuttavia su di lui un potere devastante, i suoi capelli rossi come le fiamme guizzanti di un incendio sono un’irresistibile tentazione. In un turbinio di intrighi, fraintendimenti e sfide, Liv e Ossian dovranno imparare dunque a domare insieme i loro demoni e gli elementi della natura, lasciandosi trascinare dal potere inarrestabile dei sensi…

Il dottor Semmelweis

Ques’opera di Céline, scritta nel 1924, rappresenta la tesi ch’egli preparò come studente di medicina. Dedicata a uno degli eroi scientifici del Novecento, Ignazio Filippo Semmelweis, Céline ripercorre le tappe della vita di questo eroe misconosciuto che, nella Vienna del XIX secolo, scoprì le cause della febbre puerperale, grave infezione che causava la morte delle partorienti. La sua fu una scoperta incredibile, eppure semplicissima: erano le mani infette degli studenti e dei medici a causare tale infezione, scongiurabile da un accurato lavaggio delle stesse prima di entrare in sala parto. Trascinato in un susseguirsi di incomprensioni e persecuzioni dal parte di quasi tutto l’entourage medico, Semmelweis venne allontanato e costretto a lasciare Vienna, finché la consapevolezza delle morti che la sua scoperta avrebbe potuto evitare e i continui dissidi con l’ambiente medico, lo indussero alla follia e alla morte.
Louis-Ferdinand Céline (1894-1961), scrittore, saggista e medico francese, è considerato uno dei più influenti scrittori del XX secolo. Tra le sue opere, Viaggio al termine della notte (1932); Morte a credito (1936); Il castello dei rifugiati (1973); Rigodon (1970).
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### Sinossi
Ques’opera di Céline, scritta nel 1924, rappresenta la tesi ch’egli preparò come studente di medicina. Dedicata a uno degli eroi scientifici del Novecento, Ignazio Filippo Semmelweis, Céline ripercorre le tappe della vita di questo eroe misconosciuto che, nella Vienna del XIX secolo, scoprì le cause della febbre puerperale, grave infezione che causava la morte delle partorienti. La sua fu una scoperta incredibile, eppure semplicissima: erano le mani infette degli studenti e dei medici a causare tale infezione, scongiurabile da un accurato lavaggio delle stesse prima di entrare in sala parto. Trascinato in un susseguirsi di incomprensioni e persecuzioni dal parte di quasi tutto l’entourage medico, Semmelweis venne allontanato e costretto a lasciare Vienna, finché la consapevolezza delle morti che la sua scoperta avrebbe potuto evitare e i continui dissidi con l’ambiente medico, lo indussero alla follia e alla morte.
Louis-Ferdinand Céline (1894-1961), scrittore, saggista e medico francese, è considerato uno dei più influenti scrittori del XX secolo. Tra le sue opere, Viaggio al termine della notte (1932); Morte a credito (1936); Il castello dei rifugiati (1973); Rigodon (1970).