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Widows. Eredità criminale

Per Dolly essere la moglie del noto criminale Harry Rowlins non è mai stato un problema. Negli anni si è tenuta alla larga dagli affari del marito, ottenendo in cambio tutte le attenzioni che ha sempre desiderato. Eppure l’ultima impresa di Harry è finita in tragedia e con la sua morte Dolly si ritrova sola. Finché non riceve un biglietto anonimo con precise istruzioni: deve presentarsi in banca sotto falso nome e accedere a una cassetta di sicurezza. Qui, oltre a contanti e una pistola, trova il taccuino sul quale il marito ha annotato le persone con cui ha avuto a che fare e le rapine che ha organizzato, compresa l’ultima. Dolly interpreta questo ritrovamento come un segno. Sta a lei portare a termine quello che Harry ha iniziato. Lo deve a se stessa. E soprattutto lo deve a quel marito del quale vuole onorare la memoria. Ma non può farcela da sola. Ha bisogno del sostegno di chi, come lei, sa cosa vuol dire vivere al fianco di un criminale con tutti i rischi che comporta. È così che Dolly si rivolge alle uniche persone che è certa non si tireranno indietro: le vedove dei complici di Harry e la scaltra Bella, che si conquista fin da subito la sua stima. Solo unendo le forze e fidandosi l’una dell’altra, le quattro donne riusciranno a farsi strada in un mondo che non fa sconti e premia quelli che sono disposti a mettere a repentaglio anche la propria vita per ottenere ciò che vogliono. E loro non hanno la minima intenzione di tirarsi indietro. Nemmeno quando le cose non vanno secondo i piani.

Whitney, Amore Mio – Seconda Parte (I Romanzi Emozioni)

La passione scatenata dall’affascinante duca di Claymore si insinua nella giovane Whitney Stone e ne fa vacillare le certezze, mentre il sogno di coronare l’amore giovanile e sposare Paul Sevarin si infrange di fronte alla realtà. Ma quando la ragazza decide di accettare Clayton, equivoci e incomprensioni rendono il loro rapporto burrascoso, scatenando la violenza di lui e spingendo Whitney a fuggire. Allora non le rimarrà che far ricorso a tutto il proprio coraggio e a tutta la propria determinazione, per cercare di abbattere barriere che neppure il matrimonio è riuscito ad annullare. E dimostrarsi degna erede del titolo appartenuto, prima di lei, a donne straordinarie…

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Werdenstein #2: Il mistero dell’abate Alexander

#1 BESTSELLER IN NARRATIVA STORICA Secondo episodio: “Il mistero dell’abate Alexander” WERDENSTEIN Una figura femminile eccezionale, fuori dalle regole del proprio tempo Un genio nella creatività e nella dissolutezza GERMANIA 1907-1938. Da moglie e madre sottomessa e infelice, Helèna von Waldenburg si trasforma in donna forte e trasgressiva. È lei “il genio”, la creatrice di Werdenstein, fra le cui mani tutto sembra fiorire. Donna d’affari audace e ambiziosa, eterna rivale del marito, il gelido opportunista Heinrich von Rosenberg, ufficiale dell’esercito tedesco, Helèna è anche madre di Philipp (il tragico duca de “Lo scrigno di Ossian”), su cui riversa tutto il suo amore: amore assoluto, amore disarmante, amore profondo e totalizzante… ma non amore materno. Dietro le mura dorate del castello di Werdenstein si nasconde, infatti, un inconfessabile segreto: l’ultimo tabù dell’umanità, da sempre tenuto sepolto agli occhi delle folle, innominabile e intoccabile anche ai nostri giorni… Attraverso una scrittura raffinata e intensa che non risparmia nulla al lettore, passando dai toni della saga familiare a quelli del giallo e del romanzo storico-politico, l’autrice delinea il ritratto di una società decadente – quella che dalla Germania di Guglielmo II condurrà alla follia del Terzo Reich − e apre uno squarcio sul tema delle contraddizioni esistenziali, delle degenerazioni erotiche che sottostanno all’ideologia nazista e su alcune delle tematiche più scottanti dell’umanità: l’incesto madre-figlio, l’innocenza e la colpa, l’eterno femminino e l’esistenza di Dio. ***** CARMEN MARGHERITA DI GIGLIO. IL SOPRANO CHE SCRIVEVA ROMANZI STORICI. Dopo un’applaudita carriera nella lirica, si è dedicata alla scrittura e oggi i suoi romanzi, ricchi di mistero, esoterismo, passione ed eros, affascinano i lettori. Alcuni fra i suoi titoli sono saliti in cima ai bestseller di Amazon: i romanzi “Lo scrigno di Ossian” e “Werdenstein” (entrambi #1 ebook Bestseller Amazon 2014 nelle categorie Azione e avventura e Miti saghe e leggende) e il thriller “La contessa di Calle” (ebook Bestseller Amazon 2014 in Narrativa storica e Horror). Carmen ha tradotto e pubblicato per Nemo Editrice: La chiave d’oro di Emmet Fox, Il metodo scientifico per diventare ricchi di W. D. Wattles, La porta segreta del successo e Il magico sentiero dell’intuizione di Florence Scovel Shinn, prima edizione in Italia (2014), ognuno dei quali si è collocato nei top 10 ebook bestseller di Amazon per il self-help e il raggiungimento del successo. Altre sue pubblicazioni: La porta alchemica (poemetto esoterico) e Sogno di una notte di pieno inverno (racconto mistery), entrambi illustrati con le immagini di William Blake. ***** WERDENSTEIN ebook è disponibile in versione integrale, oppure nella versione a puntare, suddiviso in 6 episodi: 1- Il regno segreto 2- Il mistero dell’abate Alexander 3- La duchessa 4- Il crepuscolo della dea 5- Notte dei Lunghi Coltelli 6- Lo scrigno

Web design con Bootstrap

Bootstrap è un moderno e potente framework che permette di creare pagine web responsive, cioè adattabili a qualsiasi dispositivo: mobile, tablet o desktop. Creato dal team di Twitter e poi rilasciato sotto una licenza open source, è oggi uno strumento imprescindibile per gli sviluppatori front-end. Questo manuale insegna a utilizzare le varie funzionalità di Bootstrap per progettare e creare layout di vario tipo. Vengono presentati gli elementi nativi del framework partendo dalla struttura delle griglie e passando agli elementi di navigazione, i testi, le immagini, i form, per arrivare a pulsanti e componenti dinamici che consentono un controllo puntuale delle interazioni con l’utente. Non mancano consigli su come personalizzare i principali stili CSS. Il codice degli esempi è liberamente scaricabile online.

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Weaving the Dark Web

**An exploration of the Dark Web—websites accessible only with special routing software—that examines the history of three anonymizing networks, Freenet, Tor, and I2P.**
The term “Dark Web” conjures up drug markets, unregulated gun sales, stolen credit cards. But, as Robert Gehl points out in *Weaving the Dark Web*, for each of these illegitimate uses, there are other, legitimate ones: the *New York Times*’s anonymous whistleblowing system, for example, and the use of encryption by political dissidents. Defining the Dark Web straightforwardly as websites that can be accessed only with special routing software, and noting the frequent use of “legitimate” and its variations by users, journalists, and law enforcement to describe Dark Web practices (judging them “legit” or “sh!t”), Gehl uses the concept of legitimacy as a window into the Dark Web. He does so by examining the history of three Dark Web systems: Freenet, Tor, and I2P.
Gehl presents three distinct meanings of legitimate: legitimate force, or the state’s claim to a monopoly on violence; organizational propriety; and authenticity. He explores how Freenet, Tor, and I2P grappled with these different meanings, and then discusses each form of legitimacy in detail by examining Dark Web markets, search engines, and social networking sites. Finally, taking a broader view of the Dark Web, Gehl argues for the value of anonymous political speech in a time of ubiquitous surveillance. If we shut down the Dark Web, he argues, we lose a valuable channel for dissent.

We Are Family

Al Santamaria è un bambino prodigio, probabilmente il più grande genio del ventesimo secolo, colui che salverà il genere umano appena avrà risolto un problema più urgente: trovare una casa per la sua famiglia. Perché la vita dei Santamaria non è sempre facile, per la verità: uno specchio dell’Italia degli ultimi quarant’anni, sospesa tra voglia di riscatto e illusioni di grandezza, immobilizzata dall’incapacità di credere veramente in ciò che sogna. Al invece, tra mille difficoltà e prove potenzialmente distruttive, non ha cedimenti e costruisce pezzo dopo pezzo il suo mondo, con l’aiuto della sorella Vittoria, serial killer di animali domestici, e delle risorse della sua età. Risorse che sono illimitate perché lui, nemmeno lo sa, resterà bambino per tutta la vita.

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Wasteland. La terra dei sogni perduti

Sebastian ha tutto quello che serve all’eroe di una favola: la giovinezza, il coraggio, un costume,e un’impresa impossibile che provi il suo amore per Ero. Perché Sebastian, come ogni eroe che sirispetti, ha, soprattutto, l’amore. In nome di questo sentimento è partito alla ricerca di una pozionemagica che salvasse la vita della sua amata, ha sfidato mille pericoli e ora sta tornando da lei. Tuttobello, tutto perfetto, se non fosse che questa, purtroppo, non è una favola. È un sogno. E come disolito succede ai sogni, proprio sul più bello, un attimo prima che Sebastian possa riabbracciareEro, si interrompe. Nel mondo reale, infatti, il sognatore si è svegliato e, come spesso capita, non è un eroe. Non ha più la giovinezza, il coraggio, un costume e, soprattutto, non ha l’amore. Quello che ha, se non altro, è un’impresa impossibile da compiere: tornare a provare, anche solo per un istante, l’amore che sentiva nel sogno. Ritrovare lei, Ero. Per farlo Sebastian deve intraprendere una sfida che nessun eroe ha mai dovuto affrontare prima: varcare di nuovo la linea che separa il mondo della realtà da quello della fantasia e attraversare un intero Universo. Fino a Wasteland.

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Warrior. La vendetta del guerriero

Darius ha perso tutto.La sua terra, Andurian, è caduta sotto la dominazione dell’Impero di Caio Settimo, sua madre è stata messa al rogo per aver guidato la resistenza e sua moglie e suo figlio sono state vittime di uno spaventoso incidente.Così, in un mondo postmoderno soggiogato da un regime sanguinario che unisce tecnologie avanzate e schiavismo e nel quale gli umani si sono evoluti in nuove razze, Darius, ridotto in catene, si troverà costretto a combattere per puro spettacolo nelle arene di Xendria.Ma quando non sembra esserci più speranza e il destino di tutta l’umanità pare ormai segnato, Darius troverà la forza per ribellarsi e, insieme ad alleati inaspettati, cercherà di trovare un modo per realizzare quella che sembra un’impresa impossibile: vendicarsi di Caio Settimo e liberare il mondo dalla sua tirannia.Un romanzo adrenalinico che vi farà vivere un’avventura indimenticabile e che vi farà sentire partecipi della battaglia più importante di tutte: quella per la libertà.

Wanted

Joe è un detective privato alla vecchia maniera e vive in un mondo in cui gli attacchi dell’11 settembre non sono mai avvenuti, anzi fanno parte della realtà immaginaria di una famosa serie di romanzi che hanno come protagonista la figura, altrettanto immaginaria, di Osama bin Laden. Un giorno Joe riceve la visita di una misteriosa donna, che lo ingaggia per trovare proprio Mike Longshott, l’autore di quei libri; inizia così un’avventura paradossale fra Laos, New York, Londra, Parigi e, ovviamente, Kabul. Man mano che l’indagine di Joe progredisce, le cose si fanno sempre più strane e le certezze del detective cominciano a trasformarsi in lancinanti dubbi, tanto da portarlo a non essere più sicuro nemmeno della sua stessa identità. Così, in un mondo senza terrorismo globale, Joe si ritrova ad affrontare nemici oscuri che cercano di impedirgli di scovare la verità che sta sotto a quella che lui ha sempre considerato la realtà. “Wanted” è un romanzo dai contorni noir in cui i confini fra reale e immaginario si confondono, in cui il thriller internazionale si tramuta in storia alternativa, e in cui Lavie Tidhar delinea uno sconcertante ritratto dei nostri tempi.
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Vuoto

Una professoressa di Lettere di un istituto tecnico scompare nel nulla. E se non fosse per una collega, nessuno se ne preoccuperebbe. Il marito, un ricco industriale, sostiene che la donna se ne sia andata di propria volontà, e non esistono prove del contrario. Approfittando di un momento di tregua nel lavoro, gli uomini di Palma, cui si è aggiunto un elemento per coprire l’assenza forzata di Pisanelli, decidono di cominciare un’indagine in modo informale. Scopriranno che anche le vite piú piene possono nascondere un vuoto incolmabile. Un vuoto che ha innumerevoli colori: uno per ogni paura, uno per ogni orrore.

I BASTARDI DI PIZZOFALCONE

Luigi Palma, detto Gigi: vicequestore.
Vuoto di potere.

Giorgio Pisanelli, detto il Presidente: sostituto commissario.
Vuoto di forze.

Elsa Martini, detta la Rossa: vicecommissaria.
Vuota di passato.

Giuseppe Lojacono, detto il Cinese: ispettore.
Vuoto di futuro.

Francesco Romano, detto Hulk: assistente capo.
Vuoto di decisioni.

Ottavia Calabrese, detta Mammina: vicesovrintendente.
Vuota di certezze.

Alessandra Di Nardo, detta Alex: agente assistente.
Vuota di coraggio.

Marco Aragona, vorrebbe essere detto Serpico: agente scelto.
Vuoto a perdere.

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Vuoi vedere che è proprio amore?

È possibile che la vita viri dal grigio al rosso, passando per il rosa, nell’attimo di un respiro? A sentire Piera Aldobrandi, insegnante di inglese single, salutista e aspirante fotografa, la risposta è sì. Perché, quando incontra il cinico Jean, uno che segue le regole della statistica anche con le donne, l’amore esplode dentro di lei con il calore di una ballata irlandese, finendo per colpire, oltre la sua vita, anche il suo guardaroba che da grigio diventa rosso fuoco. Tutto inizia nel borgo milanese di Bang Bang. Tutta colpa di un gatto rosso, ma poi la storia si sposta in un’Irlanda che più romantica di così non si può, punteggiata da un coro di personaggi divertenti e improbabili e dalle canzoni eterne dei Beatles. Il gatto rosso? C’è anche lui, e se la ride sotto i baffi. [L’AUTRICE] Ex giornalista, milanese, amante dei bassotti e dei gatti rossi, Viviana Giorgi scrive per lo più commedie romantiche contemporanee, più speziate che sfumate, con eroine decise ma un po’ imbranate e non certo sofisticate, ed eroi gloriosamente da sballo. Tra una romantic comedy e l’altra, ogni tanto si lascia tentare anche dal lato più sorridente e vivace del romance storico, suo primo indimenticato amore. Il lieto fine per Viviana Giorgi? Obbligatorio e altamente glicemico, sia che la sua eroina vesta in jeans o in stile impero. Perché, come ripete spesso: se si deve sognare, meglio farlo alla grande, no?

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Vuoi sposarmi? no grazie!

Lui è Neleo, per gli amici Leo, dongiovanni scapestrato che proprio non vuol saperne di assumersi responsabilità.
Lei è Nicla, per gli amici Nisha, una ragazza siciliana ribelle e complicata.
Neleo non vorrebbe abbandonare la sua dolce vita da scapolo e piuttosto ne preferirebbe una diversa.
Nisha è stata cresciuta nella menzogna e non ne può più della sua famiglia iperprotettiva, preferirebbe fuggire in fondo al mare.
Ma esprimere un desiderio in una notte stellata è molto… molto… molto pericoloso.
Nuotando tra mito e realtà, immersi nel fascino intramontabile del mare di Palermo e nella magia che solo l’amore sa regalare… Neleo e Nisha sono protagonisti di un susseguirsi d’avventure, esilaranti equivoci, mitiche trasformazioni, misteriosi rapimenti.
Una meravigliosa storia che fa riflettere sull’importanza del valorizzare ciò che si ha, che fa sognare come una favola e soprattutto che fa fare tante tantissime risate…

Vorrei che l’amore avesse i tuoi occhi

Abbarbicata com’è all’antica cinta muraria della Rocca, la casa dei Ferretti è l’invidia di tutti gli abitanti di Cetona, uno splendido borgo immerso nella tranquilla campagna senese. Dalle sue finestre si può ammirare l’intero paese disteso ai suoi piedi, con le case bianchissime e i tetti marroni, la vallata e l’imponente sagoma del Monte Cetona, che sembra così vicina da poter sfiorare la sua vetta con un dito. Sofia e la sua famiglia vivono lì da sempre. Ma, a un passo dall’estate, la bucolica quiete di quelle mura è bruscamente interrotta dall’arrivo di un ospite speciale. Un famoso pittore australiano, Tyron Lane, che ha scelto quelle incantevoli colline come soggetto per i propri quadri. La sua fama di uomo affascinante ma molto schivo, solitario e inquieto lo precede e in paese non si parla d’altro. C’è chi non sopporta i suoi modi asciutti e sbrigativi, chi ne difende il diritto alla privacy, chi è convinto che in fondo tutta quella ritrosia sia di facciata. E poi c’è Sofia che, dopo un primo e fugace momento di ammirazione, ha deciso di non lasciargliene passare nemmeno una. Perché per lei, così solare, istintiva e piena di vita, quell’artista non è riservato ma solo un gran insolente. A casa Ferretti sono tempi duri, e le schermaglie all’ordine del giorno. Tyron e Sofia sembrano appartenere a due mondi diversi. Eppure il loro incontro regalerà a entrambi quello che da tempo stavano cercando: la possibilità di guardare, ancora una volta, l’amore negli occhi.
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Voragine

Ai margini di una città assediata, distrutta, che è ieri ed è domani, è qui ed è altrove, vive qualcuno di nome Giovanni. La sua casa è sulla terra incendiata dal gelo, in una periferia esangue, accasciata sul relitto di un acquedotto romano nei pressi di una ferrovia morta. È la casa in cui Giovanni vive e il padre e il fratello muoiono. È la casa da cui Giovanni viene cacciato e da dove comincia un vagabondaggio tra tunnel, ruderi infestati da cani, carcasse di automobili e uomini spaventati. Uomini dominati da un ferino istinto di sopravvivenza, da un’insensatezza che è costruzione e sfacelo. È destino. Una voce lo segue e lo spinge a testimoniare la fine di un mondo che non smette di finire, perché l’assedio della città c’è sempre stato. La voce atona di un profeta retroattivo, priva di pathos, che registra la violenza senza un sussulto ma rimane ipnotizzata dalla materia; che parla da un buio e da un vuoto, nomina, è interiore e rimbomba nell’ovunque. La voce che accompagna Giovanni fra le macerie mentre uomini ciechi si divorano l’un l’altro, lo scorta fra incubi di bambini in fuga e supermercati saccheggiati, in una regione più scura del sonno, senza fame e senza vita. Voragine è un paesaggio metafisico, un’apocalisse di rottami, l’endoscheletro di un romanzo di formazione. È l’esordio di Andrea Esposito, un narratore che, come un Piranesi distopico, trascina le sue rovine in un futuro anteriore, prossimo e remoto; e, con frasi che risuonano come colpi di martello sulla lamiera, racconta una ferocia che è organismo e linguaggio, componendo la fiaba nera di un passato in macerie, di un millennio in disfacimento, di un presente orfano.

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Volti Nell’acqua

«Ancor più di Virginia Woolf, Janet Frame è prigioniera della sua biografia», scrive Hilary Mantel nell’introduzione a questo volume. La grande scrittrice neozelandese trascorse otto anni della sua vita in vari ospedali psichiatrici e fu sottoposta a più di duecento elettroshock, «ognuno pari per intensità di paura a un’esecuzione capitale». La sua intera opera è attraversata da cima a fondo dal ricordo di questo doloroso capitolo della sua esistenza, come ampiamente mostra Un angelo alla mia tavola, l’autobiografia che le ha dato la fama e che fu oggetto di una memorabile trasposizione cinematografica di Jane Campion. Il libro, tuttavia, in cui la sua esperienza ospedaliera viene restituita nella maniera più cruda e, nello stesso tempo, poetica è certamente Volti nell’acqua, benché Janet Frame abbia scritto di avervi ammorbidito la verità, temendo che altrimenti non le avrebbero creduto. Istina Mavet è il personaggio principale dell’opera che, come ha scritto l’autrice, non è la semplice rappresentazione di se stessa, ma qualcosa di più. Hilary Mantel ricorda come Istina significhi verità in serbocroato e Mavet morte in ebraico. Istina Mavet è la vittima e, insieme, la testimone di una reclusione in cui è in questione tutto tranne che la cura. L’ospedale dove resta più a lungo ospita pazienti di ogni età e patologia, malati di demenza senile, criminali, persone con disturbi genetici e semplici sofferenze emotive. I medici non si fanno vedere mai e le infermiere hanno il solo compito, non immune da un certo sadismo, di controllare i pazienti. «Il libro – scrive Hilary Mantel – è una testimonianza di umiliazione e terrore, squarciata da riflessioni raggelanti. Il vissuto dei suoi per sonaggi viene trasferito sulla pagina con una leggerezza tale che il lettore non lo vive mai come un’esperienza punitiva. È un racconto di sofferenza che riesce a entusiasmare e stra ziare allo stesso tempo, perché la sua stessa esistenza – il fat to che Istina sopravviva e racconti la storia – dimostra che quella sofferenza non l’ha distrutta». Contiene certamente pagine strazianti, come quelle in cui vengono descritti i balli e le occasioni conviviali in cui le pazienti, agghindate in vestiti della festa che le fanno sembrare «prostitute da operetta», vengono trascinate fuori dai reparti per divertirsi. Tuttavia, anche le «pagine più buie sono illuminate dalla consapevolezza che la vita umana è qual cosa di prezioso, e che ogni vita è unica». «Janet Frame era il prodotto di ciò che aveva alle spalle, ma è riuscita a illuminarlo e trasfigurarlo. Una vita quasi appassita che è sbocciata in una fioritura di bellezza. Janet Frame rientra fra quegli scrittori che ti fanno pensare, che ti piaccia o no, alle misteriose vie della grazia». Hilary Mantel «Che donna straordinaria è Janet Frame, superare così tanti ostacoli, e poi accoglierli meravigliosamente nella tua opera». Doris Lessing