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L’uovo di Salaì

Roma, 1508.
Il giovane Salaì, apprendista pittore e figlio adottivo di Leonardo da Vinci, è appena giunto da Firenze nella Città Eterna su incarico del suo celebre patrigno. Deve trovare a tutti i costi un libro appena stampato nella lontana Alsazia, in cui è contenuta la prima carta geografica dell’America. Ma nessuno lo deve sapere! Leonardo infatti, invidiosissimo di Colombo, Vespucci e degli altri grandi esploratori, vuole plagiare la carta dell’America e darla alle stampe a suo nome, per fare bella figura con gli amici fiorentini.
La missione si rivela subito piena di pericoli. Salaì riceve prima oscure minacce di morte, e poi viene rapito da un commando di agitatori politici, che possiedono una copia del prezioso libro, ma sono convinti che faccia parte di una colossale congiura.
Il figlioccio di Leonardo dovrà usare tutto il suo straordinario acume per districarsi tra librai traditori, feroci usurai, prostitute d’alto bordo e spericolati sovversivi. In più il bel Salaì, gran sciupafemmine, dovrà fare i conti con i suoi antichi amori, che hanno lasciato alcuni strascichi inattesi. Come in ogni buon intrigo, alla fine verrà incastrato e finirà in catene davanti a un giudice, e solo all’ultima pagina sapremo se riuscirà a scampare alla forca.
Basato rigorosamente, come tutti i libri di Monaldi & Sorti, su fatti storici autentici e su un’architettura narrativa inimitabile, L’uovo di Salaì è una satira esilarante e spietata della teoria del complotto e di tutte le false dietrologie che condizionano la Storia e il nostro presente. Perché i falsi misteri servono a distrarre da quelli veri…
«Quale che sia la fantasia che sorge dalla lettura, conviene prendere appunti attorno agli eventi sbalorditivi cui assisteremo…»
Andrea Vitali
**
### Sinossi
Roma, 1508.
Il giovane Salaì, apprendista pittore e figlio adottivo di Leonardo da Vinci, è appena giunto da Firenze nella Città Eterna su incarico del suo celebre patrigno. Deve trovare a tutti i costi un libro appena stampato nella lontana Alsazia, in cui è contenuta la prima carta geografica dell’America. Ma nessuno lo deve sapere! Leonardo infatti, invidiosissimo di Colombo, Vespucci e degli altri grandi esploratori, vuole plagiare la carta dell’America e darla alle stampe a suo nome, per fare bella figura con gli amici fiorentini.
La missione si rivela subito piena di pericoli. Salaì riceve prima oscure minacce di morte, e poi viene rapito da un commando di agitatori politici, che possiedono una copia del prezioso libro, ma sono convinti che faccia parte di una colossale congiura.
Il figlioccio di Leonardo dovrà usare tutto il suo straordinario acume per districarsi tra librai traditori, feroci usurai, prostitute d’alto bordo e spericolati sovversivi. In più il bel Salaì, gran sciupafemmine, dovrà fare i conti con i suoi antichi amori, che hanno lasciato alcuni strascichi inattesi. Come in ogni buon intrigo, alla fine verrà incastrato e finirà in catene davanti a un giudice, e solo all’ultima pagina sapremo se riuscirà a scampare alla forca.
Basato rigorosamente, come tutti i libri di Monaldi & Sorti, su fatti storici autentici e su un’architettura narrativa inimitabile, L’uovo di Salaì è una satira esilarante e spietata della teoria del complotto e di tutte le false dietrologie che condizionano la Storia e il nostro presente. Perché i falsi misteri servono a distrarre da quelli veri…
«Quale che sia la fantasia che sorge dalla lettura, conviene prendere appunti attorno agli eventi sbalorditivi cui assisteremo…»
Andrea Vitali

L’uomo senza nome

Amareggiati per aver dovuto abbandonare uno dei loro fidati compagni in una tomba nel deserto, Harald e la sua eterogenea combriccola continuano il viaggio per recuperare il Corno dell’Arcobaleno. È un’impresa tanto ardua quanto eroica, resa ancora più complicata dal fatto che una notte i servitori del Senza Nome rubano la Chiave, l’artefatto in grado di aprire le porte che conducono al terzo livello di Hrad Spein. Fortunatamente Harald e gli altri riescono a localizzare la Chiave nel palazzo del conte Balistan Pargaid, servitore del Maestro, e Miralissa, l’affascinante principessa elfica, concepisce un ardito piano per recuperarla. Ma i servitori del Maestro e le insidie del Senza Nome continuano a frapporre mille ostacoli tra loro e il Como: dovranno lottare ancora contro inimmaginabili tradimenti, dolorose perdite ed esseri dai pericolosi e arcani poteri prima di riuscire a eludere i temibili nemici che si sono messi sulle loro tracce, e completare così la missione che salverà la loro amata terra da colui che è conosciuto come il Senza Nome…
L’uomo Senza Nome è il secondo episodio della serie Le cronache di Siala, un romanzo denso di colpi di scena, avvincente e inquietante, affascinante e fantasioso.

L’Uomo Nell’ombra

***Come posso catturare un assassino se è già morto?***
Mi chiamo Emily Baxter e quello che mi aspetta è un compito impossibile, un enigma che sfida qualsiasi comprensione. Sono una detective di New Scotland Yard, sono fatta per questo lavoro. O così ho sempre creduto. Ma fermare questi omicidi sembra qualcosa al di là delle mie forze, e perfino di quelle dell’FBI e della CIA. Tutto per un semplice fatto: non muoiono solo le vittime, muoiono ogni volta anche gli assassini. Sempre in coppia, omicidio e suicidio. Qui a Londra, ma anche oltre oceano, a New York. C’è soltanto un aspetto che può aiutarmi a trovare chi tira i fili nell’ombra. Ma è anche ciò che più mi terrorizza. Perché, per quanto possano sembrare distanti, questi omicidi hanno una cosa in comune.
Quella cosa ha un nome: il mio.
Quella cosa sono io.

**Un thriller vorticoso che sfida il lettore dalla prima all’ultima, sorprendente pagina. Una scrittura incalzante, pittorica e di travolgente espressività. E, soprattutto, una protagonista eccezionale: piena di lati oscuri ma intrisa di grande umanità, dura e spigolosa eppure fragile allo stesso tempo, la detective Emily Baxter non ha paura di dire sempre quello che pensa, a qualsiasi costo. Perché Baxter non teme nulla, tranne se stessa e le proprie ombre.**
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### Sinossi
***Come posso catturare un assassino se è già morto?***
Mi chiamo Emily Baxter e quello che mi aspetta è un compito impossibile, un enigma che sfida qualsiasi comprensione. Sono una detective di New Scotland Yard, sono fatta per questo lavoro. O così ho sempre creduto. Ma fermare questi omicidi sembra qualcosa al di là delle mie forze, e perfino di quelle dell’FBI e della CIA. Tutto per un semplice fatto: non muoiono solo le vittime, muoiono ogni volta anche gli assassini. Sempre in coppia, omicidio e suicidio. Qui a Londra, ma anche oltre oceano, a New York. C’è soltanto un aspetto che può aiutarmi a trovare chi tira i fili nell’ombra. Ma è anche ciò che più mi terrorizza. Perché, per quanto possano sembrare distanti, questi omicidi hanno una cosa in comune.
Quella cosa ha un nome: il mio.
Quella cosa sono io.

**Un thriller vorticoso che sfida il lettore dalla prima all’ultima, sorprendente pagina. Una scrittura incalzante, pittorica e di travolgente espressività. E, soprattutto, una protagonista eccezionale: piena di lati oscuri ma intrisa di grande umanità, dura e spigolosa eppure fragile allo stesso tempo, la detective Emily Baxter non ha paura di dire sempre quello che pensa, a qualsiasi costo. Perché Baxter non teme nulla, tranne se stessa e le proprie ombre.**

L’uomo nell’armadio

Uno sgabello che, nella grande hall di un aeroporto, inizia a girare sul proprio perno e non si ferma, come animato da un moto perpetuo, suscitando prima le occhiate distratte di qualche viaggiatore, poi curiosità crescente, infine una smisurata forma di culto collettivo.
Il rampollo solitario ed eccentrico di una nobile famiglia si appassiona all’uso del bisturi, che impara a utilizzare per dare vita a opere d’arte di sconvolgente intensità: asportando la superficie delle cose – di tutte le cose.
Una ragazza single, desiderosa di trovare un fidanzato dolce ma non invadente, si innamora di un uomo che per non disturbarla è pronto anche a sparire, come un’applicazione che si chiude con un semplice tocco sullo schermo.
Pietro Grossi dà vita a tre racconti totalmente insoliti, surreali, pieni di ironia e di mistero: sorprendenti quanto la sua prima raccolta, sicuri e originali come lo stile maturo che li percorre. Storie che, sotto una superficie di assoluta limpidezza, lasciano crescere un piccolo germe alieno eppure umanissimo, una spora di irrazionalità destinata a crescere introducendo nella quotidianità la scheggia fantastica del dubbio, dell’inspiegabile, dell’inconscio. Che, come sempre, è quella capace di spostare il nostro sguardo, porci le domande più grandi e farci profondamente emozionare.
(source: Bol.com)

L’uomo nell’albero

Un romanzo di Damon Knight – l’autore del Lastrico dell’inferno e del ciclo della Sea Venture, pubblicati su URANIA – è sempre un avvenimento. Soprattutto se il romanzo in questione è un inedito e rappresenta il ritorno di un grande scrittore al genere che lo ha reso famoso. In questa storia dai tratti insieme teneri e crudeli, Knight ci trasporta nell’America del dopobomba per raccontare le avventure di Gene Anderson, un ragazzo nato nell’Oregon come tanti, ma che non è come tanti. A cominciare dalla sua prodigiosa altezza – oltre tre metri – per finire con una gamma di straordinari poteri mentali, fra cui quello di “guardare nei mondi accanto”. Una storia di mutanti? Molto di più, una vera e propria odissea nel più pericoloso dei tempi possibili: il futuro sconvolto.

L’uomo leopardo

Nella Foesta Rood vagano Rinda e Remus, gemelli e principi di Parros, scampati per miracolo alla distruzione del loro regno e obiettivo dei cavalieri di Gohra, che hanno l’ordine di arrestarli e di condurli nella fortezza di Stafolos. Lì li attende la prigionia e soprattutto l’ira di Vanon, il Conte Nero di Mongaul, tristemente noto per la sua crudeltà e per il morbo terribile che lo sta consumando. La cattura, però, è impedita dall’improvvisa apparizione di un essere inquietante, un poderoso guerriero con la testa da leopardo: Guin. Per i due giovani, l’uomo leopardo è l’unica speranza contro gli spietati cavalieri e le strane creature che popolano quel luogo di frontiera tra le Terre Centrali e i Confini. Ma quello scontro non sarà l’unico che i tre compagni dovranno affrontare, anche perchè il Conte Nero è deciso a atturare quell’essere enigmatico e senza passato…
Primo romanzo di una saga il cui gusto dell’avventura, del mistero e della magia si fonde con una sensibilità tipicamente giapponese, L’uomo leopardo è il fantastico trampolino di lancio verso un mondo sorprendente, vivacissimo e animato da una schiera di personaggi indimenticabili.

L’uomo in rivolta (Tascabili. Saggi)

**Ne *L’uomo in rivolta*, pubblicato nel 1951, trova la sua più rigorosa formulazione teorica la riflessione di Camus sull’idea – fondamentale – della rivoluzione, intesa come ricerca di equilibrio, azione creatrice, unica possibilità data all’uomo per fare emergere un senso in un mondo dominato dal non senso.**
L’opera sancì la rottura definitiva di Camus con Sartre e diede origine a infinite polemiche che divisero l’avanguardia intellettuale francese ma non riuscirono a pregiudicare la validità di una lezione di coraggio, generosità e moralità che rimane attualissima ancora oggi.
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### Sinossi
**Ne *L’uomo in rivolta*, pubblicato nel 1951, trova la sua più rigorosa formulazione teorica la riflessione di Camus sull’idea – fondamentale – della rivoluzione, intesa come ricerca di equilibrio, azione creatrice, unica possibilità data all’uomo per fare emergere un senso in un mondo dominato dal non senso.**
L’opera sancì la rottura definitiva di Camus con Sartre e diede origine a infinite polemiche che divisero l’avanguardia intellettuale francese ma non riuscirono a pregiudicare la validità di una lezione di coraggio, generosità e moralità che rimane attualissima ancora oggi.

L’Uomo È Un Mendicante Che Crede Di Essere Un Re

“Cinque anni di galera non sono né pochi né facili da affrontare e superare, oggi posso dire di avercela fatta, ma vi assicuro, mi è costato tanto. Ho lottato contro i duri fortilizi del carcere e contro gli assurdi rancori di certa parte della politica e non solo di essa, che non hanno mai smesso di insidiare il mio corpo e la mia mente. Per non soccombere ho utilizzato le armi del pensiero, dell’amicizia, della fiducia, del rispetto per le Istituzioni, della speranza, dell’amore e della Fede. Non mi sono mai perso d’animo anche se ho avuto tanta paura e ho sofferto tanto. In questi 1780 giorni trascorsi in una cella, ho letto, studiato, scritto e pregato, e più il tempo passava più capivo, giorno dopo giorno, che le sbarre della mia prigione cedevano alla mia resistenza e alla mia ostinata voglia di vivere; sino a vedere il carcere diventare inquieto e confuso di fronte alla mia volontà, sino a vederlo rassegnarsi e persino a diventare fecondo. Oggi posso dire: ho vinto! Non era scontato che ci riuscissi. Voglio dirvi che in questa vittoria, tanto importante per me e la mia famiglia, c’è il contributo di voi che leggendo i miei libri mi siete vicini e mi avete fatto sentire utile ai miei compagni detenuti. Le cose che ho scritto non sono fuori di me e neppure diverse e sono servite a resistere: in carcere scrivere mi ha fatto vivere”. Totò Cuffaro
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### Sinossi
“Cinque anni di galera non sono né pochi né facili da affrontare e superare, oggi posso dire di avercela fatta, ma vi assicuro, mi è costato tanto. Ho lottato contro i duri fortilizi del carcere e contro gli assurdi rancori di certa parte della politica e non solo di essa, che non hanno mai smesso di insidiare il mio corpo e la mia mente. Per non soccombere ho utilizzato le armi del pensiero, dell’amicizia, della fiducia, del rispetto per le Istituzioni, della speranza, dell’amore e della Fede. Non mi sono mai perso d’animo anche se ho avuto tanta paura e ho sofferto tanto. In questi 1780 giorni trascorsi in una cella, ho letto, studiato, scritto e pregato, e più il tempo passava più capivo, giorno dopo giorno, che le sbarre della mia prigione cedevano alla mia resistenza e alla mia ostinata voglia di vivere; sino a vedere il carcere diventare inquieto e confuso di fronte alla mia volontà, sino a vederlo rassegnarsi e persino a diventare fecondo. Oggi posso dire: ho vinto! Non era scontato che ci riuscissi. Voglio dirvi che in questa vittoria, tanto importante per me e la mia famiglia, c’è il contributo di voi che leggendo i miei libri mi siete vicini e mi avete fatto sentire utile ai miei compagni detenuti. Le cose che ho scritto non sono fuori di me e neppure diverse e sono servite a resistere: in carcere scrivere mi ha fatto vivere”. Totò Cuffaro

L’uomo di Kiev

Basato su una vicenda realmente accaduta, “L’uomo di Kiev” è la storia di uno sconcertante caso giudiziario. È il 1911 e la Russia zarista è attraversata da frequenti scoppi di violenza antisemita. akov Bok è un ebreo che si guadagna da vivere come tuttofare; lasciato dalla moglie, cerca fortuna a Kiev dove.spacciandosi per “gentile”, riesce a farsi assumere in una fabbrica di mattoni. Ma quando accanto alla fabbrica viene ritrovato il cadavere di un bambino, si diffonde la voce che si tratti di un delitto perpetrato dagli ebrei a scopi rituali e scatta la ricerca del capro espiatorio: tradito da false testimonianze e incastrato dalla polizia,Yakov viene accusato del crimine. Rinchiuso in carcere senza processo, umiliato, abbandonato da tutti, l’uomo non smetterà di lottare con tutte le sue forze per difendere la propria innocenza. Prefazione di Alessandro Piperno.
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L’uomo di fumo

Le miniere di diamanti del Sudafrica, i campi di battaglia della Guerra Civile americana, un paesaggio vittoriano modellato sul dolore e sulle speranze infrante: questi i fondali di un romanzo dal passo epico e dall’architettura stupefacente.
Londra, 1885. In Edgware Road viene ritrovato il cadavere di una donna. La testa spiccata riaffiora a dieci miglia di distanza dalle acque melmose del Tamigi. L’ennesimo delitto orrendo che rischia di restare irrisolto in una città abitata da relitti umani, attraversata da fogne a cielo aperto, popolata da spiriti vagabondi, fasciata in una perenne nebbia sporca. Il nascondiglio perfetto per l’uomo di fumo, Edward Shade, il criminale che tutti cercano e tutti accusano.
Allan Pinkerton, il detective più celebre di tutti i tempi, è morto senza riuscire a catturarlo; e ora tocca al figlio William, che ha ereditato l’ossessione, portare a termine l’impresa fallita.
Ma anche Adam Foole, gentiluomo trasformista che viaggia accompagnato da un gigante e da una bambina, ha le sue ragioni per ritrovare Shade: e sono ragioni che alludono a un amore perduto, a una lettera, a un viluppo di segreti.

(source: Bol.com)

L’uomo delle castagne

Troppe cornacchie dietro il trattore. Saltellano freneticamente intorno a qualcosa di bianco, pallido e informe. Un maiale. Gli occhi spenti, il corpo che freme e si agita, come se provasse a spaventare le cornacchie, appollaiate a mangiare da un grosso foro di arma da fuoco sulla sua nuca. Un navigato agente di polizia, a una settimana dalla pensione, si ferma davanti alla fattoria di un vecchio conoscente, nei dintorni di Copenaghen. Qualcosa non va. Un maiale morto lasciato lì. Non si fa così, in campagna. Apre la porta d’ingresso, socchiusa, con due dita, come nei film. Per vedere una cosa che non avrebbe mai voluto vedere: sangue, un cadavere mutilato, altri corpi da scavalcare. Cammina fino all’ultima stanza, dove centinaia di omini fatti di castagne e fiammiferi – infantili, incompleti, deformi – lo guardano ciechi. Stravolto, si chiude la porta alle spalle, senza sapere che l’assassino lo sta fissando. Così si annuncia, spaventosa, la storia dell’Uomo delle castagne, un thriller di grande livello, il primo romanzo di Søren Sveistrup, autore della serie tv The Killing – il cult mondiale che ha appassionato milioni di spettatori – e sceneggiatore dell’Uomo di neve, il film tratto dal romanzo di Jo Nesbø. Un’invenzione narrativa complessa, un assassino disumano che si muove nel fondo di questo libro con una cupezza senza eguali, un’indagine condotta con angosciata bravura da due detective – uomo e donna, lui e lei – costretti a scendere mille gradini per comprendere come un’ossessione perfetta può deviare la mente di un individuo. Nemmeno Hitchcock. Perché poi un grande thriller nasce soltanto da un magnete, un chiavistello del male che attira, che vi attira inesorabilmente là, nella stanza degli omini che dondolano. Un capitolo vi lascerà il gusto di essere su una pista possibile e il seguente vi dirà di cambiare strada. Perché l’Uomo delle castagne ha pensato a tutto e ricorda ogni cosa. Gli altri, finti innocenti, hanno dimenticato.

(source: Bol.com)

L’uomo dei sogni

Quanto fa male sotterrare un sogno con le proprie mani?
Manuel vive alla giornata. Ha tagliato i ponti con il passato e seppellito ogni ambizione. Non ha una casa, non cerca una relazione stabile, non ha progetti per il domani.
Linda ha rinunciato a tutto, pur di rimanere accanto alla famiglia e sostenerla in un momento di difficoltà. Tuttavia, quanto potrà resistere, a soli venticinque anni, costretta in una vita di sacrifici?
L’incontro con Manuel risveglierà il suo cuore intorpidito, alimentando fantasie e timori, ma un ostacolo insormontabile si erge tra loro: è Giulia, la bellissima, effervescente e indomabile sorella minore di Linda. Mille incomprensioni le dividono e non potrebbero essere più diverse, ma per una volta hanno poggiato gli occhi sul medesimo obiettivo: lui.
Cosa succederà se una donna che ha perso la speranza, un uomo disilluso, una passione dirompente si ritrovano in un luogo sospeso nel tempo dove anche i sogni più nascosti possono avverarsi?
Dall’autrice di Emmeline e Rehab, una nuova, sensuale storia d’amore.
ROMANZO AUTOCONCLUSIVO
“Anche questa volta Estelle Hunt ha dato corpo a dei personaggi spettacolari, intensi e carichi di pathos.”
TRA LE BRACCIA DI UN LIBRO
“Una lettura molto scorrevole che vi terrà incollati alle sue pagine fino alla fine.”
READING IS TRUE LOVE
“Lo stile della Hunt, che avevo già avuto il piacere di conoscere in precedenza, è essenziale ma curato, moderno e ricco di immagini vivide.”
LIBRI E ALTRI DISASTRI
“La scrittura intensa di Estelle Hunt è coinvolgente, pulita e raffinata.”
ARIA’S WILD
“Consiglio questo romanzo a chiunque abbia bisogno di sentirsi capace di scalare una montagna a piedi nudi e di volare con le ali del proprio coraggio.”
THE READING’S LOVE
“Questa sua magica scrittura riesce sempre a stregarmi, a catturarmi, a farmi vivere intensamente ogni emozione o sentimento che racconta.”
LO SCAFFALE INCANTATO
“La scrittura è scorrevole e fluida e il libro si legge velocemente, i pov alternati dei protagonisti aiutano il lettore ad entrare in perfetta sintonia con le emozioni che provano.”
TRE GATTE TRA I LIBRI
“Questa storia è narrata con dolcezza e pudore, mai aggressiva, mai sopra le righe, e, tra le pieghe del racconto, qualcosa di più. Su noi donne e sul destino che scegliamo.”
FEEL THE BOOK
“Un romanzo di crescita, scelte, rivelazioni e la possibilità di vivere oltre le paure.”
LA BOTTEGA DEI LIBRI INCANTATI
“Estelle Hunt ci ha abituato a personaggi incredibili e anche in questo romanzo non si è smentita: Manuel è “L’uomo dei sogni”che non si può certo non amare e desiderare”
LA MIA BIBLIOTECA ROMANTICA
“Una storia avvincente, sensuale al punto giusto e molto coinvolgente.”
SOGNARE IN PUNTA DI PENNA
“Quello che più mi ha colpita è stata la perfetta descrizione dell’atmosfera di paese che Estelle Hunt ha inserito nella storia”
LA TESTA FRA I LIBRI
“Un libro meraviglioso che emoziona e fa sognare, e di sogni tutti noi ne abbiamo sempre bisogno.”
VANITI ROMANCE
“Estelle Hunt con il suo romanzo “L’uomo dei sogni” ci ricorda che non dobbiamo mai smettere di credere in noi stessi.”
ESMERALDA VIAGGI E LIBRI
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### Sinossi
Quanto fa male sotterrare un sogno con le proprie mani?
Manuel vive alla giornata. Ha tagliato i ponti con il passato e seppellito ogni ambizione. Non ha una casa, non cerca una relazione stabile, non ha progetti per il domani.
Linda ha rinunciato a tutto, pur di rimanere accanto alla famiglia e sostenerla in un momento di difficoltà. Tuttavia, quanto potrà resistere, a soli venticinque anni, costretta in una vita di sacrifici?
L’incontro con Manuel risveglierà il suo cuore intorpidito, alimentando fantasie e timori, ma un ostacolo insormontabile si erge tra loro: è Giulia, la bellissima, effervescente e indomabile sorella minore di Linda. Mille incomprensioni le dividono e non potrebbero essere più diverse, ma per una volta hanno poggiato gli occhi sul medesimo obiettivo: lui.
Cosa succederà se una donna che ha perso la speranza, un uomo disilluso, una passione dirompente si ritrovano in un luogo sospeso nel tempo dove anche i sogni più nascosti possono avverarsi?
Dall’autrice di Emmeline e Rehab, una nuova, sensuale storia d’amore.
ROMANZO AUTOCONCLUSIVO
“Anche questa volta Estelle Hunt ha dato corpo a dei personaggi spettacolari, intensi e carichi di pathos.”
TRA LE BRACCIA DI UN LIBRO
“Una lettura molto scorrevole che vi terrà incollati alle sue pagine fino alla fine.”
READING IS TRUE LOVE
“Lo stile della Hunt, che avevo già avuto il piacere di conoscere in precedenza, è essenziale ma curato, moderno e ricco di immagini vivide.”
LIBRI E ALTRI DISASTRI
“La scrittura intensa di Estelle Hunt è coinvolgente, pulita e raffinata.”
ARIA’S WILD
“Consiglio questo romanzo a chiunque abbia bisogno di sentirsi capace di scalare una montagna a piedi nudi e di volare con le ali del proprio coraggio.”
THE READING’S LOVE
“Questa sua magica scrittura riesce sempre a stregarmi, a catturarmi, a farmi vivere intensamente ogni emozione o sentimento che racconta.”
LO SCAFFALE INCANTATO
“La scrittura è scorrevole e fluida e il libro si legge velocemente, i pov alternati dei protagonisti aiutano il lettore ad entrare in perfetta sintonia con le emozioni che provano.”
TRE GATTE TRA I LIBRI
“Questa storia è narrata con dolcezza e pudore, mai aggressiva, mai sopra le righe, e, tra le pieghe del racconto, qualcosa di più. Su noi donne e sul destino che scegliamo.”
FEEL THE BOOK
“Un romanzo di crescita, scelte, rivelazioni e la possibilità di vivere oltre le paure.”
LA BOTTEGA DEI LIBRI INCANTATI
“Estelle Hunt ci ha abituato a personaggi incredibili e anche in questo romanzo non si è smentita: Manuel è “L’uomo dei sogni”che non si può certo non amare e desiderare”
LA MIA BIBLIOTECA ROMANTICA
“Una storia avvincente, sensuale al punto giusto e molto coinvolgente.”
SOGNARE IN PUNTA DI PENNA
“Quello che più mi ha colpita è stata la perfetta descrizione dell’atmosfera di paese che Estelle Hunt ha inserito nella storia”
LA TESTA FRA I LIBRI
“Un libro meraviglioso che emoziona e fa sognare, e di sogni tutti noi ne abbiamo sempre bisogno.”
VANITI ROMANCE
“Estelle Hunt con il suo romanzo “L’uomo dei sogni” ci ricorda che non dobbiamo mai smettere di credere in noi stessi.”
ESMERALDA VIAGGI E LIBRI

L’uomo dei dubbi (I casi dell’87º distretto Vol. 3)

Roger Broome è arrivato nella metropoli per incrementare la modesta attività che conduce in una piccola località vicina insieme alla madre, «l’unica donna bella dalla quale sia mai stato amato». Alla vigilia della partenza, euforico per il buon esito degli affari, si concede un giro per bar, ed è cosí che conosce Molly, aspirante segretaria bruttina ma disponibile. Dopo un giro di drink, i due si spostano nella camera di lui. Quella notte succede qualcosa di terribile, tanto che al mattino l’unico pensiero di Roger è cercare la piú vicina di stazione di polizia. Eppure, nel corso di una gelida giornata di febbraio, sullo sfondo della metropoli immaginaria che «non è New York ma non potrebbe esserlo di piú», tutto concorre a tenerlo lontano dall’87° distretto. Il misterioso furto di un frigorifero ai danni della padrona di casa, un mefistofelico vicino di stanza, e, soprattutto, l’incontro con la giovane Amelia, che lo seduce con i modi spigliati e la scura pelle di velluto. Con *L’uomo dei dubbi*, Ed McBain rivoluziona la serie dell’87° distretto regalandoci un Norman Bates pieno di fragilità e rovelli, e per questo ancora piú pericoloso dell’originale.
«Ed McBain è stato l’artefice della narrativa noir d’intrattenimento, la stessa che ha infiammato la fantasia dei lettori americani nell’ultimo mezzo secolo».
**Stephen King**
«*L’uomo dei dubbi* è un piccolo miracolo di tensione emotiva. Un orologio inesorabile e agghiacciante, che continua col proprio ticchettio pagina dopo pagina, che inverte valori e prospettive in maniera copernicana».
**Dalla Prefazione di Maurizio de Giovanni**
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### Sinossi
Roger Broome è arrivato nella metropoli per incrementare la modesta attività che conduce in una piccola località vicina insieme alla madre, «l’unica donna bella dalla quale sia mai stato amato». Alla vigilia della partenza, euforico per il buon esito degli affari, si concede un giro per bar, ed è cosí che conosce Molly, aspirante segretaria bruttina ma disponibile. Dopo un giro di drink, i due si spostano nella camera di lui. Quella notte succede qualcosa di terribile, tanto che al mattino l’unico pensiero di Roger è cercare la piú vicina di stazione di polizia. Eppure, nel corso di una gelida giornata di febbraio, sullo sfondo della metropoli immaginaria che «non è New York ma non potrebbe esserlo di piú», tutto concorre a tenerlo lontano dall’87° distretto. Il misterioso furto di un frigorifero ai danni della padrona di casa, un mefistofelico vicino di stanza, e, soprattutto, l’incontro con la giovane Amelia, che lo seduce con i modi spigliati e la scura pelle di velluto. Con *L’uomo dei dubbi*, Ed McBain rivoluziona la serie dell’87° distretto regalandoci un Norman Bates pieno di fragilità e rovelli, e per questo ancora piú pericoloso dell’originale.
«Ed McBain è stato l’artefice della narrativa noir d’intrattenimento, la stessa che ha infiammato la fantasia dei lettori americani nell’ultimo mezzo secolo».
**Stephen King**
«*L’uomo dei dubbi* è un piccolo miracolo di tensione emotiva. Un orologio inesorabile e agghiacciante, che continua col proprio ticchettio pagina dopo pagina, che inverte valori e prospettive in maniera copernicana».
**Dalla Prefazione di Maurizio de Giovanni**

L’UOMO CHE TREMA

Vorremmo dirvi: fidatevi. Questo è un memoir di una potenza rara. È la storia della depressione di un giovane uomo, o meglio è la storia di un giovane uomo che guarda il suo male in faccia per cercare di capire piú che può. Usando tutte le armi che ha: l’intelligenza, la forza delle parole, la letteratura, l’arte, la musica, l’ironia, la memoria. L’uomo che trema racconta, s’inoltra nel dirupo della vita di tutti i giorni, non si ferma davanti a niente. Se la sua storia è simile a quella di undici milioni di persone nel nostro Paese, il suo modo di rivelarla non ha molti paragoni.
L’uomo che trema racconta. Guarda la sua malattia come se fosse un corpo estraneo, lo viviseziona, cerca di capire qualcosa d’importante, e di farcelo capire. È in gioco il senso di tutto, per lui, che sa che piú si è depressi «piú le cose si fissano nell’attesa di farsi ghiaccio», come scriveva Cioran. E, in un certo senso, la sua cronaca è di ghiaccio. Proprio per questo emoziona nel profondo. Le reazioni del corpo e della psiche alle aggressioni chimiche dei farmaci, la paura, i vari incontri con gli psichiatri, il rapporto con la compagna e con il figlio costretti a convivere con i tumulti della malattia. Le corse per le vie di Roma, le passeggiate nei luoghi di Giuseppe Berto, autore de *Il male oscuro*. E, al culmine della sofferenza, l’appuntamento che riporta in vita un antico fantasma di famiglia, il padre ripudiato. Uno spiraglio di luce, la possibilità di pronunciare, forse, la parola «guarigione». Leggere questo libro significa immergersi nel mondo di un altro fino a sentirlo completamente tuo. Significa seguire passo dopo passo, con i sensi in allerta, il percorso da una condizione di dolore assoluto a una condizione nuova e possibile. Significa, letteralmente, essere rapiti. Perché a conquistarvi sarà la temperatura di ogni riga, la pasta della scrittura, l’intelligenza febbricitante, la qualità dello sguardo. In una parola: la voce dell’uomo che trema.
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### Sinossi
Vorremmo dirvi: fidatevi. Questo è un memoir di una potenza rara. È la storia della depressione di un giovane uomo, o meglio è la storia di un giovane uomo che guarda il suo male in faccia per cercare di capire piú che può. Usando tutte le armi che ha: l’intelligenza, la forza delle parole, la letteratura, l’arte, la musica, l’ironia, la memoria. L’uomo che trema racconta, s’inoltra nel dirupo della vita di tutti i giorni, non si ferma davanti a niente. Se la sua storia è simile a quella di undici milioni di persone nel nostro Paese, il suo modo di rivelarla non ha molti paragoni.
L’uomo che trema racconta. Guarda la sua malattia come se fosse un corpo estraneo, lo viviseziona, cerca di capire qualcosa d’importante, e di farcelo capire. È in gioco il senso di tutto, per lui, che sa che piú si è depressi «piú le cose si fissano nell’attesa di farsi ghiaccio», come scriveva Cioran. E, in un certo senso, la sua cronaca è di ghiaccio. Proprio per questo emoziona nel profondo. Le reazioni del corpo e della psiche alle aggressioni chimiche dei farmaci, la paura, i vari incontri con gli psichiatri, il rapporto con la compagna e con il figlio costretti a convivere con i tumulti della malattia. Le corse per le vie di Roma, le passeggiate nei luoghi di Giuseppe Berto, autore de *Il male oscuro*. E, al culmine della sofferenza, l’appuntamento che riporta in vita un antico fantasma di famiglia, il padre ripudiato. Uno spiraglio di luce, la possibilità di pronunciare, forse, la parola «guarigione». Leggere questo libro significa immergersi nel mondo di un altro fino a sentirlo completamente tuo. Significa seguire passo dopo passo, con i sensi in allerta, il percorso da una condizione di dolore assoluto a una condizione nuova e possibile. Significa, letteralmente, essere rapiti. Perché a conquistarvi sarà la temperatura di ogni riga, la pasta della scrittura, l’intelligenza febbricitante, la qualità dello sguardo. In una parola: la voce dell’uomo che trema.

L’Uomo Che Non C’era

Jimmy O’Brien non ha avuto una vita facile.

Nato in una famiglia molto povera e picchiato quotidianamente dal padre violento, da ragazzino riesce a scappare a morte certa piombando letteralmente tra le mani di George Finn, boss irlandese di Chicago, braccio destro di Bugs Moran, famoso rivale di Al Capone. Da quel momento in poi, Jimmy entra a far parte di un mondo fatto di violenza e cieca fedeltà al capo.

Jimmy è abituato a non esternare i propri sentimenti, l’ha imparato fin da bambino. Ma la vicinanza con il figlio di George, Henry, gli rende la vita difficile e ancora più tormentata.

L’incontro con un ragazzo di strada, poi, complica ulteriormente le cose, soprattutto quando proprio Henry decide inspiegabilmente di ospitarlo nella sua villa.

Il Natale è ormai alle porte, e l’arrivo imminente di un carico di alcolici dall’Europa potrebbe essere l’occasione tanto attesa dal clan Moran per avere la meglio su Capone.

Per assicurarsi che tutto vada per il meglio, Jimmy si affida a un poliziotto che ha sempre ricattato dopo averlo incontrato in un locale per omosessuali, David Sheena. David è luce, tanto quanto Jimmy è ombra.

In un mondo in bianco e nero, dove non c’è spazio per le debolezze, Jimmy si troverà a dover lottare per la propria vita e per quella delle persone a cui tiene, cercando di tenere a bada ciò che si agita nel suo petto e che non avrebbe mai pensato che potesse farlo sentire così vivo.

(source: Bol.com)