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Asini oche e rabbini

**Ci sono tanti modi di raccontare il Novecento, e ci sono tanti modi di raccontare l’ebraismo italiano.** In un unico, indimenticabile, romanzo, la Storia e le Storie, l’Autobiografia e le Biografie, la Memoria e il Presente si fondono magistralmente per dar luogo a una narrazione che avvolge il lettore da ogni parte, conquistandolo con il fascino discreto dell’intelligenza, dell’ironia e della satira sociale. «Si può essere profondamente coinvolti in qualcosa e allo stesso tempo del tutto irriverenti? Sembrerebbe proprio di sì a leggere questo Asini, oche e rabbini. (…) Alla fine della lettura, come succede al giovane Holden, questa Roberta a noi viene proprio una voglia matta di conoscerla».
**Lia Levi** C’è in questo libro molto della famiglia ebraica da cui l’autrice proviene, e c’è molto della Ferrara in cui è cresciuta e dei terribili rintocchi di morte che il Novecento ha voluto far sentire (tanto per non sembrare diverso dai secoli precedenti) al popolo del Libro. Storia di famiglia, allora? No, non soltanto, almeno. Perché il passato della famiglia Anau trova il suo sfondo fatale nella Storia, sicché la dimensione della memoria si ramifica nella complessità del Secolo Breve, per di più giocando narrativamente a rimpiattino, capitolo dopo capitolo, con il presente.
(source: Bol.com)

Asimov story n. 3

Nota: prima parte di “The Early Asimov: Book Two”, la seconda è in “[Asimov Story n. 4](https://www.goodreads.com/book/show/15790246.Asimov_Story_n__4 “Asimov Story n. 4″)”
Su Isaac Asimov si scrivono ormai delle tesi di laurea, ed è forse per facilitare il lavoro agli eruditi che il celebre autore ha ordinato e raccolto in volume i suoi racconti più antichi e meno noti, la massima parte dei quali è del tutto inedita in Italia. Chiunque altro ci farebbe la figura del vanitoso, se non del megalomane. Ma Asimov è anzitutto un uomo di grande spirito: ogni racconto è commentato e criticato con una specie di paterna, ironica indulgenza, e questa serie di interventi personali finisce per formare per conto suo una divertentissima autobiografia letteraria, piena di episodi curiosi, bizzarri, ingenui, maliziosamente modesti o gongolanti. Del grosso volume, che abbiamo dovuto suddividere per ragioni di spazio, sono già apparse la prima e la seconda parte (Urania 625 e Urania 626). Pubblichiamo ora i racconti che vanno dal 1941, anno in cui Asimov collabora come autore con l’amico Frederik Pohl, al 1943, quando Asimov accetta un lavoro di guerra, cambia città, si sposa, e pensa di aver terminato la sua carriera di scrittore.
Indice:
Natale su Ganimede (Christmas on Ganymede, 1942)
L’omino della metropolitana (The Little Man on the Subway, 1950)
Le matricole (The Hazing, 1942)
Superneutrone (Super-neutron, 1941)
La faccia di Orloff (Not-final, 1941)
Fantasma legale (Legal Rites, 1950)
Gatto temporale (Time Pussy, 1942)
Diritti d’autore (Author! Author!, 1964)
Copertina di Karel Thole

Asimov Story N. 2

Su Isaac Asimov si scrivono ormai delle tesi di laurea, ed è forse per facilitare il lavoro agli eruditi che il celebre autore ha ordinato e raccolto in volume i suoi racconti più antichi e meno noti, la massima parte dei quali è del tutto inedita in Italia. Chiunque altro ci farebbe la figura del vanitoso, se non del megalomane. Ma Asimov è anzitutto un uomo di grande spirito: ogni racconto è commentato e criticato con una specie di paterna, ironica indulgenza, e questa serie di interventi personali finisce per formare per conto suo una divertentissima autobiografia letteraria, piena di episodi curiosi, bizzarri, ingenui, maliziosamente modesti o gongolanti. Per ragioni di spazio, abbiamo diviso questa grossa raccolta in quattro fascicoli della nostra rivista. La prima parte di Asimov Story è uscita nel n. 625 di Urania. Ecco ora Asimov Story 2, che comprende sette racconti, scritti fra il 1939 e il 1940. L’America non è ancora in guerra, ma gli avvenimenti europei già fanno riflettere, e scrivere, il giovane Asimov.
Indice:
Mezzosangue (Half-Breed, 1940)
Il senso segreto (The Secret Sense, 1941)
Homo Sol (Homo Sol, 1940)
Mezzosangue su Venere (Half-Breed on Venus, 1940)
Quantità immaginarie (The Imaginary, 1942)
Ereditarietà (Heredity, 1941)
Storia (History, 1941)

Asimov Story N. 1

Su Isaac Asimov si scrivono ormai delle tesi di laurea, ed è forse per facilitare il lavoro agli eruditi che il celebre autore ha ordinato e raccolto in volume i suoi racconti più antichi e meno noti, la massima parte dei quali è del tutto inedita in Italia. Chiunque altro ci farebbe la figura del vanitoso, se non del megalomane. Ma Asimov è anzitutto un uomo di grande spirito: ogni racconto è commentato e criticato, con una specie di paterna, ironica indulgenze e questa serie di interventi personali finisce per formare per conto suo una divertentissima autobiografia letteraria, piena di episodi curiosi, bizzarri, ingenui, maliziosamente modesti o gongolanti. Urania comincia ora a pubblicare questa insolita, preziosa raccolta, che per ragioni di spazio è stata divisa in quattro fascicoli. Ecco dunque la prima puntata di Asimov Story che inizia nel 1938, quando l’autore aveva 18 anni e divorava tutte le riviste di fantascienza esposte nell’edicola di suo padre.
Indice:
La minaccia di Callisto (The Callistan Menace, 1940)
Anello intorno al sole (Ring Around the Sun, 1940)
Il magnifico possesso (The Magnificent Possession, 1940)
Pendolarità (Trends, 1939)
L’arma troppo terribile per essere usata (The Weapon too Dreadfull to Use, 1939)
Il guardiano della fiamma (Black Friar of the Flame, 1942)

Ash, una storia segreta

Alcuni documenti storici ci hanno tramandato le gesta di Ash, la guerriera, giovane capitano di una truppa di mercenari durante le guerre del tardo Medioevo, costretta a uccidere per la prima volta all’età di otto anni, sposata contro il suo volere a un uomo che la disprezza ma che lei desidera. Uno studioso del XX secolo, Piers Ratcliffe, ha però scoperto che non si tratta del Medioevo che conosciamo. E’ un mondo di Visigoti che occupano Cartagine con robot di ceramica, dominato da una religione del Cristo Verde, un mondo in cui Ash, come Giovanna d’Arco, sente delle voci che potrebbero venire da Dio o da una fonte molto più strana, voci che le suggeriscono con precisione le strategie per vincere le sue battaglie.

Asfalto

“Ero l’uomo invisibile. Un numero. C’ero ma non c’ero. ‘Te, Dovi, sei del colore dell’asfalto’ mi ha detto una volta Luca Cadalora. Aveva ragione: la gente non mi vedeva proprio. Se sei uno che vive di corse e cerchi disperatamente i risultati ma non vinci, e in più sei un introverso che vuole essere persona e non personaggio, non vieni notato. La massa, di base, è attenta ad altro, non ha voglia né tempo da perdere per imparare a capirti. Io non vincevo, ma non perdevo clamorosamente: ero lì, in una specie di limbo e così mi si confondeva, tipo quelli che a una festa sfumano nella tappezzeria. Adesso dico che è normale e che in un certo senso sta nelle regole del gioco. Ma per tanto tempo io mi sono sentito incompreso. Ci sono voluti anni per capire che per uno come me la via per scendere a patti con un sistema che non ti riconosce è solo una: restare quello che sei, avere una faccia sola, sfuggire alla trasparenza restando trasparente. Come puoi diventare da grigio asfalto a rosso fuoco senza neanche un trucco e un parrucco?”
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### Sinossi
“Ero l’uomo invisibile. Un numero. C’ero ma non c’ero. ‘Te, Dovi, sei del colore dell’asfalto’ mi ha detto una volta Luca Cadalora. Aveva ragione: la gente non mi vedeva proprio. Se sei uno che vive di corse e cerchi disperatamente i risultati ma non vinci, e in più sei un introverso che vuole essere persona e non personaggio, non vieni notato. La massa, di base, è attenta ad altro, non ha voglia né tempo da perdere per imparare a capirti. Io non vincevo, ma non perdevo clamorosamente: ero lì, in una specie di limbo e così mi si confondeva, tipo quelli che a una festa sfumano nella tappezzeria. Adesso dico che è normale e che in un certo senso sta nelle regole del gioco. Ma per tanto tempo io mi sono sentito incompreso. Ci sono voluti anni per capire che per uno come me la via per scendere a patti con un sistema che non ti riconosce è solo una: restare quello che sei, avere una faccia sola, sfuggire alla trasparenza restando trasparente. Come puoi diventare da grigio asfalto a rosso fuoco senza neanche un trucco e un parrucco?”

Artigli e fusa

Un’antologia, quella curata da Jack Dann e Gardner Dozois, che vede come protagonisti i gatti, attraverso tutte le forme della letteratura fantasica, Che unisce, quindi, racconti di fantascienza, di fantasy e di horror, e presenta i gatti sotto ogni aspetto, dall’avventura al macabro. I titoli dei racconti presenti: UN BALZO NELLO SPAZIO-TEMPO di Fritz Leiber, IL GIOCO DEL TOPO E DEL DRAGO di Cordwainer Smith, IL GATTO INFERNALE di Stephen King, FUORI POSTO di Pamela Sargent, IL GATTO DI SCHRÖDINGER di Ursula K. Le Guin, GROUCHO di Ron Goulart, MIO PADRE, IL GATTO di Henry Slesar, L’UOMO DEI GATTI di Byron Liggett, C’È CHI NASCE GATTO di Terry e Carol Carr, L’AMICO DEI GATTI di Knox Burger, GIADA AZZURRA di Edward Bryant, UN GATTO DI NOME TOM di Gary Jennings, SONYA, CRANE WESSLEMAN E KITTEE di Gene Wolfe, ANTIQUARIATO di John Crowley, IL GATTO DELLA STREGA di Manly Wade Wellman, UN MINIMO D’INTELLIGENZA di Randall Garrett, IL GATTO di Gene Wolfe e POMERIGGIO DA SCHRAFFT’S di Gardner Dozois, Jack Dann e Michael Swanwick.

Artemis Fowl – 5. La colonia perduta (Artemis Fowl (versione italiana))

Un secondo giovane genio ha scoperto l’esistenza del Popolo: è una ragazzina, ed è decisa a catturarne un esemplare per sottoporlo a studi scientifici. E non un esemplare qualsiasi! La nuova arrivata ha intenzione di catturare un demone, un membro della specie più odia-umani fra quelle ignote all’uomo. Solo un incantesimo millenario separa la tribù demoniaca dal genere umano… e Artemis deve impedire che si dissolva. Se fallisse, demoni sanguinari sarebbero pronti a concludere la loro antica missione: cancellare ogni umano dalla faccia del pianeta. Perché è questa la vera e sola ragione di vita dei demoni. Non può esserci che un vincitore… e stavolta potrebbe non essere Artemis Fowl…
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### Sinossi
Un secondo giovane genio ha scoperto l’esistenza del Popolo: è una ragazzina, ed è decisa a catturarne un esemplare per sottoporlo a studi scientifici. E non un esemplare qualsiasi! La nuova arrivata ha intenzione di catturare un demone, un membro della specie più odia-umani fra quelle ignote all’uomo. Solo un incantesimo millenario separa la tribù demoniaca dal genere umano… e Artemis deve impedire che si dissolva. Se fallisse, demoni sanguinari sarebbero pronti a concludere la loro antica missione: cancellare ogni umano dalla faccia del pianeta. Perché è questa la vera e sola ragione di vita dei demoni. Non può esserci che un vincitore… e stavolta potrebbe non essere Artemis Fowl…

Artemis Fowl – 4. L’Inganno Di Opal

Le creature fatate del Popolo hanno spazzato via ogni ricordo del loro mondo dal cervello dell’unico umano che temevano: il genio criminale Artemis Fowl. Ma adesso hanno bisogno di lui… e in fretta.
La perfida folletta Opal Koboi sta progettando la distruzione del mondo. Per fermarla bisognerà riscattare il capitano Spinella Tappo dalle accuse di omicidio, far evadere un nano cleptomane dalla prigione e conquistare l’alleanza di un centauro superintelligente che per il momento è all’oscuro di tutto.
Se solo Artemis potesse ricordarsi perché il destino di tutti quegli strani esseri dipende da lui…
(source: Bol.com)

Artemis Fowl – 3. Il Codice Eternity (Artemis Fowl (versione italiana))

Stavolta Artemis Fowl ha combinato davvero un grosso guaio! La sua ultima invenzione, il Cubo, un minicomputer costruito usando la tecnologia fatata sottratta al Popolo e in grado di localizzarne il rifugio sotterraneo, è caduta nelle mani sbagliate. Quelle di Jon Spiro, un avido miliardario pronto a tutto pur di dominare il mondo.
D’accordo, il Cubo è protetto dal Codice Eternità, impossibile da decifrare, almeno in teoria… ma in pratica? Così, per non correre rischi, entra ancora una volta in azione l’improbabile squadra costituita da Artemis, il giovane genio criminale, l’impulsivo ufficiale elfo Spinella Tappo e l’ineffabile nano cleptomane Bombarda Sterro. Il comandante Tubero e il centauro Poliedro hanno però deciso che, per la sicurezza del Popolo, bisogna cancellare non solo il sofisticato programma del Cubo ma anche i pericolosi ricordi che affollano la mente di Artemis…
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### Sinossi
Stavolta Artemis Fowl ha combinato davvero un grosso guaio! La sua ultima invenzione, il Cubo, un minicomputer costruito usando la tecnologia fatata sottratta al Popolo e in grado di localizzarne il rifugio sotterraneo, è caduta nelle mani sbagliate. Quelle di Jon Spiro, un avido miliardario pronto a tutto pur di dominare il mondo.
D’accordo, il Cubo è protetto dal Codice Eternità, impossibile da decifrare, almeno in teoria… ma in pratica? Così, per non correre rischi, entra ancora una volta in azione l’improbabile squadra costituita da Artemis, il giovane genio criminale, l’impulsivo ufficiale elfo Spinella Tappo e l’ineffabile nano cleptomane Bombarda Sterro. Il comandante Tubero e il centauro Poliedro hanno però deciso che, per la sicurezza del Popolo, bisogna cancellare non solo il sofisticato programma del Cubo ma anche i pericolosi ricordi che affollano la mente di Artemis…

Artemis Fowl – 2. L’incidente artico

Artemis Fowl è davvero un genio criminale? Sì, visto che a dodici anni è riuscito a impadronirsi dell’oro custodito dal Popolo delle creature fatate e a beffarsi della magia grazie al proprio stupefacente Q.I. Cinico, senza scrupoli e provvisto di una schiacciante superiorità intellettuale, Artemis ha tuttavia un punto debole: l’amore per la madre, che pretende di mandarlo a scuola come un moccioso qualunque, e per il padre, misteriosamente scomparso fra i ghiacci dell’Artico. Ed è appunto per ritrovare Fowl Senior che Artemis deve chiedere aiuto ai suoi nemici di sempre, Spinella Tappo della polizia elfica e il suo burbero comandante Julius Tubero. Un’inedita alleanza che darà vita a una turbinosa avventura magico-tecnologica condita con robuste dosi di azione, suspense e humour nero.
(source: Bol.com)

Arte Moderna

“Giulio Carlo Argan foi o último representante de uma grande tradição crítica que corresponde historicamente aos movimentos modernos da arte. De fato, o crítico e ensaísta italiano provém de uma escola (a de Adolfo e Lionello Venturi) que procura o sentido da arte na sua história, mais do que em faculdades inatas ou em princípios absolutos. Foi Argan, aliás, que levou essa orientação até as últimas conseqüências: se a arte é um fenômeno histórico, não há garantia de que ela seja eterna. O desaparecimento do artesanato, de que a arte era guia e modelo, e o surgimento da produção industrial, que se baseia sobre outros princípios, pode muito bem determinar o fim da arte como atividade culturalmente relevante. Essa tese é o pano de fundo desta Arte moderna.”
Lorenzo Mammì

Arsenico

Il reverendo Monkhouse va a salutare il fratello Arnold e lo trova in fin di vita. L’uomo soffre da tempo di una misteriosa malattia, che si è ora aggravata. Inoltre, sua moglie Barbara, un’ardente suffragetta, non è al suo capezzale, troppo occupata dagli impegni politici. Poco dopo Arnold muore, e l’autopsia stabilisce che qualcuno lo ha avvelenato con l’arsenico. Sarà il dottor Thorndyke, illustre antenato di Kay Scarpetta, a far luce sul mistero della sua morte.
Un capolavoro del giallo, scritto dall’autore che per primo applicò ai romanzi polizieschi il “metodo scientifico” della medicina legale.

Ars moriendi

Pompei, 47 d.C. Una città vivace e caotica, ancora ignara del destino di morte e gloria che l’attende. Il Vesuvio nasconde la propria furia e per le strade è un ribollire di commerci e incontri, non tutti approvati dai pochi superstiti rappresentanti del severo *mos maiorum*. Protagonista di questa spumeggiante vita mondana è l’avvenente cortigiana Fortunata. Ma la sua bellezza non vale a salvarla dalla crudeltà di uno spietato assassino che uccide le prostitute di Pompei. A nulla sono servite le amicizie altolocate della donna, che tempo prima era stata la favorita di Claudio. Profondamente turbato da questa morte, l’imperatore invia a indagare il senatore Publio Aurelio Stazio perché faccia luce sull’accaduto. E sarà proprio Aurelio a scoprire che Fortunata è solo l?ultima, in ordine di tempo, delle vittime di un efferato “Jack lo Squartatore” ante litteram. Ma non sarà facile svelarne l’identità e consegnarlo nelle mani dell?implacabile giustizia romana.
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### Recensione
**Per una triste Patricia Cornwell la vita è soltanto un obitorio**
*Soria Piero*, Tuttolibri – La Stampa
La tempesta (psicologica ed ormonale) sembra sia passata. Il sole è tornato a far capolino. Ma che da un pallido raggio, che fora rabbioso la nebbia, si possa presagire il definitivo ritorno del bel tempo ce ne passa. Causa di morte di Patricia Cornwell ha infatti la stanchezza e l’umidità di una giornata di fine inverno: si sente – lontano – lo scoppiettare di un fuoco nel camino, segno che l’antica fiamma non si è del tutto spenta, come invece aveva fatto presagire lo sconclusionato Nido dei calabroni. Tuttavia la lucida mano che aveva disegnato Oggetti di reato (e poi, con buona perseveranza, Quel che rimane e La fabbrica dei morti) ha ancora frequenti tratti di opacità, prova che l’umana tensione che la vedeva coinvolta nella “scandalosa” vicenda giudiziaria dei suoi amori era superiore a quella letteraria e – in qualche modo – in essa traboccante. La trama. È La vigilia di Capodanno e Kay Scarpetta – la detective patologa che un po’ mascolinamente scopre assassini sezionando cadaveri – abbandona Richmond per coprire il distretto di Tidewater lasciato scoperto da un suo sottoposto costretto a Londra dal funerale della madre. È in attesa di Lucy, nipotina genio in forza all’Fbi – con perenni turbe informatiche ed omosex – quando un’ambigua telefonata le annuncia il ritrovamento di un cadavere nelle acque gelide dell’Elizabeth River, tra i sottomarini e le fregate in disuso del vecchio arsenale della Marina militare. Forzando l’incomprensibile ostacolo frapposto da militari e civili, Kay si appropria dell’indagine: indossa pinne, muta e bombole. Si tuffa nel gorgo ghiacciato. E scopre che la vittima è un giornalista suo amico, gran cacciatore di scoop. Incidente, suicidio o delitto? Il fatto che tutti cerchino di metterle i bastoni tra le ruote – e un inconfondibile profumo di mandorle amare – la fanno subito propendere per l’ultima ipotesi. Ma, nel momento stesso in cui la formula, incomincia un’incredibile serie di oscure minacce. Un suo assistente viene ucciso. Ed i guai sembrano pioverle addosso da ogni parte, prefigurando un complotto di immense dimensioni viste la quantità – e la qualità – delle persone che via via risultano coinvolte. La chiave di volta – naturalmente – è l’indagine a cui si stava dedicando il giornalista giustiziato: il movimento dei Nuovi Sionisti, folle setta razzista depositaria del Libro (una sorta di Bibbia sanguinaria, vademecum di torture, allucinazioni e violenze di ogni genere). Inevitabilmente Scarpetta sventerà il Piano, ma cortesia vuole non svelarne il come. Più interessante è invece sottolineare il livello emozionale dell’autrice che, presa com’era – al momento della scrittura – dalla sua vicenda personale, ha infarcito la narrazione di abbandoni: Kay viene lasciata da Benton Wesley (il consueto ed un po’ ansiogeno amante dell’Fbi che nel frattempo ha anche deciso di lasciare la moglie); il fido e subornato Pete Marino viene scaricato da Doris dopo che il medesimo destino gli era toccato in sorte per colpa della legittima consorte; la bulimica ed alcolica Lucy viene abbandonata da una Janet incapace di sopportare la condanna di famiglia per le sue tendenze poco ortodosse. Poco importa che gran parte di questi amori finiscano per risistemarsi. È il modo in cui riprendono che fa tristezza. La stessa stanca tristezza, poi, che è l’umore di fondo di tutto il romanzo e che coincide con quello di un’autrice che si lascia prendere più dai sentimenti che dai fatti, spezzettando ancor di più il filo, esile fino all’inverosimile, della storia. La loro prevalenza finisce così per cancellare quello che era uno dei meriti più grandi della Cronwell: la capacità di ambientare i suoi racconti, l’abilità cioè nel descrivere – attraverso i canoni del thriller – squarci profondi di società. Quell’America che con una mano liberal offre grandi possibilità di lavoro, carriera e successo alle donne, ma che con la mano conservatrice tende a livellarne i meriti. Quella Virginia, a cavallo tra Richmond e Charleston, che ancora oggi pare la roccaforte confederata del Rett Butler di “Via col Vento”, fatta di colline, orgoglio e ricordi. È come se, d’improvviso, alla scrittura della Cornwell fossero venuti meno i panorami, i luoghi, le persone. Tutto è uguale, indistinguibile, lattiginoso. Chiuso dentro quattro mura. Persino una rapida corsa a Londra finisce per esaurirsi tra le celle frigorifere di un ennesimo obitorio.
### Sinossi
Pompei, 47 d.C. Una città vivace e caotica, ancora ignara del destino di morte e gloria che l’attende. Il Vesuvio nasconde la propria furia e per le strade è un ribollire di commerci e incontri, non tutti approvati dai pochi superstiti rappresentanti del severo *mos maiorum*. Protagonista di questa spumeggiante vita mondana è l’avvenente cortigiana Fortunata. Ma la sua bellezza non vale a salvarla dalla crudeltà di uno spietato assassino che uccide le prostitute di Pompei. A nulla sono servite le amicizie altolocate della donna, che tempo prima era stata la favorita di Claudio. Profondamente turbato da questa morte, l’imperatore invia a indagare il senatore Publio Aurelio Stazio perché faccia luce sull’accaduto. E sarà proprio Aurelio a scoprire che Fortunata è solo l?ultima, in ordine di tempo, delle vittime di un efferato “Jack lo Squartatore” ante litteram. Ma non sarà facile svelarne l’identità e consegnarlo nelle mani dell?implacabile giustizia romana.