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Adua: La battaglia che cambiò la storia d’Italia

All’alba del l° marzo 1896 sedicimila italiani, scarsamente addestrati, si addentrarono fra le impervie e solenni montagne che portano a Adua, in Abissinia. Andavano all’attacco di centomila etiopi, comandati dal negus Menelik e dalla terribile regina Taitù. I giornali dell’epoca definivano i soldati dell’esercito nemico “selvaggi”, in realtà erano fieri combattenti dotati di mezzi militari più moderni dei nostri. Pur essendo trascorso più di un secolo da quello storico evento, la battaglia di Adua resta un “suicidio” militare ancora ammantato di misteri. In questo libro l’autore narra lo scontro in presa diretta, seguendo le fasi e i ritmi convulsi dei combattimenti con gli occhi di coloro che ne furono vittime e protagonisti.
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Adriano. L’età d’oro dell’impero romano

Grazie al fortunato libro che gli ha dedicato Marguerite Yourcenar, alla splendida villa di Tivoli e al Vallo che fece erigere in Britannia, il nome di Adriano è ben noto anche al grande pubblico. Esteta dai gusti in fin dei conti semplici, uomo interessato all’amministrazione dello Stato e della giustizia, ma anche politico sospettoso e stratega spietato, questo provinciale spagnolo è il protagonista assoluto di ventuno anni di principato. Un’età dell’oro capace di lasciare un’impronta indelebile sull’impero romano.

Adorato nemico

A New York, la vita di modella è stressante. E Teddi Whitehall era felice ogni volta che poteva allontanarsene. Quale occasione migliore, quindi, dell’offerta che le aveva fatto la sua amica più cara di trascorrere l’estate nel ranch che aveva in Canada? Ma Kingston, lo spavaldo proprietario del ranch, pareva poco disposto a darle il benvenuto. Teddi sapeva il perchè. Lui la riteneva semplicemente una play-girl. Peccato, perchèéa lei Kingstone piaceva… ma poteva innamorarsi di un uomo che la disprezzava? E che, oltretutto, era il fratello della sua migliore amica?!?

Adesso basta

Superare le paure e riguadagnare il tempo
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**Il libro che ha introdotto in Italia ****il fenomeno del downshifting: **scalare marcia, rallentare, cambiare vita

Ne abbiamo abbastanza. Lavorare per consumare non rende felici. Lo sappiamo tutti, ma come uscirne? Cambiare vita da soli sembra una scelta troppo faticosa. Addirittura impossibile. Invece no. Il downshifting (“scalare marcia, rallentare il ritmo”) è un fenomeno sociale che interessa milioni di persone nel mondo (complice anche la crisi). Ma non si tratta solo di ridurre il salario per avere più tempo libero. Simone Perotti propone qui un cambio di vita netto, verso se stessi, il mondo che ci circonda, le abitudini, gli obblighi, il consumo. La rivoluzione dobbiamo farla a partire da noi, riprendendoci la nostra vita per essere finalmente liberi. Come ha fatto l’autore, che racconta la sua esperienza entrando nel merito delle conseguenze economiche, psicologiche, esistenziali, logistiche. Dire no non basta per essere felici. L’insicurezza economica cui andiamo incontro è anche un’occasione per ripensarci.

(source: Bol.com)

Addio per sempre

Chiunque urlerebbe, ma la signora Hathall non emette suono. Il cadavere di sua nuora, abbandonato nella stanza, non la impressiona più che tanto. Non ha mai visto una persona assassinata, ma ha avuto tante di quelle volte la sensazione di assistere alla propria morte, che ora resta quasi insensibile. Attraversa la stanza ciabattando, scende le scale, annuncia al figlio che sua moglie non c’è più. Da questo drammatico inizio, prende il via uno dei romanzi più belli di Ruth Rendell, considerata la grande erede di Agatha Christie. L’ispettore Wexford non riesce a trovare nessun movente, nessuna ragione, nessun sospetto. Eppure, sa che se c’è un cadavere, c’è anche un assassino. Ma neppure lui, che di indagini ne ha svolte tante e che ritiene di sapere quasi tutto sugli omicidi, potrebbe mai immaginare qual è la verità e cosa si nasconde dietro il corpo inerte della donna trovata dalla signora Hathall.

Addio

Il colonnello De Sucy, tornato in Francia dopo una lunga prigionia in Russia, ritrova, in una vecchia casa isolata in campagna, la vedova del suo generale, una donna che lui aveva amato di un amore intenso e disperato. La donna, sconvolta dalla guerra, ha perso la ragione, ma De Sucy é pronto a tutto pur di farla guarire. Un racconto romantico e vigoroso, capolavoro giovanile dell’autore della * Commedia umana * (1799-1850).
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Ad ovest del sole

Riemersa da una guerra nucleare e ancora spezzata in due grandi blocchi politici, la Terra non ha dimenticato la conquista delle stelle. In una galassia che sembra non ospitare altre creature intelligenti oltre all’uomo, finalmente l’astronave Argus scopre Lucifero, un mondo abitato. Ma dopo il loro viaggio durato undici lunghi anni, i nuovi argonauti sono destinati al naufragio fra due razze umanoidi di pigmei e di giganti divise da millenarie ostilità. Per i tre uomini e le tre donne dell’equipaggio terrestre la sfida è ardua: essi non devono solo sopravvivere su un pianeta alieno e scampare ai pericoli del conflitto che li circonda, ma altresì lottare per costruire una nuova società in quella che d’ora in poi sarà la loro patria.

Acqua santissima: La Chiesa e la ‘ndrangheta: storie di potere, silenzi e assoluzioni

La mattina del 4 luglio 1966 don Antonio avrebbe dovuto celebrare una messa funebre per un capobastone di Ciminà, piccolo paese in provincia di Reggio Calabria, ma venne ucciso in un agguato prima di riuscire a raggiungere la chiesa: le perizie balistiche accertarono che il sacerdote aveva sparato contro i suoi assassini per coprirsi la fuga.
Suor Rosa, la sorella del boss Paolo Martino, cugino del padrino di Archi, Paolo De Stefano, sfruttava le proprie conoscenze per acquisire informazioni riguardanti eventuali procedimenti penali in corso nei confronti del fratello.
Nel 2007 il boss Vincenzo Gioffrè entra a far parte del comitato per l’organizzazione della festa in onore della Madonna dei Poveri di Seminara. Anni prima, il sindaco neoeletto aveva tentato di modificare il percorso della processione per impedire che il fercolo della Madonna proseguisse, come da tradizione, fino alla casa del boss locale, ma le sue disposizioni vennero disattese e, qualche giorno dopo, per ribadire chi comanda, venne dato fuoco al municipio.
A partire dall’Ottocento e per decenni gli uomini della ‘ndrangheta hanno beneficiato del silenzio e dell’indifferenza (spesso interessati) della Chiesa. Solo dagli anni Cinquanta cominciano a registrarsi le prime denuncie e le prime lettere pastorali, e la ‘ndrangheta diventa un «cancro esiziale».
Nicola Gratteri, procuratore aggiunto presso la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, e Antonio Nicaso, studioso tra i massimi esperti mondiali di ‘ndrangheta, raccontano le storie dei tanti sacerdoti e vescovi che hanno accettato le logiche della ‘ndrangheta, e dei pochi che, invece, hanno avuto il coraggio di far sentire la propria voce e di denunciare un’organizzazione criminale che ha spesso modellato i propri riti di affiliazione sulle cerimonie liturgiche della tradizione cattolica, servendosi delle feste religiose e dei simboli cristiani per creare alleanze, costruire vincoli e rafforzare così il proprio potere. E lanciano un chiaro messaggio: o si consolida la coraggiosa esperienza pastorale finora maturata o il potere devastante della ‘ndrangheta continuerà inesorabilmente ad affermarsi nelle città, nei paesi, nelle campagne, ma soprattutto tra i giovani. «La speranza c’è e si chiama Francesco. Se riuscirà a dimostrare che la linea più breve tra due punti non è l’arabesco, come sosteneva Ennio Flaiano, vinceranno le ragioni della speranza. Ma tra quei due punti, bisognerà tracciare una linea retta. Solo allora i mafiosi resteranno fuori.»
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### Sinossi
La mattina del 4 luglio 1966 don Antonio avrebbe dovuto celebrare una messa funebre per un capobastone di Ciminà, piccolo paese in provincia di Reggio Calabria, ma venne ucciso in un agguato prima di riuscire a raggiungere la chiesa: le perizie balistiche accertarono che il sacerdote aveva sparato contro i suoi assassini per coprirsi la fuga.
Suor Rosa, la sorella del boss Paolo Martino, cugino del padrino di Archi, Paolo De Stefano, sfruttava le proprie conoscenze per acquisire informazioni riguardanti eventuali procedimenti penali in corso nei confronti del fratello.
Nel 2007 il boss Vincenzo Gioffrè entra a far parte del comitato per l’organizzazione della festa in onore della Madonna dei Poveri di Seminara. Anni prima, il sindaco neoeletto aveva tentato di modificare il percorso della processione per impedire che il fercolo della Madonna proseguisse, come da tradizione, fino alla casa del boss locale, ma le sue disposizioni vennero disattese e, qualche giorno dopo, per ribadire chi comanda, venne dato fuoco al municipio.
A partire dall’Ottocento e per decenni gli uomini della ‘ndrangheta hanno beneficiato del silenzio e dell’indifferenza (spesso interessati) della Chiesa. Solo dagli anni Cinquanta cominciano a registrarsi le prime denuncie e le prime lettere pastorali, e la ‘ndrangheta diventa un «cancro esiziale».
Nicola Gratteri, procuratore aggiunto presso la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, e Antonio Nicaso, studioso tra i massimi esperti mondiali di ‘ndrangheta, raccontano le storie dei tanti sacerdoti e vescovi che hanno accettato le logiche della ‘ndrangheta, e dei pochi che, invece, hanno avuto il coraggio di far sentire la propria voce e di denunciare un’organizzazione criminale che ha spesso modellato i propri riti di affiliazione sulle cerimonie liturgiche della tradizione cattolica, servendosi delle feste religiose e dei simboli cristiani per creare alleanze, costruire vincoli e rafforzare così il proprio potere. E lanciano un chiaro messaggio: o si consolida la coraggiosa esperienza pastorale finora maturata o il potere devastante della ‘ndrangheta continuerà inesorabilmente ad affermarsi nelle città, nei paesi, nelle campagne, ma soprattutto tra i giovani. «La speranza c’è e si chiama Francesco. Se riuscirà a dimostrare che la linea più breve tra due punti non è l’arabesco, come sosteneva Ennio Flaiano, vinceranno le ragioni della speranza. Ma tra quei due punti, bisognerà tracciare una linea retta. Solo allora i mafiosi resteranno fuori.»

ACAB: All Cops Are Bastards

«ACAB». *All Cops Are Bastards*. Il refrain di un celebre motivo skin anni Settanta diventa richiamo universale alla guerra nelle città, nelle strade. Michelangelo, «Drago» e «lo Sciatto» sono tre «celerini bastardi». Sono odiati e hanno imparato a odiare. Basta leggere l’impressionante e inedita chat del loro reparto per capirlo. Cresciuti nel culto della destra fascista, si scoprono disillusi al termine di una parabola di violenza che è la loro «educazione sentimentale».
Nella narrazione di Bonini si svela, attraverso l’occhio e il linguaggio degli «sbirri» e una lunga inchiesta sul campo, la trama occulta dei più sconcertanti episodi di violenza urbana accaduti in Italia negli ultimi due anni. Che collega in un ritmo serrato e una scrittura emozionante episodi accaduti in tempi e luoghi diversi come l’assalto militare degli ultras a una caserma di Roma e la caccia al romeno nelle periferie, i Cpt per immigrati clandestini e gli scontri della discarica di Pianura. La catena dell’odio e delle impunità.

Absolute zero

Nell’inverno implacabile del Minnesota, una battuta di caccia all’alce è un’impresa per uomini molto coraggiosi. O molto sprovveduti. Uomini come Hank, Allen e Milt, amanti del rischio a tutti i costi. Uomini per i quali avventurarsi in canoa tra i laghi ghiacciati è solo un modo per far scorrere adrenalina. Al terzo giorno, mentre i tre amici e la loro guida si trovano al largo, una burrasca li assale all’improvviso. La foresta innevata si piega al vento gelido e ondate pungenti come aghi si riversano sulle loro canoe, rovesciandole. Hanno poche ore per uscire da quell’inferno bianco e portare in salvo Hank, rimasto gravemente ferito. Solo quando si risveglia in un letto d’ospedale, al suono intermittente di un monitor, Hank si rende conto di essere vivo per miracolo e di dover ringraziare il suo amico Allen, chirurgo di fama, che lo ha operato in condizioni disperate. Ma in sala di rianimazione qualcosa non funziona e l’uomo entra in coma irreversibile. Phil Broker, ex poliziotto e guida dell’escursione, non crede alla casualità di quel destino…

Absinthe

Cosa c’è di più proibito dell’incesto? Nell’anno 2020, Septienne si ritrova a fare i conti con qualcosa che ha sempre tentato di ignorare: i propri sentimenti verso Davide, suo fratello. Quest’ultimo, innamorato di lui da molto tempo, si è invece deciso a rifarsi una vita e smettere di soffrire inutilmente per qualcosa che non potrà mai avere. Ma si può considerare fratello qualcuno per il solo fatto di condividere gli stessi natali, ma non i secoli di vita?

Abisso di cristallo

Simile a un insetto ma dotato di una supermente, l’orrendo Vlagh, ancora più incattivito dalle due rovinose sconfitte inferte ai suoi eserciti, è sempre più determinato a invadere la Terra di Dhrall, ed è in grado di generare milioni di soldati, nonché di far evolvere nuove specie in pochi giorni soltanto. Eppure quel manipolo di mercenari, pirati, cavalieri ed eroi solitari, come l’arciere Arcolungo, che combattono per la difesa della Terra di Dhrall, e con loro gli abili cacciatori nativi della terra contesa, credono fortemente di poter ottenere una nuova vittoria su quegli insetti giganteschi, velenosi e stupidi già affrontati in passato. Ma la loro fiducia viene spazzata via da un inatteso e subdolo cambio di copione: questa volta il vorace Vlagh crea delle spie perfette, con le sembianze e l’intelligenza degli umani, per far sì che le tribù di uomini si scontrino ferocemente tra loro. Come se non bastasse, gli umani non possono più contare fino in fondo sugli dei delle origini, loro alleati, perché, avvicinandosi la fine di un ciclo di vita plurimillenario, stanno scivolando verso la senilità. Un po’ più soli e con un nemico soprannaturale e imprevedibile, Arcolungo e i suoi compagni devono prepararsi all’ultima, ineluttabile guerra.
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Abissi

Un sottomarino nucleare si è misteriosamente inabissato nel mar dei Caraibi e a Buddy e Lindsey Brigman, rispettivamente comandante e progettista del Deepcore (una piattaforma sottomarina per l’estrazione petrolifera di rivoluzionaria concezione), nonché marito e moglie, viene chiesto di collaborare con la Marina Militare per recuperare il relitto e far chiarezza su quanto è accaduto.
Ma, mentre il tenente Coffey, tipico ufficiale di marina tutto d’un pezzo, crede che i responsabili dell’accaduto siano i nemici numero uno di sempre, i russi, ai coniugi Brigman sembra che la verità sia un’altra.