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Santa Secret

Tenere dei segreti non è mai un buon modo di iniziare una relazione
Theo quasi non ha tempo per gli appuntamenti. Tra il lavoro e il prendersi cura del figlio di quattro anni, non rimangono molte ore libere. Si sente solo, però, quindi si iscrive a una app di incontri e inizia a chiacchierare con un tizio di nome Luke. Sembra amichevole, e i due si organizzano per incontrarsi. Theo non gli dice di avere un figlio. Sono i primi giorni, ed è preoccupato all’idea di allontanare Luke prima ancora che riescano a conoscersi.
Luke al momento lavora come Babbo Natale nel centro commerciale della zona. E pensa che Theo non avrà mai bisogno di saperlo. Il Natale finirà presto e lui passerà a un nuovo lavoro, uno meno imbarazzante. Rimane sorpreso quando, un pomeriggio, Theo e un bimbetto vanno a trovare Babbo Natale. Theo non lo riconosce, e lui si rende conto di non essere l’unico con un segreto.
Nonostante i dubbi da entrambe le parti, Theo e Luke iniziano a uscire insieme, e la chimica è incredibile. Ma mentre il Natale si avvicina i loro segreti si accumulano come pacchetti colorati sotto l’albero. Se non fanno attenzione potrebbero perdere il migliore dei regali… loro stessi.
**
### Sinossi
Tenere dei segreti non è mai un buon modo di iniziare una relazione
Theo quasi non ha tempo per gli appuntamenti. Tra il lavoro e il prendersi cura del figlio di quattro anni, non rimangono molte ore libere. Si sente solo, però, quindi si iscrive a una app di incontri e inizia a chiacchierare con un tizio di nome Luke. Sembra amichevole, e i due si organizzano per incontrarsi. Theo non gli dice di avere un figlio. Sono i primi giorni, ed è preoccupato all’idea di allontanare Luke prima ancora che riescano a conoscersi.
Luke al momento lavora come Babbo Natale nel centro commerciale della zona. E pensa che Theo non avrà mai bisogno di saperlo. Il Natale finirà presto e lui passerà a un nuovo lavoro, uno meno imbarazzante. Rimane sorpreso quando, un pomeriggio, Theo e un bimbetto vanno a trovare Babbo Natale. Theo non lo riconosce, e lui si rende conto di non essere l’unico con un segreto.
Nonostante i dubbi da entrambe le parti, Theo e Luke iniziano a uscire insieme, e la chimica è incredibile. Ma mentre il Natale si avvicina i loro segreti si accumulano come pacchetti colorati sotto l’albero. Se non fanno attenzione potrebbero perdere il migliore dei regali… loro stessi.

Tenere dei segreti non è mai un buon modo di iniziare una relazione
Theo quasi non ha tempo per gli appuntamenti. Tra il lavoro e il prendersi cura del figlio di quattro anni, non rimangono molte ore libere. Si sente solo, però, quindi si iscrive a una app di incontri e inizia a chiacchierare con un tizio di nome Luke. Sembra amichevole, e i due si organizzano per incontrarsi. Theo non gli dice di avere un figlio. Sono i primi giorni, ed è preoccupato all’idea di allontanare Luke prima ancora che riescano a conoscersi.
Luke al momento lavora come Babbo Natale nel centro commerciale della zona. E pensa che Theo non avrà mai bisogno di saperlo. Il Natale finirà presto e lui passerà a un nuovo lavoro, uno meno imbarazzante. Rimane sorpreso quando, un pomeriggio, Theo e un bimbetto vanno a trovare Babbo Natale. Theo non lo riconosce, e lui si rende conto di non essere l’unico con un segreto.
Nonostante i dubbi da entrambe le parti, Theo e Luke iniziano a uscire insieme, e la chimica è incredibile. Ma mentre il Natale si avvicina i loro segreti si accumulano come pacchetti colorati sotto l’albero. Se non fanno attenzione potrebbero perdere il migliore dei regali… loro stessi.
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### Sinossi
Tenere dei segreti non è mai un buon modo di iniziare una relazione
Theo quasi non ha tempo per gli appuntamenti. Tra il lavoro e il prendersi cura del figlio di quattro anni, non rimangono molte ore libere. Si sente solo, però, quindi si iscrive a una app di incontri e inizia a chiacchierare con un tizio di nome Luke. Sembra amichevole, e i due si organizzano per incontrarsi. Theo non gli dice di avere un figlio. Sono i primi giorni, ed è preoccupato all’idea di allontanare Luke prima ancora che riescano a conoscersi.
Luke al momento lavora come Babbo Natale nel centro commerciale della zona. E pensa che Theo non avrà mai bisogno di saperlo. Il Natale finirà presto e lui passerà a un nuovo lavoro, uno meno imbarazzante. Rimane sorpreso quando, un pomeriggio, Theo e un bimbetto vanno a trovare Babbo Natale. Theo non lo riconosce, e lui si rende conto di non essere l’unico con un segreto.
Nonostante i dubbi da entrambe le parti, Theo e Luke iniziano a uscire insieme, e la chimica è incredibile. Ma mentre il Natale si avvicina i loro segreti si accumulano come pacchetti colorati sotto l’albero. Se non fanno attenzione potrebbero perdere il migliore dei regali… loro stessi.

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Sangue del mio sangue

*Nessun segreto è per sempre.
*
**UN INCIDENTE D’AUTO CHE NASCONDE UN CRIMINE EFFERATO. UN’ANTICA VILLA AVVOLTA NEL MISTERO. UNA GIOVANE E AMBIZIOSA COMMISSARIA ALLA SUA PRIMA INDAGINE.**
Un cadavere completamente carbonizzato al volante di un’auto, anch’essa bruciata; nell’abitacolo nulla si distingue dal nero assoluto se non fosse per un particolare, un piccolo e luminoso diamante all’orecchio della vittima, unico indizio per poter risalire alla sua identità. Tutto fa pensare a un incidente finito in tragedia, ma il commissario Elettra Morin, il concorso appena vinto e una gran voglia di dimostrare a se stessa e alla squadra della Mobile di Monfalcone di essere all’altezza, non è disposta a credere alle verità troppo scontate. Quando poi, a poche centinaia di metri, viene ritrovato un uomo nudo, ferito, che fugge da un’auto mezza sfasciata, e tutti pensano di avere in mano il colpevole, Elettra capisce di dover andare oltre le apparenze.
La targa dell’auto la porta a un’antica villa patrizia circondata da un suggestivo giardino invaso da rovi. Il proprietario, un anziano collezionista d’arte, e il figlio, legato sentimentalmente alla vittima, restano sconcertati dalla morte della ragazza che fa riaffiorare il dolore per le tante tragedie a cui hanno dovuto assistere tra quelle mura bellissime e infernali.
Dissotterrando il passato e cercando di svelare il presente, Elettra scoprirà che la villa nasconde molto più di quanto i superstiti vogliano raccontare. E che il richiamo del sangue è più forte di qualunque arma. **
### Sinossi
*Nessun segreto è per sempre.
*
**UN INCIDENTE D’AUTO CHE NASCONDE UN CRIMINE EFFERATO. UN’ANTICA VILLA AVVOLTA NEL MISTERO. UNA GIOVANE E AMBIZIOSA COMMISSARIA ALLA SUA PRIMA INDAGINE.**
Un cadavere completamente carbonizzato al volante di un’auto, anch’essa bruciata; nell’abitacolo nulla si distingue dal nero assoluto se non fosse per un particolare, un piccolo e luminoso diamante all’orecchio della vittima, unico indizio per poter risalire alla sua identità. Tutto fa pensare a un incidente finito in tragedia, ma il commissario Elettra Morin, il concorso appena vinto e una gran voglia di dimostrare a se stessa e alla squadra della Mobile di Monfalcone di essere all’altezza, non è disposta a credere alle verità troppo scontate. Quando poi, a poche centinaia di metri, viene ritrovato un uomo nudo, ferito, che fugge da un’auto mezza sfasciata, e tutti pensano di avere in mano il colpevole, Elettra capisce di dover andare oltre le apparenze.
La targa dell’auto la porta a un’antica villa patrizia circondata da un suggestivo giardino invaso da rovi. Il proprietario, un anziano collezionista d’arte, e il figlio, legato sentimentalmente alla vittima, restano sconcertati dalla morte della ragazza che fa riaffiorare il dolore per le tante tragedie a cui hanno dovuto assistere tra quelle mura bellissime e infernali.
Dissotterrando il passato e cercando di svelare il presente, Elettra scoprirà che la villa nasconde molto più di quanto i superstiti vogliano raccontare. E che il richiamo del sangue è più forte di qualunque arma.
### Dalla seconda/terza di copertina
È lo pseudonimo di Roberta Mazzoni, autrice e sceneggiatrice cinematografica. Ha pubblicato diversi thriller seguendo le indagini di Ettore Benussi, commissario della Mobile di Trieste: *Nessuno è innocente* , *Bei tempi per gente cattiva* , *Il tempo non cancella* , *Non è colpa mia*. Elettra Morin, allieva di Benussi, è la protagonista di questo nuovo romanzo.

*Nessun segreto è per sempre.
*
**UN INCIDENTE D’AUTO CHE NASCONDE UN CRIMINE EFFERATO. UN’ANTICA VILLA AVVOLTA NEL MISTERO. UNA GIOVANE E AMBIZIOSA COMMISSARIA ALLA SUA PRIMA INDAGINE.**
Un cadavere completamente carbonizzato al volante di un’auto, anch’essa bruciata; nell’abitacolo nulla si distingue dal nero assoluto se non fosse per un particolare, un piccolo e luminoso diamante all’orecchio della vittima, unico indizio per poter risalire alla sua identità. Tutto fa pensare a un incidente finito in tragedia, ma il commissario Elettra Morin, il concorso appena vinto e una gran voglia di dimostrare a se stessa e alla squadra della Mobile di Monfalcone di essere all’altezza, non è disposta a credere alle verità troppo scontate. Quando poi, a poche centinaia di metri, viene ritrovato un uomo nudo, ferito, che fugge da un’auto mezza sfasciata, e tutti pensano di avere in mano il colpevole, Elettra capisce di dover andare oltre le apparenze.
La targa dell’auto la porta a un’antica villa patrizia circondata da un suggestivo giardino invaso da rovi. Il proprietario, un anziano collezionista d’arte, e il figlio, legato sentimentalmente alla vittima, restano sconcertati dalla morte della ragazza che fa riaffiorare il dolore per le tante tragedie a cui hanno dovuto assistere tra quelle mura bellissime e infernali.
Dissotterrando il passato e cercando di svelare il presente, Elettra scoprirà che la villa nasconde molto più di quanto i superstiti vogliano raccontare. E che il richiamo del sangue è più forte di qualunque arma. **
### Sinossi
*Nessun segreto è per sempre.
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**UN INCIDENTE D’AUTO CHE NASCONDE UN CRIMINE EFFERATO. UN’ANTICA VILLA AVVOLTA NEL MISTERO. UNA GIOVANE E AMBIZIOSA COMMISSARIA ALLA SUA PRIMA INDAGINE.**
Un cadavere completamente carbonizzato al volante di un’auto, anch’essa bruciata; nell’abitacolo nulla si distingue dal nero assoluto se non fosse per un particolare, un piccolo e luminoso diamante all’orecchio della vittima, unico indizio per poter risalire alla sua identità. Tutto fa pensare a un incidente finito in tragedia, ma il commissario Elettra Morin, il concorso appena vinto e una gran voglia di dimostrare a se stessa e alla squadra della Mobile di Monfalcone di essere all’altezza, non è disposta a credere alle verità troppo scontate. Quando poi, a poche centinaia di metri, viene ritrovato un uomo nudo, ferito, che fugge da un’auto mezza sfasciata, e tutti pensano di avere in mano il colpevole, Elettra capisce di dover andare oltre le apparenze.
La targa dell’auto la porta a un’antica villa patrizia circondata da un suggestivo giardino invaso da rovi. Il proprietario, un anziano collezionista d’arte, e il figlio, legato sentimentalmente alla vittima, restano sconcertati dalla morte della ragazza che fa riaffiorare il dolore per le tante tragedie a cui hanno dovuto assistere tra quelle mura bellissime e infernali.
Dissotterrando il passato e cercando di svelare il presente, Elettra scoprirà che la villa nasconde molto più di quanto i superstiti vogliano raccontare. E che il richiamo del sangue è più forte di qualunque arma.
### Dalla seconda/terza di copertina
È lo pseudonimo di Roberta Mazzoni, autrice e sceneggiatrice cinematografica. Ha pubblicato diversi thriller seguendo le indagini di Ettore Benussi, commissario della Mobile di Trieste: *Nessuno è innocente* , *Bei tempi per gente cattiva* , *Il tempo non cancella* , *Non è colpa mia*. Elettra Morin, allieva di Benussi, è la protagonista di questo nuovo romanzo.

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Salvate gli italiani. Mussolini contro Hitler. Berlino 1944

Nel luglio ’44, sul treno verso Rastenburg, dove il 20 luglio avrà l’ultimo incontro con Hitler appena sopravvissuto all’attentato di von Stauffenberg, Mussolini spiegò al generale Morera, comandante della missione militare italiana a Berlino, che il suo compito più impellente sarebbe stato salvare i 700 mila connazionali presenti in Germania, fascisti o antifascisti che fossero, e rimandarli a casa sani. Ad aiutare Morera fu un gruppetto di diplomatici dell’ambasciata i cui uomini di punta furono il ventisettenne consigliere d’ambasciata Giangaleazzo Bettoni e il delegato della Croce Rossa Armando Foppiani. Battendosi in nome di un’Italia senza ideologie, sebbene rappresentassero la Repubblica Sociale, questi italiani perbene, oggi dimenticati, riuscirono a impedire che i militari delle divisioni Littorio e Italia fossero inviati quale forza lavoro a farsi macellare sul fronte orientale; a strappare alla forca i condannati a morte per aver rubato una saponetta e a tutelare i 70 mila soldati e ufficiali italiani che continuavano a manifestare una netta opposizione al nazismo. Grazie anche all’inedita testimonianza di Renzo Morera, Prisca Bettoni e Oreste Foppiani, Alfio Caruso fa finalmente luce su una pagina eroica e sconosciuta della Seconda guerra mondiale. **

Nel luglio ’44, sul treno verso Rastenburg, dove il 20 luglio avrà l’ultimo incontro con Hitler appena sopravvissuto all’attentato di von Stauffenberg, Mussolini spiegò al generale Morera, comandante della missione militare italiana a Berlino, che il suo compito più impellente sarebbe stato salvare i 700 mila connazionali presenti in Germania, fascisti o antifascisti che fossero, e rimandarli a casa sani. Ad aiutare Morera fu un gruppetto di diplomatici dell’ambasciata i cui uomini di punta furono il ventisettenne consigliere d’ambasciata Giangaleazzo Bettoni e il delegato della Croce Rossa Armando Foppiani. Battendosi in nome di un’Italia senza ideologie, sebbene rappresentassero la Repubblica Sociale, questi italiani perbene, oggi dimenticati, riuscirono a impedire che i militari delle divisioni Littorio e Italia fossero inviati quale forza lavoro a farsi macellare sul fronte orientale; a strappare alla forca i condannati a morte per aver rubato una saponetta e a tutelare i 70 mila soldati e ufficiali italiani che continuavano a manifestare una netta opposizione al nazismo. Grazie anche all’inedita testimonianza di Renzo Morera, Prisca Bettoni e Oreste Foppiani, Alfio Caruso fa finalmente luce su una pagina eroica e sconosciuta della Seconda guerra mondiale. **

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Romanzo D’Una Signorina Per Bene

Questo ebook è un testo di pubblico dominio. Potete trovare il testo liberamente sul web. La presente edizione è stata realizzata per Amazon da Simplicissimus Book Farm per la distribuzione gratuita attraverso Kindle. **
### Sinossi
Questo ebook è un testo di pubblico dominio. Potete trovare il testo liberamente sul web. La presente edizione è stata realizzata per Amazon da Simplicissimus Book Farm per la distribuzione gratuita attraverso Kindle.

Questo ebook è un testo di pubblico dominio. Potete trovare il testo liberamente sul web. La presente edizione è stata realizzata per Amazon da Simplicissimus Book Farm per la distribuzione gratuita attraverso Kindle. **
### Sinossi
Questo ebook è un testo di pubblico dominio. Potete trovare il testo liberamente sul web. La presente edizione è stata realizzata per Amazon da Simplicissimus Book Farm per la distribuzione gratuita attraverso Kindle.

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Roma. Storie per ritrovare la mia città

«Questo è il diario dei giorni che Walter Veltroni ha vissuto da sindaco di Roma, succedendo a Francesco Rutelli che aveva determinato la ripresa della capitale. È il resoconto dal vivo di quella esperienza di governo, dei giorni fondamentali di una stagione in cui Roma cresceva, in Pil e occupazione, tre volte più del resto del Paese, in cui si diede vita a una politica sociale e di inclusione che comportò idee inedite e mezzi nuovi. In cui si affrontò il tema centrale della “ricucitura” di Roma, mettendo le periferie al primo posto. Le periferie che allora premiarono, con il consenso, quella esperienza di governo. È la città di cui i giornali internazionali parlavano in termini di “Rinascimento di Roma”. In queste pagine si racconta del piano regolatore approvato in consiglio comunale dopo cento anni e del piano regolatore sociale, esperienza innovativa di pratiche di ricucitura della città. Si racconta delle grandi opere e della ricerca di un segno architettonico contemporaneo, della politica per la scuola, della vera situazione finanziaria del comune e delle scelte ambientali, della lotta all’abusivismo edilizio e della cultura come volano di crescita umana ed economica. Come in tutte le avventure ci sono momenti di gioia e momenti di dolore, esperienze esaltanti ed episodi commoventi: la grande fiaccolata della pace su via dei Fori Imperiali all’indomani dell’attentato alle Torri Gemelle, il crollo della palazzina in via Ventotene in seguito a una fuga di gas, la serata inaugurale del nuovo Auditorium firmato da Renzo Piano, che i romani aspettavano dal 1936, e l’atto di coraggio di un senzatetto che salva cinque ragazze da due rapinatori. Il programma di Veltroni nasce dalla “consapevolezza che una città cresce solo se lo fa insieme, senza separazioni tra centro e periferie, se è una comunità unita”. Ed è proprio il senso di comunità che emerge da ogni riga di questo racconto in prima persona. Insieme all’amore dell’autore per Roma e la sua gente: un amore che non conosce discriminazione di sesso, età, stato sociale e colore della pelle.» **

«Questo è il diario dei giorni che Walter Veltroni ha vissuto da sindaco di Roma, succedendo a Francesco Rutelli che aveva determinato la ripresa della capitale. È il resoconto dal vivo di quella esperienza di governo, dei giorni fondamentali di una stagione in cui Roma cresceva, in Pil e occupazione, tre volte più del resto del Paese, in cui si diede vita a una politica sociale e di inclusione che comportò idee inedite e mezzi nuovi. In cui si affrontò il tema centrale della “ricucitura” di Roma, mettendo le periferie al primo posto. Le periferie che allora premiarono, con il consenso, quella esperienza di governo. È la città di cui i giornali internazionali parlavano in termini di “Rinascimento di Roma”. In queste pagine si racconta del piano regolatore approvato in consiglio comunale dopo cento anni e del piano regolatore sociale, esperienza innovativa di pratiche di ricucitura della città. Si racconta delle grandi opere e della ricerca di un segno architettonico contemporaneo, della politica per la scuola, della vera situazione finanziaria del comune e delle scelte ambientali, della lotta all’abusivismo edilizio e della cultura come volano di crescita umana ed economica. Come in tutte le avventure ci sono momenti di gioia e momenti di dolore, esperienze esaltanti ed episodi commoventi: la grande fiaccolata della pace su via dei Fori Imperiali all’indomani dell’attentato alle Torri Gemelle, il crollo della palazzina in via Ventotene in seguito a una fuga di gas, la serata inaugurale del nuovo Auditorium firmato da Renzo Piano, che i romani aspettavano dal 1936, e l’atto di coraggio di un senzatetto che salva cinque ragazze da due rapinatori. Il programma di Veltroni nasce dalla “consapevolezza che una città cresce solo se lo fa insieme, senza separazioni tra centro e periferie, se è una comunità unita”. Ed è proprio il senso di comunità che emerge da ogni riga di questo racconto in prima persona. Insieme all’amore dell’autore per Roma e la sua gente: un amore che non conosce discriminazione di sesso, età, stato sociale e colore della pelle.» **

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Roma Senza Papa

Nella Roma fine-secolo-ventesimo in cui si svolge questo romanzo, città ampiamente dissestata e disfatta, un solo fatto essenziale sembra mutato rispetto alla Roma di oggi: il silenzioso abbandono del Vaticano, non più abitato dal papa, Giovanni XXIV – un irlandese di mezza età, fidanzato, si dice, con una teosofa di Bengalore –, che ha trasferito la Sede Apostolica in una inappariscente Residenza, simile a un complesso di motels, a Zagarolo. È questa la ‘Roma senza papa’ che si mostra a un discreto e percettivo sacerdote svizzero che vi torna dopo anni di assenza, in attesa di essere ricevuto in udienza da Giovanni XXIV: una città offesa per l’oltraggio commesso dal papa contro il turismo, ormai principale attività del Paese, «impigrita, svuotata, con un che di depresso», ma pur sempre una città che continua ad accogliere, con la consueta indifferenza, un instancabile cicaleccio teologico. Negli antri climatizzati della Università Gregoriana, in ampi refettori dalla luce soffusa, in modeste case di parroci, in convegni di seriosa incongruità proliferano e si accavallano come mai prima le teologie, e le nuove tesi vengono spesso pronunciate da sacerdoti che parlano una lingua mista fra il romanesco e lo slang americano. Dalla ‘socialidarietà’ al policentrismo più sfrenato, dalla auspicata introduzione del totemismo nella pratica religiosa a progetti di rigide restaurazioni, tutto può essere invocato e esecrato in questo clima di ormai perfetta confusione delle lingue, dove il protagonista si muove con imbarazzo e con una certa malcelata amarezza, finché la sua perplessità giunge al culmine, e anche a una sorta di liberazione, nella visita alla Residenza del Papa, un essere dolce e un po’ spento, che alleva serpenti, ama il silenzio e vive in una sua ombrosa, elusiva solitudine. L’acutezza ironica di questa vicenda, la padronanza con cui Morselli si muove nei labirinti delle dottrine, vere e immaginarie, della Chiesa, i magistrali ritratti di ecclesiastici di alto e basso rango, l’incessante invenzione satirica, fanno di questo libro un felicissimo romanzo di ‘anticipazione teologica’, dove le idee hanno la concretezza e il grottesco dei personaggi e dove, a ogni passo, si sente uno sguardo disincantato e penetrante posarsi su un futuro che incontriamo ogni giorno.

Nella Roma fine-secolo-ventesimo in cui si svolge questo romanzo, città ampiamente dissestata e disfatta, un solo fatto essenziale sembra mutato rispetto alla Roma di oggi: il silenzioso abbandono del Vaticano, non più abitato dal papa, Giovanni XXIV – un irlandese di mezza età, fidanzato, si dice, con una teosofa di Bengalore –, che ha trasferito la Sede Apostolica in una inappariscente Residenza, simile a un complesso di motels, a Zagarolo. È questa la ‘Roma senza papa’ che si mostra a un discreto e percettivo sacerdote svizzero che vi torna dopo anni di assenza, in attesa di essere ricevuto in udienza da Giovanni XXIV: una città offesa per l’oltraggio commesso dal papa contro il turismo, ormai principale attività del Paese, «impigrita, svuotata, con un che di depresso», ma pur sempre una città che continua ad accogliere, con la consueta indifferenza, un instancabile cicaleccio teologico. Negli antri climatizzati della Università Gregoriana, in ampi refettori dalla luce soffusa, in modeste case di parroci, in convegni di seriosa incongruità proliferano e si accavallano come mai prima le teologie, e le nuove tesi vengono spesso pronunciate da sacerdoti che parlano una lingua mista fra il romanesco e lo slang americano. Dalla ‘socialidarietà’ al policentrismo più sfrenato, dalla auspicata introduzione del totemismo nella pratica religiosa a progetti di rigide restaurazioni, tutto può essere invocato e esecrato in questo clima di ormai perfetta confusione delle lingue, dove il protagonista si muove con imbarazzo e con una certa malcelata amarezza, finché la sua perplessità giunge al culmine, e anche a una sorta di liberazione, nella visita alla Residenza del Papa, un essere dolce e un po’ spento, che alleva serpenti, ama il silenzio e vive in una sua ombrosa, elusiva solitudine. L’acutezza ironica di questa vicenda, la padronanza con cui Morselli si muove nei labirinti delle dottrine, vere e immaginarie, della Chiesa, i magistrali ritratti di ecclesiastici di alto e basso rango, l’incessante invenzione satirica, fanno di questo libro un felicissimo romanzo di ‘anticipazione teologica’, dove le idee hanno la concretezza e il grottesco dei personaggi e dove, a ogni passo, si sente uno sguardo disincantato e penetrante posarsi su un futuro che incontriamo ogni giorno.

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Ritrovo Di Famiglia

**Sullivan’s Crossing** 3
Dopo aver lasciato l’esercito a causa di un colpo di testa, Dakota Jones è a un bivio nella propria vita. Con il fratello maggiore Cal e la sorella più giovane Sierra felicemente insieme a Sullivan’s Crossing, decide di unirsi a loro sperando così di schiarirsi le idee prima di lanciarsi in una nuova avventura. Ma, come ogni visitatore che passa da quelle terre, è immediatamente attratto dalle persone, affidabili e concrete, e dallo stile di vita basato su ciò che conta davvero. Uomo d’azione, Dakota è però impreparato nell’affrontare tutte le novità che si trova davanti: dall’attenzione dei residenti, specialmente delle donne single della città, ai sentimenti che lo assalgono, mentre tenta di ricostruire un rapporto vero con i suoi fratelli, fino ad arrivare all’incontro con l’unica donna che, per la prima volta nella vita, desidera sopra ogni cosa.
Una storia che sa toccare corde profonde e che permette di scoprire cosa significa essere amati e accettati dalle persone che più contano.

**Sullivan’s Crossing** 3
Dopo aver lasciato l’esercito a causa di un colpo di testa, Dakota Jones è a un bivio nella propria vita. Con il fratello maggiore Cal e la sorella più giovane Sierra felicemente insieme a Sullivan’s Crossing, decide di unirsi a loro sperando così di schiarirsi le idee prima di lanciarsi in una nuova avventura. Ma, come ogni visitatore che passa da quelle terre, è immediatamente attratto dalle persone, affidabili e concrete, e dallo stile di vita basato su ciò che conta davvero. Uomo d’azione, Dakota è però impreparato nell’affrontare tutte le novità che si trova davanti: dall’attenzione dei residenti, specialmente delle donne single della città, ai sentimenti che lo assalgono, mentre tenta di ricostruire un rapporto vero con i suoi fratelli, fino ad arrivare all’incontro con l’unica donna che, per la prima volta nella vita, desidera sopra ogni cosa.
Una storia che sa toccare corde profonde e che permette di scoprire cosa significa essere amati e accettati dalle persone che più contano.

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Ritratto dell’artista da giovane

Romanzo autobiografico della giovinezza di Joyce, scritto a Trieste nel 1916, il “Ritratto” affronta con lucidità e chiaroveggenza magistrali gli impulsi di liberazione della coscienza di un artista. Stretto fra il peso di una ferrea educazione gesuitica e lo sprigionarsi della sua natura, Dedalus, protagonista dal nome carico di simboli, sceglierà di abbandonare il proprio Paese. Prefazione di Tim Parks. **

Romanzo autobiografico della giovinezza di Joyce, scritto a Trieste nel 1916, il “Ritratto” affronta con lucidità e chiaroveggenza magistrali gli impulsi di liberazione della coscienza di un artista. Stretto fra il peso di una ferrea educazione gesuitica e lo sprigionarsi della sua natura, Dedalus, protagonista dal nome carico di simboli, sceglierà di abbandonare il proprio Paese. Prefazione di Tim Parks. **

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Ribelle genetico

**Primo** : per sopravvivere al deserto devi essere modificato. **Secondo** : per sopportare la modificazione devi dimenticarla. **Terzo** : le macchine che ti hanno adattato sono invisibili e non ti riguardano. **Quarto** : il potere è nelle mani della Ila, che è saggia e potente e regna sul tuo pianeta.
Ma il fattore imprevisto c’è sempre, anche sul mondo del deserto, e oggi si chiama Marak Trin Tain. Marak è il figlio dell’unico ribelle che abbia osato sfidare il potere della Ila ed è ossessionato dall’idea di spingersi verso est, per scoprire il significato delle visioni che lo tormentano. Ma in segreto la Ila saprà come servirsi di lui, e la missione del ribelle diventerà la missione di una civiltà intera, per salvare il pianeta deserto dal suo fato di imminente distruzione.

**Primo** : per sopravvivere al deserto devi essere modificato. **Secondo** : per sopportare la modificazione devi dimenticarla. **Terzo** : le macchine che ti hanno adattato sono invisibili e non ti riguardano. **Quarto** : il potere è nelle mani della Ila, che è saggia e potente e regna sul tuo pianeta.
Ma il fattore imprevisto c’è sempre, anche sul mondo del deserto, e oggi si chiama Marak Trin Tain. Marak è il figlio dell’unico ribelle che abbia osato sfidare il potere della Ila ed è ossessionato dall’idea di spingersi verso est, per scoprire il significato delle visioni che lo tormentano. Ma in segreto la Ila saprà come servirsi di lui, e la missione del ribelle diventerà la missione di una civiltà intera, per salvare il pianeta deserto dal suo fato di imminente distruzione.

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Remoria: La città invertita

Remoria è la città che sarebbe sorta se al posto di Romolo, nella leggenda di fondazione fratricida, a vincere fosse stato Remo. È il negativo occulto di Roma, il rimosso che aleggia perenne e che preme per tornare in superficie. Remoria non dovrebbe esistere eppure è in continua espansione: erode i confini, ribalta le gerarchie e dissolve la logica della fu Città Eterna. Perché la logica non può rendere conto di quell’immensa parte di Roma che sta fuori dal centro: la razionalità non può spiegare il Grande Racconto Anulare, la «borgatasfera» che si addensa delirante per chilometri su entrambi i lati dell’anello autostradale, le tribù di giovani mutanti che nascono in mezzo a quel niente e cambiano tutto. Raccontare Roma oggi pare un’impresa disperata, non c’è narrazione che possa contenerla. Valerio Mattioli rovescia dunque la prospettiva: parte dal fantasma, dal doppio indicibile delle sue periferie per plasmare una mitologia parallela, che inizia nella Ostia di Amore tossico, passa per la nascita delle bande metropolitane, attraversa la stagione dei rave party, e atterra in un presente dominato da rovine piovute dal futuro, discariche e campi rom. Mescolando storia delle sottoculture, psicogeografia e romanzo di formazione, e annaffiando il tutto di scienza alchemica e fantahorror lovecraftiano, Remoria è una lunga lettera d’amore che dalla Centocelle del coatto sintetico Ranxerox viene indirizzata a tutte le periferie del pianeta, nel tentativo di far riemergere la città che potrebbe essere e che (ancora) non è. **

Remoria è la città che sarebbe sorta se al posto di Romolo, nella leggenda di fondazione fratricida, a vincere fosse stato Remo. È il negativo occulto di Roma, il rimosso che aleggia perenne e che preme per tornare in superficie. Remoria non dovrebbe esistere eppure è in continua espansione: erode i confini, ribalta le gerarchie e dissolve la logica della fu Città Eterna. Perché la logica non può rendere conto di quell’immensa parte di Roma che sta fuori dal centro: la razionalità non può spiegare il Grande Racconto Anulare, la «borgatasfera» che si addensa delirante per chilometri su entrambi i lati dell’anello autostradale, le tribù di giovani mutanti che nascono in mezzo a quel niente e cambiano tutto. Raccontare Roma oggi pare un’impresa disperata, non c’è narrazione che possa contenerla. Valerio Mattioli rovescia dunque la prospettiva: parte dal fantasma, dal doppio indicibile delle sue periferie per plasmare una mitologia parallela, che inizia nella Ostia di Amore tossico, passa per la nascita delle bande metropolitane, attraversa la stagione dei rave party, e atterra in un presente dominato da rovine piovute dal futuro, discariche e campi rom. Mescolando storia delle sottoculture, psicogeografia e romanzo di formazione, e annaffiando il tutto di scienza alchemica e fantahorror lovecraftiano, Remoria è una lunga lettera d’amore che dalla Centocelle del coatto sintetico Ranxerox viene indirizzata a tutte le periferie del pianeta, nel tentativo di far riemergere la città che potrebbe essere e che (ancora) non è. **

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Reinas malditas

**Las fascinantes vidas de seis reinas marcadas por la tragedia que no pudieron elegir su destino y que dejaron una profunda huella en la Historia.** *Excéntricas, caprichosas, rebeldes, ambiciosas… Más allá de un mundo de privilegios, riqueza y poder, todas fueron mujeres de carne y hueso obligadas a llevar sobre sus hombros la pesada carga de un imperio.* La vida de estas reinas dista mucho de ser un romántico cuento de hadas. Aunque infinidad de películas y novelas nos han mostrado el rostro más amable de su reinado, en general, fueron muy desdichadas. Todas tienen en común la soledad, el desarraigo, la nostalgia, la falta de amor o el sufrimiento por no poder dar un heredero al trono. También comparten la dolorosa pérdida de sus hijos, los fracasos matrimoniales o el sentirse extranjeras en una corte donde no eran bien recibidas. Las suyas no fueron grandes historias de amor porque sus matrimonios eran un «asunto de Estado». Algunas, como Sissi, fueron emperatrices en contra de su voluntad y enfermaron de melancolía; otras, como Cristina de Suecia, escandalizaron con su extravagante comportamiento y sus ansias de libertad. María Antonieta y Alejandra Romanov comparten un trágico final, mientras que la reina Victoria de Inglaterra y Eugenia de Montijo asumieron con extraordinaria dignidad su papel en los momentos más difíciles. A través de los diarios personales y correspondencia familiar, Cristina Morató nos descubre el lado más humano y menos conocido de unas reinas y emperatrices, maltratadas por la historia, que no pudieron elegir su destino. **Reseña:**
«La corona de Francia es una corona de espinas.»
**Eugenia de Montijo** , emperatriz de los franceses **

**Las fascinantes vidas de seis reinas marcadas por la tragedia que no pudieron elegir su destino y que dejaron una profunda huella en la Historia.** *Excéntricas, caprichosas, rebeldes, ambiciosas… Más allá de un mundo de privilegios, riqueza y poder, todas fueron mujeres de carne y hueso obligadas a llevar sobre sus hombros la pesada carga de un imperio.* La vida de estas reinas dista mucho de ser un romántico cuento de hadas. Aunque infinidad de películas y novelas nos han mostrado el rostro más amable de su reinado, en general, fueron muy desdichadas. Todas tienen en común la soledad, el desarraigo, la nostalgia, la falta de amor o el sufrimiento por no poder dar un heredero al trono. También comparten la dolorosa pérdida de sus hijos, los fracasos matrimoniales o el sentirse extranjeras en una corte donde no eran bien recibidas. Las suyas no fueron grandes historias de amor porque sus matrimonios eran un «asunto de Estado». Algunas, como Sissi, fueron emperatrices en contra de su voluntad y enfermaron de melancolía; otras, como Cristina de Suecia, escandalizaron con su extravagante comportamiento y sus ansias de libertad. María Antonieta y Alejandra Romanov comparten un trágico final, mientras que la reina Victoria de Inglaterra y Eugenia de Montijo asumieron con extraordinaria dignidad su papel en los momentos más difíciles. A través de los diarios personales y correspondencia familiar, Cristina Morató nos descubre el lado más humano y menos conocido de unas reinas y emperatrices, maltratadas por la historia, que no pudieron elegir su destino. **Reseña:**
«La corona de Francia es una corona de espinas.»
**Eugenia de Montijo** , emperatriz de los franceses **

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