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La donna del tenente francese

Sola, all’estremità di un molo battuto dalle tempeste, Sarah Woodruff fissa muta il mare sul quale è scomparso il tenente francese, che tutti dicono essere stato il suo amante. Condannata dall’opinione pubblica, incompresa anche da chi le sta vicino, la giovane, figura tragica e ambigua, nasconde in realtà un impenetrabile segreto, una incontenibile passione e un’ansia di libertà capace di travolgere tutte le ferree regole della morale vittoriana. Vittima, ma allo stesso tempo complice, di questa ribellione è Charles Smithson, un ricco paleontologo dilettante, che solo nell’abbandonarsi ciecamente all’amore troverà una ragione di vita. Pubblicato nel 1969 e ambientato un secolo prima, “La donna del tenente francese” fonde mirabilmente ironia e sentimento, attenzione alla cultura dell’epoca e un disincantato cinismo. Un racconto romantico e sovversivo in cui John Fowles sperimenta le modalità di una scrittura postmoderna, a cavallo tra passato e presente, tra echi dei grandi poeti dell’Ottocento e citazioni di Darwin, con un finale assolutamente sorprendente: una delle opere più interessanti della narrativa inglese contemporanea in cui si ritrovano inscindibilmente uniti il fascino del sogno e il disincanto della realtà.
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La donna del ritratto

L’ebook contiene il testo inedito ”La trama del tempo”, un racconto autobiografico che l’autrice dedica ai suoi lettori.

IL MIO VERO NOME, NESSUNO LO RICORDA. LA VERITÀ SU QUELL’ESTATE, NESSUNO LA CONOSCE.

Nell’estate del 1862, un gruppo di giovani artisti si riunisce a Birchwood Manor, una grande casa nella campagna dell’Oxfordshire, quasi protetta dentro un’ansa del Tamigi. A guidare il gruppo è Edward Radcliffe, il più appassionato e promettente di loro, un ragazzo di vent’anni, che non conosce limiti. A lui è venuta l’idea di immergersi nella natura per i successivi trenta giorni, lontano dai condizionamenti di Londra e dalla sua formalissima society, per dare libero sfogo alla creatività. E invece, alla fine di quel mese, la tragedia ha stravolto le loro esistenze: una donna è stata uccisa, un’altra è sparita nel nulla e un prezioso gioiello è scomparso. Più di centocinquanta anni dopo, Elodie Winslow, una giovane archivista di Londra, scopre per caso una borsa di cuoio nella quale si trovano due oggetti che la colpiscono profondamente: la fotografia sbiadita di una bellissima giovane donna in abiti vittoriani e l’album da disegno di un artista. Nel quale spicca lo schizzo di una grande casa protetta dall’ansa di un fiume, che a Elodie pare stranamente famigliare. Quali segreti nasconde Birchwood Manor? Chi è la ragazza? Per scoprirlo, Elodie dovrà seguire una voce fuori dal tempo, dimenticata dalla storia eppure testimone di tutto: Birdie Bell, la donna del ritratto.

(source: Bol.com)

La Donna Dei Miei Sogni

“Oggi ho incontrato la donna dei miei sogni. Era seduta al Café Flore, al mio tavolo preferito. Sfortunatamente però non era sola. Un uomo piuttosto attraente le stava accanto e le stringeva la mano. Sono un libraio, e se hai a che fare con i libri tutti i giorni, se vivi immerso nei romanzi, a un certo punto inizi a credere che nella vita possano accadere molte più cose del previsto. Forse sono un inguaribile romantico, ma chi dice che quello che capita in un libro non possa succedere anche nella realtà? Ed ecco infatti che qualcosa è successo davvero. La donna dei miei sogni si è alzata e ha lasciato un bigliettino sul mio tavolo mentre mi passava vicino. Un nome, un numero. Nient’altro. Il mio cuore ha fatto un salto. E così sono iniziate le ventiquattr’ore più eccitanti della mia vita.” Ma quel che promette di essere un rendez-vous romantico si trasforma ben presto in una cocente delusione: il numero di telefono non si legge bene e Antoine, l’intraprendente proprietario della Librairie du Soleil a Saint-Germain-des-Prés, deve buttarsi in una rocambolesca avventura per ritrovare la donna con l’ombrello rosso che lo ha stregato.

(source: Bol.com)

La Donna Dei Due Volti

Miranda Jeffreys Cavanaugh è una ragazza semplice e tranquilla che vive in Inghilterra, dove conduce un’esistenza serena, priva di particolari sorprese. Il padre morì quando lei era ancora molto piccola, lasciandola all’oscuro di molte cose, che soltanto da grande riuscirà a scoprire. Alla ricerca delle sue origini, Miranda si trasferisce in Florida, dove il padre aveva vissuto gran parte della sua vita. Immersa nella rigogliosa e lussureggiante natura delle isole Keys, dove il tempo sembra seguire un corso tutto suo, la ragazza farà la conoscenza di Jake Delacroix, sfuggente come le onde dell’oceano ma altrettanto affascinante; grazie a lui scoprirà una parte di sé fino a ora sconosciuta…

La donna che visse due volte

Narra la leggenda che la premiata ditta del noir francese formata da Pierre Boileau e Thomas Narcejeac abbia scritto “La donna che visse due volte” con uno scopo ben preciso: quello di piacere ad Alfred Hitchcock. Una scommessa azzardata, indubbiamente (anche se i due non ignoravano che il regista avrebbe già voluto adattare per lo schermo I diabolici, che gli era stato soffiato da Henri-Georges Clouzot). Come tutti sanno, la scommessa fu vinta, e la storia della enigmatica Madeleine, che sembra tornare “dal regno dei morti”, diventò quello che la critica ha definito il capolavoro filosofico di Alfred Hitchcock – e uno dei film più amati dai cinéphiles di tutto il mondo. Quando, molti anni dopo, François Truffaut gli chiederà che cosa esattamente gli interessasse nella storia di questa ossessione amorosa che ha la tracotanza di sconfiggere la morte, Hitchcock gli risponderà: “la volontà del protagonista di ricreare un’immagine sessuale impossibile; per dirlo in modo semplice, quest’uomo vuole andare a letto con una morta – è pura necrofilia”. Attenzione però: se è vero che ci si accinge alla lettura del libro avendo davanti agli occhi la sagoma allampanata di James Stewart e il corpo di Kim Novak, a mano a mano che ci si inoltra nelle pagine del romanzo le immagini del film si dissolvono e si impone, invece, la dimensione onirica, angosciosa, conturbante di Boileau e Narcejac, che sanno invischiare il lettore negli stessi incubi ai quali i loro personaggi non riescono a sfuggire fino all’ultima pagina.
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La donna che uccide

Platonov è un uomo braccato. Ex funzionario del Ministero degli Interni, è stato accusato di corruzione, contrabbando di metalli preziosi e omicidio. È un complotto, ma lui non può provarlo, la sua unica possibilità è fuggire, nascondersi e sperare di scagionarsi, guidando da lontano le indagini della polizia. Trova rifugio a casa di una sconosciuta, Kira, che accetta di aiutarlo e che lentamente si innamora di lui e trasmette i suoi messaggi alle persone che potrebbero tirarlo fuori da quell’impiccio. Per la Kamenskaja, della Polizia criminale di Mosca, è un caso difficile: difficile credere che Platonov sia innocente, ci sono troppi elementi contro di lui. Difficile anche rompere certe barriere di silenzio, difficile capire su cosa aveva messo le mani, non potendogli parlare direttamente. E poi ha tra le mani anche l’indagine su un killer misterioso che uccide ogni settimana, sei vittime senza legami tra loro, freddate in vari punti della città senza un apparente disegno. Più i tasselli si incastrano, più Nastja si accorge che questa volta ha a che fare con qualcosa di più astuto di qualunque criminale, qualcosa contro cui non esistono né armi né strategie abbastanza potenti: il semplice, banale destino.
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La donna che sapeva amare

**Autrice del bestseller *Quell’appuntamento segreto a Parigi***
Musa, artista, amante. Alma Schindler è la regina dei salotti di Vienna ed è considerata da tutti la donna più bella della città. Il suo magnetismo non lascia scampo: chi la conosce ne rimane stregato. Tra i suoi ammiratori ci sono famosi poeti, compositori e filosofi: quando Alma ha solo diciassette anni, il grande pittore Gustav Klimt si innamora perdutamente di lei. Lei stessa è un’abile pianista e sogna di vedere eseguiti i suoi pezzi a teatro. Ma quando diventa la musa e la sposa di Gustav Mahler, lui le chiede di rinunciare alle proprie ambizioni e diventare una moglie devota. Una scelta, quella tra l’amore e la musica, che si rivelerà la più difficile e sofferta della sua vita. Caroline Bernard fa rivivere una Vienna scintillante e bohémien, tra il lusso dell’alta società e le polverose mansarde degli artisti. Ci regala il ritratto spregiudicato e conturbante di una donna che ha saputo incarnare un’epoca di grande fermento culturale, a cavallo tra Ottocento e Novecento.
**Bestseller in Germania
Klimt fu il suo primo amore
Mahler la sua vita e il suo destino
L’incredibile storia di una donna che ha ispirato due grandi artisti**
«Si fa presto a dimenticare che si tratta di una storia vera, talmente è bello il romanzo: divertente e commovente al tempo stesso.»
«L’autrice riesce a suscitare emozioni nel lettore conducendolo nella vita intima di una donna che ha sacrificato molto il proprio talento per essere una musa ispiratrice dei geni maschili al suo fianco.»
**Caroline Bernard**
è una studiosa di Letteratura, nata ad Amburgo nel 1961. Prima della laurea ha fatto un viaggio a Parigi e si è innamorata della città. Sono seguiti soggiorni più lunghi come ragazza alla pari, o grazie a borse di studio. Non riuscirebbe a vivere senza trascorrere del tempo a Parigi, in Provenza o in Normandia. La Newton Compton ha pubblicato anche *Quell’appuntamento segreto a Parigi*.
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### Sinossi
**Autrice del bestseller *Quell’appuntamento segreto a Parigi***
Musa, artista, amante. Alma Schindler è la regina dei salotti di Vienna ed è considerata da tutti la donna più bella della città. Il suo magnetismo non lascia scampo: chi la conosce ne rimane stregato. Tra i suoi ammiratori ci sono famosi poeti, compositori e filosofi: quando Alma ha solo diciassette anni, il grande pittore Gustav Klimt si innamora perdutamente di lei. Lei stessa è un’abile pianista e sogna di vedere eseguiti i suoi pezzi a teatro. Ma quando diventa la musa e la sposa di Gustav Mahler, lui le chiede di rinunciare alle proprie ambizioni e diventare una moglie devota. Una scelta, quella tra l’amore e la musica, che si rivelerà la più difficile e sofferta della sua vita. Caroline Bernard fa rivivere una Vienna scintillante e bohémien, tra il lusso dell’alta società e le polverose mansarde degli artisti. Ci regala il ritratto spregiudicato e conturbante di una donna che ha saputo incarnare un’epoca di grande fermento culturale, a cavallo tra Ottocento e Novecento.
**Bestseller in Germania
Klimt fu il suo primo amore
Mahler la sua vita e il suo destino
L’incredibile storia di una donna che ha ispirato due grandi artisti**
«Si fa presto a dimenticare che si tratta di una storia vera, talmente è bello il romanzo: divertente e commovente al tempo stesso.»
«L’autrice riesce a suscitare emozioni nel lettore conducendolo nella vita intima di una donna che ha sacrificato molto il proprio talento per essere una musa ispiratrice dei geni maschili al suo fianco.»
**Caroline Bernard**
è una studiosa di Letteratura, nata ad Amburgo nel 1961. Prima della laurea ha fatto un viaggio a Parigi e si è innamorata della città. Sono seguiti soggiorni più lunghi come ragazza alla pari, o grazie a borse di studio. Non riuscirebbe a vivere senza trascorrere del tempo a Parigi, in Provenza o in Normandia. La Newton Compton ha pubblicato anche *Quell’appuntamento segreto a Parigi*.

La donna che non invecchiava più

*Perché è l’amore l’unico vero anti-età.*
Ci sono quelle che non invecchiano mai perché se ne sono andate troppo presto. Ci sono quelle che invecchiano senza patemi, perché sono troppo impegnate a godersi la vita. Ci sono quelle disposte a tutto pur di apparire più belle, più magre, più sexy, pur di negare l’ineluttabile e restare aggrappate a ciò che il tempo si ostina a volerci strappare. E poi c’è Betty. Betty che, misteriosamente, smette di invecchiare appena compiuti i trent’anni – la stessa età della madre al tempo della sua tragica e prematura scomparsa. Sul volto di Betty gli anni scorrono innocui e trasparenti come acqua. Sarà forse lo sguardo intenso e innamorato di suo marito a tenere lontane le rughe? A scongiurare gli effetti dei giorni che inesorabili scivolano tra le dita? Man mano che la sua anomalia si fa più evidente, la vita un tempo tranquilla di Betty comincia a vacillare. Perché un volto senza età è un volto senza storia, senza ricordi, senza passioni. Uno specchio vuoto in cui, presto o tardi, gli altri cessano di riconoscersi. *La donna che non invecchiava più* è un romanzo-manifesto pieno di poesia e di saggezza sull’ultimo vero tabù dei nostri tempi, la vecchiaia. Un inno appassionato alla forza e alla bellezza delle ragazze di ogni età.
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### Sinossi
*Perché è l’amore l’unico vero anti-età.*
Ci sono quelle che non invecchiano mai perché se ne sono andate troppo presto. Ci sono quelle che invecchiano senza patemi, perché sono troppo impegnate a godersi la vita. Ci sono quelle disposte a tutto pur di apparire più belle, più magre, più sexy, pur di negare l’ineluttabile e restare aggrappate a ciò che il tempo si ostina a volerci strappare. E poi c’è Betty. Betty che, misteriosamente, smette di invecchiare appena compiuti i trent’anni – la stessa età della madre al tempo della sua tragica e prematura scomparsa. Sul volto di Betty gli anni scorrono innocui e trasparenti come acqua. Sarà forse lo sguardo intenso e innamorato di suo marito a tenere lontane le rughe? A scongiurare gli effetti dei giorni che inesorabili scivolano tra le dita? Man mano che la sua anomalia si fa più evidente, la vita un tempo tranquilla di Betty comincia a vacillare. Perché un volto senza età è un volto senza storia, senza ricordi, senza passioni. Uno specchio vuoto in cui, presto o tardi, gli altri cessano di riconoscersi. *La donna che non invecchiava più* è un romanzo-manifesto pieno di poesia e di saggezza sull’ultimo vero tabù dei nostri tempi, la vecchiaia. Un inno appassionato alla forza e alla bellezza delle ragazze di ogni età.

La donna abitata

La donna abitata è il romanzo della rivoluzione sandinista, scritto in un crescendo di suspense dalla più nota scrittrice del Nicaragua. È la storia di due donne, vissute in epoche diverse, la prima un’india che combatte contro i conquistadores e la seconda una donna moderna che vive sotto una feroce dittatura centramericana. Le loro vite s’incontrano magicamente nell’amore e nella guerriglia. La donna abitata è stato tradotto e pubblicato con successo in tutto il mondo. Solo in Germania ha venduto 600.000 copie. ‘La donna abitata è un’appassionante storia d’amore, di solidarietà e di morte, in cui la leggenda e la realtà si mescolano armonicamente. C’è tanta verità in questo libro che è impossibile per il lettore rimanere indifferente. Questa è una storia che doveva essere raccontata e Gioconda Belli lo fa con talento’. Isabel Allende

(source: Bol.com)

La distruzione

Un uomo repellente e luciferino, abbandonato a se stesso nell’orrore di un’estate milanese, sogna
l’apocalisse nucleare e rimpiange il Terzo Reich. È stato interprete per le SS, ha amato e perduto una donna di nome Bianca. Adesso che la guerra è finita, lavora come correttore di bozze per un giornale, insegue giovani cameriere e garzoni spinto da un’ossessione sadomasochista e da ciò che resta di una turpe volontà di potenza. È il 1956, la crisi di Suez gli sembra il preludio alla Terza guerra mondiale, una guerra che agogna, igiene di un Occidente immondo che odia, come odia se stesso.
La distruzione, primo romanzo italiano apertamente nazista, apparve per Mondadori nel 1970,
mentre il mondo celebrava l’illusione di un futuro di pace e di palingenesi collettiva. Nei due anni precedenti, alcuni dei maggiori intellettuali italiani – tra loro Sereni, Giudici e Parazzoli – valutarono l’opportunità della sua pubblicazione. Doveva essere una bomba a orologeria, accendere polemiche, stanare benpensanti, rivitalizzare come un elettroshock la scena letteraria nazionale con l’irruenza di Céline o de Sade. Non se ne accorse nessuno. Da allora, però, l’opera di Virgili riemerge ciclicamente come un incubo, interrogando con le sue sinistre profezie, con la sua bruciante inattualità.
È l’odio a essere messo in opera in questo romanzo, un odio senza appello, che permea una lingua sfaldata, lirica pur nella sua polifonica schizofrenia, squarciata in improvvise accelerazioni morbose, nei ritorni di un tedesco mai rimosso che invade la prosa, nelle intrusioni del mondo che erompono sulla pagina come esplosioni dal sottosuolo. Un’invettiva deviata che violenta il reale e lo ricrea, lo trasforma in visione, in furore profetico: «VEDO i grattaceli di acciaio sotto un diluvio di fiamme» scrive Virgili, preconizzando la caduta delle Torri gemelle e prefigurando un universo postremo in cui l’uomo non può sopravvivere a se stesso.
Il Saggiatore riporta La distruzione in libreria, con un’introduzione di Roberto Saviano che ne illumina le zone d’ombra, dischiudendo quest’opera traumatica e veggente, dominata da un senso totalitario della letteratura: le parole di Dante Virgili ci chiamano ancora una volta a riconoscerci nel disgusto del presente, nella schiuma dell’umano, nella fragilità del male.
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### Sinossi
Un uomo repellente e luciferino, abbandonato a se stesso nell’orrore di un’estate milanese, sogna
l’apocalisse nucleare e rimpiange il Terzo Reich. È stato interprete per le SS, ha amato e perduto una donna di nome Bianca. Adesso che la guerra è finita, lavora come correttore di bozze per un giornale, insegue giovani cameriere e garzoni spinto da un’ossessione sadomasochista e da ciò che resta di una turpe volontà di potenza. È il 1956, la crisi di Suez gli sembra il preludio alla Terza guerra mondiale, una guerra che agogna, igiene di un Occidente immondo che odia, come odia se stesso.
La distruzione, primo romanzo italiano apertamente nazista, apparve per Mondadori nel 1970,
mentre il mondo celebrava l’illusione di un futuro di pace e di palingenesi collettiva. Nei due anni precedenti, alcuni dei maggiori intellettuali italiani – tra loro Sereni, Giudici e Parazzoli – valutarono l’opportunità della sua pubblicazione. Doveva essere una bomba a orologeria, accendere polemiche, stanare benpensanti, rivitalizzare come un elettroshock la scena letteraria nazionale con l’irruenza di Céline o de Sade. Non se ne accorse nessuno. Da allora, però, l’opera di Virgili riemerge ciclicamente come un incubo, interrogando con le sue sinistre profezie, con la sua bruciante inattualità.
È l’odio a essere messo in opera in questo romanzo, un odio senza appello, che permea una lingua sfaldata, lirica pur nella sua polifonica schizofrenia, squarciata in improvvise accelerazioni morbose, nei ritorni di un tedesco mai rimosso che invade la prosa, nelle intrusioni del mondo che erompono sulla pagina come esplosioni dal sottosuolo. Un’invettiva deviata che violenta il reale e lo ricrea, lo trasforma in visione, in furore profetico: «VEDO i grattaceli di acciaio sotto un diluvio di fiamme» scrive Virgili, preconizzando la caduta delle Torri gemelle e prefigurando un universo postremo in cui l’uomo non può sopravvivere a se stesso.
Il Saggiatore riporta La distruzione in libreria, con un’introduzione di Roberto Saviano che ne illumina le zone d’ombra, dischiudendo quest’opera traumatica e veggente, dominata da un senso totalitario della letteratura: le parole di Dante Virgili ci chiamano ancora una volta a riconoscerci nel disgusto del presente, nella schiuma dell’umano, nella fragilità del male.

La diseducazione di Cameron Post

Alla notizia che i genitori sono morti in un incidente, Cameron prova uno strano miscuglio di dolore, senso di colpa e sollievo. Così non scopriranno mai quello che lei stessa ha appena scoperto baciando la sua migliore amica: Cameron è gay, inaccettabile nella rigidissima provincia americana in cui vive. Ma il sollievo svanisce in fretta, quando Cameron è costretta ad abitare con la zia ultraconservatrice. Per sopravvivere a Miles City, nel cuore del Montana, occorre omologarsi, scomparire, e Cameron ne diviene in breve un’esperta. Finché Coley Taylor non arriva in città: bella, spavalda, con il fidanzato perfetto. Presto un’amicizia inaspettata, intensa, comincia a trasformarsi in altro, ma Coley, sotto la pressione della famiglia, denuncia Cameron di fronte alla comunità. Costretta a trasferirsi in un centro di riorientamento per essere curata dall’omosessualità, Cameron dovrà lottare contro un metodo educativo che cerca di cancellare la sua più intima identità, contro l’ipocrisia e un malinteso senso di cura, per ritrovare una libertà nuova. Un debutto letterario indimenticabile, sulla scoperta della propria identità e sul coraggio di vivere la vita secondo le proprie regole.

(source: Bol.com)

La discesa delle tenebre

Dopo aver ucciso il corrotto Signore Supremo della Guerra, Orgrim Doomhammer diventa il nuovo capo dell’Orda di orchi. Ora è determinato a conquistare il resto di Azeroth affinché la sua gente abbia di nuovo una casa nel mondo di Warcraft. Anduin Lothar, l’ex Campione di Stormwind, ha lasciato la sua terra martoriata e ha condotto la sua gente al di là del Grande Mare fino alle coste di Lordaeron. Lì, con l’aiuto di Re Terenas, crea una potente Alleanza con le altre nazioni. Ma persino questo nuovo esercito potrebbe non essere abbastanza per fermare il massacro senza pietà che l’Orda sta facendo. Durante lo scontro tra le due fazioni, elfi, nani e troll si uniscono alla guerra che deciderà il destino del continente. Sarà l’Alleanza a prevalere o l’Orda farà discendere le tenebre su Azeroth e consumerà ogni libertà esistente? “La discesa delle tenebre” è il primo romanzo di Aaron Rosenberg della serie World of warcraft.

La dinastia. Il romanzo dei cinque imperatori

31 a.C. Il giovane Ottaviano, reduce dalla vittoriosa battaglia di Azio, si macchia di un atroce delitto contro il sangue del suo sangue, attirando su di sé una maledizione che segnerà il destino di un’intera stirpe: lui, la sua famiglia e i suoi eredi non avranno mai pace e andranno incontro a ogni genere di dolore. Con il passare degli anni, quella che era sembrata una vaga minaccia assume i contorni di una terribile previsione, perché la sorte si accanisce contro la dinastia Giulio­Claudia fondata da Ottaviano, divenuto nel frattempo Augusto e imperatore. All’ombra della sua figura fioriscono intrighi e scandali e chi lo circonda finisce per lasciarsi corrompere dalla brama di potere. I contrasti proseguono sotto il regno di Tiberio, figliastro di Augusto, e portano ad altre morti, congiure e assassinii. L’imperatore successivo, Caligola, si rivela ben presto inadeguato al grande compito di cui è stato investito: i suoi eccessi creano malcontento e la sua ferocia semina il terrore. Gli succede Claudio, il cui regno è caratterizzato dalle trame di potenti liberti e di donne ambiziose, fino ad Agrippina che, come Livia a suo tempo, spiana la strada al proprio figlio Nerone. Tra scandali, tradimenti e complotti, prende vita la storia della dinastia che ha creato l’impero romano e che ha conosciuto, nel breve arco di un secolo, l’ascesa, il fulgore e il declino.

La difesa di Luzin

*La difesa di Lužin* (1929), primo capolavoro di Nabokov, è la storia di un conflitto insanabile tra genio e normalità, volontà e predestinazione, ragionevole esistere quotidiano e leggi del Fato, geloso delle prerogative che gli competono. Ed è anche – lo rivela già il titolo, che allude a un’immaginaria mossa inventata dal protagonista – una storia di scacchi. Una storia costruita con sottile, deliberata ironia, come una lunga partita giocata contro la vita, che si dipana lungo l’arco di vent’anni tra una luminosa Pietroburgo imperiale, località termali tedesche e la Berlino degli anni Trenta, con i suoi ricchi emigranti russi.Al centro del romanzo, la figura del giovane Luzin: inerme di fronte agli altri, consegue attraverso il suo genio per gli scacchi un misterioso, insondabile potere che lo sospinge molto al di là del mondo ordinario. Ma l’ascesa e la caduta di Lužin – da bambino svagato e geniale a campione perdente e suicida – sono anche l’occasione per delineare in controluce, con raffinata sequenza di mosse, tra arrocchi, stalli, prese e abbandoni, una tessitura narrativa in cui dominano l’ironia che investe l’illusorietà delle scelte libere e virtuose, contrastate dal disegno del caso, e l’intuizione di una dimensione futura, al di là dell’umano.Il paradosso del libro è che l’algido nitore degli scacchi converge con un alto pathos, come indicò lo stesso Nabokov: «Fra tutti i miei libri russi, *La difesa di Lužin* contiene e diffonde il “calore” più intenso, cosa apparentemente strana se si pensa quale supremo potere d’astrazione si attribuisca agli scacchi». Pubblicato in russo nel 1930, *La difesa di Lužin* è stato tradotto in inglese, sotto il controllo dell’Autore, nel 1964.

La dieta FODMAP

L’alimentazione a basso contenuto di FODMAP – zuccheri difficili da digerire, contenuti in grano, latte, asparagi, soia, alcuni frutti e verdure, edulcoranti – è una delle poche diete scientificamente provate. Elimina gonfiore, crampi, stitichezza, sindrome dell’intestino irritabile in poche settimane, ed è indicata anche per i celiaci e per chi soffre di MICI (malattie infiammatorie croniche intestinali). È facile tornare in forma e ritrovare il benessere seguendo le semplici indicazioni contenute in questo libro.
Scoprirete:
• come identificare ed evitare i cibi ricchi in FODMAP
• quali alimenti possono sostituirli
• come costruire un piano alimentare personalizzato grazie alle 100 ricette e alle 3 settimane di menu poveri in FODMAP ma ricchi di vitamine, minerali, acidi grassi essenziali.

(source: Bol.com)

La dieta del cervello longevo

**Combattere l’invecchiamento, migliorare le funzioni cognitive e mantenere attiva la memoria**
**Dal medico e nutrizionista Steven Masley un programma per vincere la battaglia per la salute del nostro cervello, per prevenire la perdita di memoria e l’invecchiamento precoce.**
Viviamo più a lungo delle generazioni precedenti, è un dato di fatto, così come è un dato di fatto l’incremento, insieme all’aspettativa di vita, di patologie legate alla perdita delle funzioni intellettive, come l’Alzheimer e i disturbi della memoria. La buona notizia è che questo incremento non è affatto «naturale» né irreversibile e che non solo si può prevenire con uno stile di vita corretto, ma anche in parte «curare».
Nella *Dieta del cervello longevo*, Steven Masley mostra in termini chiari e accessibili a tutti come si instaura quel processo che è responsabile del declino cognitivo e della perdita di memoria. E, soprattutto, spiega concretamente come agire per raggiungere e mantenere uno stato di salute ottimale del cervello. Con un programma dettagliato di esercizi per testare le proprie funzioni cognitive e per allenare il cervello e una serie di ricette appetitose che utilizzano i cibi e gli abbinamenti giusti per la salute psicofisica, *La dieta del cervello longevo *è un libro in grado di migliorare la qualità di vita di ciascuno.
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### Sinossi
**Combattere l’invecchiamento, migliorare le funzioni cognitive e mantenere attiva la memoria**
**Dal medico e nutrizionista Steven Masley un programma per vincere la battaglia per la salute del nostro cervello, per prevenire la perdita di memoria e l’invecchiamento precoce.**
Viviamo più a lungo delle generazioni precedenti, è un dato di fatto, così come è un dato di fatto l’incremento, insieme all’aspettativa di vita, di patologie legate alla perdita delle funzioni intellettive, come l’Alzheimer e i disturbi della memoria. La buona notizia è che questo incremento non è affatto «naturale» né irreversibile e che non solo si può prevenire con uno stile di vita corretto, ma anche in parte «curare».
Nella *Dieta del cervello longevo*, Steven Masley mostra in termini chiari e accessibili a tutti come si instaura quel processo che è responsabile del declino cognitivo e della perdita di memoria. E, soprattutto, spiega concretamente come agire per raggiungere e mantenere uno stato di salute ottimale del cervello. Con un programma dettagliato di esercizi per testare le proprie funzioni cognitive e per allenare il cervello e una serie di ricette appetitose che utilizzano i cibi e gli abbinamenti giusti per la salute psicofisica, *La dieta del cervello longevo *è un libro in grado di migliorare la qualità di vita di ciascuno.
### Dalla quarta di copertina
Combattere l’invecchiamento, migliorare le funzioni cognitive e mantenere attiva la memoria Dal medico e nutrizionista Steven Masley un programma per vincere la battaglia per la salute del nostro cervello, per prevenire la perdita di memoria e l’invecchiamento precoce.