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Marked in Flesh

*Fourth in the “flawless” (* The Reading Cafe *)* New York Times *best-selling series from the author of* Vision in Silver.
**For centuries, the Others and humans have lived side by side in uneasy peace. But when humankind oversteps its bounds, the Others will have to decide how much humanity they’re willing to tolerate – both within themselves and within their community….**
Since the Others allied themselves with the *cassandra sangue* , the fragile yet powerful human blood prophets who were being exploited by their own kind, the delicate dynamic between humans and Others changed. Some, like Simon Wolfgard, wolf shifter and leader of the Lakeside Courtyard, and blood prophet Meg Corbyn see the new closer companionship as beneficial – both personally and practically.
But not everyone is convinced. A group of radical humans is seeking to usurp land through a series of violent attacks on the Others. What they don’t realize is that there are older and more dangerous forces than shifters and vampires protecting the land that belongs to the Others – and those forces are willing to do whatever is necessary to protect what is theirs….

Manuale Di Copywriting E Scrittura Per Il Web

Se hai un sito web, devi scrivere. Se gestisci la pagina social della tua azienda o della tua associazione, devi scrivere. Se lavori come copywriter o redattore, devi scrivere ogni giorno e con professionalità. Siamo diventati tutti editori e passiamo sempre più tempo a progettare, scrivere, rivedere e pubblicare contenuti, soprattutto online. Ma quali sono le regole da seguire per scrivere un testo che funzioni e sia chiaro, efficace e credibile? Si può imparare a scrivere meglio anche se non l’abbiamo mai fatto in precedenza? Il Manuale di copywriting e scrittura per il web è la risposta ai tanti dubbi di chi deve scrivere ogni giorno, ma è pieno di incertezze perché non ha avuto una preparazione specifica. Dalla semplice email allo spot radio, dal testo per una pagina web a un post su Facebook, le regole di questo manuale si possono applicare a tutti i media tradizionali e digitali. Con una scrittura chiara, ricca di consigli pratici ed esempi, l’autore ci accompagna lungo un percorso che parte dalle basi per arrivare agli strumenti più complessi. Un manuale da tenere sempre sulla scrivania per migliorare ogni giorno una delle competenze più richieste da aziende, agenzie di comunicazione e web agency.

Mage Quest

Western wizardry meets the mages of the exotic East. Neither will ever be the same.
Daimbert the wizard is on the road to adventure with five guys from Yurt. Their search for a missing lord soon becomes a quest for a fabled blue rose and for an unthinkably powerful magical artifact from the time of Solomon. Along the way they face intrigue, treachery, black magic, and a big green djinn. Only Daimbert may be able to save their lives–and their souls–as the line grows thin between a fatal curse and finding one’s heart’s desire.

Lye Street

Alan Campbell has graced us with a 26,000 word novella, a prequel to his stunning fantasy debut, Scar Night, the first novel of the Deepgate Codex. Lye Street ends just where the novel picks up!
The Greene family is cursed. Every fifty years Deepgate s scarred angel, Carnival, returns to murder another descendant. Now, five hundred years after the first victim s death, Sal Greene is facing his own doom. His time has almost run out. In a desperate attempt to break the chain of violence and save his family, he summons a demon to the chained city: a warrior he hopes is powerful enough to stand against the angel.
Yet the creature which arrives in Deepgate is not quite the legendary mercenary Sal Greene was expecting.

Love Matters

Dopo il grande successo di WattPad, Floreale presenta: “Love Matters”…
“Mi ha vista. Zero mi ha vista e io ho visto lui, combattere in uno scantinato, e magari aveva ancora il sapore del mio bacio in bocca, perché io il sapore del suo ce l’ho eccome.”
Santa Cruz, California.
Clara è una studentessa di psicologia che non crede più nell’amore, e che ha dimenticato cosa voglia dire provare sentimenti sinceri per un ragazzo. È fidanzata con Scott: arrogante giocatore di football che la trascura per stare coi compagni di squadra, e che non riesce a mollare nonostante la passione abbia ormai fatto posto alla monotonia.
Ma l’amore è una goccia di pioggia che ti bagna all’improvviso: gelida, rapida, ti lascia senza fiato. Piomba dal cielo quando meno te lo aspetti, persino nelle calde giornate estive. Per Clara, questa goccia si chiama Zero: un ragazzo italiano appena trasferitosi a Santa Cruz, solo con la sua moto, e che la coglie di sorpresa mentre arraffa cioccolata dagli scaffali di uno losco minimarket di periferia.
Zero la affascina, facendole battere di nuovo un cuore provato dalla relazione di facciata con Scott, ma dietro il bel corpo e gli occhi verdi come le foglie, il ragazzo nasconde un segreto pericoloso.

Lord Valentine’s Castle

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THE SEARCH FOR HIS LOST PAST LEADS TO A BATTLE FOR HIS FUTURE In one of the best-loved and bestselling science fantasy classics of all time, Robert Silverberg’s Majipoor Cycle begins as young Prince Valentine travels the planet Majipoor with a group of eccentric performers. In an extraordinary quest to discover who Valentine really is, his wise companions help him lay claim to the rewards of birth that await him. But that is only part of his challenge. For he must ultimately triumph in the most difficult trial, one that will test his belief, his resolve, and the strength of his character.

Lo straordinario mondo di Ava Lavender

Ava Lavender è nata con le ali, ma non può volare. Non può nemmeno vivere come le coetanee, perché sua madre la tiene chiusa in casa, al riparo da occhi indiscreti. Ma ha sedici anni e non si rassegna a essere diversa. In cerca di un perché, scava allora nel passato della sua famiglia, e scopre il destino infausto delle sue antenate: ognuna segnata da una peculiare stranezza, ognuna condannata a un amore infelice. E se fosse proprio l’amore la forza in grado di spezzare quell’antica maledizione? Un amore vero, capace di vedere oltre le apparenze. Per trovarlo, Ava dovrà affrontare il mondo fuori, gli sguardi di chi la crede un mostro o un angelo. Fino alla notte del solstizio d’estate, quando sarà lei a scrivere un nuovo, forse decisivo capitolo nella storia straordinaria della sua famiglia.

Lo stato di ebbrezza

Domenico Nanni è un uomo che sta facendo i conti con se stesso. A sessant’anni, si guarda indietro e quello che vede è l’immagine di chi non si è fatto scrupoli ad arraffare tutto ciò che poteva, senza nulla in cui credere se non successo, potere, denaro. Presto orfano di padre, cresciuto da una madre che ha sgobbato per potergli garantire un’istruzione, negli anni Sessanta Domenico sposa gli ideali rivoluzionari, forse più per il desiderio di essere come gli altri che per convinzione. Giornalista di nera a l’Avvenire, per un po’ se ne sta a guardare, ma ben presto inizia a cedere alle lusinghe di un mondo sensuale, prepotente e affascinante che si va affermando giorno dopo giorno. Con gli anni Ottanta inizia il gran ballo, e molti pensano a riempirsi la pancia, con buona pace di sogni e utopie. Nanni è uno di quelli. Con l’ascesa del Partito Socialista e la vittoria di una politica del bengodi, salta sul carro del vincitore e – grazie anche all’aiuto di Susanna e della sua prorompente e cinica vitalità – si reinventa come pierre, perché «se la fame non c’è, bisogna ingolosire». Un teatrante che vende idee ammantandole d’oro. Si sporca le mani con la politica, l’industria, la finanza, e così attraversa gli ultimi trent’anni della storia italiana. E la sua parabola diventa metafora di quella del nostro Paese. Fino a uno sconvolgente rigurgito di coscienza che regala al lettore uno sguardo affilato e spietato su una Grande Bellezza che ci ha lasciati con un gran carico di immondizia. “Lo stato di ebbrezza” è nello stesso tempo una lunga e appassionata invettiva, e un profondo, a tratti struggente, romanzo psicologico e introspettivo, che ci obbliga a ricordare che cosa siamo stati, e a chiederci che cosa siamo diventati. Un “viaggio al termine della notte” nell’Italia degli ultimi trent’anni.

Lo spazio del tempo

A quattrocento anni dalla morte di William Shakespeare una grande impresa letteraria: celebri autori contemporanei riscrivono le maggiori opere del grande drammaturgo. Un progetto internazionale di cui Rizzoli è in esclusiva l’editore italiano. Luogo dell’azione: Nuova Boemia, sud degli Stati Uniti. In una notte di pioggia battente e superluna, un pianista nero di nome Shep è testimone dell’assassinio di un anziano messicano; pochi minuti dopo, abbandonata nella ruota per bambini di un ospedale, trova una neonata bianca e, accanto a lei, una ventiquattrore. L’uomo solleva la bambina, “leggera come una stella”, e decide di tenerla con sé. Luogo dell’azione: oltreoceano, Londra. Leo Kaiser è un disinvolto uomo d’affari che con i soldi ci sa fare, molto meno con i sentimenti. Se, come crede, la sua amata moglie lo tradisce con il suo migliore amico, cosa diavolo dovrebbe farsene della bambina che lei ha appena dato alla luce? Diciassette anni dopo, questa bambina di nome Perdita chiederà conto del proprio passato, “ci vuole così poco tempo per cambiare una vita e ci vuole tutta una vita per comprendere il cambiamento”. La cover version di Jeanette Winterson del Racconto d’inverno di William Shakespeare è una brillante prova d’autore. Vibra dell’eco dell’opera originale, abilmente sospesa fra tragedia e commedia, ma è una storia tutta contemporanea di amicizia, paranoia e redenzione, che si muove fra parcheggi sotterranei, videogiochi di ultima generazione, musei dell’automobile, angeli caduti. Sulla scena si fronteggiano, nell’ampio spazio del tempo, la gelosia devastante di un marito e l’amore duraturo di una figlia. E come già nell’originale shakespeariano è proprio il tempo il protagonista del romanzo, la sua natura ellittica ed elastica; il tempo capace, a sipario ancora alzato, di ridare un posto a qualcosa che si credeva perduto.

Lo scrigno dei segreti: L’odissea dei Pink Floyd

Una biografia della complicata vicenda dei Pink Floyd, dai giorni eroici di Syd Barrett al formidabile successo degli anni Settanta e ai velenosi intrighi degli anni Ottanta, dagli irripetibili spettacoli stroboscopici del 1967 ai pupazzi horror di “The wall”: una meticolosa ricerca d’archivio, sulle tracce di una favolosa storia tra la Londra psichedelica e le grandi arene del rock, grazie alla quale e a decine di interviste a critici, collaboratori del gruppo, amici e addetti ai lavori, Nicholas Schaffner è riuscito a comporre un affresco definitivo di uno dei gruppi rock che hanno più profondamente inciso il loro solco nell’immaginario contemporaneo.

Lo schiaffo

È un delizioso pomeriggio di fine estate a Melbourne, un tempo perfetto per i numerosi familiari, amici e colleghi accorsi al barbecue di fine settimana di Aisha e Hector. Affascinante indiana con la carnagione scura liscia e intatta, e grandi occhi che brillano su un viso affilato e scarno, Aisha si aggira per il giardino di casa dispensando sorrisi agli ospiti e occhiate preoccupate ai tavoli imbanditi di samosa, melanzane e semi di aneto. Hector, suo marito, un quarantenne di origine greca con un po’ di grigio sulle tempie, la barba incolta sul mento, le rughe agli angoli della bocca, la mascella volitiva e i capelli folti, si guarda furtivo in giro con in mano una birra sottratta alla montagna di bottiglie immerse nel ghiaccio nella vasca da bagno. I suoi occhi sono alla disperata ricerca di una ragazza con una sfilza di brufoli sotto il labbro inferiore, le lentiggini sul naso, folti capelli biondi e gambe lunghe tornite nei jeans neri attillati. Si chiama Connie, e lavora nell’ambulatorio di veterinaria di sua moglie. In un angolo del giardino, Bilal, un aborigeno appena convertito all’islam, cerca cortesemente di rifiutare una birra portagli da Manoli, il padre di Hector. Harry, il cugino che ha fatto fortuna con le sue imprese, incede invece con aria appagata tra gli ospiti del barbecue, seguito da Rocco, suo figlio, e da Sandi, sua moglie, una serba con un corpo da fotomodella unito a uno stile da donna provocante, i capelli tinti e cotonati, le lunghe unghie dipinte, il trucco vistoso. Anouk, la sceneggiatrice di soap che si è vestita come se dovesse andare a un cocktail party e non a una festicciola in giardino, con la gonna che lascia scoperto uno squarcio di pelle perlacea sopra gli stivali neri, presenta a tutti il suo ultimo trofeo: Rhys, un giovane attore con non grandi prospettive. Rosie, intanto, amica di lunga data di Aisha, deve già badare a Hugo, il suo piccolo di tre anni, bello come un putto, con i capelli color paglia e gli occhi azzurri quasi spettrali, e impertinente come pochi, e al marito Gary, un chiacchierone che voleva fare l’artista e che invece si ubriaca puntualmente, come uno di quegli Australezi, come dice la mamma di Hector, che ce l’hanno nel sangue la sbornia. Insomma, il barbecue sarebbe un normale barbecue della Melbourne cosmopolita dei nostri giorni se… se non accadesse l’impensabile. Hugo, il putto tanto bello quanto pestifero, forse perché ancora allattato dalla mamma ed educato secondo i nefasti principi della più sfrenata anarchia, con grande disgusto di Hector e dei suoi, sferra un calcione negli stinchi di Harry. E il cugino Harry platealmente, lentamente, leva in alto il braccio a fendere l’aria e poi a colpire il bambino con uno schiaffo che echeggia nell’aria e incrina il crepuscolo. Da quel momento l’esile equilibrio di quella piccola comunità, fatta di culture e mondi differenti, crolla. E i risentimenti, i pregiudizi sociali e razziali, le differenze di sesso e di età, riaffiorano prepotentemente, a scavare abissi incolmabili.

Litigare fa bene

Non cercate il colpevole, non imponete la soluzione, incoraggiate la versione reciproca del litigio, favorite l’accordo creato dai bambini e, soprattutto, lasciateli litigare! Il conflitto tra bambini rappresenta uno dei tabù pedagogici della nostra epoca, e al primo accenno di litigio infantile la maggior parte degli adulti tende a intromettersi e reprimere il conflitto, nella convinzione che sia necessario imporre immediatamente una rappacificazione. Tuttavia, come dimostra in questo saggio il famoso pedagogista Daniele Novara, i contrasti rappresentano per i bimbi una fondamentale occasione di apprendimento relazionale che, se lasciati liberi di agire, i più piccoli imparano a gestire autonomamente. Servendosi di semplici spiegazioni e numerosi esempi, l’autore dimostra l’efficacia del metodo maieutico “Litigare bene” da lui sviluppato e ci spiega passo dopo passo come aiutare i nostri figli a gestire i conflitti per crescerli più competenti nelle relazioni interpersonali e sociali: “Una volta adottato il metodo, gli adulti scoprono che litigare fa bene ai bambini: insegna loro a sbrigarsela da soli, a trovare un accordo in piena autonomia, a capire che nella vita ci sono punti di vista diversi”.

Lila

Lila viaggia leggera: un vestito, un vecchio coltello arrugginito, e un bagaglio di ricordi e delusioni. Non ha mai avuto altro, Lila, nemmeno un nome, prima che, da bambina, una vecchia di passaggio gliene offrisse uno per pietà. Poi un giorno la misteriosa Doll, sfregiata in volto e nel cuore, diseredata a sua volta, forse una fuorilegge, raccoglie quel fagotto di pelle, ossa e sporcizia, lo avvolge nel suo scialle capiente, e lo porta via da quella casa senza amore. Per loro inizia una vita di vagabondaggio, fra i pericoli della strada sempre più arcigna dopo l’arrivo della Grande Depressione, e l’intimità gioiosa di due anime perse e sole che bastano a loro stesse. Lila cresce al fianco protettivo di Doll, madre e padre per lei, e legge, e religione, fino a che all’improvviso si ritrova sola al mondo, e la strada le mostra un’altra faccia. Quando il suo errare la conduce al villaggio di Gilead, è ormai una randagia incallita e diffidente, malata di solitudine. Nulla la può sorprendere, tranne forse l’uomo che incontra oltre la porta della chiesa dove si rifugia per sfuggire all’acquazzone. John Ames sa parlare e sa ascoltare. È il vecchio pastore del paese, rispettato da tutti, da molti giudicato un santo. Il reverendo conosce bene la sofferenza, e ne riconosce in lei una gemella, e un’identica tensione alla verità, e molto altro ancora. Lila ha bisogno di sapere, di capire tutto quanto, che cosa sia il firmamento, per esempio, e perché un bambino possa essere tanto maltrattato, e come si coniughi la religione del perdono con la condanna dei peccatori. Ha bisogno di risposte che spazzino via la vergogna di tutta la sua vita e rivolge al vecchio Ames le domande più difficili della sua lunga carriera. Fino alla richiesta estrema: sposami. Dopo *Gilead* (Premio Pulitzer 2005) e *Casa* (Orange Prize 2009), con *Lila* (National Book Critics Circle Award 2015) Marilynne Robinson ritorna ai suoi protagonisti e alla sua ambientazione esemplare, la sua Yoknapatawpha del Midwest, per regalarci una prospettiva nuova – femminile, tormentata, forte – su questo viaggio umano.

Liberazione

Malvagio.
Questo è davvero il modo migliore per descrivere Jeremy Stonehart. Quando era Stonehart.
Lo è ancora? Non lo so. Man mano che mi rivela qualcosa in più su di sé, comincio a vedere un barlume dell’uomo sotto la superficie. Comincio a capire, in qualche modo, che perfino il male deriva da una fonte, da qualche seme iniziale che è germogliato e si è impossessato dell’anima di una persona.
Jeremy Stonehart era malvagio. Ma continuerà ad esserlo?
Lo scoprirò solo rimanendogli vicina fino alla fine. È la mia unica possibilità. È la mia unica alternativa. È l’unico modo per ottenere risposte, e l’unico modo per ottenere…
Vendetta.

Lettere Dal Carcere

Quanto a lungo si deve urlare la parola «libertà» prima che acquisti davvero un valore? Quanto tempo deve passare prima che il domani sia un giorno nuovo? Per ventisette anni Nelson Mandela, l’uomo che avrebbe guidato il paese fuori dal regime di segregazione razziale che lo soffocava da quasi mezzo secolo, non è stato altro che una sigla: un anonimo numero di matricola che identificava un prigioniero come tanti in una delle strutture carcerarie del paese. Eppure proprio in quelle celle, nel silenzio dell’isolamento, nella fatica dei lavori forzati, ha preso forma il mito che avrebbe sgretolato il sistema di oppressione dell’élite bianca.Le Lettere dal carcere di Nelson Mandela sono un documento fondamentale del Novecento. La testimonianza unica e in presa diretta della determinazione, delle difficoltà e della fede nel progresso di una delle grandi icone politiche del nostro tempo: dal primo, durissimo periodo, quando gli era concesso di scrivere una sola lettera di cinquecento parole ogni sei mesi, agli scambi con le grandi personalità internazionali negli anni ottanta; dalle umiliazioni, vessazioni e privazioni di Robben Island – non gli fu permesso di partecipare al funerale della madre e nemmeno a quello del figlio Thembi – alle struggenti parole di amore e lotta inviate alla moglie Winnie, anche lei attivista e anche lei rinchiusa in prigione.Nel centenario della nascita di Nelson Mandela, il Saggiatore pubblica in contemporanea mondiale le sue inedite Lettere dal carcere, un epistolario di rara forza che ci permette di scoprire il volto umano di un gigante nel momento più duro della sua esistenza. Pagine che, pur raccontando un presente affannoso – la sofferenza della reclusione, le preoccupazioni per le persecuzioni politiche contro amici e parenti, l’angoscia di dover fare da padre ai propri figli senza avere nemmeno la possibilità di vederli –, ci parlano di speranza e di valori senza tempo. Perché il lungo cammino verso la libertà può iniziare anche nel freddo di una gabbia senza finestre, e la convinzione dell’inevitabilità dell’alba spazzare via da sola le tenebre più scure.

Le tartarughe tornano sempre

“Un autore che dimostra di saper guardare l’animo umano” la Repubblica Salvatore è nato quando in pochi conoscevano il nome della sua isola: un luogo di frontiera posto alla fine del mondo, con il mare blu e la terra arsa dal sole. È cresciuto sulle barche, vicino alle cassette di alici, con lo sguardo nell’azzurro, sopra e intorno a lui. Lì ha conosciuto Giulia, anche se lei vive a Milano con i genitori emigrati per inseguire lavoro e successo. Da sempre Giulia e Salvatore aspettano l’estate per rivedersi: mani che si intrecciano e non vogliono lasciarsi, sussurri e promesse. Poi, d’inverno, tante lettere in una busta rosa per non sentirsi soli. Finché, una mattina, nell’estate in cui tutto cambierà, Giulia e Salvatore scoprono il corpo di un ragazzino che rotola sul bagnasciuga come una marionetta e tanti altri cadaveri nell’acqua, affogati per scappare dalla fame, dalla violenza, dalla guerra. L’isola muta volto, i turisti se ne vanno, gli abitanti aiutano come possono. Quando Giulia torna a Milano, il filo che la lega a Salvatore si allenta. La vita non è più solo attesa dell’estate e amore sincero. La vita è anche uno schiaffo, la presa di coscienza che al mondo esistono dolore e differenze. Una scoperta che travolge i due ragazzi e che darà valore a tutte le loro scelte, alla loro distanza e alla loro vicinanza. Giulia e Salvatore ora ne sono sicuri. L’isola è di chi rimane e di chi arriva. Non di chi se ne va. Non di chi dimentica.